Google: viva i gadget, abbasso il vecchio

Mountain View ha presentato i suoi nuovi telefonini, un nuovo thin client con specifiche extra-lusso e gadget "smart" in quantità. L'impegno della corporation nell'hardware si fa sempre più serio e sfrutta la IA

Roma – I contenuti dell’evento organizzato da Google a San Francisco erano in pratica già noti da tempo, anche se le sorprese non sono comunque mancate: accanto ai preannunciati nuovi telefonini di fascia alta e a un terminale Chrome OS con hardware di primo livello, Mountain View ha svelato l’arrivo di nuovi dispositivi “smart” per la casa e non solo. Il tutto naturalmente all’insegna della IA, che a quanto pare dovrebbe occuparsi anche di decidere quando scattare foto al posto dell’utente che se la porta in giro (sotto forma di action cam automatica).

Google Pixel 2 , dunque, è il nuovo e prevedibilissimo smartphone progettato in prima persona dalla corporation californiana e include un SoC Qualcomm Snapdragon 835 , schermo OLED , 4GB di RAM , storage interno da 64/128 GB , camera da 12,2 megapixel sul retro più una da 8mp per i selfie, resistenza all’acqua , connessione USB-C . Due i modelli previsti, il primo con un display Full HD da 5″ e il secondo ( Pixel 2 XL ) da 6″ (2880×1440 pixel); i prezzi sono rispettivamente di 650 dollari e 850 dollari.


Con Pixel 2 anche Google ha scelto di abbandonare il tradizionale jack analogico per le cuffiette e gli accessori compatibili, preferendo seguire Apple sulla strada del “progresso” a tutti i costi e proponendo agli utenti – che lo vogliano o meno – nuovi “adattatori”, dispositivi USB-C e wireless come le cuffie Google Pixel Buds . Cuffie wireless che costano la bellezza di 160 dollari ma che promettono la traduzione in tempo reale tramite Google Translate.


I terminali Pixel 2 includono l’ assistente digitale di Google (Assistant) e la versione biscottata di Android ( 8.0 Oreo ), e stando a quanto sostiene Mountain View offrono performance fotografiche superiori alle già apprezzate qualità del primo Pixel – con una risoluzione in megapixel che resta però la stessa.

Dopo gli smartphone è arrivato poi un nuovo terminale Internet-dipendente, vale a dire Pixelbook : l’ultimo Chromebook di casa Google abbandona l’approccio di basso profilo tipico dei gadget basati su Chrome OS offrendo un processore Intel Core i5 oppure Core i7 , 16GB di RAM e risoluzione 2K . Il tutto al costo non indifferente di 1.000 dollari, connessione Internet non inclusa.


A San Francisco c’è stato poi spazio per i gadget smart come i due speaker con Assistant integrato in versione economica ( Google Home Mini da 50 dollari) ed extra-lusso ( Google Home Max da 400 dollari), per un caschetto VR economico ( Google Daydream View da 100 dollari) e infine per una action camera da indossare chiamata Google Clips (250 dollari): grazie alla IA integrata, il dispositivo è in grado di decidere da solo quando e come effettuare gli scatti. L’utente continua a essere necessario per portarla in giro.

Alfonso Maruccia

Fonte immagini: 1 , 2

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