Google prepara Store View?

Vista panoramica all'interno dei negozi grazie a Street View. Uno spunto preso dai videogame ma che non dovrebbe vedere la luce tanto presto

Roma – Una delle caratteristiche più intriganti dei videogiochi in prima persona è offrire ai gamer la possibilità di interagire con le ambientazioni circostanti: grazie a Google i netizen dovrebbero essere in grado di fare qualcosa di simile attraverso Street View. Mountain View potrebbe invitarli a esplorare ambienti chiusi, magari incamerando messaggi pubblicitari, o sbirciando fra gli scaffali in vista di un acquisto presso uno store fisico riprodotto online.

Si tratta per ora solo di indiscrezioni, ma pare che BigG abbia spedito alcuni suoi emissari a scattare fotografie in diversi esercizi commerciali di una non meglio precisata città degli States. Stando a quanto rilevato da Search Engine Land un commerciante avrebbe ricevuto la visita alcune persone armate di videocamere e dell’intenzione di fotografare l’interno del negozio.

Alla richiesta di delucidazioni un portavoce di BigG si è limitato a confermare l’episodio spiegando che “Google sperimenta costantemente nuove possibili feature per le sue mappe”. Tuttavia quest’ultima incursione non dovrebbe, almeno prossimamente, tradursi in qualcosa di concreto.

La funzione Street View di Google Maps, per quanto interessante, ha trovato diversi ostacoli nel corso del suo cammino: per garantire la tutela della privacy di chi più o meno accidentalmente veniva immortalato dalle Google Car BigG ha dovuto rimuovere grandi quantità di materiale e modificare le immagini ove possibile.

Giorgio Pontico

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  • Rupposandro scrive:
    Il prezzo è OK
    Secondo il mio modesto parere, l'aumento di prezzo è giustificato con il fatto che ci sarà concorrenza.
  • K&S scrive:
    Difesa della versione cartacea ...
    A parte che questi sono proprio dei matusa!E ovvio che uno è spinto a scaricare la versione pirata...con questi prezzi vale veramente lapena di prendere il cartaceo che:- lo leggi ovunque- non si scaricano le batterie- lo legge anche la nonna- lo presti a chiunque (senza prestagli anche il reader)- lo regali a chiunque- il negoziante non può riprenderselo- si può bruciare se contiene eresie (senza bruciare tutto il reader)
    • angros scrive:
      Re: Difesa della versione cartacea ...
      Quotone!Finchè gli ebook funzionano in questo modo (devi acquistarli, non puoi copiarli), non offrono nulla in piu' della versione su carta. Io non passo ad una tecnologia nuova, se non mi offre qualcosa di piu' di quello che ho già.PS: io avevo cominciato a leggere gli e-book nel 1994, quelli che trasmetteva la RAI via televideo, a cura dell'Unione Italiana Ciechi; li scaricavo con un computer 386 dotato di scheda telekit. Questo per dire che conosco le potenzialità degli ebook, e vedo come Amazon e Apple non ne stanno utilizzando nemmeno una.
      • deactive scrive:
        Re: Difesa della versione cartacea ...
        l'unica vera innovazione e' il volume a mio avviso. 100 libri quanto peserebbero nello zaino ? e 100 Ebooks nel reader ?
      • hero scrive:
        Re: Difesa della versione cartacea ...
        ma tu sei il mio mito di oggi.ti ho letto in tutte le salse,anche post vecchi di qualche giorno(ero rimasto un po' indietro col forum).interessante la luciditàcon cui parli di economia.i miei complimenti:-)m.
  • nemo230775 scrive:
    mmm
    Che fastidio sta tendenza di dare del ciccio alla gente....io mi sarei belle che offeso...
    • angros scrive:
      Re: mmm
      Cosa puoi pretendere, da gente che ragiona con i paraocchi? È un peccato, perchè per altri versi Liosandro mi sembrava una persona intelligente, ma è stato talmente indottrinato che non riesce a ragionare con la sua testa, e si arrabbia se glielo proponi.
      • Liosandro scrive:
        Re: mmm
        - Scritto da: angros
        Cosa puoi pretendere, da gente che ragiona con i
        paraocchi? È un peccato, perchè per altri versi
        Liosandro mi sembrava una persona intelligente,
        ma è stato talmente indottrinato che non riesce a
        ragionare con la sua testa, e si arrabbia se
        glielo
        proponi.Convinto tu... Meno male.Comincia a non vedere solo gli interessi dei pirati poi riparliamo di chi ha il paraocchi.
    • Liosandro scrive:
      Re: mmm
      - Scritto da: nemo230775
      Che fastidio sta tendenza di dare del ciccio alla
      gente....io mi sarei belle che
      offeso...Solo per curiosità: tu che c'entri?C'è un vecchio proverbio che qualifica certi comportamenti, ed Angros è capacissimo di difendersi da solo.
    • FinalCut scrive:
      Re: mmm
      - Scritto da: nemo230775
      Che fastidio sta tendenza di dare del ciccio alla
      gente....io mi sarei belle che
      offeso...Non ti sei mai visto Aldo Giovanni e Giacomo, vero? Take it easy. 8)(linux)(apple)
  • sancho pancho scrive:
    competizione?
    Non si chiamava concorrenza una volta? Classico esempio di inglese mal digerito.
    • angros scrive:
      Re: competizione?
      E questa per te sarebbe concorrenza? La concorrenza dovrebbe far
      • ruppolo scrive:
        Re: competizione?
        - Scritto da: angros
        E questa per te sarebbe concorrenza? La
        concorrenza dovrebbe far prezzi, non farli
        salireDipende dalle condizioni precedenti. Se prima il prezzo era calmierato, quando lo liberi sale.Lo abbiamo visto con iTunes e la musica. Lo abbiamo visto con Amazon. Lo abbiamo visto con la benzina.I prezzi scendono con la concorrenza solo se prima i prezzi erano liberi.
        • Liosandro scrive:
          Re: competizione?
          - Scritto da: ruppolo
          - Scritto da: angros

          E questa per te sarebbe concorrenza? La

          concorrenza dovrebbe far
          prezzi, non farli

          salire

          Dipende dalle condizioni precedenti. Se prima il
          prezzo era calmierato, quando lo liberi
          sale.

          Lo abbiamo visto con iTunes e la musica. Lo
          abbiamo visto con Amazon. Lo abbiamo visto con la
          benzina.
          I prezzi scendono con la concorrenza solo se
          prima i prezzi erano
          liberi.Ma sei matto? Introdurre il concetto di "prezzo calmierato" così?Qui l'unica cosa che conta è l'utopia, cosa credi?
        • angros scrive:
          Re: competizione?

          Dipende dalle condizioni precedenti. Se prima il
          prezzo era calmierato, quando lo liberi
          sale.Guarda che il concetto di calmierare non ha molto senso, per i beni digitali.Per calmierare un bene (cioè per fissare un prezzo massimo, ed impedire di superarlo), io devo avere delle scorte. Esempio: io ho enormi scorte di benzina, quando il prezzo della benzina supera un certo limite (poniamo che questo limite sia di 2 euro al litro), io comincio a vendere le mie scorte a tale prezzo, così gli altri non possono vendere ad un prezzo più alto, perchè io gli faccio concorrenza.Con i beni digitali, le scorte sono virtualmente infinite (non le posso esaurire, anche se rifornisco un numero infinito di persone: posso vendere lo stesso libro a tre miliardi di persone, ma io non resterò senza di esso); se il prezzo dei beni digitali venisse calmierato, sarebbe calmierato a zero (in parte, è quello che fa la pirateria, ma non solo: per il software, ad esempio, se un programma diventa gratuito, i concorrenti che offrono prodoti equivalenti sono quasi costretti a ridurre al minimo i prezzi, o a offrire anche i loro programmi gratis)Per libri e musica il prezzo non è affatto calmierato, e non lo è mai stato.

          Lo abbiamo visto con iTunes e la musica. No: la musica, con itunes, costa quasi quanto su CD, cambia solo per la possibilità di acquistare i singoli brani (ma questo è frazionamento, non prezzi calmierati). E comunque, se fosse così ti saresti contraddetto da solo, perchè tu sostenevi che il modello di itunes ha fatto scendere naturalmente i prezzi della musica, e ora invece sembra che tu sostenga il contrario.
          Lo
          abbiamo visto con Amazon. Lo abbiamo visto con la
          benzina.Per la benzina, il prezzo non è calmierato, al contrario, è tenuto alto artificialmente a causa delle accise (in parte per cercare di incentivare altri tipi di combustibili, meno inquinanti: guarda i prezzi di GPL e metano, per farti un'idea)
          I prezzi scendono con la concorrenza solo se
          prima i prezzi erano
          liberi.I prezzi dei beni digitali non sono liberi: se lo fossero, scenderebbero in poco tempo a zero (l'avevo spiegato proprio due giorni fa, in un'altra discussione). Quando esiste una vera concorrenza (come ad esempio per i software di navigazione: puoi rimpiazzare un programma con quello di un altro produttore (se l'hardware lo consente, ovviamente), e puoi scegliere in base al prezzo; se un produttore (ad esempio nokia) mette il suo programma gratuito, in poco tempo gli altri devono adeguarsi, o sparire. Per i browser, in passato, era accaduta la stessa cosa: all'inizio un browser internet andava comprato, poi, quando Microsoft ne ha messo a disposizione uno gratuito, anche gli altri (Netscape e Opera) sono diventati gratuiti). Un altro esempio sono i compilatori: un tempo, se volevi un compilatore C, te lo compravi, da quando esiste il GNU C Compiler (la prima versione è stata scritta da Stallman in persona), anche gli altri sono diventati gratuiti, almeno in parte (il Watcom, il Borland, il Digital Mars, il Visual Studio Express...)Per libri, film e musica, invece, non si ha una libera concorrenza: se ti interessa un libro di Grisham, non scegli un libro di Crichton, ad esempio, o di Stefano Benni. Se il libro che vuoi è pubblicato da un solo editore, di fatto questo editore è in un regime di monopolio (per quel libro lì), e fa salire i prezzi arbitrariamente. È proprio questo regime di monopolio che deve essere scardinato: e ciò si può fare solo autorizzando la libera copia di ogni tipo di file, e sbarazzandoci dei diritti d'autore (almeno nella loro forma attuale)
          • Liosandro scrive:
            Re: competizione?
            - Scritto da: angros

            Dipende dalle condizioni precedenti. Se prima il

            prezzo era calmierato, quando lo liberi

            sale.

            Guarda che il concetto di calmierare non ha molto
            senso, per i beni
            digitali.

            Per calmierare un bene (cioè per fissare un
            prezzo massimo, ed impedire di superarlo), io
            devo avere delle scorte. Esempio: io ho enormi
            scorte di benzina, quando il prezzo della benzina
            supera un certo limite (poniamo che questo limite
            sia di 2 euro al litro), io comincio a vendere le
            mie scorte a tale prezzo, così gli altri non
            possono vendere ad un prezzo più alto, perchè io
            gli faccio
            concorrenza.Ed anche qui cadi clamorosamente sull'interpretazione.Qualcuno può permettersi di calmierare un prodotto se ha altre entrate che possono compensare il minor guadagno o qualcuno che può coprirlo.Amazon poteva imporre un prezzo basso delle copie digitali perchè il suo interesse era guadagnare sull'oggetto Kindle.Si chiama "investimento sul futuro".I libri digitali erano e sono ancora una parte infinitesima dei guadagni Amazon, rispetto a tutto il suo business. Ora che Apple è apparsa ed è un competitor credibile, i venditori di libri si sono potuti ribellare ad una imposizione di Amazon, la quale ha dovuto abbozzare, comprendendo che l'aveva fatta fuori dal vaso. Incidentalmente questo fa capire quanto gli analisti di tutte queste aziende credano nel sucXXXXX di iPad...
          • angros scrive:
            Re: competizione?

            Ed anche qui cadi clamorosamente
            sull'interpretazione.
            Qualcuno può permettersi di calmierare un
            prodotto se ha altre entrate che possono
            compensare il minor guadagno o qualcuno che può
            coprirlo.Non ti rispondo, perchè mi avevano fatto un discorso praticamente identico qui:http://punto-informatico.it/b.aspx?i=2805585&m=2805850#p2805850Ti invito a leggere quello che avevo scritto in risposta, e poi, se hai qualche obiezione, a scriverla qui.
          • Liosandro scrive:
            Re: competizione?
            - Scritto da: angros

            Ed anche qui cadi clamorosamente

            sull'interpretazione.

            Qualcuno può permettersi di calmierare un

            prodotto se ha altre entrate che possono

            compensare il minor guadagno o qualcuno che può

            coprirlo.

            Non ti rispondo, perchè mi avevano fatto un
            discorso praticamente identico
            qui:
            http://punto-informatico.it/b.aspx?i=2805585&m=280

            Ti invito a leggere quello che avevo scritto in
            risposta, e poi, se hai qualche obiezione, a
            scriverla
            qui.Non rileggo nulla di nulla.So già che il tuo ragionamento fa acqua da tutte le parti, proprio per i nostri passati discorsi.Non serve insistere a farti vedere l'enorme montagna che hai davanti agli occhi. Sei cieco, e non vedi come il sistema che esalti porterà alla rovina della cultura.
          • angros scrive:
            Re: competizione?
            Se non vuoi neanche leggere quello che scrivo, sto perdendo il mio tempo.PLONK!
          • Liosandro scrive:
            Re: competizione?
            - Scritto da: angros
            Se non vuoi neanche leggere quello che scrivo,
            sto perdendo il mio
            tempo.

            PLONK!Guarda che ti ho plonkato io, ciccio. Arrivi tardi. Quello che dici non mi interessa.
          • Rupposandro scrive:
            Re: competizione?
            Papà :) non fare il prepotente con gli altri
          • Liosandro scrive:
            Re: competizione?
            - Scritto da: Rupposandro
            Papà :) non fare il prepotente con gli altriHAHAHAHA!!!!!!!E tu chi sei? :D
          • ruppolo scrive:
            Re: competizione?
            Siamo agli antipodi, per cui è inutile che ti rispondo punto per punto.Ti posso solo dire che il prezzo dei libri e-book su Amazon è calmierato da Amazon stessa: 9,99 dollari.Comunque i tuoi ragionamenti solo meramente da braccine corte, nulla di più. Uno scroccone. Uno che se può entra ad un concerto senza pagare (tanto non gli porti via nulla, non avresti pagato comunque, eccetera).
          • Africano scrive:
            Re: competizione?
            - Scritto da: ruppolo

            Comunque i tuoi ragionamenti solo meramente da
            braccine corte, nulla di più.Razionare ciò che non ha limiti che misura dà alle tue di braccine.
            Uno scroccone.no comment
            Uno
            che se può entra ad un concerto senza pagare
            (tanto non gli porti via nulla, Gli porterebbe via un posto invece, e quelli non hanno disponibilità illimitata.
            non avresti
            pagato comunque,
            eccetera).Pare una tesi campata in aria.Universal Resource
          • angros scrive:
            Re: competizione?
            Non avrei saputo rispondere meglio
          • Africano scrive:
            Re: competizione?
            - Scritto da: angros
            Non avrei saputo rispondere meglioSto abbozzando qualche pensierino su Universal Resource, lo posterò nel forum d'informatica, lì non puoi rispondere proprio. :(
          • Rupposandro scrive:
            Re: competizione?
            Poi ci si chiede perchè la gente è razzista...
          • Africano scrive:
            Re: competizione?
            - Scritto da: Rupposandro
            Poi ci si chiede perchè la gente è razzista...Un condensato di stupidità simile non si vedeva da anni.
          • Rupposandro scrive:
            Re: competizione?
            Era un test per vedere quanto resistevi ad una trollata :o (dato che ti vedo nuovo di qui).Forse non lo sai, ma PI in realtà è una palestra per i troll. Il trucco è non prendersela e vedere la parte ironica (anche se inizialmente puo' essere difficile).Poi c'è chi se la prende sul personale, e vedi le "scalette" nei commenti (rotfl)
          • Africano scrive:
            Re: competizione?
            - Scritto da: Rupposandro
            Era un test per vedere quanto resistevi ad una
            trollata :o (dato che ti vedo nuovo di
            qui).Ma quando mai i troll fanno test? Trollano e basta.

            Forse non lo sai, ma PI in realtà è una palestra
            per i troll. Ce lo so, e personalmente sono un sostenitore della libera espressione troll.
            Il trucco è non prendersela e vedere
            la parte ironica (anche se inizialmente puo'
            essere
            difficile).Lì dove era l'ironia? Il trucco è scegliere una tesi almeno un po' sostenibile, se la butti sul razzismo la risposta poco gentile è assicurata.

