Facebook, centro commerciale

Dai feed pubblicitari alle pubblicità istantanee, sperimentazioni più o meno avviate per proporsi come una risposta all'istinto al consumo degli utenti. E come una soluzione irrinunciabile per gli inserzionisti

Roma – L’obiettivo di Facebook è quello di offrire agli utenti tutto ciò che possono desiderare in termini di relazioni, interazioni e semplici azioni, monetizzando la loro attenzione e la visibilità di coloro a cui la piattaforma fa da intermediario per offrire servizi: è per questo che Facebook preme per sviluppare un versante dedicato agli acquisti, nella convinzione che i propri amici non disdegnino di “connettersi con prodotti e brand”, nella convinzione di poter rappresentare un canale per agevolare queste connessioni e trasformarle in azioni ed esborsi. In questo contesto Facebook ha presentato nuovi strumenti e sperimentazioni in corso, vetrine per le aziende e incoraggiamenti per lo shopping degli utenti.

Dopo il fallimento delle iniziative di e-commerce avviate nel 2011, i tempi sembrano maturi per un nuovo tentativo, come dimostrando anche le iniziative di Twitter e YouTube , sempre più arditi nel fondere l’intrattenimento con gli acquisti. Facebook, già attivo con una nuova ondata di sperimentazioni, tesse ora le lodi delle gallerie di immagini a sfondo pubblicitario, che il social network propone selettivamente sulla base degli interessi degli utenti, nonché del bottone Buy , già da tempo introdotto per i test, e delle sezioni delle Pagine dedicate allo shopping. Alle risorse per l’e-commerce già presentate in passato affianca ora nuovi strumenti.

Sezione Shopping

Il primo luogo, il feed dedicato allo shopping: per gli utenti raggiunti dalle sperimentazioni, è collocato sullo stesso piano delle sezioni dedicate agli amici e ai gruppi e fa convergere post e foto caricati dai venditori sulla base degli interessi di ciascuno. L’utente può operare nella sezione anche con un motore di ricerca, utile a quel cinquanta per cento di utenti che, stando alle analisi di Facebook, si rivolge al social network per trovare prodotti e informazioni a riguardo. E, in prospettiva , utile per proporre agli inserzionsiti nuovi formati pubblicitari.

Canvas

Per incoraggiare la tendenza degli utenti a lasciarsi incuuriosire dai prodotti pubblicizzati, Facebook sta inoltre adottando una soluzione denominata Canvas, che si potrebbe definire come il corrispettivo pubblicitario di Instant Articles : selezionando un prodotto per approfondire, una pagina a schermo intero, navigabile, si caricherà istantaneamente sullo schermo del dispositivo mobile, così da offrire un’esperienza del prodotto che sappia avvincere l’utente, prima di indirizzarlo sulla pagina del rivenditore per concludere l’acquisto.

Proponendo i prodotti e le aziende come parte integrante della vita sul social network, sviluppando soluzioni che si integrino senza scossoni nella piattaforma, Facebook auspica di trasformarsi in un punto di riferimento per assolvere ai bisogni di consumo degli utenti. Così da rappresentare una soluzione irrinunciabile per gli inserzionisti.

Gaia Bottà

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • Michele Montananar i scrive:
    Keep It Simple...
    BRTL. abolire vocali e viah!
    • Hop scrive:
      Re: Keep It Simple...
      - Scritto da: Michele Montananar i
      BRTL. abolire vocali e viah!Che bello NON sapere l'inglese :DCerca questa: brothel...
  • bubba scrive:
    una botta dopo l'altra
    abbiamo avuto di recente Sarah "fiorellini educati" Sharp e ora Matthew "vi ficchiamo la merda UEFI secureboot" Garrett stanchi del vilipendio(?) sessista? su LKML, che migrano altrove..... ovviamente Lennart "il cesso systemd" Poettering concorda... troppa volgaVita' su LKML.. e ora neppure le estensioni che identificano una tipologia di file si salvano.... :Pcmq i files swf offendono la mia sensibilita' religiosa, PERCHE DIAVOLO NON LI CENSURANO? :P (rotfl)
    • gulp scrive:
      Re: una botta dopo l'altra
      - Scritto da: bubba
      abbiamo avuto di recente Sarah "fiorellini
      educati" Sharp e ora Matthew "vi ficchiamo la
      merda UEFI secureboot" Garrett stanchi del
      vilipendio(?) sessista? su LKML, che migrano
      altrove..... ovviamente Lennart "il cesso
      systemd" Poettering concorda...Secondo me il Lennart è un bel foeniculum vulgare per questo si è stretto alla "causa".Per carità nulla contro, però perin però...
      troppa volgaVita'
      su LKML.. e ora neppure le estensioni che
      identificano una tipologia di file si salvano....
      :P

      cmq i files swf offendono la mia sensibilita'
      religiosa, PERCHE DIAVOLO NON LI CENSURANO? :P
      (rotfl)Se la censura nasconde un cetriolone per il cliente bene, altrimenti non se ne fa niente!P.S.: cetriolo va bene o è troppo sessista?
  • Surak 2.0 scrive:
    Via dei matti n°0
    *I file .bro derivanti dall'algoritmo di compressione di Google Brotli dovranno cambiare nome: l'header HTTP coincidente con una parola colloquialmente utilizzata per indicare un amico maschio sembra indispettire alcuni gruppi, apparentemente offesi dalla presunta "discriminazione sessista".*Quando disturbi mentali e paranoie diventano ideologie (in questo caso il "Politicamente Corretto"), i disturbi mentali aumentano e gli effetti diventano comici.
    • Francesco scrive:
      Re: Via dei matti n°0
      Ci fossero un po' più guerre, la gente si farebbe meno pastrugne mentali.
    • bradipao scrive:
      Re: Via dei matti n°0
      - Scritto da: Surak 2.0
      Quando disturbi mentali e paranoie diventano
      ideologie (in questo caso il "Politicamente
      Corretto"), i disturbi mentali aumentano e gli
      effetti diventano comici.Sono d'accordo. E più che comici sono tragicomici.
      • Izio01 scrive:
        Re: Via dei matti n°0
        - Scritto da: bradipao
        - Scritto da: Surak 2.0

        Quando disturbi mentali e paranoie diventano

        ideologie (in questo caso il "Politicamente

        Corretto"), i disturbi mentali aumentano e gli

        effetti diventano comici.

        Sono d'accordo. E più che comici sono tragicomici.Sì, perché man mano arrivano anche da noi, obbligandoci a cambiare abitudini e modo di esprimersi. Una specie di dittatura soft, morbida e fufficosa, ma salda come una camicia di forza.
Chiudi i commenti