General Motors cancellerà gli autisti

Il costruttore presenta la prima auto totalmente automatica: una Chevrolet Tahoe con tanti aggeggi ed elettronica da non aver proprio bisogno di autisti

Roma – Il maggiore costruttore automobilistico statunitense, General Motors, sembrerebbe aver trovato una soluzione definitiva al problema della sicurezza sulle strade: “sbarazzarsi” dei conducenti. Come? Automatizzando la guida.

Il veicolo Nel corso del CES di Las Vegas di questi giorni, GM presenterà un prototipo di Chevrolet Tahoe. Un modello SUV, sviluppato con la Carnegie Mellon University, che è capace di muoversi autonomamente all’interno di uno spazio controllato. “Boss” – questo il soprannome del veicolo – dovrebbe essere mostrato nelle prossime ore nel parcheggio del Las Vegas Convention Center.

La stampa specializzata si è dimostrata piuttosto interessata al progetto, anche se uno “showcase” per le comuni strade avrebbe avuto di certo un maggiore impatto. Come ha sottolineato però il New York Times , si tratta per ora solo di un prototipo. Il portavoce di GM, Scott Fosgard, ha spiegato che i test più seri si concretizzeranno nel 2015, mentre la commercializzazione di veicoli autonomi è prevista non prima del 2018.

“La tecnologia per far muovere le auto senza l’uomo esiste già”, ha ribadito Fosgard. Inoltre, un veicolo automatico in grado di “sapere dove sono gli altri mezzi intorno, sarebbe in grado non solo di ridurre gli incidenti ma anche le possibilità di ingorgo”. Un progetto che di certo aiuta GM a risollevare la propria immagine: sebbene vanti ancora il primato mondiale nella vendita di automobili – come spiega in dettaglio Bloomberg – la situazione finanziaria dell’azienda non è certamente fra le più rosee.

Boss, comunque, ha almeno già convinto un potenziale cliente: la Difesa statunitense. Non si parla ancora di commesse, ma del concorso 2007 DARPA Urban Challenge che richiedeva una guida automatizzata in un ambiente urbano simulato. Ebbene, la Chevrolet Tahoe si è condotta senza problemi per circa 60 miglia (96 km). Ma, come sottolinea AutoBlog.com , confezionare una festa in grande stile e dire che il regalo arriverà fra dieci anni non è proprio il massimo.

“Solo” prospettive, dunque, per il nuovo SUV della GM… che dovrà anche vedersela con quanto presentato all’ultimo Tokyo Motor Show: Nissan ha mostrato Pivo 2 , veicolo elettrico con assistente cibernetico di bordo dalle capacità simili a Boss. Il confronto con i giapponesi continua.

Dario d’Elia

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • eliasse scrive:
    non insegnano informatica
    Io sono uno studente delle scuole medie e posso accertare che non viene insegnata informatica.Appena si comincia a parlare di qualcosa di più complesso di cambiare carattere nessuno ci capisce niente, prof compreso.Esempio reale: io gli stavo spiegando come avviare una distro live, appena gli ho detto "accedere al bios e selezionare il dispositivo da cui caricare l'OS" mi ha detto che sarebbe servita la password di amministratore di Windows, cosa che io avevo la certezza che non fosse necessaria, ma lui ha continuato; alla fine, arrivato in laboratorio, ho vinto.Io utilizzo Linux, credo nell'open source e nel free software.
  • Giuseppe Matteo Amenta scrive:
    Facciamo qualcosa!
    Scusa, ma a maggior ragione se ci sono pochi insegnanti in materie scientifiche alle medie, non ha senso non dare la possibilità ai laureati in informatica insegnare tale materie nelle scuole!!! Roba da matti!!!Che cosa si può fare per far cambiare la legislazione?
  • pippo75 scrive:
    Informatica alle medie
    Non ci posso credere, già li vedo a studiare la teoria della comunicazione e tante altre cose.Oppure con informatica intendono usare il PC?Da domani mettiamo chimica alle medie, insegneremo come preparare una tisana.Dopotutto se usare il PC è informatica, preparare una tisana è chimica.Temperare le matite sarà meccanica.
    • Giuseppe Matteo Amenta scrive:
      Re: Informatica alle medie
      ma che centra!!! Un laureato in Informatica oltre ad sapere le tecniche del trattamento dell'informazione sa di certo usare word o excel!!! Volete mettere in dubbio sta cosa???????
  • Luca Rosso scrive:
    Psicologia dei giovani
    E' alla psicologia gei giovani che si da maggior peso rispetto alla materia insegnata, io credo.Per altro che in Italia abbiamo dei legislatori che sono delle scarpe è un fatto ampiamente documentato. Non parlo assolutamente di schieramenti. Buon lavoro ;-)
  • Pippo Pluto scrive:
    In Italia l'equivoco è di fondo
    In Italia si confondono le tecnologie informatiche con l' Informatica: usare Word, XP non significa educare a risolvere classi di problemi (con carta, gomma e matita).Ad ogni modo l'informatica è risolvere problemi; lo può fare chiunque che abbia determinate abilità. I migliori informatici sono i matematici. Il problema della codifica è finale, addestrativo.Diverso il discorso per elettronica, telecomunicazioni; lì se non hai le basi di matematica e fisica col piffero che riesci a fare qualcosa. Infatti a insegnare queste materie ci mettono solo gli ingegneri addirittura che abbiano un determinato piano di studi.Ad ogni modo, il possesso del titolo è solo condizione necessaria, ma nun sufficiente, per essere un bravo insegnante.Insegnante non è colui che sa tutto, ma che sa far capire quel poco che serve a un ragazzo delle medie.In molti casi è più che sufficiente un bravo diplomato ITIS con anni di esperienza. All estero per fare l'istruttore nelle scuole conta quello che sai fare...punto..se ne fregano del pezzo di carta, come l'Italia.
    • Anonimo scrive:
      Re: In Italia l'equivoco è di fondo
      - Scritto da: Pippo Pluto
      Ad ogni modo l'informatica è risolvere problemi;Ex falso quuodlibet.
  • Stefano Bergamini scrive:
    a scuola..
    la formazione informatica alle superiori non esiste! per mia diretta esperienza, ho 18 anni e alle media mi trovavo a dare consigli pure ai prof, l'unica formazione informatica che ho acquisito è personale e ad ogni modo ci vorrebbe personale competente, non gente che presenta il pc come qualcosa per scrivere, a quello ci pensano le macchine da scrivere...per imparare l informatica si inizia da li ma non ci si sta sopra 3 anni! E ad ogni modo dovrebbe fornire alternative, non usare Microsoft, siccome spendono soldi per avere quel che potrebbero avere con Linux!
  • ba1782 scrive:
    Insegnare informatica?!?!?
    INSEGNARE INFORMATICA?!?!?!Ma cominciassero a INSEGNARE sul serio!!! Il sistema scolastico italiano è DISASTROSO!Quest'anno le liste delle graduatorie sono state date correttamente DOPO DUE MESI DALL'INIZIO DI SCUOLA...Io che sto al 5° anno(liceo scientifico) ho iniziato matematica, fisica, storia e filosofia A NOVEMBRE... e l'esimio Fioroni si permette perfino di fare il decreto legge che 25 punti su 105 del test d'ammissione derivano da corbellerie quali la media degli ultimi 3 anni e il voto della maturità...Ma pensassero a dare LE BASI, POI alle corbellerie quali l'informatica... le scuole medie sono diventate dei parcheggi, molto più di quanto lo fossero già gli anni passati! Ma dei parcheggi per alunni, perchè sono gli insegnanti ad andare via quotidianamente...Scusate...
    • fra martino scrive:
      Re: Insegnare informatica?!?!?
      per insegnare occorre la laurea? e perché?
      • Pippo Pluto scrive:
        Re: Insegnare informatica?!?!?
        sennò come dreni tutta questa disoccupazione intellettuale??l'italia è il paese dei titoli, dei pezzi di carta, degli albi, degli ordini...delle caste...in parole povere del MEDIOEVO!!!!
    • Anonimo scrive:
      Re: Insegnare informatica?!?!?
      Hai pienamente ragione e ti dirò di più: se punti, in futuro, di iscriverti a ingegneria CERCA CONTATTI DENTRO LA FACOLTA' ED INFORMATI CON NOTEVOLE ANTICIPO E PRECISIONE SU QUALI SONO LE BASI CHE SI ASPETTANO CHE UNO ABBIA. Non ti fidare di quello che ti insegnano alle superiori. Rischi di fare un programma incompleto come quantità e scadente in qualità il che si traduce dopo in una arrampicata quasi verticale senza fune di salvataggio.Le scuole superiori sono l'apoteosi della rovina del sistema scolastico italiano.
  • painlord2k scrive:
    Soluzioni?
    In Italia si pagano una barca di tasse per dei servizi che poi non vengono resi o vengono resi male e approssimativamente.Non che si tratti di un vizio solo italico, perché dalle scuole inglesi, francesi e degli USA (per dire solo alcuni) arrivano storie raccapriccianti di incapacità, pressapochismo, ideologizzazione politicamente corretta e così via. Solo che l'Italia è in ritardi rispetto a loro dei soliti 20 anni. Aspettate che le scuole si riempiano dei figli degli immigrati e poi arriveremo ai livelli delle scuole pubbliche inglesi e USA.Una soluzione, in particolare negli USA, è l'Home Schooling:Homeschool: An Updatehttp://alfin2100.blogspot.com/2007/12/homeschool-update.htmlIn Europa è molto più difficile, perché per molti stati il figlio non è dei genitori, ma appartiene allo stato per essere plasmato in un cittadino obbediente e sottomesso (che poi sia ignorante come una capra non ha molta importanza).
    • Darshan scrive:
      Re: Soluzioni?
      Homeschooling? Per le scuole medie??Io ci vedo anche una funzione sociale nello stare in una classe con dei coetanei per 5 ore al giorno.Se la scuola publica fa schifo bisogna migliorarla non ricorrere all'home schooling!
      • painlord2k scrive:
        Re: Soluzioni?
        Chi ha detto che non debbano frequentare altri ragazzi quando non stanno studiando?Magari si tratta di ragazzi che uno frequenta perché hanno interessi in comune e non perché un burocrate li ha messi insieme a te per caso o capita che abitino nella stessa zona.Quale sarebbe la funzione sociale di stare in classe 5 ore al giorno con gente con cui non leghi o con dei bulli? Impari a fare il sottomesso? Imparia a fare il bullo? Impari a stare con gente che non ti piace, ignorandola? Impari ad annoiarti quando i più lenti rallentano l'insegnamento di quelli più bravi? Impari a stare zitto per 5 ore mentre ascolti le lezioni anche se ci sono 20 persone intorno a te?La scuola esiste per insegnare delle abilità, che vanno dal pensiero critico (cosa che non viene fatta mai) all'aritmetica, allo scrivere coerentemente e senza errori, etc. (cose che spesso vengono fatte male e approssimativamente).La socializzazione, se si vuole fare, la si fa al parco giochi. Perché, se socializzi, non hai tempo di ascoltare le lezioni. E, se ascolti le lezioni, non hai tempo di socializzare.
        • Tsukishiro Yukito scrive:
          Re: Soluzioni?
          - Scritto da: painlord2k
          Chi ha detto che non debbano frequentare altri
          ragazzi quando non stanno
          studiando?
          Magari si tratta di ragazzi che uno frequenta
          perché hanno interessi in comune e non perché un
          burocrate li ha messi insieme a te per caso o
          capita che abitino nella stessa
          zona.

