HP naviga via SMS

Pensando ai paesi emergenti offre strumenti di sviluppo web per creare servizi via SMS e voce. Per accedere ad alcuni contenuti della rete senza bisogno di browser

Roma – HP Labs India ha creato una nuova tecnologia chiamata SiteonMobile che punta a far connettere ad almeno alcuni contenuti della Rete i dispositivi mobile non dotati di browser .

L’obiettivo è quello di rendere il Web navigabile ai telefonini dotati solo delle funzioni basilari di SMS o voce: per farlo utilizza una tecnologia cloud based destinata agli sviluppatori dei siti interessati a questi utenti.

L’approccio è quello di strumenti utilizzabili per offrire determinati servizi (come prenotare un biglietto d’aereo) o ricevere informazioni relativi al proprio sito, permettendo agli utenti di accedervi tramite SMS o con una chiamata ad un numero collegato ad un servizio di interactive voice response (IVR).

Il mercato di riferimento è quello , promettente , dei paesi emergenti (si calcola che solo l’India abbia oltre 600 milioni di connessioni mobile, di cui più della metà senza browser).

Per il momento il servizio è aperto solo su invito.

Claudio Tamburrino

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  • picard12 scrive:
    Re: OT: e l'open source sw, mandriva?
    - Scritto da: gionnico
    Beh mezzo mandriva è dei russi ora.

    http://www.ossblog.it/post/6491/la-russia-ha-acquied è una bella notizia visto che la ci sono ottimi sviluppatori e tanti fondi...
  • max59 scrive:
    hard + semplice di soft
    imho e' piu' facile che sia l'hard a crearsi uno spazio rispetto al soft in fondo a dividersi i progetti hard open sono poche imprese che dispongono dell'attrezzatura per fabbricare hardware, quindi possibilita' di guadagno ne restano sempre il soft è piu' a portata di tutti, quindi il guadagno si riduce, inoltre c'è lo stradominio di M$
  • iRoby scrive:
    Re: addio anche all'ing. elettronico
    Non è vero perché oggi il potere della corporation deriva dal brevetto dalla chiusura e dal monopolio.Con lo sviluppo condiviso tutti localmente possono prendere progetti e produrli.Avrebbero concorrenza e i ricavi si spalmerebbero su un maggior numero di produttori, senza creare corporation multinazionali con il loro potere lucrativo e condizionante di mercati e politica.Non conviene neppure solo prendere e produrre senza contribuire perché il prodotto diviene presto obsoleto, lo capiranno da se tutti coloro che entrano nel sistema. E rilasceranno in tanti le loro modifiche per migliorare i progetti.È anche una questione di ricambio generazionale, siamo in fase di cambiamento, la vecchia guardia tende a non capire e osteggiare rivoluzioni come queste. Per le generazioni successive sarà una cosa normale condividere e collaborare formando community.
  • iRoby scrive:
    Re: Ottima cosa!
    Meno spreco più ecologia e riaprono migliaia di laboratori radiotecnici che sono via via spariti...Piccole fabbriche locali. Macchinari di prototipazione, nessuna preoccupazione e costi di brevettazione, perché automaticamente l'hardware opensource creerà previous art e non sarà brevettabile.Progettazione globale produzioni locali. Personalizzazioni estreme oggi impossibili con i prodotti di massa.Potrebbe essere l'inizio di una rivoluzione pari a quella industriale di inizio '900.
  • iRoby scrive:
    L'inizio di un'era!
    Secondo me questa notizia ha un'importanza impressionante per il futuro dell'umanità e dell'industrializzazione.Importante quanto lo sarà l'introduzione della finanza islamica o le banche solidali che prestano senza interessi in tutto l'occidente.È quello che attendevo da anni e che si sta profilando in questo evento.La possibilità di progettare oggetti in modo condiviso e poi tutti riprenderli per produrli localmente.È quello che professava un utente dei forum di Punto-Informatico di nome Mechano. Che diceva come si potrebbero creare piccole fabbriche locali che non hanno bisogno di reparti di R&D e spese di brevettazione ecc.Perché posso prendere da Internet e personalizzare progetti già pronti, rilasciando comunque nella Rete le modifiche apportate. Gli oggetti possono evolvere e migliorare esattamente come il software libero...E gli utenti stessi possono commissionare oggetti personalizzati alla fabbrica più vicina indicandogli il progetto desiderato o scegliendo tra quelli che la fabbrica può produrgli e personalizzargli perché si è specializzata in quelli ed ha pronti i master e le macchine CNC.Potrebbe anche essere il principio della rilocalizzazione, perché non sarà più necessario sfruttare manodopera in paesi come la Cina, dato che gli oggetti potrebbero costare poco comunque, perché non avrebbero spese di R&D che sarebbero spalmate sulla community, e non avrebbero neppure i costi di trasporto dalla Cina o dall'India, perché piccole fabbriche general purpose potrebbero essere aperte un po' ovunque.Sarebbe una manna per l'occupazione e l'autodeterminazione di intere aree geografiche oggi depresse e in forte crisi.
  • shevathas scrive:
    Re: addio anche all'ing. elettronico

    Penso che una BMW o una Mercedes siano una buona
    via di mezzo. Se le possono avere i tedeschi non
    possiamo anche
    noi?ci son diversi punti fra i due estremi. La questione è semplicemente che all'aumentare vertiginoso della preparazione corrisponde una riduzione drastica del numero dei preparati, poi si può discutere a iosa che punto di equilibrio convenga scegliere.

    Ma perché non è possibile dare un calcio nel XXXX
    direttamente a
    loro?
    dovrebbero essere per prime le università ad ammettere l'esistenza di simili individui. Invece ad ogni tentativo di riforma partono le difese corporative e le storie che tutte le università producono eccellenza e tutti i docenti sono bravi, capaci e preparati. Non so se hai letto il testo sull'università del Perotti, spiega bene questi meccanismi.
    Il pessimo trattore della trattoria della
    Sapienza di Roma, nella sua immensa stupidità ha
    affermato che il 10% dei ricercatori negli ultimi
    5(?) anni non ha prodotto nulla. Ed il restante
    90%
    allora?
    Non è una proporzione 1:50 ma 9:1.
    due chiose: 1) in ogni caso quel 10% di remore esiste. 10% che in primis ruba il posto a chi vorrebbe lavorare e per liberare posti credo sia meglio iniziare da quel 10%.2) produrre qualcosa non significa produrre qualcosa di qualità, potrebbe essere anche una semplice firma aggiunta o l'ennesimo riciclo di un articolo già strapublicato.
    Io trovo sconfortante chi fa finta di non sapere
    che i "ricercatori" da anni suppliscono gratis
    alla mancanza di personale docente perché non
    vengono banditi i concorsi per il ruolo di
    "professore".
    I ricercatori attualmente permettono il
    funzionamento dell'università pur non avendo
    alcun
    obbligo.
    talvolta perché sono fessi. talvolta perché per acquisire "credito" si piegano a pi-mezzi al barone di turno.
    Per questo il trattore della trattoria deve
    affannarsi a screditare il numero di ricercatori
    XXXXXXXti che hanno deciso di NON prestare per
    l'A.A. venturo alcun servizio ulteriore di
    docenza non riconosciuta nè
    retribuita.imho fanno bene.
    I ricercatori, che sono il motore
    dell'università, vengono piallati senza
    discrimine dalla riforma. E poi cosa rimane? I
    professori anziani che stanno andando in massa in
    pensione e che NON verranno
    sostituiti?
    a cosa servono ricercatori che non ricercano e che sostituiscono il professore anziano nella didattica ?
    Non ci capiamo: se oggi devi pensare a cosa
    metterai sotto ai denti, anche se sei italiano e
    vai all'estero, non è per il permesso di studio
    ma per la ricerca di un
    lavoro.stai andando all'estero a studiare o a lavorare ? vai così alla cieca o solamente dopo aver avuto qualche contatto con le università del luogo ? o devi andare in barcone anche ai colloqui preliminari ?
    Se il paese estero non ti vuole ma ti ci sposti
    lo stesso per non morire di fame sei un
    clandestino, italiano ma non differente da un
    tunisino, marocchino, senegalese, albanese o
    quant'altro.
    e perché non ti vorrebbe ? forse perché non avendo ne arte e ne parte c'è alto il rischio che faccia "affari poco puliti" per sbarcare il lunario o che finisca a fare lo schiavo preda di farabutti ?

    Ma dove stava l'impresa? Il "genio" di turno può
    avere anche la migliore idea del mondo, ma se non
    interviene chi lo finanzia c'è poco da
    fare.
    beh le università hanno voluto l'autonomia per cosa ? per finanziare le ricerche del cognato del magnifico sulla divisibilità per tre dei multipli di due oppure per gestirsi autonomamente ?
    E la mentalità imprenditoriale italiana?
    La mentalità italiana prevede che sia più sicuro
    vendere borsette che rischiare e puntare su un
    algoritmo e le intuizioni di un
    giovane.certo perché nessun imprenditore è stato formato all'università. Anzi tutti i laureati son finiti in catena a cucire borsette.
    non di
    ingegneri.
    almeno la mano d'opera a basso costo sa cucire. :D
    Ma non sono solo le aziende.
    Cosa fanno i nostri politici per favorire lo
    sviluppo scientifico ed economico nelle
    tecnologie avanzate? Lacci e lacciuoli,
    burocrazia, muri per tutelare gli interessi di
    economie fallimentari, divieti e
    bavagli.sai quant'è la percentuale di "chiarissimi" fra i politici ?

    La ricerca non è necessariamente vendibile, la
    ricerca è un'avanguardia: può dare risultati
    economicamente redditizi, risultati validi ma non
    redditizi nell'immediato, nessun
    risultato.la ricerca è vendibile e misurabile. Si può misurare l'impatto di un articolo misurando ad esempio quanti articoli successivi basati su questo sono stati prodotti. a quanti e quali brevetti hanno portato le ricerche. Tu stesso avevi scritto che il tuo dipartimento era finanziato da imprese americane: vi finanziano perché siete belli, carini e simpatici o perché le vostre ricerche producono anche dei brevetti ?
    staff che ritengono competente ed affidabile e
    finanziano anche quello che è "probabile" ma non
    sicuro con i loro
    soldi.
    su questo sono d'accordo ma come scelgono lo staff? organizzando miss dipartimento ?
    Una molecola che inibisce l'azione di alcuni recettori è il passo (...)
    fatte non è dato saperlo.però è stata individuata una molecola e si è arrivati alla fase sperimentale. E questi sono già dei risultati visibili e verificabili.
  • angros scrive:
    Re: addio anche all'ing. elettronico

    e se il produttore del TiVo si fosse scaricato
    quei sorgenti dal p2p ? con chi avrebbe firmato
    la licenza ?
    8)Bella risposta! Del resto, io avrei comunque tutti i diritti di craccarlo per cambiare il firmware, ad esempio.
  • shevathas scrive:
    Re: addio anche all'ing. elettronico

    Semplicemente, l'obbligo di adeguarsi alla
    licenza (nel caso di TiVo, sostituire il firmware
    con uno non bloccato in tutti gli apparecchi
    venduti)e se il produttore del TiVo si fosse scaricato quei sorgenti dal p2p ? con chi avrebbe firmato la licenza ? 8)
  • tutto gratis scrive:
    Re: addio anche all'ing. elettronico
    siete tornati così indietro che pensavo alle scarpe :D
  • krane scrive:
    Re: addio anche all'ing. elettronico
    - Scritto da: tutto gratis
    e comunque wordstar,ecc. adesso son superatissimi
    e non abbiamo perso nullaMa neanche guadagnato poi granche...
    • tutto gratis scrive:
      Re: addio anche all'ing. elettronico
      Beh la differenza tra open office/word e wordstar è notevole (e si possono fare parecchi discorsi analoghi)Alla fine tutto si evolve e cose che ci parevano fondamentali son meno che giocattoli
  • tutto gratis scrive:
    Re: addio anche all'ing. elettronico
    e comunque wordstar,ecc. adesso son superatissimi e non abbiamo perso nulla
  • tutto gratis scrive:
    Re: addio anche all'ing. elettronico
    non c'e' bisogno di chiuderle tutte. Si tengono aperte solo quelle che servono e chi ci lavora deve essere una persona seria anche se statale.Siamo al punto che i rettori parlano male pubblicamente dei ricercatori, e i ricercatori dei rettori,ecc. (ecco un possibile link http://www.repubblica.it/scuola/2010/07/06/news/ricercatori_fannulloni_e_improduttivi_le_risposte_alle_accuse_del_rettore_frati-5424548/ )In una azienda questo sarebbe ridicolo perchè i rettori sono i primi responsabili. Se i ricercatori possono star anni senza consegnare manco un pezzo di carta ci sarà un responsabile colpevole?O solo io rischio e chi è sopra di me deve rischiare il posto se non consegna nulla?Gente con questa mentalità può solo pesare sui contribuenti, a mio parere
  • shevathas scrive:
    Re: addio anche all'ing. elettronico

    Comunque, le licenze open servono proprio a
    tutelare la gente onesta e generosa contro la
    gente avida e
    disonesta.
    ci sono alcune obiezioni alle licenze open:1) piaccia o no in ogni caso sono licenze ovvero un contratto che regola cosa ci si possa fare o meno con quel software. Difficilmente si potrebbe sostenere la liceità e la validità delle licenze open e la non liceità di quelle closed. In breve: o le licenze possono esistere e, se in accordo con la legge, vanno rispettate tutte oppure non hanno alcun senso ma in tal caso nella spazzatura ci finisce anche la GPL.2) Violo la GPL, come capitato nel caso di TiVo, chi è il padrone del software che potrebbe citarmi per violazione delle norme ?3) in caso di plateale violazione quale dovrebbe essere il risarcimento ? un risarcimento parametrizzato al valore del software, che a tuo dire, vale 0 ?-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 16 luglio 2010 14.12-----------------------------------------------------------
    • tutto gratis scrive:
      Re: addio anche all'ing. elettronico

      3) in caso di plateale violazione quale dovrebbe
      essere il risarcimento ? un risarcimento
      parametrizzato al valore del software, che a tuo
      dire, vale 0
      ?Credo che si potrebbe addirittura parlare di semplici danni morali (newbie)
    • angros scrive:
      Re: addio anche all'ing. elettronico

      3) in caso di plateale violazione quale dovrebbe
      essere il risarcimento ? un risarcimento
      parametrizzato al valore del software, che a tuo
      dire, vale 0
      ?Semplicemente, l'obbligo di adeguarsi alla licenza (nel caso di TiVo, sostituire il firmware con uno non bloccato in tutti gli apparecchi venduti)
  • shevathas scrive:
    Re: addio anche all'ing. elettronico

    In questo caso, però, per chi fa questo tipo di
    personalizzazioni cambia poco se il software era
    open source o
    no.
    infatti, quello a cui mira è avere buone librerie di sviluppo e la possibilità di integrare facilmente le funzionalità di diversi software.

    una lotta intestina. Piaccia o no la M$ ha

    venduto proprio perché è riuscita a semplificare

    e facilitare l'uso del PC al

    profano.

