Folena: no alla data retention

Appello del parlamentare diessino - UPDATE


Roma – Presentata alla Camera dei Deputati, ieri, una mozione del parlamentare diessino Pietro Folena sulla discussa normativa sulla data retention.

?Abbiamo avuto a Natale un bel regalo dal nostro governo – ha affermato Folena – il decreto 354 del 24 dicembre 2003. Il decreto stabilisce che i dati di traffico internet possano essere conservati per trenta mesi al fine di accertare o reprimere i reati, poi prorogabili ad altri 30 nel caso di reati di mafia e terrorismo. Il governo ha promesso che verranno conservati solo informazioni riguardanti il mittente, il destinatario, la data di invio e simili, e non i contenuti. Eppure, il garante della privacy ha espresso forte preoccupazione, arrivando addirittura ad ipotizzare la violazione di norme costituzionali riguardo la segretezza della corrispondenza. Noi pensiamo che questa norma sia inutile, pericolosa e nei fatti inattuabile”.

Queste le ragioni, secondo Folena:

– Inutile perché i terroristi, i mafiosi e i criminali in genere non si scrivono e-mail.
– Pericoloso perché si introduce un principio: le comunicazioni via Internet possono essere conservate a prescindere da un provvedimento della magistratura. E? come se si fotocopiassero tutte le buste delle lettere negli uffici postali, tutti i frontespizi dei fax, tutte le intestazioni dei telegrammi.
– Cosa accadrebbe se queste informazioni finissero nelle mani sbagliate? E, soprattutto, perché un controllo a tappeto sulle comunicazioni, quando invece sappiamo che il terrorismo, quello vero, si incarna in piccoli gruppi che conducono una vita segreta lontano dalle grandi vie di comunicazione come Internet?

“Infine – ha spiegato Folena – è un provvedimento inattuabile: le associazioni dei fornitori di servizi internet ha detto chiaramente che è tecnicamente impossibile conservare così tanti dati per un periodo così lungo. La stessa Procura nazionale antimafia aveva chiesto tempi molto minori (dai sei mesi ai due anni) e maggiori garanzie”.

La mozione chiede la revisione sostanziale del provvedimento.

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  • Anonimo scrive:
    Outsourcing
    (linux)L'outsourcing si è ripetuto molte volte nella storia ed è come il gioco della sedia, in cui ogni di volta in volta qualcuno esce dal gioco perchè non è abbastanza veloce a sedersi, alla fine rimane uno solo chissà chi sarà?
  • Anonimo scrive:
    cosa siamo i più fessi?

