Gates presenta Longhorn, l'erede di XP

Microsoft porta sotto i riflettori della conferenza per gli sviluppatori una versione preliminare di Longhorn, il successore di Windows XP che avrà in eredità la stragrande maggioranza del mercato desktop. Ecco come regnerà

Los Angeles (USA) – “La più importante release dal debutto di Windows 95”. Così Bill Gates ha descritto Microsoft Longhorn, il nuovo sistema operativo dell’azienda, nel discorso d’apertura della Microsoft Professional Developers Conference (PDC) 2003 di Los Angeles. Una conference che, come si era preannunciato , si è aperta all’insegna di Longhorn, l’ormai celebre nome in codice del successore di Windows XP.

Durante la conferenza, Microsoft ha distribuito agli sviluppatori una release d’anteprima di Longhorn e, insieme a Jim Allchin, group vice president della Platform Group di Microsoft, Bill Gates ha descritto alcuni degli aspetti chiave del prossimo Windows.

“È davvero emozionate oggi essere uno sviluppatore di software”, ha commentato il fondatore di Microsoft. “Un hardware in continua evoluzione, strumenti importanti e la possibilità che tutto quello che si fa su Internet diventi pietra fondante di qualcosa di più grande rende molto interessante questo lavoro da pionieri. Microsoft sta investendo moltissimo per rendere Windows la piattaforma ideale per gli sviluppatori che vogliono cavalcare l’onda dell’innovazione”.

Bill Gates Allchin ha spiegato che alla base di Longhorn vi sono tre nuove tecnologie: il motore grafico Avalon , il sistema di archiviazione WinFS , e l’architettura di comunicazione Indigo .

Avalon è un sottosistema grafico destinato a rimpiazzare la Graphics Device Interface di Windows ed a costituire le fondamenta della shell di Longhorn. Fornirà un’architettura unificata per la rappresentazione dell’interfaccia utente, dei documenti e dei media, e supporterà lo standard XML. A tecnologie ormai consolidate in Windows, come DirectX e ClearType, Avalon unirà un motore grafico vettoriale – sullo stile di quello utilizzato in Flash – che permetterà agli sviluppatori di incorporare contenuti multimediali nelle applicazioni di Windows senza far ricorso alle pesanti immagini bitmap o al Windows Media Player.

Avalon sfrutterà le schede grafiche di nuova generazione per fornire ad Aero , l’interfaccia grafica che in Longhorn rimpiazzerà Luna, una veste più ricca di effetti e animazioni e simile, nell’apparenza, a quella di Mac OS X. Aero, che come si era previsto è rimasta fuori dalla presentazione di Microsoft, è in uno stato ancora iniziale dello sviluppo ma, da ciò che si è potuto vedere finora, dovrebbe giocare molto sugli effetti di trasparenza e di ombreggiatura, integrare icone più grandi e “in rilievo”, e fornire un accesso alle applicazioni ancor più task-oriented rispetto a quello introdotto con Windows XP.

L’accoppiata Avalon/Aero supporterà nuovi stili, nuovi elementi d’interfaccia e una risoluzione di 120 punti per pollice: queste caratteristiche, oltre a migliorare il look di Windows, dovrebbero aiutare gli utenti ad organizzare e distribuire le informazioni in modo più intuitivo ed efficiente. Durante la conferenza, Gates ha mostrato una nuova barra degli strumenti, posizionata sulla destra del desktop, che in Longhorn sostituirà l'”Area di notifica”, o traybar, aggiungendovi nuove funzionalità quali un newsticker basato su feed RSS, un grosso orologio e una rubrica.

Allchin ha spiegato che Aero porterà benefici anche agli sviluppatori, questo soprattutto grazie al supporto di un nuovo linguaggio di markup, chiamato XAML (XML Transaction Authority Markup Language), che consentirà la creazione di applicazioni grafiche attraverso semplici comandi dichiarativi: tutto ciò – secondo il dirigente di Microsoft – semplificherà la stesura del codice e renderà la gestione dell’interfaccia molto più flessibile.

Jim Allchin Con XAML Microsoft dichiara di voler fornire agli sviluppatori un modello di programmazione che unifichi in una singola interfaccia utente applicazioni tradizionali e Web service, così da eliminare di fatto l’attuale distinzione fra applicazioni per Windows e applicazioni per Internet Explorer.

Adobe ha già mostrato un prototipo di After Effects in grado di sfruttare le potenzialità di Avalon per meglio integrare fra loro documenti, grafica, diagrammi, contenuti multimediali e dati.

La seconda tecnologia su cui poggia Longhorn è WinFS , un file-system di alto livello che farà da interfaccia fra il file-system di basso livello, che in Longhorn sarà rappresentato da una nuova versione di NTFS, e l’interfaccia utente: l’obiettivo è quello di fornire agli utenti un mezzo più veloce e potente per cercare e organizzare file e informazioni indipendentemente da dove essi sono memorizzati.