    E Geos?uscito tardi per una architettura oramai morta, incalzata dal C128, dall'amiga lato home e dai PC lato office.
    • angros scrive:
      Re: addio anche all'ing. elettronico


      E Geos?

      uscito tardi per una architettura oramai morta,
      incalzata dal C128, dall'amiga lato home e dai PC
      lato
      office.Guarda che Geos esisteva anche per c128, ed anche per pc.
  • uno ancora scrive:
    Re: addio anche all'ing. elettronico
    - Scritto da: tutto gratis
    Corretto! e i dipendenti universitari che non
    rendono vanno a casa proprio come negli altri
    lavori. Poi io farei anche timbrare il cartellino
    a questi dipendenti e alla fine dell'anno si va a
    vedere cosa hanno fatto e se non hanno fatto
    nulla si licenziano i reposabili proprio come
    nelle aziende. Poi i concorsi non si fanno a casa
    propria e la commissione si decide all'ultimo
    senza che questa sappia il cognome del
    candidatospecifica bene: stai parlando di PROFESSORI UNIVERSITARI, suppongo.In tal caso quoto.Gli altri il cartellino lo timbrano.
  • angros scrive:
    Re: addio anche all'ing. elettronico
    Ma il prezzo tende a zero, e quando arrotondi...
  • angros scrive:
    Re: addio anche all'ing. elettronico

    dipende dalla personalizzazione; per esperienza
    spesso le mirabolanti personalizzazioni si
    riducono ad un pugno di macro in visual basic for
    application. E la M$ non ha interesse in questo,
    i costi per tirare su la baracca per vendere
    queste personalizzazioni sarebbero eccessivi
    rispetto ai
    ricavi.In questo caso, però, per chi fa questo tipo di personalizzazioni cambia poco se il software era open source o no.


    Ottimo: dal momento che partirebbero da zero,
    nel

    mio settore, mentre io sono già affermato, li

    assumo io, pago loro uno stipendio da fame e

    sfrutto la loro manodopera a basso costo. A me

    conviene

    comunque.



    credi partano da zero zero ? difficile.In realtà, non credo nemmeno che invaderebbero il mio campo; la mia era una risposta ipotetica all' ipotesi fatta da "tutto gratis"




    Peccato che poi vinceva sempre il più grosso, e

    molti software validi sono andati perduti, così

    facendo. Quante aziende software si sono viste

    invadee il campo dalla Microsoft e sono

    crollate?



    poche. OS/2 è stato suicidato da una politica
    commerciale che definire demenziale è poco.
    Wordstar e Wordstar 2000 sono caduti per colpa di
    una lotta intestina. Piaccia o no la M$ ha
    venduto proprio perché è riuscita a semplificare
    e facilitare l'uso del PC al
    profano.E Geos?
  • angros scrive:
    Re: addio anche all'ing. elettronico
    Non se il robot replica anche sè stesso (tipo reprap).Comunque, le licenze open servono proprio a tutelare la gente onesta e generosa contro la gente avida e disonesta.Un esempio potrebbe essere: io ti vendo il robot replicatore, a prezzo di costo (mi paghi solo il materiale e la corrente): ma tu mi firmi un contratto con cui ti impegni a fare altrettanto (vale a dire, a vendere a prezzo di costo a chiunque te lo chieda) per tutte le copie di tale robot che produrrai tu usando questo. E a chi comprerà da te a queste condizioni dovrai far firmare lo stesso contratto.
  • tutto gratis scrive:
    Re: addio anche all'ing. elettronico
    chiedi all'altra marca di mandarti il progetto delle loro gomme allora
  • shevathas scrive:
    Re: addio anche all'ing. elettronico

    Comunque, no: la licenza Microsoft non ti
    permette di fare modifiche: e la Microsoft
    (essendo in concorrenza con te, nell'esempio che
    ho fatto), te la farebbe pagare così cara che il
    cliente troverebbe comunque più conveniente
    chiedere la personalizzazione alla Microsoft e
    non a
    te.
    dipende dalla personalizzazione; per esperienza spesso le mirabolanti personalizzazioni si riducono ad un pugno di macro in visual basic for application. E la M$ non ha interesse in questo, i costi per tirare su la baracca per vendere queste personalizzazioni sarebbero eccessivi rispetto ai ricavi.
    Ottimo: dal momento che partirebbero da zero, nel
    mio settore, mentre io sono già affermato, li
    assumo io, pago loro uno stipendio da fame e
    sfrutto la loro manodopera a basso costo. A me
    conviene
    comunque.
    credi partano da zero zero ? difficile.

    Peccato che poi vinceva sempre il più grosso, e
    molti software validi sono andati perduti, così
    facendo. Quante aziende software si sono viste
    invadee il campo dalla Microsoft e sono
    crollate?
    poche. OS/2 è stato suicidato da una politica commerciale che definire demenziale è poco. Wordstar e Wordstar 2000 sono caduti per colpa di una lotta intestina. Piaccia o no la M$ ha venduto proprio perché è riuscita a semplificare e facilitare l'uso del PC al profano.
  • angros scrive:
    Re: addio anche all'ing. elettronico
    Su una fiat puoi anche montare gomme di un'altra marca.
  • tutto gratis scrive:
    Re: addio anche all'ing. elettronico
    se ci fosse solo gente onesta e generosa. E' più facile che finisca che chi ha i robot è privilegiato e gli altri fanno la fame :
  • tutto gratis scrive:
    Re: addio anche all'ing. elettronico
    chiedi alla fiat di inviarti il progetto delle ruote delle sue auto e vediamo cosa ti diconoal limite è gratis il formulario di fisica per fare i conti riguardanti il tuo progetto di ruota
  • tutto gratis scrive:
    Re: molto bene
    bastano i fumetti :D posso avere quelli giapponesi?
  • tutto gratis scrive:
    Re: addio anche all'ing. elettronico
    Ciao! :)Non è esatto. Semplicemente al prezzo del tuo plugin va aggiunto quello della licenza di open office.Inoltre se chiude microsoft perchè esiste open office gratuito, i dipendenti di microsoft si mettono a fare il tuo lavoro.Negli anni 80 non c'era open office ma si lavorava comunque bene investendo qualche soldo in librerie (e molti proprio per questo si mettevano a sviluppare librerie e non venivano ad invadere il tuo campo)
    • angros scrive:
      Re: addio anche all'ing. elettronico

      Ciao! :)Ciao! Ormai ti riconosco, anche con i nick a caso ;-)


      Non è esatto. Semplicemente al prezzo del tuo
      plugin va aggiunto quello della licenza di open
      office.Volevi dire di MS Office? La licenza di Open Office è gratuita.Comunque, no: la licenza Microsoft non ti permette di fare modifiche: e la Microsoft (essendo in concorrenza con te, nell'esempio che ho fatto), te la farebbe pagare così cara che il cliente troverebbe comunque più conveniente chiedere la personalizzazione alla Microsoft e non a te.

      Inoltre se chiude microsoft perchè esiste open
      office gratuito, i dipendenti di microsoft si
      mettono a fare il tuo
      lavoro.Ottimo: dal momento che partirebbero da zero, nel mio settore, mentre io sono già affermato, li assumo io, pago loro uno stipendio da fame e sfrutto la loro manodopera a basso costo. A me conviene comunque.

      Negli anni 80 non c'era open office ma si
      lavorava comunque bene investendo qualche soldo
      in librerie Peccato che poi vinceva sempre il più grosso, e molti software validi sono andati perduti, così facendo. Quante aziende software si sono viste invadee il campo dalla Microsoft e sono crollate?
      (e molti proprio per questo si
      mettevano a sviluppare librerie e non venivano ad
      invadere il tuo
      campo)Anche adesso molti sviluppano librerie, per il loro software: e se invadono il mio campo, tanto meglio: vuol dire che le librerie che hanno realizzato per il loro software si adattano anche al mio, e per me significa un mucchio di fatica risparmiata.
  • tutto gratis scrive:
    Re: addio anche all'ing. elettronico
    "tua presunzione di oggi"...uuuhhh perdonami. Per un attimo non ho venerato i professori. Parliamo della "presunzione" di chi dice che i 400 ragazzi che vede ogni anno son tutti fanXXXXXsti, ignoranti,ecc. e lui è l'unico furbone eletto dallo spirito del tensore della derivata del determinante di X*Y/2.A me dispiace se non sei contento del tuo mestiere, ma se accetti di sopportare per anni di guadagnare poco come ricercatore è perchè alla fine diventare professore è ritenuto mooooolto conveniente... oppure avresti abbandonato (1000 euro li prendi anche fuori).O forse io ho torto e tu lo fai per lo spirito della derivata in 18 variabili con resto di due e non per diventare professore e soffrire dietro a questi ragazzacci approssimativi che non pensano a 20 decimali.Almeno io la penso così ma non essendo un eletto mi sbaglierò sicuramente
    • Ubunto scrive:
      Re: addio anche all'ing. elettronico
      - Scritto da: tutto gratis
      "tua presunzione di oggi"...uuuhhh perdonami. Per
      un attimo non ho venerato i professori.


      Parliamo della "presunzione" di chi dice che i
      400 ragazzi che vede ogni anno son tutti
      fanXXXXXsti, ignoranti,ecc. e lui è l'unico
      furbone eletto dallo spirito del tensore della
      derivata del determinante di
      X*Y/2.

      A me dispiace se non sei contento del tuo
      mestiere, ma se accetti di sopportare per anni di
      guadagnare poco come ricercatore è perchè alla
      fine diventare professore è ritenuto mooooolto
      conveniente... oppure avresti abbandonato (1000
      euro li prendi anche
      fuori).

      O forse io ho torto e tu lo fai per lo spirito
      della derivata in 18 variabili con resto di due e
      non per diventare professore e soffrire dietro a
      questi ragazzacci approssimativi che non pensano
      a 20
      decimali.

      Almeno io la penso così ma non essendo un eletto
      mi sbaglierò
      sicuramenteNon hai proprio capito il mio discorso. Oggi NON sei presuntuoso, ma in una prospettiva futura lo sarai."Le università devono chiudere" lo dici guardando il mondo dalla tua posizione, (a mio parere miope, ma questo non è importante) convinto che del tuo proposito possa dipendere una decisione.Ma nella realtà non avviene questo e nemmeno avverrà. Perché più banalmente i 1000 studenti "fanXXXXXsti" verranno estromessi dalla vita universitaria in favore dei 100 che da soli sono in grado di finanziarla. Tuttavia poiché quei 100 sono anche i rampolli di chi TI e MI governa, la loro università continuerà ad alimentarsi anche di soldi pubblici.La differenza non sarà, come dici tu, che chiuderanno le università, magari qualcuna verrà anche chiusa, ma nei fatti avverrà che tu ed io continueremo a finanziare un sistema a cui non avremo più nemmeno acXXXXX.Da quel momento il tuo status non sarà più di "borghese" ma di "plebeo", un mulo da far lavorare e basta, senza possibilità - nemmeno quella minima attuale - di salire nella scala sociale ed economica."Tanto peggio, tanto meglio" finisce con l'essere un "tanto peggio" solo per te (o me).
  • picard12 scrive:
    molto bene
    molto bene direi, Sono arrivati diversi investitori, tra cui russi.Si vocifera che vi sarà un unione con la distro ALT russa, ma ovviamente non si saprà nulla di certo. Nel frattempo il titolo azionario sta avendo un buon incremento in borsa.La nuova mandriva è un buon salto avanti rispetto la precedente.Da alcuni test effettuati con kde a 64bit vi sono stati significativi aumenti di performance, indice che gli strumenti di sviluppo per 64bit stanno raggiungendo la maturità e quindi il sw 64bi sta diventando quello che dovrebbe essere.ciao ciao
  • shevathas scrive:
    Re: addio anche all'ing. elettronico

    Io (e non l'io ipotetico, io IO, proprio io) ho
    avuto la fortuna di sperimentare un metodo di
    insegnamento ben diverso (no, non è il CEPU o
    cagate del genere). La possibilità di avere a mia
    disposizione un insegnate, con al massimo altre
    5-7 persone. cosa normalissima in facoltà scientifiche dure come fisica o matematica ai corsi degli anni finali, dove si lavora fianco a fianco con i docenti.
    Insegnanti competenti ed altamente
    qualificati, pagati per parlare ma sopratutto per
    ascoltare, per insegnare ma anche per lavorare
    attorno all'argomento spiegato assieme allo
    studente.l'università non è fatta solo di docenti, considera anche tutto il personale di supporto-
    I docenti, a differenza di quanto voi dite (o
    almeno la maggior parte di loro) hanno una
    naturale propensione ed entusiasmo
    nell'insegnare, nel trasmettere conoscenza. Ma il
    nostro sistema li avvilisce, li umilia, li
    declassa al ruolo di pappagalli stupidi, li priva
    delle energie e delle soddisfazioni che il loro
    lavoro richiede e può
    dare.
    scusa ma questa mi sembra una stupidata. Mi sembra assurdo che gli insegnanti siano quegli eroi che descrivi e che sia solo colpa del sistema quando il sistema è fatto proprio da loro. O hai avuto la fortuna di conoscere la minoranza che lotta contro il sistema oppure stai semplicemente dicendo cavolate.

    le aziende pagano le competenze e non i pezzi di

    carta. il superstipendio lo prendi se sai

    fare.

    Col mio modello esci "già imparato"
    dall'università. E con un background conoscitivo
    di qualità ben più elevata di uno che ha studiato
    a memoria qualche teorema, forse un paio di
    applicazioni pratiche, e gli hanno dato il pezzo
    di
    carta.
    dall'università non serve che esca gente "imparata" e convinta di sapere di tutto di più, serve che esca gente che ha acquisito gli strumenti corretti per imparare e che sa applicarli alle situazioni del lavoro di tutti i giorni. Il bravo programmatore non è quello che ricorda a memoria 12.345 funzioni di libreria, è quello che capisce quale siano le funzioni migliore da usare per risolvere il problema ed eventualmente in quale libro cercarle.
    Se la laurea portasse ecc.. dici, ma ragioni oggi
    con situazioni di domani. Domani a gestire quelle
    università non avrai ex-sessantottini o i figli
    di quella
    cultura.sarebbe già un miglioramento.
    Dopo la primo azzeramento (solo chi ha TANTI
    soldi può accedere all'alta formazione), la sala
    dei bottoni verrà gestita dalle
    elite.1) come è già adesso proprio grazie alla formazione di massa, se tutti hanno la laurea allora nessuno ha la laurea e le "discriminazioni" verranno fatte su altri parametri rispetto al mero possesso o meno del titolo di studio.2) le aziende in ogni caso mirano a fare un profitto. Un gruppo di progettisti figli di babbo incapaci di progettare ed innovare alcunché sono una buona scorciatoia per il fallimento. Piaccia o meno anche nelle situazioni più sfacciatamente nepotistiche qualche schiavo per "salvare la faccia" serve.
    Col cavolo che fanno rientrare "nel giro" te, i
    tuoi figli o i figli dei tuoi figli. Non ci sono
    più diritti, ma solo privilegi (quelli sì, veri
    privilegi) di
    casta.come già è adesso, vogliamo parlare dei concorsi universitari e di come sono pilotati. Come la finta democrazia all'università serva solo a parare il fondoschiena al barone di turno. Sai se Tizio è quello che tiene i cordoni della borsa logicamente Caio o vota come piace a Tizio oppure può cercare altrove i finanziamenti. Però la finta democrazia consente di far dire a Tizio: "abbiamo deciso".secondariamente le elite riescono a respingere gli assalti se hanno la capacità di mantenere il potere. Come la nobità francese non è riuscita a impedire che sorgesse un alta borghesia che alla fine la buttò nella polvere così le elite universitarie non possono difendere lo status quo a tempo indeterminato. Molti "poveri" tenteranno di completare gli studi all'estero, le aziende e le università locali rischieranno di soffocare di autoreferenzialità, visto che l'autoreferenzialità respinge anche i finanziamenti di chi non fa parte del giro, e chi fa parte spesso perde i soldi. Finiranno a chiudersi in una reggia dorata e si sveglieranno quando il mondo cambierà.
    E secondo te sono scemi sti affaristi/miliardari?
    Li abbiamo già fregati una volta, campa cavallo
    che arrivi tu e ti aprono le
    porte!
    guarda nel '68 l'hanno messa nel cubo ai poveracci.