            Poi c'è chi se la prende sul personale, e vedi le
            "scalette" nei commenti
            (rotfl)Guarda che non l'ho presa sul personale, quell'effetto me lo fanno tutti i razzisti indipendentemente da chi si credono superiori.
        • Sky scrive:
          Re: competizione?
          - Scritto da: ruppolo
          - Scritto da: angros

          E questa per te sarebbe concorrenza? La

          concorrenza dovrebbe far
          prezzi, non farli

          salire

          Dipende dalle condizioni precedenti. Se prima il
          prezzo era calmierato, quando lo liberi
          sale.

          Lo abbiamo visto con iTunes e la musica. Lo
          abbiamo visto con Amazon. Lo abbiamo visto con la
          benzina.
          I prezzi scendono con la concorrenza solo se
          prima i prezzi erano
          liberi.Certo che ne scrivi di XXXXXXX.Apri gli occhi! E' tutto distorto, fanno quello che vogliono alla faccia tua.
  • ferrero luciano scrive:
    kindle
    desidero sapere quando arrivera' in italia e prezzo in euro
    • albertobs88 scrive:
      Re: kindle
      - Scritto da: ferrero luciano
      desidero sapere quando arrivera' in italia e
      prezzo in
      euroE' facile.Prendi la cifra in dollari. Al posto di $ scrivi .Aggiungi il 20% di iva.
      • ToFu scrive:
        Re: kindle
        - concordo !Pure la differenza di valuta non viene più contata, tanto che ci sono dei siti che chiedono abbonamento a 29 ..29$ ..29£.... e logico che se mi abbono pago in dollari !
  • FinalCut scrive:
    Finiranno con l'abbassare la cresta...
    Secondo me è andata così...Apple gli ha proposto un nuovo StoreLe case editrici hanno detto: Si, ma con i prezzi che vogliamo noi, altrimenti rimaniamo su AmazonApple ha detto: ok, (queste sono matte) che abbiamo da perdere?...Amazon per non perdere il mercato è stata costretta ad allinearsiPer sei mesi non venderanno un *azzo ne su Amazon ne su iPadAlla fine le case editrici lo capiranno, abbasseranno la cresta e torneranno ai 9.99$...Ho un solo dubbio... che le case editrici non siano così intelligenti... :s(linux)(apple)
    • angros scrive:
      Re: Finiranno con l'abbassare la cresta...

      Ho un solo dubbio... che le case editrici non
      siano così intelligenti...
      :sIo ho un altro dubbio: che gli utenti (o almeno alcuni di essi) non siano così intelligenti, e comprino anche a condizioni del genere (danneggiando sè stessi e gli altri, perchè a quel punto gli editori non abbasseranno certo i prezzi, se vedono che guadagnano tenendoli alti).È chi compra ad essere responsabile di questi prezzi assurdi, di certo non chi pirata.
      • FinalCut scrive:
        Re: Finiranno con l'abbassare la cresta...
        - Scritto da: angros

        Ho un solo dubbio... che le case editrici non

        siano così intelligenti...

        :s

        Io ho un altro dubbio: che gli utenti (o almeno
        alcuni di essi) non siano così intelligenti, e
        comprino anche a condizioni del genere
        (danneggiando sè stessi e gli altri, perchè a
        quel punto gli editori non abbasseranno certo i
        prezzi, se vedono che guadagnano tenendoli
        alti).
        È chi compra ad essere responsabile di questi
        prezzi assurdi, di certo non chi
        pirata.Mah... una cosa è comprare Britni Spir a 99cents altra cosa è comperare un txt a 15 ...(linux)(apple)
        • angros scrive:
          Re: Finiranno con l'abbassare la cresta...
          Alcuni utenti faranno il paragone con i prezzi dei libri su carta, e magari ci cascheranno (poi, un libro ti dura di più di una canzone: quanto impieghi a leggerlo? E a sentire una canzone?)Comunque, vorrei farti una domanda: secondo te, qual è il giusto "valore" per un libro? E per una canzone? E per uno dei tuoi documentari?
          • FinalCut scrive:
            Re: Finiranno con l'abbassare la cresta...
            - Scritto da: angros
            Alcuni utenti faranno il paragone con i prezzi
            dei libri su carta, e magari ci cascheranno (poi,
            un libro ti dura di più di una canzone: quanto
            impieghi a leggerlo? E a sentire una
            canzone?)Un libro lo leggi una volta sola in vita tua, forse due a distanza di molti anni.Una canzone... beh io ascolto ancora "California dreaming"[yt]RtVIhDgo_uU[/yt]
            Comunque, vorrei farti una domanda: secondo te,
            qual è il giusto "valore" per un libro?Dipende.... Il nome della Rosa o Giovannona coscialunga?Secondo me i 9.99$ per le novità erano il massimo... meglio 4 o 5$ per libro.9 - 15$ possono andare per un libro destinato ad esaurirsi nel tempo tipo questo preso a caso:http://www.amazon.com/Flash-CS4-Professional-Digital-Classroom/dp/0470410930/ref=sr_1_1?ie=UTF8&s=books&qid=1265400004&sr=8-1
            E per una canzone? 99c è in media un prezzo onesto, meglio 70c
            E per uno dei tuoi
            documentari?Dipende, la gente non compra documentari. 4 - 5$ mi sembrano equi.(linux)(apple)
          • zi_o_zio scrive:
            Re: Finiranno con l'abbassare la cresta...
            - Scritto da: FinalCut
            Una canzone... beh io ascolto ancora "California
            dreaming"Quoto. E straquoto.Per lo stesso motivo sono convinto che la crociata delle case discografiche in tutti questi anni puzzava e puzza di "pretesto per ingrassarsi" o, peggio ancora, di veicolo per condurci al pieno controllo della rete dea parte dei governi.Ciao
      • ToFu scrive:
        Re: Finiranno con l'abbassare la cresta...
        Gli utenti acquistano videogiochi a 79 fai te !E gli acquisterebbero anche a 200 !
    • MiConsenta scrive:
      Re: Finiranno con l'abbassare la cresta...
      - Scritto da: FinalCut
      Per sei mesi non venderanno un *azzo ne su Amazon
      ne su
      iPadE se si infilassero su per il Q lato portrait :-D il loro tablet? Abbasserebbero e come i prezzi. Fermo restando che se voglio leggere una cosa, mi compero un bel LIBRO. Vuoi mettere sfogliarlo?
  • DarkOne scrive:
    Sono matti.
    Non c'è altra definizione.Sono ancorati alle loro convinzioni e non demordono, tentano di spremere come limoni la gente adducendo motivazioni assurde...Io mi domando perchè la gente continui a regalare soldi a queste sanguisughe. Che falliscano.
    • Joe Tornado scrive:
      Re: Sono matti.
      Sarò vecchio, antiquato, oscurantista, tutto quello che volete ... ma io i libri li compro di carta e quando posso usati e/o in edizione economica.
    • angros scrive:
      Re: Sono matti.

      Io mi domando perchè la gente continui a regalare
      soldi a queste sanguisughe. Che
      falliscano.Infatti: ma si sono dati la zappa sui piedi da soli... ora non potranno fermare la pirateria.Non credo proprio che ora qualcuno oserà ancora dire che chi pirata è un ladro e deve essere arrestato... in situazioni come queste, è chi compra che è matto, e dovrebbe essere curato.
      • ruppolo scrive:
        Re: Sono matti.
        - Scritto da: angros

        Io mi domando perchè la gente continui a
        regalare

        soldi a queste sanguisughe. Che

        falliscano.

        Infatti: ma si sono dati la zappa sui piedi da
        soli... ora non potranno fermare la
        pirateria.Eccome se la fermano, vedrai.
        Non credo proprio che ora qualcuno oserà ancora
        dire che chi pirata è un ladro e deve essere
        arrestato...Certo che è un ladro.
        in situazioni come queste, è chi
        compra che è matto, e dovrebbe essere
        curato.Chi compra la cultura non è mai matto.Ma tu pensi che le università, il luogo per eccellenza della cultura, siano gratuite? Pensi che i professori lavori gratis? Che i palazzi, le strutture, le attrezzature, i laboratori, i sistemi di telecomunicazioni, sia tutto gratis? O, peggio, che ti sia dovuto? Certo, se sei meritevole, ti becchi una bella borsa di studio, altrimenti ti rimbocchi le maniche e ti guadagni col lavoro la tua istruzione, come tutti.
        • angros scrive:
          Re: Sono matti.


          Infatti: ma si sono dati la zappa sui piedi da

          soli... ora non potranno fermare la

          pirateria.

          Eccome se la fermano, vedrai.Avanti, dimmi come è possibile: un libro può essere convertito in qualsiasi formato (incluso il txt); non puoi mettere watermark in un file di testo, e non puoi mettere un DRM (alla peggio, il testo può diventare un comune file di posta elettronica.Inoltre, un libro è un file piccolo: una fotografia occupa più spazio. Per scaricarlo si impiegano 30 secondi (non le ore, o i giorni, necessari a scaricare un film), quindi il consumo di banda non cambia.


          Non credo proprio che ora qualcuno oserà ancora

          dire che chi pirata è un ladro e deve essere

          arrestato...

          Certo che è un ladro.Hai un bel coraggio a dire una cosa del genere... ma forse non è coraggio, forse sei matto...


          in situazioni come queste, è chi

          compra che è matto, e dovrebbe essere

          curato.

          Chi compra la cultura non è mai matto.Ma qui non compri la cultura: "comprare" la cultura (in una università, ad esempio) significa pagare qualcuno che mi insegni (in parte con le parole e i testi, in parte con le esercitazioni), e non si paga solo con i soldi, ma contribuendo ad ampliare la cultura che ottengo (non puoi laurearti, se non hai fatto la tesi di laurea, con la quale dai il tuo personale, anche se piccolo, contributo originale). E soprattutto, la cultura che ho acquisito è mia, e la uso come voglio (posso usarla per il mio lavoro, e posso insegnarla ad altri, la scelta è mia)Quando tu compri un libro digitale, non compri il testo (altrimenti, poi sarebbe tuo, e tu potresti fartene cosa vuoi, anche aprire una tipografia, stampartelo, e venderlo); tu compri una licenza, cioè un contratto dove tra l'altro ti impegni a non divulgare il libro che hai preso: quindi, paghi per limitare l'acXXXXX alla cultura. E ti ripeto: solo un matto farebbe consapevolmente una cosa del genere.Tra l'altro, vorrei ricordarti una cosa: se tu compri un libro online, e ne fai una copia che dai a me, tu commetti un atto illegale, perchè comprando il libro avevi accettato la licenza, e poi l'hai infranta, mentre io non faccio nulla di illegale, perchè non avevo mai accettato nessuna licenza, e quindi non posso averla infranta (potrei addirittura non sapere che quel libro era piratato, in teoria).
          • ruppolo scrive:
            Re: Sono matti.
            - Scritto da: angros


            Infatti: ma si sono dati la zappa sui piedi da


            soli... ora non potranno fermare la


            pirateria.



            Eccome se la fermano, vedrai.

            Avanti, dimmi come è possibile: un libro può
            essere convertito in qualsiasi formato (incluso
            il txt); non puoi mettere watermark in un file di
            testo, e non puoi mettere un DRM (alla peggio, il
            testo può diventare un comune file di posta
            elettronica.Puoi mettere il DRM fin che vuoi. Anzi, è già messo.
            Inoltre, un libro è un file piccolo: una
            fotografia occupa più spazio. Per scaricarlo si
            impiegano 30 secondi (non le ore, o i giorni,
            necessari a scaricare un film), quindi il consumo
            di banda non
            cambia.E cosa c'entra il consumo di banda o il tempo per scaricarlo?
            Hai un bel coraggio a dire una cosa del genere...
            ma forse non è coraggio, forse sei
            matto...Ho un bel coraggio? TU hai un bel coraggio, che non rispetti il lavoro degli altri!
            Ma qui non compri la cultura: "comprare" la
            cultura (in una università, ad esempio) significa
            pagare qualcuno che mi insegni (in parte con le
            parole e i testi, in parte con le esercitazioni),Se questo qualcuno queste parole e testi li mette su un file in modo che tu, che vivi dall'altro capo del pianeta, possa usufruirne, allora il suo lavoro non è più meritevole di essere retribuito?
            e non si paga solo con i soldi, ma contribuendo
            ad ampliare la cultura che ottengo (non puoi
            laurearti, se non hai fatto la tesi di laurea,
            con la quale dai il tuo personale, anche se
            piccolo, contributo originale).Non diciamo XXXXXXXte. La tesi è una prova per vedere se sei in grado di produrre qualcosa di tuo. È importante, per la società oltre che per tre stesso, quello che produrrai dopo, durante il resto della tua vita.
            E soprattutto, la
            cultura che ho acquisito è mia, e la uso come
            voglio (posso usarla per il mio lavoro, e posso
            insegnarla ad altri, la scelta è
            mia)Certamente. Ma questo vale anche per gli altri, altri ai quali TU non rispetti ciò che LORO vogliono fare con la LORO conoscenza!
            Quando tu compri un libro digitale, non compri il
            testo (altrimenti, poi sarebbe tuo, e tu potresti
            fartene cosa vuoi, anche aprire una tipografia,
            stampartelo, e venderlo); tu compri una licenza,
            cioè un contratto dove tra l'altro ti impegni a
            non divulgare il libro che hai preso:"divulgare" è il termine sbagliato. La conoscenza, si divulga. Il libro si cede tal quale.
            quindi, paghi per limitare l'acXXXXX alla
            cultura. E ti ripeto: solo un matto farebbe
            consapevolmente una cosa del
            genere.Io pago per la MIA cultura, non per quella degli altri. A parte le scuole dell'obbligo con mie tasse, per dare a tutti una base di partenza. Ma quella è la base di partenza, il resto del viaggio, se lo vuoi, è a TUO carico. L'agricoltura ha anch'essa bisogno di risorse...
            Tra l'altro, vorrei ricordarti una cosa: se tu
            compri un libro online, e ne fai una copia che
            dai a me, tu commetti un atto illegale,
            perchè comprando il libro avevi accettato la
            licenza, e poi l'hai infranta, mentre io
            non faccio nulla di illegale, perchè non avevo
            mai accettato nessuna licenza, e quindi non posso
            averla infranta (potrei addirittura non sapere
            che quel libro era piratato, in
            teoria).Mai sentito parlare di RICETTAZIONE? INCAUTO ACQUISTO?Ma ancora di più, mai sentito parlare di ONESTÀ?
          • angros scrive:
            Re: Sono matti.

            Puoi mettere il DRM fin che vuoi. Anzi, è già
            messo.E puoi craccarlo finchè vuoi, anzi, è già craccato (http://punto-informatico.it/2778003/PI/News/kindle-hacker-augurano-buon-natale.aspx)
            E cosa c'entra il consumo di banda o il tempo per
            scaricarlo?C'entra perchè se stai per giorni con il P2P attaccato, magari ti beccano, ma se lo ricevi come allegato di posta elettronica, o lo scarichi da un sito (mentre stavi scaricando anche immagini, un video da youtube e una animazione in flash), diventa quasi impossibile individuarlo.Anzi, volendo potresti nasconderlo in un altro file... vallo a beccare.
            Ho un bel coraggio? TU hai un bel coraggio, che
            non rispetti il lavoro degli
            altri!......
            Se questo qualcuno queste parole e testi li mette
            su un file in modo che tu, che vivi dall'altro
            capo del pianeta, possa usufruirne, allora il suo
            lavoro non è più meritevole di essere
            retribuito?Lascia da parte il "merito", che è un concetto molto soggettivo; come stabilisci il prezzo?Il problema è questo: se quello chiede un prezzo alto, non è disposto ad abbassarlo, e nessuno lo paga, cosa farà? Semplice, smetterà di lavorare.Ma se smette di lavorare, il lavoro digitale che lui ha già prodotto, che fine fa? Esiste ancora? È ancora duplicabile? Io potrei ancora procurarmelo? (Visto che posso ancora procurarmi i libri di autori che sono morti da secoli...)Tu continui a confondere il lavoro con il prodotto finale: il lavoro è disponibile in quantità limitata, ma il prodotto digitale è duplicabile all'infinito.
            Non diciamo XXXXXXXte. La tesi è una prova per
            vedere se sei in grado di produrre qualcosa di
            tuo. È importante, per la società oltre che per
            tre stesso, quello che produrrai dopo, durante il
            resto della tua
            vita.Ma quello che produttò dopo non è necessariamente una informazione, o un bene digitale.
            "divulgare" è il termine sbagliato. La
            conoscenza, si divulga. Il libro si cede tal
            quale.Quale è la differenza?


            quindi, paghi per limitare l'acXXXXX alla

            cultura. E ti ripeto: solo un matto farebbe

            consapevolmente una cosa del

            genere.

