Fit band, proposte per tutti i gusti

La cinese Xiaomi cerca di imprimere un'accelerazione al mercato dei wearable con un bracciale da 23 dollari. Samsung risponde con un nuovo modello, che integra un sensore GPS ma che costa otto volte di più. Intanto Amazon mostra interesse per il settore fortemente in crescita

Roma – Alla seconda posizione nella top five dei venditori di dispositivi indossabili stilata da IDC , con 3,7 milioni di unità vendute nel primo trimestre 2016 (per una quota del 19 per cento del mercato complessivo), Xiaomi ha deciso di imprimere un’accelerazione al settore con una nuova Fit Band, Mi Band 2 . Costa appena 23 dollari , un prezzo destinato a sancirne un quasi certo successo. Strategia ben diversa, quella adottata dalla rivale Samsung, al quinto posto nella speciale classifica di IDC con 700mila unità vendute (3,6 per cento): l’azienda coreana si appresta a lanciare Gear Fit 2 che, a fronte di qualche caratteristica in più, costerà 179 dollari nella versione di base, un prezzo quasi otto volte maggiore rispetto alla fit band del produttore cinese.

Della versione precedente, Mi Band 2 mantiene il modulo con cinturini in silicone intercambiabili, con la possibilità di scegliere tra un’ampia gamma di colori. Il nuovo gadget, leggermente più grande, ospita uno schermo OLED da 0,42 pollici per la visualizzazione dell’orario, del numero di passi e della frequenza cardiaca. L’interazione avviene tramite un unico pulsante laterale.

Il dispositivo integra una batteria in grado di fornire un’autonomia di 20 giorni, rispetto ai 10 giorni della versione precedente. A livello di sensori, troviamo un accelerometro e un cardiofrequenzimetro. Presente anche il modulo Bluetooth 4.0. Xiaomi ha dichiarato di aver aggiornato l’algoritmo per il conteggio dei passi, ora più accurato. Mi Band 2 può essere usata anche per monitorare il sonno ed è capace di avvisare gli utenti se sono seduti da troppo tempo. Il dispositivo, infine, ha ottenuto la certificazione IP67 per la resistenza all’acqua.

Per quanto riguarda Samsung, l’azienda sudcoreana ha annunciato un aggiornamento alla propria offerta di indossabili dedicati all’attività fisica con Gear Fit 2 . Esteticamente simile al modello precedente, la nuova band è un po’ più arcuata per meglio aderire al polso. Integra un display Super AMOLED da 1,5 pollici, un cardiofrequenzimetro e un accelerometro. Elemento di differenziazione di Samsung è l’integrazione di un sensore GPS, oltre al prezzo decisamente meno popolare.

Samsung Gear Fit 2

Oltre al monitoraggio della salute e della distanza, durante un allenamento, grazie al grande schermo e al sensore GPS, Gear Fit 2 permette di ottenere un report temporale delle attività oltre ad una mappa del percorso effettuato, con la possibilità di condividere tali dati su Facebook. Il gadget consente di memorizzare fino a 4 GB di musica, può essere usato come telecomando Bluetooth per applicazioni musicali installate sul proprio smartphone. L’autonomia dichiarata è di tre o quattro giorni, con utilizzo tipico, e fino a cinque giorni in modalità standby.

Il settore dei wearable è diventato un terreno di conquista, per i produttori di hardware, soprattutto in considerazione del fatto che il mercato degli smartphone non cresce più come in passato. A dimostrarlo è anche una recente intervista di Jeff Bezos, CEO di Amazon, per The Verge : incalzato da una domanda sull’interesse dell’azienda circa il settore dei wearable, pur dichiarando che non è prevista una roadmap per il rilascio di un tale dispositivo, non è da escludere che in futuro l’azienda possa produrne uno, soprattutto se dimostrerà di poter essere utile nell’esperienza d’uso dello store.

Thomas Zaffino

Fonte immagini: 1 , 2 , 3 , 4

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  • panda rossa scrive:
    Re: Tassare Blablacar
    - Scritto da: djechelon
    Davvero una pessima idea. BBC è pensato per
    ridurre i costi e non per generare profitto.
    Sulle case sfitte di Airbnb invece mi sento,
    almeno in parte,
    d'accordo.Io la penso diversamente.Si deve tassare chi fa impresa, non chi si ritrova con un bene sottoutilizzato e intende ridurre le perdite.Chi compra un'auto per fare una attivita' di autista deve essere tassato.Chi condivide il viaggio con altri passeggeri occasionali per ridurre le spese, no.Chi intende fare impresa affittando un appartamento deve essere tassato.Chi invece lo mette a disposizione occasionalmente per racimolare qualcosa per pagarci imu e spese condominiali, no.
    • ertgcx scrive:
      Re: Tassare Blablacar
      - Scritto da: panda rossa
      - Scritto da: djechelon

      Davvero una pessima idea. BBC è pensato per

      ridurre i costi e non per generare profitto.


      Sulle case sfitte di Airbnb invece mi sento,

      almeno in parte,

      d'accordo.

      Io la penso diversamente.
      Si deve tassare chi fa impresa, non chi si
      ritrova con un bene sottoutilizzato e intende
      ridurre le
      perdite.

      Chi compra un'auto per fare una attivita' di
      autista deve essere
      tassato.
      Chi condivide il viaggio con altri passeggeri
      occasionali per ridurre le spese,
      no.

      Chi intende fare impresa affittando un
      appartamento deve essere
      tassato.
      Chi invece lo mette a disposizione
      occasionalmente per racimolare qualcosa per
      pagarci imu e spese condominiali,
      no.Oppure si include tutto nella dichiarazione IRPEF e poi si paga in base alla fascia di reddito.
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