Fallout 3, gamers in rivolta

Succede in Australia: non piacciono le scuse della commissione censura, non piacciono le motivazioni

Roma – La messa al bando di Fallout 3 in Australia sta sollevando un polverone nel paese come non se ne vedevano da tempo: dopo aver deciso di impedire la vendita del videogioco anche agli adulti, la Commissione che si occupa del rating, e che ha scelto la via della censura, sta cercando di spiegarsi .

fallout In particolare, dicono i suoi funzionari, è vero che ci sono anche altri giochi in cui viene raccontato l’uso di sostanze stupefacenti ma, sottolineano, non è concesso produrre videogiochi nei quali si ottengono compensi e remunerazioni se si assumono droghe. È tutto virtuale, certo, fintissimo, ma fin troppo realistico secondo la Commissione e dunque da censurare, persino per un uso adulto.

“A proposito del gioco Fallout 3 – ripete ora la Commissione – il consiglio ritiene che l’uso della morfina nel gioco abbia l’effetto positivo di consentire al personaggio di ignorare il dolore. Questa possibilità che permette di procedere nel gioco più facilmente rappresenta un incentivo ad assumere la droga e la compensazione sono le maggiori capacità del protagonista”.

La rivolta dei gamers non si ferma, si sentono privati di un titolo a cui tengono, non ritengono la morfina una “droga da strada” ed apprezzano il gameplay di Fallout 3 , che comunque in molti si procureranno certamente attraverso mezzi difficilmente controllabili come i sistemi di sharing. Una petizione online , Save Fallout 3 , ha raccolto in poche ore 1300 firme. Difficile dire cosa ne uscirà, di certo con la censura del videogame l’Australia si conferma terra di difficile conquista per un numero sempre più elevato di produzioni videoludiche.

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