    Giusto ieri (?) leggevo che l'algoritmo di Google
    e quello di Yahoo hanno origini italiane.
    Possibile che non ci sia stato un XXXXXXXXX di
    imprenditore in grado di vedere più in là delle
    proprie
    "borsette"?possibile che non ci sia stata alcuna università, l'algoritmo di google è brevetto della stanford, che ha deciso di puntarci sopra ?

    Ormai quotidianamente ho la dimostrazione che(...)
    non sono "di marca" e
    tecnologici.
    brutalmente è colpa delle università: quelle americane non hanno difficoltà a mettersi in gioco e a portare risultati e fatti; e nel caso a far fuori le remore. Gli italiani invece sono drogati di autoreferenzialità: vogliono le palanche ma nessuno può in nessun caso giudicare il loro lavoro, solo loro sono in grado di autogiudicarsi. Logico che a quelle condizioni più che un investimento viene visto come una perdita secca.
    Ho solo citato le prime due cose che mi sono
    venute in mente, ma so - perché ho già avuto modo
    di verificarlo - che nel mondo esistono tante
    realtà tecnologiche ed economiche che "devono"
    qualcosa ad un ricercatore italiano o che
    attingono a BREVETTI registrati da università
    italiane. E
    allora?
    nella nazionale italiana abbiamo avuto 11 eroi che si son battuti come leoni, che si son comportati perfettamente e che non hanno sbagliato nulla ma siamo tornati dal mondiali quasi subito.
    Le università italiane non producono innovazione?
    Col cavolo! E' l'industria italiana totalmente
    inadeguata.producono piagnistei. Chi lavora nell'industria, chi è nei settori R&S di queste, chi le dirige dove ha studiato ? son tutti periti e geometri ? nessun laureato ? nessuno che ha studiato all'università ?
    • Ubunto scrive:
      Re: addio anche all'ing. elettronico
      - Scritto da: shevathas
      cosa normalissima in facoltà scientifiche dure
      come fisica o matematica ai corsi degli anni
      finali, dove si lavora fianco a fianco con i
      docenti.Questo non dovrebbe avvenire solo negli ultimi anni. Dovrebbe avvenire sempre. Sopratutto la teoria dovrebbe essere accompagnata dalla pratica o dall'osservazione di eventi reali / dimostrativi.La "spiegazione" dovrebbe essere seguita dalla "discussione" che non è la classica frase "ci sono domande?", ma un dibattito di approfondimento avviato e stimolato dall'insegnante stesso (che sa benissimo quali sono "le domande") sugli argomenti trattati.Questo è il minimo, a mio parere, per definire un servizio formativo come "di qualità". C'è un'enorme differenza fra quanto ho esposto e l'immagine di centinaia di persone ammassate che ascoltano l'equivalente di una videocassetta.Qualità sempre e da subito. Non a fine corso, perché solo allora, quando il numero di frequentanti si è ridotto, è possibile per il docente farlo.Ma per fare questo, con l'università di massa, altro che "tagli" indiscriminati ci vogliono.
      scusa ma questa mi sembra una stupidata. Mi
      sembra assurdo che gli insegnanti siano quegli
      eroi che descrivi e che sia solo colpa del
      sistema quando il sistema è fatto proprio da
      loro. O hai avuto la fortuna di conoscere la
      minoranza che lotta contro il sistema oppure stai
      semplicemente dicendo
      cavolate.Non c'è nulla di assurdo quando si parla di insegnanti veri. Un insegnante che fa il suo mestiere, secondo te, in cosa può riporre le sue soddisfazioni professionali se non nel sucXXXXX del progetto di istruzione del suo allievo? E' quello il suo compito: trasmettere conoscenza.Guarda che i docenti universitari non sono tutti medici, avvocati o ingegneri col doppio lavoro, eh?Quelli di cui parli tu invece, andrebbero licenziati in tronco e sostituiti con veri professionisti della formazione. Ma sbagli nel identificare in una parte il tutto.Certo che "il ministro" poteva farci un pensierino vietando per i docenti universitari l'assunzione di incarichi legati alla "carriera professionale". Come mai non l'ha fatto?Forse, ma dico forse, perché punire medici, ingegneri ed avvocati (quelli affermati ovviamente, non la massa dei neo-laureati) costituirebbe un conflitto di interessi elettorale? Non sono quegli stessi "liberi professionisti" che hanno votato un certo governo per la rimozione della tracciabilità dei pagamenti?
      1) come è già adesso proprio grazie alla
      formazione di massa, se tutti hanno la laurea
      allora nessuno ha la laurea e le
      "discriminazioni" verranno fatte su altri
      parametri rispetto al mero possesso o meno del
      titolo di studio.Vero, ma le discriminazioni - adesso - non avvengono sempre e comunque.Questo proprio perché in tanti hanno la laurea e sono abili ed arruolati alla professione.Dal momento in cui la laurea diventi una merce rara, verranno poste ulteriori discriminazioni ed accentuate quelle attuali. Non sarà certo "il merito" a formare classi dirigenti. Dovresti intuirlo facilmente dato che vivi in Italia e non in Finlandia (oltretutto lo affermi tu stesso).
      2) le aziende in ogni caso mirano a fare un
      profitto. Un gruppo di progettisti figli di babbo
      incapaci di progettare ed innovare alcunché sono
      una buona scorciatoia per il fallimento. Piaccia
      o meno anche nelle situazioni più sfacciatamente
      nepotistiche qualche schiavo per "salvare la
      faccia" serve.Non servono progettisti per produrre scarpe e borsette. Servono operai, possibilmente da pagare come cinesi o rumeni. L'abbattimento dei diritti che almeno nell'amministrazione pubblica sono consolidati, piuttosto che la loro estensione, va ESATTAMENTE in quella direzione.
      secondariamente le elite riescono a respingere
      gli assalti se hanno la capacità di mantenere il
      potere. Come la nobità francese non è riuscita a
      impedire che sorgesse un alta borghesia che alla
      fine la buttò nella polvere così le elite
      universitarie non possono difendere lo status quo
      a tempo indeterminato. Molti "poveri" tenteranno
      di completare gli studi all'estero, le aziende e
      le università locali rischieranno di soffocare di
      autoreferenzialità, visto che
      l'autoreferenzialità respinge anche i
      finanziamenti di chi non fa parte del giro, e chi
      fa parte spesso perde i soldi. Finiranno a
      chiudersi in una reggia dorata e si sveglieranno
      quando il mondo
      cambierà.La borghesia non ha spazio nel piano. La borghesia va smantellata e distrutta: o sei ricco o sei povero. Al massimo fra i poveri puoi essere un'artigiano di sucXXXXX. Un povero deve pensare a mangiare giorno per giorno, non a studiare all'estero. Se va all'estero è per cercare miglior fortuna. Esattamente come fanno i "clandestini" tanto cari alla Lega.MA di cosa sto parlando? E' la storia dell'italia questa. Solo che procede in senso inverso.

      Giusto ieri (?) leggevo che l'algoritmo di
      Google

      e quello di Yahoo hanno origini italiane.

      Possibile che non ci sia stato un XXXXXXXXX di

      imprenditore in grado di vedere più in là delle

      proprie

      "borsette"?

      possibile che non ci sia stata alcuna università,
      l'algoritmo di google è brevetto della stanford,
      che ha deciso di puntarci sopra?Giusto per tornare al discorso degli insegnanti eroi (guardare il video), possibile che la Stanford abbia attinto alle pubblicazioni di questo "signore" brevettando poi l'algoritmo?http://www.universication.it/2009/10/padova-university-marchiori/
      brutalmente è colpa delle università: quelle
      americane non hanno difficoltà a mettersi in
      gioco e a portare risultati e fatti; e nel caso a
      far fuori le remore. Gli italiani invece sono
      drogati di autoreferenzialità: vogliono le
      palanche ma nessuno può in nessun caso giudicare
      il loro lavoro, solo loro sono in grado di
      autogiudicarsi. Logico che a quelle condizioni
      più che un investimento viene visto come una
      perdita secca.Offf... il mio dipartimento, perché io lavoro in un dipartimento di ricerca ha centinaia di brevetti registrati negli USA.Il mio BOSS, se non quello "istituzionale" quello de facto, è riconosciuto, apprezzato e riverito a livello internazionale per la ricerca nel campo degli psicofarmaci e delle patologie neuronali. Ogni anno porta "a casa" diversi milioni di euro a fronte di uno staff composto da circa 20 persone.Milioni di euro che arrivano da multinazionali americane e tedesche. Finanziamenti derivanti dai brevetti citati e dagli investimenti che queste multinazionali fanno sul suo lavoro e per l'elevata competenza dimostrata sul campo.Non è esattamente autoreferenzialità.Dove sono gli investitori italiani? A produrre decoder per il DT forse?Ah sì, quella schifezza pagata con le tasse degli italiani per cui ora dobbiamo pure pagare una multa europea.-------------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 16 luglio 2010 04.01-----------------------------------------------------------
      • shevathas scrive:
        Re: addio anche all'ing. elettronico

        Qualità sempre e da subito. Non a fine corso,
        perché solo allora, quando il numero di
        frequentanti si è ridotto, è possibile per il
        docente
        farlo.
        Per avere tale qualità, in stile "Normale di Pisa" devi avere poche persone e selezionarle per la bravura/capacità.
        Ma per fare questo, con l'università di massa,
        altro che "tagli" indiscriminati ci
        vogliono.
        non puoi avere produzione artigianale di massa, o poche auto molto ben rifinite stile ferrari o utilitarie da catena di montaggio stile fiat.

        Non c'è nulla di assurdo quando si parla di
        insegnanti veri.
        hai incontrato solo insegnanti veri ? sai io all'università ho incontrato sia insegnati veri che trafficoni, persone competenti e persone che hanno fatto carriera per altre doti.Non è questione di confondere la parte con il tutto ma neppure negare che esista la parte o uscire con: "ma quelli non sono veri docenti".Potranno non essere veri docenti ma purtroppo a tenere corsi universitari ci sono anche loro. Trovo sconfortante che venga esposta la punta di eccellenza: il ricercatore che ha ottenuto grossi risultati per coprire 50 fanXXXXXsti che non hanno ottenuto nulla, e vengono pagati lo stesso tanto.
        Dal momento in cui la laurea diventi una merce
        rara, verranno poste ulteriori discriminazioni ed
        accentuate quelle attuali. Non sarà certo "il
        merito" a formare classi dirigenti. Dovresti
        intuirlo facilmente dato che vivi in Italia e non
        in Finlandia (oltretutto lo affermi tu
        stesso).
        tutto sommato la discriminazione per la laurea è una delle più meritocratiche. Meglio quella del famiglismo o di carriere in cambio di "essere carine".

        Non servono progettisti per produrre scarpe e
        borsette. Servono operai, possibilmente da pagare
        come cinesi o rumeni.
        e chi amministrerebbe la fabbrica ? chi progetterebbe e manterrebbe le macchine di supporto ? più il lavoro è da scimmia ammaestrata più è facile che venga scalzato da sistemi automatici robotizzati.Gli imprenditori mirano al profitto: e se dall'università escono, per la maggior parte, cuciscarpe laureati come dovrebbero impiegarli ? :)

        La borghesia non ha spazio nel piano. La
        borghesia va smantellata e distrutta: o sei ricco
        o sei povero. Al massimo fra i poveri puoi essere
        un'artigiano di sucXXXXX. e iniziare ad avere soldi, e pensare a come investirli. :)difficilmente funziona una rigida suddivisione in caste.
        Un povero deve pensare
        a mangiare giorno per giorno, non a studiare
        all'estero. Se va all'estero è per cercare
        miglior fortuna. Esattamente come fanno i
        "clandestini" tanto cari alla
        Lega.con una piccola differenza però: chi va all'estero per studiare generalmente lo fa con un permesso di studio in accordo con le leggi del paese ospitante, ha poco interesse ad entrare "clandestinamente" nel paese ospitante.
        Giusto per tornare al discorso degli insegnanti
        eroi (guardare il video), possibile che la
        Stanford abbia attinto alle pubblicazioni di
        questo "signore" brevettando poi
        l'algoritmo?
        http://www.universication.it/2009/10/padova-univer
        ok, e perché nessuno dei chiarissimi italiani s'è ne è accorto ?
        Offf... il mio dipartimento, perché io lavoro in
        un dipartimento di ricerca ha centinaia di(...)
        a fronte di uno staff composto da circa 20
        persone.
        ma chi ha la responsabilità ufficiale della baracca è il boss "istituzionale", come mai il boss "de facto" non è stato messo in gioco come boss "istituzionale".
        Milioni di euro che arrivano da multinazionali
        americane e tedesche. Finanziamenti derivanti daiBuon per voi, siete una punta di eccellenza. Ma una punta di eccellenza non può venire usata come una foglia di fico per coprire una università che sta facendo acqua da tutte le parti. Come tu hai detto: producete brevetti e la vostra "produttività" è misurabile anche da un non addetto ai lavori, basta misurare il numero di brevetti, valutare le opere derivate da questi, valutare il ritorno di investimento della ricerca a breve, medio e lungo termine. Ma questi comportamenti sono standard nelle università ? quanti chiarissimi accetterebbero di sottoporsi a valutazioni, a posteriori, del loro operato ? Nessuno compra sempre a scatola chiusa.Un'altra cosa: suppongo che le aziende che hanno interesse a sfruttare i vostri brevetti lo facciano per avere un utile e non per mera filantropia. Come la mettiamo allora con la "non mercificazione della ricerca" che tanto piace a molti fanXXXXXsti universitari ? Se l'università vuole rilanciarsi non può non ammettere l'esistenza anche di non veri docenti fra le sue fila e cercare di allontanarli il prima possibile.
        • tutto gratis scrive:
          Re: addio anche all'ing. elettronico
          scusa shev ma secondo te sono un presuntuoso?
        • Ubunto scrive:
          Re: addio anche all'ing. elettronico
          - Scritto da: shevathas
          Per avere tale qualità, in stile "Normale di
          Pisa" devi avere poche persone e selezionarle per
          la bravura/capacità.Ma una "riforma" non si chiama mica così per caso. E non è certo un taglio lineare e due slogan detti a XXXXX a costruire una riforma orientata alla qualità ed al miglioramento dell'esistente.