    E poi se fosse per me abolirei tutti gli
    albi a cominciare da quello dei notai.o tutti o nessunoo si aboliscono tutti gli albi o si crea quello per i laureati in informatica / scienze dell'informazione.cosa siamo i più fessi?
  • Anonimo scrive:
    libera previdenza in libero mercato
    Quando si dice libero mercato a senso unico... do lavoro a chi vive di un pugno di riso per ottenere prodotti da vendere a chi ha uno stipendio medio 100 volte superiore, quindi ricaricando tutto quello che risparmio in costi di personale...MA CHE RAGIONAMENTO!E dove li troverai tra qualche anno i mercati ricchi se non paghi i famosi stipendi d'oro ma pretendi di continuare a pagare questa gente un pugno di riso?E le infrastrutture sociali, che significano anche istruzione e ricerca, del primo mondo mantenuti dalle tasse di quei cittadini lavoratori che hanno perso il posto e non le possono più pagare? Che fine fanno?E la ricerca fatta coi soldi delle multinazionali dove finisce anche quella nel giro di pochi anni dato che il mercato che avrebbe avuto secondo loro i soldi per acquistare non può più permettersi di acquistare perchè composto da lavoratori licenziati che non possono più sostenere il costo della vita dovuto ai prezzi a cui le multinazionali pretendono di vendere ciò che è stato prodotto a meno nel terzo mondo?Finisce tutto. E'un gioco delle tre carte mipoe e devastanteE non dite che è una redistribuzione della ricchezza e del peso geopolitico a favore del terzo mondo: in questi paesi non si esporta lavoro, si esporta schiavismo perchè le paghe rimangono da fame e perchè sono appositamente scelti stati sottosviluppati in cui il singolo lavoratore è ricattabile e vulnerabile perchè è lasciato SOLO da associazioni, stati e sindacati contro le multinazionali, quindi la manovra non va ad arricchire nessuno se non per poco tempo (perchè è un cane che si morde la coda) le multinazionali, quindi non ha alcun peso contrattuale indipendentemente dalla specializzazione, è sempre ricattabile e sostituibile, e continuerà ad essere povero e a non potersi permettere i beni che produce. Questo non è mercato, è solo una manovra speculativa a breve termine con cui le multinzionali cercano di incassare il più possibile e di difendere i loro privilegi ora che negli ultimi 50 anni l'onu e altre organizzazioni stanno cominciando a pensare che sia seriamente possibile una integrazione globale che metterà fine a queste basse, scoperte e stupide speculazioni. Questa è la battaglia che i nostri figli e nipoti come cittadini del mondo dovranno combattere contro il feudalesimo delle multinazionali, che cercano di falsare il significato di libero mercato e di farlo sembrare inconciliabile con le politiche sociali (quando è esattamente il contrario, sono complementari e indivisibili come due facce di una medaglia, o meglio come matrice e prodotto), che cercano di fare chiamare "libero mercato" il monopolio (daltronde non fanno chiamare operazione di pace la guerra? Ricordate in 1984 il ministero della pace cos'era? e fanno chiamare la pubblicità o la propaganda informazione), che cercano di esaltare l'estremismo religioso e culturale e fomentare l'innata paranoia dell'essere umano per creare una nuova babele di esseri e culture non comunicanti, mostrando ogni cultura diversa con una "sensibilità" o meglio sensazionalismo alla "Mondo Cane" anzichè mostrare le basi comuni a tutte le ideologie e presentare le differenze come utile varietà, adattamento o eredità per deriva storica.
  • Anonimo scrive:
    l'importanza dell'albo
    finchè in quei Paesi i sindacati non avranno forza i lavoratori di qualunque settore si venderanno per pochi soldi.quando i sindacati invece potranno farsi valere, i lavoratori potranno chiedere di più, e per ricasco i prodotti costeranno di piùquindi la concorrenza non sarà più per il costo ma soprattutto per la qualitàquindi ben venga l'albo professionale informatico, non per casta, ma per difesa
    • Anonimo scrive:
      Re: l'importanza dell'albo

      quindi ben venga l'albo professionale
      informatico, non per casta, ma per difesal'albo informatico serve a proteggere l'orticello dei propri affari entro i patri confini.Il problema per i programmatori viene fuori quando invece di farti fare i prodotti ti usano per installare prodotti fatti da altri in altri paesi, qui no c'è albo che tenga.E poi se fosse per me abolirei tutti gli albi a cominciare da quello dei notai.
      • Anonimo scrive:
        Re: l'importanza dell'albo

        E poi se fosse per me abolirei tutti gli
        albi a cominciare da quello dei notai.o tutti o nessunoo si aboliscono tutti gli albi o si crea quello per i laureati in informatica / scienze dell'informazione.cosa siamo i più fessi?
        • Anonimo scrive:
          Re: l'importanza dell'albo
          - Scritto da: Anonimo

          E poi se fosse per me abolirei tutti gli

          albi a cominciare da quello dei notai.

          o tutti o nessuno

          o si aboliscono tutti gli albi o si crea
          quello per i laureati in informatica /
          scienze dell'informazione.

