HomeStation è Xbox 2. Bufala o verità?

Una rivista inglese lancia lo scoop e, citando fonti a suo dire attendibili, parla di HomeStation come del successore di Xbox. Ecco i dettagli di una notizia che aspetta ancora conferme. Xbox sempre più verso il PC?


Web – Lo scorso fine settimana la rivista inglese PC Format ha pubblicato una notizia scoop titolata Vi riveliamo il figlio segreto di Xbox ; un articolo, ripreso poi da altri media on-line, in cui si rivela come Microsoft starebbe già lavorando ad un successore di Xbox, chiamato HomeStation.

Questo contrasterebbe con un’affermazione rilasciata in un’ intervista a Punto Informatico da Andrea Giolito, Product Manager di Xbox Microsoft Italia, che lo scorso maggio assicurò che “per il momento non c’è nessun progetto (…) su Xbox 2”.

Prendendo dunque con le dovute cautele le fonti di PC Format, HomeStation (il cui nome sembra fare dichiaratamente il verso alla Playstation di Sony) sarebbe, rispetto a Xbox, non soltanto una console da gioco, ma un dispositivo per l’home entertaining in grado di far girare sia giochi per PC che per Xbox.

Questo “entertainment hub”, come lo definisce PC Format, si prefigura dunque come un sistema ibrido fra PC e Xbox gestito da una speciale versione di Windows. Grafica, audio e comunicazione sarebbero invece demandate al chipset nForce di Nvidia, basato in buona parte su tecnologie già presenti nel chipset di Nvidia che equipaggia l’attuale Xbox.

Grazie ad un hard disk, ad una connessione di rete a larga banda e alla tecnologia basata sul Windows Media Player 8, HomeStation sarebbe poi in grado, attraverso un server Microsoft.NET, di riprodurre in tempo reale flussi video e audio, far girare giochi on-line e, ancor più interessante, videoregistrare programmi TV digitali. Home Station si prefigura dunque come concorrente dei VCR digitali, quali Tivo, e porta d’accesso preferenziale, per Microsoft, al business legato alla TV a larga banda (oggi offerto in USA attraverso il servizio WebTV).

PC Format prevede anche che la futura appliance di Microsoft sarà in grado di dialogare con una grande varietà di periferiche e dispositivi attraverso connessioni wireless in standard Bluetooth o HomeRF (anche se appare più plausibile l’utilizzo di 802.11b).

Come hanno fatto notare in molti, non poche delle caratteristiche di HomeStation combaciano con quelle che Sony ha in mente per la Playstation 3, e dunque, sempre che la notizia abbia un fondo di verità, anche Microsoft sembra avviarsi sulla strada delle console/set-top box.

Ma questo rappresenterebbe un repentino cambio di rotta rispetto alla filosofia che ha portato alla nascita di Xbox: come affermò Giolito, infatti, “Xbox somiglia ad un computer, ne adotta l’architettura e possiede un hard disk, ma rimane focalizzata esclusivamente sull’esperienza di gioco, on-line e off-line, senza compromessi”.

Nelle prossime ore Punto Informatico contatterà Microsoft per avere commenti ufficiali in merito a questa notizia.

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  • aid85 scrive:
    nostagico
    ah che bello ficus...Quanto mi manca un servizio simile...Oggi i VOIP SIP gratuiti verso i fissi occidentali sembrano estinti, temo per le e-mail... un giorno pagheremo pure quelle ...
  • Anonimo scrive:
    chocophone
    Il problema di picus e che la publicita' come la fanno loro non funzione, io le e-mail di picus non le apro nemmeno, e andando su freetel©picus©it/freetel/Login©po si puo' usare il servizio senza nemmeno vedere i banner, ottima invece la tattica di chocophone, ¥www©chocophone©it¤, che seppure con fascie orarie piu' ridotte offre sicuramente un servizio piu' competitivo, inoltre picus supporta netscape 6©01, ma a me non funziona nemmeno con il vecchi 4©x, che ufficialmente dovrebbe funzionare; secondo me gli investitori stessi puntavano solo a rivendere©
  • Anonimo scrive:
    Chi ha avuto ha avuto
    Bello telefonare gratis, peccato pero', e' finita! Non dimentichiamo le aziende americane che fino a qualche tempo fa offrivano Voip gratis, tanto per nominarne un servizio MSN messenger. Personalmente credo e' solo una tattica per far conoscere il prodotto agli utenti come qualsiasi altro prodotto internet.
  • Anonimo scrive:
    La verità in questione
    Cari signori dovete sapere che Telepuntonet e Picus non erano affatto competitor anzi Telepuntonet rivende un servizio gratuito di Picus (appunto freetel). Per il resto Picus è in difficile situazioni finanziare non per colpa della scarna veste grafica ma perchè al vertice dell'azienda c'è un signore americano che ha voluto fare il furbo speculando sulla buona fede dei lavoratori per rivendere a caro prezzo l'azienda che aveva pagato a poco. ma non ha fatto i conti con il mercato italiano e l'ha presa in quel posto!!!!!!!!!saluti a tutti.
    • Anonimo scrive:
      Re: La verità in questione
      Il signore americano non c'entra!!!. E' la banca San Paolo IMI che, socia di maggioranza di picus, non ha ritenuto di investire le cifre necessarie a sviluppare la Società.
      • Anonimo scrive:
        Re: La verità in questione
        Chiunque e tanto piu' una banca istituzionale avrebbe ritirato i fondi stanziati per il progetto, una volta essersi accorto che chi gestiva il denaro lo faceva solo ed unicamente per riempire le proprie tasche e quelle dei rispettivi amici.- Scritto da: credetemi
        Il signore americano non c'entra!!!. E' la
        banca San Paolo IMI che, socia di
        maggioranza di picus, non ha ritenuto di
        investire le cifre necessarie a sviluppare
        la Società.
  • Anonimo scrive:
    Incapacità manageriali_Picus_Publikompass
    Era inevitabile, d'altra parte accedendo al servizio i banner che dovevano "ripagare" il costo delle chiamate non erano certamente di grandi gruppi....insomma parliamo di sponsor di serie b.
  • Anonimo scrive:
    FICUS??
    mi dispiace.. hai perso tempo! hai buttato al vento 100lire!! questo ti sia di lezione... fatti una flat!!
  • Anonimo scrive:
    Design scarno, scarso marketing e semplicità
    Secondo me sono queste le ragioni dell'insuccesso di Picus altro che "il modello del gratis on line" perche' se fossero riusciti gia' a modificare la scarna e cupa veste grafica di freetel, e a farsi anche un po' piu' di pubblicita'(spiegando meglio come utilizzare il loro servizio), magari sarebbero riusciti anche a trovare gli sponsor giusti o a farsi acquisire da società maggiori, alla fine purtroppo a volte la qualita' non basta nell'e-business b2c di oggi ma e' necessario un lavoro anche sulla semplicità ed ovviamente sulla propria immagine.
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