          Ma per fare questo, con l'università di massa,

          altro che "tagli" indiscriminati ci

          vogliono.


          non puoi avere produzione artigianale di massa, o
          poche auto molto ben rifinite stile ferrari o
          utilitarie da catena di montaggio stile
          fiat.Penso che una BMW o una Mercedes siano una buona via di mezzo. Se le possono avere i tedeschi non possiamo anche noi?
          hai incontrato solo insegnanti veri ? sai io
          all'università ho incontrato sia insegnati veri
          che trafficoni, persone competenti e persone che
          hanno fatto carriera per altre
          doti.
          Non è questione di confondere la parte con il
          tutto ma neppure negare che esista la parte o
          uscire con: "ma quelli non sono veri
          docenti".
          Potranno non essere veri docenti ma purtroppo a
          tenere corsi universitari ci sono anche loro.Ma perché non è possibile dare un calcio nel XXXX direttamente a loro?
          Trovo sconfortante che venga esposta la punta di
          eccellenza: il ricercatore che ha ottenuto grossi
          risultati per coprire 50 fanXXXXXsti che non
          hanno ottenuto nulla, e vengono pagati lo stesso
          tanto.Il pessimo trattore della trattoria della Sapienza di Roma, nella sua immensa stupidità ha affermato che il 10% dei ricercatori negli ultimi 5(?) anni non ha prodotto nulla. Ed il restante 90% allora?Non è una proporzione 1:50 ma 9:1.Io trovo sconfortante chi fa finta di non sapere che i "ricercatori" da anni suppliscono gratis alla mancanza di personale docente perché non vengono banditi i concorsi per il ruolo di "professore".I ricercatori attualmente permettono il funzionamento dell'università pur non avendo alcun obbligo.Per questo il trattore della trattoria deve affannarsi a screditare il numero di ricercatori XXXXXXXti che hanno deciso di NON prestare per l'A.A. venturo alcun servizio ulteriore di docenza non riconosciuta nè retribuita.Il pessimo trattore, che è un cortigiano, ha bisogno di fare questo perché tiene a dimostrare che i tagli alla ricerca non hanno conseguenze.Sa benissimo che le cose non stanno così, ma crede che in cambio del suo servilismo otterrà un pezzetto di formaggio in più, da bravo topolino roditore ammaestrato. I ricercatori, che sono il motore dell'università, vengono piallati senza discrimine dalla riforma. E poi cosa rimane? I professori anziani che stanno andando in massa in pensione e che NON verranno sostituiti?

          Un povero deve pensare

          a mangiare giorno per giorno, non a studiare

          all'estero. Se va all'estero è per cercare

          miglior fortuna. Esattamente come fanno i

          "clandestini" tanto cari alla

          Lega.

          con una piccola differenza però: chi va
          all'estero per studiare generalmente lo fa con un
          permesso di studio in accordo con le leggi del
          paese ospitante, ha poco interesse ad entrare
          "clandestinamente" nel paese
          ospitante.Non ci capiamo: se oggi devi pensare a cosa metterai sotto ai denti, anche se sei italiano e vai all'estero, non è per il permesso di studio ma per la ricerca di un lavoro.Se il paese estero non ti vuole ma ti ci sposti lo stesso per non morire di fame sei un clandestino, italiano ma non differente da un tunisino, marocchino, senegalese, albanese o quant'altro.

          Giusto per tornare al discorso degli insegnanti

          eroi (guardare il video), possibile che la

          Stanford abbia attinto alle pubblicazioni di

          questo "signore" brevettando poi

          l'algoritmo?


          http://www.universication.it/2009/10/padova-univer


          ok, e perché nessuno dei chiarissimi italiani s'è
          ne è accorto?Ma dove stava l'impresa? Il "genio" di turno può avere anche la migliore idea del mondo, ma se non interviene chi lo finanzia c'è poco da fare.E la mentalità imprenditoriale italiana?La mentalità italiana prevede che sia più sicuro vendere borsette che rischiare e puntare su un algoritmo e le intuizioni di un giovane.Il risultato è che abbiamo un Google che, americano, fattura miliardi di dollari e domina nel mondo, e l'aziendina X italiana che piagnuccola perché i cinesi, perché i pirati, perché ha bisogno di manodopera a basso costo e non di ingegneri.Ma non sono solo le aziende.Cosa fanno i nostri politici per favorire lo sviluppo scientifico ed economico nelle tecnologie avanzate? Lacci e lacciuoli, burocrazia, muri per tutelare gli interessi di economie fallimentari, divieti e bavagli.Bella prospettiva da peracottai!

          Offf... il mio dipartimento, perché io lavoro in

          un dipartimento di ricerca ha centinaia di
          (...)

          a fronte di uno staff composto da circa 20

          persone.


          ma chi ha la responsabilità ufficiale della
          baracca è il boss "istituzionale", come mai il
          boss "de facto" non è stato messo in gioco come
          boss "istituzionale".Lo è stato in passato, ma attualmente più che un onore sarebbe un onere per lui. Credo preferisca dirigere il suo staff nella ricerca che organizzare riunioni, dare permessi e firmare scartoffie.

          Milioni di euro che arrivano da multinazionali

          americane e tedesche. Finanziamenti derivanti
          dai

          Buon per voi, siete una punta di eccellenza. Ma
          una punta di eccellenza non può venire usata come
          una foglia di fico per coprire una università che
          sta facendo acqua da tutte le parti. Come tu hai
          detto: producete brevetti e la vostra{cut}
          l'esistenza anche di non veri docenti fra le sue
          fila e cercare di allontanarli il prima
          possibile.La ricerca non è necessariamente vendibile, la ricerca è un'avanguardia: può dare risultati economicamente redditizi, risultati validi ma non redditizi nell'immediato, nessun risultato.Ma non esiste una "ricerca" con risultati certi, altrimenti non sarebbe tale. I finanziatori esteri non vengono solo in un supermarket ed acquistano, si rivolgono (indubbiamente) ad uno staff che ritengono competente ed affidabile e finanziano anche quello che è "probabile" ma non sicuro con i loro soldi.Non potrebbe essere diversamente, il prodotto "finito" non lo realizza chi fa la ricerca ma chi pensa di avere un ritorno economico dai risultati che la ricerca ha dato.Una molecola che inibisce l'azione di alcuni recettori è il passo iniziale e fondamentale per produrre la pillola che si acquista in farmacia, ma da sola non garantisce la realizzazione del prodotto.Magari funziona sui topi, ma non è adatta agli umani. Non c'è un modo per finanziare "solo le ricerche che poi rendono", perché finché non vengono fatte non è dato saperlo.
      • aaaaa scrive:
        Re: addio anche all'ing. elettronico

        Dal momento in cui la laurea diventi una merce
        rara, verranno poste ulteriori discriminazioni ed
        accentuate quelle attuali. Non sarà certo "il
        merito" a formare classi dirigenti.eh sarebbe "contro natura" se fosse diverso no ?????
        La borghesia non ha spazio nel piano. La
        borghesia va smantellata e distrutta: o sei ricco
        o sei povero. Al massimo fra i poveri puoi essere
        un'artigiano di sucXXXXX. Un povero deve pensare
        a mangiare giorno per giorno, non a studiare
        all'estero. per fortuna continuerano a nascere bambini concepiti per amore (e non per mero interesse) e molti di loro saranno anche abbastanza intelligenti da valutare una persona per quello che dice e pensa e non per come si "mostra" o per il "valore" che il conto bancario surettiziamente gli attribuisce e contro questi bambini nessuno potra' nulla perche essi saranno liberi ed invincibili sempre
  • angros scrive:
    Re: addio anche all'ing. elettronico

    Ma quale sogno? tanto studiare non ti porta a
    nulla se non allo stipendio di un operaio
    specializzato. E' ora di finirla di sognare e
    guardare le cose in
    faccia!Secondo la tradizione, uno studente rivolse ad Euclide la stessa obiezione. Euclide allora gli diede una moneta, dicendo "Così non potrai dire che studiare qui non ti ha fatto guadagnare nulla", e poi lo cacciò.
  • aaaaa scrive:
    Re: addio anche all'ing. elettronico
    - Scritto da: Ubunto
    Se io 10.000 o 20.000 euro da spendere ogni anno
    li possiedo, e come me gli altri 99, che vuoi tu
    che non te lo puoi permettere?vero basta con questa balla della giustizia e della uguaglianza non sono cose di questo mondo e se poi la fortuna gira le spalle e uno nasce povero pazienza
    No bello, la soluzione è che tu (ipoteticamente)
    che non hai i soldi vai a zappare, ed io che li
    possiedo mi laureo e ti comando a bacchetta. E mi
    prendo pure un super stipendio.vero e dopo la riunione di un paio d'ore su come dividere le ricchezze IMMERITATE (aka "la torta") una bella vacanza per il "giusto" e "meritato" riposo che ne so ai caraibi magari (da vero uomo) in buona compagnia di una decina di donne sessualmente ricettive perche chi zappa la terra no nha il tempo di corteggiare la sua futura moglie
    Inoltre la mia laurea non è paragonabile a quella
    fatta col vecchio sistema. LA MIA è una laurea di
    elevata qualità, con insegnanti dedicati,
    laboratori, tutors, strutture ricettive adeguate
    (altro che affitti in nero, qui parliamo di roba
    alla americana). Stando così le cose faccio le
    scarpe anche a chi si è laureato prima di
    me.premesso A = ricchezza e B = intelligenza mi sfugge pero' il collegamento tra A e B cioe non riesco a collegare le due cose in modo logico
    Se la laurea portasse ecc.. dici, ma ragioni oggi con situazioni di
    domani. Domani a gestire quelle università non avrai ex-sessantottini o
    i figli di quella cultura.
    Dopo la primo azzeramento (solo chi ha TANTI soldi può accedere all'alta
    formazione), la sala dei bottoni verrà gestita dalle elite.
    Consigli di amministrazione di nomina politico/economica, altro che
    consigli composti da "professori". Ed il mandato di quella classe
    dirigenziale sarà quello di acuire e tenere ben intatte le differenze
    finalmente ripristinate.

    Le differenze fra il figlio del miliardario ed il figlio "di quel
    poveraccio di shevathas" o "quella ragazzotta di facili costumi che di
    cognome fa tutto gratis".
    Col cavolo che fanno rientrare "nel giro" te, i tuoi figli o i figli dei
    tuoi figli. Non ci sono più diritti, ma solo privilegi (quelli sì, veri
    privilegi) di casta.
    E secondo te sono scemi sti affaristi/miliardari?bhe pero a quel punto ci si guardano tra di loro e pensano hm siamo rimasti solo noi a questo mondo perche gli altri sono morti di fame ?????perche questo tipo di "funzionamento" della societa' conduce innevitabilmente all'annimento totale visto che i peggiori (E NON I MIGLIORI) prevalgono (con buona pace di darwin)
  • picard12 scrive:
    OT: e l'open source sw, mandriva?
    bello vedere che appena esce ubuntu già dal giorno prima si fanno mille articoli, mentre se esce mandriva manco dopo 10 gg.. e si che di novità interessanti per chi le conosce ce ne sono...
    • c64 scrive:
      Re: OT: e l'open source sw, mandriva?
      a proposito, come vanno le cose in casa mandriva? si vociferava di problemi finanziari, che poi parevano essere rientrati grazie ad un investitore... PI facci un bell'articolo in proposito, vogliamo sapere!
      • collione scrive:
        Re: OT: e l'open source sw, mandriva?
        hanno trovato i finanziatoridel resto se c'è gente che ha soldi da rici...ehm...buttare finanziando facebook non vedo perchè non dovrebbero finanziare mandriva che almeno produce qualcosa di utile
    • gionnico scrive:
      Re: OT: e l'open source sw, mandriva?
      Beh mezzo mandriva è dei russi ora.http://www.ossblog.it/post/6491/la-russia-ha-acquistato-una-parte-di-mandriva
  • Ubunto scrive:
    Re: addio anche all'ing. elettronico
    - Scritto da: shevathas

    La differenza la fanno gli edifici che devi

    impiegare per ospitare 1000 persone piuttosto
    che

    100, il personale di cui devi disporre e come lo

    puoi usare per quelle 1000 piuttosto che le 100,

    la qualità effettiva non solo del servizio di

    erogazione del sapere, ma anche della modalità
    in

    cui viene

    fruito.



    anche il personale. per gestire 100 persone non
    hai bisogno degli assistenti che ti servono per
    gestirne
    1000.Questo perché tu ragioni tenendo a mente un modello di istruzione "di massa", che effettivamente è una schifezza.Io (e non l'io ipotetico, io IO, proprio io) ho avuto la fortuna di sperimentare un metodo di insegnamento ben diverso (no, non è il CEPU o cagate del genere). La possibilità di avere a mia disposizione un insegnate, con al massimo altre 5-7 persone. Insegnanti competenti ed altamente qualificati, pagati per parlare ma sopratutto per ascoltare, per insegnare ma anche per lavorare attorno all'argomento spiegato assieme allo studente.Insegnati che avevano una missione e tutte le migliori risorse possibili per raggiungere il loro ed il mio obiettivo.Altro che "Ingegneria Elettronica" di una certa università: 400 persone stipate in una lurida aula, soporifere luci al neon, ed un puntino parlante posto ad un kilometro di distanza che parlava "a macchinetta".Io ho già visto che esistono ben altri metodi di insegnamento e studio, estremamente più profiqui ed appaganti sia per i docenti che per gli studenti.I docenti, a differenza di quanto voi dite (o almeno la maggior parte di loro) hanno una naturale propensione ed entusiasmo nell'insegnare, nel trasmettere conoscenza. Ma il nostro sistema li avvilisce, li umilia, li declassa al ruolo di pappagalli stupidi, li priva delle energie e delle soddisfazioni che il loro lavoro richiede e può dare.


    No bello, la soluzione è che tu (ipoteticamente)

    che non hai i soldi vai a zappare, ed io che li

    possiedo mi laureo e ti comando a bacchetta. E
    mi

    prendo pure un super

    stipendio.

    le aziende pagano le competenze e non i pezzi di
    carta. il superstipendio lo prendi se sai
    fare.Col mio modello esci "già imparato" dall'università. E con un background conoscitivo di qualità ben più elevata di uno che ha studiato a memoria qualche teorema, forse un paio di applicazioni pratiche, e gli hanno dato il pezzo di carta.
    beh due chiose:
    1) se la laurea portasse significativi vantaggi
    per la carriera e lo stipendio molti potrebbero
    prendere in considerazione il fare sacrifici
    nell'ottica di futuri migliori
    guadagni.