          Quale sarebbe la funzione sociale di stare in
          classe 5 ore al giorno con gente con cui non
          leghi o con dei bulli? Impari a fare il
          sottomesso? Imparia a fare il bullo? Impari a
          stare con gente che non ti piace, ignorandola?
          Impari ad annoiarti quando i più lenti rallentano
          l'insegnamento di quelli più bravi? Impari a
          stare zitto per 5 ore mentre ascolti le lezioni
          anche se ci sono 20 persone intorno a
          te?

          La scuola esiste per insegnare delle abilità, che
          vanno dal pensiero critico (cosa che non viene
          fatta mai) all'aritmetica, allo scrivere
          coerentemente e senza errori, etc. (cose che
          spesso vengono fatte male e
          approssimativamente).

          La socializzazione, se si vuole fare, la si fa al
          parco giochi. Perché, se socializzi, non hai
          tempo di ascoltare le lezioni. E, se ascolti le
          lezioni, non hai tempo di
          socializzare.CLAP CLAP CLAP CLAP CLAPApprovo tutto, virgole comprese.Si può socializzare anche (che non vuol dire solo ) tramite internet, volendo.Peccato che la stragrande maggioranza degli italioti la ritenga ancora una cosa "mostruosa" e "deviata".
        • precisino scrive:
          Re: Soluzioni?
          - Scritto da: painlord2k
          La scuola esiste per insegnare delle abilità, che
          vanno dal pensiero critico (cosa che non viene
          fatta mai) all'aritmetica, allo scrivere
          coerentemente e senza errori, etc. (cose che
          spesso vengono fatte male e
          approssimativamente).

          La socializzazione, se si vuole fare, la si fa al
          parco giochi. Perché, se socializzi, non hai
          tempo di ascoltare le lezioni. E, se ascolti le
          lezioni, non hai tempo di socializzare.Hai dato per scontato che le lezioni siano fatte dal cattedratico di turno che parla ai discenti e travasa la sua conoscenza per via orale. Non nego che nel 90% dei casi le classi siano gestite in questo modo (almeno fuori dalle elementari). Non significa che sia (sempre) il modo giusto, concordo, ma non è neppure scontato che sia l'unico praticato.Esistono le attività di gruppo, i giochi, e tante altre attività che vengono meglio in (piccole) classi rispetto al precettore personale.Inoltre ci sarebbero alcune considerazioni riguardo all'efficienza del sistema che proponi, in quanto assunto che gli insegnanti sono professionisti specializzati in un lavoro difficile, le solite nozioni sulla scarsità e sulla concorrenza, potremmo giungere alla conclusione che moltiplicare in questo modo il numero di insegnanti potrebbe ridurre la loro qualità media e quindi i risultati attesi. Naturalmente questo ragionamento funziona per un sistema nel quale c'è meritocrazia e a fare un lavoro si mette il più qualificato degli aspiranti, cosa che in Italia non è.Del resto è stato spesso fatto notare che il sistema educativo attuale (notare la differenza di significato con sistema scolastico) sembra più orientato a creare bravi e docili sudditi che non liberi cittadini.C'è un bel libro scaricabile gratuitamente, purtroppo piuttosto pesante, di un anziana consulente del ministero dell'istruzione USA, Charlotte Iserbyt, che ripercorre tutte le tappe di come si è, secondo lei volutamente, trasformato il sistema educativo americano in una macchina per creare sudditi. Percorso che ovviamente, voluto o no, si accosta alla riduzione dell'efficacia media del sistema (nell'istruire) e quindi ha portato a quella crescita di diffusione di percorsi alternativi a cui tu giustamente ti riferisci.Mi pare nel suo sito (o in un sito collegato) c'è un confronto tra i test dell'ottavo grado (la nostra terza media) della fine dell'ottocento con quelli in uso, e la differenza che balza agli occhi è abissale. Sembra di confrontare un esame universitario con quello di licenza elementare. La prima volta che l'ho visto sono rimasto basito, non riuscivo a crederci. Sarebbe interessante fare un confronto simile anche da noi.Se ti interessa l'argomento, puoi scaricare il libro da http://www.deliberatedumbingdown.com/
          • painlord2k scrive:
            Re: Soluzioni?
            - Scritto da: precisino
            Hai dato per scontato che le lezioni siano fatte
            dal cattedratico di turno che parla ai discenti e
            travasa la sua conoscenza per via orale. Non nego
            che nel 90% dei casi le classi siano gestite in
            questo modo (almeno fuori dalle elementari).Non solo questo, ma anche il fatto che in una scuola pubblica hai pochissima possibilità di influenzare la qualità dell'insegnamento (perché i docenti rispondono ad una amministrazione statale che i soldi li prende dalle tasse - con le buone o le cattive). In una scuola privata uno ha il diritto, oltre che il dovere, di togliere il figlio e spedirlo in un'altro luogo dove possa imparare, se si accorge che i professori sono degli incapaci.Di conseguenza, il privato ha molti più incentivi a liberarsi dei professori incapaci di insegnare ed è più agile nella gestione del personale (nel senso che non tiene un professore di italiano in esubero e non lo usa per insegnare matematica, se non è in grado di farlo).Una delle cose che non viene mai detta è che l'istruzione, prima che fosse presa in mano dallo stato, veniva perfettamente erogata dai privati e opere di carità. Cascavano fuori i pochi poveri che non potevano permettersi di pagare, ma se si fosse voluto la soluzione era un buono scuola per pagargli la scuola dei figli.Il tutto avrebbe costi inferiori agli attuali e risultati molto superiori.
            Inoltre ci sarebbero alcune considerazioni
            riguardo all'efficienza del sistema che proponi,L' "Home schooling" non avviene, per forza, nell'abitazione della famiglia del bambino.Può avvenire, per esempio, nella casa di un bambino insieme ai figli di altre famiglie che praticano l'Home schooling.Un genitore conosce meglio un argomento e lo insegna, un'altro genitore conosce un'altro argomento e lo insegna.Pe gli argomenti per cui i genitori non si sentono o non sono preparati, o che richiedono strutture apposite, nulla vieterebbe che i bambini vengano mandati ad una scuola per quel particolare corso.Ovviamente, questo in Italia non può avvenire, perché ci sono una serie enorme di resistenze burocratiche e politiche; il motivo che rende impossibile in molti casi l'Home Schooling in Italia è che uno ha già pagato le tasse per la scuola e non gli restano i soldi necessari a poter scegliere un percorso alternativo.Se le scuole fossero pagate per i corsi che vengono usati e per i risultati che danno, sarebbero molto più incentivate a lavorare bene.
          • precisino scrive:
            Re: Soluzioni?
            - Scritto da: painlord2k
            in una
            scuola pubblica hai pochissima possibilità di
            influenzare la qualità dell'insegnamento (perché
            i docenti rispondono ad una amministrazione
            statale che i soldi li prende dalle tasse - con
            le buone o le cattive).Ci sono alternative, una delle quali citi poco più avanti (per la cronaca, è anche la mia preferita).
            In una scuola privata uno
            ha il diritto, oltre che il dovere, di togliere
            il figlio e spedirlo in un'altro luogo dove possa
            imparare, se si accorge che i professori sono
            degli incapaci.
            Di conseguenza, il privato ha molti più incentivi
            a liberarsi dei professori incapaci di insegnare
            ed è più agile nella gestione del personale (nel
            senso che non tiene un professore di italiano in
            esubero e non lo usa per insegnare matematica, se
            non è in grado di farlo).Salvo poi cacciare qualche professore non in linea con le convinzioni religiose della scuola, per esempio.Anche le scuole private hanno le loro magagne (e lo dico con ognizione di causa, essendo stato educato in scuole private dall'asilo alla maturità)

            Una delle cose che non viene mai detta è che
            l'istruzione, prima che fosse presa in mano dallo
            stato, veniva perfettamente erogata dai privati e
            opere di carità. Cascavano fuori i pochi poveri
            che non potevano permettersi di pagare, ma se si
            fosse voluto la soluzione era un buono scuola per
            pagargli la scuola dei figli.Sul perfettamente ho i miei dubbi, ma concordo sulla qualità maggiore di oggi (in media). Però rimane il fatto che era una scuola d'elite. Nessun paese può oggi considerare quella limitazione come accettabile, inficia la competitività del sistema (ne avessimo uno, ovviamente!). Ed è facile ottenere pochi prodotti di qualità, scartando i difettosi. Un po' più difficile è farne tanti di qualità, con una resa alta, cioè correggendo i difetti.

            Il tutto avrebbe costi inferiori agli attuali e
            risultati molto superiori.Concordo.
            L' "Home schooling" non avviene, per forza,
            nell'abitazione della famiglia del bambino.
            Può avvenire, per esempio, nella casa di un
            bambino insieme ai figli di altre famiglie che
            praticano l'Home schooling.
            Un genitore conosce meglio un argomento e lo
            insegna, un'altro genitore conosce un'altro
            argomento e lo insegna.
            Pe gli argomenti per cui i genitori non si
            sentono o non sono preparati, o che richiedono
            strutture apposite, nulla vieterebbe che i
            bambini vengano mandati ad una scuola per quel
            particolare corso.Mi piace l'idea del coinvolgimento dei genitori nell'educazione dei figli, ma hai valutato gli effetti sistemici? Il figlio di un operaio non ti sembra che ne sarebbe ampiamente svantaggiato? Possiamo permetterci di competere con paesi più grandi di noi di 1 o 2 ordini di grandezza accettando che alcuni potenziali geni vengano limitati dalla loro nascita?

            Ovviamente, questo in Italia non può avvenire,
            perché ci sono una serie enorme di resistenze
            burocratiche e politiche; il motivo che rende
            impossibile in molti casi l'Home Schooling in
            Italia è che uno ha già pagato le tasse per la
            scuola e non gli restano i soldi necessari a
            poter scegliere un percorso alternativo.
            Se le scuole fossero pagate per i corsi che
            vengono usati e per i risultati che danno,
            sarebbero molto più incentivate a lavorare
            bene.Non sai come ti appoggio la proposta. Del resto il buono scuola è da sempre la mia soluzione preferita proprio per i positivi effetti incentivanti che comporta. Ovviamente (a mio parere) ognuno pagherebbe in base al reddito, come oggi, e tutti dovrebbero ricevere un buono uguale, per non fare figli e figliastri.
      • Tsukishiro Yukito scrive:
        Re: Soluzioni?
        - Scritto da: Darshan
        Homeschooling? Per le scuole medie??

