Gli hacker russi arruolano i social di Britney Spears

Un noto gruppo di cyber-criminali russi viene ancora una volta accusato di aver perpetrato una campagna malevola altamente sofisticata. Una minaccia focalizzata, che usa il profilo social della cantante per tenere i fili dell'operazione

Roma – Gli esperti di sicurezza di ESET tornano a puntare i riflettori su Turla, una gang di hacker russi che nel corso degli anni è già stata accusata di aver condotto campagne di spionaggio estremamente complesse, sofisticate e pericolose per gli individui o le organizzazioni presi di mira. L’ultimo “lavoro” della gang, dicono da ESET , si fa beffe delle velleità esibizioniste della nota soubrette statunitense come metodo per restare (quasi) invisibile ai radar.

Dopo aver trovato il modo di compromettere le comunicazioni satellitari a scopo malevolo, gli hacker di Turla hanno spostato la loro attenzione sul profilo Instagram di Britney Spears : l’account della cantante è servito involontariamente da mezzo tramite il quale il malware dei criminali ha potuto contattare il centro di comando&controllo ed eseguire le istruzioni impartite dai loro creatori.

Il codice malevolo è stato distribuito sotto forma di componente aggiuntivo per Firefox , ironicamente camuffato da funzionalità di sicurezza ma segretamente progettato per consultare la sezione commenti del succitato account Instagram alla ricerca di messaggi codificati.


A prima vista i messaggi appaiono innocui, ma secondo gli esperti è possibile sfruttare espressioni regolari e calcolo delle firme crittografiche (hashing) per estrapolare gli URL necessari al funzionamento della botnet. Uno di questi URL ( static.travelclothes.org/dolR_1ert.php ) è stato visitato 17 volte lo scorso febbraio, dicono ancora da ESET, segno della possibile natura incompleta del codice malevolo o forse di una campagna di hacking ATP (Advancend Persistent Threat) mirata contro uno o più obiettivi di alto profilo.

La backdoor nascosta all’interno dell’estensione farlocca di Firefox è in grado di scaricare e lanciare file eseguibili, leggere il contenuto delle cartelle locali e altro ancora, anche se il codice malevolo dovrà presto fare i conti con la natura cangiante del browser del Panda Rosso: Mozilla prevede di abbandonare il vecchio modello di estensioni entro la fine dell’anno, e a quel punto il tool criminale di Turla dovrà smettere di funzionare oppure evolversi assieme a Firefox.

