Film sui cellulari, solo marketing?

Dibattito in corso nel mondo dello spettacolo


Roma – Riceviamo e volentieri riportiamo un comunicato stampa diffuso da AGIS su una questione che sta sollevando molta attenzione, quella del cinema trasmesso su microschermo,sulla quale l’industria dello spettacolo ha evidentemente molto da dire

“Un’operazione promozionale per il lancio dei telefonini di terza generazione, quando la quarta è già alle porte”. Così Davide Rossi, presidente di Univideo, definisce, sul Giornale dello Spettacolo, la strategia dell’operatore telefonico “3” di entrare nel cinema, annunciando la trasmissione di film sui videotelefonini. L’operazione, poi sospesa dalla distribuzione, sarebbe dovuta iniziare con “The Interpreter”, uscito da poco nelle sale. “3 – spiega Rossi ? ha fatto la figura dell’innovatore a costo zero, mentre Nokia ha già sviluppato un altro standard per la videofonia e Telecom ha annunciato il Wi-Fi”. Per Klaus Davi, massmediologo e consulente di “3”: “La visione dei film su cellulare rappresenta una parte importante della strategia elaborata dall’amministratore delegato di “3”, Vincenzo Novari. Il clamore intorno a questa questione non è certamente voluto, ma è vero che c’è stata una ricaduta positiva per “3”.

Sulla vicenda di “The Interpreter”, il Giornale dello Spettacolo ha raccolto anche il parere di diversi operatori dell’industria cinematografica. Per Paolo Protti, presidente dell’Anec, associazione esercenti cinema, questo episodio conferma che servono regole e in particolare bisogna prevedere e rispettare le cosiddette window cioè i tempi di sfruttamento per ogni veicolo di distribuzione del film: “L’alterazione e le turbative di mercato dovute alla mancata regolazione della finestra temporale non possono che essere combattute dall’esercizio. La sala è ancora il luogo primario delle uscite del film e la priorità delle sale è funzionale anche a tutti gli altri mezzi di sfruttamento di questo prodotto”. Anche Giampaolo Letta, amministratore delegato di Medusa, si dice contrario alle uscite in contemporanea: “E’ la sala che stabilisce il valore del film anche per le ulteriori modalità di sfruttamento. Ciò premesso, è chiaro che non si può ignorare l’evoluzione tecnologica. E’ un argomento su cui dobbiamo confrontarci con serenità”.

Analoga la linea di Giancarlo Leone, amministratore delegato di Rai Cinema/01 Distribuzione: “Non faremo accordi con alcun operatore wireless fino a quando non vi sarà tra tutti gli operatori del mercato più direttamente interessati una intesa formale sulla regolamentazione delle window”. Sulla necessità di regole concorda anche Paolo Ferrari, amministratore delegato di Warner Bros Italia: “Del resto, in tutti i paesi cinematograficamente sviluppati esistono degli accordi fra le categorie: anzi, in Francia le window sono stabilite per legge”. Per Luigi Musini, amministratore delegato di Mikado, le nuove tecnologie possono essere un’opportunità ma a certe condizioni: “Abbiamo realizzato un accordo con Rosso Alice per la visione in anteprima di un nostro film, ma si trattava di un’opportunità riservata a 300 consumatori e, in cambio, il gestore metteva a disposizione una serie di messaggi promozionali. Credo sia questa la strada da battere”.

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