Google, c'è la licenza cinese

Ottenuto il rinnovo da parte delle autorità di Pechino. La Grande G potrà continuare per un altro anno ad operare come sito di natura commerciale in terra asiatica

Roma – “Siamo davvero lieti che il governo abbia deciso di rinnovare la nostra licenza Internet Content Provider (ICP) e non vediamo l’ora di continuare a fornire ai nostri utenti cinesi search e prodotti destinati al mercato locale”.

Così un recente aggiornamento ad un post già pubblicato dal chief legal officer di Google David Drummond, che sul blog ufficiale di BigG ha commentato entusiasta una concessione attesa.

Ovvero quella relativa alla licenza ICP, necessaria affinché l’azienda di Mountain View possa continuare ad operare in terra asiatica . Proprio di recente, era stato lo stesso CEO di Google Eric Schmidt a parlare di un sì imminente .

E il sì pare arrivato da parte delle autorità di Pechino, che hanno così rinnovato per un altro anno la licenza di Google. Che era scaduta lo scorso 30 giugno, scatenando una situazione di fumosa incertezza.

Mauro Vecchio

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  • angros scrive:
    Ottimo
    Non solo i filtri sono inutili: anche chi vorrebbe metterli è inutile, e non deve avere un incarico con qualche responsabilità.
  • Sgabbio scrive:
    la prima ministra autraliana...
    Usa la scusa del pedo XXXXX per accettare l'idea che oscurare la rete sia giusto (questa scusa la usano pure le lobby estremistiche del copyright).Quando lo sanno anche i bambini che filtri del genere sono inutili e pure controproducenti.
    • francososo scrive:
      Re: la prima ministra autraliana...
      Sono peggio della Cina : per lo meno i cinesi non si reputano democratici !
      • Sandro kensan scrive:
        Re: la prima ministra autraliana...
        - Scritto da: francososo
        Sono peggio della Cina : per lo meno i cinesi non
        si reputano democratici
        !Pare anche a me che intorno alle nazioni dichiarate democratiche ci sia un sacco di gente ipocrita che distingue la censura della Cina da quella dell'Australia: la direzione è quella per un sacco di nazioni, inutile criticare il governo di Pechino quando noi siamo a metà strada di quella che hanno già percorso loro.
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