Alfonso Maruccia

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  • Afish scrive:
    Professionalità della sicurezza
    Già, saremo nelle mani di Cisco, della gang Google e Facebook, di Juniper, di Amaya e di altri accoliti assortiti.C'è davvero da stare tranquilli...
    • xte scrive:
      Re: Professionalità della sicurezza
      Quando qualcosa non va la prima cosa è domandarsi come si può fare altrimenti. In un lontano futuro potremo avere hw opensource "stampabile" in casa, ma oggi quel futuro è uno scenario ipotetico e piuttosto fantascientifico. Quindi c'è da domandarsi che fare per arrivare a quel futuro possibile.Per me la soluzione si chiama openhw, imposto per legge; ricerche alfine di poter controllare che il ferro fisico risponda alle specifiche di progetto pubbliche, codice FOSS. Anche questo oggi è utopia, ma solo "politicamente" parlando, tecnicamente è possibile con tutti i problemi del caso ma con tecnologie che già abbiamo. Manca la spinta degli interessati. E tempo mancherà giacché oramai han più potere pochi soggetti privati che stati "sovrani"...
      • azz scrive:
        Re: Professionalità della sicurezza
        - Scritto da: xte
        Per me la soluzione si chiama openhw, imposto per
        legge; Questo si chiama fascismo/despotismo o come meglio preferisci.Le mie idee e i miei pensieri sono miei, e sono io che decido se condividerli con la comunità.Se poi tu hai le mie stesse idee e pensieri sei liberissimo di condividerli.
        • xte scrive:
          Re: Professionalità della sicurezza
          Quando i prodotti delle tue "idee" (router, switch, telefoni, computers, ...) sono usati da milioni di persone e trattano i LORO dati sensibili questi prodotti non sono tuoi. Tu li hai venduti quali oggetti fisici e per questo sei stato pagato il loro design deve essere pubblico e verificabile perché tutti i tuoi utenti siano liberi di sapere che te non li spii.La libertà personale finisce dove comincia quella del vicino.
          • azz scrive:
            Re: Professionalità della sicurezza
            Se non vuoi utilizzare un prodotto non open, semplicemente non lo utilizzi. Ne cerchi uno open e lo usi.La legge non può/deve impormi di avere un idea open, la mia libertà è anche quella di avere dei segreti.La tua libertà non può impormi di rivelare i mie segreti, anche io sono un tuo vicino...Se la legge vuole "prodotti" open, può benissimo farlo senza imporre a nessuno di non avere dei propri "segreti".....Il problema sono sempre le scelte sbagliate, non i prodotti sbaglaiti...
          • xte scrive:
            Re: Professionalità della sicurezza
            Tu sei liberissimo in casa tua di aver dei segreti, il punto è che se vendi a me un prodotto, uno switch piuttosto che un router o un'auto o un frullatore quel che mi vendi diventa mio ed io ho il diritto di sapere cosa c'è dentro perché li non è più il segreto tuo in casa tua ma il segreto tuo in casa mia.Imporre l'open hw non vuol dire cancellare la proprietà intellettuale, vuol dire semplicemente garantire a qualsiasi cliente la completa conoscienza, e verificabilità, di ciò che fa il prodotto che lui ha comprato e quindi è suo.L'abominio odierno è "vendere" un prodotto "in licenza d'uso" che in effetti è una truffa. L'abominio odierno è dire che serve il segreto per tutelare il frutto del proprio ingegno ed impegno che, tra l'altro, implica la totale sfiducia nella pubblica tutela delle leggi dei singoli Stati.
  • azz scrive:
    paragone
    Internet è come il cibo, il 30% diventa spazzatura ancora prima di usarlo.Il restante 70% è mal distribuito, chi ne consuma di più è anche chi ne ha meno bisogno.Chi veramente ne ha bisogno fatica a trovarlo.Chi lo consuma con criterio vive a lungo e bene.
  • Declino scrive:
    La bolla che scoppia
    Dunque, a cosa serve tutta questa banda? Per i contenuti? i contenuti, tipo una enciclopedia, si scambiano in pochi secondi anche con un vecchio 56k, forse si parla di contenuti multimediali, di video come dice lo stesso articolo...Bene, a cosa servono i video nella vita di tutti giorni alla gente normale? a poco, o meglio, per l'intrattenimento. Va benissimio, dobbiamo divertirci e ci sono anche ottimi documentari e film di tutti i tipi, ma a parte le poche ore che riusciamo a dedicare a questa attività, cosa ci serve il resto della giornata una linea a 100mbb?La verità credo è che ci vogliano rimbambire, una volta con Internet l'utente arrivava a quello che voleva, adesso la linea serve per farci arrivare, sono le aziende del mondo che ci vogliono in maniera costante e pervasiva dentro Internet. Con dispositivi che hanno bisogno di Internet, con elettrodomestici che vanno in Internet, con servizi che sono su Internet, tutta la nostra vita deve essere su Internet. Internet non morirà ma c'è troppa aspettativa su quanto riusciranno a mungerci, tra qualche anno il mondo sarà diviso tra chi è su internet e chi non lo è e questi ultimi verranno inseguiti e perseguitati perché potranno contagiare gli altri.
    • xte scrive:
      Re: La bolla che scoppia
      Tanta banda serve anche per reti virtuali decentralizzate che sono stra-importanti oggi sia per creare servizi distribuiti, resilienti e poco censurabili sia per la mera libertà individuale.Tanta banda e di qualità serve anche per poter fare più cose insieme, la telefonia ad es. stà convergendo da tempo sotto l'ombrello di IP, pensa a quanto consuma chessò in una famiglia tipo (2 genitori/2 figli) al telefono con codec "buoni" tipo il G.711, aggiungici che una delle conversazioni riguarda un'assistenza remota (condivisione del desktop). 10Mb/sec sono il minimo sindacale per star bene in questo caso. Poi, fuori dal domestico, metti un'attività produttiva con relativa videosorveglianza, monitoraggio di processo ecc. Metti la rete di centraline-sensori di un acquedotto, di una rete elettrica ecc la singola stazione consuma pochissima banda, ma i dati raccolti e trasmessi van immagazzinati da qualche parte ed elaborati quindi da qualche parte hai un bel consumo di banda o perché c'è un datacenter o perché stai usando una rete distribuita che ha per sua natura una bella overhead di comunicazione.Questo non implica che quel che dici sia falso, anzi è verissimo ed internet svolge un ruolo importante ma non centrale in tutto questo (il rimbambimento collettivo comincia già coi programmi scolastici e l'organizzazione odierna della società) ma non è *solo* questo. La capacità di comunicare non è diversa da quella di muoversi quindi se non pensi che le autostrade (non le società che le gestiscono eh!) siano inutili allora anche la banda non è inutile.
      • Declino scrive:
        Re: La bolla che scoppia
        - Scritto da: xte
        Tanta banda serve anche per reti virtuali
        decentralizzate che sono stra-importanti oggi sia
        per creare servizi distribuiti, resilienti e poco
        censurabili sia per la mera libertà
        individuale.Non credo gli investimenti li facciano nei paesi dove c'è bisogno di libertà individuale, tra l'altro, digressione tra il fantapolitico ed il filosofico, più accessibilità ci sta rendendo più ignoranti e condizionando la nostra libertà, vedi il caso dei vaccini obbligatori uno per su tutti.