          cosa siamo i più fessi?
          E' una questione di difficile soluzione...sai perchè? perchè fino ad ora la maggior parte dei veri programmatori che ho conosciuto non sono laureati e non hanno la possibilità di farlo (sopratutto per chi già lavora), invece la maggior parte dei laureati in informatica che ho conosciuto non sapeva scrivere neanche una riga di codice in un qualsiasi linguaggio di programmazione. Forse prima bisognerebbe riformare le nostre università... comunque è un discorso troppo lungo.
          • Anonimo scrive:
            Re: l'importanza dell'albo
            un albo serve anche per evitare che simili peracottari continuino a spacciarsi per programmatori...
            perchè fino ad ora
            la maggior parte dei veri programmatori che
            ho conosciuto...
  • Anonimo scrive:
    l'unica verita
    noi si continui ad aprire i nostri mercati alle loro merci mentre adottano misure protettive su beni e servizi nei settori dove altri paesi sono più competitivi
  • Anonimo scrive:
    Natale in Italia
    Il pericolo non ci sarà più quando gli stipendi del personale IT italiano sarà commisurato alle reale competenze/esperienze.Il personale indiano oltre a costare meno ha maggiore competenza, maggiore professionalità rispetto dell'azienda cliente e dei colleghi,basta citare :1)La documentazione2)Il rispetto delle scadenzeOltre che le aziende utilizzano metodi di qualità quali CMM o Sixsgma finora sconosciuti sia alle software house o programmatori italiani
    • Anonimo scrive:
      Re: Natale in Italia
      - Scritto da: Anonimo
      Il pericolo non ci sarà più
      quando gli stipendi del personale IT
      italiano sarà commisurato alle reale
      competenze/esperienze.Hmmm. Vedi il problema e' che dirlo e' una cosa, viverlo un'altra.Specie se lo stipendio accettato da personale non comunitario _non sarebbe sufficiente_ a pagarsi un'istruzione equivalente nel paese di cui si tratta.Vedremo quando i programmatori indiani o est-europei cominceranno a sostituire gli ing. informatici nostrani, il vespaio che ne verra' fuori (chi ha detto albo? :p ).
      • Anonimo scrive:
        Re: Natale in Italia

        sufficiente_ a pagarsi un'istruzione
        equivalente nel paese di cui si tratta.
        Vedremo quando i programmatori indiani o
        est-europei cominceranno a sostituire gli
        ing. informatici nostrani, il vespaio che ne
        verra' fuori (chi ha detto albo? :p ).Guarda che le aziende asiatiche (India, Cina, packistan e altri) lavorano in 2 maniere:1)Inviano del personale qui per dei brevi periodi(tutto spesato) consulenza presso il cliente2)lavorano in loco (modalità offshore)quindi il costo della vita nel primo caso è ininfluente.Per quanto riguarda l'est il pericolo non c'è visto che entreranno nell'unione e quindi di conseguenza aumenteranno i costi.Il vero competitor è l'Asia dove i costi sono bassissimi e la qualità del lavoro alta.
        • Anonimo scrive:
          Re: Natale in Italia
          - Scritto da: Anonimo
          Guarda che le aziende asiatiche (India,
          Cina, packistan e altri) lavorano in 2
          maniere:
          1)Inviano del personale qui per dei brevi
          periodi(tutto spesato) consulenza presso il
          cliente
          2)lavorano in loco (modalità offshore)
          quindi il costo della vita nel primo caso
          è ininfluente.Non parlavo di costo della vita (che comunque per il programmatore nostrano e chi lo impiega _e'_ un problema), ma del costo dell'istruzione (non sono la stessa cosa).Comunque quello che dici conferma che l'offerta, nei casi in cui e' applicabile, semplicemente non e' superabile da un'azienda che utilizzi programmatori in loco.
          Per quanto riguarda l'est il pericolo non
          c'è visto che entreranno nell'unione
          e quindi di conseguenza aumenteranno i
          costi.Intendi dire che non sara' piu' un problema. Per ora lo e' ancora.
          Il vero competitor è l'Asia dove i
          costi sono bassissimi e la qualità
          del lavoro alta.Eggia'.
          • Anonimo scrive:
            Re: Natale in Italia


            2)lavorano in loco (modalità
            offshore)

            quindi il costo della vita nel primo
            caso

            è ininfluente.

