Domini XXX, si aprano le danze

Il registry responsabile della gestione dei nuovi porno-domini di primo livello avvia le prime vendite con offerte bloccate per i brand più noti. Poi sarà la volta dell'industria del porno, mentre i nomi di celebrità saranno proibiti

Roma – Dopo tanto discutere e polemizzare , ICM Registry ha finalmente dato il via alla vendita dei domini .xxx : quest’oggi nasce ufficialmente il “distretto a luci rosse” di Internet, un’appendice della rete globale che secondo le intenzioni dei promotori dovrebbe garantire maggiore sicurezza agli internauti e nuove opportunità di business all’industria dell’intrattenimento per adulti.

La messa in commercio dei gTLD .xxx avverrà a scaglioni: per i primi 50 giorni ICM si rivolgerà esclusivamente ai marchi più noti, aziende conosciute come Coca-Cola o Apple e che avranno la possibilità di prendere il controllo del corrispondente dominio a tripla x ( apple.xxx , coca-cola.xxx e via elencando) e quindi bloccare sul nascere i cyber-squatter pronti ad abusare della nuova tipologia di dominio.

Dopo i brand noti sarà il turno dell’industria del porno, che per 17 giorni potrà fare incetta di domini xxx senza il rischio di vederseli soffiare da profittatori senza scrupoli (o interessi nel “business”) e perfetti sconosciuti. In seguito i domini a tripla x verranno offerti al vasto pubblico, anche se ICM Registry sottolinea che il maggiore appeal dei nuovi gTLD avrà effetto proprio sulla succitata industria del porno.

Prima ancora di dare il via alla vendita dei domini osé, a ogni modo, il registry statunitense si è mosso per mettere al bando – un bando a quanto pare permanente – l’associazione dei nomi di politici, personaggi famosi e appartenenti allo “star system” internazionale alla tripla x del nuovo porno-ghetto di Internet.

Alfonso Maruccia

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • Alessandro Ingrosso scrive:
    C'è qualcosa anche in Italia
    Vorrei segnalare che anche in Italia un gruppo di giovani ventenni di un campus universitario romano sono al lavoro su un prototipo di specchio interattivo sviluppato con Kinect. Attraverso realtà aumentata e riconoscimento gestuale è possibile sfogliare e indossare gli abiti del proprio guardaroba o del negozio preferito.Ecco i riferimenti link:http://www.youtube.com/watch?v=Z-eeldBfgkchttp://www.giornaledipuglia.com/2011/08/moda-e-facebook-nasce-linteractive.html
Chiudi i commenti