        Io ci vedo anche una funzione sociale nello stare
        in una classe con dei coetanei per 5 ore al
        giorno.La socializzazione dev'essere una scelta, e non un'imposizione.La socializzazione forzata è una delle maggiori cause del bullismo. E non certo i telefonini o la tanto vagheggiata "mancanza di disciplina".
        • precisino scrive:
          Re: Soluzioni?
          - Scritto da: Tsukishiro Yukito
          - Scritto da: Darshan
          La socializzazione forzata è una delle maggiori
          cause del bullismo. E non certo i telefonini o la
          tanto vagheggiata "mancanza di
          disciplina".Ammetterai, però, che un bambino che si confronta con un maggior numero di altri ha più opportunità di crescita di uno la cui socializzazione è limitata dai suoi soli interessi e preferenze, per non parlare del caso in cui sia pilotata dall'alto delle convinzioni dei genitori.Se nel caso "medio" un percorso di istruzione "casalingo" può ovviare a (parte de)i tanti problemi del sistema scolastico esistente, potrebbe anche causarne di nuovi, primo fra tutti ridurre il confronto tra realtà diverse, potenzialmente portando, al limite non voglio generalizzare, anche alla ghettizzazione e al rifiuto del diverso.Come affrontare questi problemi?Non sarebbe meglio lavorare per far funzionare la scuola, invece che ritirarsi (continuando a finanziarla con le proprie tasse, che non vengono certo restituite)?
        • painlord2k scrive:
          Re: Soluzioni?
          - Scritto da: Tsukishiro Yukito
          La socializzazione dev'essere una scelta, e non
          un'imposizione.
          La socializzazione forzata è una delle maggiori
          cause del bullismo. E non certo i telefonini o la
          tanto vagheggiata "mancanza di disciplina".Anche perché, se proprio si vuole "socializzare" forzatamente qualcuno, tanto valeva tenere in piedi la leva militare obbligatoria. Così uno socializzava lontano da casa.
    • Anonimo scrive:
      Re: Soluzioni?
      Esiste già in itaglia ma ha un altro nome: "gli 'insegnanti' prendono lo stipendo, i genitori insegnano a casa"
  • io_me medesimo scrive:
    mia esperienza
    sono uno studente universitario quindi ho solo un diplomami hanno offerto di insegnare in seconda e terza media (per insegnare in prima media ci vuole la laurea hanno detto...bho) a 25 all'ora 4 ore alla settimana in tutto per 2 classipurtroppo ho dovuto rifiutare...gli esami non si fanno da soli :(
  • VE LO DICO IO scrive:
    Abilitazioni di qua, leggi di la...
    L'italia è il paese delle leggi totalmente inutili!!! Sarà un caso che la legislatura italiana è composta da ben 25.000 leggi mentre la Francia, che è al secondo posto in europa dietro di noi, ne ha semplicemente 9.000??Normative inutili.. tanto sanno tutti che ad insegnare ci vanno i "raccomandati". Aveo una docente di italiano che la mattina mangiava latte e colla per quanto non si capiva.... e all'università se mandavi una mail al laboratorio di informatica non ti rispondevano perchè semplicemente avevano il server rotto da mesi... laboratorio di informatica eh...(rotfl)
  • Tsukishiro Yukito scrive:
    nemici della tecnologia
    In un'altra notizia di oggi c'è un tizio che propone di proibire l'uso di internet sotto i 14 anni:http://punto-informatico.it/b.aspx?i=2154446&m=2154723#p2154723Un altro dichiara che non permetterà a suo figlio di avere un cellulare sino ai 18 anni:http://punto-informatico.it/b.aspx?i=2154446&m=2154957#p2154957Tutte le risposte a questi due commenti sono o a favore o non si preoccupano di ribattere.E poi ci si chiede perché l'insegnamento dell'informatica nelle scuole è ridotto male?Purtroppo in Italia le cose vanno così. Quando è disponibile qualcosa di nuovo, invece di approfittarne per capire di cosa si tratta, come usarlo, come interagirci, quali nuove potenzialità offre, quali limiti ha, quali eventuali rischi può generare, le reazioni sono solo due: PAURA e DIVIETI.Siamo il paese che quasi quattro secoli fa condannò Galileo perché diceva che la Terra si muove.Oggi la maggior parte della gente, rimbecillita dagli allarmasimi di Studio Aperto, sostiene che la tecnologia FA MALE alle nuove generazioni, quelle che domani prenderanno le leve della società.Nel frattempo in Cina, Korea, Giappone e India i ragazzini crescono col computer in mano.Non è così difficile immaginarsi, tra Italia e India, quale tra una trentina d'anni sarà il paese dominante e aperto e quale quello sottosviluppato e chiuso su se stesso.E il Vaticano ringrazierà.
    • policy scrive:
      Re: nemici della tecnologia
      - Scritto da: Tsukishiro Yukito
      E il Vaticano ringrazierà.Quando spiegherai cosa c'entra il vaticano con l'informatica nelle scuole medie?
      • Tsukishiro Yukito scrive:
        Re: nemici della tecnologia
        - Scritto da: policy
        - Scritto da: Tsukishiro Yukito

        E il Vaticano ringrazierà.
        Quando spiegherai cosa c'entra il vaticano con
        l'informatica nelle scuole
        medie?Il Vaticano, come tutte le chiese, prospera su ignoranza e arretratezza, e paura di fronte al nuovo.Le carenze nell'insegnamento scolastico al contatto con le nuove tecnologie derivano anche dalla diffusa tecnofobia che si ha in Italia, fomentata dagli allarmismi televisivi e mediatici secondo cui dare una nuova tecnologia in mano a un adolescente o un bambino significa automaticamente fargli del male o permettergli di far male a chi lo circonda, quando invece il problema non è il mezzo in sé, ma i modi d'uso... e questi non si imparano/insegnano certo sottraendo del tutto il mezzo, come troppi, persino su queste pagine, gridano si debba fare.In genere, comunque, i paesi dove è maggiore il fanatismo religioso e il potere autoritario delle chiese sono anche quelli più arretrati economicamente e culturalmente.Pensa solo alle ricerche sulle cellule staminali. In USA e gran parte d'Europa sono sottoposte a stupidi e inutili divieti dovuti alle pressioni di chiese e religioni.In Cina, Giappone e Corea l'influsso delle religioni è minimo sulla politica. E in quanto a ricerche di bioingegneria sono i paesi più avanzati. Magari qualcuno potrà dire che si tratta di ricerche immorali o "pericolose". Ma quando tra trenta o quarant'anni l'Estasia avrà superato, tecnologicamente (e quindi militarmente), USA ed Europa, forse sarà il caso di ripensarci... peccato che sarà troppo tardi.E credere che l'insegnamento nelle scuole, specialmente nei primi anni, non abbia nulla a che fare con tutto ciò, è quanto meno da sprovveduti.
    • pippo lacoca scrive:
      Re: nemici della tecnologia
      Sul telefonino a 18 anni sono + che daccordo, e infatti cosi' faro' quando sara' il momento
      • Tsukishiro Yukito scrive:
        Re: nemici della tecnologia
        - Scritto da: pippo lacoca
        Sul telefonino a 18 anni sono + che daccordo, e
        infatti cosi' faro' quando sara' il
        momentoNel frattempo dimostri di non sapere nemmeno scrivere in italiano.+
        piùcosi'
        cosìfaro'
        faròsara'
        saràEh, certo, ma l'importante è che tuo figlio non abbia il telefonino prima dei diciotto anni. Mi auguro solo che non cresca ignorante come te.
      • Chitto scrive:
        Re: nemici della tecnologia
        - Scritto da: pippo lacoca
        Sul telefonino a 18 anni sono + che daccordo, e
        infatti cosi' faro' quando sara' il
        momento(rotfl)
  • Anonimo scrive:
    Medie Superiori
    Nella scuola media inferiore credo che le conoscenze effettive dei professori siano secondarie alle loro capacita' didattiche e pedagogiche. Ovviamente non possono essere totalmente digiuni della materia.Detto questo credo che insegnare informatica alle scuole medie sia abbastanza inutile, forse non per te che ci devi capare certo.Per curiosita' cosa si insegna nel programma di informatica delle medie?Mi sembri uno di quei direttori d'istituto (alias presidi) che in terza elementare fanno fare inglese e francese (ovviamente entrambe le lingue, siamo in un villaggio globale no?... nessuno di quegli alunni sapra' un fico secco di inglese e francese, in compenso faranno un po' meno analisi logica e alla fine potranno dire "a me mi hanno insegnato l'inglese alle elementari"
    • precisino scrive:
      Re: Medie Superiori
      - Scritto da: Anonimo
      Mi sembri uno di quei direttori d'istituto (alias
      presidi) che in terza elementare fanno fare
      inglese e francese (ovviamente entrambe le
      lingue, siamo in un villaggio globale no?...
      nessuno di quegli alunni sapra' un fico secco di
      inglese e francese, in compenso faranno un po'
      meno analisi logica e alla fine potranno dire "a
      me mi hanno insegnato l'inglese alle
      elementari"In terza elementare è già un po' tardi, ma sempre meglio che cominciare dopo. Se avessi voglia di leggere un po' degli studi che si fanno su questo argomento, sapresti che è dimostrato che l'età migliore per cominciare a insegnare le lingue straniere è proprio quella pre-scolare o di primo ciclo. Piuttosto sarebbe importante che l'insegnante fosse sempre di madrelingua, non che si rovina da subito gli scolari con insegnanti con accenti diversi, solo per creare fittiziamente posti di lavoro non ottimali.Ma credo che sia un argomento troppo complesso per essere discusso in queste pagine.
      • Anonimo scrive:
        Re: Medie Superiori
        Si, imparare le lingue alle elementari con 2 ore a settimana... o hai preso degli studi fatti da Topogigio o non li hai letti bene.Un conto e' imparare le lingue in ambito familiare, un altro e' fare 2 ore di lezione a settimana e sperare che il bimbino impari l'inglese.
        • precisino scrive:
          Re: Medie Superiori
          - Scritto da: Anonimo
          Si, imparare le lingue alle elementari con 2 ore
          a settimana...

          o hai preso degli studi fatti da Topogigio o non
          li hai letti
          bene.
          Un conto e' imparare le lingue in ambito
          familiare, un altro e' fare 2 ore di lezione a
          settimana e sperare che il bimbino impari
          l'inglese.Hai aggiunto un fatto che non era presente nel mio pensiero per trarne le conclusioni che volevi.Posto che non ho mai detto che due ore a settimana siano sufficienti, rispondevo a un affermazione che volevi generale, ma ammetto che avevo trascurato il tono del tuo post, attribuendogli, evidentemente sbagliando, una buona fede che non c'è. Già il rispondere alla tua canzonatura è più di quanto meriti, quindi non citerò la prima legge del dibattito di Arthur Bloch (Murphy), ma mi faccio violenza per riuscire a trattenermi.
          • Anonimo scrive:
            Re: Medie Superiori
            Perche', quante ore di lingue credi si facciano alle elementari? Non mi sto inventando nulla, ma forse tu con il tuo preziosissimo studio avevi trascurato che "insegnare a scuola le lingue" significa 2 ore a settimana, non e' qualcosa che ti ho messo in bocca io per fare un esempio balordo, e' che a scuola e' cosi', ci sono 30 ore di lezione a settimana, alle medie 3 sono di lingue (in alcune sezioni 2) alle elementari sono 2.Ah,ma se lo studio dice che iniziare a studiare le lingue alle elementari e' cosa buona e giusta facciamolo pure...
    • Anonymous scrive:
      Re: Medie Superiori

