Dirittodautore.it replica a Somma

di Giovanni d'Ammassa. Dal sito Dirittodautore.it una replica alle argomentazioni di Emmanuele Somma sul diritto d'autore e il copyright: ecco perché il diritto d'autore è un diritto centrale ed essenziale (anche per l'open source)


Roma – Ieri Emmanuele Somma ci ha anticipato via email un articolo, pubblicato su Punto Informatico, dove espone alcune sue tesi contro il diritto d’autore, a suo dire un “diritto secondario e un po ‘ posticcio”, “posticcio e contorto che tende a limitare la proprietà privata in favore di una sempre più vaga proprietà intellettuale” e assegna in “misura minima e trascurabile vantaggi agli autori”.

E’ su questo piano, quello teorico, che vogliamo muovere alcune critiche a queste teorie, che si fondano, a nostro parere, su una visione distorta del concetto di diritto d’autore.

E’ infatti forse difficile comprendere la distinzione tra il bene materiale (corpus mechanicum), ovvero gli esemplari in cui si concretizza materialmente l’opera, e il bene immateriale (corpus mysticum), ovvero l’opera quale creazione intellettuale dell’autore, l’opera dell’ingegno, che è qualcosa di non tangibile.

Il diritto d’autore nasce proprio per proteggere questa distinzione, per proteggere il diritto dell’autore ad avere la libera disponibilità di quanto ha creato, senza che nessuno possa sottrargli in qualunque modo il frutto del proprio intelletto.

Sul piano pratico cosa significa? Significa, in sostanza, che l’autore può decidere cosa fare della propria opera: non pubblicarla e/o diffonderla, oppure concederne l’utilizzo gratuito o dietro compenso.

Se lo consideriamo in questa ottica, che è quella corretta, il tanto bistrattato diritto d’autore diventa così il padre/garante dell’Open Source: proprio perché tutelati da un diritto specifico della piena disponibilità di quanto hanno creato, gli autori possono permettere la diffusione gratuita dei propri software e del codice dei programmi!

Un altro esempio ci viene in mente ricordando Alberto Korda (Alberto Diaz Gutierrez), un fotografo che scattò una famosissima immagine di Che Guevara: ebbene, Korda non chiese mai nessuna royalty per l’utilizzo di questa fotografia, la cui diffusione è stata planetaria, anzi si oppose a utilizzi che non fossero degni della foto o del personaggio: proprio perché esiste una tutela basata su un diritto specifico, Korda ha potuto impedire che alcune aziende potessero utilizzare la sua foto per scopi di lucro.

Esiste anche una contraddizione di fondo nelle teorie di Emmanuele Somma: prima bistratta il diritto d’autore come non necessario, ma alla fine dell’articolo inserisce una licenza d’uso ove stabilisce i criteri di riproduzione dello stesso, con tanto di simbolico ©. Su quali basi l’autore può decidere come e quando il suo articolo venga riprodotto, se non quelle del “secondario, posticcio e contorto” diritto d’autore?

Ribattiamo un’altra affermazione, sui vantaggi minimi e trascurabili per gli autori dell’esistenza di un diritto d’autore: quante ore del suo tempo ha utilizzato Emmanuele Somma per scrivere questo articolo, una, due, quattro? E se da questa sua attività intellettuale ne dovesse trarre sostentamento, come un autore “puro”, non sarebbe interessato direttamente a una legislazione che lo tutelasse nello sfruttamento economico di quanto ha scritto? E questa legislazione non è quella del diritto d’autore?


Il diritto d’autore non è un diritto secondario, come afferma Emmanuele Somma, ma una delle nostre maggiori libertà del nostro tempo, per la quale gli autori hanno dovuto lottare per secoli. E’ un diritto necessario: se non esistesse, chiunque potrebbe utilizzare a suo piacimento quanto creato da qualcun altro.

Se Emmanuele Somma propone uno scenario dove l’utente finale si trova a combattere contro licenze “impossibili”, noi gliene proponiamo un altro: in mancanza di una adeguata tutela, l’autore non potrebbe dedicare interamente le proprie risorse intellettuali alla creazione (di musica, di romanzi e poesie, di software, ecc. ecc.), oppure non diffonderebbe al pubblico quanto creato. Perché non ne avrebbe un ritorno economico che gli consentirebbe di sopravvivere: diciamo che dovrebbe trovarsi un altro lavoro.

