E' P2P il 60 per cento del traffico

CacheLogic rilascia i dati delle nuove rilevazioni: il dominio di BitTorrent cede il passo ai software di scambio basati su eDonkey. La marcia delle major contro il peer-to-peer non riduce il traffico. I dettagli


Roma – Un impatto sul peer-to-peer la crociata delle major della proprietà intellettuale sembra averlo avuto: il grosso del traffico P2P si va spostando dalla piattaforma di BitTorrent a quella basata su eDonkey . Ad affermarlo è l’ultimo studio di CacheLogic , società che fornisce ai provider servizi di rete, studiati anche per gestire il traffico peer-to-peer e contenerne il peso sui loro network.

Stando all’azienda, che monitora direttamente o attraverso i propri partner l’uso delle reti, sebbene in Asia BitTorrent continui a rappresentare il più diffuso strumento di condivisione del download, in paesi come gli Stati Uniti e in Europa invece, un numero sempre maggiore di utenti si rivolge ad eDonkey . Le tecnologie sono assai diverse, gli strumenti in mano all’utente finale anche, e diverse sono anche le prestazioni: a premiare eDonkey secondo gli esperti di CacheLogic è la crescente difficoltà che incontrerebbero gli utenti nel recuperare i link per il download via BitTorrent. Come noto, infatti, in molti paesi, Italia compresa, le major del disco e del cinema hanno ottenuto la chiusura di numerosi siti che offrivano link a file BitTorrent, con l’accusa che così facendo favorivano l’uso di quella tecnologia per l’acquisizione e condivisione illegale di materiali protetti da diritto d’autore.

“I livelli di traffico di BitTorrent – sostiene il CTO di CacheLogic Andrew Parker – sono in discesa. Ed è una tendenza che si va affermando in tutto il mondo, con l’eccezione dell’Asia dove BitTorrent rimane al centro”. Non sono numeri che sorprendono: le ultime iniziative del “padre” di BitTorrent, Bram Cohen, vanno peraltro tutte nella direzione di rendere la piattaforma indipendente dal tradizionale sistema di linking , in modo tale che la condivisione possa aver luogo senza la necessità di directory di link. Sebbene lo stesso Cohen abbia sempre dichiarato come BitTorrent non sia nato per favorire la pirateria, e il fatto che sia usato da molte aziende per distribuire i propri materiali sembra dimostrarlo, questi sviluppi se avranno successo di certo incontreranno le ire dei colossi della proprietà intellettuale.

Secondo CacheLogic, l’anno scorso BitTorrent era utilizzato nel mondo per più di metà del totale degli scambi di file, percentuale che ora va scemando sebbene i livelli di sharing con le diverse piattaforme a disposizione degli utenti Internet rimangano sostanzialmente gli stessi e si attestino su circa il 60 per cento del traffico totale di dati in rete. Sono dati che CacheLogic sottolinea di aver raccolto attraverso i propri clienti in tutto il Mondo alla fine del 2004.

Secondo Parker, una delle ragioni che stanno determinando l’accresciuta popolarità di eDonkey sta nella disponibilità di software dedicato in più lingue , un elemento che avvicinerebbe a questa piattaforma anche gli utenti meno smaliziati.

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