            Io pago per la MIA cultura, non per quella degli
            altri. A parte le scuole dell'obbligo con mie
            tasse, per dare a tutti una base di partenza. Ma
            quella è la base di partenza, il resto del
            viaggio, se lo vuoi, è a TUO carico.
            L'agricoltura ha anch'essa bisogno di
            risorse...Non paghi l'informazione, paghi il lavoro di chi te la insegna e il lavoro di chi verifica se hai imparato. Se ti interessa solo l'informazione, l'ingresso nelle aule universitarie o nelle biblioteche è gratuito, e aperto a tutti.
            Mai sentito parlare di RICETTAZIONE? INCAUTO
            ACQUISTO?Rileggi l'esempio che ho fatto: dove sta scritto che ho ACQUISTATO la copia?
            Ma ancora di più, mai sentito parlare di ONESTÀ?Sì, e non ne vedo affatto in chi sostiene il diritto d'autore.
          • ruppolo scrive:
            Re: Sono matti.
            - Scritto da: angros

            Puoi mettere il DRM fin che vuoi. Anzi, è già

            messo.

            E puoi craccarlo finchè vuoi, anzi, è già
            craccato
            (http://punto-informatico.it/2778003/PI/News/kindlQuello lo hanno craccato, quello di Apple no. E di acqua sotto i pinti ne è passata parecchia.

            E cosa c'entra il consumo di banda o il tempo
            per

            scaricarlo?

            C'entra perchè se stai per giorni con il P2P
            attaccato, magari ti beccano, ma se lo ricevi
            come allegato di posta elettronica, o lo scarichi
            da un sito (mentre stavi scaricando anche
            immagini, un video da youtube e una animazione in
            flash), diventa quasi impossibile
            individuarlo.

            Anzi, volendo potresti nasconderlo in un altro
            file... vallo a
            beccare.Ah, ho capito, le tue erano le istruzioni per delinquere. Beh, perché non fai un bel sito per insegnare le tecniche per rubare materiale protetto da diritto d'autore? Chissà, forse se non lo fai a scopo di lucro, non ti mettono in galera.
            Lascia da parte il "merito", che è un concetto
            molto soggettivo; come stabilisci il
            prezzo?Il "come" non è affar tuo, ma di chi ha lavorato.
            Il problema è questo: se quello chiede un prezzo
            alto, non è disposto ad abbassarlo, e nessuno lo
            paga, cosa farà? Semplice, smetterà di
            lavorare.Non è affar tuo.
            Ma se smette di lavorare, il lavoro digitale che
            lui ha già prodotto, che fine fa?La fine che lui vorrà: regalarlo, distruggerlo, conservarlo e non divulgarlo... quello che gli pare e piace: è suo.
            Esiste ancora?
            È ancora duplicabile? Io potrei ancora
            procurarmelo?Col tuo sistema non ci sono limiti, salvo la gente in divisa che quando ti becca ti sbatte in cella. (Visto che posso ancora procurarmi
            i libri di autori che sono morti da
            secoli...)Quelli si. Ma tu non ti accontenti di quelli, vero?
            Tu continui a confondere il lavoro con il
            prodotto finale: il lavoro è disponibile in
            quantità limitata, ma il prodotto digitale è
            duplicabile
            all'infinito.Un dettaglio insignificante se non per un ladro: nel primo caso chi lo ruba prima è avvantaggiato perché il ladro successivo potrebbe restare a bocca asciutta.
            Ma quello che produttò dopo non è necessariamente
            una informazione, o un bene
            digitale.Ma anche si. Credo che ognuno debba essere libero di produrre beni materiali o immateriali ed essere retribuito per il suo lavoro.

            "divulgare" è il termine sbagliato. La

            conoscenza, si divulga. Il libro si cede tal

            quale.

            Quale è la differenza?Il veicolo.
            Non paghi l'informazione, paghi il lavoro di chi
            te la insegna e il lavoro di chi verifica se hai
            imparato.Appunto, il lavoro. Lavoro che può essere parlare ad una platea o scrivere un libro o registrare un corso video. Il fine è lo stesso, cambia solo il mezzo. E il mezzo non può e non deve essere discriminante del lavoro altrui per cui è meritevole di retribuzione solo il lavoro di parla alla platea e di chi registra un corso video.
            Se ti interessa solo l'informazione,
            l'ingresso nelle aule universitarie o nelle
            biblioteche è gratuito, e aperto a
            tutti.Non è gratuito, lo paga la comunità.

            Mai sentito parlare di RICETTAZIONE? INCAUTO

            ACQUISTO?

            Rileggi l'esempio che ho fatto: dove sta scritto
            che ho ACQUISTATO la
            copia?Sati dicendo che se rubi il prodotto allora, non avendo accettato la licenza, sei libero di farne ciò che vuoi? Certo, peccato che il reato è solo diverso: il furto invece della violazione della licenza d'uso.

            Ma ancora di più, mai sentito parlare di ONESTÀ?
            Sì, e non ne vedo affatto in chi sostiene il
            diritto
            d'autore.Non è lui quello colpito dal tuo modo di fare, ma l'autore.
          • Liosandro scrive:
            Re: Sono matti.
            - Scritto da: ruppolo
            - Scritto da: angros


            Puoi mettere il DRM fin che vuoi. Anzi, è già


            messo.



            E puoi craccarlo finchè vuoi, anzi, è già

            craccato


            (http://punto-informatico.it/2778003/PI/News/kindl

            Quello lo hanno craccato, quello di Apple no. E
            di acqua sotto i pinti ne è passata
            parecchia.



            E cosa c'entra il consumo di banda o il tempo

            per


            scaricarlo?



            C'entra perchè se stai per giorni con il P2P

            attaccato, magari ti beccano, ma se lo ricevi

            come allegato di posta elettronica, o lo
            scarichi

            da un sito (mentre stavi scaricando anche

            immagini, un video da youtube e una animazione
            in

            flash), diventa quasi impossibile

            individuarlo.



            Anzi, volendo potresti nasconderlo in un altro

            file... vallo a

            beccare.

            Ah, ho capito, le tue erano le istruzioni per
            delinquere. Beh, perché non fai un bel sito per
            insegnare le tecniche per rubare materiale
            protetto da diritto d'autore? Chissà, forse se
            non lo fai a scopo di lucro, non ti mettono in
            galera.


            Lascia da parte il "merito", che è un concetto

            molto soggettivo; come stabilisci il

            prezzo?
            Il "come" non è affar tuo, ma di chi ha lavorato.


            Il problema è questo: se quello chiede un prezzo

            alto, non è disposto ad abbassarlo, e nessuno lo

            paga, cosa farà? Semplice, smetterà di

            lavorare.
            Non è affar tuo.


            Ma se smette di lavorare, il lavoro digitale che

            lui ha già prodotto, che fine fa?
            La fine che lui vorrà: regalarlo, distruggerlo,
            conservarlo e non divulgarlo... quello che gli
            pare e piace: è
            suo.


            Esiste ancora?

            È ancora duplicabile? Io potrei ancora

            procurarmelo?

            Col tuo sistema non ci sono limiti, salvo la
            gente in divisa che quando ti becca ti sbatte in
            cella.

            (Visto che posso ancora procurarmi

            i libri di autori che sono morti da

            secoli...)
            Quelli si. Ma tu non ti accontenti di quelli,
            vero?



            Tu continui a confondere il lavoro con il

            prodotto finale: il lavoro è disponibile in

            quantità limitata, ma il prodotto digitale è

            duplicabile

            all'infinito.
            Un dettaglio insignificante se non per un ladro:
            nel primo caso chi lo ruba prima è avvantaggiato
            perché il ladro successivo potrebbe restare a
            bocca
            asciutta.


            Ma quello che produttò dopo non è
            necessariamente

            una informazione, o un bene

            digitale.
            Ma anche si. Credo che ognuno debba essere libero
            di produrre beni materiali o immateriali ed
            essere retribuito per il suo
            lavoro.



            "divulgare" è il termine sbagliato. La


            conoscenza, si divulga. Il libro si cede tal


            quale.



            Quale è la differenza?
            Il veicolo.


            Non paghi l'informazione, paghi il lavoro di chi

            te la insegna e il lavoro di chi verifica se hai

            imparato.
            Appunto, il lavoro. Lavoro che può essere parlare
            ad una platea o scrivere un libro o registrare un
            corso video. Il fine è lo stesso, cambia solo il
            mezzo. E il mezzo non può e non deve essere
            discriminante del lavoro altrui per cui è
            meritevole di retribuzione solo il lavoro di
            parla alla platea e di chi registra un corso
            video.


            Se ti interessa solo l'informazione,

            l'ingresso nelle aule universitarie o nelle

            biblioteche è gratuito, e aperto a

            tutti.
            Non è gratuito, lo paga la comunità.



            Mai sentito parlare di RICETTAZIONE? INCAUTO


            ACQUISTO?



            Rileggi l'esempio che ho fatto: dove sta scritto

            che ho ACQUISTATO la

            copia?

            Sati dicendo che se rubi il prodotto allora, non
            avendo accettato la licenza, sei libero di farne
            ciò che vuoi? Certo, peccato che il reato è solo
            diverso: il furto invece della violazione della
            licenza
            d'uso.



            Ma ancora di più, mai sentito parlare di
            ONESTÀ?

            Sì, e non ne vedo affatto in chi sostiene il

            diritto

            d'autore.
            Non è lui quello colpito dal tuo modo di fare, ma
            l'autore.Inutile Ruppolo: ti scontri contro alcune distorsioni logiche sostenute fino alla morte pur di supportare un discorso che gli fa comodo.Non concepiscono il fatto che il valore di un oggetto sta nel lavoro che è stato fatto per renderlo disponibile.Non capiscono che questo lavoro include a catena quello che sono il lavoro fisico o mentale di coloro che hanno realizzato un'opera, materiali necessari a produrla, a distribuirla, a renderne evidente l'esistenza.Non solo: non capiscono (o ipocritamente fanno finta di non capire) che da che mondo è mondo CHI PRODUCE STABILISCE IL PREZZO, con una assunzione di rischio riguardante l'accettazione o meno del mercato.Non capiscono nemmeno che il fatto stesso che si parli di MERCATO presuppone un rapporto tra venditore ed acquirente.E per giustificare il loro furto di un prodotto e sentirsi in pace con la loro coscienza, si inventano fantomatiche ingiustizie non fronteggiabili se non col furto. Manco fossero Robin Hood.Il discorso per loro è: "Questo bene a mio parere costa troppo, (o più semplicemente costa qualcosa), ma siccome è troppo facile rubartelo non vale nulla. Quindi te lo rubo."Ridicolo.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 07 febbraio 2010 14.29----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 07 febbraio 2010 14.31-----------------------------------------------------------
          • ruppolo scrive:
            Re: Sono matti.
            - Scritto da: Liosandro
            E per giustificare il loro furto di un prodotto e
            sentirsi in pace con la loro coscienza, si
            inventano fantomatiche ingiustizie non
            fronteggiabili se non col furto. Manco fossero
            Robin
            Hood.Infatti Robin Hood rubava ai ricchi per donare ai poveri, non per proprio tornaconto.
            Il discorso per loro è: "Questo bene a mio parere
            costa troppo, (o più semplicemente costa
            qualcosa), ma siccome è troppo facile rubartelo
            non vale nulla. Quindi te lo
            rubo."

            Ridicolo.Più che ridicolo è triste.
          • angros scrive:
            Re: Sono matti.
            Tu confondi parecchi concetti:In primo luogo: valore e prezzo sono due cose diverse, mentre tu ne parli come se fossero sinonimi: il valore esprime quanto desideri (o quanto ti è utile) una cosa, il prezzo esprime quanto viene pagata quella cosa.Ti faccio un esempio pratico: qual'è il "valore" di un tuo occhio? Di una tua mano? O addirittura della tua vita?Se stipuli un'assicurazione contro gli infortuni, te lo diranno, basandosi sui danni che avresti in caso di perdita: il valore di una tua mano verrà calcolato, ad esempio, in base a quanto ti costerebbe far adattare una automobile per guidarla con una mano sola, al fatto che per alcuni compiti che adesso svolgi da solo avrai bisogno di assistenza, al fatto che dovrai mettere una protesi, ed infine al tempo (stimato in base al numero di anni che statisticamente ti restano da vivere) per cui avrai bisogno di tali soldi. Poniamo che il valore di una tua mano sia stimato in mezzo milione di euro (insomma: se perdi una mano, l'assicurazione ti pagherà quella cifra).Mi venderesti una tua mano, per mezzo milione di euro? Non credo proprio. Quanto dovrei darti, per comprarla? Tu non accetteresti mai.Quindi una mano non ha un prezzo, perchè non è possibile comprarla o venderla: eppure, di sicuro ha valore.Un altro esempio: l'aria ha sicuramente valore (è indispensabile per sopravvivere), ma il suo prezzo è zero: se io ti proponessi di comprare dieci litri di aria, accetteresti? Non credo.I beni digitali hanno sicuramente un valore, ma tale valore è diverso dal prezzo.Inoltre, non è chi produce che stabilisce il prezzo: è il mercato che lo stabilisce: se tu produci scarpe, e fissi il prezzo a 1000 euro al paio, non le vendi, perchè nessuno te le compra.Ne ho già parlato due giorni fa in questo thread:http://punto-informatico.it/b.aspx?i=2805585&m=2805894#p2805894
          • Liosandro scrive:
            Re: Sono matti.
            - Scritto da: angros
            Tu confondi parecchi concetti:

            In primo luogo: valore e prezzo
            sono due cose diverse, mentre tu ne parli come se
            fossero sinonimi: il valore esprime quanto
            desideri (o quanto ti è utile) una cosa, il
            prezzo esprime quanto viene pagata quella
            cosa.

            Ti faccio un esempio pratico: qual'è il "valore"
            di un tuo occhio? Di una tua mano? O addirittura
            della tua
            vita?Ciccio, UN OCCHIO O UNA MANO NON SONO PRODOTTI DA QUALCUNO.E ad oggi sono oggetti insostituibili ed indispensabili.E già con questo paragone che hai fatto, COMPLETAMENTE CAMPATO PER ARIA, il tuo discorso va a farsi benedire.Ti saluto.
          • angros scrive:
            Re: Sono matti.

            Ciccio, UN OCCHIO O UNA MANO NON SONO PRODOTTI DA
            QUALCUNO.Ciccio, LA TERRA NON È PRODOTTA DA QUALCUNO. Eppure, a quanto mi risulta, i terreni si comprano e si vendono, ed hanno un prezzo di mercato.
            E ad oggi sono oggetti insostituibili ed
            indispensabili.
            Anche il cibo che mangi è indispensabile, eppure ha un prezzo.Se non vuoi accettare il paragone che ti ho fatto io, perchè tu (e anche altri) continuate a paragonare la pirateria al furto? Se mi mettessi a fare come te, direi che paragonare la pirateria al furto non ha senso, quindi la pirateria è legittima, punto.
          • Liosandro scrive:
            Re: Sono matti.
            - Scritto da: angros

            Ciccio, UN OCCHIO O UNA MANO NON SONO PRODOTTI
            DA

            QUALCUNO.

            Ciccio, LA TERRA NON È PRODOTTA DA QUALCUNO.
            Eppure, a quanto mi risulta, i terreni si
            comprano e si vendono, ed hanno un prezzo di
            mercato.


            E ad oggi sono oggetti insostituibili ed

            indispensabili.



            Anche il cibo che mangi è indispensabile, eppure
            ha un
            prezzo.