      Mi sembri uno di quei direttori d'istituto (alias
      presidi) che in terza elementare fanno fare
      inglese e francese (ovviamente entrambe le
      lingue, siamo in un villaggio globale no?...
      nessuno di quegli alunni sapra' un fico secco di
      inglese e francese, in compenso faranno un po'
      meno analisi logica e alla fine potranno dire "a
      me mi hanno insegnato l'inglese alle
      elementari"Ho cominciato ad imparare il tedesco dalla prima elementare (oltre all'italiano ovviamente) e, nonostante abbia smesso di studiarlo otto anni fa e non lo usi quasi mai, riesco a tradurre più che decentemente in (e dal) tedesco in poco tempo. Tutto quanto si riduce all'avere professori decenti, e il commento sull'analisi logica, francamente, mi sembra abbastanza fuori posto: conoscere una lingua o fare un'ora in più di lezione non vuol dire che automaticamente "apparirà" una carenza in qualsiasi altra 'area didattica'.
      • Anonimo scrive:
        Re: Medie Superiori
        Caspita, con un ora di tedesco alla settimana alle elementari sai tradurre in e dal tedesco?Mi sa che non ci racconti tutta la storia...
  • momic scrive:
    diventare insegnate
    Ciao,qual'è l'iter da seguire per diventare insegnante di informatica alle superiori? nel mio caso!(perito elettronico,laurea in informatica).-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 09 gennaio 2008 10.18-----------------------------------------------------------
  • alias scrive:
    abilitazioni...
    ... voi non avete idea di che razza di schifo siano lescuole di "abilitazione". Sono un mero pretesto per cercare di sfoltire le liste di attesa nei provveditorati e per rapinare 1500 euro all'anno a chi le frequenta. I corsi sono normalmente tenuti da dottorandi o ricercatori prossimi alla pensione che non hanno più nulla da fare/perdere. I corsi da frequentare non hanno alcuna attinenza all'insegnamento; un caso per tutti: per l'abilitazione all'insegnamento di Matematica vengono impartiti corsi di Fisica Nucleare!!! Ditemi voi a che serve una scuola di abilitazione così male organizzata e male strutturata... uno sudente che si laurea bene, con un buon voto e avendo maturato ottime esperienze di studio ha tutte le carte in regola e le conoscenze per insegnare alle superiori senza bisogno di abilitazioni.Questo stato (penoso) di cose riguarda tutti gli insegnamenti, l'informatica è solo uno dei casi.
    • punto scrive:
      Re: abilitazioni...
      Sono d'accordo con te.Inoltre credo che a livello di scuola media, per insegnare queste materie, occorra infondere soprattutto curiosità: non occorrono persone "certificate" ma "appassionate"
      • alias scrive:
        Re: abilitazioni...
        - Scritto da: punto
        Sono d'accordo con te.

        Inoltre credo che a livello di scuola media, per
        insegnare queste materie, occorra infondere
        soprattutto curiosità: non occorrono persone
        "certificate" ma
        "appassionate"Esattamente... l'abilitazione ha un senso nella misura in cui permette al futuro insegnante di relazionarsi agli studenti sul piano umano; sarebbero utili dei corsi di psicologia.
        • ma no!!!!! scrive:
          Re: abilitazioni...
          Mah di psicologia a scuola se ne fa anche troppa... sembra d'essere allo sportello si una ASL :D :D :D :D
  • ma no!!!!! scrive:
    Il paese delle abilitazioni.....
    Il problema vero della scuola italiana è che viviamo nel Paese delle abilitazioni.... volete una scuola efficiente ? Rimettiamo i concorsi,due classi di concorso l'anno che vadano a coprire i soli posti necessari, qui c'è gente che entra secoli dopo l'immissione in graduatoria. Ogni 5 anni poi si riverifica l'idoneità all'insegnamento. State tranquilli che tanti viziacci poi spariscono.Quanto all'informatica non starei a farla tanto lunga altrimenti anche un matematico potrebbe obiettare che un informatico che insegna matematica fa un tantinello orrore ;).
    • carmol scrive:
      Re: Il paese delle abilitazioni.....
      ma che cavolo dicil'Informatica (con la I maiuscola)è la matematica nel discreto,e la facoltà di Informatica è ben farcitadi esami di matematica.quella dei combuter stambanti e windoz èinforNatica, l'Informatica è ben altracosa. Purtroppo l'ignoranza diffusa tendea confonderle.
      • ma no!!!!! scrive:
        Re: Il paese delle abilitazioni.....
        Falla poco lunga non mi sarebbe mai passato per la mente di paragonare la mia preparazione in matematica (facoltà di ingegneria) con quella di un matematico (facoltà di matematica), e parliamo della facoltà di ingegneria pre-riforma oggi poi fanno ridere.
      • Gugilelmo scrive:
        Re: Il paese delle abilitazioni.....
        - Scritto da: carmol
        ma che cavolo dici
        l'Informatica (con la I maiuscola)
        è la matematica nel discreto,
        e la facoltà di Informatica è ben farcita
        di esami di matematica.Lascia perdere. Fare qualche esame che si chiami Analisi I, Analisi II non vuol dire fare i corrispettivi Analisi I e II della facoltà di Matematica. Mi ricordo ancora i miei compagni di Università che dopo il quarto tentativo per passare Analisi scappavano a Informatica per prendersi un 28.Definire poi Informatica come la matematica del discreto è una sciocchezza di prima categoria.Magari non sarà indispensabile che per insegnare quattro cose alle medie si debba aver fatto una tesi di ricerca aldipartimento di matematica ma di sicuro non è neanche corretto che una tale materia possa essere insegnata da quasi chiunque abbia una laurea.
        • carmol scrive:
          Re: Il paese delle abilitazioni.....
          quando mi sono laureato io inScienze dell'Informazione, su 18 esami totaliho dovuto sostenere analisi 1, analisi 2,geometria, algebra, fisica 1, fisica 2,calcolo delle probabilità e statistica.Solo per l'esame di geometria ci volevain media 1 anno, c'è chi ha abbandonato perquello.I programmi (e spesso anche i professori)erano gli stessi della facoltà di matematica.Mi sembra abbastanza per poter insegnarematematica alle medie e superiori.
          • ma no!!!!! scrive:
            Re: Il paese delle abilitazioni.....
            Dai non raccontiamoci favolette: come non pretendo che un matematico conosca l'elettronica e l'informatica al livello di un ingegnere non ho neanche la presunzione d'andare a raccontare che i nostri esami d'analisi erano allo stesso livello dei loro. Geometria a matematica e a fisica veniva considerato un esame "facile" nonostante il livello fosse su un altro pianeta rispetto al nostro dove, nonostante ciò, c'era gente che ci svernava.Se ci si chiede come mai un biologo o un matematico può insegnare informatica è altrettanto legittimo chiedersi come un informatico possa insegnare matematica ?!!! Altrimenti facciamola poco lunga ed introduciamo dei concorsi di valutazione anzichè titoli e titoletti.
          • carmol scrive:
            Re: Il paese delle abilitazioni.....
            nella mia facoltà gli esami di matematicaerano assolutamente equivalenti,(tra l'altro ho dimenticato di citarecalcolo numerico),i ragazzi a matematica (anche per problemi organizzativi) si laureavanomediamente nella metà (!) del tempo.Nella mia tesi di laurea ho dovuto scriveree dimostrare un teorema a suon di integrali e serienumeriche per arrivare al risultato prefisso.Ma mi rendo conto che erano altri tempi.I concorsi di valutazione già esistono,attualmente col nome di S.I.x.S.I.,la sola laurea di fatto non abilita ad alcuninsegnamento.
          • ma no!!!!! scrive:
            Re: Il paese delle abilitazioni.....
            - Scritto da: carmol
            nella mia facoltà gli esami di matematica
            erano assolutamente equivalenti,
            (tra l'altro ho dimenticato di citare
            calcolo numerico),i ragazzi a matematica (anche
            per problemi organizzativi) si
            laureavano
            mediamente nella metà (!) del tempo.Si certo equivalentissimi!!!!Sulla carta i programmi eran sempre quelli.....poi nel mondo reale per passare a matematica chiedevano a tutti l'integrativo non per caso. ;)
            Nella mia tesi di laurea ho dovuto scrivere
            e dimostrare un teorema a suon di integrali e
            serie
            numeriche per arrivare al risultato prefisso.Come fa ogni laureato in telecomunicazioni ad esempio, ma questo non lo rende e non lo renderà mai un matematico.Lascia stare per la tesi ho lavorato con i dipartimenti di elettronica-matematica applicata e fisica, la differenza d'approccio era abissale. Poi ci si può raccontare quel che si vuole.
            Ma mi rendo conto che erano altri tempi.Quello di cui parli è morto con la separazione dei bienni di matematica tra facoltà di scienze pure e resto delle facoltà, se non ricordo male 1989, ma forse è precedente.
            I concorsi di valutazione già esistono,
            attualmente col nome di S.I.x.S.I.,
            la sola laurea di fatto non abilita ad alcun
            insegnamento.Cos'è il figlio malato della SISS ?!!! :D :D :D :D :D L'ultimo concorso degno di questo nome l'han fatto nel '00, quel che ha partorio Berlinguer fa veramente ridere, giusto un efficace metodo per far cassa immettendo gente in graduatorie che andrebbero abolite.
    • beh scrive:
      Re: Il paese delle abilitazioni.....
      - Scritto da: ma no!!!!!
      Quanto all'informatica non starei a farla tanto
      lunga altrimenti anche un matematico potrebbe
      obiettare che un informatico che insegna
      matematica fa un tantinello orrore ho come la sensazione che presto qualcuno ti proporra' di insegnare informatica
      • ma no!!!!! scrive:
        Re: Il paese delle abilitazioni.....
        - Scritto da: beh
        - Scritto da: ma no!!!!!

        Quanto all'informatica non starei a farla tanto

        lunga altrimenti anche un matematico potrebbe

        obiettare che un informatico che insegna

        matematica fa un tantinello orrore
        ho come la sensazione che presto qualcuno ti
        proporra' di insegnare
        informaticaAvendo dato i miei esami di informatica a suo tempo potrei farlo....son tra gli abilitabili (vecchio ordinamente). Comunque non sono andato a fare ingegneria per poi fare l'insegnate, altre passioni. :)
    • Gugilelmo scrive:
      Re: Il paese delle abilitazioni.....

