Eutelia, occupazioni e sgomberi

La vertenza che vede contrapposti i lavoratori e l'azienda si trascina da mesi. Nel mezzo anche gli ex Bull e Getronics. In attesa di un chiarimento da parte del Governo invocato da più parti

Roma – Tensione altissima questa mattina all’alba nella sede romana di Eutelia , da alcuni giorni presidiata giorno e notte da un gruppo di lavoratori a causa delle crescenti preoccupazioni per l’evolversi della vicenda aziendale iniziata lo scorso gennaio con l’annuncio della dismissione del comparto IT della società: un gruppo di presunte guardie di vigilanza, a quanto pare alla presenza dell’ex amministratore delegato Samuele Landi, si sarebbe introdotto all’interno dello stabilimento per tentare di convincere in via privata gli occupanti a sgomberare.

A quanto riferito dai lavoratori, si sarebbe trattato di una “aggressione”: in un comunicato diffuso in mattinata dalla FIOM si legge che “Questa mattina alle 5.20 una squadraccia di una quindicina di uomini capitanata dall’ex amministratore delegato di Eutelia, Samuele Landi, ha fatto irruzione nella sede romana di Eutelia presidiata all’interno dai lavoratori”. Stando alla ricostruzione fornita dal sindacato , “Con piedi di porco hanno divelto le porte degli uffici, hanno svegliato i lavoratori che presidiavano la sede puntando loro negli occhi le torce elettriche, spacciandosi per poliziotti, chiedendo i documenti, minacciando gli stessi lavoratori e impedendo loro di muoversi”.

Altrove si legge che, per un caso fortuito, all’interno della struttura si trovava pure una troupe RAI : l’autore Federico Ruffo del programma Crash si trovava lì assieme agli operatori per documentare il presidio della sede in zona Tiburtina (analoghe iniziative sono state intraprese dai lavoratori in altre sedi sparse un po’ in tutta Italia), e stando a quanto riportato avrebbe filmato l’intera scena. Un girato che ora sarebbe a disposizione delle Forze dell’Ordine, convocate pare dagli stessi lavoratori insospettiti dalle richieste di documenti.

Non è chiaro se, come riferito dal sindacato, i 15 “vigilantes” e l’ex AD Samuele Landi si siano effettivamente qualificati come rappresentanti delle Forze dell’Ordine, così come al momento non è possibile confermare se siano state depositate denunce o siano state aperte indagini ufficiali sull’accaduto. Diverse fonti raccontano che l’intervento della Polizia ha riportato rapidamente l’ordine in una situazione che, vista la sua drammaticità (in ballo ci sono le sorti di migliaia di famiglie), rischiava di degenerare. Landi e i suoi collaboratori sarebbero stati identificati e invitati a lasciare il presidio, e quest’ultimo sarebbe anche stato invitato in caserma per essere ascoltato sull’accaduto.

La vicenda Eutelia in questi mesi si è arricchita di nuovi complessi capitoli. In ballo ci sono quasi 2mila lavoratori , alcuni dei quali provenienti da realtà come Bull e Getronics, un tempo di notevole successo soprattutto nel sud Italia: nelle ultime settimane, come annunciato all’inizio dell’anno, il ramo d’azienda a cui fanno capo commesse pubbliche e private per decine di milioni di euro è stato ceduto alla società Agile , a sua volta confluita all’interno del Gruppo Omega . A partire da questa operazione, risalente a metà giugno, i lavoratori hanno a più riprese manifestato le loro perplessità sulle prospettive industriali della neonata società, oltre a lamentare qualche ritardo nella corresponsione del salario. Da parte sua, il Gruppo Omega riferisce invece la scarsa disponibilità dei lavoratori ad affrontare la questione del risanamento aziendale.

L’episodio di oggi ha comunque definitivamente portato alla ribalta l’intera vertenza sul palcoscenico politico nazionale. È notizia di queste ore che, alle continue richieste del sindacato per la convocazione di un tavolo di confronto a Palazzo Chigi, sono seguite le richieste al Governo di riferire in Senato sulla vicenda da parte del vicecapogruppo dell’Italia dei Valori Antonio Borghesi: “È necessario – ha detto il senatore – applicare immediatamente la legge Prodi-Marzano che non solo esautorerebbe l’attuale proprietà, ma permetterebbe, anche, di recuperare le commesse perse volontariamente dopo avere incassato i crediti e licenziato i lavoratori”.

Quella di Borghesi non è comunque l’unica voce alzatasi oggi per chiedere un chiarimento sull’intera faccenda: anche il capogruppo al senato del Partito Democratico Anna Finocchiaro ha parlato di “fatto gravissimo”, testimonianza di un “imbarbarimento dei rapporti tra le parti sociali, contro il quale tutte le forze politiche devono mobilitarsi”. Anche in questo caso il senatore Finocchiaro ha inviato il Governo a riferire alle Camere sulla vertenza.

