Download/ Opera e 5 fratelli

La suite di navigazione Made in Oslo, insieme a 5 altri programmi utili per tagliare, suonare, memorizzare e alzare il volume!

Dopo varie segnalazioni da parte dei lettori, che non si spiegavano la mancanza di Opera in PI Download (o meglio.. la sua sparizione), eccolo qui redivivo! Sono ancora molte le vecchie recensioni della ex “rubrica” Download in attesa di migrare in PI Download, aggiornate e controllate ed arricchite ed Opera era tra queste.
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  • gianpietrone scrive:
    Le Università in Italia, considerazioni
    Buon giorno a tutti!!Ho scritto un sito che riporta i miei documenti di Laurea, ottenuti da una University americana (la THE YORKER). Subito si sono levati gli scudi contro questo genere di University, equiparando la YORKER a qualcosa senza legalità e? di conseguenza i miei certificati senza valore.Ora, si potrebbe realizzare che, avendo io frequentato un percorso di studi, presso una organizzazione (la THE YORKER) americana; posso subito dire che, da parte della bella Italia e dalle sue istituzioni non c?è proprio nulla da interferire. Non si può sparare a zero sulle University americane ? sui suoi titoli se, prima non si ha un quadro completo della situazione. E? vero si, che esistono in USA delle organizzazioni che ti danno una LAUREA nel giro di 10giorni, senza studiare e? con pochi spiccioli. Questi documenti potrebbero ancora avere valore (anche se all?apparenza falsi) se si considerasse per un momento i singoli casi. Infatti, chi ha comprato (non nel mio caso!!) una siffatta Laurea potrebbe essere una persona con 30-40anni di esperienza sul campo e? altamente specializzato, cioè al di sopra di un laureato normale e? in questo caso il titolo avrebbe una validità PIENA!!! Dico questo perché non sono i titoli a GLORIFICARE L?UOMO ma? E? L?UOMO A GLORIFICARE I TITOLI!! Capito!! Nel mio caso però, ho svolto un ?VERO? percorso di studio ? ho integrato la mia vita di studi con quello che la YORKER mi ha fornito, privo di ?STUPIDE FORMALITA??.Ho scritto una TESI DI LAUREA ? ho svolto un regolare esame e? ho i documenti APOSTILLED e? guarda, guarda: Ho dei timbri a secco dello STATO DI NEW YORK.Almeno che, non si consideri i funzionari americani delle persone che attuano dei riconoscimenti all?acqua di rose? posso dire di avere dei documenti che debbono essere riconosciuti in tutto il mondo. Quello che mi permette di AUTENTICARE i miei documenti di LAUREA non sono le formalità; piuttosto sono: il mio essere ? la mia onestà ? la mia consapevolezza. Sono sicuro che, che critica i titoli americani, e fa di tutta l?erba un fascio, è una persona frustata dalle ?FORMALITA?? ? dai ?PROFESSORI? che pensano agli allievi come a delle entità da combattere agendo con ?SADISMO?. Oppure poco convinti dei sistemi, dettati più dalla NOMENKLATURA che dal buon senso.Infine, voglio dire che, non cambierei la mia Laurea americana con nessuna delle lauree italiane. Certo, non tutte le situazioni saranno come la mia, resta il fatto che io mi sento onorato.Sto aspettando qualche sapientone il quale, oltre che scrivere appunti ?ANONIMI? si Internet, abbia il coraggio di venire fuori a viso scoperto, fornendo e-mail ? indirizzo e? nome!!! Una qualsiasi persona onesta, deve avere il coraggio di qualificarsi. Io lo invito ad aprire un dialogo con il sottoscritto. Forse si potrebbe aprire una strada che farebbe bene a tutti; specialmente a chi non è figlio di PAPA?. La possibilità della conoscenza è il seme della CIVILTA?.Il mio indirizzo di posta è: bomboi45@hotmail.comil mio nome: dr. Gian Pietro Bomboi.
    • Anonimo scrive:
      Re: Le Università in Italia, considerazi
      - Scritto da: gianpietrone
      Buon giorno a tutti!!

      Ho scritto un sito che riporta i miei documenti
      di Laurea, ottenuti da una University americana
      (la THE YORKER). Subito si sono levati gli scudi
      contro questo genere di University, equiparando
      la YORKER a qualcosa senza legalità e? di
      conseguenza i miei certificati senza valore.non sono titoli riconosciuti dallo stato italiano, ergo senza il valore legale che invece hanno i titoli riconosciuti.In particolare non consentono l'uso del titolo di dottore.
      Ora, si potrebbe realizzare che, avendo io
      frequentato un percorso di studi, presso una
      organizzazione (la THE YORKER) americana; posso
      subito dire che, da parte della bella Italia e
      dalle sue istituzioni non c?è proprio nulla da
      interferire. Non si può sparare a zero sulle
      University americane ? sui suoi titoli se, prima
      non si ha un quadro completo della situazione. E?
      vero si, che esistono in USA delle organizzazioni
      che ti danno una LAUREA nel giro di 10giorni,
      senza studiare e? con pochi spiccioli.
      i diplomifici esistono (quasi) ovunque, in america, dove non c'è il valore legale della laurea questa viene valorizzata dall'università stessa.Diciamo che è il nome dell'università che valorizza la laurea.
      Questi documenti potrebbero ancora avere valore
      (anche se all?apparenza falsi) se si considerasse
      per un momento i singoli casi. Infatti, chi ha
      comprato (non nel mio caso!!) una siffatta Laurea
      potrebbe essere una persona con 30-40anni di
      esperienza sul campo e? altamente specializzato,
      cioè al di sopra di un laureato normale e? in
      questo caso il titolo avrebbe una validità
      PIENA!!! Dico questo perché non sono i titoli a
      GLORIFICARE L?UOMO ma? E? L?UOMO A GLORIFICARE I
      TITOLI!! Capito!!
      nessuno ha affermato che i titoli sono falsi o millantati, semplicemente si è affermato che non hanno valore legale qua in italia.nessuno ha messo in dubbio competenze e/o conoscenze.
      Nel mio caso però, ho svolto un ?VERO? percorso
      di studio ? ho integrato la mia vita di studi con
      quello che la YORKER mi ha fornito, privo di
      ?STUPIDE FORMALITA??.
      e di grazia, quali sarebbero le stupide formalità ?gli esami ?
      Ho scritto una TESI DI LAUREA ? ho svolto un
      regolare esame e? ho i documenti APOSTILLED e?
      guarda, guarda: Ho dei timbri a secco dello STATO
      DI NEW YORK.
      che non significano niente, non avendo le lauree americane alcun tipo di valore legale.in america chiunque può fondare un'università e dare titoli a chicchessia.In america il valore della laurea viene ereditato dall'università che lo concede.E questo viene valutato anche in base all'influenza che un'università ha sulla comunità scientifica con parametri come: numero e qualità delle pubblicazioni, premi presi dai loro docenti, qualità e valore dimostrato da questi ultimi.
      Sono sicuro che, che critica i
      titoli americani, e fa di tutta l?erba un fascio,
      è una persona frustata dalle ?FORMALITA?? ? dai
      ?PROFESSORI? che pensano agli allievi come a
      delle entità da combattere agendo con ?SADISMO?.
      Oppure poco convinti dei sistemi, dettati più
      dalla NOMENKLATURA che dal buon senso.
      La critica non riguardava tanto i titoli americani, quanto il fatto che non venisse messo in evidenza, nelle loro pubblicità, che i titoli non avevano alcun valore legale in italia, e quindi anche con una loro laurea non si poteva usare il titolo di dottore, titolo tutelato dalla legge italiana, è per questo motivo che ci sono state condanne da parte del garante.
      • gianpietrone scrive:
        Re: Le Università in Italia, considerazi
        nessuno ha affermato che i titoli sono falsi o millantati, semplicemente si è affermato che non hanno valore legale qua in italia.nessuno ha messo in dubbio competenze e/o conoscenze.

        allora!! se non si mettono in dubbio le competenze o

        conoscenze - i titoli non sono falsi o millantati, dove

        è il problema???
        Nel mio caso però, ho svolto un ?VERO? percorso
        di studio ? ho integrato la mia vita di studi con
        quello che la YORKER mi ha fornito, privo di
        ?STUPIDE FORMALITA??.
        e di grazia, quali sarebbero le stupide formalità ?gli esami ?

        Gli esami sono sempre necessari; la vita è piena di

        esami. Poi, tutto bene ma... tutti dobbiamo avere il

        diritto di essere, anche con pochi soldi.
        Ho scritto una TESI DI LAUREA ? ho svolto un
        regolare esame e? ho i documenti APOSTILLED e?
        guarda, guarda: Ho dei timbri a secco dello STATO
        DI NEW YORK.
        che non significano niente, non avendo le lauree americane alcun tipo di valore legale.in america chiunque può fondare un'università e dare titoli a chicchessia.In america il valore della laurea viene ereditato dall'università che lo concede.E questo viene valutato anche in base all'influenza che un'università ha sulla comunità scientifica con parametri come: numero e qualità delle pubblicazioni, premi presi dai loro docenti, qualità e valore dimostrato da questi ultimi.

        tutto OK!!
        Sono sicuro che, che critica i
        titoli americani, e fa di tutta l?erba un fascio,
        è una persona frustata dalle ?FORMALITA?? ? dai
        ?PROFESSORI? che pensano agli allievi come a
        delle entità da combattere agendo con ?SADISMO?.
        Oppure poco convinti dei sistemi, dettati più
        dalla NOMENKLATURA che dal buon senso.
        La critica non riguardava tanto i titoli americani, quanto il fatto che non venisse messo in evidenza, nelle loro pubblicità, che i titoli non avevano alcun valore legale in italia, e quindi anche con una loro laurea non si poteva usare il titolo di dottore, titolo tutelato dalla legge italiana, è per questo motivo che ci sono state condanne da parte del garante.

        Il titolo di DOTTORE si può usare!!! I garanti non

        avevano il diritto di intervenire. Poi, c'è sempre stato

        scritto della non equipollenza!! Lo sanno anche

        i bambini. I garanti... cosa sono?? POI........

        E' ASSURDO!! UN TITOLO DI LAUREA E'

        SEMPRE

        UN TITOLO CON VALORE

        UNIVERSALE.

        NESSUN TITOLO AMERICANO PUO' ESSERE

        TUTELATO DALLA LEGGE ITALIANA. IO SONO

        UN D O T T O R E U.S.A.

        SAREBBE COME DIRE CHE: SE IO SONO NATO

        IN AMERICA, MI HANNO CHIAMATO (ESEMPIO)

        FRANCESCO; VENENDO IN ITALIA NON MI

        VIENE RICONOSCIUTO IL NOME DI FRANCESCO

        MA... IO SEMPLICEMENTE NON ESISTO.

        Fammi una cortesia: se sei convinto che un laureato

        USA non può chiamarsi DOTTORE in Italy,

        denunciami per usurpazione di titolo. Faccio notare

        che il mio titolo è pubblicizzato in mezza Italy - me lo

        documenti - guida telefonica e sul mio PASS

        personale.

        forse non ci crederai ma... quelli della

        NOMENKLATURA sono semplicemente GELOSI!!

        comunque la tua risposta mi ha fatto piacere. Di

        cuore ti ringrazio.Dottor Gian Pietro Bomboi.e-mail: bomboi45@hotmail.com
        • Anonimo scrive:
          Re: Le Università in Italia, considerazi



          allora!! se non si mettono in dubbio le
          competenze o

          conoscenze - i titoli non sono
          falsi o millantati, dove

          è il problema???nessuno



          Gli esami sono sempre necessari; la vita è
          piena di

          esami. Poi, tutto bene ma... tutti
          dobbiamo avere il

          diritto di essere, anche con
          pochi soldi.
          troverei la situazione alquanto squallida se per "essere" ci debba essere bisogno di avere pezzi di carta.Una cosa è l'"essere", una cosa è l'"avere" titoli accademici, o nobiliari o di altro tipo.


          Il titolo di DOTTORE si può usare!!! I garanti
          non


          avevano il diritto di intervenire. Poi, c'è
          sempre statose così fosse perchè non si è presentato ricorso contro la decisione ?


          scritto della non equipollenza!! Lo sanno anche


          i bambini. I garanti... cosa sono?? POI........
          il problema non era che non era scritto, era che era scritto in maniera offuscata e ambigua.


          E' ASSURDO!! UN TITOLO DI LAUREA E'


          SEMPRE

          UN TITOLO CON VALORE


          UNIVERSALE.


          NESSUN TITOLO AMERICANO PUO' ESSERE


          TUTELATO DALLA LEGGE ITALIANA. IO SONO

          UN D
          O T T O R E U.S.A.


          SAREBBE COME DIRE CHE: SE IO SONO NATO

          IN
          AMERICA, MI HANNO CHIAMATO (ESEMPIO)


          FRANCESCO; VENENDO IN ITALIA NON MI


          VIENE RICONOSCIUTO IL NOME DI FRANCESCO


          MA... IO SEMPLICEMENTE NON ESISTO.
          stai facendo semplicemente una mega rigirata di frittata, nell'ordine:a) il titolo americano può essere riconosciuto dal ministero, basta affrontare l'iter burocratico, per informazioni:http://snipurl.com/h3rwcredo che se la laurea l'avessi presa al MIT non ci sarebbero problemi per il riconoscimento.b)i titoli non riconosciuti chiunque può legalmente attribuirli e attribuirseli a suo piacimento, io posso tranquillamente autonominarmi gram maestro dell'ordine cavalleresco dei topocani oppure doctor in trolling, con specializzazione forum di punto informatico e farmi stampare dei bellissimi diplomi dal mio tipografo di fiducia.c)mi sembra confonda l'essere "io sono francesco" con l'avere "io ho una laurea"..


          Fammi una cortesia: se sei convinto che un
          laureato

          USA non può chiamarsi DOTTORE in
          Italy,


          denunciami per usurpazione di titolo. ritengo l'usurpazione di titolo un reato un po' più serio dallo scrivere cavolate su un forum.Imho avrebbe senso solo se usato per fini truffaldini, non per quattro chiacchere in libertà su un forum.