    2) per far uscire studenti capaci devi avere
    docenti competenti e non semplici raccattatori di
    finanziamenti o
    maneggioni.Queste osservazioni si collegano ad un argomento molto importante, un argomento cruciale per capire quello che sto dicendo.Già altre volte in questi mesi confrontandomi con diverse persone che discutono qui ne ho avuto l'inconscia consapevolezza, anche perché pure io spesso ragiono in un modo non corretto.Voi avete la pia illusione che "siamo tutti uguali", di avere in qualche modo la possibilità di far coincidere una logica (teoricamente semplice ma corretta) con la sua applicazione reale. Ma nella realtà noi non siamo tutti uguali. Forse da un punto di vista antropologico o religioso è vero, ma da un punto di vista sociale non lo è affatto.Non siamo tutti uguali! :oE non lo dico nel senso positivo del termine (le differenze che si confrontano), ma in quello più lercio, bieco e classista.Se la laurea portasse ecc.. dici, ma ragioni oggi con situazioni di domani. Domani a gestire quelle università non avrai ex-sessantottini o i figli di quella cultura.Dopo la primo azzeramento (solo chi ha TANTI soldi può accedere all'alta formazione), la sala dei bottoni verrà gestita dalle elite.Consigli di amministrazione di nomina politico/economica, altro che consigli composti da "professori". Ed il mandato di quella classe dirigenziale sarà quello di acuire e tenere ben intatte le differenze finalmente ripristinate. Le differenze fra il figlio del miliardario ed il figlio "di quel poveraccio di shevathas" o "quella ragazzotta di facili costumi che di cognome fa tutto gratis".Col cavolo che fanno rientrare "nel giro" te, i tuoi figli o i figli dei tuoi figli. Non ci sono più diritti, ma solo privilegi (quelli sì, veri privilegi) di casta.E secondo te sono scemi sti affaristi/miliardari? Li abbiamo già fregati una volta, campa cavallo che arrivi tu e ti aprono le porte!

    La ricerca porta guadagni scarsi ai ricercatori,

    mentre i guadagni veri - frutto di quella
    ricerca

    - finiscono all'estero perché l'Italia è una

    paese che produce scarpe, borsette ed alta moda.

    Non certo

    tecnologia.

    anche perché spesso chi firma la ricerca a mala
    pena ne conosce il titolo e chi invece la compie
    sta in cantina a
    lavorare.Giusto ieri (?) leggevo che l'algoritmo di Google e quello di Yahoo hanno origini italiane. Possibile che non ci sia stato un XXXXXXXXX di imprenditore in grado di vedere più in là delle proprie "borsette"?Ormai quotidianamente ho la dimostrazione che l'italia è piena di gonzi pronti a dilapidare 700(?)euro in acXXXXXri tecnologici di marca o acXXXXXri tecnologici di etica. Possibile che nemmeno qui ci sia stato il solito XXXXXXXXX di imprenditore in grado di vedere al di là delle proprie scarpe italiane? Nel caso dei telefonini poi noi spendiamo comunque più di tutti, anche se non sono "di marca" e tecnologici.Ho solo citato le prime due cose che mi sono venute in mente, ma so - perché ho già avuto modo di verificarlo - che nel mondo esistono tante realtà tecnologiche ed economiche che "devono" qualcosa ad un ricercatore italiano o che attingono a BREVETTI registrati da università italiane. E allora?Le università italiane non producono innovazione? Col cavolo! E' l'industria italiana totalmente inadeguata.
  • tutto gratis scrive:
    Re: addio anche all'ing. elettronico

    Per lavori pratici (un aumento della produttività
    di un operaio che porta ad una diminuzione dei
    costi di produzione e ad un conseguente aumento
    del profitto per ogni pezzo venduto) sappiamo che
    è questo il caso, storicamente: l'aumento di
    produttività ha sempre portato ad un aumento dei
    posti di lavoro e degli stipendi di quella
    categoria.
    Gli operai producono e quindi un aumento della produzione aumenta il loro lavoro.... logico

    Per lavori intellettuali ancora la storia non ha
    parlato: è solo dalla seconda metà del secolo
    scorso che ha iniziato a impennarsi la
    produttività delle classi intellettuali.
    Personalmente credo sia ancora più valido, ma
    entrerei necessariamente nel
    tecnico.in questo caso non c'e' aumento di "produttività intellettuale" nel senso che tutti copiano dal progetto open originale che è a costo zero o al limite gli fanno un paio di modifiche. Lo vedi con linux. Ti costa meno adattarlo e infilarlo in ogni posto piuttosto che riprogettare un sistema operativo nuovo e innovativo
    • Talking Head scrive:
      Re: addio anche all'ing. elettronico

      in questo caso non c'e' aumento di "produttività intellettuale" nel senso
      che tutti copiano dal progetto open originale che è a costo zero o al
      limite gli fanno un paio di modifiche. L'economia, seppure non è una scienza, usa le stesse tecniche. Tra queste c'è una definizione precisa di cosa voglia dire "produttività", il valore prodotto da ogni impiegato.Se grazie a quell'ingegnere puoi produrre un prodotto che ti rende 1000 bison dollari, la produttività dell'ingegnere è di 1000 bison dollari. Se prima te ne servivano due, la sua produttività è raddoppiata.La tua argomentazione invece è riferita ad un senso diverso del termine "produttività intellettuale". Non si intende che ora è più intelligente. Si intende che ora il suo lavoro rende di più. Perché, potendo copiare, è più facile. Così come l'operaio in fabbrica non è più produttivo perché è più forte o veloce, è più produttivo perché, con un macchinario, il suo lavoro è più facile.Facciamo un esempio. Un iPhone costa al produttore 189$. Lo rivendono a 499$. Perché non tutte le aziende producono smartphone ma solo 5 o 6? Perché i costi di progettazione sono elevati e la competizione monopolistica. Se i costi di ingresso fossero ridotti, quante aziende entrerebbero in un mercato tanto lucrativo? Tutte queste necessiterebbero ingegneri (anche se in minor numero rispetto a prima). Se il numero di aziende nuove che entrerebbe nel mercato fosse più alto dell'aumento di produttività si ha un numero di ingegneri totale maggiore. Ti torna?Si arriverebbe anche ad una riduzione del prezzo per aumento della concorrenza e inutilità di reinventare dieci volte la stessa cosa, costi di reinvenzione che vengono pagati dai consumatori.
    • angros scrive:
      Re: addio anche all'ing. elettronico

      in questo caso non c'e' aumento di "produttività
      intellettuale" nel senso che tutti copiano dal
      progetto open originale che è a costo zero o al
      limite gli fanno un paio di modifiche.Esatto: ma re-inventare il progetto da zero, per arivare ad un risultato identico, servirebbe a qualcosa? Tu, per accendere un fuoco, ti metti a strofinare due pezzi di legno o usi un accendino? Non ha senso ripartire da zero ogni volta.


      Lo vedi con linux. Ti costa meno adattarlo e
      infilarlo in ogni posto piuttosto che
      riprogettare un sistema operativo nuovo e
      innovativoAnche qui: servirebbe riprogettare un sistema nuovo che fa le stesse cose? No, sarebbe solo uno spreco.
      • tutto gratis scrive:
        Re: addio anche all'ing. elettronico
        infatti! dico solo che a questo punto conviene poco specializzarsi. Meglio prendere l'accendino fatto e gratuito.Quando ci saranno le ruote gratuite il tuo esempio sarà perfetto.
        • angros scrive:
          Re: addio anche all'ing. elettronico

          Quando ci saranno le ruote gratuite il tuo
          esempio sarà
          perfetto.Il progetto della ruota, infatti, è gratuito. Chiunque può farla. Paghi solo il materiale, e il tempo usato per costruirla fisicamente.Il fuoco è replicabile a costo zero, e quindi nessuno lo vende e nessuno lo compra: compri solo il combustibile. E i "venditori di fuoco" (cioè quelli che giravano i paesi vendendo tizzoni accesi per accendere le stude o i caminetti) non esistono più, perchè sono inutili. In compenso, esistono i tecnici del gas o dei termosifoni.
  • tutto gratis scrive:
    Re: addio anche all'ing. elettronico

    sta in cantina a
    lavorare.mmmm o a far lavorare... :D dipende sempre dal personaggio
  • shevathas scrive:
    Re: addio anche all'ing. elettronico

    La differenza la fanno gli edifici che devi
    impiegare per ospitare 1000 persone piuttosto che
    100, il personale di cui devi disporre e come lo
    puoi usare per quelle 1000 piuttosto che le 100,
    la qualità effettiva non solo del servizio di
    erogazione del sapere, ma anche della modalità in
    cui viene
    fruito.
    anche il personale. per gestire 100 persone non hai bisogno degli assistenti che ti servono per gestirne 1000.
    No bello, la soluzione è che tu (ipoteticamente)
    che non hai i soldi vai a zappare, ed io che li
    possiedo mi laureo e ti comando a bacchetta. E mi
    prendo pure un super
    stipendio.le aziende pagano le competenze e non i pezzi di carta. il superstipendio lo prendi se sai fare.
    Inoltre la mia laurea non è paragonabile a quella
    fatta col vecchio sistema. LA MIA è una laurea di
    elevata qualità, con insegnanti dedicati,
    laboratori, tutors, strutture ricettive adeguate
    (altro che affitti in nero, qui parliamo di roba
    alla americana). Stando così le cose faccio le
    scarpe anche a chi si è laureato prima di
    me.
    beh due chiose:1) se la laurea portasse significativi vantaggi per la carriera e lo stipendio molti potrebbero prendere in considerazione il fare sacrifici nell'ottica di futuri migliori guadagni.2) per far uscire studenti capaci devi avere docenti competenti e non semplici raccattatori di finanziamenti o maneggioni.
    La ricerca porta guadagni scarsi ai ricercatori,
    mentre i guadagni veri - frutto di quella ricerca
    - finiscono all'estero perché l'Italia è una
    paese che produce scarpe, borsette ed alta moda.
    Non certo
    tecnologia.anche perché spesso chi firma la ricerca a mala pena ne conosce il titolo e chi invece la compie sta in cantina a lavorare.
  • tutto gratis scrive:
    Re: addio anche all'ing. elettronico

    Ma qui ti sbagli, perché "la spesa" non è una
    questione di "quante" università, ma di quanti
    utenti le università devono
    gestire.
    E' molto meglio approntare i servizi per 100
    persone motivate che pagano 10.000 euro all'anno
    piuttosto che 1000 fanXXXXXsti che in ritardo e a
    rate ne pagano
    1.000.GIUUUUUUSTO! meglio 2 università buone e chiudere le altre che gestiscono solo ragazzi fanXXXXXsti che non venerano i loro magnifici professori
    La differenza la fanno gli edifici che devi
    impiegare per ospitare 1000 persone piuttosto che
    100, il personale di cui devi disporre e come lo
    puoi usare per quelle 1000 piuttosto che le 100,
    la qualità effettiva non solo del servizio di
    erogazione del sapere, ma anche della modalità in
    cui viene
    fruito.
    GIUSTO! meno università e meno edifici
    Se io 10.000 o 20.000 euro da spendere ogni anno
    li possiedo, e come me gli altri 99, che vuoi tu
    che non te lo puoi permettere? La mia università
    deve chiudere per far piacere a
    te?Deve chiudere perchè non serve agli italiani che la mantengono. Proprio come per qualsiasi azienda.
    No bello, la soluzione è che tu (ipoteticamente)
    che non hai i soldi vai a zappare, ed io che li
    possiedo mi laureo e ti comando a bacchetta. E mi
    prendo pure un super
    stipendio.
    Inoltre la mia laurea non è paragonabile a quella
    fatta col vecchio sistema. LA MIA è una laurea di
    elevata qualità, con insegnanti dedicati,
    laboratori, tutors, strutture ricettive adeguate
    (altro che affitti in nero, qui parliamo di roba
    alla americana). Stando così le cose faccio le
    scarpe anche a chi si è laureato prima di
    me.
    Tutors che se non lavorano bene vengono licenziati!
    La ricerca porta guadagni scarsi ai ricercatori,
    mentre i guadagni veri - frutto di quella ricerca
    - finiscono all'estero perché l'Italia è una
    paese che produce scarpe, borsette ed alta moda.
    Non certo
    tecnologia.Appunto, se è un paese di scarpe e borsette mettiamo scuole per artigiani e chiudiamo le università
  • Ubunto scrive:
    Re: addio anche all'ing. elettronico
    - Scritto da: Sgabbio
    Anacronistico sinceramente. Non è che per
    risolvere i problemi dei tagli , devi rendere
    inaccessibile l'università
    :DOvviamente io provoco, ma non è una soluzione così remota.Piuttosto è un bel modo di far notare ad alcuni che ci sono soluzioni più semplici a certi problemi. Come una qualsiasi azienda anche le università potrebbero aumentare i prezzi. Alla bella faccia delle riforme a "costo zero".La responsabilità poi di chi sarebbe? Delle università o di chi ha fatto riforme suine spacciandole per "a costo zero"?
    • tutto gratis scrive:
      Re: addio anche all'ing. elettronico
      per me possono anche aumentare i prezzi, ma poi chi non lavora deve essere licenziato!!o i professori sono dipendenti statali o non lo sono
      • Ubunto scrive:
        Re: addio anche all'ing. elettronico
        - Scritto da: tutto gratis
        per me possono anche aumentare i prezzi, ma poi
        chi non lavora deve essere
        licenziato!!

        o i professori sono dipendenti statali o non lo
        sonoInvece i professori continueranno ad essere dipendenti statali, cioé tu continuerai a contribuire al loro sostentamento ed a finanziare le loro ricerche, ma tu, i tuoi figli ed i figli dei tuoi figli, verrete totalmente estromessi dal mondo universitario.Perché ci sarà qualcuno che deciderà come alcune persone, i giovani rampolli delle migliori famiglie italiane, potranno accedere ad un sistema di elevatissima qualità. Loro saranno la futura classe dirigente e dovranno comunque rispondere ed essere specchio di quella attuale.Solo per la tua presunzione di oggi nell'aver usato il verbo "dovere", giunti in quell'epoca verrai severamente punito, ti toglieranno la casa, disperderanno la tua famiglia e ti lasceranno morire dimenticato dal mondo in una buia cella. Altro che "deve essere licenziato".-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 15 luglio 2010 19.10-----------------------------------------------------------
  • lordream scrive:
    Re: addio anche all'ing. elettronico
    - Scritto da: tutto gratis
    secondo me la ricchezza resta in alto e
    sopratutto a chi non ha progettato nulla e ha
    solo
    sfruttato...si ma la meritocrazia ed il knowhow oltre lo skill verrebbe meglio considerato e di conseguenza meglio retribuito con una enorme apertura a nuove realtà
  • tutto gratis scrive:
    Re: addio anche all'ing. elettronico
    ;)intenditore :D
  • tutto gratis scrive:
    Re: addio anche all'ing. elettronico
    shev... al piano di sopra c'e' un discorso sulle università... mi dispiace di non aver ancora letto la tua illuminante opinione :D
  • shevathas scrive:
    Re: addio anche all'ing. elettronico

    non è esatto.. i progetti di cio che fai sono
    accessibili a tutti.. il proXXXXXre che
    costruisci con questi progetti sarà una base..
    una forma di standard.. poco appetibile in un
    mercato alla ricerca delle prestazioni.. mah per moltissimi progetti basta usare materiale che si trova facilmente in commercio. Raramente ti toccherà produrre chip ex novo.
    per cui
    ci vorranno figure che modifichino il progetto
    per ottenere maggiori performance.. nello stesso
    tempo una azienda con poco budget puo crearsi
    gratuitamente un proXXXXXre senza l'incombenza di
    una royalty e venderlo magari in un mercato di
    embedded..la barriera è il costo di produzione. Produrre un proXXXXXre reale fondendo silicio costa, a meno di grosse economie di scala, una botta. Ecco perché la maggior parte dello sviluppo viene fatta mediante emulatori. I proXXXXXri costano relativamente poco proprio perché l'ammortamento dei costi di creazione della fabbrica e delle catene di produzione vengono diluiti su moltissimi pezzi venduti.
  • tutto gratis scrive:
    Re: addio anche all'ing. elettronico
    secondo me la ricchezza resta in alto e sopratutto a chi non ha progettato nulla e ha solo sfruttato...
  • tutto gratis scrive:
    Re: addio anche all'ing. elettronico
    infatti... meglio chiuderle
  • tutto gratis scrive:
    Re: addio anche all'ing. elettronico

    Guarda che nell'università a non dover timbrare
    il cartellino sono i professori, non i
    dipendenti. Inoltre ogni anno viene stilata una
    valutazione su ogni singolo
    dipendente.