            Non parlavo di costo della vita (che
            comunque per il programmatore nostrano e chi
            lo impiega _e'_ un problema), ma del costo
            dell'istruzione (non sono la stessa cosa).
            Comunque quello che dici conferma che
            l'offerta, nei casi in cui e' applicabile,
            semplicemente non e' superabile da
            un'azienda che utilizzi programmatori in
            loco.Il costo dell'istruzione è basso ma anche di livello alto almeno in ambito universitario.Poi comunque molti vanno all'estero per migliorarsi (USA e UK)Per quanto riguarda l'offerta è sempre applicabile, sapendo che comunque i target sono grandi aziende nazionali e multinazionali molto sensibili ai costi


            Per quanto riguarda l'est il pericolo
            non

            c'è visto che entreranno
            nell'unione

            e quindi di conseguenza aumenteranno i

            costi.

            Intendi dire che non sara' piu' un problema.
            Per ora lo e' ancora.Attualmente i giochi si stanno facendo per i prossimi anni quindi gli investitori si stanno muovendo in ASIA.

            Il vero competitor è l'Asia dove
            i

            costi sono bassissimi e la
            qualità

            del lavoro alta.

            Eggia'.L'unica è rivedere le proprie competenze.
  • Anonimo scrive:
    Paperino e Paperone...
    Come diceva Paperino a zio Paperone:"Sei il paladino della concorrenza solo quando la fai subire agli altri..."Ingenuo 2001
  • Anonimo scrive:
    Annullamento delle distanze
    E' impossibile competere con loro, e non per loro merito.Da loro i beni costano 1/10 che da noi, e quindi sono contenti se la paga è anche solo 1/5 della nostra.Internet consente di annullare le distanze a costo quasi zero.Ne consegue che misure protezionistiche sono non solo necessarie ma anche giuste fino a quando non si verifichi un sostanziale equilibrio tra le economie.
    • Anonimo scrive:
      Re: Annullamento delle distanze
      pero' gli accordi wto,bm,fmi impongono ai paesi in via di sviluppo di non adottare misure protezionistiche e ne minano l'economia di sopravvivenza impostando la produzione interna in base alla richiesta esterna e facendo cosi' dipendere i bisogni interni dall'esterno. risultato: loro sono costrettia produrre merce che serve a noi e vendercela a poco, e a comprare da noi a molto la merce di cui hanno bisogno, per cui il protezionismo per tutelare gli interessi dei paesi in via di sviluppo dovrebbe essere RECIPROCOcosa impossibile: il libero mercato non e' mai stato in vigore, viene applicato solo quando le aziende dominanti ci guadagnano e ristretto con misure mascherate neglia altri casi. per esempio l'agricoltura,l'azienda del software,delle armi,dell'acciaio usa e' strettamente protetta con contributi statali impunemente, mentre se l'ue non vuole carne agli ormoni o vuole banane e caffe' equosolidali deve pagare miliardi di multa per il wto
      • Anonimo scrive:
        Re: Annullamento delle distanze
        - Scritto da: Anonimo
        pero' gli accordi wto,bm,fmi impongono ai
        paesi in via di sviluppo di non adottare
        misure protezionistiche e ne minano
        l'economia di sopravvivenza impostando la
        produzione interna in base alla richiesta
        esterna e facendo cosi' dipendere i bisogni
        interni dall'esterno.Il problema e che in italia e in europa, già lo si vede c'è un progressivo impoverimento a fronte di un progressimo arricchimento delle nazione oggi molto povere e questo sarà sempre più marcato in futuro fino a raggiungere un pareggio, se oggi noi abbiamo 80 e loro venti il pareggio non sarà 80 ma a 50, pertanto finche l'italiano non si rende conto che dovrà per forza divenire più povero perchè la quantità di gente che deve mangiare la torta aumenta.....Le aziende vanno ainvestire dove costa meno perchè i margini di guadagno sono smepre più bassi, si continuano a erodere per effetto della concorrenza, mentre tasse ecosto del lavoro restnao uguali se non aumentano, e se questo è lecito per un imprenditore che non fa certo beneficienza impoverisce certamente uno stato che perde posti di lavoro.Ma qui in italia ci troviamo a milano dei tramvieri atm, che partiti da una richiesta più che legittima, oggi non si accontentano dia ver ottenuto quasi tutto quello che hanno chiesto ma vogliono tutto e ciò nonostante la loro azienda non sia mai stata ne in attivo ne in pareggio di bilancio e che quindi sia sempre stata un costo per la collettività ed ora per pagare gli aumenti diventi un costo per l'intera nazione che dovrà pagare lo stipendio a lavoratori di una azienda che sta magari a 1500 km e che mai verrà utilizzata, nei paesini poi i mezzi pubblici non ci sono. Certo il costo della vita aumenta per tutti ma i soldi diminuiscono anche per le aziende, e sebbene la atm non può andare all'estero el grandi aziende invece lo hanno fatto e lo faranno sempre di più. quindi avremmo dipendenti disoccupati pieni di diritti ma senza lavoro contro dipendenti professionali e meno pagati in india che hanno diritto a sopravvivere ma con meno diritti.insomma in qualunque modo la si veda prevedo un futuro molto grigio e difficile
        • Ekleptical scrive:
          Re: Annullamento delle distanze

