Governo: il piano di sviluppo dell'ICT

Nel Dpef presentato dall'Esecutivo si conferma l'importanza della banda larga: il progetto broadband sarà uno dei quattro pilastri della politica di Roma in materia di ICT e dintorni


Roma – Con la presentazione del Documento di programmazione economica e finanziaria (Dpef), il Governo ha confermato l’intenzione di spingere sullo sviluppo della banda larga e, più in generale, sull’informatizzazione.

Il Governo prevede di adottare un progetto di sviluppo quinquennale che toccherà tutti i nodi dell’informatizzazione e della formazione informatica e che vede al primo punto proprio la banda larga, vista come nodo essenziale per “l’avvento” della cosiddetta “società digitale”.

Al secondo punto del piano c’è la diffusione delle tecnologie informatiche nella Pubblica Amministrazione, un progetto che mira a migliorare l’efficienza della PA e a semplificarne le operazioni. In particolare, nel Dpef si parla di centri di scambio elettronici per agevolare l’incontro dell’offerta e della domanda di lavoro, nodi telematici per il coordinamento sanitario e l’offerta dei servizi ai cittadini, allestimento online di strutture informative, formative e di consulenza tributaria, previdenziale e culturale. Nelle scuole, per studenti ed insegnanti, il Governo vuole attivare sistemi di formazione specifica. La PA, inoltre, sarà spinta sempre più verso sistemi di acquisto elettronico, per ridurre e ottimizzare la spesa, e di ricorso all’outsourcing.

Terzo punto del progetto, tra i più interessanti per gli utenti internet, è il piano di “compimento” della liberalizzazione del settore delle telecomunicazioni.

L’ultimo pilastro del programma governativo in materia riguarda direttamente le imprese e le nuove aziende legate alla net-economy e all’ICT in generale. Si prevedono agevolazioni fiscali, allargamento delle opportunità per le start-up, ampliamento della deducibilità degli investimenti che siano legati ad attività di commercio elettronico. Le imprese potranno naturalmente godere anche del maggiore ricorso all’opera dei privati specializzati da parte della PA aggiudicandosi le gare di settore.

