Google Buzz contro Chatroulette

di L. Annunziata - Ovvero vecchio contro nuovo. Per riscrivere le regole della privacy occorre comprendere il significato dei nuovi strumenti: e dei nuovi utenti che li utilizzano

Roma – Gli argomenti “social” più di moda in questo mese di febbraio sono due: l’avvento di Google Buzz , che altro non è che una rivisitazione di FriendFeed con qualche problema di privacy in più. E poi c’è il caso, invero un po’ più di tendenza, di Chatroulette : videochat casuale con perfetti sconosciuti , acclamata dalla stampa “tradizionale” come l’ultima stramberia di Internet, ovvero un buon riempitivo delle pagine di alleggerimento che non vanno prese troppo sul serio. Tanto “è quella roba lì da teenager”.

Ritornare sulla querelle privacy di Google Buzz è forse inutile e poco generoso: Mountain View ha ammesso di aver sottovalutato la complessità del sistema , di aver fatto le cose di fretta, di aver lanciato un servizio senza aver compreso fino in fondo le conseguenze del suo funzionamento. La colpa, se di colpa si può parlare, è stata così distribuita su più spalle e nessuno si farà male: anzi, secondo BigG nessuno si è fatto male. Va tutto bene, non è successo niente: e forse è vero, non è successo niente.

Un passo indietro: come vengono elaborati e sviluppati i servizi di Google. Per Buzz, come per Gmail, Chrome, ChromeOS, Reader, Docs e quasi tutti gli altri prodotti lanciati fino a oggi da BigG, l’idea nasce da un’esigenza di un singolo o di un piccolo gruppo, magari sviluppata in quel famoso 20 per cento di tempo che tutti i dipendenti hanno a disposizione nel corso della settimana per portare avanti progetti personali. Se e quando raggiungono un certo stadio di maturazione, “alpha” per intenderci, se sembrano utili per tutti i Googler allora vengono ulteriormente sviluppati e messi a disposizione dei dipendenti: in questo modo sono gli stessi utilizzatori a fare debug e identificare le feature da implementare.

Quello che succede di solito è che, a un certo punto, a Mountain View qualcuno decida che quel servizio è buono anche per il grande pubblico: ormai è arrivato a una versione “beta”, è grossomodo stabile e relativamente scalabile, e viene somministrato al mondo intero che svolgerà ulteriormente il ruolo di debugger. La novità, nel caso di Buzz, è che pare che il passaggio intermedio della fase alpha sia stato brevissimo o pressoché nullo, e che quindi il progetto sia arrivato al pubblico poco maturo o comunque incompleto.

Forse, però, occorre fare anche una considerazione diversa su come sono andate le cose. Se anche Buzz fosse stato utilizzato per brevissimo tempo dai Googler, non sarebbero serviti che pochi minuti per identificare quello che è stato senza dubbio il tallone d’Achille percepito dal pubblico di Gmail: la condivisione automatica e trasparente della propria lista contatti, ivi compresi i più utilizzati, con l’universo mondo. È improbabile che dentro il Googleplex non ci sia nessuno che scambi corrispondenza “piccante” o comunque sconveniente tramite il suo account di posta, e visto i criteri piuttosto selettivi adottati per la scelta del personale è auspicabile che un dipendente Google sia ferrato in materia di servizi Internet.

Probabilmente, ma è ovviamente un’ipotesi, semplicemente i Googler non hanno percepito il problema : la privacy, argomento che soprattutto in Europa tiene banco quando si parla di Internet, negli USA non è altrettanto scottante come questione, o quantomeno si è più sereni per quanto attiene la sua gestione e le eventuali correzioni in corsa che si rendano necessarie. E ormai passata alla storia la sfortunata vicenda di Facebook e del suo Beacon , il sistema draconiano di raccolta di attività personali in Rete già ricordato da Massimo Mantellini all’inizio di questa settimana proprio su queste pagine.