Basato sulla tecnologia di Yukon , nome in codice della prossima versione di SQL Server, e su XML , WinFS unificherà l’archiviazione di vari tipi di dati – relazionali, non relazionali e multimediali – ordinandoli secondo vari criteri. Con questa nuova tecnologia, che di fatto integra le funzionalità tipiche di un database relazionale a quelle di un file system, Microsoft sostiene di voler fornire agli utenti un servizio strettamente integrato con l’interfaccia utente e in grado di unificare in una singola vista vari tipi di dati, come contatti, documenti, e-mail, foto, filmati, pagine Web e URL, ordinandoli in cartelle, o “stack”, in base a criteri come titolo e autore: questo indipendentemente da dove risiedano i file, cartella, disco o unità di rete. La terza tecnologia alla base di Longhorn è Indigo, un framework che dovrebbe facilitare la creazione di Web service basati sulla GUI di Longhorn e l’interfacciamento di questi con gli applicativi di back-end, quali i database. Indigo permetterà agli sviluppatori di sfruttare a fondo le API e le funzionalità di sicurezza implementati nella prossima versione di Windows. In aggiunta a questo, Allchin ha spiegato che Indigo fornirà ai Web service una maggiore interoperabilità con quelle applicazioni Web-based che sono state sviluppate su altri sistemi e piattaforme. Come Avalon, anche Indigo supporterà XAML, un linguaggio che i programmatori potranno utilizzare per costruire servizi in grado di girare su una grande varietà di ambienti.

Indigo integra anche un componente per la collaborazione che supporterà le comunicazioni peer-to-peer e permetterà agli utenti aziendali di gestire in modo più semplice le informazioni relative alle altre persone che lavorano nella stessa azienda o allo stesso progetto.

Gates ha spiegato che Avalon e Indigo saranno strettamente integrati per fornire agli utenti un supporto avanzato ai Web service, alla condivisione di applicazioni in tempo reale, alle comunicazioni P2P sicure, al riconoscimento vocale, alla telefonia e agli agenti software.

Longhorn porterà con sé anche una nuova funzione, chiamata Click Once , che consentirà agli sviluppatori di fare installazioni e disintallazioni con un singolo clic e senza reboot, e un nuovo wizard che promette di ridurre a pochi minuti il tempo richiesto per migrare una o più applicazioni da un sistema ad un altro. SuperFetch è invece una tecnologia studiata per incrementare la velocità di esecuzione delle applicazioni.

Nonostante Longhorn venga dipinto come una rivoluzione, Microsoft ha tenuto a sottolineare come questo sistema operativo continui a garantire la compatibilità con il passato. A tal proposito Hillel Cooperman, product unit manager di Microsoft, ha mostrato come Longhorn sia perfettamente in grado di far girare VisiCalc , un programma DOS di vent’anni fa capostipite di tutti i fogli elettronici.

Sul lato della sicurezza , Microsoft afferma di aver migliorato le tecnologie già presenti in Windows XP e di averne introdotte di nuove in grado di proteggere gli utenti contro i codici malevoli. Il colosso sostiene di aver introdotto nuove funzionalità di sicurezza anche a livello dell’architettura – come nel componente Indigo – in modo che gli sviluppatori se ne possano avvantaggiare per estendere la sicurezza alle applicazioni e ai servizi. Gates ha spiegato che una delle caratteristiche più importanti di Longhorn sarà quella di integrarsi alla perfezione con tutti i futuri software di Microsoft: esisteranno ad esempio versioni specifiche per Longhorn di Office, di Visual Studio e di MSN. Una strategia già anticipata con la recente decisione di sospendere lo sviluppo di versioni stand-alone di Internet Explorer : la prossima major release di questo browser sarà infatti così profondamente integrata con Longhorn da rendere il suo porting verso le versioni precedenti di Windows un compito assai arduo, se non addirittura impraticabile.

Durante la conferenza, Microsoft ha presentato due nuove risorse per gli sviluppatori, Longhorn Developer Center e MSDN Lab , e la pagina ” What is Windows Longhorn? ” da dove è possibile accedere a tutto il materiale riguardante Longhorn.

Microsoft non ha fatto previsioni sulla data di uscita del suo nuovo pargolo, tuttavia gli analisti sembrano concordi nel fissarne il debutto commerciale all’inizio del 2006 . Per la prossima estate, più o meno nello stesso periodo in cui è previsto il rilascio del nuovo service pack per Windows XP, il big di Redmond conta invece di ultimare la prima versione beta.

Nel DVD che Microsoft ha consegnato ai partecipanti della PDC erano contenute le versioni a 64 e a 32 bit di una versione alpha di Longhorn e le anteprime di Visual Studio.NET (chiamato con il nome in codice di Whidbey) e Yukon.

Whidbey è un ambiente di sviluppo ottimizzato per sfruttare a fondo la profonda integrazione del MS.NET Framework con Longhorn e introdurre il supporto a WinFX, un nuovo modello per la programmazione delle applicazioni sotto Longhorn che costituirà un’evoluzione di quello attualmente adottato nel MS.NET Framework: introdurrà migliorie sia sul lato della sicurezza che su quello dell’affidabilità.

Sulle caratteristiche di Longhorn vedi anche:
Longhorn rimpiazzerà WinXP nel 2005
Longhorn in fuga su Internet
Longhorn, tutto un altro Windows

Su Winsupersite.com è possibile trovare alcuni screenshot di Longhorn.

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