            Se non vuoi accettare il paragone che ti ho fatto
            io, perchè tu (e anche altri) continuate a
            paragonare la pirateria al furto? Se mi mettessi
            a fare come te, direi che paragonare la pirateria
            al furto non ha senso, quindi la pirateria è
            legittima,
            punto.Il cibo è indispensabile, ma c'è concorrenza, gringo! Puoi anche comprarti i semi e farti l'insalatina nell'orto! Ed infatti l'insalatina costa poco. Ma se vuoi metter su un allevamento di storioni per farti il caviale, devi spendere talmente tanto in lavoro e strutture che vale la pena accettare il prezzo che ti impongono, se lo vuoi godere (anche se ultimamente non ce n'è più molto in giro, accidenti...)Tornando agli arti, un occhio o una mano non hanno concorrenza! Non esistono ancora rimpiazzi funzionali completi per un occhio o una mano! E non c'è un "mercato" per gli organi. Non legale quanto meno.Stai a vedere che adesso un brano musicale è necessario quanto un occhio...Insisti, stai finendo in un vicolo cieco.
          • angros scrive:
            Re: Sono matti.
            Il discorso di "necessario" o meno è irrilevante: la "necessità" influisce sulla domanda di un prodotto, non sull'offerta.Per quanto riguarda la domanda, non c'è sostanziale differenza tra un bene digitale ed un bene materiale. Per quanto riguarda l'offerta, però, la differenza esiste (un bene materiale ha un'offerta limitata, un bene digitale ha un'offerta illimitata)Ed il prezzo di vendita dipende da domanda e offerta: se l'offerta è infinita, il prezzo scende all'infinito (e quindi arrivare a zero).Il concetto di rinunciare ad un bene ha senso quando c'è scarsità di quel bene: non posso permettermelo, quindi lo lascio a chi può permetterselo (è quello che capita in una vendita all'asta: se due persone vogliono lo stesso bene, quindi aumentano la domanda, il prezzo sale, finchè qualcuno non abbandona); ma tutto questo non ha senso se non c'è scarsità del bene: non ha senso mettere all'asta l'ascolto di una canzone: chi la ascolta non la toglie agli altri, quindi perchè dovrebbe alzare il prezzo?
          • ruppolo scrive:
            Re: Sono matti.
            - Scritto da: angros
            Ed il prezzo di vendita dipende da domanda e
            offerta: se l'offerta è infinita, il prezzo
            scende all'infinito (e quindi arrivare a
            zero).In teoria.In pratica le cose vanno diversamente. Sono io che vendo a decidere il prezzo. Il mercato mi può influenzare, nel senso che posso accettare un guadagno inferiore a quello che vorrei. Ma sotto un certo limite, io non vendo proprio. Come il lavoro: anche il lavoro se vogliamo è in offerta illimitata, ma il prezzo non scende mai a zero. Lavoreresti tu per 1 centesimo l'ora? Semplicemente no. E a 10? Nemmeno. E a 1 euro? Nemmeno. Sotto un certo limite uno ti risponde "fanXXXX".
            Il concetto di rinunciare ad un bene ha senso
            quando c'è scarsità di quel bene: non posso
            permettermelo, quindi lo lascio a chi può
            permetterselo (è quello che capita in una vendita
            all'asta: se due persone vogliono lo stesso bene,
            quindi aumentano la domanda, il prezzo sale,
            finchè qualcuno non abbandona); ma tutto questo
            non ha senso se non c'è scarsità del bene: non ha
            senso mettere all'asta l'ascolto di una canzone:
            chi la ascolta non la toglie agli altri, quindi
            perchè dovrebbe alzare il
            prezzo?Prima di tutto per una equità: perché uno deve pagare e l'altro no? Secondo perché è l'autore che deve decidere cosa fare delle sue opere.Se io fossi libero di fare e tu usufruisci del mio lavoro senza darmi nulla in cambio, prendo un bastone e ti spacco la testa. E lo stesso farebbe un altro, fin quando capisci che non si frega la gente. E non ha alcuna importanza se la disponibilità è infinita o meno, a me autore non me ne cala un accidente. Vuoi godere del frutto del mio lavoro? Paghi, altrimenti botte!
          • khamsin scrive:
            Re: Sono matti.
            La determinazione di un prezzo/valore e' data dalla mediazione fra cio' che chiede il venditore e cio' che l'aquirente puo'/vuole pagare.. ok.. regola di base.Ma ci si dimentica che il Mercato fa anche si che se il prezzo e' troppo alto e vi e' tanta richiesta allora si produce il "mercato nero", insomma ci sara' qualcuno che si porra' come venditore intermedio in concorrenza a quello originale. Quindi direi che e' sempre difficile raggiungere un prezzo equilibrato per un prodotto molto richiesto.Inoltre ci si dimentica che sul prezzo del materiale in questione, sia esso CD, libri o altro c'e' un prezzo che e' stato determinato quando il prodotto veniva confezionato attraverso una catena di fabbriche, negozi, distributori. In quel mercato aveva "senso" un costo, mettiamo, 100 di cui 80 in materiale e 20 all'autore.. oggi con le digitalizzazione non ha piu' senso quell'80... diciamo che sarebbe piu' giusto un 20 alla distribuzione e un 20 all'autore...Quindi, quello dietro cui si trincerano coloro che scaricano illegalmente e' il seguente ragionamento: mi rifiuto di pagare un distributore/produttore per qualcosa che non fa piu' a quei prezzi..Giusto ? sbagliato ? ognuno e' responsabile di cio' che fa, ma almeno ammettiamo che e' illegale (magari e' una protesta civile..ma comunque illegale) .
          • angros scrive:
            Re: Sono matti.

            In teoria.
            In pratica le cose vanno diversamente. Sono io
            che vendo a decidere il prezzo. Questo non è vero: se fissi un prezzo troppo alto, nessuno compra, e tu non vendi; se fissi un prezzo troppo basso, altri comprano da te e rivendono a prezzo piu' alto, finchè tu non esaurisci le scorte.
            Il mercato mi può
            influenzare, nel senso che posso accettare un
            guadagno inferiore a quello che vorrei. Ma sotto
            un certo limite, io non vendo proprio.Puoi decidere di non vendere, ma non puoi impedire agli altri di vendere a meno (e così sarai tagliato fuori dal mercato)Corollario: per i beni digitali, se tu non vendi piu' le tue opere, ti freghi da solo: i comincio a distribuire le copie pirata, e per te diventerà praticamente impossibile farmi causa; infatti, tu puoi chiedermi un risarcimento, che per legge viene calcolato in base a due fattori:- danno emergente: quello che tu possedevi, e che hai perso: ma tu non hai perso nulla, perchè hai ancora quello che avevi prima.- lucro cessante: quello che avresti guadagnato, se io non avessi piratato il tuo lavoro: ma se tu non lo stai piu' vendendo, non avresti guadagnato nulla, perciò il tuo lucro cessante è pari a zero.Quindi, il risarcimento che dovrei darti sarebbe zero! (Per la cronaca: questo è uno dei motivi per cui i siti di abandonware prosperano indisturbati). Come il
            lavoro: anche il lavoro se vogliamo è in offerta
            illimitataNo, non lo è: tu quante ore puoi lavorare, al giorno? Di certo non infinite.Io posso anche decidere di lavorare gratis, ma potrei fornirti solo qualche ora di lavoro gratuito: sul mercato globale, ciò sarebbe insignificante.Anche il lavoro di uno schiavo, pur essendo gratuito, non è illimitato, come non è illimitato quello di un animale da soma: un mulo non può portare piu' di un certo carico, anche se io lo faccio lavorare gratis.Facciamo un esempio pratico: io possiedo un mulo, che può portare carichi; tu mi chiedi se puoi usarlo per portare un carico di fagioli, e mi chiedi se puoi usarlo gratis: io ti dico di sì (in fondo, oggi a me non serviva il mulo, e se me lo fai trottare un po' non gli fa male). Poi arriva un altro e mi chiede se può usarlo per portare un carico di patate: io gli rispondo "ma me l'ha già chiesto ruppolo", e l'altro mi dice "ma io ti pago dieci euro". Indovina un po'? Io ti dico "Mi spiace, ma il mio mulo serve ad un altro che mi paga: o mi dai quindici euro, oppure il mulo lo impresto a lui". Insomma, chi paga di piu' toglie la risorsa a chi paga di meno.Ora, invece, supponi che io faccia il cuoco, e tu vuoi che ti dia una ricetta: io te la do (a me non costa nulla), poi arriva un altro e anche lui vuole la stessa ricetta: io la do anche a lui, non ho bisogno di scegliere se darla a lui o a te.Spero che tu riesca a capire la differenza.

            Prima di tutto per una equità: perché uno deve
            pagare e l'altro no?Perchè, se ti ammali, io devo pagare le tasse per finanziare le cure che ricevi tu?
            Secondo perché è l'autore
            che deve decidere cosa fare delle sue
            opere.Questo non è possibile nella pratica, perchè una volta che esistono diverse copie di un'opera, l'autore non può richiamarle indietro.Quindi, il concetto "deve" è assurdo.
            Paghi, altrimenti botte!Meno male che dicevi di essere contro la violenza..."Chi di spada ferisce, di spada perisce"
        • LuNa scrive:
          Re: Sono matti.
          Eccome se la fermano, vedrai.hahahaahahah XD
          • LuNa scrive:
            Re: Sono matti.
            voglio raccontarti una cosa. io personalmente facevo parte di un grosso network P2P di Direct Connect (DC++) e ne reggevo un server a casa mia, con 1500 utenti che scambiavano file tutto il giorno.Il network è stato pinzato dalla guardia di finanza e chiuso, con risultante di un milione di euro (!!!!) di multa e 2 anni di reclusione.ti posso garantire, che non ho cacciato una lira (nulla, zero), non sono andato in prigione, e il network in questione è attivo e funzionante tutt'oggi. prima che le major possano avere ragione, ladri XXXXXXXX, ce ne deve passare di acqua sotto i ponti. ruppoluccio, il bene vince sempre, ricordalo. adesso dirai il p2p sarebbe il bene ? si, lo è. e vado fiero di aver fatto parte di un grande network, che non è morto e non morirà MAI e poi ancora MAI.
          • ruppolo scrive:
            Re: Sono matti.
            Sono contento che ti abbiano pizzicato, per colpa di quelli come te oggi subiamo leggi restrittive. Mi spiace invece che non hai pagato nulla (magari ti sei giocato la condizionale?)
          • angros scrive:
            Re: Sono matti.

            Sono contento che ti abbiano pizzicato, per colpa
            di quelli come te oggi subiamo leggi restrittive.Guarda che sono quelli come te, quelli che comprano, i responsabili della politica delle major e degli editori.Major ed editori non possono nemmeno distinguere tra chi boicotta e chi pirata (in entrambi i casi, sono solo vendite in meno), ma possono distinguere tra chi compra e chi non compra: ed è chi compra che stuzzica la loro avidità, e che fornisce loro i soldi con cui realizzare le misure restrittive.Come rispondi a questo?
          • ToFu scrive:
            Re: Sono matti.
            ...ti risponde che iPAD è Beeelooo e iBook e forte... Beeeehhhh bheeee!!
          • di passaggio scrive:
            Re: Sono matti.
            Che intanto le restrizioni ci sono per colpa dei furbetti di quartiere che tu vuoi difendere.Arrampicat arrampicat!
          • angros scrive:
            Re: Sono matti.
            A quali restrizioni ti riferisci? L'aumento dei prezzi (da 9 a 12) è una scelta degli editori, qui i pirati non c'entrano.
          • ruppolo scrive:
            Re: Sono matti.
            - Scritto da: angros
            A quali restrizioni ti riferisci? Alle leggi restrittive che prevedono disconnessioni coatte, alle tasse sui supporti di memoria, ai DRM stessi. Il DRM è una RISPOSTA alla pirateria, non il contrario. È nato prima il pirata, non il DRM.
          • angros scrive:
            Re: Sono matti.
            Il DRM è un tentativo di difendere un modello di business errato; si tratta di un'arma, esattamente come il P2P.Il tuo discorso si potrebbe tranquillamente rovesciare: il P2P è nato per difendere gli utenti da un sistema di vendita ingiusto e immorale.
          • Liosandro scrive:
            Re: Sono matti.
            - Scritto da: angros
            Il DRM è un tentativo di difendere un modello di
            business errato; si tratta di un'arma,
            esattamente come il
            P2P.

            Il tuo discorso si potrebbe tranquillamente
            rovesciare: il P2P è nato per difendere gli
            utenti da un sistema di vendita ingiusto e
            immorale.Ah: quindi le associazioni a delinquere sono state create per permettere a qualcuno che vuol fare quello che gli pare di farlo con maggior efficienza? "DIFENDERE GLI UTENTI"?Da quale attacco? La musica o i libri sono beni primari? NON SOPRAVVIVI senza?E l'umanità come ha fatto negli ultimi 100 anni ad istruirsi e a godere dell'opera di qualcuno?Vai a vedere quanti dischi si vendevano negli anni '60. VENDEVANO.E non c'erano le sicurezze economiche di oggi...Giuro: certi ragionamenti rasentano la follìa.
          • angros scrive:
            Re: Sono matti.

            Ah: quindi le associazioni a delinquere sono
            state create per permettere a qualcuno che vuol
            fare quello che gli pare di farlo con maggior
            efficienza?Sì: infatti le major sono associazioni a delinquere, e sono state create per permettere agli editori che vogliono fissare arbitrariamente i prezzi di farlo(in barba alle regole del libero mercato, ed alle leggi della domanda e dell'offerta)



            "DIFENDERE GLI UTENTI"?

            Da quale attacco? Dall'attacco contro la loro libertà: contro la libertà di fruire delle informazioni, e di diffonderle.
            La musica o i libri sono beni primari? NON SOPRAVVIVI
            senza?Se ne facessi a meno, MI DICI A COSA SERVIREBBE????????? Esempio pratico: il venditore vende libri cartacei, e ne ha 100 sullo scaffale: io voglio leggere quel libro, e non ho i soldi per comprarlo (quindi non lo comprerò).Se lo prendo e me lo porto via, il venditore si troverà ad avere 99 libri sullo scaffale, quindi avrà subito un danno.Ma se faccio una fotocopia del libro, e lo rimetto sullo scaffale, il venditore che danno ha avuto?Non mi ha venduto il libro, ma non me l'avrebbe venduto comunque.Che cosa ha perso? Di cosa si può lamentare?

            E l'umanità come ha fatto negli ultimi 100 anni
            ad istruirsi e a godere dell'opera di
            qualcuno?
            Vai a vedere quanti dischi si vendevano negli
            anni '60.
            VENDEVANO.Si vendevano anche i cinegiornali (dovevi pagare il biglietto per vederli), mentre oggi per vedere il telegiornale non paghi (lascia da parte il discorso sul canone rai, il telegiornale c'è anche sui canali gratuiti)
            Giuro: certi ragionamenti rasentano la follìa.È buffo, a volte penso la stessa cosa di voi (tu, ruppolo, e altri).Senza offesa.
          • Liosandro scrive:
            Re: Sono matti.


            Dall'attacco contro la loro libertà: contro la
            libertà di fruire delle informazioni, e di
            diffonderle.
            Guarda, ogni volta basta una tua piccola frase a definire totalmente errato un ragionamento.Tu hai la completa libertà di fruire di un bene. Basta che lo paghi.A le tua libertà finisce dove inizia quella degli altri: ottenere un compenso dal loro lavoro, non importa attraverso quale tramite te lo forniscono.Hai una visione completamente distorta della realtà e dei diritti delle persone: totalmente a senso unico, il tuo.Beh: non esisti solo te, non esistono solo i fruitori.Ora basta che mi hai stufato. Spero che un giorno tu scopra, in un qualsiasi modo, qualcuno che ruba il tuo lavoro.
          • Ozymandias scrive:
            Re: Sono matti.
            - Scritto da: Liosandro
            Guarda, ogni volta basta una tua piccola frase a
            definire totalmente errato un
            ragionamento.

            Tu hai la completa libertà di fruire di un bene.
            Basta che lo
            paghi.XXXXXXXta doppia con carpiato. Primo, se devo pagare un bene per averlo NON ho la libertà di fruirne, secondo, se pur pagando il bene NON posso cederne una copia a terzi, men che meno ho la libertà di fruirne. Ripassati l'italiano e la logica.

            A le tua libertà finisce dove inizia quella degli
            altri: ottenere un compenso dal loro lavoro, non
            importa attraverso quale tramite te lo
            forniscono.Comincino a fornirlo, il loro lavoro, a prezzi onesti. Quand'anche volessi comprarmi un libro o un film e NON riesco a trovarlo in vendita (e ce ne sono...), lo scarico, E FACCIO BENE. Prima di lamentarti che non vendi, METTI IN VENDITA il bene. O sta zitto.Quanto al rubare, ha perfettamente ragione. Il ragionamento che le major subiscono una perdita perché, se non avessi scaricato, lo avrei comprato da loro è da cerebrolesi totali. Spero che falliscano domani.
            Ora basta che mi hai stufato. Spero che un giorno
            tu scopra, in un qualsiasi modo, qualcuno che
            ruba il tuo lavoro.Contento tu...
          • Liosandro scrive:
            Re: Sono matti.
            - Scritto da: Ozymandias
            - Scritto da: Liosandro


            Guarda, ogni volta basta una tua piccola frase a

            definire totalmente errato un

            ragionamento.



            Tu hai la completa libertà di fruire di un bene.

            Basta che lo

            paghi.

            XXXXXXXta doppia con carpiato. Primo, se devo
            pagare un bene per averlo NON ho la libertà di
            fruirne, secondo, se pur pagando il bene NON
            posso cederne una copia a terzi, men che meno ho
            la libertà di fruirne. Ripassati l'italiano e la
            logica.Ah si?Guarda che il fatto che tu debba pagarlo non ti rende illiberale la cosa.Tu sei liberissimo di comprarlo.NON SEI LIBERO DI RUBARLO.