Si può sostenere che i Googler, in quanto dipendenti della più grande corporation Internet del mondo, siano forse gli antesignani di una nuova categoria di cittadini, quei netizen di cui spesso scriviamo, parliamo, dibattiamo: sono a tutti gli effetti gli architetti e i carpentieri di una nuova vita digitale che stiamo costruendo in questi anni , dove tutto (dalla lista della spesa al curriculum vitae, dagli album fotografici alle cartelle mediche) si sposta gradualmente dai nostri cassetti ai nostri hard disk, e poi nelle nuvole del cloud computing.

Per i Googler una certa dose di compromessi per quanto attiene la propria privacy è normale . Condividere le informazioni sulla propria vita personale con l’azienda di cui fanno parte è un’attività naturale: sentendosi parte di Google non avvertono quel senso di paura ancestrale che alcuni navigatori percepiscono di fronte alla mole di BigG e alla sua pervasività nella vita online e offline. Mentre noi comuni mortali ci confrontiamo con Mountain View quasi fossimo Davide contro Golia, i Googler semplicemente sono Golia: la loro percezione di quanto è personale e deve restarlo è differente dalla nostra.

D’altra parte, non si può non guardare con interesse a quanto succede sulle pagine di Chatroulette: un sito, lo si è scoperto proprio in questa settimana, creato da un 17enne russo per soddisfare le esigenze sue e dei suoi amici appassionati di videochat. E cosa c’è di meglio, una volta esaurita ogni curiosità in video e audio rispetto ai propri conoscenti, di iniziare a fare lo stesso con perfetti sconosciuti? La chiave di Chatroulette è proprio questa, ed effettivamente è un’idea affascinante: sembra incredibile che ci siano voluti 19 anni (dal 1991 al 2010) per mettere insieme gli strumenti necessari a creare questa esperienza, che annulla ogni teoria dei gradi di separazione e (in un certo senso) dà un vero senso al ruolo di Internet, mettendo in comunicazione potenzialmente ogni singolo utente con qualunque altro.

Con Chatroulette si è esposti al passaggio della varietà dell’universo umano: in Rete circolano le esilaranti immagini di un/una chatter travestita da gatto maculato, ma passando qualche ora con in background una finestra aperta sul sito si possono fare gli incontri più disparati, che vanno dagli esibizionisti impegnati a fare sesso davanti alla webcam, ai ragazzini in cerca di ragazze da importunare, aspiranti ballerini, aspiranti musicisti, burloni con in mostra scenografie (più o meno di buon gusto) con cadaveri e sangue in bella mostra. Niente che non si sia magari già visto, ma il punto è un altro: il pubblico di Chatroulette è eterogeneo per età, nazionalità, professione, e nessuno sembra preoccupato di mettersi alla prova o in mostra davanti a perfetti sconosciuti .

È improbabile che tramite Chatroulette si possa risalire all’identità dei chatter, ma ciò non toglie che, nonostante le continue raccomandazioni di aziende e istituzioni e autorità ai più giovani (e a tutti gli altri) a non accettare chat dagli sconosciuti , migliaia di persone abbiano provato il servizio o si accingano a farlo. Non è questione di incoscienza, è semplicemente la reazione più naturale che l’umanità possa mostrare in una situazione del genere: è la normale e tradizionale tendenza a provare, esplorare, confrontarsi con la novità e l’ignoto , la stessa tendenza che tiene in piedi il progresso scientifico.

Il creatore di Chatroulette come detto è un 17enne: rappresenta cioè quella fetta di popolazione che viene comunemente definita dei “nativi digitali”, coloro che sono venuti al mondo dopo la nascita del World Wide Web nel 1991 nei laboratori del CERN di Ginevra. Rappresenta, con la sua idea, il concetto che la sua generazione ha della Rete: un posto dove riprodurre una parte di sé, dove costruire un proprio alter ego senza curarsi troppo delle conseguenze che l’esposizione di informazioni che “noi vecchi” riteniamo sensibili potrebbe causare . In un certo qual senso, Google Buzz soffriva all’esordio proprio di questo “male”: troppo aperto, troppo libero, troppo disinibito.

Autorevoli editorialisti di questo giornale hanno da sempre posto l’accento sull’importanza del controllo delle proprie informazioni che fluiscono in Rete, e nessuno nega che esista un problema legato a come e chi manipola queste informazioni : tuttavia, appare difficile negare che a qualcuno potrebbe anche star bene che tutto sia a disposizione di tutti. E che, in un contesto nel quale la vita di qualunque individuo sia specchiata e disponibile online al pari di tutte le altre, improvvisamente il bisogno di mantenere privati i fatti propri potrebbe decadere.

