Finsiel, stato di agitazione permanente

I dipendenti di uno dei più prestigiosi nomi della tecnologia italiana denunciano l'intenzione di Telecom Italia di dismettere le attività informatiche, lo ritengono un danno per l'intero paese


Roma – Punto Informatico ha ricevuto e volentieri pubblica quanto segue riservandosi di approfondire già nei prossimi giorni l’evoluzione di una situazione che tocca da vicino un’azienda tecnologica italiana ben conosciuta anche al di fuori dei confini nazionali

Spettabile Redazione,

Il 30 novembre i lavoratori delle aziende del gruppo Finsiel ? IT Mercato scioperato per tutta la giornata, per protestare contro la politica economica e sociale del Governo e contro la legge finanziaria: ma non solo.

Il coordinamento delle RSU Finsiel e Fim, Fiom, Uilm nazionali hanno proclamato lo stato d?agitazione permanente, a partire dallo sciopero di 8 ore del 30 novembre, per denunciare la politica di Telecom che sta smantellando il comparto informatica (gruppo Finsiel ? IT Mercato).

Contestualmente all?apertura dello stato di agitazione i segretari generali del sindacato metalmeccanico hanno chiesto un incontro alla Presidenza del Consiglio per illustrare al Governo le gravi conseguenze che possono derivare dalla vendita di quella che rimane la più grande azienda informatica nazionale.

Queste sono le prime iniziative in risposta alla decisione di Telecom di dismettere tutte le attività informatiche, dando il via a una specie di vendita all?asta: in questi giorni i 14 amministratori delegati delle aziende del gruppo Finsiel sono riuniti nella sede Telecom di Roma per raccogliere le offerte dei possibili compratori. 4.000 dipendenti in vendita a peso, in una versione moderna del mercato delle vacche!

Vendita intera o a spezzatino? A un soggetto industriale o a un fondo finanziario? Comunque vada è chiaro che ognuna delle possibili combinazioni può provocare gravi conseguenze sia sulle prospettive industriali che sui livelli occupazionali.

In questi ultimi anni le aziende Finsiel (acquisite dalla STET nel 1992) hanno già pagato duramente la politica ?rapace? di Telecom: prima c?è stata la vendita dei ?gioielli di famiglia?, Sogei e Lottomatica per prime, poi le esternalizzazioni a raffica e la cessione di non si sa quanti rami d?azienda, i tagli indiscriminati, gli investimenti maldiretti e col contagocce e, alla fine, anche l?impedimento a partecipare a importanti gare (a cui Telecom ha preso parte alleandosi con i principali concorrenti delle aziende Finsiel).

Ora Telecom, nell?affanno di fare cassa per risanare il proprio debito, ha deciso di disfarsi di quello che resta dell?informatica (4.000 addetti, 14 aziende distribuite su tutto il territorio nazionale) distruggendo un aggregato industriale che è ancora al primo posto in Italia per dimensioni e fatturato.

E’ essenziale che tutti coloro che hanno a cuore il destino dell’enorme patrimonio professionale e culturale dell’Information Technology in Italia vengano a conoscenza di questo disastro annunciato: è per questo che vi Inviamo questa comunicazione, affinchè anche i lettori di Punto Informatico possano esprimere la loro opinione in proposito.

La RSU FINSIEL

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  • JackMauro scrive:
    Re: Chi scarica compra meno? :O

    E da quando scarico, compro moooooolto di
    più, checchè ne dica questa
    fantomatica MusicCensus...Vero, compri molto di più, ma spendi meno... quindi loro prendono meno soldi...è questo che fa girare il CA220 alle major... non riescono più a strizzare le spugn... ehmm... i clienti!!!--Jackhttp://jack.logicalsystems.it/homepage
  • Anonimo scrive:
    Italiani acquistano musica...
    Questa frase mi ha fatto riflettere:"il 18% dei francesi spende più di 29 euro al mese per la musica contro il 37% degli italiani "Non è specificato pero se siano spesi per acquistare CD originali. :D
    • JackMauro scrive:
      Re: Italiani acquistano musica...
      - Scritto da: Anonimo
      Questa frase mi ha fatto riflettere:
      "il 18% dei francesi spende più di 29
      euro al mese per la musica contro il 37%
      degli italiani "
      Non è specificato pero se siano spesi
      per acquistare CD originali. :DSecondo me sono comprese tutte le spese riguardanti la musica... tutti i diritti d'autore pagati indirettamente...http://jack.logicalsystems.it/homepage/siae.asp--Jackhttp://jack.logicalsystems.it/homepage
  • Anonimo scrive:
    TV per non spendere???
    "il 32% dei tedeschi e il 29% degli americani lo fanno per non spendere in altri divertimenti (in Italia questa è una motivazione pressoché mai presa in considerazione)"AHAHAHAHAMa che ci fanno? Si piazzano lì davanti a guardare un porno invece di andare "a passeggio" con qualche amica ?Azzo ce n'è di gente strana... per fortuna noi italiani siamo messi mooolto meglio su questo campo :D
  • JackRackham scrive:
    Chi scarica compra meno? :O

    O almeno così potrebbe sembrare. Ecco i risultati di
    MusicCensus dovuti ad una lunga indagine in cui sono stati
    coinvolti quasi 50mila navigatori europei, italiani compresi:
    - il 90% degli europei ritiene troppo costosi i CD musicaliSi, lo confermo, ritengo i CD musicali troppo costosi. Per questo motivo li scarico da internet, li ascolto e se mi piacciono li compro su eBay.Su eBay, con un po di pazienza, riesco a pagare 8 euro (spedizione inclusa) CD nuovi che qui ne costano 20, e immagino che le persone che me li vendono non lo facciano per simpatia nei miei confronti, ma perchè ci guadagnano.Si, decisamente i CD musicali in europa sono troppo costosi.E da quando scarico, compro moooooolto di più, checchè ne dica questa fantomatica MusicCensus...SalutiJack Rackham
  • Anonimo scrive:
    Re: Siamo al giro di boa
    Ho una notizia per te: di solito queste stime sono sovradimensionate dal 250 al 600%.http://punto-informatico.it/forum/pol.asp?mid=803091
  • Lucrezia scrive:
    Siamo al giro di boa
    Non solo: il 42% degli europei accede alla rete tutti i giorni. Un decimo di loro passa in rete almeno 25 ore alla settimana, sottraendo tempo alla Tv in almeno il 35% dei casi.Finalmente il cittadino europeo ha capito cos'è internet.Non è una macchina misteriosaNon è più una cosa vista in tv e proveniente dall'ameriaNon è più un luogo di pedofili e erotomaniFinalmente riusciamo a capire che abbiamo tra le mani qualcosa che ci può offrire moltissime cosa, tutte con pochi click.Dalle suonerie ciuccia-euro alle ultime news, passando tra un'idea politica a un commento ironico su un evento sportivo.E il tutto senza aspettare che Emilio Fede o Bianca Berlinguer ci sventolino in faccia le loro verità estreme.Il 35% è una bella cifra.Il 35% di persone che possono usare e sfruttare una cosa che fino a pochi anni fa la si guardava con ammirazione religiosa, la si susurrava tra amici intimi, quasi fosse una religione.E adesso siamo qua, a far vedere al mondo che noi con la grande rete ci facciamo di tutto, ci mandiamo messaggi, facciamo videoconferenza, telefoniamo, scarichiamo film, canzoni e foto.Senza aspettare il carosello delle 20.00Senza aspettare che ci vengano a cambiare il pannolino....
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