      Quanto all'informatica non starei a farla tanto
      lunga altrimenti anche un matematico potrebbe
      obiettare che un informatico che insegna
      matematica fa un tantinello orrore
      ;).Sì infatti da buon matematico io sono tra quelli 8)
    • precisino scrive:
      Re: Il paese delle abilitazioni.....
      - Scritto da: ma no!!!!!
      Il problema vero della scuola italiana è che
      viviamo nel Paese delle abilitazioni.... Delle abilitazioni false.Nel senso che i paesi che funzionano meglio (vedi quelli anglosassoni) hanno una miriade di abilitazioni di piccolo e grande impegno, che verificano la sola reale conoscenza necessaria per effettuare il compito per i quali si viene abilitati e nulla più. E quel sistema funziona e bene.Da noi si fanno le abilitazioni generiche e ominicomprensive e finisce che non servono a niente (ma permettono a chi le ha inventate di dire che il nostro paese sta al passo con gli altri, cosa che non è, visto che solo i veri esperti sono in grado di vedere la differenza).
      volete
      una scuola efficiente ? Rimettiamo i concorsi,due
      classi di concorso l'anno che vadano a coprire i
      soli posti necessari, qui c'è gente che entra
      secoli dopo l'immissione in graduatoria.Se c'è più offerta che domanda, come potrebbe essere diversamente? Insegnare è un lavoro ambito.Se poi vogliamo discutere sul fatto che il metodo di attribuzione dei punteggi in graduatoria è indegno di un paese civile, mi trovi d'accordo. Ma ciò non toglie che ci sono più aspiranti insegnanti che posti disponibili, e quindi o si seleziona basandosi sul merito, o si creano le code. Inutile dire che io pendo per il primo caso.
      Ogni 5
      anni poi si riverifica l'idoneità
      all'insegnamento. State tranquilli che tanti
      viziacci poi spariscono.Non mi sembra molto efficace e certamente è poco meritocratico. Con questo metodo basterebbe fare bene l'esame una volta ogni cinque anni e poi sarebbe permesso fare danni il resto del tempo.La qualità degli insegnanti si può misurare in un solo modo: misurando la qualità del prodotto finale, cioè i risultati degli studenti che gli sono affidati. Continuamente, anno per anno, esame per esame.A mio parere, il modo migliore per implementare questo sistema retroazionato sarebbe separare insegnamento e valutazione dei risultati e affidarli a figure professionali diverse, in modo da evitare conflitti d'interesse (insegno male, ma ti promuovo lo stesso in modo da non avere problemi sul mio rendimento, e non discutere coi genitori).E naturalmente questo porterebbe con se anche la suddivisione degli studenti in livelli di merito (capacità+impegno), cioè le classi differenziate, e strumenti di bilanciamento tra le classi (i più bravi approfondiscono di più, ma soprattutto li si abitua a usare parte del loro tempo per aiutare i meno fortunati di loro, in modo da ridurre le differenze e a creare spirito di gruppo invece che solo competizione spinta).Oltre che percorsi di carriera per gli insegnanti (oggi completamente inesistenti), grazie ai quali i migliori insegnanti fanno carriera andando a occuparsi delle classi più disagiate, prendendo più soldi per il loro sforzo ulteriore e bilanciando ancora di più la "sfortuna" iniziale, comunque nata, dei meno dotati.In questo modo tutto il sistema sarebbe capace di migliorare.
  • fox82i scrive:
    Povera Italia...
    Ricordo ancora oggi come 10 anni fa ho portato un pc portatile dell'IBM (un vecchio 486 con lcd a colori,16bit di profondità) .Tutti mi guardavano con aria stupita...Pure l'insegnate, di educazione tecnica, guardava quel pc con aria di curiosità...Sembrava un oggetto fantascientfico, uscito dal più recente film di Star Trek...Pensato che ho iniziato a studiare la materia informatica in 3a superiore (al corso di informatica). Prima niente!!Povera, povera Italia.... Per fortuna c'è ancora gente con buona volontà capace di rimboccarsi le maniche e studiare per conto proprio..
  • fanfulla scrive:
    se aspettiamo le abilitazioni addio
    Se aspettiamo che abbiano le abilitazioni addio, i nostri ragazzi non riceveranno NESSUNA istruzione in quel settore.dev'esserci un tale pasticcio per riuscire anche solo ad avere gli insegnanti con le materie classiche (non ho detto umanistiche) che se qualcuno SA usare il pc e insegna qualcosa ai ragazzi, io sono contento.un tizio che faceva o corsi per la FSE alle aziende era anche insegnante delle medie.non aveva alcuna abilitazione, era solo un insegnante di scienze che si era autoistruito in informatica.era un buon insegnanteattendo volentieri che ci siano abilitazioni aggiuntive per l'ALFABETIZZAZIONE informatica alle medie (già basterebbe, se seria), ma non andrei a perdermi in quisquilie, quando non sanno più nemmeno le materie di base e soprattutto sono di una maleducazione smaccata.
    • carmol scrive:
      Re: se aspettiamo le abilitazioni addio
      macchè, le graduatorie A042 per l'insegnamentodell'informatica sono piene e stracolme,basta che attingano da lì.E' che siamo in uno stato pezzenteche per giunta spreca risorse negli enti localia scapito di servizi quali l'istruzione.
  • Chitto scrive:
    Credo che serva una nuova materia
    oltre ad Informatica... anche Educazione Civica-Informatica.Una materia che in sostanza spieghi come utilizzare l'informatica al meglio, difendersi e riconoscere i possibili problemi a cui si va incontro usando Internet (phishing, virus, ecc), cosa è lecito fare e cosa invece è meglio evitare di fare (vedasi i ragazzini che giocano con youtube e poi finiscono nei guai), quali sono le possibili conseguenze di un uso errato di questa tecnologia, come difendersi dall'abuso dello Stato e come proteggere la propria privacy (sistemi cifrati, ecc).Penso che una materia simile sarebbe molto, ma molto importante affinché i ragazzini possano si utilizzare il computer, ma imparare ad utilizzarlo in modo consapevole distinguendolo da un normale frullatore o dalla TV.Di certo se insegnassi Informatica alle medie o alle superiori questa sarebbe una mia priorità... prima ancora di insegnare ad usare Word.Ma che parlo a fare... tanto nessuno mai attuerà una cosa simile. :(Non fossi omosessuale almeno potrei farlo per mio figlio ed evitare così che finisca nei guai in modo stupido... bah... :
  • yoggysot scrive:
    Anche alle superiori...
    ...ci sono vecchi laureati di Matematica, che di informatica ai loro tempi avevano fatto ben poco (se avevano fatto qualcosa), che vengono chiamati a coprire cattedre di informatica o sistemi, e per anni si limitano ad insegnare dando da studiare da pag X a pag Y del libro e a fare compiti in classe che poi correggera' l'assistente di laboratorio di turno...
    • bustegoal scrive:
      Re: Anche alle superiori...
      Hai ragione Dacho, che alle medie troppo tecnicismo possa essere controproducente; però dovrai ammettere che molte altre lauree "abilitanti" (nella mia lettera parlavo di un amico laureato in biologia che sta insegnando informatica alle medie) danno le stesse poche garanzie pedagogiche di quelle in informatica. Quindi stessi contenuti pedagogici ma nessun contenuto tecnico.Inoltre credo che una materia in costante evoluzione come l'informatica i contenuti non si possano tralasciare neanche per i più giovani.Sapete cosa viene insegnato dalla maggioranza degli insegnanti di informatica alle medie? Word ed Excel... formattazione, tabelline, formule ecc.Sono troppo tecnico se sostengo che prima di questi applicativi(ovviamente Microsoft, altro campo su cui c'è molto da obiettare) almeno i concetti (a livello basilare) di sistema operativo, di file, di hard disk e ram, di rete, di altri supporti di memoria, dovrebbero far parte del bagaglio culturaele di ogni ragazzino nell'anno 2008?Quindi se è condivisibile che alle medie il contenuto pedagogico debba prevalere, quello tecnico non si può affatto trascurare, come si sta facendo.
    • Pippo Pluto scrive:
      Re: Anche alle superiori...
      Esiste l'insegnante tecnico-pratico che non è l'assistente: l'assistente tecnico è colui che gestisce la manutenzione del laboratorio.Alle superiori, dunque, NON esistono "docenti assistenti" come all'università.
  • dusfere scrive:
    dusfere
    E basta chiamarla informatica. Ma lo volete capire o non che nella squola italiota informatica è sinonimo dell'aggregato uordprocessor+slaidesciò+internette?Il più esperto è qualche ingegnere che ti fa usare il foglio di calcolo per fare le divisioni, così non si deve preoccupare di spiegare l'algoritmo della divisione.
    • anonimo scrive:
      Re: dusfere
      - Scritto da: dusfere
      E basta chiamarla informatica. Ma lo volete
      capire o non che nella squola italiota
      informatica è sinonimo dell'aggregato
      uordprocessor+slaidesciò+internette?
      Il più esperto è qualche ingegnere che ti fa
      usare il foglio di calcolo per fare le divisioni,
      così non si deve preoccupare di spiegare
      l'algoritmo della
      divisione.Credo che tu abbia avuto una brutta esperienza scolastica. Va sottolineato che quanto dici non è assolutamente valido in generale e che il curricolo informatico dipende molto anche dalla tipologia di istituto frequentato. Già ad un liceo scientifico quello che dici non è valido nel 90% dei casi (per quel poco che può contare la mia esperienza personale), che sale al 100% nel caso di alcune tipologie di istituti tecnici.
      • TADsince1995 scrive:
        Re: dusfere

        Credo che tu abbia avuto una brutta esperienza
        scolastica. Va sottolineato che quanto dici non è
        assolutamente valido in generale e che il
        curricolo informatico dipende molto anche dalla
        tipologia di istituto frequentato. Già ad un
        liceo scientifico quello che dici non è valido
        nel 90% dei casi (per quel poco che può contare
        la mia esperienza personale), che sale al 100%
        nel caso di alcune tipologie di istituti
        tecnici.Io ho fatto l'ITI e devo riconoscere che, sarò stato fortunato, ma a parte il primo anno del triennio in cui avevo un imbecille che non distingueva il turbo pascal dal masm, gli altri due anni ho avuto un professore molto bravo e pignolo e l'informatica si è fatta bene, molto bene. Mi è servito anche per le materie informatiche che ho dato finora a ingegneria. Certo poi ci sono scuole dove i professori insegnano il Visual Basic...TAD
        • dusfere scrive:
          Re: dusfere
          - Scritto da: TADsince1995

          Credo che tu abbia avuto una brutta esperienza

          scolastica. Va sottolineato che quanto dici non
          è

          assolutamente valido in generale e che il

          curricolo informatico dipende molto anche dalla

          tipologia di istituto frequentato. Già ad un

          liceo scientifico quello che dici non è valido

          nel 90% dei casi (per quel poco che può contare

          la mia esperienza personale), che sale al 100%

          nel caso di alcune tipologie di istituti

          tecnici.

          Io ho fatto l'ITI e devo riconoscere che, sarò
          stato fortunato, ma a parte il primo anno del
          triennio in cui avevo un imbecille che non
          distingueva il turbo pascal dal masm, gli altri
          due anni ho avuto un professore molto bravo e
          pignolo e l'informatica si è fatta bene, molto
          bene. Mi è servito anche per le materie
          informatiche che ho dato finora a ingegneria.
          Certo poi ci sono scuole dove i professori
          insegnano il Visual
          Basic...

          TADMi meraviglio di te TAD, anche tu cadi nell'errore di considerare il tipo di scuola che hai fatto come rappresentativo di tutte le scuole di ogni ordine e grado.Anche tu cadi nell'errore di ritenere che in ogni tipologia scolastica si insegnino sistemi e linguaggi di programmazione
          • TADsince1995 scrive:
            Re: dusfere

            Mi meraviglio di te TAD, anche tu cadi
            nell'errore di considerare il tipo di scuola che
            hai fatto come rappresentativo di tutte le scuole
            di ogni ordine e
            grado.Scusa, ma forse non hai letto la mia precisazione "sarò stato fortunato", che implica appunto che il mio è forse un caso. ;)
            Anche tu cadi nell'errore di ritenere che in ogni
            tipologia scolastica si insegnino sistemi e
            linguaggi di
            programmazioneHo chiaramente specificato all'inizio del post che io ho fatto l'ITI. Nelle scuole non tecniche è ovvio che non ti insegneranno a programmare, anche se io qualcosina l'ho fatta pure alle medie.TAD
          • dusfere scrive:
            Re: dusfere
            - Scritto da: TADsince1995

            Mi meraviglio di te TAD, anche tu cadi

            nell'errore di considerare il tipo di scuola che

            hai fatto come rappresentativo di tutte le
            scuole

            di ogni ordine e

            grado.

            Scusa, ma forse non hai letto la mia precisazione
            "sarò stato fortunato", che implica appunto che
            il mio è forse un caso.
            ;)


            Anche tu cadi nell'errore di ritenere che in
            ogni

            tipologia scolastica si insegnino sistemi e

            linguaggi di

            programmazione

            Ho chiaramente specificato all'inizio del post
            che io ho fatto l'ITI. Nelle scuole non tecniche
            è ovvio che non ti insegneranno a programmare,
            anche se io qualcosina l'ho fatta pure alle
            medie.