Google, visto che si parla di Google in questo caso, o chiunque altro finisca per avere in mano queste informazioni, non dovrà per forza trasformarsi in un malvagio demiurgo che tenterà di insidiare le nostre vite. Allo stesso modo in cui taluni di noi ripongono la speranza che la scienza possa condurre l’umanità a un destino migliore, salvando il pianeta dall’inquinamento, anche la tecnologia (che è parte della scienza) potrebbe giocare un ruolo determinante nel cambiare le regole della società .

E, perché no, potrebbe farlo in meglio: forse, con le dovute cautele, sarebbe una buona idea cominciare a fidarsi dei cambiamenti che Internet apporta alla cultura e alle abitudini di chi la utilizza . Se si crede che lo strumento abbia trasformato per sempre il genere umano, sarebbe coerente riporvi una certa dose di fiducia, per evitare di ritrovarsi improvvisamente nella retroguardia invece che all’avanguardia.

Luca Annunziata

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • shingotamay scrive:
    google
    se su 10 cose 1 nn va bene....stica
  • The Real Gordon scrive:
    Polemiche sterili
    C'erano degli issues sulla privacy, mi pare che Google abbia apportato le dovute modifiche. Se tutte le multinazionali si comportassero come Google i sinistroidi anticapitalisti non saprebbero più che dire.Google è un esempio magistrale di Capitalismo meritocratico, da mettere su tutti i libri di economia aziendale. Che poi non lavorino gratis mi pare ovvio, ci mancherebbe pure.
    • MeX scrive:
      Re: Polemiche sterili
      eih! the real gordon! grande ciao :)come l'hai passata la crisi? fatto qualche cantiere all'Aquila?
      • The Real Gordon scrive:
        Re: Polemiche sterili
        - Scritto da: MeX
        eih! the real gordon! grande ciao :)ciao
        come l'hai passata la crisi? Poteva andare peggio, situazione stabile.
        fatto qualche
        cantiere
        all'Aquila?Faccio l'ingegnere informatico, non il palazzinaro. E agli appalti pubblici non partecipo comunque. Voglio essere pagato, io. Mica sono generoso come i flexible! (rotfl)(rotfl)
  • MeX scrive:
    google...
    ...come motore di ricerca é eccezionale.google maps e street view, fenomenali, per non parlare si gmail.Poi peró ci sono tante altre cose che mi sembrano dei vicoli ciechi, o meglio, io non li vedo cosí "profittevoli" come gli altri servizi, visti gli alti costi... sto parlando di Android per esempio, adesso Buzz, SketchUP... insomma mi sembrano tutte cose che google puó "permettersi" di fare anche in perdita, sovvenzionata dal motore di ricerca... peró non so... mi sembra stiano perdendo "compattezza" ma potrebbe essere semplicemente una mia carenza nel riuscire ad analizzare Google nel suo complesso.
    • Alfonso Maruccia scrive:
      Re: google...
      Ehm, no: Google è sovvenzionato dalla pubblicità, non dal motore di ricerca. Differenza non da poco ;-)-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 18 febbraio 2010 09.02-----------------------------------------------------------
      • MeX scrive:
        Re: google...
        ?é quello che ho detto!Il motore di ricerca é ció che fa business (veicolo principale di pubblicitá)Con l'introito derivato dalla vendita pubblicitaria finanziano altri progetti... come gmail, che a sua volta veicola pubblicitá, come google maps... ma sketch up?Android? certo ha google maps e gmail e ti fa accedere al web... ma la gente lo farebbe giá con i prodotti attualmente in commercio... Android che esperienza d'uso in piú da rispetto ad altri smartphone che accedono ad internet? é questo che mi sembra "debole" nella strategia di google.Mi sembra che stiano puntando a diventare una software house (Android, Chrome e Chrome OS) peró non vedo una strategia solida in merito...
    • Desivo scrive:
      Re: google...
      Secondo me invece stanno solo cercando di diversificare il business dell'azienda(sono entrati anche in settori come ISP, DNS e addirittura produzione di energia elettrica!), semplicemente perchè sanno che non posso sempre e solo vivere di "search"; potrebbero sempre venire fuori da un garage un paio di ragazzi che tirano fuori un algoritmo migliore :-) A parte quest'ultima la battuta, fanno bene a diversificare, perchè così in periodi di crisi per un determinato settore, non è tutta l'azienda che ne risente. Poi certo, la qualità dei prodotti può essere buona o no, ma la strada che stanno inseguendo secondo me è corretta.
      • MeX scrive:
        Re: google...
        ma infatti non dico che sbagliano a diversificare... soprattutto quando investono in cose che in realtá gli tolgono dei costi e li aiutano a migliorare il servizio di punta (il search) come appunto ISP, DNS e produzione di energia elettrica.Peró Android e Chrome OS (passi Chrome) non riesco a inquadrarli...
        • il texano scrive:
          Re: google...

