Foto del Papa, archiviazione per Indymedia

Non è stato possibile sapere chi ha pubblicato la fotografia satirica del Papa su Indymedia, che è costata al network dell'informazione indipendente una durissima inchiesta

Roma – Chi cercasse la locuzione “Indymedia Pope” su un motore di ricerca avrebbe la possibilità di ricostruire nei dettagli una delle più clamorose storie di censura online in Italia . Una vicenda raccontata su Punto Informatico nel maggio del 2005 e che ha visto preso di mira Indymedia , network dell’informazione indipendente, sulle cui pagine era apparsa una fotografia dell’attuale Papa con riferimenti nazisti.

Ieri la Procura della Repubblica di Roma ha formalmente chiesto al GUP di archiviare il caso, fondato sull’ipotesi di reato di vilipendio di confessione religiosa. Il motivo della richiesta di archiviazione non è però il riconoscimento del diritto di satira o della sostanziale innocuità dell’immagine, quanto invece l’impossibilità di risalire a chi l’ha pubblicata .

Per ottenere il nome dell’autore i magistrati hanno dovuto ricorrere alle rogatorie internazionali presso la magistratura brasiliana, perché in Brasile si trova IMC ( Independent media center ), la culla di Indymedia. Ma non è stato sufficiente per scovare gli autori di quella fotografia o i responsabili della sua pubblicazione, avvenuta in forma anonima sul network dell’informazione indipendente, che di suo evita di conservare log di accesso.

Inutile dire che online sono tuttora pubblicate numerose immagini che ricordano molto da vicino quella finita al centro dell’inchiesta.

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  • uguccione500 scrive:
    ...e già...
    Essì, allora anche windows è da accusare perchè creare applicativi che "favoriscono" la pirateria è più semplice con il sistema operativo del draga che con altri...o non era pubblicizzato così fino a qalche tempo fa? Ma fatemi il piacere...........
  • belze scrive:
    Libertà In Rete..
    Sono d'accordo con quelli che dicono che Google è pur sempre un'azienda padrone delle proprie scelte che non deve rendere conto delle sue azioni se non alla legge, ma se anche l'indexing del motore più usato al mondo verrà pilotato in modo da alterare il suo punto di forza: più un sito è famoso più è in alto nelle classifiche (semplicizzo). Se davvero mettesse mano al suo meccanismo per fare in modo che i siti pirata non siano al loro "giusto" posto, il servizio è ancora da considerare affidabile?Esiste ancora la libertà in rete per essere sicuri di essere liberi e non pilotati nelle ricerche?
    • Anonimo scrive:
      Re: Libertà In Rete..

      Esiste ancora la libertà in rete per essere
      sicuri di essere liberi e non pilotati nelle
      ricerche?Certo che non esiste, ma e' gia' da un po'...Non penserai mica che, oggigiorno, chi indicizza siti abbia totale liberta', vero ?Intanto ogni Governo (anzi, ogni Stato Sovrano) ha dei termini di censura con i quali impone dei filtri ai provider e ai motori di ricerca.Poi ci sono i soliti favoritismi interni, perche' chi lavora nell'ambito e magari conosce... insomma, si avvantaggia, c'e' poco da fare.Google non fa eccezione.
    • Anonimo scrive:
      Re: Libertà In Rete..
      - Scritto da: belze
      il servizio è
      ancora da considerare
      affidabile?Ci sono siti che secondo il signor Google semplicemente non esistono.Spesso appare persino il fatidico messaggio "alcune voci sono state omesse per bla bla DMCA bla bla".Come già scritto su PI, "google non è internet".Io sto cercando di capire com'è ridotta oggi la concorrenza di Google (gli altri motori di ricerca), ma non trovo nulla di confortante.Abbiamo fatto crescere un gigante a discapito degli altri ed ora, quando il gigante ci nega qualcosa, non sappiamo a chi rivolgerci.Ho provato alternative, anche motori di ricerca cinesi (Baidu ed un altro che non ricordo).So che sono più censurati che mai, ma la loro censura riguarda contenuti politici.
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