    Sui concorsi non ho capito di cosa stai parlando
    (concorsi di
    assunzione?).
    Ho usato il termine dipendenti perchè volevo includere tutti i ruoli rettore incluso. Parlo, ad esempio, dei concorsi per diventare professore di ruolo,ecc.
    Sciocchezze. Non è vero che studiare non ti porta
    a
    nulla.
    E vero invece che i lavori veramente qualificati,
    che RICHIEDONO la presenza di un laureato sono in
    misura nettamente inferiore rispetto al numero di
    laureati
    circolanti.
    E quindi, IN PRATICA (poichè io con la teoria non porto la minestra sul tavolo) non conviene
    E secondo te quello è un lavoro da laureati?Se NON c'e' il lavoro da laureati si devono diminuire le università perchè la crisi deve pesare su TUTTE le categorie.Inoltre, in tempo di crisi, deve essere fatta solo la ricerca che serve e non quella che non porta guadagni al paese
    • shevathas scrive:
      Re: addio anche all'ing. elettronico

      Se NON c'e' il lavoro da laureati si devono
      diminuire le università perchè la crisi deve
      pesare su TUTTE le
      categorie.
      mah, le università diminuiranno fisiologicamente con il calo degli iscritti. D'altronde se un non laureato mediamente guadagna 1250 ed inizia a "carburare" prima nel mondo del lavoro ed un laureato mediamente guadagna 1300 con un paio di anni di ritardo molti tenderanno a ritenere il conseguimento della laurea un sacrificio che non ripaga. Quindi calo di iscritti e conseguente calo dei finanziamenti e da questo una riduzione naturale delle università.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 15 luglio 2010 16.48-----------------------------------------------------------
      • tutto gratis scrive:
        Re: addio anche all'ing. elettronico
        magari un giorno potrò fare le elemosina per la strada ad uno dei miei professori :D
    • Ubunto scrive:
      Re: addio anche all'ing. elettronico
      - Scritto da: tutto gratis

      Se NON c'e' il lavoro da laureati si devono
      diminuire le università perchè la crisi deve
      pesare su TUTTE le
      categorie.Ma qui ti sbagli, perché "la spesa" non è una questione di "quante" università, ma di quanti utenti le università devono gestire.E' molto meglio approntare i servizi per 100 persone motivate che pagano 10.000 euro all'anno piuttosto che 1000 fanXXXXXsti che in ritardo e a rate ne pagano 1.000.La differenza la fanno gli edifici che devi impiegare per ospitare 1000 persone piuttosto che 100, il personale di cui devi disporre e come lo puoi usare per quelle 1000 piuttosto che le 100, la qualità effettiva non solo del servizio di erogazione del sapere, ma anche della modalità in cui viene fruito.Se io 10.000 o 20.000 euro da spendere ogni anno li possiedo, e come me gli altri 99, che vuoi tu che non te lo puoi permettere? La mia università deve chiudere per far piacere a te?No bello, la soluzione è che tu (ipoteticamente) che non hai i soldi vai a zappare, ed io che li possiedo mi laureo e ti comando a bacchetta. E mi prendo pure un super stipendio.Inoltre la mia laurea non è paragonabile a quella fatta col vecchio sistema. LA MIA è una laurea di elevata qualità, con insegnanti dedicati, laboratori, tutors, strutture ricettive adeguate (altro che affitti in nero, qui parliamo di roba alla americana). Stando così le cose faccio le scarpe anche a chi si è laureato prima di me.
      Inoltre, in tempo di crisi, deve essere fatta
      solo la ricerca che serve e non quella che non
      porta guadagni al
      paeseLa ricerca porta guadagni scarsi ai ricercatori, mentre i guadagni veri - frutto di quella ricerca - finiscono all'estero perché l'Italia è una paese che produce scarpe, borsette ed alta moda. Non certo tecnologia.
  • lordream scrive:
    Re: addio anche all'ing. elettronico
    - Scritto da: tutto gratis
    mmm cambia anche il mercato così come è avvenuto
    con il
    softwarevista la recente crisi su cui molti hanno speculato il mercato stesso è alla ricerca di modelli nuovi per supplire alle carenze di questo mercato.. il modello proposto dall'open source lima questi difetti e distribuisce meglio la ricchezza..
  • lordream scrive:
    Re: per i troll winari
    - Scritto da: collione
    e closedsorciari

    http://jeremy.linuxquestions.org/2010/01/27/75-of-

    chiaro no?mica tanto.. quell'articolo fa figurare open source brutto e cattivo.. ben diverso invece nella realtà dei fatti.. perchè non spiega che le aziende investono nell'open source? perchè non dice che le aziende sfruttano una intera comunità per molto del loro codice?.. plugins di loro programmi? testing e risoluzione dei bug?.. queste cose non fanno piacere?.. perchè non dire che chi lavora nell'open source lo fa non per una paga ma per passione.. e se ci si puo anche guadagnare tanto meglio?.. l'open source spaventa le aziende.. il tipo di mercato che propone per loro non è concepibile ma sono problemi loro.. che si fottano..

    oshw != ingegneri disoccupati

    alla fin fine sono sempre gli ingegneri che
    progettano l'hardware, mica le scimmie di
    Redmond
    • tutto gratis scrive:
      Re: per i troll winari

      che si fottano..
      occhio perchè anche la tua vita è legata alla loro (direttamente o indirettamente)
      • lordream scrive:
        Re: per i troll winari
        - Scritto da: tutto gratis

        che si fottano..



        occhio perchè anche la tua vita è legata alla
        loro (direttamente o
        indirettamente)un 60% del mio lavoro è basato su aziende che producono software open source o che fruiscono di tecnologie legate all'open source.. i miei guadagni vengono dal mondo open source in larga misura.. ma al momento non posso fare totale affidamento su questo.. anche se è il mio sogno vedere che il mercato cambia secondo il bazaar
  • Ubunto scrive:
    Re: addio anche all'ing. elettronico
    - Scritto da: tutto gratis

    Meno iscritti, minor dispiego quantitativo di

    risorse, maggiori investimenti nella qualità dei

    servizi e

    dell'insegnamento!



    Corretto! e i dipendenti universitari che non
    rendono vanno a casa proprio come negli altri
    lavori. Poi io farei anche timbrare il cartellino
    a questi dipendenti e alla fine dell'anno si va a
    vedere cosa hanno fatto e se non hanno fatto
    nulla si licenziano i reposabili proprio come
    nelle aziende. Poi i concorsi non si fanno a casa
    propria e la commissione si decide all'ultimo
    senza che questa sappia il cognome del
    candidatoGuarda che nell'università a non dover timbrare il cartellino sono i professori, non i dipendenti. Inoltre ogni anno viene stilata una valutazione su ogni singolo dipendente.Sui concorsi non ho capito di cosa stai parlando (concorsi di assunzione?).

    Negli USA, quel magnifico paese per tutti noi

    fulgido esempio del wellfare state, solo nei

    primi anni del 2000 gli aspiranti studenti

    partivano in IRAQ col sogno di potersi pagare
    gli

    studi

    universitari.

    Perché non dovrebbe essere così anche da noi?

    Così abbiamo un buon motivo anche per

    ripristinare l'usanza delle marcette al sabato

    mattina. Altro che

    scuola!

    Pancia in dentro e petto in fuori... unò dueee,

    unò duee...

    passo!

    Ma quale sogno? tanto studiare non ti porta a
    nulla se non allo stipendio di un operaio
    specializzato. E' ora di finirla di sognare e
    guardare le cose in
    faccia!Sciocchezze. Non è vero che studiare non ti porta a nulla.E vero invece che i lavori veramente qualificati, che RICHIEDONO la presenza di un laureato sono in misura nettamente inferiore rispetto al numero di laureati circolanti.Non prendi 1300 euro al mese perché ti pagano poco, li prendi perché quello è il valore del lavoro svolto.1300 euro, di cosa stai parlando? Di che lavoro?Ho conosciuto laureati in informatica impiegati presso un ISP italiano. Facevano pagine XML.E secondo te quello è un lavoro da laureati?
  • Enjoy with Us scrive:
    Ottima cosa!
    Speriamo prenda piede, componenti standard, su progetti standard saranno molto più facili da riparare, si potrebbe arrivare all'uso di componenti intercambiabili un pò come avviene nei PC assemblati... da consumatore faccio il tifo!
  • tutto gratis scrive:
    Re: molto bene
    non saprei..è chiaro che stai facendo una cosa illegale, ma chi vuole fare cose illegali non si ferma davanti a nessuno
  • tutto gratis scrive:
    Re: addio anche all'ing. elettronico
    mmm cambia anche il mercato così come è avvenuto con il software
  • collione scrive:
    per i troll winari
    e closedsorciarihttp://jeremy.linuxquestions.org/2010/01/27/75-of-linux-code-now-written-by-paid-developers/chiaro no?oshw != ingegneri disoccupatialla fin fine sono sempre gli ingegneri che progettano l'hardware, mica le scimmie di Redmond
  • TuttoaSaldo scrive:
    Re: Auto elettrica
    Infatti era giusto la mancanza del progetto che mi impediva di costruirmi l'auto, ala barca e l'elicottero nel box :-)
  • uno ancora scrive:
    molto bene
    Hardware Open Source + software Open Source = sicurezza di non avere alcuna backdoor nel proprio sistema, niente backdoor di stato, niente spionaggio, crittografia sicura, niente TPM.... davvero un'ottima cosa.
    • tutto gratis scrive:
      Re: molto bene
      io prendo il progetto gratuito, ci aggiungo la "backdoor" senza dirti nulla e ti stampo il chip. Ti piace come soluzione? ;)
      • Paolo Nocco scrive:
        Re: molto bene
        Quale parte de "Il materiale modificato deve essere retribuito sotto la stessa licenza open (E quindi con schemi dove c'è anche il tuo caro chip spia)" non ti è chiara?
        • tutto gratis scrive:
          Re: molto bene
          chiarissima... ma tanto io ti stampo il chip modificato dandoti la documentazione di quello non modificato. Vediamo se puoi scoperchiare il chip e con la lente di ingrandimento andare a vedere dentro
          • panda rossa scrive:
            Re: molto bene
            - Scritto da: tutto gratis
            chiarissima... ma tanto io ti stampo il chip
            modificato dandoti la documentazione di quello
            non modificato. Vediamo se puoi scoperchiare il
            chip e con la lente di ingrandimento andare a
            vedere
            dentroCome per l'open source, qualcuno che andra' ad analizzare lo schema ci sara', trovera' la tua backdoor, dopodiche' potrai chiudere baracca e burattini e tornare a zappare l'orticello.
          • pippO scrive:
            Re: molto bene
            - Scritto da: panda rossa
            - Scritto da: tutto gratis

            chiarissima... ma tanto io ti stampo il chip

            modificato dandoti la documentazione di quello

            non modificato. Vediamo se puoi scoperchiare il

            chip e con la lente di ingrandimento andare a

            vedere

            dentro

            Come per l'open source, qualcuno che andra' ad
            analizzare lo schema ci sara', trovera' la tua
            backdoor, dopodiche' potrai chiudere baracca e
            burattini e tornare a zappare
            l'orticello.ROTFL ROTFL ROTFLquante cose che non sai... :D
          • tutto gratis scrive:
            Re: molto bene
            poi scoperchiare un software è leggermente più facile...
          • pippO scrive:
            Re: molto bene
            - Scritto da: tutto gratis
            poi scoperchiare un software è leggermente più
            facile...Già, ma non dirlo al panda ;)
          • kaiserxol scrive:
            Re: molto bene
            ahahaha
          • kaiserxol scrive:
            Re: molto bene
            Voi non lo sapete ma qui son tutti hacker/cracker professionisti, mica utenti noob come noi :-D
          • tutto gratis scrive:
            Re: molto bene
            eh usano ubuntu :D
          • collione scrive:
            Re: molto bene
            nome e cognome che fai? scrivi e ti rispondi da solo?sei arrivato proprio alla frutta ormai e tutto per leccare il tuo padrone Ballmer
          • tutto gratis scrive:
            Re: molto bene
            non sono lui :|
          • pippo75 scrive:
            Re: molto bene