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  • Anonimo scrive:
    Registrazione anche per com. ai soci?
    La nostra associazione culturale ha una rivista periodica (bimestrale) che si auto-finanzia i costi di stampa attraverso sponsor(40%) e fondi regionali(60%). La rivista si configura come comunicazione ai soci. E' necessario registrare la testata e iscriversi al Roc?Grazie
  • Anonimo scrive:
    Domanda
    Gent.movorrei sapere come poter diventare casa editrice, siamo una cooperativa di servizi culturali della porvincia di livorno.grazie
  • Anonimo scrive:
    ma l'Ordine chi tutela?
    Signor Abruzzo,come puo' un ente di tutela dei cittadini esserecostituito solo di elementi da cui i cittadinidevono essere tutelati?L'Ordine potrebbe avere un senso come organo dicontrollo se fosse costituito, nel suo direttivo,da membri che _non_ sono giornalisti e non sonolegati direttamente o indirettamente allaprofessione del giornalismo.Come si puo' pretendere che controllore e controllato siano la stessa entita', quali garanzie da un assetto del genere?
  • Anonimo scrive:
    Giornalista o avvocato?
    Ma scusate è un giornalista o un'avvocato?Ho smesso di leggere perché non c'era una vera analisi o una difesa: Solo una serie di articoli e la loro spiegazione.Se uno aggiorna il suo sito con cadenza fissa, è o non è considerato dalla legge allo stesso livello di un periodico? Da come ho capito si.Per non entrare in quella categoria bisogna tenerlo tale e quale per anni?E avere della pubblicità nel proprio sito (anche se amatoriale) equivale ad essere considerati periodico? E se un'azienda inserisce nel proprio sito pubblicitario piccole notizie o altro tanto per riempire i vuoti, è considerato periodico?Boh
    • Anonimo scrive:
      Re: Ecco come si frega la legge
      Ma io non capisco ci vuole tanto a evadere questa legge ?registrare il domini tramite un register con email free tipo hotmail o roba varia ,comprate uno spazio su server americani col nome di un americano e pagate con carta di credito anonimao con paypal. e fate tutta l'informazione che volete la polizia informatica in italia non e' in grado di oscurare il sito perche sono troppofessi e non sanno rintracciare il proprietario.e poi metti caso mandano una mail al vostro provider quelli stronzi come sono la cacano di pezza- Scritto da: Palomino
      Ma scusate è un giornalista o un'avvocato?
      Ho smesso di leggere perché non c'era una
      vera analisi o una difesa: Solo una serie di
      articoli e la loro spiegazione.
      Se uno aggiorna il suo sito con cadenza
      fissa, è o non è considerato dalla legge
      allo stesso livello di un periodico? Da come
      ho capito si.
      Per non entrare in quella categoria bisogna
      tenerlo tale e quale per anni?
      E avere della pubblicità nel proprio sito
      (anche se amatoriale) equivale ad essere
      considerati periodico?
      E se un'azienda inserisce nel proprio sito
      pubblicitario piccole notizie o altro tanto
      per riempire i vuoti, è considerato
      periodico?
      Boh
  • Anonimo scrive:
    Abolire la 47/48
    Non vedo l'ora che il Governo abroghi la legge sulla stampa del 48 n. 47.
  • Anonimo scrive:
    Ma facciamo parlare ancora Abruzzo ????
    Non è meglio che vada in vacanza il nostro caro presidente dell'Ordine invece di rifilarci 7 pagine trite e ritrite.Mah !
    • Anonimo scrive:
      Re: Ma facciamo parlare ancora Abruzzo ????
      Purtroppo poi ritorna ...- Scritto da: wamba
      Non è meglio che vada in vacanza il nostro
      caro presidente dell'Ordine invece di
      rifilarci 7 pagine trite e ritrite.
      Mah !
  • Anonimo scrive:
    Carrozze e automobili
    Egr. sig. AbruzzoUn tempo c'erano le carrozze coi cavalli. Immaginiamo una ipotetica associzione di stallieri e cocchieri, i quali hanno particolari obblighi, quali il saper gestire i cavalli, accudirli, bardarli, ripulirne gli escrementi eccetera.Poi arrivano le automobili che, evidentemente non hanno bisogno di cavalli, non necessita di bardature, non si ha a che fare con animali da gestire, nutrire, accudire.Naturalmente i cocchieri e gli stallieri sono preoccupati da questa nuova tecnologia e allora il loro presidente si adopera perché anche le automobili siano soggette alle stesse regole delle carrozze.Ogni automobile dovrà avere un cocchiere iscritto all'associazione, dovrà pagare uno stalliere perché gliela accudisca, gliela strigli, gli metta i ferri agli zoccoli(!!)... mentre invece con le automobili tutto ciò non è necessario.Ecco, a mio parere quello che si è fatto con questa legge è di applicare pari pari, norme VECCHIE a una realtà nuova, a tutto beneficio di chi è cresciuto con le norme vecchie.Le leggi sull'informazioni, sull'editoria, sulla libertà di espressione dovrebbero essere RISCRITTE da capo, rendendo partecipi non solo i "cocchieri", ma anche gli utenti della nuova tecnologia, ossia gli "automobilisti", cosa che non è stata fatta.Cordialmente
    • Anonimo scrive:
      Re: Carrozze e automobili
      - Scritto da: Ingenuo 2001
      Egr. sig. Abruzzo
      Un tempo c'erano le carrozze coi cavalli.
      Immaginiamo una ipotetica associzione diIl problema reale non e' questo.Leggi attentamente lo statuto dell'ordine.C'e' una parte in cui l'ordine puo' prendere provvedimenti disciplinari contro giornalisti che diffondano notizie false o poco veritiere.Questo presume quindi che l'ordine sia in grado di decidere quali notizie siano "veritiere", e dotarsi quindi di una verita' ufficiale.In altre parole, se tu vieni ucciso, ma l'assassino ha buoni aggangi all'ordine dei giornalisti, puo' succedere che tu ti sia suicidato, e nessuno scrivera' MAI da nessuna parte che sei stato ucciso, perche' avra' paura dei provvedimenti disciplinari.Non capisco con che coraggio ci si lamenti del monopolio di mediaset, di fronte ad un moloch del genere.Lev
  • Anonimo scrive:
    Burocratici labirinti di ispirazione fascista
    Negli USA non esiste l'ordine dei giornalisti. Ci siamo mai chiesti perché in Italia al contrario persiste e resiste? Il problema centrale è l'abolizione dell'ordine dei giornalisti creato e voluto dal primo giornalista d'Italia Benito Mussolini e per controllare chiscrive e all'epoca per escludere gli ebrei e impedire che potessero dirigere giornali. Il paradosso è che le "soluzioni" antilibertarie di Mussolini hanno fatto comodo a tutti i politici che sfruttano l'iscrizione all'ordine per darsi un mestiere che altrimenti al di fuori della politica non avrebbero. Il mestiere di tanti politici infatti è quello di giornalista. Nelle nazioni serie quali gli USA il giornalista non è un "mestiere" e tutti sono liberi di diffondere il loro pensiero anche con la carta stampata. Fino a quando in Italia esiste l'ordine dei giornalisti è inutile parlare di ROC o altro. Bisogna preliminarmente ripristinare una situazione di normalità democratica e cancellare questo retaggio del fascismo.
  • Anonimo scrive:
    Ma la privacy?
    Continuo a non capire (e nessuno ancora me l'ha spiegato) perché, per il solo fatto di mettere on line una pagina web, io sia costretto a comunicare al mondo intero il mio indirizzo di casa.(Normativa che si applica ai siti web che non prevedano aggiornamenti regolari).Se il problema è la possibilità che tramite una pagina web si commetta un reato (diffamazione, vilipendio, etc...), penso che l'autorità giudiziaria abbia le capacità tecniche per rintracciare l'autore.Ma solo se c'è un motivo valido.Altrimenti il web diventa solo un altro posto in cui la libertà diventa qualcosa graziosamente concessa dal potente di turno.
    • Anonimo scrive:
      Re: Ma la privacy?
      - Scritto da: FF
      Continuo a non capire (e nessuno ancora me
      l'ha spiegato) perché, per il solo fatto di
      mettere on line una pagina web, io sia
      costretto a comunicare al mondo intero il
      mio indirizzo di casa.Riprendendo il commento di FF, vorrei chiedere al sig. Abruzzo di pubblicare il suo indirizzo di casa, con numero di telefono fisso e cellulare, tanto se siamo obbligati a farlo noi, non c'è nulla da temere vero?
  • Anonimo scrive:
    giornalisti e realta'
    ecco, questo e' quello che ci garantisce l'ordine: giornalisti in grado di "interpretare" la realta', non di vederla.
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