          Faccio
          notare

          che il mio titolo è pubblicizzato in
          mezza Italy - me lo


          documenti - guida telefonica e sul mio PASS


          personale.perchè scrivi italy e non italia ?Tu vuò fa l' americano ?


          forse non ci crederai ma... quelli della


          NOMENKLATURA sono semplicemente GELOSI!!
          gelosi di che ?


          comunque la tua risposta mi ha fatto piacere.
          Di


          cuore ti ringrazio.
          cordialmente ricambioun dottore vero.
          • Anonimo scrive:
            Re: Le Università in Italia, consider 2
            Comunque il governo USA gestisce un sito in cui vengono riportate le università accreditate, questo per consentire di discernere quelle serie dai diplomifici.l'indirizzo del sito è: http://ope.ed.gov/accreditationper completezza le università vengono valutate da enti esterni al dipartimento dell'educazione statunitense, e sevono per certificare la qualità dell'università.
          • gianpietrone scrive:
            Re: Le Università in Italia, considerazi
            Mi saluti con un: "dottore vero". Tu lo dici ma... normalmente dici: "ho un dottore", oppure "sono un dottore"??? Certo che dirai sempre "sono un dottore" e... allora vuol dire che, un titolo di Laurea è uno stato di ESSERE e non di AVERE.Con tutto il mio "girare la frittata" (come dici tu anonimo interlocutore), intendo dire che, un titolo di studio non è prerogativa di uno Stato libero o dittatoriale. Un titolo di studio è qualcosa che ti indica cosa sei veramente. Ma... prima di tutto devi sentirti all'altezza. Spero che, non vorrai dirmi che tutti i laureati dalla Nomenklatura siano all'altezza del titolo ricevuto!!! Io penso che, se tu sei "emancipato" oltre che studioso figlio di papà, capirai perfettamente quello che intendo dire.Capire cosa vuol dire studiare nella vita - nell'esperienza, per 40-50anni. Tanti vero??? Dovresti capire che cosa vuol dire essere preclusi dalle scuole di regime, semplicemente per "POVERTA'". Almeno che, tu non consideri la "POVERTA'" una vigliaccheria.Io sono un DOTTORE Informatico, Ho un Dottorate di ricerca (sette anni) - una Laurea in Ingegneria Elettrica.Se veramente pensi che, solo tu sei un vero dottore, allora mostrati nella tua intierezza, con indirizzo di posta Elettronica - telefono, così ci facciamo una bella chiachierata. Può darsi che diventiamo amici.Se sei qualche nostalgico delle università (magari qualche Rettore tutto regole e leggi) be, allora io sono qui ad aspettarti. Le tue regole contro i miei 65anni di età dei quali 50 passati a studiare. Sono sicuro che ci sarà da divertirsi.Anche se non ti conosco, penso tu sia una persona ragionevole (altrimenti che dottore saresti). Ti saluto di cuoredr. Gian Pietro Bomboibomboi45@hotmail.com
          • Anonimo scrive:
            Re: Le Università in Italia, considerazi
            - Scritto da: gianpietrone
            Mi saluti con un: "dottore vero". Tu lo dici
            ma... normalmente dici: "ho un dottore", oppure
            "sono un dottore"??? veramente preferisco il sig. non uso volentieri il titolo accademico. Se proprio devo presentarmi preferisco dire laureato in...
            Con tutto il mio "girare la frittata" (come dici
            tu anonimo interlocutore), intendo dire che, un
            titolo di studio non è prerogativa di uno Stato
            libero o dittatoriale. Un titolo di studio è
            qualcosa che ti indica cosa sei veramente. Ma...
            prima di tutto devi sentirti all'altezza.
            ma è un riconoscimento che viente concesso da altri, non è un qualcosa che ci si può autoconcedere.Btw separiamo il titolo di studio, che indica solamente che si è seguto un preciso percorso accademico dalle conoscenze che uno ha, che sono a prescindere dal percorso accademico precedentemente seguito.Si può essere analfabeti e molto competenti come si può essere dottori e perfetti imbecilli.
            Spero che, non vorrai dirmi che tutti i laureati
            dalla Nomenklatura siano all'altezza del titolo
            ricevuto!!! Io penso che, se tu sei "emancipato"
            oltre che studioso figlio di papà, capirai
            perfettamente quello che intendo dire.
            guarda che la laurea non è altro che un'attestato che hai passato un certo numero di esami all'università (di cui alcuni al livello di aria fritta), non è un certificato di onnipotenza e non rende ne più intelligente ne più imbecille di quanto si era in partenza, magari ti da' qualche conoscenza in più, ma di certo non ti rende un'essere superiore.Evita di caricare la laurea di significati che non stanno ne in cielo e neppure in terra, tranne che nei sogni di qualche montato appena uscito dall'università, convito che con il pezzo di carta in mano e il titolo di dott. sul biglietto da visita spaccherà in due il mondo.
            Capire cosa vuol dire studiare nella vita -
            nell'esperienza, per 40-50anni. Tanti vero???quanti li ha a fine carriera qualsiasi onesto lavoratore nel suo campo.
            Io sono un DOTTORE Informatico, Ho un Dottorate
            di ricerca (sette anni) - una Laurea in
            Ingegneria Elettrica.scopriamo bene le carte, quei titoli americani mi fanno pena.L'università si dovrebbe frequentare per acquisire conoscenze non per avere solamente un pezzo di carta. Molti pensano che faccia figo il dott. davanti al nome, ecco perchè arrivano ad acquistare anche a caro prezzo, certi diplomi.Per poi scoprire che quello che conta è quello che sai fare, non le scartrofie che uno possiede.
  • Anonimo scrive:
    risibile...

    insomma uno che è abituato
    A VEDERCI CHIARO E AD ANDARE A FONDO.
    Partendo dal lessico. "Internet si scrive
    sempre con la minuscola", sostiene:D :D :DMa perché non smette di "vederci chiaro" (non gli riesce), e non comincia ad "andare a fondo"?
  • Anonimo scrive:
    Domanda seria:-) ... e i tedeschi?
    Se non sbaglio in tedesco i sostantivi si scrivono con l'iniziale maiuscola. Qualcuno sa se si sono posti il problema speculare a quello che domina questo forum? Ossia qualcuno sa se è stato proposto di scrivere 'internet' (quella con la minuscola, cioè il termine che indica una generica rete di reti non 'la rete delle reti') come 'Internet'?
  • Anonimo scrive:
    internet con la i minuscola?
    Ignoranza con la I maiuscola! Eh sì, perchè internet (senza articolo davanti, per carità!) con la I maiuscola e con la i minuscola esistono entrambe, indicano però due cose diverse!Basta essere preparati in ambito umanistico (storici, scrittori, giornalisti, critici....) e si pensa di avere il diritto di dire tutto quello che si vuole.
    • Anonimo scrive:
      Re: internet con la i minuscola?
      Sono sempre quello che ha aperto.Volevo chiarire che è chiaro che spetta ai tecnici dire e spiegare come una cosa si chiama, visto che sono loro ad averla "inventata".Io accetto che mi venga spiegato Dante da un esperto letterario, e al contrario gli scrittori devono accettare che noi tecnici spieghiamo loro come devono usare i termini legati al nostro lavoro.
  • Anonimo scrive:
    Il libro e' libero per uso personale
    Non capisco tutto il rumore sul fatto che il libro sia stampato. Le avvertenze sul copyright dicono che la copia del libro e' libera per uso personale, mentre chi lo vuole copiare per farci business deve chiedere l'autorizzazione. Che c'e' di male?
    • Anonimo scrive:
      Re: Il libro e' libero per uso personale
      - Scritto da: Anonimo
      Non capisco tutto il rumore sul fatto che il
      libro sia stampato. Le avvertenze sul copyright
      dicono che la copia del libro e' libera per uso
      personale, mentre chi lo vuole copiare per farci
      business deve chiedere l'autorizzazione. Che c'e'
      di male?ma che vuol dire?quindi, io che lo userei a scopo personale posso pure averne una copia gratuita senza spendere 12 euro (anche scaricandolo via internet)? A chi posso rivolgermi?E poi... qualsiasi uso commerciale di un libro è destinato ad un uso personale. Da quando infatti i libri sono diventati delle attrezzature industriali??? A me non risulta... risulta invece che libri come questo sono venduti agli utenti privati che li leggono ad uso personale, magari la sera prima di andare a letto...Ma chi volete prendere in giro con questi giochini di parole fatti per incantare i ragazzini-sognatori?Mapperfavore... :@
      • Anonimo scrive:
        Re: Il libro e' libero per uso personale
        - Scritto da: Anonimo

        - Scritto da: Anonimo

        Non capisco tutto il rumore sul fatto che il

        libro sia stampato. Le avvertenze sul copyright

        dicono che la copia del libro e' libera per uso

        personale, mentre chi lo vuole copiare per farci

        business deve chiedere l'autorizzazione. Che
        c'e'

        di male?

        ma che vuol dire?

        quindi, io che lo userei a scopo personale posso
        pure averne una copia gratuita senza spendere 12
        euro (anche scaricandolo via internet)? A chi
        posso rivolgermi?

        E poi... qualsiasi uso commerciale di un libro è
        destinato ad un uso personale. Da quando infatti
        i libri sono diventati delle attrezzature
        industriali??? A me non risulta... risulta invece
        che libri come questo sono venduti agli utenti
        privati che li leggono ad uso personale, magari
        la sera prima di andare a letto...

        Ma chi volete prendere in giro con questi
        giochini di parole fatti per incantare i
        ragazzini-sognatori?

        Mapperfavore... :@i ragazzini-sognatori che già lo acclamano come un eroe dell'open...
        • Anonimo scrive:
          Re: Il libro e' libero per uso personale
          - Scritto da: Anonimo

          - Scritto da: Anonimo

          ma che vuol dire?

          quindi, io che lo userei a scopo personale posso

          pure averne una copia gratuita senza spendere 12

          euro (anche scaricandolo via internet)? A chi

          posso rivolgermi?Scusa, ma che c'e' di male nel pagare un libro?

          E poi... qualsiasi uso commerciale di un libro è

          destinato ad un uso personale. Da quando infattiQuesto non e' vero. Se vuoi usare dei pezzi del libro per citazioni, articoli, didattica, se vuoi fotocopiarne pezzi per farli vedere agli amici questo si puo' fare.Se vuoi guadagnarci su dei soldi - ristampandolo, traducendolo ecc. ecc. - devi chiedere l'autorizzazione.Ancora una volta: che c'e' di strano?

          i libri sono diventati delle attrezzature

          industriali??? A me non risulta... risulta
          invece

          che libri come questo sono venduti agli utenti

          privati che li leggono ad uso personale, magari

          la sera prima di andare a letto...Infatti, il punto non e' l'uso che del libro fa il lettore, ma chi dal libro vuole trarre un ulteriore guadagno economico.

          Ma chi volete prendere in giro con questi

          giochini di parole fatti per incantare i

          ragazzini-sognatori?Gia', chi vogliamo prendere in giro?
          • Anonimo scrive:
            Re: Il libro e' libero per uso personale
            - Scritto da: Anonimo

            Infatti, il punto non e' l'uso che del libro fa
            il lettore, ma chi dal libro vuole trarre un
            ulteriore guadagno economico.ma è ovvio che non si può rivendere il prodotto del tale dell'articolo senza autorizzazione... ci mancherebbe altroquello che voglio ora è il libro e lo voglio gratis punto, e tutto questo in virtù della libertà di informazione e del rifiuto del copyright manifestati dall'autore del librose lo dava in pdf tramite download, l'autore avrebbe appagato la sua immensa voglia di libertà di informazione e io avrei goduto come un pazzo nel leggere e passarmi il tempo libero grazie al lavoro e lo studio altrui... tutto squisitamente gratis :)che c'è di strano?
  • Anonimo scrive:
    Si scrive maiuscolo
    Internet si scrive maiuscolo perchè è un nome proprio. Pur di uso molto comune, mi pare che parole come "la Borsa", "la moneta Euro" o "il Papa" non siano oggetto di discussione.Se qualcuno ha dubbi che Internet sia un'entità unica e ben definita, gestita in modo burocratico, provi a chiedere la registrazione di un dominio a un'entità che non sia autorizzata a registrare nomi per Internet. Come molti sanno, ma non il nostro "esperto", c'è anche lì una burocrazia, che scrive Internet maiuscolo.Infatti, in tutta la documentazione ufficiale dei suoi creatori e gestori (vedi documenti IETF ecc.) Internet è scritto maiuscolo.Inoltre, è convenzione tra persone competenti che "internet" sia una rete di reti, mentre Internet è quella che conosciamo, evoluzione di Arpanet.Internet lo scrivono minuscolo certi giornalisti di quotidiani e periodici, per fare vedere che per loro che "ci capiscono" è parola talmente comune da meritare il minuscolo. Certi commenti mi fanno venire in mente un altro titolo adatto al libro: "La prevalenza del cretino", inteso come "incompetente".==================================Modificato dall'autore il 02/06/2005 23.06.31
    • Anonimo scrive:
      Re: Si scrive maiuscolo
      Quanta pena che fai...- Scritto da: Kalle
      Internet si scrive maiuscolo perchè è un nome
      proprio. Pur di uso molto comune, mi pare che
      parole come "la Borsa", "la moneta Euro" o "il
      Papa" non siano oggetto di discussione.

      Se qualcuno ha dubbi che Internet sia un'entità
      unica e ben definita, gestita in modo
      burocratico, provi a chiedere la registrazione di
      un dominio a un'entità che non sia autorizzata a
      registrare nomi per Internet. Come molti sanno,
      ma non il nostro "esperto", c'è anche lì una
      burocrazia, che scrive Internet maiuscolo.

      Infatti, in tutta la documentazione ufficiale dei
      suoi creatori e gestori (vedi documenti IETF
      ecc.) Internet è scritto maiuscolo.

      Inoltre, è convenzione tra persone competenti che
      "internet" sia una rete di reti, mentre Internet
      è quella che conosciamo, evoluzione di Arpanet.

      Internet lo scrivono minuscolo certi giornalisti
      di quotidiani e periodici, per fare vedere che
      per loro che "ci capiscono" è parola talmente
      comune da meritare il
      minuscolo.

      Certi commenti mi fanno venire in mente un altro
      titolo adatto al libro: "La prevalenza del
      cretino", inteso come "incompetente".