            TADscusami, ho frainteso ;)
          • Chitto scrive:
            Re: dusfere
            - Scritto da: dusfere
            Mi meraviglio di te TADAnche io mi meraviglio di lui TAD :Un così bravo ragazzo... peccato solo che fuma... :
      • dusfere scrive:
        Re: dusfere
        - Scritto da: anonimo
        - Scritto da: dusfere

        E basta chiamarla informatica. Ma lo volete

        capire o non che nella squola italiota

        informatica è sinonimo dell'aggregato

        uordprocessor+slaidesciò+internette?

        Il più esperto è qualche ingegnere che ti fa

        usare il foglio di calcolo per fare le
        divisioni,

        così non si deve preoccupare di spiegare

        l'algoritmo della

        divisione.

        Credo che tu abbia avuto una brutta esperienza
        scolastica. e ce l'ho tutt'ora, ma non da studente.
        Va sottolineato che quanto dici non è
        assolutamente valido in generale e che il
        curricolo informatico dipende molto anche dalla
        tipologia di istituto frequentato. Già ad un
        liceo scientifico quello che dici non è valido
        nel 90% dei casi (per quel poco che può contare
        la mia esperienza personale), che sale al 100%
        nel caso di alcune tipologie di istituti
        tecnici.Tolto qualche istituto tecnico e qualche liceo scientifico le mie statistiche sono completamente ribaltate. Forse parliamo di regioni differenti ;)
      • Lollodj scrive:
        Re: dusfere
        Di nuovo: qui si parla di medie, non di ITIS dove esiste un corso di specializazione in informatica o certi licei sperimentali, ma di medie, quindi ha raione Dusfere, si tratta di insegnare Office, Windows e Explorer!!!
        • www.aleksfa lcone.org scrive:
          Re: dusfere
          - Scritto da: Lollodj
          Di nuovo: qui si parla di medie, non di ITIS dove
          esiste un corso di specializazione in informatica
          o certi licei sperimentali, ma di medie, quindi
          ha raione Dusfere, si tratta di insegnare Office,
          Windows e Explorer!!!Di nuovo: informatica NON E' Windows Office e Explorer. Studia!
    • john doe scrive:
      Re: dusfere
      - Scritto da: dusfere
      E basta chiamarla informatica. Ma lo volete
      capire o non che nella squola italiota
      informatica è sinonimo dell'aggregato
      uordprocessor+slaidesciò+internette?
      Il più esperto è qualche ingegnere che ti fa
      usare il foglio di calcolo per fare le divisioni,
      così non si deve preoccupare di spiegare
      l'algoritmo della
      divisione.E basta scrivere fesserie qui piuttosto!non è affatto così. non ti fanno studiare office.già 20 anni fa alle superiori si usavano i vari compilatori per fare cose decenti.certo, molto dipende dallo studente e dal professore, ma questo vale per qualunque materia ed è così da sempre.
      • dusfere scrive:
        Re: dusfere
        - Scritto da: john doe
        - Scritto da: dusfere

        E basta chiamarla informatica. Ma lo volete

        capire o non che nella squola italiota

        informatica è sinonimo dell'aggregato

        uordprocessor+slaidesciò+internette?

        Il più esperto è qualche ingegnere che ti fa

        usare il foglio di calcolo per fare le
        divisioni,

        così non si deve preoccupare di spiegare

        l'algoritmo della

        divisione.

        E basta scrivere fesserie qui piuttosto!
        non è affatto così. non ti fanno studiare office.
        già 20 anni fa alle superiori si usavano i vari
        compilatori per fare cose
        decenti.
        certo, molto dipende dallo studente e dal
        professore, ma questo vale per qualunque materia
        ed è così da
        sempre.Al solito. Si continua a confondere una scuola ad indirizzo informatico con il contesto generale della scuola. Elencami i licei, gli istituti magistrali, i professionali alberghieri e le scuole elementari dove 20 anni fa usavano i vari compilatori per fare cose decenti.Anzi no, postami la percentuale di scuole che 20 anni fa disponevano di computerMah...
        • Chitto scrive:
          Re: dusfere
          - Scritto da: dusfere
          - Scritto da: john doe

          - Scritto da: dusfere


          E basta chiamarla informatica. Ma lo volete


          capire o non che nella squola italiota


          informatica è sinonimo dell'aggregato


          uordprocessor+slaidesciò+internette?


          Il più esperto è qualche ingegnere che ti fa


          usare il foglio di calcolo per fare le

          divisioni,


          così non si deve preoccupare di spiegare


          l'algoritmo della


          divisione.



          E basta scrivere fesserie qui piuttosto!

          non è affatto così. non ti fanno studiare
          office.

          già 20 anni fa alle superiori si usavano i vari

          compilatori per fare cose

          decenti.

          certo, molto dipende dallo studente e dal

          professore, ma questo vale per qualunque materia

          ed è così da

          sempre.

          Al solito. Si continua a confondere una scuola ad
          indirizzo informatico con il contesto generale
          della scuola. Elencami i licei, gli istituti
          magistrali, i professionali alberghieri e le
          scuole elementari dove 20 anni fa usavano i vari
          compilatori per fare cose
          decenti.

          Anzi no, postami la percentuale di scuole che 20
          anni fa disponevano di
          computer

          Mah...Alla mia scuola media (Salesiani, ti parlo di circa 17-18 anni fa [BESTIA SE SON VECCHIO :'( ]) il mio prof di matematica e scienze usava il PC (erano un misto di 286 e 8086) con un primitivo programma di animazione per farci capire visivamente per esempio il moto dei pianeti e cose simili.Oltre a questo ci insegnava Logo e Basic (approfondendo poi con i ragazzi cui interessava GRATUITAMENTE).Tutte le animazioni le faceva lui (era bravo a disegnare) e ricordo che durante le ricreazioni, mentre tutti gli altri erano a giocare fuori, passava il tempo in laboratorio di informatica assieme a me dove preparava le lezioni e mi insegnava a programmare (ero io stesso ad andare in lab).Gli sono molto grato per tutto il tempo che ha speso con me, anche se era un CDP dell'ostia che in confronto un ciellino era un eretico. Aveva un modo di fare con noi ragazzini che era unico (non ho più incontrato professori del genere), serio e severo... ma anche simpatico e pronto a scherzare con noi per rendere più attraenti le lezioni.Era davvero un bravo professore e posso dire che ha usato tutti gli strumenti a sua disposizione per noi suoi alunni.Anni dopo l'ho aiutato ad insegnare ai bambini delle elementari il Logo.Bé, a dire il vero c'è stato un prof. simile anche dopo... alle superiori... insegnava Fisica (la scienza).
          • dusfere scrive:
            Re: dusfere
            - Scritto da: Chitto
            - Scritto da: dusfere

            - Scritto da: john doe


            - Scritto da: dusfere



            E basta chiamarla informatica. Ma lo volete



            capire o non che nella squola italiota



            informatica è sinonimo dell'aggregato



            uordprocessor+slaidesciò+internette?



            Il più esperto è qualche ingegnere che ti fa



            usare il foglio di calcolo per fare le


            divisioni,



            così non si deve preoccupare di spiegare



            l'algoritmo della



            divisione.





            E basta scrivere fesserie qui piuttosto!


            non è affatto così. non ti fanno studiare

            office.


            già 20 anni fa alle superiori si usavano i
            vari


            compilatori per fare cose


            decenti.


            certo, molto dipende dallo studente e dal


            professore, ma questo vale per qualunque
            materia


            ed è così da


            sempre.



            Al solito. Si continua a confondere una scuola
            ad

            indirizzo informatico con il contesto generale

            della scuola. Elencami i licei, gli istituti

            magistrali, i professionali alberghieri e le

            scuole elementari dove 20 anni fa usavano i vari

            compilatori per fare cose

            decenti.



            Anzi no, postami la percentuale di scuole che 20

            anni fa disponevano di

            computer



            Mah...

            Alla mia scuola media (Salesiani, ti parlo di
            circa 17-18 anni fa [BESTIA SE SON VECCHIO :'(
            ]) il mio prof di matematica e scienze usava il
            PC (erano un misto di 286 e 8086) con un
            primitivo programma di animazione per farci
            capire visivamente per esempio il moto dei
            pianeti e cose
            simili.
            Oltre a questo ci insegnava Logo e Basic
            (approfondendo poi con i ragazzi cui interessava
            GRATUITAMENTE).

            Tutte le animazioni le faceva lui (era bravo a
            disegnare) e ricordo che durante le ricreazioni,
            mentre tutti gli altri erano a giocare fuori,
            passava il tempo in laboratorio di informatica
            assieme a me dove preparava le lezioni e mi
            insegnava a programmare (ero io stesso ad andare
            in
            lab).

            Gli sono molto grato per tutto il tempo che ha
            speso con me, anche se era un CDP dell'ostia che
            in confronto un ciellino era un eretico. Aveva un
            modo di fare con noi ragazzini che era unico (non
            ho più incontrato professori del genere), serio e
            severo... ma anche simpatico e pronto a scherzare
            con noi per rendere più attraenti le
            lezioni.

            Era davvero un bravo professore e posso dire che
            ha usato tutti gli strumenti a sua disposizione
            per noi suoi
            alunni.

            Anni dopo l'ho aiutato ad insegnare ai bambini
            delle elementari il
            Logo.



            Bé, a dire il vero c'è stato un prof. simile
            anche dopo... alle superiori... insegnava Fisica
            (la
            scienza).Bene, quanti insegnanti hai avuto? altri facevano questo? Puoi farmi una percentuale anche sommaria?Ma è così difficile capire che un caso non fa una legge naturale?
          • Chitto scrive:
            Re: dusfere
            - Scritto da: dusfere
            Bene, quanti insegnanti hai avuto? altri facevano
            questo? Puoi farmi una percentuale anche
            sommaria?

            Ma è così difficile capire che un caso non fa una
            legge
            naturale?Il fatto è che se i professori sono competenti e soprattutto gli piace insegnare allora si danno da fare, si informano, ecc. Bisogna AMARE i propri alunni/discepoli per poter trasmettere qualcosa, altrimenti si tratterà solo di nozioni senza né capo né coda, cancellate il giorno dopo essere state apprese.Se un ragazzino vede che a te di lui interessa allora anche lui si interesserà a te e a ciò che vuoi comunicargli.Purtroppo però spesso capita che chi va ad insegnare lo fa solo per avere lo stipendio a fine mese... il che non è sbagliato, ma in un'istituzione come la scuola non può fare altro che far danno... perché se lo scopo della scuola è INSEGNARE allora è di interesse della scuola "arruolare" personale che lo faccia non solo in modo competente ma anche con passione. Nella scuola NON basta essere competenti, bisogna anche sentire l'impulso di VOLER insegnare.Non capisco poi cosa vorresti dimostrare. Ti ho portato un esempio che riguarda l'insegnamento dell'informatica alle mie medie, che non erano certo ad indirizzo informatico (essendo medie). Anzi, alle mie superiori (istituto tecnico con specializzazione elettronica) al biennio avevamo una professoressa di matematica che non solo non sapeva insegnare NULLA, ma era pure str*nza, e seppur lei avesse dovuto insegnare Informatica 1 ora a settimana con lei i computer li abbiamo visti UNA SOLA VOLTA in 2 anni. Poi grazie al cielo al triennio ci siamo sbarazzati di lei. Come vedi quindi dipende UNICAMENTE dal professore, e NON dalla specializzazione.
          • dusfere scrive:
            Re: dusfere
            - Scritto da: Chitto
            - Scritto da: dusfere

            Bene, quanti insegnanti hai avuto? altri
            facevano

            questo? Puoi farmi una percentuale anche

            sommaria?



