Facebook: il "libro" è mio e lo gestisco io

Il social network contro l'utilizzo di "book" in una parola composta. Zynga, intanto, rischia di dover abbandonare Mafia Wars

Roma – Facebook ha fatto causa a Teachbook.com , community online per insegnanti: indice puntato contro l’utilizzo del suffisso book in qualità di “parte distintiva del marchio di Facebook”.

Secondo la denuncia, l’ evocazione da parte della community di insegnanti del social network più famoso tramite l’utilizzo del termine “book” diluirebbe il valore della marca Facebook, e creerebbe una falsa illusione circa la collaborazione tra i due siti.

Pur essendo book/libro una parola generica, che quindi non può costituire segno o nome distintivo registrabile come marchio, Facebook ritiene che il suo impiego in combinazione in una parola composta costituisca ormai, soprattuto se utilizzato per un sito omologo al proprio, una violazione della sua proprietà intellettuale.

In realtà lo stesso termine Facebook deriva da un depliant distribuito ai nuovi studenti di un college e che conteneva le foto dei colleghi , ma vista la diffusione che ha avuto il sito è stato in un certo senso cooptato per un ambito diverso: quello della Rete, anzi del fare rete, ed è diventato un termine che richiama immediatamente alla mente i (il?) social network (basti pensare che questo è il titolo, per esempio, del fim che parla della fondazione del sito).

Il caso dovrebbe servire a Facebook ad affermare il principio che un utilizzo non controllato di nomi di siti che richiamano al suo marchio possa diluirne il valore , e contribuire a far diventare generico l’utilizzo del suffisso book con riferimento a quei servizi di social network online.

Oltre al social network degli insegnanti, d’altronde, sono numerosi i modi in cui altri siti stanno cercando di cavalcare il successo di Zuckerberg cercando qualche tipo di assonanza. Il fatto che Teachbook affermi esplicitamente di essere “il Facebook degli insegnanti”, poi, non l’aiuterà certo nella difesa.

Una questione di marchio commerciale sembra coinvolgere anche una delle applicazioni di maggior successo su Facebook: Mafia Wars di Zynga sarebbe, secondo l’accusa, un nome di proprietà dell’azienda Digital Chocolate, sviluppatrice di casual game che avrebbe chiesto alla corte distrettuale di Santa Clara l’interruzione della violazione e una campagna pubblicitaria correttiva. Digital Chocolate ha infetti registrato il nome Mafia Wars per un gioco sviluppato per cellulare, di cui non si registra alle cronache particolare successo.

Claudio Tamburrino

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  • Pino scrive:
    chiudiamo facebook
    è un mezzo XXXXXio, eppure è li... come mai?Ah gia, la sopra è tutto candore e non chiedono soldi... fino a quando non li contatti.Mavalà.
  • Sgabbio scrive:
    Chiudiamo le fabbriche di coltelli!
    Poiche' alcune donne e bambini sono vittime delle fredde lame create dalla fabbica dei coltelli, che facciamo arrestiamo i femmicidi e infanticiti? No chiudiamo la fabbrica di coltelli, col risultto che continueranno ad essere vittime con altri oggetti ma abbiamo ottenuto il groso vantaggio di bloccare la morte per mano dei coltelli.
  • attonito scrive:
    chiudiamo la provinciale!
    Poiche' alcune donne dell'est europa sono costrette a battere lungo la provinciale, che fcciamo, arrestiamo i papponi? no chiudiamo la provinciale, col risultto che continueranno a battere al trove ma abbiamo ottenuto il groso vantaggio di bloccare una strada.
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