Con la conseguenza di un decadimento generale della qualità dell’opere, della loro diffusione, da cui logicamente deriva un disfacimento culturale che non giova a nessuno. Due scenari contrapposti ma entrambi possibili.

Se l’opera dell’ingegno è un business a livello mondiale, ciò non è colpa del diritto d’autore. Se esiste una concentrazione mondiale presso poche multinazionali dello sfruttamento economico dell’opera dell’ingegno, non è colpa del diritto d’autore.

E’ proprio il diritto d’autore che invece può offrire l’alternativa: Open Source, Licenze GNU, distribuzione alternativa, Internet e quant’altro.

Certamente c’è bisogno di leggi più chiare, che stiano al passo coi tempi: grazie a Internet e alle tecnologie digitali stiamo vivendo un periodo di cambiamenti sociali ed economici che stanno dando enormi scossoni a sistemi considerati fino a poco fa unici, come quello della distribuzione e della vendita. Cambia anche il modo in cui l’opera viene usufruita, distribuita, venduta.

Un’opportunità incredibile per gli autori, che possono gestire la diffusione delle proprie opere personalmente, senza “intermediari”. L’autore deve essere perciò assolutamente tutelato, ma deve essere certamente tutelato anche chi acquista un esemplare dell’opera dell’ingegno, che non può essere sottoposto al giogo di licenze di utilizzo troppo complesse e tortuose.

Avv. Giovanni d’Ammassa
Presidente associazione Dirittodautore.it

Dirittodautore.it è un’associazione nata nel 2001 che intende favorire la promozione della cultura del diritto d’autore in Italia e dei suoi strumenti giuridici, nella convinzione che la più ampia circolazione possibile della conoscenza in materia porti beneficio a tutte le parti in causa: non solo editori e autori, impresari e uomini di spettacolo, avvocati e studiosi, ma chiunque. L’associazione sarà presentata al pubblico il prossimo mese di settembre.

© Giovanni d’Ammassa – Il presente articolo può essere liberamente riprodotto in forma completa e integrale.

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  • Anonimo scrive:
    COCCODRILLI.
    A ME RISULTA CHE L' UNICA COSA BUONA CHE L' OLIVETTI ABBIA FATTO ERA LA "Lettera 32".MI SA CHE VOI VOLETE FARE QUELLO CHE IN TERMINI GIORNALISTICI CHIAMANO "COCCODRILLO".ESAGERATI.
    • Anonimo scrive:
      Re: COCCODRILLI.

      OLIVETTI ABBIA FATTO ERA LA "Lettera 32".Spiacente alieno, ma leggiti il post predecedente e chiediti quanti industriali spendano ancora del denaro per far studiare i propri operai.Non solo, la Olivetti costruiva anche le case per i propri dipendenti.Quindi non stiamo facendo un coccodrillo con questi post, ma semplicemente ricordando, senza intenti retorici, qualcuno che ha DAVVERO migliorato le condizioni di vita di una zona, creando dal nulla una fiorente industria. Che poi questa industria sia andata a meretrici a causa dell'inettitudine o ingordigia di certi suoi dirigenti successivi (leggere Ing Debenedetti) e' un'altra storia.Il Conte
  • Anonimo scrive:
    L'Olivetti è stata il mio liceo.
    Operaio a 17 anni,nel 1958, poi tecnico macchine calcolatrici, poi venditore speciale.Fuori da Olivetti sono diventato Dirigente a 40 anni, oggi ho una mia modesta società di consulenza.L'Olivetti dell'Ingegner Adriano è stata la mia base.Onoriamo i Grandi Uomini che oggi ci mancano.
  • Anonimo scrive:
    Per saperne di piu'...
    http://www.lasentinella.kataweb.it/sentinella/nonquotidiano/speciale/olivetti/profilo.html
  • Anonimo scrive:
    LUI ERA UN GRANDE, I PC OLIVETTI UN PO' MENO...
    Non discuto la grandezza e l'importanza del personaggio (troppo spesso gli italiani più grandi e geniali finiscono dimenticati o peggio ancora a lavorare all'estero...) tuttavia forse è meglio che se ne sia andato prima degli anni '80... da appassionato di pc non posso fare a meno di pensare che i personal Olivetti siamo sempre stati scarsini rispetto alla concorrenza(uso un eufemismo... questa non vuol certo essere uan mail polemica) Comunque questo grande personaggio in fondo non c'entra con tutto ciò!
    • Anonimo scrive:
      Re: LUI ERA UN GRANDE, I PC OLIVETTI UN PO' MENO...