            Ma è così difficile capire che un caso non fa
            una

            legge

            naturale?

            Il fatto è che se i professori sono competenti e
            soprattutto gli piace insegnare allora si danno
            da fare, si informano, ecc. Bisogna AMARE i
            propri alunni/discepoli per poter trasmettere
            qualcosa, altrimenti si tratterà solo di nozioni
            senza né capo né coda, cancellate il giorno dopo
            essere state
            apprese.

            Se un ragazzino vede che a te di lui interessa
            allora anche lui si interesserà a te e a ciò che
            vuoi
            comunicargli.
            Purtroppo però spesso capita che chi va ad
            insegnare lo fa solo per avere lo stipendio a
            fine mese... il che non è sbagliato, ma in
            un'istituzione come la scuola non può fare altro
            che far danno... perché se lo scopo della scuola
            è INSEGNARE allora è di interesse della scuola
            "arruolare" personale che lo faccia non solo in
            modo competente ma anche con passione. Nella
            scuola NON basta essere competenti, bisogna anche
            sentire l'impulso di VOLER
            insegnare.

            Non capisco poi cosa vorresti dimostrare. Ti ho
            portato un esempio che riguarda l'insegnamento
            dell'informatica alle mie medie, che non erano
            certo ad indirizzo informatico (essendo medie).
            Anzi, alle mie superiori (istituto tecnico con
            specializzazione elettronica) al biennio avevamo
            una professoressa di matematica che non solo non
            sapeva insegnare NULLA, ma era pure str*nza, e
            seppur lei avesse dovuto insegnare Informatica 1
            ora a settimana con lei i computer li abbiamo
            visti UNA SOLA VOLTA in 2 anni. Poi grazie al
            cielo al triennio ci siamo sbarazzati di lei.
            Come vedi quindi dipende UNICAMENTE dal
            professore, e NON dalla
            specializzazione.D'accordo, ma la tua è un'esperienza. Ti sentiresti di generalizzarla in un contesto di ordinarietà?
          • Chitto scrive:
            Re: dusfere
            - Scritto da: dusfere
            - Scritto da: Chitto

            - Scritto da: dusfere


            Bene, quanti insegnanti hai avuto? altri

            facevano


            questo? Puoi farmi una percentuale anche


            sommaria?





            Ma è così difficile capire che un caso non fa

            una


            legge


            naturale?



            Il fatto è che se i professori sono competenti e

            soprattutto gli piace insegnare allora si danno

            da fare, si informano, ecc. Bisogna AMARE i

            propri alunni/discepoli per poter trasmettere

            qualcosa, altrimenti si tratterà solo di nozioni

            senza né capo né coda, cancellate il giorno dopo

            essere state

            apprese.



            Se un ragazzino vede che a te di lui interessa

            allora anche lui si interesserà a te e a ciò che

            vuoi

            comunicargli.

            Purtroppo però spesso capita che chi va ad

            insegnare lo fa solo per avere lo stipendio a

            fine mese... il che non è sbagliato, ma in

            un'istituzione come la scuola non può fare altro

            che far danno... perché se lo scopo della scuola

            è INSEGNARE allora è di interesse della scuola

            "arruolare" personale che lo faccia non solo in

            modo competente ma anche con passione. Nella

            scuola NON basta essere competenti, bisogna
            anche

            sentire l'impulso di VOLER

            insegnare.



            Non capisco poi cosa vorresti dimostrare. Ti ho

            portato un esempio che riguarda l'insegnamento

            dell'informatica alle mie medie, che non erano

            certo ad indirizzo informatico (essendo medie).

            Anzi, alle mie superiori (istituto tecnico con

            specializzazione elettronica) al biennio avevamo

            una professoressa di matematica che non solo non

            sapeva insegnare NULLA, ma era pure str*nza, e

            seppur lei avesse dovuto insegnare Informatica 1

            ora a settimana con lei i computer li abbiamo

            visti UNA SOLA VOLTA in 2 anni. Poi grazie al

            cielo al triennio ci siamo sbarazzati di lei.

            Come vedi quindi dipende UNICAMENTE dal

            professore, e NON dalla

            specializzazione.

            D'accordo, ma la tua è un'esperienza. Ti
            sentiresti di generalizzarla in un contesto di
            ordinarietà?Quanto ho detto in questo post? Cioè che per insegnare c'è bisogno sia di competenza che di predisposizione all'insegnamento? Penso di si.
          • dusfere scrive:
            Re: dusfere
            - Scritto da: Chitto
            - Scritto da: dusfere

            - Scritto da: Chitto


            - Scritto da: dusfere



            Bene, quanti insegnanti hai avuto? altri


            facevano



            questo? Puoi farmi una percentuale anche



            sommaria?







            Ma è così difficile capire che un caso non
            fa


            una



            legge



            naturale?





            Il fatto è che se i professori sono
            competenti
            e


            soprattutto gli piace insegnare allora si
            danno


            da fare, si informano, ecc. Bisogna AMARE i


            propri alunni/discepoli per poter trasmettere


            qualcosa, altrimenti si tratterà solo di
            nozioni


            senza né capo né coda, cancellate il giorno
            dopo


            essere state


            apprese.





            Se un ragazzino vede che a te di lui interessa


            allora anche lui si interesserà a te e a ciò
            che


            vuoi


            comunicargli.


            Purtroppo però spesso capita che chi va ad


            insegnare lo fa solo per avere lo stipendio a


            fine mese... il che non è sbagliato, ma in


            un'istituzione come la scuola non può fare
            altro


            che far danno... perché se lo scopo della
            scuola


            è INSEGNARE allora è di interesse della scuola


            "arruolare" personale che lo faccia non solo
            in


            modo competente ma anche con passione. Nella


            scuola NON basta essere competenti, bisogna

            anche


            sentire l'impulso di VOLER


            insegnare.





            Non capisco poi cosa vorresti dimostrare. Ti
            ho


            portato un esempio che riguarda l'insegnamento


            dell'informatica alle mie medie, che non erano


            certo ad indirizzo informatico (essendo
            medie).


            Anzi, alle mie superiori (istituto tecnico con


            specializzazione elettronica) al biennio
            avevamo


            una professoressa di matematica che non solo
            non


            sapeva insegnare NULLA, ma era pure str*nza, e


            seppur lei avesse dovuto insegnare
            Informatica
            1


            ora a settimana con lei i computer li abbiamo


            visti UNA SOLA VOLTA in 2 anni. Poi grazie al


            cielo al triennio ci siamo sbarazzati di lei.


            Come vedi quindi dipende UNICAMENTE dal


            professore, e NON dalla


            specializzazione.



            D'accordo, ma la tua è un'esperienza. Ti

            sentiresti di generalizzarla in un contesto di

            ordinarietà?

            Quanto ho detto in questo post? Cioè che per
            insegnare c'è bisogno sia di competenza che di
            predisposizione all'insegnamento? Penso di
            si.No, mi riferivo all'impegno di un insegnante che usasse il computer in modo creativo per migliorare la sua metodologia. Io ne conosco ma non li considero ordinari.
          • Chitto scrive:
            Re: dusfere
            - Scritto da: dusfere
            - Scritto da: Chitto

            - Scritto da: dusfere


            - Scritto da: Chitto



            - Scritto da: dusfere




            Bene, quanti insegnanti hai avuto? altri



            facevano




            questo? Puoi farmi una percentuale anche




            sommaria?









            Ma è così difficile capire che un caso non

            fa



            una




            legge




            naturale?







            Il fatto è che se i professori sono

            competenti

            e



            soprattutto gli piace insegnare allora si

            danno



            da fare, si informano, ecc. Bisogna AMARE i



            propri alunni/discepoli per poter
            trasmettere



            qualcosa, altrimenti si tratterà solo di

            nozioni



            senza né capo né coda, cancellate il giorno

            dopo



            essere state



            apprese.







            Se un ragazzino vede che a te di lui
            interessa



            allora anche lui si interesserà a te e a ciò

            che



            vuoi



            comunicargli.



            Purtroppo però spesso capita che chi va ad



            insegnare lo fa solo per avere lo stipendio
            a



            fine mese... il che non è sbagliato, ma in



            un'istituzione come la scuola non può fare

            altro



            che far danno... perché se lo scopo della

            scuola



            è INSEGNARE allora è di interesse della
            scuola



            "arruolare" personale che lo faccia non solo

            in



            modo competente ma anche con passione. Nella



            scuola NON basta essere competenti, bisogna


            anche



            sentire l'impulso di VOLER



            insegnare.







            Non capisco poi cosa vorresti dimostrare. Ti

            ho



            portato un esempio che riguarda
            l'insegnamento



            dell'informatica alle mie medie, che non
            erano



            certo ad indirizzo informatico (essendo

            medie).



            Anzi, alle mie superiori (istituto tecnico
            con



            specializzazione elettronica) al biennio

            avevamo



            una professoressa di matematica che non solo

            non



            sapeva insegnare NULLA, ma era pure
            str*nza,
            e



            seppur lei avesse dovuto insegnare

            Informatica

            1



            ora a settimana con lei i computer li
            abbiamo



            visti UNA SOLA VOLTA in 2 anni. Poi grazie
            al



            cielo al triennio ci siamo sbarazzati di
            lei.



            Come vedi quindi dipende UNICAMENTE dal



            professore, e NON dalla



            specializzazione.





            D'accordo, ma la tua è un'esperienza. Ti


            sentiresti di generalizzarla in un contesto di


            ordinarietà?



            Quanto ho detto in questo post? Cioè che per

            insegnare c'è bisogno sia di competenza che di

            predisposizione all'insegnamento? Penso di

            si.

            No, mi riferivo all'impegno di un insegnante che
            usasse il computer in modo creativo per
            migliorare la sua metodologia. Io ne conosco ma
            non li considero
            ordinari.Certamente non sono la "normalità".
          • dusfere scrive:
            Re: dusfere
            - Scritto da: Chitto

            Certamente non sono la "normalità".Era lì che volevo arrivare. Nella scuola ci sono insegnanti bravi o per lo meno volenterosi e innovativi, ma sono dei plusvarianti. La maggior parte degli insegnanti che conosco si limitano ad usare il PC per navigare sul Web per scrivere le loro relazioni e al più per mostrare qualche CD ipermediale, di solito non autoprodotto.
          • staza scrive:
            Re: dusfere
            quoto entrambi, sia dusfre che chitto, in particolare chitto quando dice che deve stare nell'insegnante la volontà di imparare e divulgare...
    • pinco pallino qualunque scrive:
      Re: dusfere
      - Scritto da: dusfere[CUT]
      usare il foglio di calcolo per fare le divisioni,
      così non si deve preoccupare di spiegare
      l'algoritmo della
      divisione.Anche perché quell'algoritmo è roba da terza elementare.
      • dusfere scrive:
        Re: dusfere
        - Scritto da: pinco pallino qualunque
        - Scritto da: dusfere
        [CUT]

        usare il foglio di calcolo per fare le
        divisioni,

        così non si deve preoccupare di spiegare

        l'algoritmo della

        divisione.