In una nota fatta pervenire a Punto Informatico , Eutelia ha voluto precisare quanto segue : “In riferimento ai fatti verificatisi questa mattina presso gli uffici di Via Bona a Roma, appresi dalla stampa e dai quali Eutelia si dichiara estranea, si ritiene comunque doveroso rappresentare come essi siano il deprecabile epilogo di una situazione gravissima che è andata esasperandosi ogni giorno di più e che Eutelia ha più volte segnalato alle Autorità competenti”. Secondo l’azienda di Arezzo “Da oltre dieci giorni, infatti, alcuni dipendenti della società Agile Srl, anch’essa con uffici nello stesso edificio di Via Bona, stanno impedendo di fatto l’accesso ai locali dell’intero stabile”.

Eutelia, che ribadisce di aver segnalato da tempo la questione alle autorità , fa presente “come ai suoi dipendenti e tecnici venisse negato l’accesso alla propria postazione di lavoro: peraltro, nello stabile sono presenti aree riservate gestite da Eutelia e sottoposte alla sua responsabilità, abilitate alla tutela di informazioni classificate. Sempre nello stabile è presente un NOC (Network Operation System) la cui impossibilità ad operare direttamente nella sede aggiunge ulteriori rischi di interruzione di pubblico servizio”. In conclusione, l’auspicio è che “questa situazione estremamente critica, che non ha nulla a che vedere con una pacifica occupazione, e che rischia di minare irreparabilmente situazioni lavorative di aziende estranee come la scrivente Eutelia, possa trovare presto una soluzione positiva per tutti”.

Luca Annunziata

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  • angros scrive:
    Il DRM che vorrei..
    ...è questo:http://www.drm.org/I lucchetti digitali devono morire, e devono essere dimenticati. La stessa parola DRM deve diventare qualcosa di nuovo, come è già accaduto per DivX (quanti si ricordano il Digital Video Express?)
    • riddler scrive:
      Re: Il DRM che vorrei..
      Il DRM che noi tutti acquirenti vogliamo, e' semplicemente quello che non c'e'.
      • angros scrive:
        Re: Il DRM che vorrei..
        hai letto il link? hai visto cosa si intende per DRM, in quel link? (NON si intende Digital Restriction Management) ;-)
        • riddler scrive:
          Re: Il DRM che vorrei..
          No ammetto di no ma al di la' delle gag rimane il concetto che ho espresso ;)
          • angros scrive:
            Re: Il DRM che vorrei..
            Concetto che condivido, nel caso non si fosse capito ;-)Io volevo dire un' altra cosa: tu sai cosa era il digital video express? (puoi cercarlo su wikipedia) Si trattava di un "antenato" del DRM, un DVD che richiedeva l' attivazione (tramite telefono e modem incorporato, la banda larga non era ancora diffusa), poi potevi vedere il DVD comprato per 24 ore, solo però sul tuo lettore (il limite di tempo serviva per permettere il "noleggio", o meglio, per estorcere soldi più volte per lo stesso film).Naturalmente i clienti lo odiarono, e naturalmente fu un flop. Il termine "Digital Video eXpress" era abbreviato in DivX; oggi però, se ti parlo di DivX, a te (ed anche agli altri) non viene in mente questo sistema, ma viene in mente il popolare codec video omonimo, usato spesso per i film condivisi (quindi per lo scopo opposto!); questo significa che il digital video express è ufficialmente morto, e mai potrà risorgere (almeno con quel marchio).Mi auguro che la stessa cosa accada con il Digital Right Management, e che allo stesso modo in futuro il termine DRM venga usato solo più per indicare Digital Radio Mondiale, un protocollo (open source, tra l' altro) per il broadcasting audio digitale in modulazione di frequenza (quindi una funzione generalmente apprezzata dagli utenti, che permette di ricevere musica, notiziari ed altri contenuti audio gratuitamente, e senza nessuna restrizione)
    • KaysiX scrive:
      Re: Il DRM che vorrei..
      - Scritto da: angros
      La stessa parola DRM deve diventare qualcosa di nuovoFacciamo che i contenuti... Devono Restare Miei? :)
      • ullala scrive:
        Re: Il DRM che vorrei..
        - Scritto da: KaysiX
        - Scritto da: angros


        La stessa parola DRM deve diventare qualcosa di
        nuovo

        Facciamo che i contenuti... Devono Restare Miei?
        :)ahhhrghhhh!E le "povere majors"?...E il loro monopolio sulla distribuzione?...Saaacrileeegioooo!Terrorista anarchico pirata irresponsabile! ;)
        • KaysiX scrive:
          Re: Il DRM che vorrei..
          Noooo! Hai ragione! Non ci avevo pensato, poverini!!!! :'( Ma non è colpa mia, è copyc4t che mi mette in testa queste cose! O)
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