        Tanta banda e di qualità serve anche per poter
        fare più cose insieme, la telefonia ad es. stà
        convergendo da tempo sotto l'ombrello di IP,
        pensa a quanto consuma chessò in una famiglia
        tipo (2 genitori/2 figli) al telefono con codec
        "buoni" tipo il G.711, aggiungici che una delle
        conversazioni riguarda un'assistenza remota
        (condivisione del desktop).Appunto. Ci vogliono in casa con 4 abbonamenti di tipo diverso a vedere roba in 4k, pagheremo 2500 euro tra tv e dispositivi, 50 di banda e almeno 40 di abbonamenti. Mucche da mungere, nulla di più.
        Poi, fuori dal domestico, metti un'attività
        produttiva con relativa videosorveglianza,
        monitoraggio di processo ecc. Metti la rete di
        centraline-sensori di un acquedotto, di una rete
        elettrica ecc la singola stazione consuma
        pochissima banda, ma i dati raccolti e trasmessi
        van immagazzinati da qualche parte ed elaborati
        quindi da qualche parte hai un bel consumo di
        banda o perché c'è un datacenter o perché stai
        usando una rete distribuita che ha per sua natura
        una bella overhead di
        comunicazione.
        Perfetto, ma non si stanno preoccupando di cablare zone industriali, si stanno preoccupando dei centri abitati (almeno in Italia). Aggiungi a questo la tendenza al cloud ed il quadro è completo: la linea serve solo per legarti ad altro ed altri, non è più libertà.
        Questo non implica che quel che dici sia falso,
        anzi è verissimo ed internet svolge un ruolo
        importante ma non centrale in tutto questo (il
        rimbambimento collettivo comincia già coi
        programmi scolastici e l'organizzazione odierna
        della società) ma non è *solo* questo. La
        capacità di comunicare non è diversa da quella di
        muoversi quindi se non pensi che le autostrade
        (non le società che le gestiscono eh!) siano
        inutili allora anche la banda non è
        inutile.Hai ragione, non voglio essere catastrofista e il sogno di una banda ultraveloce, da tecnico, lo ho avuto per tanti anni anche io. Ma poi cosa ci faccio? Ci guardo qualche film in 4k una volta la settimana? Per la cultura e la conoscenza non serve banda larghissima, il paragone con le autostrade è un po' azzardato perché le autostrade, per l'appunto, sono state fatte come dorsali, per collegare centri nevralgici e agevolare l'economia attraverso lo scambio delle merci, qua non parliamo di dorsali, qua parliamo di far arrivare un casello dell'autostrada davanti casa di ognuno, io sono solo preoccupato per lo scopo.
        • xte scrive:
          Re: La bolla che scoppia