          Il problema e che in italia e in europa,
          già lo si vede c'è un
          progressivo impoverimento a fronte di un
          progressimo arricchimento delle nazione oggi
          molto povereCondivido a grandi linee quanto scritto, anche se non legherei troppo il destino dei paesi ricchi a quello dei poveri come fai tu. Le cause sono molto più complesse e vaste, solo in (piccola) parte dovuta al riequilibrio!Cmq probabilmente sì, diventeremo tutti più poveri in futuro (bella prospettiva). Del resto è evidente che nessuno è ben disposto ad accettare la cosa, da cui le proteste che saranno sempre più crescenti. D'altro canto chi non farebbe lo stesso, se parte delle categorie interessate? Nessuno impoverisce in allegria o rassegnata accettazione!
          • Anonimo scrive:
            Re: Annullamento delle distanze
            Il riequilibrio e' un punto di arrivo, uno scopo, non un mezzo. Se nessuno si adopera affinche' non accada, questo non accadra'.Si puo' vedere come un processo, ma non credo si possa vedere come la causa di fenomeni socio-ecomonici almeno meno per ora....e' troppo ininfluente, piccolo.Come hai detto tu le variabili sono molto piu' vaste, ma non cosi' tanto complesse. Sono tutte (almeno quelle che pesano di piu') associabili ad un mercato globale assolutamente legato a logiche oligarchiche (leggasi strapotere di interessi delle multinazionali). Non ci sarebbe sicuramente bisogno di abbassare il reddito dell'autista atm per pareggiare con l'economia indiana se non esistessero enormita' mostruose come chiquita (tanto x citare una delle piu' piccole ma una delle piu' "attive" nell'impoverimento dei paesi poveri).Non mi prendete per il noglobal di turno, non lo sono.Solo non riesco proprio a mandare giu il fatto che noi qui' pensiamo (a parte l'essere o meno favorevoli) ad un riequilibrio tra noi ed altri, quando siamo noi ad essere i piu' squilibrati.
  • Anonimo scrive:
    Libero Mercato
    LOLMa chi e' che vuole il libero mercato?Premesso che 'libero mercato' (da ora LM) non ha una definizione economica (come ad esempio 'mercato concorrenziale', che pero' e' un'altra cosa), e quindi vuol dire tutto e niente, avrete notato come ciascuno lo interpreta a modo suo.Cioe', in un cosiddetto LM (sottolineo, qualunque cosa significhi :p ), perche', ad esempio, i DVD sono 'regionalizzati'? La segmentazione del mercato conseguente non mi pare sia coerente con la voglia e il sostegno (a parole) del troppo citato LM.Ho dato una scorsa a quello che riportava /. su questa notizia, e in effetti colpiva quello che veniva riportato da un'associazione dei programmatori, che diceva piu' o meno: "il problema e' che non riescono a trovare (in America) personale altamente istruito disposto a lavorare per paghe da fame". In effetti, considerando che in America l'istruzione costa pure parecchio, il problema e' evidente...
    • Anonimo scrive:
      Re: Libero Mercato
      beh, gli USA (ma anche noi europei) vogliono il libero mercato quando si tratta di inondare il resto del mondo di McDonalds, Disney (e se hanno abbastanza soldi Armani, Prada etc) ma non gli va più bene quando il flusso è al contrario (vedasi anche le infinite ritorsioni spaghetti-acciaio-parmigiano-vino etc tra USA e UE)
      • Anonimo scrive:
        Re: Libero Mercato

