Enkeywebsite, i motivi del sequestro

La Guardia di Finanza conferma che l'operazione si deve alla denuncia sporta da un'azienda nei confronti dei gestori del sito finito sotto sequestro. Nessun accanimento sugli altri utenti del sito. Link sotto accusa


Roma – Il sequestro del sito Enkeywebsite.net che tanto scalpore ha sollevato è stato causato sostanzialmente da due elementi centrali: il primo relativo ai gestori del sito stesso, individuati perché grandi condivisori di materiale protetto da diritto d’autore e specificamente denunciati da un’azienda titolare di quei diritti; il secondo relativo all’attività principale del sito , la fornitura di link organizzati per lo scaricamento di materiali protetti, una fornitura assimilata in qualche modo all’istigazione al download di contenuti illegali.

I dettagli sull’operazione voluta dalla Procura della Repubblica di Milano ed eseguita dalle Fiamme Gialle sono contenuti in una nota rilasciata dalla stessa Guardia di Finanza con cui Punto Informatico ha avuto modo di approfondire l’argomento.

Anzitutto va chiarito che l’azione dei Baschi Verdi della Compagnia di pronto impiego della Guardia di Finanza di Milano è scaturita da una specifica denuncia che una società titolare di certi diritti d’autore ha sporto contro ignoti la cui attività era collegata a quel sito e che attraverso quel sito distribuivano materiali protetti. Due soggetti sono stati quindi individuati e denunciati per violazione delle leggi sul diritto d’autore e per ricettazione . Si tratta del gestore del portale e del moderatore di uno dei forum ospitati dal sito. Sui loro computer sarebbe stato individuato materiale protetto e posto in condivisione attraverso la piattaforma eDonkey.

La posizione dei due, che dovrà naturalmente essere valutata dall’autorità giudiziaria competente, è dunque legata al fatto che si ritiene che abbiano violato l’art. 648 del codice penale nonchè gli artt. 171, 171bis e 171ter della legge 633/41, cioè sono indagati per abusiva riproduzione, trasmissione o diffusione in pubblico con qualsiasi procedimento di opere tutelate, nonché della distribuzione, della messa in commercio, della cessione a qualsiasi titolo delle duplicazioni o riproduzioni abusive di tali opere . Entrambi rischiano una condanna variabile da 6 mesi a 3 anni di reclusione e una sanzione economica che potrebbe arrivare a 15.493 euro.

Più controverso, rispetto alla denuncia dei due indagati, è evidentemente il sequestro del sito . Il sito e il server all’estero su cui era gestito, infatti, non ospitavano direttamente materiali illegali quanto piuttosto fornivano un ambiente organizzato di consultazione e presentazione di contenuti scaricabili dai network di condivisione, con link diretti al download per quegli utenti che erano forniti dei software compatibili eDonkey.

La Guardia di Finanza osserva che il sito “di fatto pubblicizzava, promuoveva e consentiva la condivisione di opere coperte da copyright, mediante un sistema di file sharing che permetteva di ‘scaricarè detto materiale”. Sul sito, i finanzieri hanno constatato che era possibile reperire dettagliate informazioni inerenti ai film di prima visione, software, musica e altre opere dell’ingegno presentate, appunto, attraverso schede e forum che offrivano tutte le informazioni necessarie per procedere effettivamente al download.

In un senso o nell’altro, dunque, il sito è stato sequestrato non tanto perché gestito da due persone finite sotto inchiesta ma perché ospitava una rete di link diretti a materiale protetto . Nessuno, tantomeno le Fiamme Gialle, si nasconde che la giurisprudenza in materia non è ancora definita. Non si può dunque escludere che in giudizio, dove verrà vagliata l’effettiva possibilità che un link possa costituire reato , il sito “in quanto tale” potrà essere assolto. Vista la delicatezza dell’argomento è probabile che su questo fronte interverranno i sostenitori delle libertà digitali e dell’essenza stessa del web, uno spazio il cui sviluppo è assolutamente incentrato sulla moltiplicazione dei link.

Come sottolinea anche il Corriere della Sera , l’autorità giudiziaria sembra dare una certa importanza all’uso specifico che veniva fatto del sito stesso da una comunità di utenti che viene stimata in 20mila utenti . Tanti sono coloro che frequentavano le pagine di Enkeywebsiste.

Va detto, comunque, che verso nessuno di loro sembra destinata ad estendersi l’indagine che, come detto, riguarda nello specifico i due indagati sulla base di una loro determinata violazione di legge e il sito da loro gestito.

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

Chiudi i commenti