Facebook Lifestage, ritorno al futuro

Una app dedicata agli studenti con meno di 21 anni. Destinata a condividere con i compagni di classe video e dettagli sula propria vita

Roma – Facebook ha lanciato Lifestage, una nuova app pensata apposta per i teenager, che, come descritto nella App Store , rende facile e divertente agli studenti condividere un profilo video per far sapere chi sono o il loro stato d’animo del momento alla propria rete di contatti scolastici, dando risposte a una serie di domande su se stessi.

Dopo aver sbloccato la scuola, si può accedere ai profili degli altri studenti nella propria comunità (e anche in tutte le altre), così da poter conoscere meglio le persone nella propria scuola e nelle scuole vicine, scoprire altri stuendi con gli stessi interessi e connettersi a loro. Per sbloccare la funzione di vedere altri utenti della scuola, Lifestage richiede che ne siano iscritti almeno 20: un trucchetto per spingere gli utenti a far iscrivere al servizio altri compagni di classe. La app consente, essenzialmente, di postare status aggiornati in forma di video, e dirigere gli amici alle proprie pagine sui social per messaggi diretti attraverso la nota “Reach me” sui loro account.

Schermata Lifestage

L’iniziativa di Facebook pare andare nella direzione di far concorrenza a servizi come Snapchat , come già avvenuto con Instagram Stories, ma si propone anche di recuperare lo spirito con il quale il social network più famoso al mondo è nato nel 2004. Uno spirito che si è andato perdendo negli anni, se è vero che dal 2011 al 2014 gli utenti Facebook aventi un’età fra 13 e 17 anni sono calati del 25,3 per cento e dal 2015 al 2016 sono continuati a diminuire, passando dal 16,7 al 16,4 per cento. Con Lifestage, Facebook cerca pertanto di recuperare l’importante base di utenti dei teenager.

Lifestage è stata sviluppata da Michael Sayman, product manager di Facebook di appena diciannove anni, con l’intento di tornare alle origini del social network, quando a utilizzarlo erano gli studenti dei college americani. Allora, però, per iscriversi era necessario disporre di un indirizzo mail con estensione.edu; per iscriversi a Lifestage, invece, non è necessario neanche l’account Facebook, si seleziona semplicemente la scuola e si possono vedere i profili delle varie classi.

La app, disponibile al momento solo per dispositivi iOS, è utilizzabile in modo completo solo dai minori di 21 anni. Chi supera questa età può comunque realizzare e postare un profilo video, ma non sarà in grado di vedere quelli degli altri. Lifestage non ha modo di verificare ufficialmente l’identità dei propri utenti o quanti anni abbiano realmente, ma mette in atto una serie di azioni nei confronti di coloro che agiscono in modo violento o inappropriato usando il servizio. Un utente può facilmente bloccare una persona, e ciò dovrebbe scoraggiare dal postare video non opportuni. Per trovare più amici si può indicare quale istituto si frequenta quando ci si iscrive. Questa opzione non può essere cambiata una volta selezionata; un accorgimento utile per evitare che si vada a curiosare nei video di altre scuole, ma che può risultare scomodo se, per esempio, ci si trasferisce a un altro istituto.

Su privacy ed eventuali abusi del servizio, Facebook mette le mani avanti: “tutto ciò che posti in Lifestage è sempre pubblico e visibile da chiunque, dentro e fuori la tua scuola. Non c’è modo di limitare l’audience dei tuoi video. Non possiamo confermare che le persone che dichiarano di frequentare attualmente una determinata scuola affermino il vero. Tutti i video che carichi sul tuo profilo sono contenuti pienamente pubblici”, si legge nella descrizione della app.