            Come per l'open source, qualcuno che andra' ad
            analizzare lo schema ci sara', trovera' la tua
            backdoor, dopodiche' potrai chiudere baracca e
            burattini e tornare a zappare
            l'orticello. /* della serie, quando ci vuole */penso che si riferissi a cose come questo:http://punto-informatico.it/2915106/PI/News/linux-trojan-un-server-irc.aspx
          • lordream scrive:
            Re: molto bene
            - Scritto da: tutto gratis
            chiarissima... ma tanto io ti stampo il chip
            modificato dandoti la documentazione di quello
            non modificato. Vediamo se puoi scoperchiare il
            chip e con la lente di ingrandimento andare a
            vedere
            dentromicroscopio.. fino a che succede ad un utente o aziendina non ti beccano.. quando questo chip lo usa una azienda o un governo e scoprono la cosa come pensi di dirgli che hai sbagliato coi progetti? pagherai danni per 27 generazioni e il tuo nome finirà tra i piu odiati al mondo
          • advange scrive:
            Re: molto bene
            Oh, sommo genio, ma se tu mi dai la documentazione sbagliata quando io realizzerò i chip sulla base dei tuoi schemi finisce che il prodotto non funziona.Ci arrivi o dobbiamo proporti un filmato illustrativo a fummetti?
      • krane scrive:
        Re: molto bene
        - Scritto da: tutto gratis
        io prendo il progetto gratuito, ci aggiungo la
        "backdoor" senza dirti nulla e ti stampo il chip.
        Ti piace come soluzione?
        ;)E io appena vengo a scoprirlo ti denuncio perche' non mi hai venduto qualcosa di conforme alla licenza e perche' hai a tua volta infranto la licenza stessa.
        • tutto gratis scrive:
          Re: molto bene
          è sucXXXXX anche per le licenze open... ma sai quanti non ne avranno beccati?
          • tutto gratis scrive:
            Re: molto bene
            ehm volevo dire per il software open
          • krane scrive:
            Re: molto bene
            - Scritto da: tutto gratis
            è sucXXXXX anche per le licenze il software open... ma sai
            quanti non ne avranno beccati?Io no e tu ?So di quelle che hanno beccato...
          • collione scrive:
            Re: molto bene
            fino a quando il progetto è diffuso, sta tranquillo che ti beccano e quando ti beccano ti fanno passare la vogliase poi fai il furbo con qualche azienda poco raccomandabile, ti riempiono di martellate in testa e poi ti sciolgono nell'acido
        • kaiserxol scrive:
          Re: molto bene
          Perchè infranto la licenza? Io te lo dò sempre bello open...
          • tutto gratis scrive:
            Re: molto bene
            la licenza dice delle cose... ovviamente molti manco vanno a leggerla :D
      • kaiserxol scrive:
        Re: molto bene
        si infatti...anzi ti condivido i miei progetti con già una backdoor implementata, poi tutti la copiano e voilà...tutti con una backdoor.Poi le backdoor nei sistemi attuali sono come il Santo Graal, tutti dicono che esistono e nessuno ne ha mai vista una (intendo che serva a qualcosa)
      • Marco Ravich scrive:
        Re: molto bene
        - Scritto da: tutto gratis
        io prendo il progetto gratuito, ci aggiungo la
        "backdoor" senza dirti nulla e ti stampo il chip.
        Ti piace come soluzione?
        ;)
        Lascia stare, contro le licenze open non c'è ancora antidoto...Certo, come è sucXXXXX per alcuni software, i furboni ci provano sempre, ma hanno vita breve...(e comunque tanto poi la gente và a pigliare gli originali mica i cloni)
  • tutto gratis scrive:
    addio anche all'ing. elettronico
    Un addio anche a voi cari ing. elettronici. Benvenuti esperti di saldature e commerciali. Ora vi basta scaricare gratuitamente un progetto e saldare i componenti come da istruzioni.Grazie Stallman
    • io no scrive:
      Re: addio anche all'ing. elettronico
      mi sa che gli ing elet saranno i primi a ringraziare questa cosa...perchè chi credi sia in grado di leggere il codice o comprendere un progetto? il primo pinco pallino che capita o uno che per sua fortuna ha già superato l'esame relativo? :D
      • tutto gratis scrive:
        Re: addio anche all'ing. elettronico
        al limite i periti elettronici...tu hai a che fare con l'elettronica?
      • kaiserxol scrive:
        Re: addio anche all'ing. elettronico
        Mah...vedendo tutte le professioni che stan morendo o si son ridotte a stipendi bassissimi non so mica se ha detto una cavolata...anzi potrebbe essere la realtà, basterebbe anche solo un ing. pagato al minimo che spiega a 1000 operai come fare...poi loro come macchinette farebbero la loro copia (questo metodo in Cina mi sembra sia adottato da anni e direi che funziona)
        • krane scrive:
          Re: addio anche all'ing. elettronico
          - Scritto da: kaiserxol
          Mah...vedendo tutte le professioni che stan
          morendo o si son ridotte a stipendi bassissimi
          non so mica se ha detto una cavolata...Videonoleggiatore ?
          • tutto gratis scrive:
            Re: addio anche all'ing. elettronico
            almeno il videonoleggiatore non studia anni per fare il suo lavoro e come noleggia video può convertire il suo negozio in altro
          • krane scrive:
            Re: addio anche all'ing. elettronico
            - Scritto da: tutto gratis
            almeno il videonoleggiatore non studia anni per
            fare il suo lavoro E questo spiega tutta quell'ignoranza diffusa nei loro forum.
            e come noleggia video può
            convertire il suo negozio in altroLo facessero :D
        • tutto gratis scrive:
          Re: addio anche all'ing. elettronico
          per fortuna che qualcuno le somme (e le sottrazioni :) elementari le fa
          • angros scrive:
            Re: addio anche all'ing. elettronico
            Tu però non sai fare le divisioni: qualsiasi cifra, diviso infinito, quanto fa?
          • tutto gratis scrive:
            Re: addio anche all'ing. elettronico
            non si può fare! ci vuole il limite per x che tende a infinito :D ;)
        • r1348 scrive:
          Re: addio anche all'ing. elettronico
          Quello che tu descrivi è il risultato ultimo della globalizzazione (delocalizzazione delle risorse a basso valore aggiunto) non dell'open source. Anche perché mi risulta che le aziende che producono in Cina non siano esattamente open...
          • tutto gratis scrive:
            Re: addio anche all'ing. elettronico
            ma suppongo che l'open lo sfruttino bene :D
          • ullala scrive:
            Re: addio anche all'ing. elettronico
            - Scritto da: tutto gratis
            ma suppongo che l'open lo sfruttino bene :DAl contrario sono tutti patent troll!
    • shevathas scrive:
      Re: addio anche all'ing. elettronico
      - Scritto da: tutto gratis
      Un addio anche a voi cari ing. elettronici.

      Benvenuti esperti di saldature e commerciali. Ora
      vi basta scaricare gratuitamente un progetto e
      saldare i componenti come da
      istruzioni.

      Grazie StallmanMah direi che il reverse engineering di un progetto hw è molto più facile di un progetto software. Le barriere per l'hardware sono altre; difficilmente uno si scarica lo schema di un proXXXXXre e poi si mette a fondere silicio nella cucina di casa.
      • tutto gratis scrive:
        Re: addio anche all'ing. elettronico
        intanto di progettisti ne fai fuori parecchi... se prima ti servivano 100 progettisti per creare un nuovo chip ora ti basteranno 5 o forse 10 elettronici e manco preparati come i 100 di prima
        • John Locke scrive:
          Re: addio anche all'ing. elettronico
          Beh mi sembra una grande ottimizzazione di costi e di personale, mi spieghi che c'è di male? Se una cosa riesci a farla con 10 persone invece che con 100 vuol dire che quelle 90 erano inutili...
          • tutto gratis scrive:
            Re: addio anche all'ing. elettronico
            esatto!! è fantastico! una meraviglia.L'unico consiglio che posso dare è di non iscriversi a scuole di elettronica perchè questa ottimizzazione migliorerà il mondo del lavoro.
          • John Locke scrive:
            Re: addio anche all'ing. elettronico
            eh?non ho capito.
          • tutto gratis scrive:
            Re: addio anche all'ing. elettronico
            intendo dire che non conviene più spendere anni a studiare i segreti dell'elettronica. E' meglio comprare un buon saldatore ed imparare ad usarlo perchè il settore della progettazione elettronica si sta ottimizzando
          • John Locke scrive:
            Re: addio anche all'ing. elettronico
            ma non è assolutamente vero. un po' come dire che chi non ha dieci lauree in informatica non può toccare un computer. esistono diversi livelli. per progetti di un certo livello, è un gran bene che esistano piattaforme come arduino che facilitano la creatività di persone che non hanno una laurea in ingegneria elettronica ma che comunque si appassionano all'argomento. è chiaro che se devi progettare un chip ti serve una laurea in ingegneria elettronica, non c'è arduino che tenga. ma per fortuna non è più necessario essere ingegneri ad esempio per tutta una serie di progetti di interaction design o di rapid prototyping nei quali la componente elettronica è necessaria ma è uan delle tante.
          • tutto gratis scrive:
            Re: addio anche all'ing. elettronico
            infatti io ho consigliato di non studiare proprio perchè:non è più necessario essere ingegneri ad esempio per tutta una serie di progetti di interaction design o di rapid prototyping nei quali la componente elettronica è necessaria ma è uan delle tante.e anche perchè molte aziende che ora sfruttano 100 progettisti elettronici per i loro progetti scaricheranno il progetto open e lo faranno customizzare a 10 progettisti mandando a casa gli altri 90Ovviamente i 10 che continueranno a progettare si svenderanno perchè ci sono altri 90 progettisti pronti a prendere il loro posto.Poi ci si lamenta dei 1000 euro di stipendio
          • John Locke scrive:
            Re: addio anche all'ing. elettronico
            forse succede così perché ci sono più ingegneri di quanti il mercato del lavoro ne richieda.qual'è la soluzione altrimenti, l'assistenzialismo?
          • tutto gratis scrive:
            Re: addio anche all'ing. elettronico
            no! fare altro. Infatti io consiglio semplicemente di non studiare.. sopratutto nei campi dove entra l'open source.Forse converebbe anche chiudere alcune università in relazione ai posti di lavoro effettivi... o vogliamo fare assistenzialismo ai dipendenti universitari?
          • John Locke scrive:
            Re: addio anche all'ing. elettronico
            il consiglio non è "non studiare".il consiglio è "studiate, ma non aspettatevi per questo un'assunzione automatica a tempo indeterminato da qualche parte. non funziona più così (purtroppo? per fortuna?). anzi, a maggior ragione, studiate più di prima. non fermatevi, andate all'estero, tornate qui se ha senso, altrimenti statevene dove state bene."il problema delle università è diverso. sono stati fatti tagli allucinanti e sconsiderati, ci vorrebbero molti più soldi per molta più ricerca. questa cosa va completamente contro il mercato del lavoro, contro la competitività e la crescita. in questo modo non si investe sul futuro e questo paese se ne pentirà.
          • tutto gratis scrive:
            Re: addio anche all'ing. elettronico

            il consiglio è "studiate, ma non aspettatevi per
            questo un'assunzione automatica a tempo
            indeterminato da qualche parte. non funziona più
            così (purtroppo? per fortuna?). anzi, a maggior
            ragione, studiate più di prima. non fermatevi,
            andate all'estero, tornate qui se ha senso,
            altrimenti statevene dove state
            bene."
            mmmm ma anche no. Meglio fare altro se studiare non offre più benefici...
            il problema delle università è diverso. sono
            stati fatti tagli allucinanti e sconsiderati, ci
            vorrebbero molti più soldi per molta più ricerca.
            questa cosa va completamente contro il mercato
            del lavoro, contro la competitività e la
            crescita. in questo modo non si investe sul
            futuro e questo paese se ne
            pentirà.sei stato in una delle nostre università?
          • John Locke scrive:
            Re: addio anche all'ing. elettronico
            - Scritto da: tutto gratis
            mmmm ma anche no. Meglio fare altro se studiare
            non offre più
            benefici...certo, bisogna saper cambiare percorso, se non ha più senso. ma anche capire che probabilmente non si è fatto abbastanza, e soprattutto che le cose non funzionano più come trent'anni fa.

            sei stato in una delle nostre università?purtroppo sì...
          • tutto gratis scrive:
            Re: addio anche all'ing. elettronico
            ...

            certo, bisogna saper cambiare percorso, se non ha
            più senso. ma anche capire che probabilmente non
            si è fatto abbastanza, e soprattutto che le cose
            non funzionano più come trent'anni
            fa.
            Seeee e per cosa sbattersi tanto? per la religione del chip? meglio fare l'artigiano
            purtroppo sì...e allora pensaci bene quando dici di dare più soldi alle università. Io inizierei a chiuderle dato che tanto non c'e' sufficiente lavoro... o facciamo l'assistenzialismo? su che categorie deve pesare la crisi? solo sulla mia?
          • kaiserxol scrive:
            Re: addio anche all'ing. elettronico
            Se consideri che devi studiare per una laurea, fare sacrifici per essere ing e poi ti rendi conto che ce n'è così tanti che ti offrono 1300 euro di contratto, senza possibilità di crescita pensi "a sto punto non era meglio non studiare?" Studiare per opportunità è una cosa, studiare per salvarsi e avere lavoro un altro.Inoltre qui chiunque se vuole si laurea, ho amici al politecnico di Torino che quando io decisi di mollare loro andarono avanti, per inerzia, voti bassi, mille appelli, ma intanto si stanno laureando e loro accetteranno un lavoro a 1300 euro per la vita, ma a quel punto chi si è dato da fare si vedrà offerto lo stesso contratto, magari QUALCUNO uscirà dal coro e avrà vita diversa, ma per la maggioranza sarà una gran delusione.Parlando con un medico chiropratico francese mi ha raccontato il suo ingresso all'università: controlli legati alla fedina penale in primis, primo anno di studi, dopodichè esame difficilissimo. QUei pochi che lo passano vanno avanti, tutti gli altri tornano a casa. A pensarci è bruttissimo, ma di sicuro meglio di corsi a numero chiuso che fan test su "di tutto un po'". Personalmente lo posso dire, perchè quando entrai al politecnico avevo passato un'estate senza una minima voglia di studiare, arrivai al test, un caldo micidiale, una cosa veloce del tipo 1/10 le sapevo, il resto misi tutte "C", fra ABCD di scelta. Risultato? Non solo entrai, ma presi il punteggio più alto di tutti i miei compagni di cui tutti erano più preparati di me. Io uscii dalle superiori con 62, 5 con 100 eppure ero davanti a loro. Pensandoci oggi mi rendo conto che quel sistema è veramente una baggianata e potrei aver preso il posto di una persona che magari si era sbattuta tantissimo, ma che per mio XXXX è arrivata dietro. Comunque se tutto fosse open source a chi converrebbe a quel punto investire se sai che poi tutti gli altri copierebbero e gioverebbero dei tuoi impegni/investimenti? Che sia bene o male non saprei, oggi non c'è solo l'open, ma se fosse tutto open?
          • tutto gratis scrive:
            Re: addio anche all'ing. elettronico
            e calcola che parli di Torino!!
          • Abbio scrive:
            Re: addio anche all'ing. elettronico
            L'ho sempre detto che quando non la sai è sempre la C
          • max59 scrive:
            Re: addio anche all'ing. elettronico
            - Scritto da: kaiserxol
            magari QUALCUNO uscirà dal coro e avrà vita
            diversa, ma per la maggioranza sarà una gran
            delusione.allora la laurea qualche valore lo ha ancora...
          • max scrive:
            Re: addio anche all'ing. elettronico
            - Scritto da: John Locke
            il consiglio non è "non studiare".
            il consiglio è "studiate, ma non aspettatevi per
            questo un'assunzione automatica a tempo
            indeterminato da qualche parte. non funziona più
            così nello studio occorre specializzarsi, non dormire sugli alloriun po' come in medicina dove nessuno si ferma alla sola laurea da medico generico, ma si specializzano tutti
          • Ubunto scrive:
            Re: addio anche all'ing. elettronico
            - Scritto da: tutto gratis
            no! fare altro. Infatti io consiglio
            semplicemente di non studiare.. sopratutto nei
            campi dove entra l'open
            source.