      ==================================
      Modificato dall'autore il 02/06/2005 23.06.31
      • Anonimo scrive:
        Re: Si scrive maiuscolo
        - Scritto da: Anonimo
        Quanta pena che fai...
        Bel commento pieno di contenuti
        • Kudos scrive:
          Re: Si scrive maiuscolo
          un commento valido, il suo... specialmente dacchè è un anonimo...
          • Anonimo scrive:
            Re: Si scrive maiuscolo
            - Scritto da: Kudos
            un commento valido, il suo... specialmente dacchè
            è un anonimo...Non è anonimo è della reda
          • Kudos scrive:
            Re: Si scrive maiuscolo
            - Scritto da: Anonimo

            - Scritto da: Kudos

            un commento valido, il suo... specialmente
            dacchè

            è un anonimo...

            Non è anonimo è della redami riferivo all'anonimo che ha risposto a kalle.
  • Santos-Dumont scrive:
    Sistema su misura
    "Il concetto di copyright, così come lo vogliono interpretare certi grandi e retrogradi interessi, è un'anticaglia superata e irrecuperabile". Ed ancora: "È insensato che possa esserci alcuna proprietà privata (che sia di imprese, governi o altri poteri) dei sistemi e degli strumenti di informazione e conoscenza. Può essere proprietà di qualcuno un singolo giornale, o un'emittente radio o televisiva, o un sito web, eccetera. Ma non l'informazione e la comunicazione in generale. Ogni controllo, censura o monopolio è inaccettabile" Dunque: piratare il segnale di mr. Murdock è lecito in quanto questo tipo di grande monopolio è per definizione retrogrado. Fotocopiare o distribuire in PDF il nuovo libro di Livraghi è ingiusto, lesivo della libertà e possiate morire tutti fulminati se osate copiarne anche una sola misera pagina su Internet.(cylon)
    • firefox88 scrive:
      Re: Sistema su misura
      - Scritto da: Santos-Dumont

      "Il concetto di copyright, così come lo vogliono
      interpretare certi grandi e retrogradi interessi,
      è un'anticaglia superata e irrecuperabile". Ed
      ancora: "È insensato che possa esserci alcuna
      proprietà privata (che sia di imprese, governi o
      altri poteri) dei sistemi e degli strumenti di
      informazione e conoscenza. Può essere proprietà
      di qualcuno un singolo giornale, o un'emittente
      radio o televisiva, o un sito web, eccetera. Ma
      non l'informazione e la comunicazione in
      generale. Ogni controllo, censura o monopolio è
      inaccettabile"


      Dunque: piratare il segnale di mr. Murdock è
      lecito in quanto questo tipo di grande monopolio
      è per definizione retrogrado.
      Fotocopiare o distribuire in PDF il nuovo libro
      di Livraghi è ingiusto, lesivo della libertà e
      possiate morire tutti fulminati se osate copiarne
      anche una sola misera pagina su Internet.
      (cylon)Ma guarda tu... Il filosofo sa come pararsi il c...
  • Anonimo scrive:
    Internet si scrive con...
    ... la minuscola se si intende una rete di reti (in inglese internetwork) generica .Si scrive con la maiuscola (Internet) se si fa riferimento alla rete planetaria basata su protocollo TCP/IP.Questa è solo una convenzione, però è quella comunemente accettata, si può non essere d'accordo, però che senso ha dedicare tanto tempo a questi inutili dettagli? Forse avrebbe (marginalmente) più senso chiedersi perché in Italiano non si usa l'articolo davanti ad Internet. Forse, tutto sommato, è meglio così, almeno si evitano altre inutili elucubrazioni sul genere.P.S.1) 'Aqua' in Latino significa 'acqua'. Vogliamo aprire una discussione inutile per sostenere che la grafia corretta è quella latina, mentre quella in uso, forse imputabile a qualche monaco amanuense distratto, è errata?2) Il dizionario FALDOC citato in http://gandalf.it/uman/recens25.htma sua volta citato in http://gandalf.it/uman/05.htmriporta come definizione di Internet:" (Note: capital "I").The Internet is the largest internet (with a small "i") in the world. It is a three level hierarchy composed of backbone networks, mid-level networks, and stub networks. These include commercial (.com or .co), university (.ac or .edu) and other research networks (.org, .net) and military (.mil) networks and span many different physical networks around the world with various protocols, chiefly the Internet Protocol [...]"mentre come definizione di internet:"(Note: not capitalised) Any set of networks interconnected with routers. The Internet is the biggest example of an internet."Da queste definizioni mi sembra un po' eccessivo concludere che:"[...] distinguono tra internet con la i minuscola, che indica qualsiasi rete che utilizzi i protocolli Tcp/Ip, e Internet con l'iniziale maiuscola per riferirsi alla rete di reti amministrata da istituzioni pubbliche e private della quale il World Wide Web è parte.[...] "In particolare come si può affermare che internet (con la minuscola) indica una rete (di reti) che utilizza il protocollo IP? Nella definizione non viene menzionato alcun protocollo.Penso che chi vuol criticare l'uso invalso di un termine straniero, accettato nella lingua italiana, farebbe bene a farlo adducendo argomentazioni che dimostrino almeno la conoscenza dell'argomento trattato (questo caso potrebbe far pensare il contrario).
  • Anonimo scrive:
    Libro stampato
    Sono, di nuovo, Giancarlo Livraghi. Sull'altro thread: perche' un libro stampato?Da molti anni ho "razzolato come predico" - e continuo a farlo. C'e' una montagna di cose mie disponibili online. Compresi interi libri. Che sia roba buona o no, giudichinio i lettori. Ma certo non e' poca.C'e' anche, btw, in quattro lingue, la serie di cose che ho scritto (dal 1996 in avanti) sul potere della stupidita'.Perche', questa volta, un libro stampato? Potrei tranquillamente dire, come gridavano certe (giustamente) aggressive signore, che il libro e' mio e me lo gestisco io. Potrei anche dire (ed e' vero) che mi piacciono i libri stampati, che trovo molto piu' piacevole leggere in quel modo. Ma c'e' anche un altro motivo. Ho riorganizzato i miei ragionamenti sulla stupidita' in modo diverso da come sono online. Fatto apposta per essere un libro stampato. Ed e' cosi' che doveva uscire. Potrei proporlo anche in pdf, cosi' chi vuole se lo stampa da solo? Sarebbe una schifezza rispetto a un libro decentemente confezionato, ma se a qualcuno piace cosi'... Chissa', forse un giorno lo faro' (ho scelto un editore che non me lo impedirebbe). Ma intanto voglio stare a vedere che cosa succede con il libro cosi' com'e'.Vorrei anche osservare che ho scritto un libro (oltre a varie cose online) sulla stupidita' in cui non ho mai dato dello stupido a qualcuno. Fra le cose spiegate nel libro c'e' anche il fatto che una forma spinta di stupidita' sta nel trattare da stupido chi non la pensa come noi.
    • Anonimo scrive:
      Re: Libro stampato
      - Scritto da: Anonimo
      Sono, di nuovo, Giancarlo Livraghi. Sull'altro
      thread: perche' un libro stampato?

      Da molti anni ho "razzolato come predico" - e
      continuo a farlo. C'e' una montagna di cose mie
      disponibili online. Compresi interi libri. Che
      sia roba buona o no, giudichinio i lettori. Ma
      certo non e' poca.

      C'e' anche, btw, in quattro lingue, la serie di
      cose che ho scritto (dal 1996 in avanti) sul
      potere della stupidita'.

      Perche', questa volta, un libro stampato? Potrei
      tranquillamente dire, come gridavano certe
      (giustamentegiustamente?si se ritieni giusti i diritti di autore...io personalmente li ritengo giusti ma nel tuo caso è quantomeno un controsenso non trovi?scrivere un libro contro i diritti d'autore e poi rivendicarne i diritti d'autore sa di presa per i fondelli e ci fai la figura dell'ennesimo pincopallo che cavalca solo l'onda di facili modo per specularci (e forse la verità è proprio questa)) aggressive signore, che il libro e'
      mio e me lo gestisco io.

      Potrei anche dire (ed e' vero) che mi piacciono i
      libri stampati,anche a me; quasi mai scelgo la versione elettronica di un testo.i libri mi piace toccarli, sentirli, collezziionarli..sarò all'antica. che trovo molto piu' piacevole
      leggere in quel modo.

      Ma c'e' anche un altro motivo. Ho riorganizzato
      i miei ragionamenti sulla stupidita' in modo
      diverso da come sono online. Fatto apposta per
      essere un libro stampato.? cosa vuoi dire esattamente?c'è un modo di scrivere fatto apposta per i libri stampati che non potrebbe essere utilizzato per il formato elettronico (on-line o pdf che sia)? Ed e' cosi' che doveva
      uscire.

      Potrei proporlo anche in pdf, cosi' chi vuole se
      lo stampa da solo? Sarebbe una schifezza
      rispetto a un libro decentemente confezionato, ma
      se a qualcuno piace cosi'... il fatto è che se ne fai una versione pdf non avendo le spese di editoria può distribuirlo svincolato da diritti d'autore e saresti molto più coerente con te stesso dimostrando che almeno credi in quello che è scritto nel libro stesso... Chissa', forse un
      giorno lo faro' (ho scelto un editore che non me
      lo impedirebbe). Ma intanto voglio stare a
      vedere che cosa succede con il libro cosi'
      com'e'.semplice il libro viene venduto e tu guadagni sfruttando proprio quel meccanismo (il copyright) contro il quale di pronunci aspramente nel libro!

      Vorrei anche osservare che ho scritto un libro
      (oltre a varie cose online) sulla stupidita' in
      cui non ho mai dato dello stupido a qualcuno.
      Fra le cose spiegate nel libro c'e' anche il
      fatto che una forma spinta di stupidita' sta nel
      trattare da stupido chi non la pensa come noi.sono pienamente d'accordo con quest'affermazione.un'intolleranza intellettiva significa negarsi a priori la possibilità di crescità (che avviene sempre per confronti/scontri di pensiero) di pensiero...degradando se stessi alla quintessenza della stupidità













      • Anonimo scrive:
        Re: Libro stampato
        Scritto da "anonimo":
        scrivere un libro contro i diritti d'autore
        e poi rivendicarne i diritti d'autore ...Il libro di cui stiamo parlando e' sul potere della stupidita', non sui "diritti d'autore" (che ho varie volte, in altri contesti, criticato - e mai "rivendicato").Le "aggressive signore" cui ho accennato si occupano di diritti femminili, non di editoria. La cosa di cui rivendicano (giustamente) la proprietà non è un libro. E, accettato che ogni donna ha il diritto di disporne come vuole, mi sembra indiscutibile che sia solo lei a decidere.Un libro stampato, ovviamente, e' una cosa diversa. Non e' un esemplare unico, per sua natura esiste in un numero piu' o meno grande di copie. Lo si scrive perche' si spera che qualcuno lo legga - e sono i lettori a decidere.Uno dei modi perche' piu' persone lo possano leggere e' metterlo a disposizione online. Questa, forse, e' l'unica cosa su cui siamo tutti d'accordo.Ma l'autore ha il diritto (se non sceglie l'anonimato o uno pseudonimo) di essere riconosciuto come tale.Quando, come e dove ho "rivendicato" un qualsiasi altro diritto d'autore? Per piacere, non diciamo stupidaggini. Il libro e' mio, nel senso che l'ho scritto io. Ma non ho mai "rivendicato" alcun altro "diritto".E' chiaramente scritto nel libro che puo' essere liberamente riprodotto (cosa piuttosto rara, per quanto ho potuto vedere, nei libri stampati). Spero solo che chi lo fa abbia il buon gusto di "citare la fonte". Ho visto parecchie cose mie copiate nei posti piu' svariati da gente che le fa passare per sue... non ho mai preso alcuna iniziativa contro di loro, ma non mi sembra un comportamento corretto.Se fosse una questione di soldi, non perderei tempo a scrivere libri. Farei l'idraulico. Un libro come questo non e', ovviamente, da grande diffusione. Considerato il tempo che ci vuole per studiare, approfondire e scrivere un libro decente, nella piu' "grassa" delle ipotesi con i "diritti d'autore" di un libro come questo si guadagna come un operaio tessile in Cina (e quei pochi soldi arrivano anni dopo, non alla fine del mese).Insomma siete, ovviamente, liberi di dire che preferireste averlo subito disponibile anche online (ma sembra che nessuno dei partecipanti a questi thread sia interessato all'argomento). Per il momento l'ho fatto solo in parte. Un giorno, forse, ce lo mettero' per intero (come ho fatto con altri libri). Ma lo faro' se, come e quando ne avro' voglia... e, questo si, e' un diritto insindacabile.(Fra parentesi... nel caso che non fosse chiaro... non sono "anonimo", sono l'autore del libro sul potere della stupidita').
        • Anonimo scrive:
          Re: Libro stampato
          - Scritto da: Anonimo
          Ho visto parecchie cose mie
          copiate nei posti piu' svariati da gente che le
          fa passare per sue... non ho mai preso alcuna
          iniziativa contro di loro, ma non mi sembra un
          comportamento corretto.come vedi il copyright non è così male di come ne hai parlato nell'intervistamentre la possibilità di guadagnarci è un diritto sacrosanto nel rispetto della dignità di chi ha lavorato mesi per scrivere 200 pagine (come sicuramente anche tu hai fatto)ogni cosa va usata con parsimonia, proprio come il copyright, ma sparargli addosso come fosse una grave malattia sociale mi sembra esagerato

          Se fosse una questione di soldi, non perderei
          tempo a scrivere libri. è prima di tutto una questione di principio
    • Anonimo scrive:
      Re: Libro stampato
      - Scritto da: Anonimo
      Sono, di nuovo, Giancarlo Livraghi. Sull'altro
      thread: perche' un libro stampato?

      Da molti anni ho "razzolato come predico" - e
      continuo a farlo. C'e' una montagna di cose mie
      disponibili online. Compresi interi libri. Che
      sia roba buona o no, giudichinio i lettori. Ma
      certo non e' poca.

      C'e' anche, btw, in quattro lingue, la serie di
      cose che ho scritto (dal 1996 in avanti) sul
      potere della stupidita'.