            A le tua libertà finisce dove inizia quella
            degli

            altri: ottenere un compenso dal loro lavoro, non

            importa attraverso quale tramite te lo

            forniscono.

            Comincino a fornirlo, il loro lavoro, a prezzi
            onesti. Quand'anche volessi comprarmi un libro o
            un film e NON riesco a trovarlo in vendita (e ce
            ne sono...), lo scarico, E FACCIO BENE. Prima di
            lamentarti che non vendi, METTI IN VENDITA il
            bene. O sta
            zitto.Ecco un'altra scusa. NON SEI OBBLIGATO AD AVERLO. Non è un bene primario! Nessuno ti obbliga ad averlo, quindi nessuno ha il DIRTTO di disporne, se non il suo creatore.Un artista può benissimo decidere di non mostrare più un quadro, di non vendere più la sua opera! E' SUA! Non è degli altri!Veramente, certi ragionamenti mi sembrano malati.

            Quanto al rubare, ha perfettamente ragione. Il
            ragionamento che le major subiscono una perdita
            perché, se non avessi scaricato, lo avrei
            comprato da loro è da cerebrolesi totali. Spero
            che falliscano
            domani.Non è da cerebrolesi: è stato così per decine di anni. Anzi, contando le trascrizioni degli spartiti, per centinaia.Contando le copie dei libri, pure.Il diritto d'autore è nato proprio per questo: perchè c'erano dei furboni che si impossessavano delo alvoro di un artista e ne disponevano a loro piacimento.Ma tu che ne sai della storia?


            Ora basta che mi hai stufato. Spero che un
            giorno

            tu scopra, in un qualsiasi modo, qualcuno che

            ruba il tuo lavoro.

            Contento tu...Io non sono contento, perchè una delle branche del mio lavoro che mi piaceva di più, quella della realizzazione dei videoclip musicali, è stata devastata dalla pirateria. I giovani artisti che azzeccano un pezzo dopo anni di sacrifici sono frustrati dal furto di musica via internet.Il paradosso di ragazzi che hanno la loro musica in ogni lettore MP3 di ogni ragazzino e vendono solo 3000 copie è drammatico.Se tu ritieni giusto privare un artista del giusto compenso sei veramente senza speranza.
          • angros scrive:
            Re: Sono matti.

            Ecco un'altra scusa. NON SEI OBBLIGATO AD AVERLO.Non sono neanche obbligato a NON AVERLO.
            Non è un bene primario! Nessuno ti obbliga ad
            averlo, quindi nessuno ha il DIRTTO di disporne,
            se non il suo
            creatore.
            Un artista può benissimo decidere di non mostrare
            più un quadro, di non vendere più la sua opera!
            E' SUA! Non è degli
            altri!
            Questa è una sciocchezza, e si scontra con limiti pratici: se un artista fa un quadro, e la gente che lo ammira alla galleria d'arte lo fotografa, poi l'indomani l'artista decide di far sparire il quadro (magari ha deciso che non gli piace piu', e vuole bruciarlo), non potrà mai far sparire le foto che sono state scattate al quadro.Se scrivi una poesia, la fai leggere ad altri, e poi vuoi distruggerla, non puoi farlo (altri l'avranno trascritta, o addirittura imparata a memoria)Già piu' di duemila anni fa i romani avevano sintetizzato questi elementari concetti in due parole: SCRIPTA MANENT.
            Veramente, certi ragionamenti mi sembrano malati.





            Quanto al rubare, ha perfettamente ragione. Il

            ragionamento che le major subiscono una perdita

            perché, se non avessi scaricato, lo avrei

            comprato da loro è da cerebrolesi totali. Spero

            che falliscano

            domani.

            Non è da cerebrolesi: è stato così per decine di
            anni. Anzi, contando le trascrizioni degli
            spartiti, per
            centinaia.
            Contando le copie dei libri, pure.E per migliaia di anni non è stato così

            Il diritto d'autore è nato proprio per questo:
            perchè c'erano dei furboni che si impossessavano
            delo alvoro di un artista e ne disponevano a loro
            piacimento.

            Ma tu che ne sai della storia?So che ciò che era valido ieri non è necessariamente valido oggi: per secoli le coltivazioni sono state gestite con il latifondo (che era il sistema che permetteva alla gente di mangiare), poi il latifondo è stato abbandonato, quando le tecniche sono cambiate (e chi si è ostinato a continuare con questo modello è stato schiacciato)Chi non è capace di adattarsi ai cambiamenti è destinato a soccombere; e tu ti stai aggrappando ad un modello di business che non è adatto all'era digitale: se non vuoi rendertene conto, rischi di affondare con esso.
            Io non sono contento, perchè una delle branche
            del mio lavoro che mi piaceva di più, quella
            della realizzazione dei videoclip musicali, è
            stata devastata dalla pirateria. In cosa consiste il tuo lavoro? Sei un musicista?
          • Liosandro scrive:
            Re: Sono matti.
            - Scritto da: angros

            Ecco un'altra scusa. NON SEI OBBLIGATO AD
            AVERLO.

            Non sono neanche obbligato a NON AVERLO.


            Non è un bene primario! Nessuno ti obbliga ad

            averlo, quindi nessuno ha il DIRTTO di
            disporne,

            se non il suo

            creatore.

            Un artista può benissimo decidere di non
            mostrare

            più un quadro, di non vendere più la sua opera!

            E' SUA! Non è degli

            altri!



            Questa è una sciocchezza, e si scontra con limiti
            pratici: se un artista fa un quadro, e la gente
            che lo ammira alla galleria d'arte lo fotografa,
            poi l'indomani l'artista decide di far sparire il
            quadro (magari ha deciso che non gli piace piu',
            e vuole bruciarlo), non potrà mai far sparire le
            foto che sono state scattate al
            quadro.Se tu sei uno a cui non interessa vedere un quadro di persona hai una ben limitata conoscenza dell'arte.Se pensi che una fotografìa abbia lo stesso pregio dell'opera reale...Il tuo concetto spiega molte altre cose su come la pensi.
            Se scrivi una poesia, la fai leggere ad altri, e
            poi vuoi distruggerla, non puoi farlo (altri
            l'avranno trascritta, o addirittura imparata a
            memoria)
            Ed infatti usi la memoria. Tuo lavoro. Prova però a prendere e far stampare una raccolta di poesi di un autore, vedrai come il poeta sarà felice della tua opera!
            Già piu' di duemila anni fa i romani avevano
            sintetizzato questi elementari concetti in due
            parole: SCRIPTA
            MANENT.Non male come volo pindarico.



            Veramente, certi ragionamenti mi sembrano
            malati.









            Quanto al rubare, ha perfettamente ragione. Il


            ragionamento che le major subiscono una
            perdita


            perché, se non avessi scaricato, lo avrei


            comprato da loro è da cerebrolesi totali.
            Spero


            che falliscano


            domani.



            Non è da cerebrolesi: è stato così per decine di

            anni. Anzi, contando le trascrizioni degli

            spartiti, per

            centinaia.

            Contando le copie dei libri, pure.

            E per migliaia di anni non è stato cosìEd infatti per migliaia di anni gli artisti sono stati poco più che bottegai, che facevano la fame nel 90% dei casi a meno che non fossero protetti da un mecenate che però disponeva di loro come gli pareva arrivando ad impedirgli di uscire da una città per proprio capriccio: esempi? Mozart.




            Il diritto d'autore è nato proprio per questo:

            perchè c'erano dei furboni che si impossessavano

            delo alvoro di un artista e ne disponevano a
            loro

            piacimento.



            Ma tu che ne sai della storia?

            So che ciò che era valido ieri non è
            necessariamente valido oggi: per secoli le
            coltivazioni sono state gestite con il latifondo
            (che era il sistema che permetteva alla gente di
            mangiare), poi il latifondo è stato abbandonato,
            quando le tecniche sono cambiate (e chi si è
            ostinato a continuare con questo modello è stato
            schiacciato)Il latifondo è una cos differente dall'opera intellettuale.Proprio perchè immateriale, l'opera della mente di un artista deve essere protetta salvaguardando il suo diritto ad ottenere un giusto compenso.

            Chi non è capace di adattarsi ai cambiamenti è
            destinato a soccombere; e tu ti stai aggrappando
            ad un modello di business che non è adatto
            all'era digitale: se non vuoi rendertene conto,
            rischi di affondare con
            esso.ARIDAJE: il tuo NON è un modello di business. Quello che sostieni tu NON è gestibile.Quello che sostieni tu è legato ad una scarsa etica di chi ne approfitta: un detto perfetto per quello che pensi è "L'occasione fa l'uomo ladro."L'unico motivo per cui esiste la pirateria è per l'estrema difficoltà di imporre un controllo, NON PER ALTRE RAGIONI ETICHE/ECONOMICHE.



            Io non sono contento, perchè una delle branche

            del mio lavoro che mi piaceva di più, quella

            della realizzazione dei videoclip musicali, è

            stata devastata dalla pirateria.

            In cosa consiste il tuo lavoro? Sei un musicista?Sono stato a stretto contatto con i musicisti. Fino al 2000, quando la pirateria musicale non era una tragedia come ora, ho fatto anche videoclip di artisti molto importanti.Ho smesso: non posso più mettere a disposizione certe strutture a metà del loro costo. Posso lavorare in perdita qualche volta, ma non può diventare una regola.Il tutto perchè i giovani artisti hanno enormi problemi a trovare finanziamenti. Alcuni fanno letteralmente la fame, eppure hanno i loro pezzi che girano in radio. Scandaloso.
          • angros scrive:
            Re: Sono matti.

            Se tu sei uno a cui non interessa vedere un
            quadro di persona hai una ben limitata conoscenza
            dell'arte.Mi interessa vedere un quadro dal vivo, esattamente come mi interessa ascoltare una esecuzione di musica dal vivo: e per quello sarei disposto a pagare.
            Se pensi che una fotografìa abbia lo stesso
            pregio dell'opera
            reale...Certo che non lo penso: ma allora perchè una registrazione di musica (un disco, o un MP3) dovrebbe avere lo stesso pregio di una musica dal vivo?Sia la fotografia che il file MP3 offrono solo una frazione dell'opera, ed hanno sucXXXXX solo perchè sono comodi. È piu' comodo guardare una foto su internet piuttosto che andare direttamente al museo dove è esposta l'opera, ma di certo non è la stessa cosa.
            Ed infatti usi la memoria. Tuo lavoro. Che differenza c'è, concettualmente, se una informazione è nella mia memoria o in quella del mio computer?

            Già piu' di duemila anni fa i romani avevano

            sintetizzato questi elementari concetti in due

            parole: SCRIPTA

            MANENT.

            Non male come volo pindarico.Neanche i tuoi.

            Ed infatti per migliaia di anni gli artisti sono
            stati poco più che bottegai, che facevano la fame
            nel 90% dei casi a meno che non fossero protetti
            da un mecenate che però disponeva di loro come
            gli pareva arrivando ad impedirgli di uscire da
            una città per proprio capriccio: esempi?
            Mozart.Già, ora al posto del mecenate c'è l'editore, ma il resto è uguale.
            Il latifondo è una cos differente dall'opera
            intellettuale.Il concetto, però, è simile: il proprietario del latifondo lo amministrava, pagava i braccianti, e vendeva i prodotti: inoltre, comprava tutto ciò che serviva a gestire il latifondo stesso (i contadini, da soli, non potevano permetterselo).Quando i sistemi sono cambiati, i contadini sono stati in grado di gestire il terreno da soli (perchè potevano comprarsi da soli il materiale occorrente). Il latifondo è diventato un sistema inefficiente, ed è crollato.Per anni sono scoppiate contese sulla proprietà del terreno (il comunismo sosteneva che la terra appartenesse ai contadini, il capitalismo sosteneva che dovesse appartenere a chi l'aveva comprata o ereditata); ma alla fine, il valore della terra è sceso (perchè le grosse spese non erano piu' nella terra, ma nei macchinari e nei fertilizzanti), e chi possedeva i terreni, anche se li ha conservati, si è ritrovato con dei beni che valevano molto meno (leggiti i libri di Don Camillo, descrivono molto bene il passaggio da un sistema all'altro ed il contesto storico)Per i beni intellettuali, sta accadendo la stessa cosa, in particolare per il software: tu hai scritto un programma, hai speso un mucchio di soldi per farlo, e lo vendi a caro prezzo: c'è chi cerca di piratarlo, per impadronirsene illegalmente, e tu lotti; nel frattempo, altri, assemblando pezzi di codice libero, realizzano un programma equivalente, e gratuito: alla fine, nessuno cerca piu' di piratare il tuo programma, che però non vale piu' nulla, perchè non interessa piu' a nessuno.
            Proprio perchè immateriale, l'opera della mente
            di un artista deve essere protetta salvaguardando
            il suo diritto ad ottenere un giusto
            compenso.1) Non c'entra che sia immateriale o no, c'entra che sia replicabile a costo zero o no; anche il lavoro fisico (qualunque) è immateriale, ma non è replicabile a costo zero.2) Il concetto di "giusto compenso" è relativo: se per un lavoro che ti ha richiesto due mesi, ad esempio, hai preso diecimila euro, io ritengo che tu abbia preso ben di piu' di un giusto compenso, e non mi sento di certo in dovere di darti ancora qualcosa, anche se magari anni dopo io voglio ancora ascoltare la tua musica.
            ARIDAJE: il tuo NON è un modello di business.Infatti non ho mai detto che lo sia: io mi riferivo al TUO modello di business, alla vendita delle singole copie.
            Quello che sostieni tu NON è
            gestibile.Nemmeno quello che sostieni tu (e infatti, in tutti i tuoi post, ti lamenti proprio del fatto che non riesci a gestirlo, perchè sfugge al tuo controllo)
            Quello che sostieni tu è legato ad una scarsa
            etica di chi ne approfitta:Chi si fa pagare due volte o piu' per lo stesso lavoro non ha nessuna etica: perchè dovrei averla io?
            L'unico motivo per cui esiste la pirateria è per
            l'estrema difficoltà di imporre un controllo, NON
            PER ALTRE RAGIONI
            ETICHE/ECONOMICHE.L'impossibilità di imporre un controllo è una ragione economica piu' che sufficiente; e l'etica deve sempre basarsi sulla realtà, mai su come vorresti che fossero le cose.Il furto, per i beni materiali, si autolimita: se io ho un magazzino, e non faccio nulla per fermare i ladri, il magazzino sarà vuotato, e, dal momento che io non ho guadagnato nulla, non potrò comprare nulla per riempirlo di nuovo: quindi i furti cesseranno, perchè nel mio magazzino non c'è piu' nulla da rubare (e chi veniva a rifornirsi gratis nel mio magazzino, non avrà piu' scelta: dovrà pagare, oppure troverà sempre il magazzino vuoto)Ma se io ho uno store digitale, e la gente scarica senza pagare, può continuare a farlo per un tempo indefinito (e anche quando avrò chiuso lo store, potrà continuare a farlo, scaricando da chi ha già scaricato); ciò può andare avanti per sempre.La pirateria non può essere fermata, e perciò è da stupidi basare il proprio modello di business sul presupposto che la pirateria non esista: se ti ostini a farlo, sarai schiacciato (e forse, chi verrà dopo di te imparerà la lezione, e starà alla larga dal modello che hai usato tu)
            Sono stato a stretto contatto con i musicisti.
            Fino al 2000, quando la pirateria musicale non
            era una tragedia come ora, ho fatto anche
            videoclip di artisti molto
            importanti.Scusa una domanda: ma i videoclip si vendevano, o in genere erano realizzati per la tv (MTV e simili?) Perchè non ne ho visti molti in vendita, e non ho visto molta gente che li comprava (anche gente che aveva migliaia di cd originali, aveva magari solo tre o quattro cassette o dvd con il videoclip); in compenso, ne vedevo un mucchio su MTV.Ora, però, guardo poco MTV (in compenso, quando voglio vedere il video di una canzone, uso youtube). Non so come funzioni (forse me lo sai dire tu) ma credo che youtube non paghi quasi nulla per un videoclip, mentre credo che MTV pagasse abbastanza.In ogni caso, non mi pare che ci siano molti videoclip piratati, in genere la versione pirata riguarda solo l'audio.
          • Liosandro scrive:
            Re: Sono matti.
            - Scritto da: angros


            Se pensi che una fotografìa abbia lo stesso

            pregio dell'opera

            reale...

            Certo che non lo penso: ma allora perchè una
            registrazione di musica (un disco, o un MP3)
            dovrebbe avere lo stesso pregio di una musica dal
            vivo?

            Sia la fotografia che il file MP3 offrono solo
            una frazione dell'opera, ed hanno sucXXXXX solo
            perchè sono comodi. È piu' comodo guardare una
            foto su internet piuttosto che andare
            direttamente al museo dove è esposta l'opera, ma
            di certo non è la stessa
            cosa.Mai detto il contrario. Infatti un MP3 (od anche una "copia lossless" costa infinitamente meno di una esecuzione a te dedicata.