        beh, gli USA (ma anche noi europei) vogliono
        il libero mercato quando si tratta di
        inondare il resto del mondo di McDonalds,
        Disney (e se hanno abbastanza soldi Armani,
        Prada etc) ma non gli va più bene
        quando il flusso è al contrarionon è proprio così lineare il tutto, diciamo che se nei paesi del terzo mondo venissero rispettati i diritti del lavoratore non avrei nulla in contrario alla ibera concorrenza. Ma se qui la gente viene sfruttata o non gode dei diritti di base, mi riservo di non essere concorde e quindi non comprare. Lo faccio per i diritti dei lavoratori di la non per i miei.
        (vedasi anche le infinite ritorsioni
        spaghetti-acciaio-parmigiano-vino etc tra
        USA e UE)questo e un altro capitolo: la tutela del nome di un prodotto serve a garantirne la qualità.Ti piacerebbe andare a comprare una bottiglia di vino e sentirti dire che da oggi non è più permesso descrivere il contenuto della bottiglia e ti devi cuccare una bottiglia con scritto "Vino" e basta? Ovviamente no, quindi se uno ha il diritto di scriverci un nome, un altro non ha il diritto di copiare il nome e spacciare un altro prodotto con quel nome.Ognuno poi fa le sue scelte, ad esempio non è detto che i vini californiani siano peggiori dei nostri o l'olio del marocco peggiore di quello spagnolo.Però sapere cosa si compera è indispensabile, perciò non è ammissibile che uno disegni il tricolore sulla confezione del suo formaggio per sentirsi autorizzato a chiamarlo parmigiano. Il parmigiano si fa a parma e nei paraggi e basta.
    • Anonimo scrive:
      Re: Libero Mercato
      - Scritto da: Anonimo
      LOL
      Ma chi e' che vuole il libero mercato?..
      un'associazione dei programmatori, che
      diceva piu' o meno: "il problema e' che non
      riescono a trovare (in America) personale
      altamente istruito disposto a lavorare per
      paghe da fame". Infatti e' l'istruzione che rovina la gente. Tu uno fallo studiare e poi fallo lavorare per un decimo di quello che guadagni tu, sfruttando il suo lavoro, se ci riesci!!Ebegeezer Scrudge
  • Anonimo scrive:
    Non vedo come potrebbero impedirlo
    D'altra parte il loro mercato vale oltre 2 miliardi di persone, anche se il loro peso economico, in dollari (o euro) vale in proporzione meno.Io penso che è giusto favorire il mercato, ma è anche vero che un minimo di protezione a un mercato, anche in difesa di lavoratori che non possono certo competere con i costi di lavoratori di quelle zone vada attuata, pena l'impoverimento delle figure professionali del campo dell'IT.D'altra parte loro fanno i loro interessi, ma nei nostri panni farebbero come i paesi occidentali (se non peggio).Come da oggetto se i paesi occidentali si trovano daccordo non penso i paesi orientali possano impedire delle misure protezionistiche minime.
    • Sandro kensan scrive:
      Re: Non vedo come potrebbero impedirlo
      Rispondo al titolo del tuo post, gli europei si oppongono ai finanziamenti all'industria siderurgica americana con dazi alle importazioni.Di queste questioni si discute al wto, forse la questione dell'outsourcing non fa ancora parte delle trattative ma un bel dazio da parte di un gruppo di paesi farebbe entrare queste questioni in un ambito di trattativa.
  • zooba scrive:
    Natale in India
    Tra un pò partiremo in india con la valigia di cartone a vendere le rose alle signorine indiane nei ristoranti cinesi...Se non ci diamo da fare nell'immediato futuro per riprenderci le aziende ad altro valore tecnologico e scientifico ci manderanno al collasso.
    • Anonimo scrive:
      Re: Natale in India
      - Scritto da: zooba
      Tra un pò partiremo in india con la
      valigia di cartone a vendere le rose alle
      signorine indiane nei ristoranti cinesi...