      Perche', questa volta, un libro stampato? Potrei
      tranquillamente dire, come gridavano certe
      (giustamente) aggressive signore, che il libro e'
      mio e me lo gestisco io.

      Potrei anche dire (ed e' vero) che mi piacciono i
      libri stampati, che trovo molto piu' piacevole
      leggere in quel modo.

      Ma c'e' anche un altro motivo. Ho riorganizzato
      i miei ragionamenti sulla stupidita' in modo
      diverso da come sono online. Fatto apposta per
      essere un libro stampato. Ed e' cosi' che doveva
      uscire.

      Potrei proporlo anche in pdf, cosi' chi vuole se
      lo stampa da solo? Sarebbe una schifezza
      rispetto a un libro decentemente confezionato, ma
      se a qualcuno piace cosi'... Chissa', forse un
      giorno lo faro' (ho scelto un editore che non me
      lo impedirebbe). Ma intanto voglio stare a
      vedere che cosa succede con il libro cosi'
      com'e'.

      Vorrei anche osservare che ho scritto un libro
      (oltre a varie cose online) sulla stupidita' in
      cui non ho mai dato dello stupido a qualcuno.
      Fra le cose spiegate nel libro c'e' anche il
      fatto che una forma spinta di stupidita' sta nel
      trattare da stupido chi non la pensa come noi.
      sei davvero divertente, ma un po' di rispetto per l'intelligenza altrui non guasterebbe sai...
    • Anonimo scrive:
      Re: Libro stampato
      - Scritto da: Anonimo
      Perche', questa volta, un libro stampato? Potrei
      tranquillamente dire, come gridavano certe
      (giustamente) aggressive signore, che il libro e'
      mio e me lo gestisco io. Il "giustamente" è del tutto surrettizio, e sicuramente, come cantava una nota urlatrice, anch'esse non erano propriamente "signore". Giustamente, invece, ci chiediamo dove siano oggi quelle "giustamente" aggressive autogestrici uterine, quando si parla di burqa e lapidazioni, quali e quanti cortei abbiano organizzato con cadenza bisettimanale per i diritti violati delle donne nel mondo islamico e dintorni...Parlare di stupiditià è argomento interessante e foriero di vendite, ne sa qualcosa l'ottimo Pino Aprile col suo esilarante "Elogio dell'imbecille", ma forse non sarebbe male, ogni tanto, parlare anche di coerenza.
      • Anonimo scrive:
        Re: Libro stampato
        - Scritto da: Anonimo

        Parlare di stupiditià è argomento interessante e
        foriero di vendite, ne sa qualcosa l'ottimo Pino
        Aprile col suo esilarante "Elogio
        dell'imbecille", ma forse non sarebbe male, ogni
        tanto, parlare anche di coerenza.Osservazione arguta e che centra il punto: è una questione di _coerenza_. La vita è decisamente più generosa con le persone incoerenti di natura. Chi ha a che fare con queste persone finisce presto per abituarsi e non è più infastidito dall'incoerenza. Al limite si _diverte_ a metterla in luce o etichetta l'incoerente come inaffidabile e tira avanti. A dire il vero esistono anche quelli disposti a seguire in ogni caso il proprio profeta-banderuola lungo qualsiasi direzione segnata dalla rosa dei venti...Ad una persona coerente invece una piccola incoerenza può costare il lavoro di una vita. Sto esagerando? Non so... il fatto è che una macchia si nota di più su un tessuto immacolato.Dove sta l'incoerenza in questo caso? Non è tanto per i 12 Euro: il lavoro va retribuito; se poi è pure valido va (andrebbe) retribuito bene. E' che si critica aspramente l'attuale gestione della proprietà intellettuale, se ne auspica il superamento e poi si sceglie di distribuire la propria opera nel modo più tradizionale, quando esistono già sistemi di distribuzione che vanno in direzione del cambiamento?Faccio un'ipotesi (tanto non mi sentirò dare dello stupido se è totalmente campata in aria, no? ;-) ).L'autore è stato spinto all'insano gesto di incoerenza dal suo amore... per lo scrivere. L'amore, si sa, fa compiere spesso delle sciocchezze. 1000, 10000, 100000 (non vado oltre perché in Italia di legge poco... :D) copie vendute permettono di ricavare maggior soddisfazione dal frutto del proprio lavoro del corrispettivo in download. Perché il mondo finora ha girato così. Ma allora...
  • Anonimo scrive:
    Non e' solo ortografia
    Visto che "se non inserisco nickname e password il commento non apparira' firmato" ... non sono "anonimo". Mi chiamo Giancarlo Livraghi e devo confessare che non mi diverte leggere due interminabili thread su "come si scrive l'internet" e su "perche' il libro e' in vendita a 12 euro". Mi sembrava che nell'intervista ci fossero alcuni temi piu' interessanti.Qui rispondo sul primo dei due thread. Circa dodici anni fa anch'io scrivevo "Internet" con la maiuscola. Poi ho capito che stavo sbagliando. I motivi sono spiegati in vari posti - fra cui un un capitolo di un mio libro che e' linkato nell'intervista.Avevo gia' letto, all'epoca, le disquisizioni tecniche che si continuano a citare per giustificare l'uso di "Internet" come nome proprio. Non mi convincevano quando ne parlavano Hafner e Lyon (per il resto e' un bel libro) nel 1996 - ma forse dieci anni prima, ai tempi dell'ArpaNet, potevano avere un senso.Da allora le cose sono cambiate. Ma soprattutto la parola "internet" e' usata largamente da tanta gente che non ha la piu' remota idea di che cosa sia il protocollo TCP/IP. Ed e' la cultura generale quella che mi interessa, non i discorsi tecnici fra tecnici.Un altro fatto e' che tutte quelle cose erano scritte in inglese. Dove la parola "internet" e' sempre preceduta da "the". Ergo non e' un nome proprio. Quanto alla maiuscola... in italiano non si scrive che e' Mercoledi' e che siamo in Giugno. E solo un megalomane scriverebbe "Io" in italiano se non dopo un punto.Su perche' "Il potere della stupidita'" e' un libro stampato... mi rifaro' vivo.Intanto... una cosa mi ha divertito: quando qualcuno ha scritto "la lettera i e' brevettata dalla Intel". Meno male che e' rimasto un po' di senso dell'ironia.
    • Anonimo scrive:
      Re: Non e' solo ortografia

      Ma soprattutto
      la parola "internet" e' usata largamente da tanta
      gente che non ha la piu' remota idea di che cosa
      sia il protocollo TCP/IP. Ed e' la cultura
      generale quella che mi interessa, non i discorsi
      tecnici fra tecnici.
      Se e' la cultura generale che le interessa, sono giustamente scelte sue, ma non credo che questa debba coincidere necessariamente con la "convenzione" da adottare o con la Cultura.Tra le altre cose, stia tranquillo, che la maggior parte di persone confondono non internet ed Internet, ma addirittura Internet Explorer con Internet. Quindi dovremmo assecondare questo poiche' la massa e' confusa, o e' il caso di chiarire le differenze?Ho letto il cap. 5 del suo libro e pur condividendo gli scopi, non condivido i metodi.Ad esempio, sul significato di www, lei scrive che non si tratta di ragnatela:"Tanto è vero che i francesi, correttamente, la traducono toile (tela).E' vero i francesi la traducono tela, intendendo però quella del ragno e cioe' ragnatela:"La toile d'araignée mondiale des sites utilisant le protocole HTTP. En français, on dit « la toile », ou le web (c'est le terme de loin le plus courant)"http://www.linux-france.org/prj/jargonf/W/world_wide_web.htmlInoltre:La toile, c'est le web.(att.: On lui met régulièrement une majuscule (il n'y en a qu'une...).http://www.linux-france.org/prj/jargonf/T/toile.htmlTutto questo semplicemente perche' non esiste un rispettivo per la parola italiana ragnatela (che si traduce appunto "toile d'araignée")CordialmenteAntonello ComiP.S.: Anch'io mi ritengo un Socratico perche' piu' so e piu' so di non sapere.
    • Anonimo scrive:
      Re: Non e' solo ortografia
      - Scritto da: Anonimo
      Intanto... una cosa mi ha divertito: quando
      qualcuno ha scritto "la lettera i e' brevettata
      dalla Intel". Meno male che e' rimasto un po' di
      senso dell'ironia.Ah, si`, sono stato Io. :PQuel che puo` essere interessante precisare e` che non e` neanche del tutto falso: la "i" minuscola, anche se presumibilmente nella precisa accezione, e nel determinato stile grafico, in cui compariva serigrafata sui processori della serie "i486", era davvero un "registered trademark". La rivendicazione e` riportata nello Intel 80386 technical manual , dove la i minuscola e` dissimulata fra gli altri trade marks.C'e` anche un'altro aneddoto al riguardo: "i486" e 80486 erano nient'altro che lo stesso, identico processore. A un certo punto della sua storia, Intel si rese conto che AMD aveva tutto il diritto di chiamare i suoi cloni "486", perche` la legislazione americana sui marchi non consentiva di registrare un marchio composto di soli numeri . In men che non si dica, il processore inizio` ad essere chiamato "i486". Da allora non hanno piu` ripetuto l'errore: quello che avrebbe dovuto chimarsi 80586 si chiamo` Pentium.
    • Anonimo scrive:
      Re: Non e' solo ortografia
      - Scritto da: Anonimo
      Da allora le cose sono cambiate. Ma soprattutto
      la parola "internet" e' usata largamente da tanta
      gente che non ha la piu' remota idea di che cosa
      sia il protocollo TCP/IP. Ed e' la cultura
      generale quella che mi interessa, non i discorsi
      tecnici fra tecnici.Internet E' una parola nata in ambito tecnico. Non capisco perché storipiarla poiché viene scritta in modo sbagliato in ambito non tecnico. I dottori mutano forse il modo di scrivere le malattie o le medicine se le persone le storpiano?Intendiamoci: non mi scandalizzo se noto scritto Internet con la i minuscola, mi basta che capire a cosa ci si riferisce, ma dare ufficialità a tale "licenza", questo no.
      Un altro fatto e' che tutte quelle cose erano
      scritte in inglese. Dove la parola "internet" e'
      sempre preceduta da "the". Ergo non e' un nome
      proprio. Quanto alla maiuscola... in italiano
      non si scrive che e' Mercoledi' e che siamo in
      Giugno. E solo un megalomane scriverebbe "Io" in
      italiano se non dopo un punto.
      mercoledì, giovedì, etc sono o dei concetti astratti oppure sono uno dei tanti mercoledì, giovedì o giugno. Quindi il paragone non sussiste. Internet ha la lettera maiuscola in quanto è il nome della "rete delle reti". Non è certo una tra le tante internet.
      Su perche' "Il potere della stupidita'" e' un
      libro stampato... mi rifaro' vivo.
      Questa è sicuramente la parte interessante a cui dovrebbe rispondere: perché criticare il copyright se poi è il primo a mangiarci sopra?
      • Anonimo scrive:
        Re: Non e' solo ortografia
        - Scritto da: Anonimo

        - Scritto da: Anonimo


        Da allora le cose sono cambiate. Ma soprattutto

        la parola "internet" e' usata largamente da
        tanta

        gente che non ha la piu' remota idea di che cosa

        sia il protocollo TCP/IP. Ed e' la cultura

        generale quella che mi interessa, non i discorsi

        tecnici fra tecnici.

        Internet E' una parola nata in ambito tecnico.
        Non capisco perché storipiarla poiché viene
        scritta in modo sbagliato in ambito non tecnico.
        I dottori mutano forse il modo di scrivere le
        malattie o le medicine se le persone le
        storpiano?
        Intendiamoci: non mi scandalizzo se noto scritto
        Internet con la i minuscola, mi basta che capire
        a cosa ci si riferisce, ma dare ufficialità a
        tale "licenza", questo no.


        Un altro fatto e' che tutte quelle cose erano

        scritte in inglese. Dove la parola "internet"
        e'

        sempre preceduta da "the". Ergo non e' un nome

        proprio. Quanto alla maiuscola... in italiano

        non si scrive che e' Mercoledi' e che siamo in

        Giugno. E solo un megalomane scriverebbe "Io"
        in

        italiano se non dopo un punto.



        mercoledì, giovedì, etc sono o dei concetti
        astratti oppure sono uno dei tanti mercoledì,
        giovedì o giugno. Quindi il paragone non
        sussiste. Internet ha la lettera maiuscola in
        quanto è il nome della "rete delle reti". Non è
        certo una tra le tante internet.


        Su perche' "Il potere della stupidita'" e' un

        libro stampato... mi rifaro' vivo.