Pierluigi Sandonnini

fonte immagine

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • Antonello scrive:
    3 anni fa era tutto così diverso il web?
    [...]"Chrome app", tecnologia nata in un periodo in cui il Web non era dotato di alcune caratteristiche considerate fondamentali per l'utilizzo del software di produttività e non solo. Internet oggi è diversa, spiega Google, e le app fuori dal Web non hanno più molto senso.Le Chrome app erano state create tre anni fa [...]Cioè, il web 3 anni fa era completamente diverso da oggi?Questo vuol dire che dovrò rinunciare a Signal sul pc ?
  • Puntina scrive:
    Ennesimo fallimento del mondo open
    Come al solito gli opensorciari non riescono mai a stare su un progetto per più di tot mesi.
  • Pulce scrive:
    Consigli per gli acquisti
    mi sa che vogliono eliminare gli adblocker e sparati in faccia i consigli per gli acquisti principale fonte di reddito di google
  • bulbo scrive:
    Allora addio Authy...
    peccato, non mi dispiaceva poter generare gli OTP anche dal windows che ho in ufficio e dall'ubuntu di casa, usando un'unica app.vabbè, passerò a winauth (https://github.com/winauth/winauth) che si può far girare anche su linux, ed in più è opensource...
  • AiGor scrive:
    A dir la verità
    Mi è appena arrivata una mail di Google e dice : Hello Google Play Developer,At Google I/O 2016, we announced that Google Play would be launching on Chromebooks. As an Android developer, your apps will soon be compatible with Chromebooks. Heres how you can improve the Chromebook experience for your Android apps ...Quindi forse ... ma forse eh ! ... stanno unificando le piattaforme.
    • bulbo scrive:
      Re: A dir la verità
      è arrivata anche a me...che io sappia intendono portare il play store sui chromebook più recenti: https://sites.google.com/a/chromium.org/dev/chromium-os/chrome-os-systems-supporting-android-apps?rd=1in pratica sarà possibile far girare le app android realizzate col material design su tali chromebook. probabilmente si dovrà aggiungere qualche controllo nel codice (ad esempio se si usa l'accelerometro si deve gestire il caso in cui esso non si presente).tuttavia mi pare che non vogliano fare altrettanto su windows, linux e osx. magari il supporto arriverà (o non arriverà mai se decidono di usarlo come "arma" per aumentare la diffusione dei chromebook).
      • bulbo scrive:
        Re: A dir la verità
        - Scritto da: bulbo
        tuttavia mi pare che non vogliano fare
        altrettanto su windows, linux e osx. magari il
        supporto arriverà (o non arriverà mai se decidono
        di usarlo come "arma" per aumentare la diffusione
        dei chromebook).ps: intendo supporto ufficiale... altrimenti puoi usare questo e caricare direttamente l'apk. già collaudato e funziona discretamente.https://chrome.google.com/webstore/detail/arc-welder/emfinbmielocnlhgmfkkmkngdoccbadn
        • AiGor scrive:
          Re: A dir la verità
          - Scritto da: bulbo
          - Scritto da: bulbo


          tuttavia mi pare che non vogliano fare

          altrettanto su windows, linux e osx. magari
          il

          supporto arriverà (o non arriverà mai se
          decidono

          di usarlo come "arma" per aumentare la
          diffusione

          dei chromebook).

          ps: intendo supporto ufficiale... altrimenti puoi
          usare questo e caricare direttamente l'apk. già
          collaudato e funziona
          discretamente.

          https://chrome.google.com/webstore/detail/arc-weldInteressante questa. Quindi ARC con annessi e connessi è già disponibile in beta addirittura come estensione del browser. Da un po` di tempo Google sta modificando fortemente Chrome dandogli una forte indipendenza dalla piattaforma, prima le gles poi l'accesso diretto per la grafica, adesso anche i fonts usano un loro antialias.Questo conferma il fatto che ormai Chrome non è un semplice browser ma ha sempre più i contorni di un OS.
          • bulbo scrive:
            Re: A dir la verità
            - Scritto da: AiGor
            Interessante questa. Quindi ARC con annessi e
            connessi è già disponibile in beta addirittura
            come estensione del browser.mancano ancora alcune funzionalità, le prime che mi vengono in mente:- non si riesce dall'app a salvare o caricare file dal filesystem del pc- mancano i play services quindi, ad esempio, non si riesce a linkare l'app a google drive- non è possibile ricevere redirect da un browser esterno quindi, ad esempio, non si riesce a linkare l'app a dropboxadesso è da qualche mese che non la uso, magari alcune le hanno aggiunte...cmq è stupefacente che faccia girare le app, anche molto velocemente.
  • Il fuddaro scrive:
    certo come no