          Peró Android e Chrome OS (passi Chrome) non
          riesco a
          inquadrarli...Google sta facendo come la Cina: ha una enorme disponibilità finanziaria, e sta comprando di tutto (ovvero si sta mettendo in tutti i campi). E fa bene, dal suo punto di vista. Perché oggi le cose stanno così, ma non è escluso che in un domani molto prossimo anche una sola scoperta tecnologica cambi le carte in tavola. Mettere un piede in tutte le scarpe significa essere preparati a un cambio di situazione in cui i prodotti di punta saranno quelli del settore Y invece di X.Chrome OS ti lascia perplesso? Anche a me. Oggi. Ma domani chissà. Magari ci sarà una registrazione all'atto dell'acquisto che lo assegnerà automaticamente al tuo account, e lo renderà praticamente immune da furti, perché potrai sempre conoscere la sua geolocalizzazione anche quando non lo usi. Magari conterrà una nuova procedura software, o si avvarrà di qualche accrocchio hardware, per la sincronizzazione automatica e trasparente, anche a distanza, con i dispositivi mobili Android. Magari... qualunque cosa succeda, Google si sta preparando. E' una strategia. Invece di prevedere il futuro, e spostare la ricerca o le acquisizioni in un area che oggi viene considerata di vitale importanza dagli analisti, si butta a capofitto dappertutto.
          • MeX scrive:
            Re: google...
            ma il fatto che si butti "a capofitto d'appertutto" é ció che mi lascia perplesso.Prendi la Apple (la tiro in ballo solo perché sono piú informato, non per altro)Dai computer é passata anche ai lettori MP3, ma li ha creati in modo da sfruttare anche l'ecosistema musicale che gli si forma intorno (HW+SW quello che hanno sempre fatto)Con iPhone, hanno fatto l'HW, il SW e creato un ecosistema per le applicaizoni.Poi hanno creato Mobile Me, cloud, che si inserisce perfettamente nell'ecosistema iPhone e Mac (quindi rifornisce anche il core business dell'azienda)Adesso hanno comprato Lala (streming online di musica...) e Quattro (contenuti pubblicitari) e se ricordo bene anche un'azienda che fa mappe... e tutto si riconduce a iPhone e introiti pubblicitari geolocalizzati...Ma Chrome OS... cosa da in piú a Google? Android?
          • il texano scrive:
            Re: google...

            Ma Chrome OS... cosa da in piú a Google? Android?Cambia prospettiva. Cosa da in più Google all'utente rispetto ai concorrenti? Chrome OS. Android.Ecco perché si può permettere che siano progetti in perdita.
          • MeX scrive:
            Re: google...
            quindi una sola operazione di "marketing" e di immagine? un modo per "rafforzare" il brand?
          • il texano scrive:
            Re: google...

            quindi una sola operazione di "marketing" e di
            immagine? un modo per "rafforzare" il
            brand?No. Un modo per legare a se più strettamente i propri utenti.Convergenza totale. Questa secondo me è la strategia di Google.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 18 febbraio 2010 10.30-----------------------------------------------------------
          • MeX scrive:
            Re: google...
            ok... la convergenza la capisco... ma non la capisco se fai un OS che dai a n. produttori che poi se lo personalizzano...Che differenza c'é ad accedere a gmail e google maps tra usare un Symbian, un iPhone, un Palm etc etc... ?
          • il texano scrive:
            Re: google...