        Anche perché quell'algoritmo è roba da terza
        elementare.Secondo te quanti studenti italiani riescono a fare una corretta divisione senza disporre di una calcolatrice?
    • Might scrive:
      Re: dusfere
      Avete mai fatto caso che quando escono le materie per l'esame di maturità, i media riferiscono puntualmente cosa si dovrà portare nei licei scientifici e classici, a ragioneria, alle magistrali, all'artistico.... e degli istituti tecnici non si parla mai? La tecnologia in Italia è considerata trascurabile, spesso addirittura un ingombro.E' così già a scuola, e poi anche nel mondo del lavoro. Punto.
  • Nome e cognome scrive:
    Se è per questo...
    ...ci sono anche un sacco di laureati che non ne sanno mezza.
    • droppy scrive:
      Re: Se è per questo...
      e a Napoli hanno assunta un centinaio di autisti di autobus ... che sono senza patente.
    • anonimo scrive:
      Re: Se è per questo...
      - Scritto da: Nome e cognome
      ...ci sono anche un sacco di laureati che non ne
      sanno
      mezza.Dovrebbero assumerli per concorso e premiare il merito. Relativamente alla necessità di un titolo di studio adeguato per insegnare informatica, spero non ci sia nulla da contestare.
      • TADsince1995 scrive:
        Re: Se è per questo...

        Dovrebbero assumerli per concorso e premiare il
        merito. Relativamente alla necessità di un titolo
        di studio adeguato per insegnare informatica,
        spero non ci sia nulla da
        contestare.Assolutamente. Le cattedre vanno date a chi ha il giusto titolo o, in alternativa, una enorme e documentabile esperienza professionale. Se ci sono poi entrambe ancora meglio.TAD
        • john doe scrive:
          Re: Se è per questo...
          - Scritto da: TADsince1995

          Dovrebbero assumerli per concorso e premiare il

          merito. Relativamente alla necessità di un
          titolo

          di studio adeguato per insegnare informatica,

          spero non ci sia nulla da

          contestare.

          Assolutamente. Le cattedre vanno date a chi ha il
          giusto titolo o, in alternativa, una enorme e
          documentabile esperienza professionale. Se
          ci sono poi entrambe ancora
          meglio.

          TADSì, va' a farlo entrare nella testa dei "praticoni" che disprezzano i laureati ...Va' a far notare che, per quanto uno possa conoscere medicina, diritto, economia, non può né insegnare né praticare la professione se non ha il relativo titolo.
          • TADsince1995 scrive:
            Re: Se è per questo...

            Sì, va' a farlo entrare nella testa dei
            "praticoni" che disprezzano i laureati
            ...Guarda, io da non laureato e studente lavoratore (e chi è studente lavoratore sa bene quali sacrifici comporti questa situazione) sono il primo a dire che, seppur spesso non indispensabile nei lavori che si fanno generalmente in Italia, la laurea è un valore aggiunto innegabile e sempre utile.
            Va' a far notare che, per quanto uno possa
            conoscere medicina, diritto, economia, non può né
            insegnare né praticare la professione se non ha
            il relativo
            titolo.Nulla vieta che si possa essere bravi (e pagati) professionisti anche senza, ma INSEGNARE è una responsabilità molto grossa...TAD
          • www.aleksfa lcone.org scrive:
            Re: Se è per questo...
            - Scritto da: TADsince1995
            Guarda, io da non laureato e studente lavoratore
            (e chi è studente lavoratore sa bene quali
            sacrifici comporti questa situazione) sono il
            primo a dire che, seppur spesso non
            indispensabile nei lavori che si fanno
            generalmente in Italia, la laurea è un valore
            aggiunto innegabile e sempre utile.Eccomi!Ho esperienza pluriennale come programmatore e come sistemista (mio attuale incarico). Per lavoro ho dovuto interrompere gli studi (archeologia). Solo da pochi mesi mi sono reiscritto all'università (bioinformatica), poiché si tratta di un obbiettivo per me importante a prescindere dal lavoro.Non per questo posso smentire l'esistenza di laureati in informatica inetti. Due anni fa un conoscente mi ha telefonato due giorni dopo la discussione della tesi per domandarmi come riconoscere la scheda audio del suo PC.
            Nulla vieta che si possa essere bravi (e pagati)
            professionisti anche senza, ma INSEGNARE è una
            responsabilità molto grossa...Ed un mestiere non facile. E sottopagato. I miei genitori erano entrambi insegnanti di scuola media.
        • yoggysot scrive:
          Re: Se è per questo...
          - Scritto da: TADsince1995
          Assolutamente. Le cattedre vanno date a chi ha il
          giusto titolo o, in alternativa, una enorme e
          documentabile esperienza professionale. Se
          ci sono poi entrambe ancora
          meglio.
          Il problema e' che chi ha "una enorme e documentabile esperienza professionale" in campo tecnico difficilmente va ad insegnare, perche' guadagnerebbe molto meno di quanto potrebbe lavorando nel campo... e se avesse avuto la vocazione all'insegnamento, probabilmente nona vrebbe avuto ne' il tempo ne' le occasioni per farsi l'enorme esperienza nel campo.A questo punto rimane solo chi ha il titolo di studio, che spesso non corrisponde alle aspettative (magari uno ha si' il titolo di studio, ma preso anni prima su argomenti molto diversi, cosa frequentissima in informatica) e che nulla dice della reale capacita' di insegnare (magari uno conosce benissimo la materia, si tiene aggiornatissimo, ma non e' in grado di comunicare questa conoscenza).
        • staza scrive:
          Re: Se è per questo...
          titoloesperienza documentabilegiusto quel che dici... ma già una metà d'italia è piena di persone dell'altra metà d'italia che ha:4 lauree50 anni di esperienza (documentata)altri certificati varivari certificati medici e non per avere prioritàe poi, te li ritrovi sui posti di lavoro e non sanno nemmeno per cosa sono stati assunti...e nello specifico delle scuole, ti ritrovi insegnanti di tedesco che pronunciano "IK binne" inveche di "Ich bin"...e sono tanti...per non parlare, della parte informatica.... tutti esperti e poi non sanno neanche accendere un computer!riguardo al discorso delle abilitazioni, concordo, da qualche anno è cambiata la materia "tecnica" in "informatica", di conseguenza l'insegnante di tecnica si ritrova ad insegnare informatica... ma in questo caso non è colpa dell'insegnante che non sa, è colpa di questo cambio di materia, obbligando un insegnante a fare una cosa non sua...poi, se vogliamo dirla tutta, io sono del parere che chi ha scelto la professione di professore lo abbia fatto con lo scopo di divulgare la conoscenza, e che in primis sia lui a mettersi sui libri a studiare cose nuove, ripassare cose vecchie e smenarsi... così poi da essere in grado di insegnare cose (vere e decenti) ai suoi alunni...ma girando nelle scuole (medie, elem, superiori..) si ritrovano il 90% degli insegnanti che non han voglia (e capacità) di fare nulla... solo di andare in piazza a protestare perchè prendono pochi soldi di stipendio (ma siamo matti?! pochi?!? per 16 ore a sett se sono tante? [40 se includiamo studio personale, consigli di classe, correzione temi]), e poi starsene in "ferie" durante tutte le vacanze (estive, invernali, pasquali...)N.B.: le ferie, non sono vere ferie, ma "a disposizione", ma la scuola, in agosto (per dire) non chiamerà mai un insegnante... ed anche se lo facesse perchè ne ha necessità (esempio istituire dei corsi estivi di recupero per gli studenti), questi diventano irreperibili!
          • www.aleksfa lcone.org scrive:
            Re: Se è per questo...
            - Scritto da: staza
            giusto quel che dici... ma già una metà d'italia
            è piena di persone dell'altra metà d'italia Cioè?
            prendono pochi soldi di stipendio (ma siamo
            matti?! pochi?!? per 16 ore a sett se sono tante?
            [40 se includiamo studio personale, consigli di
            classe, correzione temi]), e poi starsene in
            "ferie" durante tutte le vacanze (estive, invernali,
            pasquali...)Non sai nulla del mestiere dell'insegnante. Oppure ti piace raccogliere luoghi comuni e leggende metropolitane. Evita di esprimere convinzioni su cose che non conosci.
        • Pippo Pluto scrive:
          Re: Se è per questo...
          Nella scuola di successo finlandese per fare l'istruttore di informatica conta quello che sai fare non il pezzo di carta che possiedi: ti fanno un colloquio, ti chiedono di fare una lezione...se sei ok ti fanno il contratto per un anno, due, tre ecc.In italia stiamo ancora a farci le **ghe mentali con i pezzi di carta...senza parlare dei tanti laureati di cui non si dove, come e quando si siano laureati.Ed ecco perché siamo inguaiati...
    • john doe scrive:
      Re: Se è per questo...
      - Scritto da: Nome e cognome
      ...ci sono anche un sacco di laureati che non ne
      sanno
      mezza.invidia?chi sei tu per dire che non ne sanno mezza?
      • Super Bastard scrive:
        Re: Se è per questo...
        - Scritto da: john doe
        - Scritto da: Nome e cognome

        ...ci sono anche un sacco di laureati che non ne

        sanno

        mezza.

        invidia?

        chi sei tu per dire che non ne sanno mezza?Probabilmente un pescivendolo incazzato per non aver potuto conseguire un titolo di studio, e che quindi disprezza tutti coloro che possono vantarne uno. :D
      • Chitto scrive:
        Re: Se è per questo...
        - Scritto da: john doe
        - Scritto da: Nome e cognome

        ...ci sono anche un sacco di laureati che non ne

        sanno

        mezza.

        invidia?

        chi sei tu per dire che non ne sanno mezza?Mah dipende da "in che ramo"... per esempio, conosco gente laureata in informatica che di informatica non sa un tubo, ma sono dei veri maestri nel gioco di carte e nei giochi di prestigio (tipo... confondere così bene il professore da non ricordarsi più la domanda posta...). :)
      • staza scrive:
        Re: Se è per questo...
        io non sono nessuno per dirlo.... come tanti altri qui dentro...ma io, come tanti altri, diciamo quel che vediamo (o subiamo sulla nostra pelle essendo anche noi, un tempo :), stati studenti)
      • TheB scrive:
        Re: Se è per questo...
        Mai avuto un laureato/laureando sotto tesi che ti e' venuto a chiedere il codice ASCII del tasto SHIFT ? A me (non-laureato, attualmente IT di una ditta) e' successo quando ero sistemista all'Uni di Mi.
      • battagliacom scrive:
        Re: Se è per questo...
        mi sa che in giro ci sono moltissimi raccomandati che vengono assunti da altre aziende solo perchè sono parenti di quello o quest'altro e non per le loro vere competenza nell'ambito in cui lavorano.Naturalmente al contrario esistono moltissime persone laureate che sono dei veri esperti in ambito informatico che ogni volta che parlano dell'argomento gli altri laureati (nella stessa materia)non sanno cosa rispondere...
    • Lollodj scrive:
      Re: Se è per questo...
      Scusate, tornate sulla terra: la laurea valore aggiunto importante, responsabilità dell'insegnamento... a parte che la laurea non offre corsi di responsabilità e il mondo è pieno di laureati ignoranti e incapaci; ma qui si parla di insegnare alle medie, praticamente insegnare l'abc di Windows e Office, mica programmazione ad oggetti!
      • www.aleksfa lcone.org scrive:
        Re: Se è per questo...
        - Scritto da: Lollodj
        qui si parla
        di insegnare alle medie, praticamente insegnare
        l'abc di Windows e Office, mica programmazione ad
        oggetti!Torna alla realtà!L'informatica non è Windows e Office come la televisione non è Bruno Vespa e Pippo Baudo.
Chiudi i commenti