    Internet oggi è diversa, spiega Google, e le app fuori dal Web non hanno più molto senso.Certamenteee.... per il loro busness certamente, che sono fuori moda. @^
    • panda rossa scrive:
      Re: certo come no
      - Scritto da: Il fuddaro

      Internet oggi è diversa, spiega Google, e le
      app fuori dal Web non hanno più molto
      senso.

      Certamenteee.... per il loro busness certamente,
      che sono fuori moda.
      @^C'e' poco da ironizzare.Tra un'app closed che per girare PRETENDE di avere pieno controllo del device, e la stessa app web based in javascript, quindi interpretabile lato client, che deve accontentarsi dei permessi concessi al browser, non c'e' proprio da discutere su che cosa sia meglio per l'utente.
      • Etype scrive:
        Re: certo come no
        - Scritto da: panda rossa
        - Scritto da: Il fuddaro


        Internet oggi è diversa, spiega Google, e le

        app fuori dal Web non hanno più molto

        senso.



        Certamenteee.... per il loro busness certamente,

        che sono fuori moda.

        @^

        C'e' poco da ironizzare.
        Tra un'app closed che per girare PRETENDE di
        avere pieno controllo del device, e la stessa app
        web based in javascript, quindi interpretabile
        lato client, che deve accontentarsi dei permessi
        concessi al browser, non c'e' proprio da
        discutere su che cosa sia meglio per
        l'utente.Un'app che gira liberamente senza essere vincolata all'uso di Chrome...NON C'È NULLA DI CUI DISCUTERE.Guarda che gli anni 90 sono terminati da un pezzo e il vincolo di avere un determinato browser per fare girare qualcosa è esattamente ciò che contraddistingueva Microsoft e che OGGI CONTRADDISTINGUE GOOGLE. PEGGIO di così non può andare.Altro che DON'T BE EVIL...Ma sai cosa è peggio? Che gente come te prima prendeva i forconi contro Microsoft, ora tira in alto le bandiere per Google... COERENZA ZERO.
        • panda rossa scrive:
          Re: certo come no
          - Scritto da: Etype
          - Scritto da: panda rossa

          - Scritto da: Il fuddaro



          Internet oggi è diversa, spiega Google, e le


          app fuori dal Web non hanno più molto


          senso.





          Certamenteee.... per il loro busness
          certamente,


          che sono fuori moda.


          @^



          C'e' poco da ironizzare.

          Tra un'app closed che per girare PRETENDE di

          avere pieno controllo del device, e la stessa
          app

          web based in javascript, quindi interpretabile

          lato client, che deve accontentarsi dei permessi

          concessi al browser, non c'e' proprio da

          discutere su che cosa sia meglio per

          l'utente.
          Un'app che gira liberamente senza essere
          vincolata all'uso di
          Chrome...

          NON C'È NULLA DI CUI DISCUTERE.

          Guarda che gli anni 90 sono terminati da un pezzo
          e il vincolo di avere un determinato browser per
          fare girare qualcosa è esattamente ciò che
          contraddistingueva Microsoft e che OGGI
          CONTRADDISTINGUE GOOGLE. PEGGIO di così non può
          andare.

          Altro che DON'T BE EVIL...