            Che differenza c'é ad accedere a gmail e google
            maps tra usare un Symbian, un iPhone, un Palm etc
            etc...
            ?Boh, non so. Adesso cambio discorso. Microsoft ha partorito Bing: perché? Google ha partorito Chrome OS: perché? Dal lato utente c'è la convergenza totale, dal lato produttore la guerra totale.
          • MeX scrive:
            Re: google...
            beh credo che Microsoft lo faccia per "legarti" al suo sistema operativo, cosí come fa Apple con Mobile Me per esempio.Se noti Messenger funziona al 100% solo su Windows per esempio.Penso che Micorosft tema che un'astrazione dei servizi (email, chat, web in generale, office applications...) possa indebolire la sua posizione come "male necessario" da installare su un PCXBOX per esempio... Microsoft ha da sempre avuto un ampio parco giochi per PC, le consolle rischiavano di togliere margine competendo con il PC e indirettamente con Windows... quindi meglio tamponare con l'XBOX...Con Android e Chrome OS queste associazioni invece mi vengono meno facili
        • r1348 scrive:
          Re: google...
          A giudicare dal numero di terminali Android che sono appena stati presentati a Barcellona, Android sarà il protagonista del mondo mobile nel 2010. Il che, considerando il fatto che i dispositivi mobile per la navigazione sono in costante crescita (ed in un futuro vicino credo supereranno i PC tradizionali) è stata una bella mossa da parte di Google, come "cavallo di XXXXX" dei propri servizi. Pensaci bene: WinM 7 ed il nuovo Symbian si vedranno solo a fine anno (forse!), iPhone OS e BlackBerry sono relegati ad un'unica piattaforma, che per quanto di sucXXXXX ne limita comunque la popolarità, WinM 6.5 è improponibile, bada per ora solo Samsung, difficile fare previsioni. Il 2010 è di Android!-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 18 febbraio 2010 10.02-----------------------------------------------------------
          • MeX scrive:
            Re: google...
            ma quello che non capisco é perché devono fare Android?Non gli basta fornire API e servizi per il parco mobile giá esistente?Giá moltissimi produttori si interfacciano a gmail, google maps e youtube per esempio.Non penso che Android sia esistito solo per fare usare i servizi google in mobilitá...
          • r1348 scrive:
            Re: google...
            Perché sbattersi in accordi commerciali (al ribasso) per entrare nella piattaforma altrui, quando puoi fornire direttamente la piattaforma?
          • MeX scrive:
            Re: google...
            quindi tu dici che gli costa di meno mettere su Android per non lasciare royalties ad Apple, Microsoft, Palm etc etc? mmmmSecondo me Google al massimo sta puntando a diventare una software house... che senso ha tirare su un prodotto del genere solo per vendere pubblicitá? quando giá lo faceva sulle piattaforme esistenti?
          • il texano scrive:
            Re: google...

            Secondo me Google al massimo sta puntando a
            diventare una software house... Forse ti sfugge Google E' una software house. Tutti possono mettere in piedi un motore di ricerca. Google è Google per il pagerank. Tutti possono mettere in piedi un servizio di posta web. Gmail è Gmail per il suo Ajax e il suo labs.Piuttosto, la novità è che Google da software house sta entrando anche nel campo dell'hardware e delle infrastrutture di rete.
          • MeX scrive:
            Re: google...
            é ovvio che in Google sanno programmare.Ma il loro business non é vendere software!
          • il texano scrive:
            Re: google...