            Ed infatti usi la memoria. Tuo lavoro.

            Che differenza c'è, concettualmente, se una
            informazione è nella mia memoria o in quella del
            mio
            computer?Che è per te e per te solo. Non la puoi rivendere. Al limite ne puoi restituire una impressione, SCRIVERLA su un tuo libro, ma non la puoi, LEGALMENTE, distribuire a chiunque, a meno che l'autore non ti autorizzi e che la cosa non diventi un'abitudine. L'autore ha tutti i diritti di chiederti di smetterla di sfruttare il suo lavoro. Che poi sia per te semplice evitare il suo controllo non prescinde dal suo diritto di impedirtelo. Ripeto: è un prodotto del SUO ingegno, NON del tuo....




            Ed infatti per migliaia di anni gli artisti sono

            stati poco più che bottegai, che facevano la
            fame

            nel 90% dei casi a meno che non fossero protetti

            da un mecenate che però disponeva di loro come

            gli pareva arrivando ad impedirgli di uscire da

            una città per proprio capriccio: esempi?

            Mozart.

            Già, ora al posto del mecenate c'è l'editore, ma
            il resto è
            uguale.Sul rapporto tra editore ed artista si può ragionare. Mai difeso a spada tratta, pur accettando che debba esistere chi si occupa di distribuire, lavoro non facile.



            Il latifondo è una cos differente dall'opera

            intellettuale.

            Il concetto, però, è simile: i
            Quando i sistemi sono cambiati, i contadini sono
            stati in grado di gestire il terreno da soli
            (perchè potevano comprarsi da soli il materiale
            occorrente)....

            Per anni sono scoppiate contese sulla proprietà
            del terreno (il comunismo sosteneva che la terra
            appartenesse ai contadini, il capitalismo
            sosteneva che dovesse appartenere a chi l'aveva
            comprata o ereditata); ma alla fine, il valore
            della terra è sceso (perchè le grosse spese non
            erano piu' nella terra, ma nei macchinari e nei
            fertilizzanti), e chi possedeva i terreni, anche
            se li ha conservati, si è ritrovato con dei beni
            che valevano molto meno (leggiti i libri di Don
            Camillo, descrivono molto bene il passaggio da un
            sistema all'altro ed il contesto
            storico)Certo! Qui ti dò pienamente ragione. Ma non tieni presente che i contadini sono gli artisti, non gli utenti finali. E che la terra è andata ai contadini, non è stata espropriata dai consumatori!

            Proprio perchè immateriale, l'opera della mente

            di un artista deve essere protetta
            salvaguardando

            il suo diritto ad ottenere un giusto

            compenso.

            1) Non c'entra che sia immateriale o no, c'entra
            che sia replicabile a costo zero o no; anche il
            lavoro fisico (qualunque) è immateriale, ma non è
            replicabile a costo
            zero.Ma infatti il valore intrinseco di un'opera sta in qualcosa di immateriale. E' questo che sembri non capire. E questo "qualcosa" è formato dall'essenza stessa della fatica dell'artista. Anche tu puoi prendere un pianoforte e provare a comporre un brano come Mozart. Ma senza il suo talento e la sua fatica non otterrai nulla di più di una schifezza!.
            2) Il concetto di "giusto compenso" è relativo:
            se per un lavoro che ti ha richiesto due mesi, ad
            esempio, hai preso diecimila euro, io ritengo che
            tu abbia preso ben di piu' di un giusto compenso,
            e non mi sento di certo in dovere di darti ancora
            qualcosa, anche se magari anni dopo io voglio
            ancora ascoltare la tua
            musica.Il tuo è un ragionamento distorto. Io autore non ho un rapporto con un solo "committente". Io ho il rapporto con un numero di committenti non quantificabile all'inizio, che possono aumentare o diminuire secondo le variabili date dall'apprezzamento del mio lavoro. E ciò che io artista guadagno può aumentare e diminuire a seconda della proporzione tra il prezzo da me stabilito ed il sucXXXXX della mia opera....

            Scusa una domanda: ma i videoclip si vendevano, o
            in genere erano realizzati per la tv (MTV e
            simili?)I videoclip non si vendevano e non si vendono. Sono mezzi di promozione. Si realizzano "a rischio" per promuovere le vendite di un pezzo. Se un pezzo non vende (non "non ha sucXXXXX") il videoclip è solo una spesa supplementare e viene tagliata.Sto scrivendo una cosina che potrebbe chiarire il mio pensiero su alcuni punti. Ho intravisto degli argomenti che ci vedono quasi d'accordo.
          • angros scrive:
            Re: Sono matti.

            Certo! Qui ti dò pienamente ragione. Ma non tieni
            presente che i contadini sono gli artisti, non
            gli utenti finali. E che la terra è andata ai
            contadini, non è stata espropriata dai
            consumatori!Ma anche per gli utenti finali la situazione è cambiata, perchè i costi dei prodotti agricoli si sono ridotti drasticamente, e la disponibilità è aumentata. Ma soprattutto, è cambiata la mentalità: se ad avere valore era la terra, dopo ad aver valore era il lavoro del contadino.È giusto che la terra non vada al latifondista, ma ai contadini che sanno coltivarla meglio, in modo da mettere a disposizione di tutti il frutto della terra e del lavoro dell'uomo. E non deve esserci un solo contadino, ce ne devono essere tanti, che si facciano concorrenza, in modo che ognuno cerchi di produrre in modo efficiente.Analogamente, è giusto che la musica (intesa come spartito) non vada ad uno solo, ma vada a chi sa suonarla meglio: ed in effetti, un tempo era così: venivano venduti gli spartiti, diversi musicisti potevano suonarli (alle condizioni che preferivano), e i migliori venivano premiati dalla gente che andava ad ascoltarli; la musica era di tutti (o comunque costava poco), e solo il tuo lavoro (quando suonavi) apparteneva a te, e veniva retribuito.
            Ma infatti il valore intrinseco di un'opera sta
            in qualcosa di immateriale. E' questo che sembri
            non capire. Io sto cercando di capire, ma a me sembra che tu continui a confondere il valore intrinseco ed il prezzo di mercato.Il prezzo di mercato non lo decidi tu, non lo decide nessuno: viene definito in base alla legge della domanda e dell'offerta (che è il principio fondamentale del capitalismo, in un regime di libero mercato)Il quadro in cui è solo chi vende a decidere i prezzi, con la regola "o paghi, o ne fai a meno", è il quadro che si ha nei cartelli e nei monopoli: ed è una situazione destinata inevitabilmente a crollare.Avevo tentato di spiegarlo anche in quel thread che non avevi voluto leggere; tu non puoi piegare le leggi dell'economia alla tua volontà, se provi a farlo ne sarai distrutto. E le leggi dell'economia stabiliscono che per un bene replicabile all'infinito il valore di mercato tende inevitabilmente a zero (indipendentemente dal valore intrinseco di quel bene).
            E questo "qualcosa" è formato
            dall'essenza stessa della fatica dell'artista.
            Anche tu puoi prendere un pianoforte e provare a
            comporre un brano come Mozart. Ma senza il suo
            talento e la sua fatica non otterrai nulla di più
            di una
            schifezza!.Questo influenza il valore intrinseco di un'opera, ma non il prezzo di mercato.


            2) Il concetto di "giusto compenso" è relativo:............

            Il tuo è un ragionamento distorto. Io autore non
            ho un rapporto con un solo "committente". Io ho
            il rapporto con un numero di committenti non
            quantificabile all'inizio, che possono aumentare
            o diminuire secondo le variabili date
            dall'apprezzamento del mio lavoro. E ciò che io
            artista guadagno può aumentare e diminuire a
            seconda della proporzione tra il prezzo da me
            stabilito ed il sucXXXXX della mia
            opera.Comprendo il tuo ragionamento (me ne avevi fatto uno simile, qualche tempo fa).Purtroppo, questo ragionamento denota una comprensione incompleta delle leggi del mercato.In pratica, tu stai dicendo che il guadagno di un artista deve dipendere da quanto le persone apprezzano la sua opera (e quindi, da quanto ognuna di loro è disposta a pagare), e dal numero di persone che apprezzano tale opera : entrambi questi fattori sono misurabili, e fanno salire il guadagno dell'artista.Ho capito bene? Spero di sì.I fattori suddetti, in economia, prendono il nome di domanda ; un aumento della domanda fa salire i prezzi (e quindi i guadagni)L'errore che commetti, nel tuo ragionamento, è che tu ti fermi qui: infatti, tu hai considerato solo metà del problema, perchè in economia i prezzi non dipendono solo dalla domanda, ma anche dall' offerta : piu' è facile procurarsi un bene, piu' possibilità ci sono di procurarselo ad un prezzo piu' basso. Un aumento della domanda fa salire i prezzi, un aumento dell'offerta li fa scendere.Quindi, il prezzo finale dipende dall'equilibrio della domanda e dell'offerta.E, per i beni digitali, l'offerta è teoricamente infinita (perchè tu puoi produrre un numero infinito di copie, senza esaurirle mai), perciò il prezzo scende all'infinito, fino ad arrivare a zero.Sulla bilancia, tu dalla parte della domanda puoi mettere la bravura dell'artista, il lavoro che ha fatto, e il numero di persone che lo hanno apprezzato: ciò ha un peso considerevole; ma sul piatto dell'offerta c'è un'offerta infinita, che quindi ha un peso infinito, quindi la bilancia penderà sempre dalla stessa parte: prezzi a zero.

            ...




            Scusa una domanda: ma i videoclip si vendevano,
            o

            in genere erano realizzati per la tv (MTV e

            simili?)


            I videoclip non si vendevano e non si vendono.
            Sono mezzi di promozione. Si realizzano "a
            rischio" per promuovere le vendite di un pezzo.
            Se un pezzo non vende (non "non ha sucXXXXX") il
            videoclip è solo una spesa supplementare e viene
            tagliata.Il videoclip (o qualsiasi altra forma di promozione) ha lo scopo di far crescere la domanda; ma quello che sto cercando di dirti è che il problema non riguarda la domanda, riguarda l'offerta.Le protezioni anticopia cercano di ridurre l'offerta, ma nella pratica non funzionano, non hanno mai funzionato, e non possono funzionare; se esiste un modo per ascoltare il brano, esiste un modo per duplicarlo.

            Sto scrivendo una cosina che potrebbe chiarire il
            mio pensiero su alcuni punti. Ho intravisto degli
            argomenti che ci vedono quasi
            d'accordo.Dove intendi pubblicarlo? Mi hai messo la curiosità...
          • Liosandro scrive:
            Re: Sono matti.
            - Scritto da: angros...
            Analogamente, è giusto che la musica (intesa come
            spartito) non vada ad uno solo, ma vada a chi sa
            suonarla meglio: ed in effetti, un tempo era
            così: venivano venduti gli spartiti, diversi
            musicisti potevano suonarli (alle condizioni che
            preferivano), e i migliori venivano premiati
            dalla gente che andava ad ascoltarli; la musica
            era di tutti (o comunque costava poco), e solo il
            tuo lavoro (quando suonavi) apparteneva a te, e
            veniva
            retribuito.Mi spiace ma qui dimostri di non conoscere molto la storia.La musica non costava poco. Era appannaggio di pochi, che potevano permettersi di PAGARE gli spartiti ed avevano avuto l'istruzione adatta a suonarli, cosa che costava.I "migliori" non guadagnavano direttamente. Erano stipendiati, a prescindere dalla loro bravura. Un'opera era messa in scena da un mecenate per ingraziarsi il popolo, spesso senza dar nulla all'autore.




            Ma infatti il valore intrinseco di un'opera sta

            in qualcosa di immateriale. E' questo che sembri

            non capire.

            Io sto cercando di capire, ma a me sembra che tu
            continui a confondere il valore intrinseco ed il
            prezzo di
            mercato.
            Il prezzo di mercato non lo decidi tu, non lo
            decide nessuno: viene definito in base alla legge
            della domanda e dell'offerta (che è il principio
            fondamentale del capitalismo, in un regime di
            libero
            mercato)Guarda che il tuo discorso "domanda - offerta" non conta molto. Perché se l'offerta (ti prego di notare la parola ed il suo significato: offerta) è "infinita" la domanda, secondo il sistema p2p, è sconosciuta.Quindi il meccanismo che invochi è inutile.

            Il quadro in cui è solo chi vende a decidere i
            prezzi, con la regola "o paghi, o ne fai a meno",
            è il quadro che si ha nei cartelli e nei
            monopoli: ed è una situazione destinata
            inevitabilmente a
            crollare.Ma neanche per sogno. L'artista non è uno solo: non c'è monopolio. Non infilarti in discorsi che non stanno in piedi...

            Avevo tentato di spiegarlo anche in quel thread
            che non avevi voluto leggere; tu non puoi piegare
            le leggi dell'economia alla tua volontà, se provi
            a farlo ne sarai distrutto. E le leggi
            dell'economia stabiliscono che per un bene
            replicabile all'infinito il valore di mercato
            tende inevitabilmente a zero (indipendentemente
            dal valore intrinseco di quel
            bene).Continui ad invocare una curva che non esiste. E' quello zero che non esiste. Teoricamente accelerando una sfera di acciaio puoi raggiungere la velocità della luce. Peccato che la sua massa sarebbe infinita, una volta raggiunta, e servirebbe l'energia dell'universo per ottenerla. Non potrai mai raggiungere il culmine.
            Comprendo il tuo ragionamento (me ne avevi fatto
            uno simile, qualche tempo
            fa).
            Purtroppo, questo ragionamento denota una
            comprensione incompleta delle leggi del
            mercato.Ripeto: tu stesso stai annullando il mercato.

            In pratica, tu stai dicendo che il guadagno di un
            artista deve dipendere da quanto le persone
            apprezzano la sua opera (e quindi, da quanto
            ognuna di loro è disposta a pagare), e dal
            numero di persone che apprezzano tale
            opera : entrambi questi fattori sono
            misurabili, e fanno salire il guadagno
            dell'artista.

            Ho capito bene? Spero di sì.

            I fattori suddetti, in economia, prendono il nome
            di domanda ; un aumento della domanda fa
            salire i prezzi (e quindi i
            guadagni)

            L'errore che commetti, nel tuo ragionamento, è
            che tu ti fermi qui: infatti, tu hai considerato
            solo metà del problema, perchè in economia i
            prezzi non dipendono solo dalla domanda, ma anche
            dall' offerta : piu' è facile procurarsi un
            bene, piu' possibilità ci sono di procurarselo ad
            un prezzo piu' basso. Un aumento della domanda fa
            salire i prezzi, un aumento dell'offerta li fa
            scendere.
            Quindi, il prezzo finale dipende dall'equilibrio
            della domanda e
            dell'offerta.Se ricordi bene, nel discorso che ti feci, esisteva anche la necessità di conoscere la domanda. La domanda, nel modello p2p/pirata, è ignota. Non la puoi conoscere. Per conoscerla devi avere un controllo sull'offerta, perché devi sapere cosa va a chi.Questo presuppone un controllo sul mercato impossibile per il modello che proponi.

            E, per i beni digitali, l'offerta è teoricamente
            infinita (perchè tu puoi produrre un numero
            infinito di copie, senza esaurirle mai), perciò
            il prezzo scende all'infinito, fino ad arrivare a
            zero.

            Sulla bilancia, tu dalla parte della domanda puoi
            mettere la bravura dell'artista, il lavoro che ha
            fatto, e il numero di persone che lo hanno
            apprezzato: ciò ha un peso considerevole; ma sul
            piatto dell'offerta c'è un'offerta infinita, che
            quindi ha un peso infinito, quindi la bilancia
            penderà sempre dalla stessa parte: prezzi a
            zero.No: prezzo sconosciuto. E' questo il grosso dilemma! Tu assumi che sia zero, ma la tua assunzione è arbitraria. La formula della domanda e dell'offerta non si può applicare al tuo modello....
            Il videoclip (o qualsiasi altra forma di
            promozione) ha lo scopo di far crescere la
            domanda; ma quello che sto cercando di dirti è
            che il problema non riguarda la domanda, riguarda
            l'offerta.No. Riguarda entrambe. Perché è la domanda che pone il problema. La domanda c'è e non si può escludere dall'equazione. Ma è, ripeto ancora, sconosciuta.



            Sto scrivendo una cosina che potrebbe chiarire
            il

            mio pensiero su alcuni punti. Ho intravisto
            degli

            argomenti che ci vedono quasi

            d'accordo.

            Dove intendi pubblicarlo? Mi hai messo la
            curiosità...Penso di pubblicarlo qui su PI, come risposta o come proposta di articolo, ma ogni aggiunta al nostro discorso aggiunge un elemento interessante allo sviluppo impiegherò un po'.
          • angros scrive:
            Re: Sono matti.