          Non credo gli investimenti li facciano nei paesi
          dove c'è bisogno di libertà individualeOvunque, temo, c'è una disperata fame di libertà individuale... In alcuni paesi perché ti massacrano fisicamente, in altri perché ti soggiogano economicamente ma per un motivo o l'altro serve ovunque.Per ricollegarmi al tuo commento: hai citato "il cloud", ok, come la penso a tema ritengo sia noto (la sintesi è che è una riedizione moderna, peggiorativa, del modello mainframe ed in ultima analisi un furto dove la vittima collabora e pure paga per esser derubato). Quale antidoto proponi? Nel senso, tutti vogliamo avere servizi "facili&comodi", per averli tecnicamente serve certo una rivoluzione, un cambio di "ciclo" tecnologico ma per avere reali soluzioni distribuite serve banda, tanta. Per andar terra-terra una maglia parzialmente interconnessa ha un'overhead di rete assai superiore ad un'architettura gerarchica. Altro esempio se i video al posto di pubblicarli su Youtube fossero pubblicati su Mediagoblin personali e distribuiti p2p quanta banda in più (oltre a ipv6 multicast, grazie) ti serve?Il succo è che concordo con che l'espansione di una certa tipologia di servizi serva anche a cetriolizzare noi tutti, ma non è solo un malefico cetriolo, almeno non in potenza... Gopher fu sconfitto da http, i ng stan scomparendo di fronte a Disqus, Stackexchange&c, le mail stan pericolosamente virando verso WhatsApp. Se vogliamo combattere questo abbiamo bisogno di conoscenza (che richiede tempi lunghi ed è assai difficile da trasmettere) ma anche di alternative che attirino la massa. Pensa a che successo ha avuto bittorrent, la sua chiave? Essere semplice ed efficacie. Pensa a che effetto può avere un routerino-miniserver personale ben fatto connesso al mondo con 1Gb simmetrico o più: dai all'utente la possibilità di passarsi 500Mb di video in pochi istanti, magari in locale e vedrai che l'interesse si crea eccome (vedi sul semi-illecito popcorn-time). Il software libero lo abbiamo, la banda richiede un'infrastruttura fisica che non può essere fatta da privati "volenterosi"...
          il paragone con le autostrade è un po' azzardato perché
          le autostrade, per l'appunto, sono state fatte come dorsali,Bé le nostre dorsali sono i link a 100Gb/sec, le strade di accesso le connessioni domestiche dall'ultimo miglio: non ti piacerebbe arrivare senza traffico ne curve da A a B, quali che siano A e B?
          • rettiliano sciochimic o scrive:
            Re: La bolla che scoppia
            - Scritto da: xte

            Bé le nostre dorsali sono i link a 100Gb/sec, le
            strade di accesso le connessioni domestiche
            dall'ultimo miglio: non ti piacerebbe arrivare
            senza traffico ne curve da A a B, quali che siano
            A e
            B?siiii come nooo mi piacerebbe pure avere la bacchetta magica ma non la ho ancora trovata!è tutta colpa del gombloddo rettiliano delle multinazionali e degli illuminati.[img]http://www.topolino.it/assets/PERSONAGGI/_resampled/croppedimage318436-ediintera.png[/img]
          • xte scrive:
            Re: La bolla che scoppia
            Scusa puoi argomentare?O ti han confuso i link (dorsali) da 100Gb/sec (tipiche connessioni da datacenter)?
          • cretinetti scrive:
            Re: La bolla che scoppia
            - Scritto da: xte
            Scusa puoi argomentare?
            O ti han confuso i link (dorsali) da 100Gb/sec
            (tipiche connessioni da
            datacenter)?non direi... ma io viaggio su fibra a velocità comprese tra 150 e 200 mbsec simmetrici EFFETTIVI.mai sentito parlare di ftth?nei fatti la mia connessione Home ha tutto ciò che occorre per trasferire e ricevere senza patemi.
          • xte scrive:
            Re: La bolla che scoppia
            Questo non argomenta la tua risposta di cui sopra. Con il progresso tecnologico siamo in grado di comunicare da A a B attraverso internet in tutta comodità, quindi lo scetticismo di quella risposta è privo di fondamento e non spiega in alcun modo la tua posizione.In sintesi: non si capisce che vuoi dire.
          • Declino scrive:
            Re: La bolla che scoppia


            Per ricollegarmi al tuo commento: hai citato "il
            cloud", ok, come la penso a tema ritengo sia noto
            (la sintesi è che è una riedizione moderna,
            peggiorativa, del modello mainframe ed in ultima
            analisi un furto dove la vittima collabora e pure
            paga per esser derubato). Quale antidoto proponi?
            Nel senso, tutti vogliamo avere servizi
            "facili&comodi", per averli tecnicamente serve
            certo una rivoluzione, un cambio di "ciclo"
            tecnologico ma per avere reali soluzioni
            distribuite serve banda, tanta. Per andar
            terra-terra una maglia parzialmente interconnessa
            ha un'overhead di rete assai superiore ad
            un'architettura gerarchica. Altro esempio se i
            video al posto di pubblicarli su Youtube fossero
            pubblicati su Mediagoblin personali e distribuiti
            p2p quanta banda in più (oltre a ipv6 multicast,
            grazie) ti
            serve?Facciamo un distinguo tra mondo privato e business: per il primo ho già detto cosa penso, per il secondo le cose si fanno interessanti perché la banda serve sia se voglio offrire servizi mettendomeli in casa, sia se voglio accedere alle varie piattaforme in cloud. Cosa penso del cloud? E' molto semplice, penso sia un fenomeno che durerà ancora anni ma ciclico, come tutto nell'informatica. Come hai detto tu, è un ritorno al mainframe solo che è distribuito geograficamente. Perché lo si fa? Trasferimento del rischio e meno cose da gestire, magari a costi più elevati però dormo sonni tranquilli. Quando il giochino si romperà? quando il mainframe inizierà a rompersi (e succederà...) o quando l'evoluzione tecnologica ci porterà ad avere più convenienza ad avere in casa che in esterno.