      Se non ci diamo da fare nell'immediato
      futuro per riprenderci le aziende ad altro
      valore tecnologico e scientifico ci
      manderanno al collasso.Per fare questo c'è una sola parola d'ordine: QUALITA'. E' l'unico modo per giustificare un costo/prodotto che assorba quel 40% in più di margine sul costo della "manodopera".
      • Anonimo scrive:
        Re: Natale in India
        Il problema è che il 40% di costo in più per il cliente fianle è assorbito dalle tasse pagate dall'azienda IT.Quindi l'unico modo di rendere l'Italia competitiva è abbassare l'imposizione fiscale, come già fa l'Irlanda
        • Anonimo scrive:
          Re: Natale in India
          - Scritto da: Anonimo
          Il problema è che il 40% di costo in
          più per il cliente fianle è
          assorbito dalle tasse pagate dall'azienda
          IT.
          Quindi l'unico modo di rendere l'Italia
          competitiva è abbassare l'imposizione
          fiscale, come già fa l'Irlandagia' e cosi' lo stato incassa meno, si tagliano le spese sociali e chi e' in difficolta' s'attacca ! non credo che le spese fiscali per le software house siano cosi' determinanti, nelle medie la maggior parte dei dipendenti e' consulente, nelle grosse la maggior parte dei lavoratori e' esternalizzata e le piccole lavorano con forme sociali non soggette a grossi prelievi fiscali o contributivi (tipo scrl ecc.)io in italia ho visto lamentarsi delle tasse solo le ditte che non le pagavano !
          • Anonimo scrive:
            Re: Natale in India
            mah....da quanto tempo hai una ditta?io pago tutto e ti posso assicurare che non ce la facciamo piu...mentalmente e economicamente.e' una guerra col fisco e noi abbiamo gia perso
      • Anonimo scrive:
        Re: Natale in India
        - Scritto da: Anonimo
        Per fare questo c'è una sola parola
        d'ordine: QUALITA'.Intanto, visto che si parla di mercato, dovresti parlare di QUALITA' percepita, quello che fa spendere al cliente di piu' perche' _e' convinto_ che quello che acquista valga di piu' (no, ovviamente non e' sempre vero).Poi, parliamo del classico programma che si interfaccia a un DB in una generica azienda. Che lo faccia il programmatore nostrano, magari pure ing. informatico, o quello indiano, ha come risultato una qualita' percepita differente? Ammesso che ci sia e considerando che chi lo giudica non e' un esperto, molto probabilmente no.Dal punto di vista dei costi, se voi foste la ditta produttrice del SW, dovendo scegliere tra un indiano che si accontenta di un terzo di quello che chiede il nostrano ing. inf. (che tra parentesi sta solo tentando di far valere il titolo per il quale ha studiato), chi scegliereste?
        • Sandro kensan scrive:
          Re: Natale in India
          - Scritto da: Anonimo
          Dal punto di vista dei costi, se voi foste
          la ditta produttrice del SW, dovendo
          scegliere tra un indiano che si accontenta
          di un terzo di quello che chiede il nostrano
          ing. inf. (che tra parentesi sta solo
          tentando di far valere il titolo per il
          quale ha studiato), chi scegliereste?Che sappia io i softweristi sono quasi sempre dei periti. Spesso periti informatici oppure elettronici. (tanto per precisare)
          • Anonimo scrive:
            Re: Natale in India
            - Scritto da: Sandro kensan

            - Scritto da: Anonimo

            Dal punto di vista dei costi, se voi
            foste

            la ditta produttrice del SW, dovendo

            scegliere tra un indiano che si
            accontenta

            di un terzo di quello che chiede il
            nostrano

            ing. inf. (che tra parentesi sta solo

            tentando di far valere il titolo per il

            quale ha studiato), chi scegliereste?

            Che sappia io i softweristi sono quasi
            sempre dei periti. Spesso periti informatici
            oppure elettronici. (tanto per precisare)e i laureati cosa ti risulta cha facciano, invece? :-)
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