      personal Olivetti siamo sempre stati
      scarsini rispetto alla concorrenzaSalvo il mitico M24 che ha spaccato le ossa (e non solo) ai grandi, se non erro era anche esportato neli USA
      (uso un eufemismo... questa non vuol certo
      essere uan mail polemica) Comunque questo
      grande personaggio in fondo non c'entra con
      tutto ciò!Quello che ha fatto per Ivrea (e non parlo solo di posti di lavoro) lo rende un GrandeIl Conte
      • Anonimo scrive:
        Re: LUI ERA UN GRANDE, I PC OLIVETTI UN PO' MENO...
        - Scritto da: Count Zero


        personal Olivetti siamo sempre stati

        scarsini rispetto alla concorrenza

        Salvo il mitico M24 che ha spaccato le ossa
        (e non solo) ai grandi, se non erro era
        anche esportato neli USAAaaaaa .... Che ricordi ......Io ho imparato ad usare il PC e a programmare (prima in Basic e poi in Turbo Pascal)sugli M24 del laboratorio di informatica della mia facolta'...La cosa che apprezzavo di piu' era la scheda grafica 640*400 quando la CGA degli XT arrivava a 320*200 in grafica e a 640*400 ma solo in modalita' testo. E anche in modalita' testo la definizione dei caratteri era ben diversa.La qualita' degli HD invece non era il massimo ..Comunque tutto sommato un buon PC. L'Olivetti si e' sputtanata dopo ...In ogni caso non so se era esportato negli USA o se era derivato da un altro computer ma mi ricordo che il Pctools identificava l'M24 come un ATT 6300 (almeno mi sembra), mentre per le routine grafiche Borland la scheda video era una ATT 400 !!
        • Anonimo scrive:
          Re: LUI ERA UN GRANDE, I PC OLIVETTI UN PO' MENO...

          La cosa che apprezzavo di piu' era la scheda
          grafica 640*400 quando la CGA degli XT
          arrivava a 320*200 in grafica e a 640*400 ma
          solo in modalita' testo. E anche in
          modalita' testo la definizione dei caratteri
          era ben diversa.Miii Yomo!!! Come diavolo si chiamava la scheda??Ricordo che mi faceva impallare lo Scanner uan volta su 3In vena di ricordi, quanti hanno usato il mitico PE2 come editor?Il Conte
          • Anonimo scrive:
            Re: LUI ERA UN GRANDE, I PC OLIVETTI UN PO' MENO...
            - Scritto da: Count Zero

            La cosa che apprezzavo di piu' era la
            scheda

            grafica 640*400 quando la CGA degli XT

            arrivava a 320*200 in grafica e a 640*400
            ma

            solo in modalita' testo. E anche in

            modalita' testo la definizione dei
            caratteri

            era ben diversa.

            Miii Yomo!!! Come diavolo si chiamava la
            scheda??La scheda grafica ? Non era la ATT400 ?
            Ricordo che mi faceva impallare lo Scanner
            uan volta su 3

            In vena di ricordi, quanti hanno usato il
            mitico PE2 come editor?IO IO IO !!!!Anche se per poco perche' poi sono passato al QEDIT, un'altra pietra miliare (c'e' l'ho ancora installato !!!).
          • Anonimo scrive:
            Re: LUI ERA UN GRANDE, I PC OLIVETTI UN PO' MENO...