            Il succo è che concordo con che l'espansione di
            una certa tipologia di servizi serva anche a
            cetriolizzare noi tutti, ma non è solo un
            malefico cetriolo, almeno non in potenza...
            Gopher fu sconfitto da http, i ng stan
            scomparendo di fronte a Disqus, Stackexchange&c,
            le mail stan pericolosamente virando verso
            WhatsApp. Se vogliamo combattere questo abbiamo
            bisogno di conoscenza (che richiede tempi lunghi
            ed è assai difficile da trasmettere) ma anche di
            alternative che attirino la massa. Pensa a che
            successo ha avuto bittorrent, la sua chiave?
            Essere semplice ed efficacie. Pensa a che effetto
            può avere un routerino-miniserver personale ben
            fatto connesso al mondo con 1Gb simmetrico o più:
            dai all'utente la possibilità di passarsi 500Mb
            di video in pochi istanti, magari in locale e
            vedrai che l'interesse si crea eccome (vedi sul
            semi-illecito popcorn-time). Il software libero
            lo abbiamo, la banda richiede un'infrastruttura
            fisica che non può essere fatta da privati
            "volenterosi"...
            Il problema è che ci stiamo vendendo. http ha soppiantato gopher ma in entrambi i casi le trasmissioni erano "libere", adesso, visti che citi whatsapp o Disqus, sei autenticato e magari autenticato con profilo google o facebbok, io posto come Declino e tu come xte ma usando quelle piattaforme in realtà chi c'è dietro sa benissimo chi siamo, è devastante la cosa.

            il paragone con le autostrade è un po'
            azzardato
            perché

            le autostrade, per l'appunto, sono state fatte
            come
            dorsali,
            Bé le nostre dorsali sono i link a 100Gb/sec, le
            strade di accesso le connessioni domestiche
            dall'ultimo miglio: non ti piacerebbe arrivare
            senza traffico ne curve da A a B, quali che siano
            A e
            B?Ni, come dicevo all'inizio e forse non sono riuscito a spiegarmi bene, queste manovre non sono per fare andare me da A a B o in generale dove voglio, sono manovre per farti arrivare a casa i camion di venditori senza fargli fare le stradine. Come faranno? semplice, adesso ti danno i 50mbs simmetrici, appena si accorgono che tu non compri i vari cubevision, netflix, non posti su facebook, non geocalizzi su google ecc ecc, ti mettono un bel filtro ora per il p2p, ora per lo streaming in uscita dal tuo IP ecc ecc, traffic shaping in poche parole. non ci faranno usare la banda come cogliamo noi, oppure lo faranno con abbonamenti "bulk" molto più cari del normale. Lo so, sono pessimista ma io la vedo così, ci deve essere un ritorno altrimenti nessuno ti investe sulla fibra fino casa ed il ritorno non è solo il costo della linea.
          • xte scrive:
            Re: La bolla che scoppia