            Ma il loro business non é vendere software!Ma questo vale anche per la tua obiezione precedente.In ogni caso Google non vende il suo software, lo regala.
          • MeX scrive:
            Re: google...
            non tutto... google fa anche molti soldi vendendo i suoi servizi alle aziende
          • il texano scrive:
            Re: google...

            non tutto... google fa anche molti soldi vendendo
            i suoi servizi alle
            aziendeE' la seconda volta che ti contraddici da solo. :D
          • MeX scrive:
            Re: google...
            perché?Non mi sembra difficile inquadrare perché google venda un servizio di posta ad un'universitá per esempio...Gli costa poco e tutti conoscono e si fidano del serivzio, grazie a gmail.Continuo invece a non capire appieno la strategia Android e Chrome OS... se pensi mi sia contraddetto per favore dimmi dove e come... se ti interessa davvero questa discussione.
          • r1348 scrive:
            Re: google...
            A dire il vero, sembra che questo cambio di strategia interesserà anche le piattaforme tradizionali, o almeno io così giudico ChromeOS (a Barcellona Samsung ha annunciato il primo netbook che lo monterà).Ora, non ho certo acXXXXX ai dati commerciali di Google quindi non posso esserne completamente sicuro, ma credo che questo cambio di strategia sia dovuto essenzialmente a Bing. Microsoft con tutto il suo peso commerciale, può permettersi di tenere Bing in perdita pur di facilitarne la penetrazione con accordi coi produttori. Google al contrario non può farlo poiché il search è il suo core business.Da qui la decisione di presentarsi con la propria piattaforma mobile "aperta", il cui costo di sviluppo è in realtà piuttosto basso, in quanto avevano già un kernel pronto, ed abbondanza di sviluppatori linux in-house.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 18 febbraio 2010 10.38-----------------------------------------------------------
          • MeX scrive:
            Re: google...
            ecco .... questo é un punto di vista interessante! ti ringrazio!
          • Desivo scrive:
            Re: google...
            Sicuramente punta anche a diventare una software house, però non vedo quale sia il contrasto con l'avere un proprio SO per il mobile, visto che quello del mobile è un mercato molto promettente!
    • Funz scrive:
      Re: google...
      - Scritto da: MeX

      Poi peró ci sono tante altre cose che mi sembrano
      dei vicoli ciechi, o meglio, io non li vedo cosí
      "profittevoli" come gli altri servizi, visti gli
      alti costi... sto parlando di Android per
      esempio, adesso Buzz, SketchUP... insomma mi
      sembrano tutte cose che google puó "permettersi"
      di fare anche in perdita, sovvenzionata dal
      motore di ricerca... peró non so... mi sembraMi ricorda microsoft che può permettersi bagni di sangue giganteschi come Xbox o Zune, tanto le sue mucche-da-soldi Windows e Office ripianano qualunque perdita.O Apple col suo Apple TV, pur avendo le spalle meno larghe può permettersi ogni tanto qualche buco nell'acqua.Comunque non mi sembra affatto che Android sia un fallimento, anzi! Sta diffondendosi molto rapidamente, e sta risolvendo i suoi ovvi problemi di gioventù. Di sicuro non sarà un modello HTC malca*ato ad affossarlo...
      • LaBirra scrive:
        Re: google...

        Mi ricorda microsoft che può permettersi bagni di
        sangue giganteschi come XboxBhe xBox non mi pare tanto un bagno di sangue
        • Funz scrive:
          Re: google...
          - Scritto da: LaBirra

          Mi ricorda microsoft che può permettersi bagni
          di

          sangue giganteschi come Xbox

          Bhe xBox non mi pare tanto un bagno di sangueeh, si che lo è stato, invece... se ben ricordo hanno iniziato a non perdere un mare di soldi quando la 360 rea fuori da un bel pezzo.La prima xbox avrebbe mandato a fondo qualunque azienda che non vende Windows o Office...
      • MeX scrive:
        Re: google...
        ah ma infatti non dico che é o sará un fallimento... dico che non capisco la strategia di google... ma di sicuro loro sanno quello che fanno... sono io che non riescoa inquadrare la cosa
  • Ningo scrive:
    Penso che l'errore sia stato nostro
    "Penso che l'errore sia stato nostro" dice...che vuoi che sia colpa nostra !?Schmidt nasconditi! Dillo che non te ne frega una mazza della privacypiù passano i mesi e più vedo google diventare l'ennesima microsoft, vittima di sè stessa e maniaca del controllo globale....
    • monnalisa monamour scrive:
      Re: Penso che l'errore sia stato nostro
      hai confusione in testa non sono maniaci del controllo, quella era microsof, sono maniaci di apertura totale.- Scritto da: Ningo
      "Penso che l'errore sia stato nostro" dice...

      che vuoi che sia colpa nostra !?