            La scheda grafica ? Non era la ATT400 ?Nah, nah aveva un suo nome qualcosa del tipo EDG o roba simile, non importa, penso che dormiro sonni tranquilli anche se non lo ricordo
            Anche se per poco perche' poi sono passato
            al QEDIT, un'altra pietra miliare (c'e' l'ho
            ancora installato !!!).Blasfemo!!! Il PE2 non si puo' e non si deve tradire!!Il Conte
    • Anonimo scrive:
      Non siamo "solo" dei tecnici...
      ...ricordiamocelo quando facciamo interventi, siamo uomini, nel senso piu' nobile del termine...http://www.lasentinella.kataweb.it/sentinella/nonquotidiano/speciale/olivetti/io201.htm- Scritto da: IBM FRIEND
      Non discuto la grandezza e l'importanza del
      personaggio (troppo spesso gli italiani più
      grandi e geniali finiscono dimenticati o
      peggio ancora a lavorare all'estero...)
      tuttavia forse è meglio che se ne sia andato
      prima degli anni '80... da appassionato di
      pc non posso fare a meno di pensare che i
      personal Olivetti siamo sempre stati
      scarsini rispetto alla concorrenza
      (uso un eufemismo... questa non vuol certo
      essere uan mail polemica) Comunque questo
      grande personaggio in fondo non c'entra con
      tutto ciò!
    • Anonimo scrive:
      Re: LUI ERA UN GRANDE, I PC OLIVETTI UN PO' MENO...

      tuttavia forse è meglio che se ne sia andato
      prima degli anni '80... Se se ne è andato prima degli anni 80 cosa c'entra con i PC Olivetti.Forse sarebbe meglio dire "Peccato che se ne sia andato troppo presto".In ogni caso la vita di un uomo non vale la qualità di un ammasso di ferraglia che tra 6 mesi è già troppo vecchia.Per quanto riguarda il tuo giudizio sui PC, ognuno ha i suoi gusti. E tu sei molto giovane...
    • Anonimo scrive:
      Re: LUI ERA UN GRANDE, I PC OLIVETTI UN PO' MENO...
      HAAAAAAAAAAARRRRGGGG Cosa dici?M24 dell'olivetti era un ottimo computer, peccato che hanno continuato a riproporlo anche quando la concorrenza lo aveva sorpassato. Da allora e' iniziata la decadenza. Ma M24 era ottimo.P.S. avevo iniziato a programmarci sopra in GWBASIC... che ricordi.- Scritto da: IBM FRIEND
      Non discuto la grandezza e l'importanza del
      personaggio (troppo spesso gli italiani più
      grandi e geniali finiscono dimenticati o
      peggio ancora a lavorare all'estero...)
      tuttavia forse è meglio che se ne sia andato
      prima degli anni '80... da appassionato di
      pc non posso fare a meno di pensare che i
      personal Olivetti siamo sempre stati
      scarsini rispetto alla concorrenza
      (uso un eufemismo... questa non vuol certo
      essere uan mail polemica) Comunque questo
      grande personaggio in fondo non c'entra con
      tutto ciò!
    • Anonimo scrive:
      Re: LUI ERA UN GRANDE, I PC OLIVETTI UN PO' MENO...
      L'M24 era un grande PC. Il migliore al suo tempo, quando un PC durava anch e6 mesi ...Certo non si può pensare al fondatore che è morto prima. Allora pensiamo al De Benedetti, che:Ha rifornito banche con i 286 quando i 386 erano già un dato di fattoHa sfruttato le conoscenze (leggi agganci) politici per la battaglia dello scontrino fiscale. Dopo il primo anno erano TUTTI da buttare perchè le EPROM si modificavano benissimo!!!Allora ... Menomale che è morto prima, adesso si ROTOLA nella tomba.... Perchè non ricordare il PC ONE Olivetti, altra pecora nera ? Ancora mi ricordo la Pubblicità: una spina che si infilava nella presa ed una voce "cercavate qualcosa di completo? Mi presento: sono ..."Quanti sprovvedutici sono cascati. Ed adesso Olivetti che fa? non aveva venduto il settore informatico? E dire che avevo anche comprato un PC Olivetti M10, portatile ...Grandi uomini che hanno lasciato il segno, poi dimenticati in nome del Dio denaro. Il problema vero? Penso che adesso tocchi alla Ferrari. Il drake non avremme mai permesso di vendere i motori ad una concorrente, il Shumi (da 75 miliardi/ anno) che non sa ancora (dopo 4 anni) parlare italiano non avrebbe potuto correre così:" non glielo avrebbe permesso: sono auto guidate da principi e regnanti, ci vuole ripetto dell'avversario" Parole di Michele Alboreto. che riposi in pace.
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