Hacker siriani contro il New York Times

Un gruppo di cyber-guastatori siriani va all'attacco del NYT e di altri popolari siti. Prendendo di mira i sistemi DNS e tentando l'hijacking delle pagine verso server malevoli

Roma – Martedì di passione per le infrastrutture online di alcuni tra i più popolari siti di informazione in lingua inglese, presi di mira da un gruppo di hacker black hat autoproclamatosi difensore della Siria e degli interessi del governo di Bashar Al Assad. Coinvolto anche il network di Twitter, e in queste ore emergono i dettagli dei mezzi usati dai cracker per “buttare giù” i media telematici.

L’attacco è opera della SyrianElectronicArmy (SEA), che sceglie di agire in concomitanza con l’acuirsi del conflitto siriano e l’ intromissione delle potenze occidentali nel complesso scenario mediorientale: ieri il New York Times ha confermato i fatti parlando di un attacco esterno malevolo, mentre l’azione di SEA si allargava a coinvolgere i siti britannici (.co.uk) dell’Huffington Post e di Twitter.

L’ennesimo attacco di SEA – un gruppo particolarmente attivo in questi mesi contro i media occidentali e persino contro il sito satirico The Onion – è stato apparentemente veicolato da Melbourne IT , registrar australiano che non a caso si trova a gestire i nomi di dominio di Times, Huffington Post e altri siti.

Nelle scorse ore un portavoce del registrar ha confermato che la società è stata vittima di un attacco penetrato attraverso una breccia nella sicurezza dei suoi sistemi, con le credenziali di accesso di uno dei reseller compromesse e usate per accedere ai server da cui gli hacker SEA hanno cambiato i dati di registrazione del sistema DNS.

L’obiettivo era – ed è ancora, visto che la configurazione dei DNS è al momento altalenante tra dati legittimi e compromessi – indirizzare i visitatori dei siti compromessi verso un server esterno controllato dai cracker (141.105.64.37), un sistema localizzato in Russia e ben noto per dispensare malware.

Alfonso Maruccia

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  • foffi scrive:
    si ma se TOR non è affidabile allora...
    se TOR non è affidabile , quando questi chiedono l'IP, chiedono TUTTO.
  • A.Karmine scrive:
    Dati delle persone
    Anche a me non importa di Fascebook, ma penso che sia un bene sapere cosa fa con i dati della gente, anzi vorrei saperlo di tutti quelli che operano su internet.Per essere più precisi vorrei che venissero pubblicati non soltanto i dati statistici, ma anche il 'come', il 'quando', il 'dove', ed il 'che cosa ci fanno esattamente ogni volta' con i dati delle persone e, ripeto, non soltanto Facebook, ma tutti gli operatori in internet dai più piccoli ai più grandi.... o dobbiamo per foza fare la parte del bestiame di allevamento?Buona giornata a tutti.
    • . . . scrive:
      Re: Dati delle persone
      Ho la netta sensazione che tanto ti direbbero quello che gli pare con buona pace tua e dei tuoi fondati timori.Anche questa mossa di fb è ben studiata e guarda caso viene fuori subito dopo l'intenzione di creare internet.org. Ovviamente e giustamente la gente ha timori ben fondati visto la faccenda di PRISM. Quindi cosa c'è di meglio che rassicurare gli utenti ?Si, ok, ma chi ci assicura che quello che sostiene fb (e vedrai che anche altri seguiranno l'esempio) corrisponda a verità ?! Nessuno."Oste com'è il vino ? Buono !" e non potrebbe essere diversamente.Troppi interessi in gioco per potersi permettere l'onestà e la trasparenza.Non c'è nulla da fare. La vecchia Internet, quella vera. è morta e sepolta !
  • Aniello Caputo scrive:
    ...
    ma che me ne frega a me di fecebook
    • anon scrive:
      Re: ...
      - Scritto da: Aniello Caputo
      ma che me ne frega a me di fecebookConcordo.Sinceramente cominciano a stancarmi tutte queste notizie relative a FB. Ce n'è davvero bisogno? Dedicare più spazio ad altri argomenti no, eh?
      • pietro scrive:
        Re: ...
        - Scritto da: anon
        - Scritto da: Aniello Caputo


        ma che me ne frega a me di fecebook

        Concordo.
        Sinceramente cominciano a stancarmi tutte queste
        notizie relative a FB. Ce n'è davvero bisogno?
        Dedicare più spazio ad altri argomenti no,
        eh?facebook è solo un esempio, le richieste analoghe vengono fatte tutti i giorni a provider, gestori di blog, siti di discussione, gestori di server di mail, etc., almeno facebook si è posto il problema si è dato delle regole e ha messo dei paletti, tutti gli altri invece come fanno?
        • anon scrive:
          Re: ...
          - Scritto da: pietro
          facebook è solo un esempio, le richieste analoghe
          vengono fatte tutti i giorni a provider, gestori
          di blog, siti di discussione, gestori di server
          di mail, etc.Se FB è solo un esempio, allora perché non usare altri esempi?Non tutti sono così dannatamente interessati a quello che fa o non fa FB.(e dopo un po' comincia anche a stancare)
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