      Schmidt nasconditi! Dillo che non te ne frega una
      mazza della
      privacy

      più passano i mesi e più vedo google diventare
      l'ennesima microsoft, vittima di sè stessa e
      maniaca del controllo
      globale....
      • Ningo scrive:
        Re: Penso che l'errore sia stato nostro
        finchè c'è gente che crede a queste baggianate in casa google stanno tranquilli...tutte le aziende sono money-driven, "aprite gli occhi" ®
    • Giovanni Mauri scrive:
      Re: Penso che l'errore sia stato nostro
      è sempre stato così, nascondono il loro obiettivo dietro alla "figosità" dei loro servizi.. ma rispetto ad altri "big" non cambia nulla..
    • krane scrive:
      Re: Penso che l'errore sia stato nostro
      - Scritto da: Ningo
      "Penso che l'errore sia stato nostro" dice...
      che vuoi che sia colpa nostra !?
      Schmidt nasconditi! Dillo che non te ne frega una
      mazza della privacy
      più passano i mesi e più vedo google diventare
      l'ennesima microsoft, vittima di sè stessa e
      maniaca del controllo globale....Hai scoperto che anche google e' una corps al pari delle altre, complimenti.
  • Maper Favore scrive:
    L'unica misura efficace...
    Per quanto mi riguarda, l'unica misura efficace è stata quella di darmi finalmente la possibilità di disabilitare completamente buzz.Gran brutto passo falso, questo di google.
  • 5diti1paura scrive:
    dici?
    Il male maggiore ritengo che sia per loro.Quanto a Cexus, fidati che c'è chi stà peggio ma se ne vanta.
  • LuNa scrive:
    La devono finire
    con queste fasi di eterna beta (ma con wave e buzz io parlerei di alfa) stanno xagando fuori dal bulacco e stanno danneggiando gli utenti. non parliamo del nexus one. google male, molto molto male.
    • VastoLorde scrive:
      Re: La devono finire
      - Scritto da: LuNa
      con queste fasi di eterna beta (ma con wave e
      buzz io parlerei di alfa)

      stanno xagando fuori dal bulacco e stanno
      danneggiando gli utenti. non parliamo del nexus
      one. google male, molto molto
      male.Beta? Che io sappia Google a rimosso il logo "beta" da Gmail, GDocs, ecc. da un bel po' di tempo. Io piuttosto criticherei MS, per il fatto che BING americano ha più funzioni delle "altre" BING, mentre Google mantiene più o meno gli stessi servizi in tutti i paesi.
      • LaBirra scrive:
        Re: La devono finire
        Giusto perché non si sa che fare tiriamo in ballo MS
        • VastoLorde scrive:
          Re: La devono finire
          - Scritto da: LaBirra
          Giusto perché non si sa che fare tiriamo in ballo
          MSChe c'è, dico solo la verita...
          • LaBirra scrive:
            Re: La devono finire
            Si ma è una verità offtopic, tutto qui.Potrei dire che la home page di yahoo è brutta ... ma non c'entra un tubo col Buzz di google
          • VastoLorde scrive:
            Re: La devono finire
            - Scritto da: LaBirra
            Si ma è una verità offtopic, tutto qui.

            Potrei dire che la home page di yahoo è brutta
            ... ma non c'entra un tubo col Buzz di
            googleIl mio non è off-topic, perche era una riposta a Luna che diceva che i servizi di Google sono tutti in Beta, quando invece non è cosi, forse MS potevo anche tralasciarlo, su questo ti posso, in parte, dar ragione.
    • MeX scrive:
      Re: La devono finire
      gmail é stato in beta per lungo tempo... quindi?gmail fa schifo?
      • LaBirra scrive:
        Re: La devono finire
        E allora se ne sono lavati le mani per molti problemi con la scusa che del "beta" ecco qual'è il problema.
        • MeX scrive:
          Re: La devono finire
          non se ne sono lavati le mani... ti avvisavano che era una beta, con tutti i rischi che ne concorrono... non é un concetto nuovo nell'informatica eh!
Chiudi i commenti