            Se ricordi bene, nel discorso che ti feci,
            esisteva anche la necessità di conoscere la
            domanda.

            La domanda, nel modello p2p/pirata, è ignota. Non
            la puoi conoscere. Per conoscerla devi avere un
            controllo sull'offerta, perché devi sapere cosa
            va a
            chi.
            Questo presuppone un controllo sul mercato
            impossibile per il modello che
            proponi.È proprio questo il punto che contesto: secondo me, conoscere la domanda, in questo contesto, è del tutto inutile.Infatti, la vendita presuppone l'incontro tra domanda ed offerta, in un punto di equilibrio:- Se la domanda è maggiore dell'offerta, i prezzi saliranno: in questo modo, alcuni acquirenti, non potendo acquistare a quei prezzi, si ritirano, la domanda scende, ed incontra l'offerta.- Se l'offerta supera la domanda, i prezzi scenderanno: in questo modo, alcuni fornitori, che non riusciranno a produrre a prezzi così bassi, si ritireranno, l'offerta scende, ed incontra la domanda.Quindi, per avere un prezzo giusto, devi fare in modo che domanda ed offerta corrispondano: il prezzo di vendita al quale si verifica l'incontro tra domanda ed offerta è detto prezzo di mercato (e questo vale per qualsiasi merce, dalle patate ai titoli in borsa)Nel caso del P2P, l'offerta è infinita, e la domanda è sconosciuta (chiamiamola X): ora, un valore infinito è sempre, per definizione, superiore ad un valore sconosciuto detto X; quindi, conoscere X è inutile: so che l'offerta supererà sempre la domanda, qualunque sia la domanda!Tu stai cercando di risolvere solo metà dell'equazione: la metà relativa alla domanda; io vorrei solo farti capire che conoscere tale valore è inutile, se l'altra metà dell'equazione è uguale ad infinito: infattiInfinito - X = Infinito
          • Liosandro scrive:
            Re: Sono matti.
            - Scritto da: angros

            Se ricordi bene, nel discorso che ti feci,

            esisteva anche la necessità di conoscere la

            domanda.



            La domanda, nel modello p2p/pirata, è ignota.
            Non

            la puoi conoscere. Per conoscerla devi avere un

            controllo sull'offerta, perché devi sapere cosa

            va a

            chi.

            Questo presuppone un controllo sul mercato

            impossibile per il modello che

            proponi.

            È proprio questo il punto che contesto: secondo
            me, conoscere la domanda, in questo contesto, è
            del tutto
            inutile.

            Infatti, la vendita presuppone l'incontro tra
            domanda ed offerta, in un punto di
            equilibrio:
            - Se la domanda è maggiore dell'offerta, i prezzi
            saliranno: in questo modo, alcuni acquirenti, non
            potendo acquistare a quei prezzi, si ritirano, la
            domanda scende, ed incontra
            l'offerta.
            - Se l'offerta supera la domanda, i prezzi
            scenderanno: in questo modo, alcuni fornitori,
            che non riusciranno a produrre a prezzi così
            bassi, si ritireranno, l'offerta scende, ed
            incontra la
            domanda.

            Quindi, per avere un prezzo giusto, devi fare in
            modo che domanda ed offerta corrispondano: il
            prezzo di vendita al quale si verifica l'incontro
            tra domanda ed offerta è detto prezzo di
            mercato (e questo vale per qualsiasi merce,
            dalle patate ai titoli in
            borsa)

            Nel caso del P2P, l'offerta è infinita, e la
            domanda è sconosciuta (chiamiamola X): ora, un
            valore infinito è sempre, per definizione,
            superiore ad un valore sconosciuto detto X;
            quindi, conoscere X è inutile: so che l'offerta
            supererà sempre la domanda, qualunque sia la
            domanda!

            Tu stai cercando di risolvere solo metà
            dell'equazione: la metà relativa alla domanda; io
            vorrei solo farti capire che conoscere tale
            valore è inutile, se l'altra metà dell'equazione
            è uguale ad infinito:
            infatti

            Infinito - X = InfinitoCome sempre l'applicazione di regole matematiche al comportamento umano è impossibile.Secondo questa formula si arriverà al punto in cui il valore è 0, quindi l'artista/autore non otterrà nulla in cambio del suo lavoro. Capisci bene che ciò non è possibile, e che non esiste un modello imponibile ad un artista che lo obblighi ad accettare l'imposizione di un prezzo su qualcosa che lui crea.Ed ancor meno sarà applicabile l'opzione che tu citasti in un altro nostro discorso quando proponesti una sorta di "obbiettivo" di guadagno dell'artista superato il quale l'opera sarebbe stata gratuita.A lungo andare questo sistema creerebbe delle disparità e delle ingiustizie non sostenibili.
          • angros scrive:
            Re: Sono matti.


            Come sempre l'applicazione di regole matematiche
            al comportamento umano è
            impossibile.Sui grandi numeri, però, è possibile avere delle descrizioni almeno approssimative: le cosiddette "scienze sociali" si basano su questo. Naturalmente non sono scienze esatte, ma sono quanto di meglio è attualmente disponibile.

            Secondo questa formula si arriverà al punto in
            cui il valore è 0, quindi l'artista/autore non
            otterrà nulla in cambio del suo lavoro.E infatti, si sta arrivando proprio a questa situazione, e quello che mi hai raccontato sulle tue esperienze personali lo conferma.
            Capisci
            bene che ciò non è possibile, e che non esiste un
            modello imponibile ad un artista che lo obblighi
            ad accettare l'imposizione di un prezzo su
            qualcosa che lui
            crea.Ma non esiste neanche un modello imponibile al pubblico che lo obblighi a comprare ad un prezzo ritenuto inaccettabile: se non si trova un prezzo di mercato, vale a dire un prezzo dato dall'equilibrio tra domanda ed offerta, la vendita semplicemente non avviene; a quel punto, o l'opera si diffonde con i canali paralleli della pirateria, oppure non si diffonde affatto, resta in mano all'artista, che quando avrà fame si accorgerà che non può mangiarla.
            Ed ancor meno sarà applicabile l'opzione che tu
            citasti in un altro nostro discorso quando
            proponesti una sorta di "obbiettivo" di guadagno
            dell'artista superato il quale l'opera sarebbe
            stata
            gratuita.Perchè no? Alcuni artisti lavorano così, soprattutto quando fanno un'opera su commissione. Inoltre, alcuni film sono stati realizzati in coproduzione (http://www.creativecommons.it/node/520 ), con un modello simile a quello che ho descritto io (alcuni pagano, quando ci sono abbastanza soldi si realizza l'opera, l'opera diventa disponibile a tutti)
            A lungo andare questo sistema creerebbe delle
            disparità e delle ingiustizie non
            sostenibili.Mi fai qualche esempio delle ingiustizie che salterebbero fuori? Perchè io, sinceramente, non vedo nessuna ingiustizia nel contributo volontario e facoltativo.
          • Liosandro scrive:
            Re: Sono matti.
            - Scritto da: angros



            Come sempre l'applicazione di regole matematiche

            al comportamento umano è

            impossibile.

            Sui grandi numeri, però, è possibile avere delle
            descrizioni almeno approssimative: le cosiddette
            "scienze sociali" si basano su questo.
            Naturalmente non sono scienze esatte, ma sono
            quanto di meglio è attualmente
            disponibile."Non sono scienze esatte".Appunto.




            Secondo questa formula si arriverà al punto in

            cui il valore è 0, quindi l'artista/autore non

            otterrà nulla in cambio del suo lavoro.

            E infatti, si sta arrivando proprio a questa
            situazione, e quello che mi hai raccontato sulle
            tue esperienze personali lo
            conferma.E beh, e questo cosa vuol dire? Che sia giusto non guadagnare sul proprio lavoro solo perchè qualcuno lo può copiare???


            Capisci

            bene che ciò non è possibile, e che non esiste
            un

            modello imponibile ad un artista che lo obblighi

            ad accettare l'imposizione di un prezzo su

            qualcosa che lui

            crea.

            Ma non esiste neanche un modello imponibile al
            pubblico che lo obblighi a comprare ad un prezzo
            ritenuto inaccettabile: se non si trova un prezzo
            di mercato, vale a dire un prezzo dato
            dall'equilibrio tra domanda ed offerta, la
            vendita semplicemente non avviene; a quel punto,
            o l'opera si diffonde con i canali paralleli
            della pirateria, oppure non si diffonde affatto,
            resta in mano all'artista, che quando avrà fame
            si accorgerà che non può
            mangiarla.Scusa, ma il tuo ragionamento è un cane che si morde la coda: io voglio guadagnare il minimo indispensabile. Il pubblico, secondo il ragionamento che nessun prezzo è meglio di qualsiasi prezzo, tenderà a non pagare nulla. L'artista smetterà di proporre e cambierà lavoro.Ecco ottenuto il brillante risultato di disincentivare l'artista perchè il pubblico l'ha ridotto sul lastrico. Non capisco come tu possa ritenere accettabile questo fatto.


            Ed ancor meno sarà applicabile l'opzione che tu

            citasti in un altro nostro discorso quando

            proponesti una sorta di "obbiettivo" di guadagno

            dell'artista superato il quale l'opera sarebbe

            stata

            gratuita.

            Perchè no? Alcuni artisti lavorano così,
            soprattutto quando fanno un'opera su commissione.
            Inoltre, alcuni film sono stati realizzati in
            coproduzione
            (http://www.creativecommons.it/node/520 ),
            con un
            modello simile a quello che ho descritto io
            (alcuni pagano, quando ci sono abbastanza soldi
            si realizza l'opera, l'opera diventa disponibile
            a
            tutti)Sicuro?"Un film collettivo a basso budget girato in dv e in 16mm da quattro autori."7.600? Angros (a proposito: io mi chiamo Alessandro, tu?) ma tu hai una vaga idea di cosa costa fare qualcosa di qualità? Hai una vaga idea di cosa significhi realizzare un audiovisivo di qualità? Dei costi che comporta, anche solo per far mangiare le maestranze? Certo, se ti rivolgi ai cantinari che realizzano penose sequenze accettando di girare in ogni condizione di luce, puoi girare anche con un telefonino. Giusto per chiarire: http://www.cinemafrica.org/spip.php?article608Il film è stato realizzato, 760 persone hanno versato in anticipo 10 euro a testa per realizzare un film in Burkina Faso. Ok. Ora ognuno dei 760 coproduttori ha una copia. In teoria ogni copia successiva sarebbe dovuta essere gratis per chiunque la richiedesse, no?Ed invece SORPRESA! Si legge nell'articolo che il film è in vendita a 12 euro sul sito www.malastradafilm.com 12 euro per comprare un film sul Burkina Faso girato con mezzi penosi.Peccato che il sito non esista più. Saranno falliti? Ma ti rendi conto che mi fai degli esempi che non fanno altro che dimostrare la fallacità del tuo modello?Per la cronaca: ho appena comprato il doppio Blu-ray di "Per un pugno di dollari", capolavoro assoluto della cinematografia mondiale. Film, contenuti speciali in altissima qualità, il tutto a 19,90 euro.8 euro in più per un capolavoro.Come la mettiamo?


            A lungo andare questo sistema creerebbe delle

            disparità e delle ingiustizie non

            sostenibili.

            Mi fai qualche esempio delle ingiustizie che
            salterebbero fuori? Perchè io, sinceramente, non
            vedo nessuna ingiustizia nel contributo
            volontario e
            facoltativo.CERTO!Il fatto che venga IMPOSTO un prezzo all'artista sotto ricatto di rovina è la prima ingiustizia.La parte debole nella catena NON è IL PUBBLICO! E' L'ARTISTA!Guarda che prima del diritto di un fruitore d'arte di avere l'opera viene il diritto dell'artista di stabilire a che condizioni diffonderla! E' un principio sacro! Ed è talmente importante che esistono appunto delle leggi per imporlo!L'eventuale altra ingiustizia è la mancanza di equilibrio tra chi fruisce dell'opera prima e chi dopo. Come mai uno non dovrebbe aspettare il più possibile sperando che un altro compri per ultimo per poter avere il brano gratis? Non solo: l'offerta spontanea non garantisce il raggiungimento del budget, per quanto questo possa essere minimo.Fammi un esempio di autori che vivono con l'offerta spontanea, dimmi in che paese, e con che tenore di vita.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 08 febbraio 2010 19.36-----------------------------------------------------------
          • angros scrive:
            Re: Sono matti.
            Scusami se non ti rispondo punto per punto, ma il thread sta diventando illeggibile, quindi cercherò di semplificare.Allora: sarai d'accordo con me (almeno spero) che il concetto di "giusto" e "ingiusto" non è sempre uguale per tutti (di sicuro, il mio concetto di "giusto" non corrisponde al tuo, e l'abbiamo visto): come si può definire il concetto di "giusto" in un modo oggettivo?Sono state formulate varie teorie per stabilire cosa è giusto e cosa è sbagliato; molte di esse si basano sul concetto di utilitarismo, che è spiegato molto bene qui:http://it.wikipedia.org/wiki/Filosofia_morale#L.27utilitarismoFondamentalmente, si ragiona così- cosa io devo fare in una determinata situazione, per ottenere il miglior risultato?- se è giusto che una persona in una certa situazione faccia una certa cosa, allora è giusto che quell'azione sia fatta da qualsiasi altra persona in situazioni simili; cosa accadrebbe se tutti agissero così in tali casi?- quindi, in conclusione: quale norma è più utile per il maggior numero di persone?Nell'esempio che hai fatto tu, dei limiti di velocità per le auto, le risposte a queste domande sono evidenti: se nessuno rispetta i limiti di velocità, aumentano gli incidenti mortali; se tutti rispettano i limiti, diminuiscono gli incidenti.Già per il discorso sui parcheggi a pagamento, tale situazione non regge piu': se nessuno li utilizza, preferendo parcheggiare in doppia fila, alla fine sei costretto a toglierli ed a sostituirli con parcheggi normali, oppure a modificare pesantemente la viabilità, perchè altrimenti la strada sarà sempre bloccata. Oppure, immagina un semaforo che nessuno rispetta, perchè tutti passano col rosso: lo togli e metti una rotonda al suo posto: il traffico sarà piu' scorrevole, e con meno incidenti, e nessuno protesterà.Ora, per la pirateria, prendi in considerazione i due estremi opposti:- tutti piratano (senza alcuna possibilità di fermarli; anche la legge lo autorizza, e punisce chi cerca di mettere suistemi di DRM)- nessuno pirata (qualsiasi proprietà intellettuale è tutelata e rispettata, senza eccezioni)Prova a immaginarli, e ad immaginarne le conseguenze.Inoltre, per aiutare un po' la tua immaginazione (soprattutto per il secondo esempio), ti segnalo un bel racconto di fantascienza, che ti invito a leggere: si intitola "Un soldo per i tuoi pensieri", di Francesco Grasso.È stato pubblicato anche online, in questa raccolta:http://www.tiziana1.it/ebooks/uomo_mos.pdfPS: se vuoi rispondermi, fallo poi in un altro topic, per favore: questo è pieno, e diventa difficile da leggere.Prova a chiederti cosa si verificherebbe nelle
          • Liosandro scrive:
            Re: Sono matti.
            Ah: per la cronaca, il sito funziona. Ma ti riinvia ad un altro: http://www.cinemautonome.org/Quindi, andando su "Shop" ti ritrovi qui: http://www.cinemautonome.org/it/component/virtuemart/?page=shop.browse&category_id=1Ma come? VENDONO I FILM? E non solo li vendono, ma non hanno neanche dei prezzi "popolari"...Secondo te, se glieli pirati, sono contenti? Dov'è la purezza del modello economico che hai descritto??
          • Africano scrive:
            Re: Sono matti.
            - Scritto da: angros

            Certo! Qui ti dò pienamente ragione. Ma non
            tieni

            presente che i contadini sono gli artisti, non

            gli utenti finali. E che la terra è andata ai

            contadini, non è stata espropriata dai

            consumatori!

            Ma anche per gli utenti finali la situazione è
            cambiata, perchè i costi dei prodotti agricoli si
            sono ridotti drasticamente, e la disponibilità è
            aumentata. Ma soprattutto, è cambiata la
            mentalità: se ad avere valore era la terra, dopo
            ad aver valore era il lavoro del
            contadino.

            È giusto che la terra non vada al latifondista,
            ma ai contadini che sanno coltivarla meglio, in
            modo da mettere a disposizione di tutti il frutto
            della terra e del lavoro dell'uomo. E non deve
            esserci un solo contadino, ce ne devono essere
            tanti, che si facciano concorrenza, in modo che
            ognuno cerchi di produrre in modo
            efficiente.