          Ma sai cosa è peggio? Che gente come te prima
          prendeva i forconi contro Microsoft, ora tira in
          alto le bandiere per Google... COERENZA
          ZERO.Ma che cosa stai dicendo?Browser != Chrome.L'app web based gira su un browser.Oggi non esiste piu' una cosa come IE. I browser o rispettano gli standard o non sono browser.
          • Etype scrive:
            Re: certo come no
            - Scritto da: panda rossa
            - Scritto da: Etype
            Ma che cosa stai dicendo?
            Browser != Chrome.Esatto. Peccato che Google stia continuando a spingere per plugin e estensioni che girano solo sul SUO browser. E qui tutti i cuccioli seguono il padron google.
          • panda rossa scrive:
            Re: certo come no
            - Scritto da: Etype
            - Scritto da: panda rossa

            - Scritto da: Etype


            Ma che cosa stai dicendo?

            Browser != Chrome.

            Esatto. Peccato che Google stia continuando a
            spingere per plugin e estensioni che girano solo
            sul SUO browser. E qui tutti i cuccioli seguono
            il padron
            google.Il suo browser non e' il MIO browser.
        • bulbo scrive:
          Re: certo come no
          guarda che sta dicendo esattamente l'opposto.per fortuna IE sta scomparendo e Edge sembra più aderente agli standard come lo sono i più diffusi Chrome e Firefox. quindi una pagina web ben fatta gira senza problemi dal telefono alla smart-tv, nella sandbox del browser, non potendo quindi fare danni all'os sottostante.javascript e typescript saranno i linguaggi del futuro, sia lato client che server: aperti, veloci e portabili...
          • iRoby scrive:
            Re: certo come no
            Si c'è il rischio che però tutto ciò funzioni bene solo su Chrome.Per fortuna Google non la vedo spingere verso standard suoi.Di certo non ho visto in altri browser plugin come quello per Chromecast.Non funziona neppure su Opera con l'addon per far girare i plugin Chrome.
          • bulbo scrive:
            Re: certo come no
            - Scritto da: iRoby
            Di certo non ho visto in altri browser plugin
            come quello per Chromecast.
            Non funziona neppure su Opera con l'addon per far
            girare i plugin Chrome.non ho mai provato chromecast, ma sicuramente è un'estensione che sfrutta delle api presenti solo su chrome (come catturare il rendering della pagina e indirizzarlo su un altro dispositivo).cmq questo è "un di più" e giustamente è stato incluso in un'estensione.riguardo l'html "standard" non saprei se google ha implementato dei tag che funzionano solo su chrome (come faceva ms col vecchio IE). ma l'importante è che sia aderente al W3C, così per chi programma correttamente non ci sono problemi.
          • Etype scrive:
            Re: certo come no
            - Scritto da: bulbo
            - Scritto da: iRoby


            Di certo non ho visto in altri browser plugin

            come quello per Chromecast.

            Non funziona neppure su Opera con l'addon
            per
            far

            girare i plugin Chrome.

            non ho mai provato chromecast, ma sicuramente è
            un'estensione che sfrutta delle api presenti solo
            su chrome (come catturare il rendering della
            pagina e indirizzarlo su un altro
            dispositivo).

            cmq questo è "un di più" e giustamente è stato
            incluso in
            un'estensione.Anche gli ActiveX erano "un di più"... e certo.VERGOGNA.
      • Albedo non loggato scrive:
        Re: certo come no
        - Scritto da: panda rossa
        - Scritto da: Il fuddaro


        Internet oggi è diversa, spiega Google, e le

        app fuori dal Web non hanno più molto

        senso.



        Certamenteee.... per il loro busness certamente,

        che sono fuori moda.

        @^

        C'e' poco da ironizzare.
        Tra un'app closed che per girare PRETENDE di
        avere pieno controllo del device, e la stessa app
        web based in javascript, quindi interpretabile
        lato client, che deve accontentarsi dei permessi
        concessi al browser, non c'e' proprio da
        discutere su che cosa sia meglio per
        l'utente.Ok, però poi non lamentarti se ti ritrovi ad avere tutti software che diventano servizi esclusivamente online. IOT compreso. ;)
Chiudi i commenti