Dude.it/ Cantico di Natale

di Aaron Brancotti. Momentaneamente sospesi i festeggiamenti per la vittoria sulla BSA, ci interroghiamo su tutto, con particolare riferimento allo strano caso del software che non si può né copiare né comprare


Web – Sono già diversi giorni che eseguo complicate evoluzioni rituali di festeggiamento – Danza Neogotica di Giullare Ubriaco, direbbe il Reverendo – per la condanna della BSA; la cassa di bottiglie di Dom Perignon del 1964 che mi ha regalato John Wayne quella volta è finita e ci stiamo avvicinando alle feste, altra occasione per continuare a celebrare una vittoria importante. Grazie Emmanuele .

Mentre sorrido felice come un ninja vittorioso, l’illuminazione arriva, grazie a una frase letta in un articolo anonimo su ZeusNews: eventuali perdite per fraudolenta copiatura possono aversi solo per il software attualmente presente nei negozi. Lo scenario illustrato dall’Innominato Autore, che prende il via dalle “solite” considerazioni sul diritto di autore, ha una sua coerenza interna, della quale avevo personalmente catturato solo una faccia della medaglia.

Mi spiego. Da una parte c’è il matrimonio/combutta tra MicroSoft e Intel ove ognuno dei due aiuta l’altro: maggiori prestazioni, più memoria, sistemi operativi più affamati, quindi ancora maggiori prestazioni e via così. Risultato: chi vuole rimanere aggiornato ogni sei mesi deve aprire lo scatolotto elettronico e cacciarci dentro nuove schede, nuovi dischi etc, fino al momento di buttare via tutto perché è arrivata la Nuova Generazione. Forse è anche grazie a queste leggi di mercato che i nostri scatolotti elettronici sono diventati supercomputer nel giro di cinque anni, ma scommetto che molti di voi, là fuori, si accontenterebbero di avere un computer affidabile con il quale leggere la posta, scrivere delle lettere, fare dei conti non troppo complicati, mantenere un bilancio familiare, andare in giro per Internet senza dover attendere ere geologiche.

E allora come facciamo per obbligarvi a comprare l’ultimo computer superfico con il processore Ottium e la scheda grafica da ottantamiliardidipoligonialsecondo? Semplice: primo, vi rendiamo tutti incompatibili il più possibile. Ad ogni nuova release cambiamo i formati dei files e tutti gli standard possibili e immaginabili, dotando le varie applicazioni di claudicanti compatibilità all’indietro. Non che sia impossibile scambiarsi i dati, per carità, ma che come minimo facciate un po ‘ di fatica. Secondo, ritiriamo dal mercato il vecchio software.


Diciamoci la verità: a quanti di voi potrebbe andare benissimo un computer W95 con Word 2.0, se non fosse che poi gli altri non riuscirebbero a leggere i vostri documenti e le vostre mail, voi non riuscireste a vedere correttamente i siti internet e ogni tentativo di installare software aggiornato come l’ultima versione di Explorer o Netscape sarebbe fonte di orribile dolore? A molti, immagino. Ma quella roba non la vendono più. E se la copiate siete teoricamente fuorilegge… forse.

Davvero mi piacerebbe, come fa notare sempre questo Innominato dal quale sto attingendo a piene mani, sapere se le cifre astronomiche che Mamma Microsoft segna nella colonnina delle perdite, dicitura “software copiato”, si riferiscano tutte e solo a software tuttora in vendita o meno. Se così non fosse, intravedo un interessante problema legale. Se io copio oggi Windows 95 io non procuro nessun danno a Microsoft, perché comunque loro da Windows 95 ormai di soldi, non vendendolo, non ne prendono più. Non sono quindi passibile di aver apportato con la mia azione un mancato guadagno, poiché ormai Windows 95 è un non-prodotto.

Bene, finalmente sento le voci pro-Microsoft: “Non ti obbliga nessuno a usare quei prodotti. Arrangiati”. Esatto. Adesso, finalmente, forse il momento di arrangiarci è arrivato davvero, visto che possiamo farlo con Linux, StarOffice e la compagnia bella di tutto l’Open Source. E stiamo persino cominciando ad alzare la testa, a guardarci intorno e a renderci conto di come gira veramente il mondo. Voi, intanto, cominciate a toglierci dalle scatole quello spot. Grazie. E Buone Feste. Tanti crash di sistema anche a voi.

Aaron Brancotti
Dude, giornale per caso

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