Gli sparamessaggini si danno la mano

AOL ha iniziato i test della sua nuova piattaforma di instant messaging che dovrebbe portare compatibilità fra i vari softwarilli di settore


Washington (USA) – Il caotico e litigioso mondo dell’instant messaging (IM) conoscerà presto una nuova parola: compatibilità.

AOL, che durante la sua fusione con Time Warner promise alla Federal Communications Commission (FCC) americana di rendere la sua piattaforma di sparamessaggini compatibile con quella dei suoi concorrenti, ha appena presentato ai federali un dettagliato piano su come rendere interoperabile il proprio network di IM con quello di altri fornitori di servizi.

Il protocollo sviluppato da AOL si basa su alcuni standard rilasciati lo scorso anno dalla Internet Engineering Task Force (IETF) e supportati anche dal consorzio IMUnified (a cui partecipano i maggiori concorrenti di AOL, fra cui Microsoft, Yahoo! e Excite@Home).

Utilizzando questi standard, all’inizio del mese AOL ha creato un primo prototipo di client IM di cui ora il colosso testerà l’interoperabilità. In seguito, AOL finalizzerà gli accordi con diverse aziende leader del settore per costruire quei ponti che, un domani, consentiranno agli utenti di client di differenti produttori di comunicare fra loro.

Secondo il rapporto presentato da AOL alla FCC, l’interoperabilità fra diverse piattaforme di IM non sarà però né facile né indolore. I problemi tecnici da superare sembrano parecchi, tanto che AOL non ha ancora fatto previsioni sui tempi di rilascio della prima versione definitiva della nuova piattaforma. Le maggiori sfide saranno quelle sulla sicurezza e sul ritardo che i pacchetti incontrano nel viaggiare da una rete all’altra.

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • Anonimo scrive:
    speriamo bene
    Il calcolo distribuito via internet (tipo SETI) per un'operazione del genere a mio avviso e':1) piu' utile dei saluti degli E.T.2) giustificato dal fatto che essendo tutti responsabili dell'inquinamento, si debba fare qualcosina per riparare.3) gia' che ci siamo, delle previsioni del tempo attendibili?
    • Anonimo scrive:
      Re: speriamo bene
      - Scritto da: Larry
      Il calcolo distribuito via internet (tipo
      SETI) per un'operazione del genere a mio
      avviso e':
      1) piu' utile dei saluti degli E.T.
      2) giustificato dal fatto che essendo tutti
      responsabili dell'inquinamento, si debba
      fare qualcosina per riparare.
      3) gia' che ci siamo, delle previsioni del
      tempo attendibili?La tua idea è buona, ma imo non funzionerebbe perchè:- non si tratta di algoritmi facilmente decomponibili come per il progetto SETI (dove invece ogniuno si scarica il suo pezzettino di rilevamenti e va a caccia di portanti con Fourier)- anche ammettendo di poter pacchettizzare il tutto in piccolissimi dosi da distribuire ai client, non credo che attendere il "completo" e la classica "ondata di ritorno" dei dati elaborati dai client sia fattibile- non puoi contare su una potenza di calcolo costante nel tempo (neppure nell'arco delle 24 ore!)- rischi di dover combattere con "code" di dati inevasi vecchie di giorni. (senseless!!)- non puoi pianificare con precisione quanto tempo è necessario per elaborare un lotto di dati (_tutto_ il lotto, che probabilmente non è usabile se _tutti_ i pacchetti non sono tornati indietro elaborati uno ad uno...)- la gente collabora con SETI per il gusto di pensare che sta andando omini verdi. Sai che figata contribuire invece a prevedere il tempo che farà domani alle 12 nel Borneo?Faranno tutti la fila per scaricarsi il client :))
Chiudi i commenti