Dicono che la Legge Urbani cambierà

Presentati gli emendamenti che dovrebbero rendere digeribile la più contestata normativa italiana sulla Società dell'Informazione. Stanca: disposizioni più equilibrate. Cortiana: aspettiamo di leggere il testo


Roma – Sono stati presentati gli emendamenti che dovrebbero trasformare la Legge Urbani sul file sharing: dovrebbero cancellare le disposizioni che hanno provocato enormi polemiche e che oggi possono portare a pesantissime sanzioni anche per minime violazioni della legge sul diritto d’autore. Visto l?enorme ritardo con cui arriva questa novità è ben comprensibile se in molti in queste ore continuano a nutrire un certo scetticismo sulla possibilità che la Legge Urbani venga finalmente modificata.

Ad annunciare che qualcosa si muove è stato ieri Paolo Vigevano , presidente della commissione e-Content: questi emendamenti sarebbero il frutto del lavoro che proprio la commissione Vigevano ha svolto in questi mesi per cercare di capire come affrontare il problema della salvaguardia del diritto d’autore nell’era digitale. Gli emendamenti sono stati formalmente presentati dal senatore Franco Asciutti , ossia dal presidente della commissione Istruzione pubblica del Senato.

Sebbene ancora non sia disponibile il testo, gli emendamenti prevedono che le sanzioni più gravi, dalla multa al carcere, siano previste soltanto per chi pone opere protette in condivisione in rete con finalità di lucro . Viene dunque cancellata quella locuzione, ” per trarne profitto “, che dava valenza penale anche a comportamenti del tutto privi di qualsiasi finalità economica. Comportamenti messi tuttora in atto ogni giorno da milioni di italiani.

Non solo. Stando a quanto dichiarato dal ministero all’Innovazione, viene anche introdotta la possibilità di cancellare il reato qualora la condivisione di opere protette non abbia appunto finalità di lucro, una cancellazione che passa attraverso il pagamento di una multa. La conseguenza, se le modifiche saranno approvate, sarà che gli utenti del peer-to-peer che condividono file tutelati dal diritto d’autore senza autorizzazione non rischieranno più il carcere .

Tra le novità anche l’adozione di codici “di deontologia e buona condotta” del settore Internet focalizzati su temi specifici, come le tecnologie DRM (Digital Rights Management), la possibilità di intervenire in modo preventivo su chi viola la normativa, la promozione di nuovi modelli di sfruttamento economico dei contenuti digitali e le modalità per una corretta informazione da fornire agli utenti.

Secondo il ministro all’Innovazione Lucio Stanca in questo modo “sono state rese più equilibrate e più giuste le disposizioni per la lotta alla pirateria informatica”. Stanca ha sottolineato che “con questa proposta di emendamento della maggioranza, con l?assenso del Governo, è stato onorato l?accordo preso in sede di approvazione del DL Urbani”.

Da parte sua il senatore dei Verdi Fiorello Cortiana , il più fiero oppositore della normativa al Senato, ha dichiarato di augurarsi che gli emendamenti “siano coerenti con gli Ordini del giorno approvati dal Senato, che lo stesso ministro Urbani si era impegnato, a nome del Governo, ad accogliere”.

Cortiana spera anche che l’approvazione degli emendamenti sia rapida visto che oggi “siamo tutti d’accordo sulla grave stortura della Legge che dà 4 anni di galera a un ragazzino che scarica dal web una canzonetta”. C’è dunque fiducia, sebbene da quattro mesi si attenda il parere della commissione Bilancio sulle modifiche, essenziali per l’iter normativo. “L’opposizione – ha spiegato Cortiana – ha fatto la sua parte lasciando la deliberante per tutti questi mesi. Ora, però, esigiamo che la Maggioranza faccia altrettanto dando i pareri che servono e, soprattutto, sbrighiamoci a togliere questo obbrobrio dalla nostra legislazione”.

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

Chiudi i commenti