Europa, futuro tra wireless e wideband

Il traino è la Germania, dove si concentra il 45 per cento dell'economia generata da Internet. I GPRS porteranno la Rete sulle orecchie di tutti e, udite udite, il WAP durerà almeno cinque anni. ADSL conquisterà tutti. The future?


Roma – Saranno il wireless e i telefonini a rendere l’Europa patria di popolazioni connesse alla Rete. La predizione è di Forrester Research, secondo cui le nuove tecnologie di comunicazione mobile consentiranno ai paesi del Vecchio Continente di “rimontare” sugli Stati Uniti in termini di diffusione dell’accesso ad Internet. Nel 2005, sostiene Forrester, il 54 per cento degli europei avrà a che fare con la Rete “mobile”.

Rispetto ad oggi, sostiene la società di rilevazione, le cose inizieranno a cambiare decisamente alla fine dell’anno prossimo, quando le nuove tecnologie WAP associate ai sistemi GPRS consentiranno all’utente di telefonia mobile di accedere ad un ventaglio di nuovi servizi e agli operatori di fornire una infrastruttura di comunicazione più solida di quella GSM attuale. Tale sarà l’impatto di queste novità che entro la fine del 2005 tre quarti degli europei andrà a spasso con un telefono cellulare “Internet-compatibile”, e metà di questi utilizzeranno quel telefonino come device di accesso molto di frequente.

Sulle sorti del WAP, dato per spacciato da molti esperti, Forrester si è sbilanciata per affermare che, grazie all’evoluzione del WAP stesso e delle nuove tecnologie XHTML, il Wireless Application Protocol avrà un ruolo centrale nel consentire l’accesso a servizi di Rete via telefonino per almeno cinque anni.

Per quanto riguarda la banda larga, ovvero la possibilità di accedere alla Rete a velocità ragionevoli se non addirittura elevate, Forrester prevede che entro il 2005, “anno di svolta”, almeno il 18 per cento degli utenti della Rete (27 milioni) in Europa potranno contare su accessi “wideband”. I paesi più avanti su questo fronte saranno quelli scandinavi, dove l’accesso veloce potrebbe raggiungere il 40 per cento degli utenti, l’Olanda (28 per cento) e la Germania, dove si arriverà a quote vicine al 25 per cento del totale. A ruota seguiranno Gran Bretagna (20 per cento) e Francia (11 per cento).

A regnare sulle altre tecnologie a banda larga sarà l’ADSL, sistema di moltiplicazione delle potenzialità del tradizionale doppino telefonico che si imporrà addirittura sul 53 per cento dell’utenza a banda larga europea nel 2005. Continua in seconda pagina


Nonostante lo sviluppo rapido delle tecnologie veloci in Scandinavia, sarà la Germania anche nei prossimi anni a trainare la nuova economia generata dalla diffusione di Internet. Un rapporto di PricewaterhouseCoopers (PwC) , infatti, segnala che già oggi il 45 per cento del capitale legato ad Internet in Europa è rivolto a business che hanno origine in Germania. Tra le ragioni, anche la crescita esponenziale dell’accesso nel paese. Basti pensare che si calcola che oggi vi siano 18 milioni di utenti tedeschi che alla fine del 2001 saranno diventati 40 milioni, quasi la metà dell’intera popolazione.

Secondo PricewaterhouseCoopers, una delle ragioni dell’imporsi della net economy tedesca in Europa sta negli ostacoli trovati dagli altri paesi “di traino”: la Gran Bretagna è ancora impelagata nel processo di liberalizzazione delle TLC, il mercato francese guarda molto al suo interno e poco all’internazionale e quello scandinavo, nonostante la diffusione dell’accesso, continua a fornire numeri troppo bassi per competere davvero.

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

Chiudi i commenti