        Questa è sicuramente la parte interessante a cui
        dovrebbe rispondere: perché criticare il
        copyright se poi è il primo a mangiarci sopra?
        non hai sentito cosa ha detto... o sei sordo?dagli il tempo di preparare una risposta sensata alla nostra domanda (e stavolta non contradditoria) e lui si rifarà vivo con un bel pdf :-s... magari quando finirà il contratto con la casa editrice e il libro si sarà "commercialmente esaurito"ahahaah---al Sig. Livraghifa bene a guadagnare sulla pubblicazione di un libro, io la ritengo una cosa intramontabile e perchè no... anche un appagamento professionale, ma sputare sul piatto su cui si mangia... nonnò... non si fa @^
        • Anonimo scrive:
          Re: Non e' solo ortografia

          al Sig. Livraghi

          fa bene a guadagnare sulla pubblicazione di un
          libro, io la ritengo una cosa intramontabile e
          perchè no... anche un appagamento professionale,
          ma sputare sul piatto su cui si mangia...
          nonnò... non si faBen detto
          • Anonimo scrive:
            Re: Non e' solo ortografia
            - Scritto da: Anonimo

            al Sig. Livraghi



            fa bene a guadagnare sulla pubblicazione di un

            libro, io la ritengo una cosa intramontabile e

            perchè no... anche un appagamento professionale,

            ma sputare sul piatto su cui si mangia...

            nonnò... non si fa

            Ben dettoil piatto è il suo e ci fa quello che vuole
          • Anonimo scrive:
            Re: Non e' solo ortografia


            il piatto è il suo e ci fa quello che vuole
            Questa me la spieghi
        • Terra2 scrive:
          Re: Non e' solo ortografia

          al Sig. Livraghi

          fa bene a guadagnare sulla pubblicazione di un
          libro, io la ritengo una cosa intramontabile e
          perchè no... anche un appagamento professionale,
          ma sputare sul piatto su cui si mangia...
          nonnò... non si fa @^Il bello/brutto di internet è che, anche un poveretto come, te può permettersi di parlare al pari di quanto lo possa fare un Livraghi, e vomitargli contro quelle 4 sentenze generate a caso dall'unico neurone muffito che si ritrova nella zucca...Adesso, prima di incazzarti, concentrati... e cerca di farti cogliere dal dubbio che, se internet ti permette tanta libertà, probabilmente, è anche merito di istituzioni come l'Alcei (che quasi sicuramente non conosci).Prima di parlare di sputacchie, quindi, prova a controllare se per caso non sia tu quello che sta vomitando inutile sarcasmo nel piattino che gli è stato gentilmente messo da parte, proprio dalle persone a cui si rivolge.==================================Modificato dall'autore il 05/06/2005 15.05.48
          • Anonimo scrive:
            Re: Non e' solo ortografia

            un LivraghiUn Livraghi? E' come dire "un dio"?
          • Kudos scrive:
            Re: Non e' solo ortografia
            - Scritto da: Anonimo

            un Livraghi

            Un Livraghi? E' come dire "un dio"?no, è come dire "una di quelle poche persone che, prima di parlare, si informa e accende il cervello"
  • Anonimo scrive:
    Come girano le bufale...
    "È vero che bufale e opinioni insostenibili circolano in rete (come nei mass media centralizzati)."Il "come" sarà anche uguale, ma la quantità di cazzate in internet è a livelli di guardia da molti anni... in pochi anni di internet, abusando della facilità di pubblicazione e dell'assenza totale di (auto)controllo qualitativo, centinaia di migliaia di deficienti, asini e anche finti fessi si sono sfogati mettendo per scritto una quantità di stronzate colossali tale da superare di interi ordini di grandezza il cumulo di tutte le idiozie mai fissate per iscritto fin dall'invenzione del cuneiforme. Non è certo questione di "imparare a distinguere" (quello si imparava a scuola, almeno quando nelle scuole si studiava sul serio), ma di avere una pazienza certosina nel cercare qualcosa di sensato in mezzo ad una marea poltacea di imbecillità d'ogni calibro.
    • Anonimo scrive:
      Re: Come girano le bufale...

      ... in pochi anni di internet, asini e anche finti
      fessi si sono sfogati mettendo per scritto una
      quantità di stronzate colossali tale da superare
      di interi ordini di grandezza il cumulo di tutte
      le idiozie mai fissate per iscritto fin
      dall'invenzione del cuneiforme. Da un po' di tempo non sto controllando la mia biblioteca in cuneiforme, ma leggo piu' stronzate sui giornali che in rete... per non parlare di quello che ci rifilano in televisione. Non che manchino le bufale online: ma non vado a cercarle... e prima di credere a qualsiasi stranezza mi capiti ci penso, verifico, controllo. La differenza sta nel fatto che in rete siamo noi a decidere che cosa andiamo a leggere, mentre i mezzi centralizzati ci offrono meno liberta' di scelta. Un'altra differenza sta nel fatto che se uno qualunque dice una cosa qualsiasi in rete sappiamo che puo' essere una stronzata, mentre le bufale dei "grandi mezzi" si presentano come "autorevoli".O impariamo a distinguere e a capire (se non ce lo insegnano a scuola dobbiamo diventare autodidatti) o non e' cancellando (o censurando) la rete che saremo meglio informati.
      • Anonimo scrive:
        Re: Come girano le bufale...
        - Scritto da: Anonimo
        leggo piu' stronzate
        sui giornali che in rete... Un normale quotidiano può contenere, in media, un centinaio di articoli, necrologi inclusi. Una persona di cultura mediamente vasta, con una quantità media di tempo a disposizione (diciamo a metà strada tra il manager meneghino con il suo efficientismo teatralizzato ed il dipendente statale che suddivide equamente il tempo tra parole crociate facilitate e giornali sportivi) ne legge forse una ventina. Moltiplichiamo per mezza dozzina di giornali, fanno poco più di cento articoli al giorno che una persona molto motivata può arrivare a sorbirsi. Il lettore medio comunque si ferma a sei, e non più lunghi di sessanta righe, sono numeri aurei del giornalismo classico. Su internet (blog, NG, forum...) le stronzate incontrollate proliferano al ritmo di molte migliaia all'ORA.Non c'è paragone.
        per non parlare di
        quello che ci rifilano in televisione. E chi la guarda più ? Massaie e studenti svagati, ma tanto per quelli tutto fa brodo, sono impermabili a qualsiasi concetto che richieda un vocabolario più complesso delle cento parole dei SMS.
        Non che manchino le bufale online: ma non vado a
        cercarle... Il principio è esattamente l'opposto: c'è da cercare le poche cose sensate in mezzo al pattume.
        La differenza sta nel fatto che in rete siamo noi
        a decidere che cosa andiamo a leggere, mentre i
        mezzi centralizzati ci offrono meno liberta' di
        scelta. I mezzi centralizzati sono prevedibili e accordati secondo suoni politici predefiniti. Saputo questo, si fa la tara agevolmente. Il blogger radical-chic politicizzato si può scansare con uguale facilità, ma chi avvelena scientemente un forum scrivendo da anonimo e falsando la media opinionale è assai meno predicibile.
        O impariamo a distinguere e a capire (se non ce
        lo insegnano a scuola dobbiamo diventare
        autodidatti) o non e' cancellando (o censurando)
        la rete che saremo meglio informati.Dare delle sonore bastonate intellettuali a uno che scrive "la forza di gravità non esiste" può essere definito "censura" solo con un acrobaticissimo spicco di fantasia. Tra un po' anche le correzioni a matita blu sugli elaborati scolastici saranno considerate "censura" ? Esiste un mondo oggettivo, per fortuna, nel quale vale una e una sola verità. Da premesse false può seguire qualsiasi conclusione, e dunque qualsiasi parere: ma è irrilevante, solo rumore informativo di nessun valore.
  • Anonimo scrive:
    A-hem. Scusate...
    E` un'opinione, eh? per carita`... ma siete rimasti mezza giornata a discutere su come si scrive internet? 'azz , diciamo che sono passato a proporre l'abolizione delle minuscole, ora, oltre che degli accenti: si risparmia spazio comprimendo tutto il set di caratteri in 6 bit, va'... se togliamo tutta 'sta spazzatura c'entrano benissimo in un set di 64 segni...E poi per risolvere il caso: non e` mai bene distinguere entita` diverse facendo affidamento su lettere maiuscole e minuscole nello stesso nome. Internet e` internet (maiuscola o minuscola che sia), una intranet e` una intranet.Ah, a proposito di liberta`: la "i" minuscola e` un marchio registrato della Intel Corporation. :P
    • Anonimo scrive:
      Re: A-hem. Scusate...
      Scusa, ma:Internet è quella che sappiamointernet è una rete di elaboratoriIntranet è una rete locale che usa Internet come risorsaLe parole servono per comunicare: se ci sono delle regole non è per rompersi le scatole, ma per capirsi. Quelli che non vogliono farsi capire si chiamano "ermetici", oppure "ignoranti", dipende dai gusti.
  • Anonimo scrive:
    citazione dall'articolo
    "GL: Rimango convinto che se non ci fosse l'internet bisognerebbe inventarla"... ostia com'è profondo!
  • Anonimo scrive:
    Pronto, intervistatore?! ti svegli!
    Ma non vedi che hai fatto solo della pubblicità al suo libro.Sì, d'accordo... ci sono alcune pagine da leggere sul sito, ma il libro costa 12 euro. E questi soldi gli sono garantiti dalla legge sul diritto d'autore, altrimenti chiunque potrebbe ristamparlo e darlo gratis.Spero che un pazzo ne faccia lo scan e lo pubblichi per intero...Ma non potevi chiedergli se il suo libro era protetto dal copyright? se acconsentiva a pubblicarlo gratis?Che gente... e che giornalisti.Angelo, Torino
    • Anonimo scrive:
      Re: Pronto, intervistatore?! ti svegli!
      Sei arguto... complimenti e non ti sfugge nulla.Grazie per avercelo fatto notare.Tuttavia prova a rileggere il tutto... magari qualcosa ti è sfuggita.Tu che sei così arguto non dovresti mica generalizzare così... che centrano gli altri giornalisti?
      • Anonimo scrive:
        Re: Pronto, intervistatore?! ti svegli!
        che centrano gli altri
        giornalisti?Con Punto Informatico? Nulla!Cmq scrivi c'entrano, sarai più credibile
  • Anonimo scrive:
    la stupidità è tutta sua.
    Internet si scriva con la "I" maiuscola perché ha un significato ben preciso e vuole distinguersi da "internet" scritto con la minuscola che rappresenta un insieme di reti private a suo tempo sviluppate e poi collegate tra loro. Basta studiarsi qualche pagina di storia per saperlo, ma evidentemente colui che si fa profeta della stupidità deve rendere conto alla stessa.
    • Anonimo scrive:
      Re: la stupidità è tutta sua.

      evidentemente colui che si fa profeta della
      stupidità deve rendere conto alla stessa.Infatti... altrimenti non si spiegherebbe perché è così ferrato nell'argomento.
  • Anonimo scrive:
    Al diavolo le libertà digitali
    io scrivo, leggo, commento, pago chi lavora per fare informazione e rispetto i suoi diritti sulle opere intellettualifinora non è mancato un solo carattere dell'alfabeto in ciò che ho voluto leggere e conoscere... quindi, per favore, finitela con questa storia delle libertà proibite sull'informazione... anche perchè non è difficile capire che infondo alcuni autori stanno soltanto cavalcando l'onda di un problema che non esiste, solo perchè è trendy e fa vendere libri
    • Anonimo scrive:
      Re: Al diavolo le libertà digitali
      - Scritto da: Anonimo
      io scrivo, leggo, commento, pago chi lavora per
      fare informazione e rispetto i suoi diritti sulle
      opere intellettuali

      finora non è mancato un solo carattere
      dell'alfabeto in ciò che ho voluto leggere e
      conoscere... quindi, per favore, finitela con
      questa storia delle libertà proibite
      sull'informazione... anche perchè non è difficile
      capire che infondo alcuni autori stanno soltanto
      cavalcando l'onda di un problema che non esiste,
      solo perchè è trendy e fa vendere libriquotopurtroppo siamo in piena 'moda' e andare controcorrente è un pò come bestemmiare
    • Anonimo scrive:
      Re: Al diavolo le libertà digitali
      - Scritto da: Anonimo
      io scrivo, leggo, commento, pago chi lavora per
      fare informazione e rispetto i suoi diritti sulle
      opere intellettuali

      finora non è mancato un solo carattere
      dell'alfabeto in ciò che ho voluto leggere e
      conoscere... quindi, per favore, finitela con
      questa storia delle libertà proibite
      sull'informazione... anche perchè non è difficile
      capire che infondo alcuni autori stanno soltanto
      cavalcando l'onda di un problema che non esiste,
      solo perchè è trendy e fa vendere libriDato che al "i" (minuscola) è un marchio registrato della Intel comincia a pagare per l'uso della "i" ovunque tu la metti, ed immediatamente mi sa che la rivolta comincerà...
      • Anonimo scrive:
        Re: Al diavolo le libertà digitali
        - Scritto da: Anonimo

        - Scritto da: Anonimo

        io scrivo, leggo, commento, pago chi lavora per

        fare informazione e rispetto i suoi diritti
        sulle

        opere intellettuali



        finora non è mancato un solo carattere

        dell'alfabeto in ciò che ho voluto leggere e

        conoscere... quindi, per favore, finitela con

        questa storia delle libertà proibite

        sull'informazione... anche perchè non è
        difficile

        capire che infondo alcuni autori stanno soltanto

        cavalcando l'onda di un problema che non esiste,

        solo perchè è trendy e fa vendere libri
        Dato che al "i" (minuscola) è un marchio
        registrato della Intel comincia a pagare per
        l'uso della "i" ovunque tu la metti,mi sa che hanno brevettato l'intelligenza, sarà per questo che non ne fai uso...pagale due royality che è meglio ed
        immediatamente mi sa che la rivolta comincerà...
      • Anonimo scrive:
        Re: Al diavolo le libertà digitali
        - Scritto da: Anonimo
        Dato che al "i" (minuscola) è un marchio
        registrato della Intel comincia a pagare per
        l'uso della "i" ovunque tu la mettiWOW, abbiamo qui un genio... impara un parola nuova, una volta ogni tanto: "contestualizzazione".
  • Anonimo scrive:
    12 euro? Ma come...?
    prima ci fai la predica sulle libertà di informazione e di comunicare e poi ci chiedi soldi per leggere 158 pagine di inchiostro?http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?feature=cover&isbn=8889479000spero almeno che il libro non sia protetto da copyright, altrimenti avremmo di fronte il più grande ipocrita mai visto nella storia...a proposito, salutami il tuo editore Monti & Ambrosini http://www.meaed.it/contact.htm
    • Anonimo scrive:
      Re: 12 euro? Ma come...?
      - Scritto da: Anonimo
      prima ci fai la predica sulle libertà di
      informazione e di comunicare e poi ci chiedi
      soldi per leggere 158 pagine di inchiostro?

      http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?feat

      spero almeno che il libro non sia protetto da
      copyright, altrimenti avremmo di fronte il più
      grande ipocrita mai visto nella storia...