            Analogamente, è giusto che la musica (intesa come
            spartito) non vada ad uno solo, ma vada a chi sa
            suonarla meglio: ed in effetti, un tempo era
            così: venivano venduti gli spartiti, diversi
            musicisti potevano suonarli (alle condizioni che
            preferivano), e i migliori venivano premiati
            dalla gente che andava ad ascoltarli; la musica
            era di tutti (o comunque costava poco), e solo il
            tuo lavoro (quando suonavi) apparteneva a te, e
            veniva
            retribuito.




            Ma infatti il valore intrinseco di un'opera sta

            in qualcosa di immateriale. E' questo che sembri

            non capire.

            Io sto cercando di capire, ma a me sembra che tu
            continui a confondere il valore intrinseco ed il
            prezzo di
            mercato.
            Il prezzo di mercato non lo decidi tu, non lo
            decide nessuno: viene definito in base alla legge
            della domanda e dell'offerta (che è il principio
            fondamentale del capitalismo, in un regime di
            libero
            mercato)

            Il quadro in cui è solo chi vende a decidere i
            prezzi, con la regola "o paghi, o ne fai a meno",
            è il quadro che si ha nei cartelli e nei
            monopoli: ed è una situazione destinata
            inevitabilmente a
            crollare.

            Avevo tentato di spiegarlo anche in quel thread
            che non avevi voluto leggere; tu non puoi piegare
            le leggi dell'economia alla tua volontà, se provi
            a farlo ne sarai distrutto. E le leggi
            dell'economia stabiliscono che per un bene
            replicabile all'infinito il valore di mercato
            tende inevitabilmente a zero (indipendentemente
            dal valore intrinseco di quel
            bene).
            Più precisamente, più che tendere a zero, non ne hanno proprio, non si può neanche fare mercato con beni che puoi replicare addirittura a casa, si possono solo vendere teorie sui permessi a chi non è in grado di capire che compra, nè si può definire prezzo una cifra che non è necessaria per acquisire un bene e men che meno per duplicarlo.Più semplicemente non è un mercato, mai nessun mercato avrebbe potuto funzionare in questo modo a lungo, solo il tempo di scoprire il trucco, al massimo.
          • uno qualsiasi scrive:
            Re: Sono matti.

            Sono stato a stretto contatto con i musicisti.
            Fino al 2000, quando la pirateria musicale non
            era una tragedia come ora, ho fatto anche
            videoclip di artisti molto
            importanti.

            Ho smesso: non posso più mettere a disposizione
            certe strutture a metà del loro costo. Posso
            lavorare in perdita qualche volta, ma non può
            diventare una
            regola.

            Il tutto perchè i giovani artisti hanno enormi
            problemi a trovare finanziamenti.


            Alcuni fanno letteralmente la fame, eppure hanno
            i loro pezzi che girano in radio.
            Scandaloso.Interessante discussione... direi comunque che l'ultimo pezzo chiarisce la situazione.Liosandro propone un modello di business antiquato; tuttavia, non è più in grado di attuarlo, ha dovuto smettere.Poco importa dire se hai ragione o torto: non sei più nel ramo... e gli altri che seguono il tuo modello stanno facendo la stessa fine.Il tuo concetto di vendere il "diritto all'ascolto" verrà abbandonato, ma non perchè tu riconoscerai che va aggiornato: semplicemente perchè tu (e gli altri che la pensano come te) se ne vanno, e resta solo chi segue un modello diverso.L'evoluzione non avviene solo con l'adattamento: a volte avviene con l'estinzione, e l'occupazione della nicchia ecologica lasciata libera.
          • LuNa scrive:
            Re: Sono matti.
            la cultura è un bene PRIMARIO. e non solo, è un DIRITTO.
          • Liosandro scrive:
            Re: Sono matti.
            - Scritto da: LuNa
            la cultura è un bene PRIMARIO. e non solo, è un
            DIRITTO.No.Senza cibo non vivi. Senza salute non vivi. Senza rubare musica vivi tranquillamente. Parliamoci chiaro: non si parla di indigenti che non possono permettersi di pagare un disco.Secondo te negli anni '60 erano tutti morti di fame perchè la musica la pagavano?
          • ruppolo scrive:
            Re: Sono matti.
            - Scritto da: angros

            Sono contento che ti abbiano pizzicato, per
            colpa

            di quelli come te oggi subiamo leggi
            restrittive.

            Guarda che sono quelli come te, quelli che
            comprano, i responsabili della politica delle
            major e degli
            editori.Guarda che io non compro a qualsiasi condizione. Quando i CD aumentarono di prezzo fino ai 20 euro, io smisi di comprare CD. Per circa 10 anni non comprai nemmeno 1 CD. Fino a quando non venne iTunes Store, con il prezzo degli album dimezzato secco ma con una opportunità ancora più interessante, l'acquisto del brano singolo. Così i 20 euro divennero 1 euro. A quel punto ho ri-iniziato a comprare musica. I numeri fatti da iTunes e quelli dei CD (le cui vendite erano in declino) rilevano che molti hanno seguito il mio esempio.Oggi, ad esempio, NON compro alcun brano a 1,29 euro. E, anche questa volta, non penso di essere l'unico. Un chiaro segnale alle major.
            Major ed editori non possono nemmeno distinguere
            tra chi boicotta e chi pirata (in entrambi i
            casi, sono solo vendite in meno),Loro no, ma io si.
            ma possono
            distinguere tra chi compra e chi non compra: ed è
            chi compra che stuzzica la loro avidità, e che
            fornisce loro i soldi con cui realizzare le
            misure
            restrittive.

            Come rispondi a questo?Penso di averti risposto.Lo stesso farò con i libri: se il prezzo del libro elettronico non sarà almeno la metà del libro cartaceo (come avviene oggi), io non compro. E sta sicuro che quando Apple fa le statistiche sui suoi 100 e passa milioni di utenti registrati con carta di credito, il dato salta agli occhi. Salta agli occhi perché io compro musica e applicazioni, ma non libri. Anzi, vedranno che compro libri incapsulati nelle applicazioni. Più chiaro di così...
          • angros scrive:
            Re: Sono matti.

            Guarda che io non compro a qualsiasi condizione.
            Quando i CD aumentarono di prezzo fino ai 20
            euro, io smisi di comprare CD. Per circa 10 anni
            non comprai nemmeno 1 CD.Nel frattempo, non hai mai ascoltato musica? O l'hai piratata? O ti sei fatto imprestare i cd da altri?O magari te li hanno regalati, e tu in cambio hai offerto una cena/sistemato il computer gratis/fatto altre cose del genere (in pratica, pagando "indirettamente")?

            Oggi, ad esempio, NON compro alcun brano a 1,29
            euro. E, anche questa volta, non penso di essere
            l'unico. Un chiaro segnale alle
            major.Non credo: spesso il prezzo alto è per il brano appena uscito, poi scende: le major prima cercano di spremere il più possibile con il prezzo alto, poi lo abbassano per spremere ancora qualcosa attirando gli utenti come te (che magari, altrimenti, non avrebbero nemmeno comprato)Le major non fanno niente di diverso da quello che fa Microsoft continuando a vendere XP a prezzi stracciati: se lo sono ripagato ampiamente, stanno per togliere il supporto, quindi a loro distribuirlo non costa quasi nulla (anche se lo vendessero ad 1 euro la copia, sarebbero comunque in guadagno): eppure, finchè c'è gente che paga, anche poco, a loro conviene tenerlo in vendita.


            Major ed editori non possono nemmeno distinguere

            tra chi boicotta e chi pirata (in entrambi i

            casi, sono solo vendite in meno),
            Loro no, ma io si.E allora? Cosa cambia?
            Lo stesso farò con i libri: se il prezzo del
            libro elettronico non sarà almeno la metà del
            libro cartaceo (come avviene oggi), io non
            compro. E sta sicuro che quando Apple fa le
            statistiche sui suoi 100 e passa milioni di
            utenti registrati con carta di credito, il dato
            salta agli occhi. Salta agli occhi perché io
            compro musica e applicazioni, ma non libri. Anzi,
            vedranno che compro libri incapsulati nelle
            applicazioni. Più chiaro di
            così...E allora te li venderanno come applicazioni, magari invece di farti pagare 12 euro te li faranno pagare 30 euro e passa (come il dizionario Zingarelli che volevi comprare: quanto costa?)
          • ruppolo scrive:
            Re: Sono matti.
            - Scritto da: angros
            Nel frattempo, non hai mai ascoltato musica? O
            l'hai piratata? O ti sei fatto imprestare i cd da
            altri?
            O magari te li hanno regalati, e tu in cambio hai
            offerto una cena/sistemato il computer
            gratis/fatto altre cose del genere (in pratica,
            pagando
            "indirettamente")?Nel frattempo ho ascoltato la musica che avevo e la radio.
            Non credo: spesso il prezzo alto è per il brano
            appena uscito, poi scende: le major prima cercano
            di spremere il più possibile con il prezzo alto,
            poi lo abbassano per spremere ancora qualcosa
            attirando gli utenti come te (che magari,
            altrimenti, non avrebbero nemmeno
            comprato)Si vede, che non frequenti iTunes Store. I prezzi alti li hanno i brani più richiesti, anche se sono vecchi come il cucco.
            Le major non fanno niente di diverso da quello
            che fa Microsoft continuando a vendere XP a
            prezzi stracciati: se lo sono ripagato
            ampiamente, stanno per togliere il supporto,
            quindi a loro distribuirlo non costa quasi nulla
            (anche se lo vendessero ad 1 euro la copia,
            sarebbero comunque in guadagno): eppure, finchè
            c'è gente che paga, anche poco, a loro conviene
            tenerlo in
            vendita.Mi sembra giusto.
            E allora? Cosa cambia?Per me cambia tutto: ho una coscienza.
            E allora te li venderanno come applicazioni,
            magari invece di farti pagare 12 euro te li
            faranno pagare 30 euro e passa (come il
            dizionario Zingarelli che volevi comprare: quanto
            costa?)Veramente accade il contrario, i libri costano pochissimo, 2-4 euro.Il Zingarelli non si può paragonare ad un semplice libro. Su AppStore costa meno della metà dell'edizione su carta.Tra l'altro non l'ho ancora preso, non riesco a decidermi tra lui e il Devoto Oli.In ogni caso AppStore ha un grosso vantaggio: chiunque può pubblicare, non devi essere una casa editrice.
          • K&S scrive:
            Re: Sono matti.


            Nel frattempo, non hai mai ascoltato musica? O

            l'hai piratata? O ti sei fatto imprestare i cd
            da

            altri?

            O magari te li hanno regalati, e tu in cambio
            hai

            offerto una cena/sistemato il computer

            gratis/fatto altre cose del genere (in pratica,

            pagando

            "indirettamente")?

            Nel frattempo ho ascoltato la musica che avevo e
            la
            radio.Bravo, così ti hanno fatto ascoltare solo la musica cheti volevano vendere...
          • angros scrive:
            Re: Sono matti.

            Nel frattempo ho ascoltato la musica che avevo e
            la
            radio.Come io la ascolto con youtube, del resto; l'unica differenza è che io continuo a farlo.
            Si vede, che non frequenti iTunes Store. I prezzi
            alti li hanno i brani più richiesti, anche se
            sono vecchi come il
            cucco.E ti sembra giusto questo? Questo è un inganno vero e proprio. Quando un bene è molto richiesto, i prezzi salgono se le scorte di tale bene non bastano ad accontentare tutti (di conseguenza, chi vuole quel bene, pur di ottenerlo, si offre di pagare di piu', il prezzo medio sale, alcuni abbandonano, ed alla fine restano meno persone che vogliono quel bene, e il bene disponibile è sufficiente per tutti); ma un bene digitale non esaurisce mai le scorte, quindi il prezzo non dovrebbe salire, e se te lo fanno salire ti stanno imbrogliando, sperando che tu non te ne accorga.


            Le major non fanno niente di diverso da quello

            che fa Microsoft continuando a vendere XP a

            prezzi stracciati: se lo sono ripagato

            ampiamente, stanno per togliere il supporto,

            quindi a loro distribuirlo non costa quasi nulla

            (anche se lo vendessero ad 1 euro la copia,

            sarebbero comunque in guadagno): eppure, finchè

            c'è gente che paga, anche poco, a loro conviene

            tenerlo in

            vendita.
            Mi sembra giusto.Certo, quindi ne comprendi le conseguenze? Se compri, il prezzo sale (e sono soldi rubati, perchè non vengono usati per pagare il bene digitale: alla Microsoft ormai non costa piu' nulla); se non compri, il prezzo va a zero, e il prodotto diventa abandonware e poi di pubblico dominio. Quindi, se compri, ti dai la zappa sui piedi, perchè il prezzo non scenderà mai; e questo è ancora piu' vero se compri a prezzo basso (perchè se vendono ad un prezzo basso, vuol dire che a loro non costa nulla).Tu, comprando su itunes, regali soldi alle major, che incassano senza avere praticamente nessuna spesa.

            E allora? Cosa cambia?
            Per me cambia tutto: ho una coscienza.No, tu ti sei lasciato indottriare, tanto che ora ritieni giusto regalare soldi alle major.Sei capace per un momento di lasciare da parte le tue idee su cosa è giusto e cosa è sbagliato, e a pensare alle conseguenze delle diverse linee d'azione?Prova a pensare in questo modo: se tutti comprassero, i prezzi salirebbero o scenderebbero?E se tutti, invece, piratassero, i prezzi salirebbero o scenderebbero?


            E allora te li venderanno come applicazioni,

            magari invece di farti pagare 12 euro te li

            faranno pagare 30 euro e passa (come il

            dizionario Zingarelli che volevi comprare:
            quanto

            costa?)
            Veramente accade il contrario, i libri costano
            pochissimo, 2-4
            euro.
            Il Zingarelli non si può paragonare ad un
            semplice libro. Su AppStore costa meno della metà
            dell'edizione su
            carta.
            Tra l'altro non l'ho ancora preso, non riesco a
            decidermi tra lui e il Devoto
            Oli.Hai anche preso in considerazione la possibilità di scaricarti questo?http://download.wikimedia.org/itwiktionary/
          • Africano scrive:
            Re: Sono matti.
            - Scritto da: ruppolo

            In ogni caso AppStore ha un grosso vantaggio:
            chiunque può pubblicare, non devi essere una casa
            editrice.Ti informo che siamo in piena era interenét, dove hai visto tutta questa necessità di editori?
          • LuNa scrive:
            Re: Sono matti.
            non ti risponde. perchè hai detto una verità inconfutabile.
        • zi_o_zio scrive:
          Re: Sono matti.
          - Scritto da: ruppolo
          Chi compra la cultura non è mai matto.questo mai.
          Ma tu pensi che le università, il luogo per
          eccellenza della cultura, siano gratuite? penso che le abbiamo già pagate affinché producano servizi per la sdocietà.ciao
        • Rainheart scrive:
          Re: Sono matti.
          - Scritto da: ruppolo
          - Scritto da: angros


          Io mi domando perchè la gente continui a

          regalare


          soldi a queste sanguisughe. Che


          falliscano.



          Infatti: ma si sono dati la zappa sui piedi da

          soli... ora non potranno fermare la

          pirateria.

          Eccome se la fermano provano a fermare ma è inarrestabile, vedrai.FIXED :D
        • Stefano scrive:
          Re: Sono matti.
          - Scritto da: ruppolo
          - Scritto da: angros


          Io mi domando perchè la gente continui a

          regalare


          soldi a queste sanguisughe. Che


          falliscano.



          Infatti: ma si sono dati la zappa sui piedi da

          soli... ora non potranno fermare la

          pirateria.

          Eccome se la fermano, vedrai.


          Non credo proprio che ora qualcuno oserà ancora

          dire che chi pirata è un ladro e deve essere

          arrestato...

          Certo che è un ladro.


          in situazioni come queste, è chi

          compra che è matto, e dovrebbe essere

          curato.

          Chi compra la cultura non è mai matto.
          Ma tu pensi che le università, il luogo per
          eccellenza della cultura, siano gratuite? Pensi
          che i professori lavori gratis? Che i palazzi, le
          strutture, le attrezzature, i laboratori, i
          sistemi di telecomunicazioni, sia tutto gratis?
          O, peggio, che ti sia dovuto? Certo, se sei
          meritevole, ti becchi una bella borsa di studio,
          altrimenti ti rimbocchi le maniche e ti guadagni
          col lavoro la tua istruzione, come
          tutti.ecco appunto i professori, mai visto uno con un libro originale.
          • angros scrive:
            Re: Sono matti.

            ecco appunto i professori, mai visto uno con un
            libro
            originale.(rotfl)E il bello è che a volte l'hanno scritto loro stessi (almeno alcuni capitoli)!(rotfl)(rotfl)
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