Forum anonimo P2P parla italiano

KeyForum è soltanto agli inizi del suo percorso ma già consente di creare forum che garantiscono l'anonimato e sfuggono ai tentativi di censura. Ma non nasce per agevolare comportamenti illeciti


Roma – Quello che sembra essere un nuovo potente strumento per la comunicazione anonima in Internet , capace di sfruttare in modo innovativo il concetto di peer-to-peer, sta conoscendo la luce in queste settimane.

Si tratta di KeyForum, piattaforma ancora in fase embrionale, che riporta al centro una delle grandi promesse della rete, ossia la possibilità di comunicare al di fuori della portata della censura .

KeyForum è in sostanza un sistema open source che permette di organizzare ambienti di discussione sfruttando lo stesso principio del peer-to-peer , ossia “spalmando” le risorse necessarie all’esistenza della chat room sugli utenti che entrano a farne parte.

I suoi autori spiegano che KeyForum è accessibile via browser al quale va aggiunto esclusivamente un piccolo software che gira in background e che consente la realizzazione e partecipazione del forum.

Una delle caratteristiche che più attirano l’interesse sulla rete è certamente l’anonimato . Sebbene sia possibile risalire a quali IP sono coinvolti in una conversazione, infatti, non è possibile invece attribuire un certo messaggio, link o quant’altro ad un IP specifico.

Non solo. Le board aperte sono secondo gli autori di KeyForum sostanzialmente indistruttibili . Vista la natura della piattaforma, infatti, neppure l’admin che ha creato una board ne può determinare la chiusura. Di fatto parliamo di board senza server centrali e per natura, per così dire, sfuggenti.

Queste due caratteristiche, anonimato anticensura e forte capacità di sopravvivenza, gettano un ponte ideale tra KeyForum e gli altri progetti per l’anonimato in rete, primo tra tutti naturalmente la Freenet di Ian Clarke . Oggi esiste un solo keyforum di collaudo “ma a regime – spiegano gli autori – chiunque potrà utilizzare questo software per aprire una board senza sobbarcarsi i costi di un server centrale e senza esporre i propri dati personali”.

La nascita del progetto KeyForum arriva a breve distanza da una serie di eventi che hanno scosso in Italia il mondo del peer-to-peer. Oltre al varo della Legge Urbani, infatti, va segnalato che in questi mesi hanno chiuso i battenti numerosi forum e siti web italiani o dedicati agli utenti italiani e legati al peer-to-peer, luoghi nei quali ci si scambiavano dritte, informazioni e molto spesso anche link diretti per scaricare contenuti protetti dalle più frequentate reti di sharing. Forse anche per questo gli autori di KeyForum tengono a sottolineare di non avere alcuna intenzione di violare la legge italiana .

La home page del progetto è su questo fronte molto esplicita: “Keyforum non è un programma pensato per aggirare la legge italiana o per diffondere materiale protetto da copyright. In particolare non serve per scambiarsi link ed2k “.

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  • Anonimo scrive:
    OK Cisco vende ma...
    chi sarà il system integrator ????HP ??? IBM ???E cmq si tratta di un gran bel business, visto che quegli apparati costano un pacco di soldi.... ma tanto quale è il problema ? Con la Gasparri recupereranno presto le spese !!! :| :|
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