      a proposito, salutami il tuo editore Monti &
      Ambrosini
      http://www.meaed.it/contact.htmbe vedi una cosa è fare un bel discorso carico di retorica e ricco di demagogia spiccia altra cosa è fare i conti con il mondo reale.facile parlare di cultura ed informazione libere, del diritto ad accedere a tutte le informazioni gratis ma poi ti accorgi che se il tuo lavoro si basa principalmente sulla 'cultura' o ti fai pagare o muori di fame.credo che gran parte delle persone che vanno sbandierando certi presunti diritti siano solo degli ipocriti!primo perchè come vedi all'atto pratico sono lì a richiedere una cultura a 'costo zero' ma sono anche i primi a vendere persino i saggi su cui basano quest'idea; secondo perchè visto il punto primo sanno benissimo che non è possibile in un mondo in cui neanche le medicine sono liberamente accessibili rendere liberamente accessibili sw, libri, film e musica.
      • Anonimo scrive:
        Re: 12 euro? Ma come...?
        rispondete a questo :a) i libri sono in pdf o altro formato direttamente accessibili dal suo sito ?b) avete mai trovato carta rilegazione e manodopera gratis nel mondo d'oggi ?i 12 si auto giustificano con le due risposte che darai ...
        • Anonimo scrive:
          Re: 12 euro? Ma come...?
          - Scritto da: Anonimo
          rispondete a questo :

          a) i libri sono in pdf o altro formato
          direttamente accessibili dal suo sito ?infatti mi chiedo perchè non li pubblica in pdf... così potremmo leggere liberamente i suoi librichissà perchè non lo fa'... mah :-s

          b) avete mai trovato carta rilegazione e
          manodopera gratis nel mondo d'oggi ?appunto, perchè invece non distribuisce i suoi libri liberamente su internet, visto che lui non apprezza tanto il copyright nelle opere di informazione?

          i 12 si auto giustificano con le due risposte che
          darai ...si, ecco la giustificazione: il tizio in questione predica bene e razzola male
      • Anonimo scrive:
        Re: 12 euro? Ma come...?
        - Scritto da: Anonimo

        - Scritto da: Anonimo

        prima ci fai la predica sulle libertà di

        informazione e di comunicare e poi ci chiedi

        soldi per leggere 158 pagine di inchiostro?




        http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?feat



        spero almeno che il libro non sia protetto da

        copyright, altrimenti avremmo di fronte il più

        grande ipocrita mai visto nella storia...



        a proposito, salutami il tuo editore Monti &

        Ambrosini

        http://www.meaed.it/contact.htm

        be vedi una cosa è fare un bel discorso carico di
        retorica e ricco di demagogia spiccia altra cosa
        è fare i conti con il mondo reale.
        facile parlare di cultura ed informazione libere,
        del diritto ad accedere a tutte le informazioni
        gratis ma poi ti accorgi che se il tuo lavoro si
        basa principalmente sulla 'cultura' o ti fai
        pagare o muori di fame.
        credo che gran parte delle persone che vanno
        sbandierando certi presunti diritti siano solo
        degli ipocriti!
        primo perchè come vedi all'atto pratico sono lì a
        richiedere una cultura a 'costo zero' ma sono
        anche i primi a vendere persino i saggi su cui
        basano quest'idea; secondo perchè visto il punto
        primo sanno benissimo che non è possibile in un
        mondo in cui neanche le medicine sono liberamente
        accessibili rendere liberamente accessibili sw,
        libri, film e musica.A proposito di stupidità, ecco due magnifici esemplari di idioti; non è una offesa, quanto una constatazione, poiché non saprei come altro definire chi non vede la differenza tra "libertà" e "gratuità".SalutiProspero
        • Anonimo scrive:
          Re: 12 euro? Ma come...?
          - Scritto da: Anonimo
          A proposito di stupidità, ecco due magnifici
          esemplari di idioti; non è una offesa, quanto una
          constatazione, poiché non saprei come altro
          definire chi non vede la differenza tra "libertà"
          e "gratuità".
          Saluti
          ProsperoL'abolizione del copyright sui libri, come ipotizzato dall'autore, porta come logica conseguenza la gratuità dello stesso. Solo uno sciocco non se ne renderebbe conto. Oppure una persona in malafede, che farebbe leva sulla non gratuità della prima copia, cosa assolutamente trascurabile in un contesto privo di copyright dove ognuno potrebbe divenire editore di qualsiasi libro. Cosa vuoi far pagare, quando non esisterebbe nessun vincolo che impedisce la distribuzione gratuita dell'opera?
          • Anonimo scrive:
            Re: 12 euro? Ma come...?
            - Scritto da: Anonimo


            L'abolizione del copyright sui libri, come
            ipotizzato dall'autore, porta come logica
            conseguenza la gratuità dello stesso. Solo uno
            sciocco non se ne renderebbe conto. Oppure una
            persona in malafede, che farebbe leva sulla non
            gratuità della prima copia, cosa assolutamente
            trascurabile in un contesto privo di copyright
            dove ognuno potrebbe divenire editore di
            qualsiasi libro.
            Cosa vuoi far pagare, quando non esisterebbe
            nessun vincolo che impedisce la distribuzione
            gratuita dell'opera?Non credo che sia cosi' che funziona... altrimenti non esisterebbe un mercato dell'open source. ci sono aziende che ci campano, senza imporre copyright opprimenti ai loro prodotti o servizi. Tu parli di un ipotetico futuro, ma dimenticando la realtà dei fatti. E dimenticando che libri open-source esistono gia'. Se vuoi te lo scarichi e lo stampi. Ma dimmi un po' quanto leggi di solito in un anno tra quotidiani, libri di testo (universitari ad esempio) e di narrativa e fumetti. Hai percaso a disposizione una stamperia personale oppure hai degli occhi bionici per poter leggere tutta quella robba su di un monitor senza perdere la vista? Un libro open-source puo' anche essere messo in vendita, ad un prezzo tale da ripagare le varie spese tra cui quelle di stampa a cui l'editore deve fare fronte, e magari ci aggiungiamo anche un piccolo compenso per l'autore. Cosi' funziona il mercato open-source... ma non perche' vorrei che fosse cosi', ma perche' cosi' e'.Tu dici:
            Cosa vuoi far pagare, quando non esisterebbe
            nessun vincolo che impedisce la distribuzione
            gratuita dell'opera?io rispondo che pochissimi hanno a disposizione i mezzi di produzione necessari per la stampa di testi. Una stampante non basta. Quindi tu acquisti un opera pagando un prezzo equo (e non il 20% di IVA piu' altre percentuali varie). Ciao ciao DaN
          • Terra2 scrive:
            Re: 12 euro? Ma come...?

            L'abolizione del copyright sui libri, come
            ipotizzato dall'autoreDove è quando l'ha ipotizzato?
    • Anonimo scrive:
      Re: 12 euro? Ma come...?
      Libero non significa gratuito.ciao--cacao74
      • Anonimo scrive:
        Re: 12 euro? Ma come...?
        - Scritto da: Anonimo
        Libero non significa gratuito.O meglio, "aperto" (open) non è necessariamente gratuito (free). E` nel pieno e giusto diritto dell'autore aprire una parte del libro e tenere a pagamento tutto il resto; certo, c'è sempre chi vorrebbe 'tutto e gratis' e confonde diritti e doveri...
      • Anonimo scrive:
        Re: 12 euro? Ma come...?
        - Scritto da: Anonimo
        Libero non significa gratuito.

        ciao

        --
        cacao74forse usando libero come è usato nell'articolo e cioè contrario al copyright si!no copyright forse sta proprio ad intendere gratuito...certa gente cavalca solo l'onda di correnti di pensiero per pubblicare libri e saggi..per la serie predica bene e razzola male
        • Terra2 scrive:
          Re: 12 euro? Ma come...?

          forse usando libero come è usato nell'articolo e
          cioè contrario al copyright si!Il libro non è "senza copyright" ma anche se lo fosse, rinunciare ai diritti non vuole dire azzerare il prezzo di copertina.Se non ci credi, dal momento che Dante non riscuote più diritti da qualche secolo, prova ad andare in libreria ed uscire con un paio di copie della Divina Commedia sotto il braccio.
          no copyright forse sta proprio ad intendere
          gratuito...certa gente cavalca solo l'onda di
          correnti di pensiero per pubblicare libri e
          saggi..per la serie predica bene e razzola maleMa porca la zozza! Prima di cominciare a sbatacchiare le dita sulla tastiera, ti è pasata per il cervelletto l'idea di provare a capire chi è Giancarlo Livraghi?
      • Anonimo scrive:
        Re: 12 euro? Ma come...?
        - Scritto da: Anonimo
        Libero non significa gratuito.

        ciao

        --
        cacao74ma io non voglio criticare la "freelosophy", bensì l'autore che si è pronunciato come un paladino in difesa del "copyleft" (anche se il termine non è stato esplicitamente usato), quindi è inconcepibile un'opera di questo scrittore messa sotto la protezione (©) di Monti & Ambrosinio io deformo la realtà oppure qualcuno vuol farlo al posto mio:-s
      • Anonimo scrive:
        Re: 12 euro? Ma come...?
        - Scritto da: Anonimo
        Libero non significa gratuito.

        ciao

        --
        cacao74In questo caso invece indica anche la gratuità. Non dimentichiamoci che licenze libere come le creative commons, che in generale sono molto più libertarie di quella con cui è stato distribuito il libro di questo tizio, sono tutto tranne che contrarie al copyright. Spero che qualcuno prenda il libro di questo autore, lo ricopi pari pari e lo rivenda in proprio a 10 euro. Poi voglio vedere cosa avrebbe ancora da dire a proposito del copyright
      • Anonimo scrive:
        Re: 12 euro? Ma come...?
        - Scritto da: Anonimo
        Libero non significa gratuito.

        ciao

        --
        cacao74ma nell'intervista (se di intervista si può parlare, visto il tono agiografico usato, nel cappello introduttivo, per descrivere l'autore), l'autore parla di "opensource" applicato (cito) "alla cultura, l'informazione, il dialogo, la conoscenza".Vedi bene che non solo di software si parla (ove il concetto di "aperto" si riferisce alla visibilità del sorgente, non al pagamento del software) ma di testi.. anche di testi, visto che viene citato come compedio delle sue opinioni, il suo ultimo libro... di testi e... di diritti d'autoreMi chiedo come si possa rendere un libro "open" se non rendendolo fruibile in modo facile e libero da vincoli (a meno che non consideriamo il "sorgente" di un libro, le idee, gli appunti, le bozze che vi stanno dietro..) proponendolo (anche) in una forma gratuita.E sottolineo.. almeno "anche" in forma gratuita.A tal proposito, come paragone, cito lo stranoto Paolo Attivissimo (www.attivissimo.net), il quale ha reso disponibile il suo ultimo libro in formato .pdf, liberamente e gratuitamente scaricabile e stampabile per uso personale, e allo stesso tempo acquistabile, in formato cartaceo, in edicola.Il "nostro" Livraghi non poteva fare altrettanto?Non vorrei infine fare conti in tasca a nessuno, ma il titolare di una affermata società di consulenze, come egli specifica nelle sue FAQ, ha proprio necessità di vendere a 12 euro le sue riflessioni sul copyright e i diritti o può donare la sua "saggezza" aggratis?Mi sembra che chi ha aperto questo thread abbia espresso una opinione e dei dubbi ben condivisibili.
      • Anonimo scrive:
        Re: 12 euro? Ma come...?
        Finalmente... grazie cacao per averlo ribadito.Possibile che si debba cadere in questo equivoco?Perchè diamine bisognerebbe trovare un libro gratis quando c'è una persona che ha perso mesi per scriverlo.Non si trova la carta gratis, nemmeno lo stampatore e per ora non si possono diffondere capillarmente libri soltanto su internet.Sono contrario allo strapotere delle major e contro il copyright.Sono favorevole al GIUSTO PREZZO per ogni cosa.Dove sta scritto che l'autore deve semplicemente recuperare le spese? E come campa?Il giusto prezzo gli deve poter garantire un sostentamento non vi pare?Attenzione però... si può rubare la musica per protesta?Non lo so... chissà... finchè c'è una guerra si combatte ma il futuro è diverso e non possiamo confonderlo con "tutto e gratis".Grazie
        • Anonimo scrive:
          Re: 12 euro? Ma come...?
          - Scritto da: Anonimo
          Possibile che si debba cadere in questo equivoco?
          Perchè diamine bisognerebbe trovare un libro
          gratis quando c'è una persona che ha perso mesi
          per scriverlo.Piano, forse il punto e' un altro: mi sembra di capire (eventuali chiarimenti sono benvenuti) che la persona abbia perso mesi a scrivere un libro per sostenere (tra l'altro) che il copyright e' morto, ma il libro e' sotto copyright.Insomma, la confutazione di una delle tesi del libro e'... il libro stesso!!! :D
          Non si trova la carta gratis, nemmeno lo
          stampatore e per ora non si possono diffondere
          capillarmente libri soltanto su internet.Non sono d'accordo, guarda i libri di Eckel...Sono interamente distribuiti via Internet (si, 'I' maiuscola ;) ) e pure venduti in libreria.
          Sono favorevole al GIUSTO PREZZO per ogni cosa.Il 'giusto prezzo' e' un concetto inesistente: quello che lo e' per te, non lo e' per un altro.
          Dove sta scritto che l'autore deve semplicemente
          recuperare le spese? E come campa?
          Il giusto prezzo gli deve poter garantire un
          sostentamento non vi pare?Certo, ma quanto gli serve per campare? Chi lo decide?
    • firefox88 scrive:
      Re: 12 euro? Ma come...?
      - Scritto da: Anonimo
      prima ci fai la predica sulle libertà di
      informazione e di comunicare e poi ci chiedi
      soldi per leggere 158 pagine di inchiostro?

      http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?feat

      spero almeno che il libro non sia protetto da
      copyright, altrimenti avremmo di fronte il più
      grande ipocrita mai visto nella storia...

      a proposito, salutami il tuo editore Monti &
      Ambrosini
      http://www.meaed.it/contact.htmHai ragione. Secondo la mia modestissima opinione, quell'uomo è un Ipocrita (stavolta la "i" è maiuscola).==================================Modificato dall'autore il 01/06/2005 19.24.26
      • Santos-Dumont scrive:
        Re: 12 euro? Ma come...?
        - Scritto da: firefox88
        - Scritto da: Anonimo

        prima ci fai la predica sulle libertà di

        informazione e di comunicare e poi ci chiedi

        soldi per leggere 158 pagine di inchiostro?




        http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?feat



        spero almeno che il libro non sia protetto da

        copyright, altrimenti avremmo di fronte il più

        grande ipocrita mai visto nella storia...



        a proposito, salutami il tuo editore Monti &

        Ambrosini

        http://www.meaed.it/contact.htm

        Hai ragione. Secondo la mia modestissima
        opinione, quell'uomo è un Ipocrita (stavolta la
        "i" è maiuscola).