            Facciamo un distinguo tra mondo privato e businessUna parte consistente dei lavori odierni sono o saranno in un futuro prossimo remotizzabili quindi il confine tra "casa" e "lavoro" sarà per molte professioni labile e già oggi lo è, pensa solo a grafici coi loro files tipicamente leggeri come una pizza peperonata&gorgonzola+salsiccia; pensa a sviluppatori che fan test in forma distribuita con macchine virtuali varie (ok, la maggior parte non lo fa, ma non è uno scenario ridicolo), pensa ai vari "piccoli lavoratori autonomi" che potrebbero hostare vari contenuti da casa propria anziché da un VPS comprato dai soliti 4 providers del caso...
            Il problema è che ci stiamo vendendoGià fatto, da tempo, e la gran massa della popolazione non se ne rende conto... Ma non è che tenere link "zoppi" possa cambiare granché, come dicevo prima anche per soluzioni libere e distribuite serve banda, e tanta. Per dire "le stesse armi del nemico servono anche a noi, quel che conta è averle insieme alle munizioni"...
            io posto come Declino e tu come xte ma usando
            quelle piattaforme in realtà chi c'è dietro sa
            benissimo chi siamoOh no, è cambiato molto di più, anche su un ng si sa benissimo chi posta, la differenza è ben altro: un newsserver come un mailserver lo puoi hostare in casa, un ng come n se hai spazio disco li puoi scaricare sul tuo ferro personale, conservarne i contenuti facilmente, come vuoi, indicizzarli ecc, con queste soluzioni si può comunicare da qualsiasi macchina a qualsiasi altra, da qualsiasi os a qualsiasi altra, questa è (o meglio era) libertà. Ma ad oggi se vogliamo tornare a soluzioni distribuite che piacciano al grande pubblico (ovvero che possano servire anche a noi che la libertà la comprendiamo e la cerchiamo affannosamente) serve banda. Pensa appunto all'esempio di mediagoblin o pensa a I2P: pensa di voler avere un mailserver personale. Vabbé che le code di quasi tutti i mailserver tengono i messaggi 5gg ma hai bisogno di un host affidabile, da solo il raspberry attaccato al routerino non rientra in questa "classificazione", allora abbiamo alcune soluzioni di "mail" distribuite ove la garanzia di "disponibilità" dei contenuti è data dalla replica, cifrata magari, dei contenuti su svariati hosts. Ora per avere una rete del genere che sia realmente appetibile per il grande pubblico pensa a quanti dati devi replicare e a che velocità devi poterlo fare? Come lo fai in casa, ad oggi?
            queste manovre non sono per fare andare me
            da A a B o in generale dove voglio, sono
            manovre per farti arrivare a casa i camion
            di venditori senza fargli fare le stradine.Capisco e concordo, ma il punto è che noi per poter avere una soluzione alternativa e competitiva abbiamo bisogno delle stesse strade. Oggi molti, e domani ancora più, tengono le proprie foto su Google foto/iCloud, molte aziende sono attirate da Google Docs e per questo chiederanno a gran voce tanta banda. Noi potremo, grazie alla stessa, proporre soluzioni distribuite che oggi performano poco o comunque richiedono troppi sforzi per l'utente medio. La causa scatenante già la vedi: se tanti si "lasciano catturare" tanti cominciano a grattarsi la pelliccia e pensare che serve qualcos'altro, ma di questi la maggior parte non sa manco installare un sistema operativo. Per loro serve che il mondo FOSS evolva e per farlo servono strade che ci permettano di lavorare bene in forma distribuita.Pensa per dire ai dCVS: li abbiamo adottati in massa, forse in tanti su git per mero effetto pecora, ma tanti altri su bzr, hg, ... Perché? Perché ne avevamo bisogno, estremo ed imprescindibile. Poi è arrivato github che fagocita tutto. È un bel problema, però siamo progrediti anche noi ed oggi se GitHub chiudesse i battenti non avremmo grandi problemi. 'Somma si avanza "alla pari" con varie fluttuazioni.
    • fiston scrive:
      Re: La bolla che scoppia
      Buona dissertazione, Declino, molto sveglia.Per me l'evoluzione è una spirale che passa ciclicamente negli stessi posti, ma ogni volta su un gradino evolutivo superiore.La tecnologia è solo una fase della nostra civiltà, presto o tardi altre fasi cominceranno ad emergere.Quindi dobbiamo passare anche attraverso questo per poter evolvere socialmente, tutto qui.Per evolvere personalmente ci sono strade diverse e molto più dirette e rapide.
      • xte scrive:
        Re: La bolla che scoppia
        Dipende dal tipo di evoluzione personale. Per dire passare dal lavoro obbligato (schiavitù varie di storica memoria) a quello necessario per vivere ma non direttamente imposto da qualcuno a una società progredita dove ognuno possa vivere comodamente lavorando non per vivere ma per perseguire le sole proprie ambizioni è un naturale trend evolutivo (tutti i viventi voglion viver meglio) ma non è qualcosa che possa fare il singolo individuo o rapidamente."Rapidamente" puoi decidere di cambiar casa, lavoro, paese, amicizie; più rapidamente vestiti, elettrodomestici, ... ma sempre nella "gaussiana" della società presente o regredendo...
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