Di copyright, ripping e streaming universitari

I vertici di UCLA scagionati dopo le accuse di violazione del diritto d'autore. L'uso legittimo di un software per l'aggiramento delle tecnologie anti-copia non viola il DMCA. Soprattutto se usato a scopi educativi

Roma – Liberati dalle grinfie dei legittimi detentori dei diritti, scagionati dalle accuse di violazione massiva del copyright. I vertici della University of California, Los Angeles (UCLA) potranno di fatto continuare a trasmettere in streaming i propri DVD, acquistati legalmente per la visione a scopo formativo .

A muoversi compatto era stato il fronte legale organizzato dalla Association for Information Media and Equipment (AIME), che nel lontano 2006 accusava l’ateneo californiano di aver implementato uno specifico software per l’aggiramento delle tecnologie anti-copia di svariati DVD , in particolare distribuiti da Ambrose Video Publishing.

Una violazione del Digital Millennium Copyright Act (DMCA), almeno secondo i rappresentanti di AIME. Che accusano i vertici di UCLA di aver ignorato alcuni termini di licenza, ovvero quelli che avrebbero proibito la riproduzione e trasmissione in pubblico dei DVD . L’università statunitense aveva tirato subito in ballo i suoi obiettivi esclusivamente educativi.

Proprio il principio anglosassone del fair use è stato ora impugnato dal giudice Consuelo B. Marshall, che ha sottolineato come lo streaming dei video avvenga sempre per fini formativi. Non importa dunque che UCLA abbia sfruttato un software votato al ripping dei supporti: lo stesso DMCA autorizzerebbe la copia di un DVD se per un uso legittimo del suo contenuto.

Mauro Vecchio

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • vicio scrive:
    Aekawitm: eroe nazionale tailandese!
    [img]http://www.bangkokpost.com/media/content/20111003/316627.jpg[/img]Ho seguito i principali siti Tailandesi che hanno riportato la notizia e aggiungo all'articolo che:- Aekawitm è figlio di una famiglia ricchissima tailandese- la Chula (così la chiamiamo noi qui a Bangkok) è l'Università più esclusiva a Bangkok è il costo può essere anche 20.000 euro all'anno- che quando costituitosi di fronte alla polizia il suo look era molto 'cool'Ma la cosa più interessante è che gira la voce che la PASSWORD 'hackerata' sia '123456'!!!!A questo punto come dargli torto, quando dice che il Primo Ministro è inadeguato!L'unica nota per Giorgia: In Tailandia non c'è una legge sulla privacy vera e propria. Le aziende (sopratutto banche e telecomunicazioni) usano i dati come gli pare. Però sono molto rispettosi e non esagerano, quindi alla fine non è un grosso problema. In generale in Tailandia ci sono pochissime leggi, se ci confrontiamo con l'Italia. Nonostante questo si vive bene, perché i tailandesi sono generalmente onesti e corretti (anche quando poveri) e sembra che i giudici anche in mancanza di leggi, amministrano con il buon senso del padre di famiglia. La corruzione (al centro delle vicende della famiglia Shinawatra) è molto diffusa, ma in fondo non incide molto nella vita dei tailandesi. Infatti solo una piccola percentuale pagano le tasse e pertanto il bottino dei corrotti è misero e sopratutto non intacca i privilegi dei più poveri. Se vieni a Bangkok passa pure a prendere un caffèviciopunto_informatico_giorga_exp_201201_321@webapp.asia
    • dfghjk scrive:
      Re: Aekawitm: eroe nazionale tailandese!


      Se vieni a Bangkok passa pure a prendere un caffè
      Tra un colpo di stato e l'altro ?
Chiudi i commenti