        ==================================
        Modificato dall'autore il 01/06/2005 19.24.26Non concordo: la "I" maiuscola è un'ingiusta lusinga. (cylon)
    • Santos-Dumont scrive:
      Re: 12 euro? Ma come...?
      - Scritto da: Anonimo
      prima ci fai la predica sulle libertà di
      informazione e di comunicare e poi ci chiedi
      soldi per leggere 158 pagine di inchiostro?

      http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?feat

      spero almeno che il libro non sia protetto da
      copyright, altrimenti avremmo di fronte il più
      grande ipocrita mai visto nella storia...

      a proposito, salutami il tuo editore Monti &
      Ambrosini
      http://www.meaed.it/contact.htmMa no, il "furbacchionen" (per dirla alla Bonvi) ha fatto una netta distinzione tra la libertà dell'informazione in generale e il diritto a possedere singoli siti web, emittenti TV, etc... Diritti su singoli libri... (cylon)
    • Anonimo scrive:
      Re: 12 euro? Ma come...?
      Se leggete le note sui diritti d'autore contenute nel libro, c'e' scritto che la sua riproduzione e' libera per uso personale, mentre si paga per usi commerciali.
      • Anonimo scrive:
        Re: 12 euro? Ma come...?
        - Scritto da: Anonimo
        Se leggete le note sui diritti d'autore contenute
        nel libro, c'e' scritto che la sua riproduzione
        e' libera per uso personale, mentre si paga per
        usi commerciali.ahahaha... cosa vuol dire?qualsiasi uso commerciale di un libro è destinato ad un uso personalenon ho mai visto un'azienda che compra i libri in libreria per demolirli e, con la carta riciclata, crearne di nuovima insomma, dobbiamo per forza farci prendere in giro da questi falsi santoni?
        • Terra2 scrive:
          Re: 12 euro? Ma come...?

          ahahaha... cosa vuol dire?
          qualsiasi uso commerciale di un libro è destinato
          ad un uso personaleConosco topi di laboratorio scartati per il proprio QI troppo basso, che ti batterebbero facilmente a tris.Uso di un documento a scopo peronale: Lo stampi e poi te lo leggi, ti ci pulisci il cu%o, lo metti per terra quando dai il bianco etc.Uso di un documento a scopo commerciale: Lo stampi e lo vendi.lo so che nonostante nsia banale non ci hai capito comunque un ca%%o, ma pazienza.
          non ho mai visto un'azienda che compra i libri in
          libreria per demolirli e, con la carta riciclata,
          crearne di nuoviTu non hai mai visto un'azienda "in generale", ti mandassero a lavorare avresti meno tempo per sparare menate.
          ma insomma, dobbiamo per forza farci prendere in
          giro da questi falsi santoni?Elencami 3 nomi di personaggi che invece ammiri:
          • Anonimo scrive:
            Re: 12 euro? Ma come...?

            Conosco topi di laboratorio scartati per il
            proprio QI troppo basso, che ti batterebbero
            facilmente a tris.Per te dare alla gente degli idioti è una vera e propria missione.
          • Terra2 scrive:
            Re: 12 euro? Ma come...?

            Per te dare alla gente degli idioti è una vera e
            propria missione.Non "alla gente", ma solo "agli idioti", sai come si dice...è uno sporco lavoro, ma qualcuno deve pur farlo.Ps: Io sto ancora aspettando 3 nomi di personaggi che apprezzi... anche se credo sia qualcosa di molto simile a: Maurizio Costanzo e le sorelle Lecciso.
          • Anonimo scrive:
            Re: 12 euro? Ma come...?
            - Scritto da: Terra2


            Per te dare alla gente degli idioti è una vera e

            propria missione.

            Non "alla gente", ma solo "agli idioti", sai
            come si dice...è uno sporco lavoro, ma qualcuno
            deve pur farlo.

            Ps: Io sto ancora aspettando 3 nomi di personaggi
            che apprezzi... anche se credo sia qualcosa di
            molto simile a: Maurizio Costanzo e le sorelle
            Lecciso.non sono io quello del primo messaggio
      • firefox88 scrive:
        Re: 12 euro? Ma come...?
        - Scritto da: Anonimo
        Se leggete le note sui diritti d'autore contenute
        nel libro, c'e' scritto che la sua riproduzione
        e' libera per uso personale, mentre si paga per
        usi commerciali.Non vuol dire niente. La cosiddetta "informazione libera" è un'altra cosa.Io non voglio discutere sulla liceità del copyright, non dico che non è giusto farsi pagare per un libro, anche perché il discorso è lungo e complesso.Dico solo "quell'uomo è una bufala", e credo proprio di avere ragione.
  • gianpietrone scrive:
    Ancora sul Copyright
    MOLTO PIU' CHE MERA TECNOLOGIA (da Punto informatico del 01/06/2005)(......Copyright? Irrecuperabile. Libertà digitali? Cercheranno di cancellarle. Internet? Si scrive con la minuscola. Saggista, studioso ed esperto: ecco come Giancarlo Livraghi vede l'Uomo e il Grande Network.....)Larticolo ribadisce forte e chiaro il concetto del libertà dell'informazione in senso generale. Tutto quanto è spiegato in questo articolo, è quanto ho sviluppato nel mio libro: "Sfida al Potere con la Rete" di circa 400pagine. Che, per essere coerente con il mio messaggio l'ho reso pubblico nel mio sito: www.dott-bomboi.it. Chiunque può copiare 10 - 100pagine o l'intero libro. Quello che che dovrà restare di mio è l'idea e... se domani il libro avrà successo e deciderò di stamparlo a mie spese, il prezzo sarà "politico". Cioè il tanto che mi permetta di recuperare le spese da me sostenute per l'implementazione della mia idea.Un saluto alla libertà e un augurio che le Lobby di Potere possano ricredersi (c'è spazio per tutti). Io sono certo che i presuntuosi si scioglieranno come neve al sole.dr. ing. Gian pietro Bomboie-mail: drgianpietro@yahoo.it
    • Anonimo scrive:
      Yorker university?????
      http://www.oue.info/garante/yorker2.html"la TYIU non gode di alcun riconoscimento o accreditamento in Italia. Infatti, in base alla normativa vigente in Italia, ai sensi dell'art. 10 del D.L. n. 580/73, convertito in legge n. 766/73, la TYIU non può qualificarsi come "Università" in quanto non è annoverata tra le istituzioni universitarie riconosciute e autorizzate a rilasciare titoli aventi valore legale in Italia.In relazione al secondo profilo, i titoli rilasciati dalla TYIU non possono qualificarsi quali titoli aventi valore legale in Italia ai sensi dell'art. 1 della legge n. 262/58 e dell'art. 1 della legge n. 341/99."
      • Anonimo scrive:
        Re: Yorker university?????
        mmm..il curriculum del "dott. ing" Bomboi mi ricorda trolloni come Scotto di Tella (re dell'Epiro) e GMER e altri megalomani gran sbandieratori di titoli nobiliari o di studio del valore della carta straccia.A quando una scheda su Bynoi?
        • gianpietrone scrive:
          Re: Yorker university?????
          Scritto da anonino!!("....mmm..il curriculum del "dott. ing" Bomboi mi ricorda trolloni come Scotto di Tella (re dell'Epiro) e GMER e altri megalomani gran sbandieratori di titoli nobiliari o di studio del valore della carta straccia.A quando una scheda su Bynoi?.....")Risponde dr. Gian Pietro Bomboi.Sei sicuro di capire le parole che hai scritto?? Io penso di no. Se sei un uomo, hai un po di cultura e... un po di sale sulle PALLE (ammettendo che tu le abbia), scrivimi una e-mail - chiedi delucidazioni su quello che ti interessa - fatti riconoscere, ed io ti risponderò punto su punto.Ricorda, chiunque tu sia, che: la Cultura non è una cosa che ha bisogno di legalità; piuttosto la VERA CULTURA ha bisogno di "ONESTA'" e.... di VERITA'Tu forse avrai qualche pezzo di carta "FORMALE" ma che nella sostanza delle cose, non vale proprio niente.Io forse avrò dei pezzi di carta (mi piace la carta), privi di legalità ma che rapprsentano il mio vero "STATUS".La LEGALITA' (io) l'ho dentro di me!! E... riesco ad imprimerla ai pezzi di carta.Ora vai a fare la nanna e... ricordati di rinnovare i bolli!!!dr. Gian Pietro Bomboi
          • Anonimo scrive:
            Re: Yorker university?????
            La LEGALITA' (io) l'ho dentro di me...(ti consiglio un PURGANTE così magari la vedono anche gli altri...)
      • Anonimo scrive:
        Re: Yorker university?????
        - Scritto da: Anonimo
        "la TYIU non gode di alcun riconoscimento o
        accreditamento in Italia. Infatti, in base allaDa quando la cultura/intelligenza di una persona si giudica in base ai pezzi di carta che ha avuto la fortuna o la sfortuna di collezionare?
    • Anonimo scrive:
      ... e di questo, ne vogliamo parlare?
      Istituto Autodisciplina PubblicitariaIngiunzione n. 170/2002 del 27/6/2002Nei confronti di The Yorker International UniversityMezzo stampaIl presidente del Comitato di Controllo, visto il messaggio pubblicitario "Un modo alternativo per la conquista del tuo Dottorato" rilevato su "Millionaire" n. 6 - data di copertina giugno 2002, ritiene lo stesso manifestamente contrario agli artt. 2 - Pubblicità ingannevole - e 26 - Corsi di istruzione e metodi di studio e insegnamento - del Codice di Autodisciplina Pubblicitaria, essendo idoneo a indurre in errore il pubblico dei destinatari circa la natura e le caratteristiche del titolo "Doctorate" pubblicizzato. In primo luogo, l'organo di controllo ritiene che il testo dell'annuncio pubblicitario si presenti estremamente ambiguo e contraddittorio, idoneo a creare confusione nel pubblico dei destinatari. Senza alcuna chiarezza espositiva, infatti, il "Dottorato" viene, in alcune parti del testo, accompagnato dalla sigla "Ph.D.", ("Un modo alternativo per la conquista del tuo Dottorato (Prof. Dr. Marco E. Grappeggia Ph.D., C.H.)", "Ph.D. in tutte le facoltà Dottorato di ricerca" e "Master e Ph.D. in: ..."), inducendo a pensare a una sorta di "dottorato di ricerca", successivo rispetto al conseguimento della laurea; in altre, seguito dall'indicazione di una serie di materie trattate ("Doctor in Marketing, Doctor in Business...") porta a compararlo a corsi di natura "accademica"; si propone, poi, senza alcuna precisazione, anche la "possibilità di Doctorate Honoris Causa". Non è, infine, dato di capire a cosa ci si voglia riferire con l'espressione "Opportunità di accesso anche senza diploma di maturità". Oltre che ambiguo, il messaggio si palesa altresì ingannevole nel momento in cui omette di indicare un elemento di influenza determinante nella scelta del consumatore, ovvero che in nessun caso il titolo straniero può essere immediatamente e automaticamente fruito in Italia. Si sottolinea a tal proposito che l'affermazione, posta a lato dell'annuncio, "Il Doctorate Americano non è equipollente alla laurea italiana e non ha valore legale se non come titolo accademico", lungi dal chiarire il reale valore legale del titolo offerto, ingenera ulteriore confusione, non essendone chiaramente intelligibile il significato. In proposito si fa notare che l'annuncio pubblicitario deve essere in se stesso preciso e completo e non utilizzare la propria ambiguità come elemento di impatto presso il lettore, essendo irrilevante che al potenziale acquirente le imprecisioni vengano in seguito chiarite.
  • Anonimo scrive:
    Internet va con la maiuscola
    Con "internet" si intende qualsiasi collegamento di reti fisiche diverse. In questo modo, le diverse reti dei dipartimenti dell'Università di Casalecchio possono essere collegate insieme, a formare una internet (con la minuscola) interdipartimentale.Andando a collegare insieme reti con reti, internet con altre internet, salta fuori la rete globale, che comprende tutte le reti: Internet appunto.internet con la minuscola è ciò che i manager chiamano "intranet".In conclusione, è una distinzione tecnica.Saluti,Giacomo Ritucci
    • Anonimo scrive:
      Re: Internet va con la maiuscola
      Giacomo dove hai studiato?Internet si scrive con la maiuscola o con la minuscola secondo le regole della lingua; non essendo il nome proprio di una rete, internet deve essere scritto con l'iniziale minuscola.Leggendo questo giornale ho da tempo meturato la convinzione che esista un degrado linguistico allarmante nella nostra società ed è particolarmente diffuso tra i giovani e gli appassionati di tecnologia, che utilizzando in modo acritico parole importate da altre lingue hanno perso dimistichezza pure con la propria.Sapresti ad esempio dire che differenza c'é tra mouse (che si scrive in minuscolo) e dispositivo di puntamento?In molti casi è corretto usare il secondo termine, ma è noto solo il primo, pure tra gli iscritti ad informatica a Milano.
      • Anonimo scrive:
        Re: Internet va con la maiuscola
        Comunque ho sbagliato un accento e non è l'unico errore che ho commesso in così poche righe.Necessito di ripetizioni anche io!
        • Anonimo scrive:
          Re: Internet va con la maiuscola
          Non è solo un problema di grammatica italiana contro grammatica inglese: usando due termini diversi (internet / Internet) si hanno due significati diversi.Dato che Internet è nata in America, è naturale che i termini tecnici seguano le regole dell'inglese.Io sono per osservare le regole della grammatica del proprio paese fino a che non si pongono problemi di significato.Spiego meglio il mio punto di vista con un esempio:dico "due computer" e non "due computers" perchè la lingua italiana non prevede la esse finale nel plurale delle parole straniere:dico "Internet" e non "internet" perchè preferisco sacrificare una regola della lingua italiana piuttosto che storpiare il significato di un termine, rischiando fraintendimenti.Saluti,Giacomo R.
      • Anonimo scrive:
        Re: Internet va con la maiuscola

        Sapresti ad esempio dire che differenza c'é tra
        mouse (che si scrive in minuscolo) e dispositivo
        di puntamento?... beh ... innanzitutto 18 lettere! Eppoi "dispositivo di puntamento" è troppo generico: il dito su un touch screen è un dispositivo di puntamento oppure esistono dispositivi di puntamento laser su pistole, armi più o meno intelligenti , scanner da supermercato ecc...quando uno dice "mouse" (o maus) di solito l'interlocutore capisce al volo di cosa stai parlando.Penso che nella comunicazione la cosa più importante sia farsi capire (meglio se velocemente).
      • Anonimo scrive:
        Re: Internet va con la maiuscola
        - Scritto da: Anonimo
        Giacomo dove hai studiato?

        Internet si scrive con la maiuscola o con la
        minuscola secondo le regole della lingua; nonDove hai studiato tu...Internet si scrive con la maiuscola per il semplice fatto che di internet ne possono esistere molte ma di Internet (intesa come rete globale di computer come la conosciamo noi) ne esiste una sola. Internet dunque è un nome proprio, il nome specifico di una rete particolare. Il termine "Internet" serve dunque dal distinguerla dalle altre reti come il termine "Franco" serve a distinguere una persona da un'altra.
        • Anonimo scrive:
          Re: Internet va con la maiuscola
          È scritta maiuscola anche sullo Zingarelli, quindi credo che non ci siano dubbi.
      • Anonimo scrive:
        Re: Internet va con la maiuscola
        - Scritto da: Anonimo
        Internet si scrive con la maiuscola o con la
        minuscola secondo le regole della lingua; non
        essendo il nome proprio di una rete, internet
        deve essere scritto con l'iniziale minuscola.Con il termine "Internet" ci si riferisce all'internet per antonomasia (nome comune in funzione di nome proprio e viceversa), quella globale, pertanto è corretto scriverlo con la lettera maiuscola, così come ci possiamo riferire a Dante Alighieri chiamandolo "il Poeta".D'altra parte non è sbagliato nemmeno scriverlo con la minuscola se, come sottolineato nell'articolo, facciamo riferimento al mezzo d'informazione: carta stampata, telefono, radio, televisione etc. non si scrivono con la minuscola? Qualcuno sa (o si ricorda) se inizialmente si indicavano con la maiuscola?Credo quindi che sia a discrezione di ciascuno usare l'una o l'altra forma, in base al contesto, tenendo conto che finora è prevalsa la prima forma e quella i vocabolari riportano.
      • Anonimo scrive:
        Re: Internet va con la maiuscola

        Sapresti ad esempio dire che differenza c'é tra
        mouse (che si scrive in minuscolo) e dispositivo
        di puntamento?Dispositivo di puntamento si riferisce ad una classe di oggetti atti a quella funzione, ad esempio anche una tablet con penna e' un dispositivo di puntamento, lo e' anche un trackball.
        In molti casi è corretto usare il secondo
        termine, ma è noto solo il primo, pure tra gli
        iscritti ad informatica a Milano.Ieri e' entrato in negozio uno studente di informatica del terzo anni, vicino alla laurea, che mi ha chiesto di installare Linux, distribuzione Suse, sul suo pc perche' lui non riesce.10 min di lavoro, che forza questi laureandi :(
    • swamiji65 scrive:
      Re: Internet va con la maiuscola
      Concordo, perche' Internet non e' soltanto acronimo di Interconnection Network, ma e' proprio, la rete di reti basata sul TCP/IP e che fornisce i servizi di FTP, HTTP ecc.Cito:"Internet, con la lettera maiuscola, fa riferimento alla rete che iniziò con il progetto ARPAnet e continua oggigiorno come la confederazione di tutte le reti TCP/IP direttamente o indirettamente collegate al backbone (infrastruttura portante delle telecomunicazioni) degli Stati Uniti. La parola ``internet'' con tutte le lettere minuscole rappresenta tutte le reti, di piccole o grandi dimensioni, che utilizzano lo stesso protocollo di comunicazione. Ogni internet (lettere minuscole) non necessariamente dev'essere connessa a Internet (lettera maiuscola iniziale) e non necessariamente devono utilizzare tcp/ip come loro protocollo di base".http://www.valtellinux.it/linuxfacile/html/linuxfacile-4.0-node4.html#SECTION01221000000000000000Insomma sono d'accordo anche con l'"esperto" Giancarlo Livraghi quando afferma:"È vero che bufale e opinioni insostenibili circolano in rete (come nei mass media centralizzati). La soluzione non è reprimerle ma imparare a distinguere, controllare, informarci meglio. "Aggiungerei soltanto: Le informazioni inesatte circolano anche nei libri, ed in questo caso non si tratta di un'opinione.E' giusto dunque informarsi meglio sia quando si legge che quando si scrive.Swamiji65==================================Modificato dall'autore il 01/06/2005 8.18.19
      • Anonimo scrive:
        Re: Internet va con la maiuscola

        "Internet, con la lettera maiuscola, [..]
        La parola ``internet'' con tutte le lettere minuscole
        rappresenta tutte le reti [..]
        Ha ragione Marco R.:internet - http://www.demauroparavia.it/58552intranet - http://www.demauroparavia.it/58961"Se le cose non le sapete guardativi Geo&Geo !"BrUtE AiD
        • swamiji65 scrive:
          Re: Internet va con la maiuscola
          - Scritto da: Anonimo

          "Internet, con la lettera maiuscola, [..]

          La parola ``internet'' con tutte le lettere
          minuscole

          rappresenta tutte le reti [..]


          Ha ragione Marco R.:

          internet - http://www.demauroparavia.it/58552
          intranet - http://www.demauroparavia.it/58961

          "Se le cose non le sapete guardativi Geo&Geo !"

          BrUtE AiDBravo! Questo, finalmente, dovrebbe mettere fine alla discussione:Il De Mauro usa la 'I' maiuscola e non la minuscola.Vedi il secondo link citato.CiaoSwamiji65
      • Anonimo scrive:
        Re: Internet va con la maiuscola
        - Scritto da: swamiji65
        La parola
        ``internet'' con tutte le lettere minuscole
        rappresenta tutte le reti, di piccole o grandi
        dimensioni, che utilizzano lo stesso protocollo
        di comunicazione. Ogni internet (lettere
        minuscole) non necessariamente dev'essere
        connessa a Internet (lettera maiuscola iniziale)
        e non necessariamente devono utilizzare tcp/ip
        come loro protocollo di base".In questo modo si afferma che ogni rete locale è una internet mentre una internet ha delle caratteristiche ben precise:1) protocollo tcp/ip2) almeno un servizio tra server web, server elettronica, ftp server ecc..
        • swamiji65 scrive:
          Re: Internet va con la maiuscola
          - Scritto da: Anonimo

          - Scritto da: swamiji65

          La parola

          ``internet'' con tutte le lettere minuscole

          rappresenta tutte le reti, di piccole o grandi

          dimensioni, che utilizzano lo stesso protocollo

          di comunicazione. Ogni internet (lettere

          minuscole) non necessariamente dev'essere

          connessa a Internet (lettera maiuscola iniziale)

          e non necessariamente devono utilizzare tcp/ip

          come loro protocollo di base".

          In questo modo si afferma che ogni rete locale è
          una internet Una interconnessione di reti (trad. lett.) e' una internet.Ma mentre e' possibile definire con certezza 'Internet' ed 'internet' diventa difficile dare un'esatta definizione di Intranet.Da "Intranet Progettazione e sviluppo" Guengerich, McDonald, Grham, Miller:"Una Intranet e' l'insieme composto da una rete aziendale, protetta da firewall, e dalle applicazioni che attraverso e su di essa vengono eseguite, sfruttando le tecnologie tipiche e prorpie dell'Internetworking (browser, ecc.)"Chiaramente non e' la Bibbia e puo' essere accettata o meno, del resto ho incontrato anche altre definizioni di intranet, credo che sia un concetto in evoluzione, e non statico, ma su Internet ed internet non ho dubbi.
          mentre una internet ha delle
          caratteristiche ben precise:
          1) protocollo tcp/ip
          2) almeno un servizio tra server web, server
          elettronica, ftp server ecc..Xerox XNS o DECnet sono esempi di internet.
    • Anonimo scrive:
      Re: Internet va con la maiuscola

      In questo modo, le diverse reti dei dipartimenti
      dell'Università di Casalecchio possono essere
      collegate insieme, a formare una internet (con la
      minuscola) interdipartimentale.
      No, quella è un'intrAnet.Comunque internet ed Internet è come dire autostrada ed Autostrada... vedi un po' te !Marco Radossevich
      • Anonimo scrive:
        Re: Internet va con la maiuscola
        - Scritto da: Anonimo
        Comunque internet ed Internet è come dire
        autostrada ed Autostrada... vedi un po' te !
        Nel caso di Internet la tua autostrada non sarebbe una tra le tante: si chiamerebbe proprio Autostrada. E' questo che non viene capito: Internet è un nome proprio. Come l'aereo del presidente degli stati uniti si chiama Air One, nome proprio.
        • The_Stinger scrive:
          Re: Internet va con la maiuscola
          - Scritto da: Anonimo
          Come l'aereo del presidente degli stati uniti si
          chiama Air One, nome proprio. Air Force OneMa capisco che preso dalla foga ti sia dimenticato il "Force" ;)
      • entromezzanotte scrive:
        Re: Internet va con la maiuscola
        - Scritto da: Anonimo

        In questo modo, le diverse reti dei
        dipartimenti

        dell'Università di Casalecchio possono essere

        collegate insieme, a formare una internet (con
        la

        minuscola) interdipartimentale.


        No, quella è un'intrAnet.Non è una intranet ! Il concetto di intranet riguarda solo la condivisione di applicazioni e documenti all'interno della stessa azienda. Non ha nulla a che fare con il sistema tecnologico usato per il trasporto dei dati (internet o Internet che sia).
    • The_Stinger scrive:
      Re: Internet va con la maiuscola
      - Scritto da: Anonimo
      Con "internet" si intende qualsiasi collegamento
      di reti fisiche diverse.
      Andando a collegare insieme reti con reti,
      internet con altre internet, salta fuori la rete
      globale, che comprende tutte le reti: Internet
      appunto.Caspita, pensavo di essere ormai l'ultima mosca bianca in Italia che si ricordava questa distinzione.Meno male che, invece, siamo uno sciame. :)
  • Anonimo scrive:
    Lasciate fuori ogni speranza.
    ...voi che qui entrate. Dante Alighieri, La Divina Commedia, l' Inferno.Abbiate però "stile", eleganza ed etica.
  • Anonimo scrive:
    piu uno è esperto e più sarà....
    piu uno è esperto e più sarà....divertente e probabile smentire cio che dice.Ricordatevelo.
    • gattosiamese scrive:
      Re: piu uno è esperto e più sarà....
      ovvio...........ci sarà da divertirsi:D:D:D:D:D:Dlibertà digitali cancellate?si.............come noma vaff
      • arcizio scrive:
        Re: piu uno è esperto e più sarà....
        ma a te c'è qualcuno che ti paga per passare le tue giornate on line per rispondere ai vari forum? no perchè mi sembra un lavoro interessante... se così fosse facci sapere come si fa.graziefbrz
        • gattosiamese scrive:
          Re: piu uno è esperto e più sarà....
          - Scritto da: arcizio
          ma a te c'è qualcuno che ti paga per passare le
          tue giornate on line per rispondere ai vari
          forum? no perchè mi sembra un lavoro
          interessante... se così fosse facci sapere come
          si fa.
          grazie
          fbrzun genio................oddio un genioti sei iscritto solo per rispondere a questo?geniale
  • Anonimo scrive:
    Perché Internet con la maiuscola?
    Perché quando ci riferiamo ad Internet con la maiuscola ci riferiamo alla "rete delle reti", che è unica (e non è un concetto astratto), mentre non sono unici il telefono, la biblioteca, o qualsiasi altra cosa citata nell'articolo. Diverso invece è internet con la minuscola, dove ci si riferisce ad una rete basata su protocollo TCP/IP.
    • Anonimo scrive:
      Re: Perché Internet con la maiuscola?
      Cosi anch'io sapevo...
    • Anonimo scrive:
      Re: Perché Internet con la maiuscola?
      - Scritto da: Anonimo
      Perché quando ci riferiamo ad Internet con la
      maiuscola ci riferiamo alla "rete delle reti",
      che è unica (e non è un concetto astratto),
      mentre non sono unici il telefono, la biblioteca,
      o qualsiasi altra cosa citata nell'articolo.
      Diverso invece è internet con la minuscola, dove
      ci si riferisce ad una rete basata su protocollo
      TCP/IP.Giusto, e come è chiaramente spiegato su diversi libri sulle reti, ma l'autore dell'articolo non lo sa...
      • Anonimo scrive:
        Re: Perché Internet con la maiuscola?
        - Scritto da: Anonimo
        - Scritto da: Anonimo

        Perché quando ci riferiamo ad Internet con la

        maiuscola ci riferiamo alla "rete delle reti",

        che è unica (e non è un concetto astratto),

        mentre non sono unici il telefono, la
        biblioteca,

        o qualsiasi altra cosa citata nell'articolo.

        Diverso invece è internet con la minuscola, dove

        ci si riferisce ad una rete basata su protocollo

        TCP/IP.

        Giusto, e come è chiaramente spiegato su diversi
        libri sulle reti, ma l'autore dell'articolo non
        lo sa...peggio non lo sa l'esperto!!
    • Anonimo scrive:
      Re: Perché Internet con la maiuscola?

      Perché quando ci riferiamo ad Internet con la
      maiuscola ci riferiamo alla "rete delle reti",
      che è unica (e non è un concetto astratto),
      mentre non sono unici il telefono, la biblioteca,
      o qualsiasi altra cosa citata nell'articolo.
      Diverso invece è internet con la minuscola, dove
      ci si riferisce ad una rete basata su protocollo
      TCP/IP.Confermo e sottoscrivo.Purtroppo la gente pensa di arrogarsi il diritti di spiegare cose di cui ha poche e confuse idee confidando che gli altri siano piu' ignoranti di lui.Tantissimi "consulenti" della new-economy cercavano di farsi firmare contratti utilizzando termini di cui non conoscono il significato al solo scopo di apparire "esperti" nel settore. :o
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