            Forse converebbe anche chiudere alcune università
            in relazione ai posti di lavoro effettivi... o
            vogliamo fare assistenzialismo ai dipendenti
            universitari?Assolutamente no.Le università dovrebbero iniziare a far pagare i propri servizi, altro che 1200 e qualcosa euro / anno in fascia alta! Vai di 5-10.000 euro.Meno iscritti, minor dispiego quantitativo di risorse, maggiori investimenti nella qualità dei servizi e dell'insegnamento!Sono troppi soldi? Pazienza, mamma e papà faranno un sacrificio per il futuro dell'erede. Per i poveri: borse di studio, solo ai super-intelligenti ovviamente.Negli USA, quel magnifico paese per tutti noi fulgido esempio del wellfare state, solo nei primi anni del 2000 gli aspiranti studenti partivano in IRAQ col sogno di potersi pagare gli studi universitari.Perché non dovrebbe essere così anche da noi?Così abbiamo un buon motivo anche per ripristinare l'usanza delle marcette al sabato mattina. Altro che scuola!Pancia in dentro e petto in fuori... unò dueee, unò duee... passo!-------------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 15 luglio 2010 16.01-----------------------------------------------------------
          • tutto gratis scrive:
            Re: addio anche all'ing. elettronico

            Meno iscritti, minor dispiego quantitativo di
            risorse, maggiori investimenti nella qualità dei
            servizi e
            dell'insegnamento!
            Corretto! e i dipendenti universitari che non rendono vanno a casa proprio come negli altri lavori. Poi io farei anche timbrare il cartellino a questi dipendenti e alla fine dell'anno si va a vedere cosa hanno fatto e se non hanno fatto nulla si licenziano i reposabili proprio come nelle aziende. Poi i concorsi non si fanno a casa propria e la commissione si decide all'ultimo senza che questa sappia il cognome del candidato
            Negli USA, quel magnifico paese per tutti noi
            fulgido esempio del wellfare state, solo nei
            primi anni del 2000 gli aspiranti studenti
            partivano in IRAQ col sogno di potersi pagare gli
            studi
            universitari.
            Perché non dovrebbe essere così anche da noi?
            Così abbiamo un buon motivo anche per
            ripristinare l'usanza delle marcette al sabato
            mattina. Altro che
            scuola!
            Pancia in dentro e petto in fuori... unò dueee,
            unò duee...
            passo!Ma quale sogno? tanto studiare non ti porta a nulla se non allo stipendio di un operaio specializzato. E' ora di finirla di sognare e guardare le cose in faccia!
          • Sgabbio scrive:
            Re: addio anche all'ing. elettronico
            Anacronistico sinceramente. Non è che per risolvere i problemi dei tagli , devi rendere inaccessibile l'università :D
          • il figlio del dipendente Fiat scrive:
            Re: addio anche all'ing. elettronico
            - Scritto da: Ubunto


            Sono troppi soldi? Pazienza, mamma e papà faranno
            un sacrificio per il futuro dell'erede. Per i
            poveri: borse di studio, solo ai
            super-intelligenti
            ovviamente.
            Funzionerebbe benissimo come sistema, se non fosse che le borse di studio vanno ai figli degli imprenditori in maniera molto semplice:Il padre comrpa una casa nella città dove il figlio studia, il figlio entra a viverci e i due fanno un finto contratto di affitto.Risultato? Il figlio risulta nullatenente e fuori dal nucleo famigliare e senza proprietà della casa, con un affitto da pagare. E chi invece avrebbe davvero bisogno delle borse di studio e magari ha pari risultati del figlio dell'imprenditore lo prenende dove non batte il sole.Visto coi miei occhi.
          • max59 scrive:
            Re: addio anche all'ing. elettronico
            - Scritto da: Ubunto
            Negli USA, quel magnifico paese per tutti noi
            fulgido esempio del wellfare state, solo nei
            primi anni del 2000 gli aspiranti studenti
            partivano in IRAQ col sogno di potersi pagare gli
            studi
            universitari.
            Perché non dovrebbe essere così anche da noi?perche' abbiamo gia' sofferto abbastanza guerre per cercarcele solo per laurearci
          • Viker scrive:
            Re: addio anche all'ing. elettronico
            - Scritto da: tutto gratis
            no! fare altro. Infatti io consiglio
            semplicemente di non studiare.. sopratutto nei
            campi dove entra l'open
            source.
            Ecco appunto, comincia tu ad iscriverti ad Agraria, servono braccia e non c'e' open source che tenga
          • angros scrive:
            Re: addio anche all'ing. elettronico

            e anche perchè molte aziende che ora sfruttano
            100 progettisti elettronici per i loro progetti
            scaricheranno il progetto open e lo faranno
            customizzare a 10 progettisti mandando a casa gli
            altri
            90

            Ovviamente i 10 che continueranno a progettare si
            svenderanno perchè ci sono altri 90 progettisti
            pronti a prendere il loro
            posto.

            Poi ci si lamenta dei 1000 euro di stipendioTu avevi fatto un discorso analogo per il software. Ma ti sfugge un dettaglio importante: se non ci fosse l'open source, i programmatori forse guadagnerebbero di più, ma tu non saresti un programmatore : infatti, immagina questi due scenari:1) L'open non esiste.Un cliente ha bisogno di un programma (un word proXXXXXr personalizzato per le sue esigenze specifiche, ad esempio): si rivolge a te, che devi scriverlo da zero, tu gli chiedi 10000 per il tuo lavoro (scrivere un word proXXXXXr da zero è un lavoro lungo, ma forse poi potrai piazzarne qualche altra copia).Il cliente fa la stessa richiesta alla Microsoft, che, a differenza di te, non parte da zero, ma fa qualche modifica a Word, e per tale lavoro chiede 1000. Quindi, il cliente va dalla Microsoft, e tu non vedi un soldo.Con il modello closed, vince l'azienda più grossa, che ha un parco software maggiore.2) L'open esiste.Stesso scenario: il cliente vuole un word proXXXXXr personalizzato. Tu puoi realizzarlo modificando OpenOffice, e per questo lavoro (molto più breve che scrivere tutto da zero) chiedi 500. La Microsoft, per realizzare un Office modificato, chiede 1000 (chiede più di te, perchè ha più personale da pagare). Il cliente si rivolge a te.Con il modello open, tu magari non diventi ricco, ma sopravvivi, anche se sei in concorrenza con aziende più grosse.
          • angros scrive:
            Re: addio anche all'ing. elettronico
            Al contrario: se chiunque può mettersi ad adattare un circuito esistente, conviene imparare a farlo.Tu puoi progettare un proXXXXXre da zero? Non credo. Ma puoi imparare ad adattarne uno: quindi, se impari a farlo, potrai lavorare in un settore fino ad ora a te precluso.
          • kaiserxol scrive:
            Re: addio anche all'ing. elettronico
            Se questo fosse vero e venisse applicato ad ogni campo vorrebbe dire che circa il 2% della popolazione avrebbe un lavoro, mentre gli altri sarebbero inutili a quel punto...o li mettiamo tutti a fare gli statali?Le banche per la prima volta nella storia licenziano, ormai con gli sportelli automatici serve meno personale, le imprese utilizzano sempre più macchine automatiche, potendo risparmiare sul personale. E' normale, certo, ma se questo è il futuro chi lo spiega al popolo che di lavoro non ne esisterà più?
          • tutto gratis scrive:
            Re: addio anche all'ing. elettronico
            a quanto pare il popolo degli informatici e degli elettronici si sbatte la zappa sui piedi e quindi, almeno a loro, va bene così
          • iRoby scrive:
            Re: addio anche all'ing. elettronico
            Stai scrivendo una marea di XXXXXte!
        • lordream scrive:
          Re: addio anche all'ing. elettronico
          - Scritto da: tutto gratis
          intanto di progettisti ne fai fuori parecchi...
          se prima ti servivano 100 progettisti per creare
          un nuovo chip ora ti basteranno 5 o forse 10
          elettronici e manco preparati come i 100 di
          primanon è esatto.. i progetti di cio che fai sono accessibili a tutti.. il proXXXXXre che costruisci con questi progetti sarà una base.. una forma di standard.. poco appetibile in un mercato alla ricerca delle prestazioni.. per cui ci vorranno figure che modifichino il progetto per ottenere maggiori performance.. nello stesso tempo una azienda con poco budget puo crearsi gratuitamente un proXXXXXre senza l'incombenza di una royalty e venderlo magari in un mercato di embedded..
        • angros scrive:
          Re: addio anche all'ing. elettronico

          intanto di progettisti ne fai fuori parecchi...
          se prima ti servivano 100 progettisti per creare
          un nuovo chip ora ti basteranno 5 o forse 10
          elettronici e manco preparati come i 100 di
          primaSe fosse vero, vorrebbe dire che prima tu sprecavi 90 stipendi pagando gente per re-inventare la ruota.
    • Talking Head scrive:
      Re: addio anche all'ing. elettronico
      Purtroppo hai poca dimistichezza con l'economia, e pochissima con la storia. Direi che hai un'idea luddista della storia.Se ora non servono più 10 ingegneri ma ne bastano 5, questo non porta necessariamente ad una diminuzione degli ingegneri nel mondo del lavoro: tipicamente (anche se non necessariamente) porta ad un aumento degli ingegneri. Perché? Perché la produttività del singolo ingegnere è ora raddoppiata, porta maggiori guadagni alla società e quindi ogni azienda ha vantaggio a averne di più per fargli fare più cose, avere più varietà di prodotti. Se i prodotti elettronici aumentano di tre volte, ma servono la metà degli ingegneri per progettare un prodotto, servono comunque il 50% di ingegneri in più, non in meno.Per tornare al richiamo al luddismo, durante la rivoluzione industriale c'era la stessa paura: se ora un lavoratore produce cinque volte quanto produceva un lavoratore prima, ora serviranno molti meno lavoratori! Ma anche il buon Ludd conosceva poco l'economia: quello che è sucXXXXX è che i beni complessivi prodotti sono aumentati di quindici-venti volte, gli operai nel manufatturiero sono dovuti aumentare e con essi è AUMENTATO sia il numero di ore di lavoro medio di ogni lavoratore (se questo sia un bene o un male lascio a te) sia il salario medio orario.
      • tutto gratis scrive:
        Re: addio anche all'ing. elettronico
        - Scritto da: Talking Head
        Purtroppo hai poca dimistichezza con l'economia,
        e pochissima con la storia. Direi che hai un'idea
        luddista della
        storia.
        Va benissimo. Non ritengo di avere la verità in tasca. Grazie della risposta che sembra interessante
        Se ora non servono più 10 ingegneri ma ne bastano
        5, questo non porta necessariamente ad una
        diminuzione degli ingegneri nel mondo del lavoro:
        tipicamente (anche se non necessariamente) porta
        ad un aumento degli ingegneri. Perché? Perché la
        produttività del singolo ingegnere è ora
        raddoppiata, porta maggiori guadagni alla società
        e quindi ogni azienda ha vantaggio a averne di
        più per fargli fare più cose, avere più varietà
        di prodotti. Se i prodotti elettronici aumentano
        di tre volte, ma servono la metà degli ingegneri
        per progettare un prodotto, servono comunque il
        50% di ingegneri in più, non in
        meno.
        ma perchè i prodotti elettronici aumenterebbero di 3 volte? è questa la parte che non mi torna
        Per tornare al richiamo al luddismo, durante la
        rivoluzione industriale c'era la stessa paura: se
        ora un lavoratore produce cinque volte quanto
        produceva un lavoratore prima, ora serviranno
        molti meno lavoratori! Ma anche il buon Ludd
        conosceva poco l'economia: quello che è sucXXXXX
        è che i beni complessivi prodotti sono aumentati
        di quindici-venti volte, gli operai nel
        manufatturiero sono dovuti aumentare e con essi è
        AUMENTATO sia il numero di ore di lavoro medio di
        ogni lavoratore (se questo sia un bene o un male
        lascio a te) sia il salario medio
        orario.Ok ma erano altri tempi in cui avevano tutti bisogno di nuove cose (non c'era veramente niente nelle case). A confronto, oggi, le nostre case sono piene di tuttoGrazie
        • Talking Head scrive:
          Re: addio anche all'ing. elettronico

          ma perchè i prodotti elettronici aumenterebbero di 3 volte? è questa la
          parte che non mi tornaVedilo così.Un'azienda ha dei costi di progettazione per ogni prodotto. Una volta progettato, il prodotto gli porta un guadagno ogni mese proporzionale al numero di unità vendute. In generale, due prodotti diversi ma simili vendono più di un prodotto (un noto modellino basato su Chamberlin) ma meno di due (saturazione del mercato): otterrai dei clienti in più, ma ti farai anche un po' di autoconcorrenza.Puoi impostare il problema (se non ti va puoi cercare "Modelli di concorrenza monopolistica") e vedere che una diminuzione del costo di progettazione porta ad un numero di prodotti ottimale per azienda maggiore (abbastanza ragionevole, no?).Sarà superiore o inferiore all'aumento della produttività? Verranno prodotti cioè più del doppio dei beni o meno del doppio, se la produttività raddoppia? Non c'è una risposta facile a questa domanda, dipende da molte assunzioni fatte sui costi di produzione e sulla domanda, quanto ama la varietà e quanto spazio ci sia per la produzione di oggetti molto diversi.Per lavori pratici (un aumento della produttività di un operaio che porta ad una diminuzione dei costi di produzione e ad un conseguente aumento del profitto per ogni pezzo venduto) sappiamo che è questo il caso, storicamente: l'aumento di produttività ha sempre portato ad un aumento dei posti di lavoro e degli stipendi di quella categoria. Per lavori intellettuali ancora la storia non ha parlato: è solo dalla seconda metà del secolo scorso che ha iniziato a impennarsi la produttività delle classi intellettuali. Personalmente credo sia ancora più valido, ma entrerei necessariamente nel tecnico.
    • rms scrive:
      Re: addio anche all'ing. elettronico
      - Scritto da: tutto gratis
      Un addio anche a voi cari ing. elettronici.

      Benvenuti esperti di saldature e commerciali. Ora
      vi basta scaricare gratuitamente un progetto e
      saldare i componenti come da
      istruzioni.

      Grazie StallmanTu mi sa che ti stai facendo un po' troppe seghe, e bada bene , non mentali!Li saldi tu gli smd? Li saldi tu tutti i componenti su una piastra doppia faccia?Dai per cortesia non diciamo XXXXXXX grosse come una casa!!!
    • MaxMax scrive:
      Re: addio anche all'ing. elettronico
      Peso che possa anche essere INIFLUENTE: nel senso che a parità di persone che lavorano sulle stesse tecnologie, se tutti non partono da zero ogni volta nello sviluppo ci possa essere una crescita esponenziale.Ognuno parte da dove si è arrivati per implementare qualcosa di nuovo o più efficiente.Non pensiamola solo male: una grossa quantità di piccole goccie fanno un mare!
      • tutto gratis scrive:
        Re: addio anche all'ing. elettronico
        secondo me vinceranno i grossi parassiti con i grossi macchinari che stampano schede in serie. Non apporteranno molti miglioramenti, ma avranno la potenza commerciale per stampare molte schede e fare belle scatole
    • sxs scrive:
      Re: addio anche all'ing. elettronico

      Un addio anche a voi cari ing. elettronici. Non preoccuparti, in Italia non serviamo a niente gia'da qualche anno: riciclati nel penoso mondo IT Italianoo semi-disoccupati.Avremmo preferito saperlo prima di farci il mazzo seriamentesui libri per anni e magari leccando il XXXX a qualchepolitico/prelato avremmo ottenuto di meglio.E po sei un troll.
    • Dottor Stranamore scrive:
      Re: addio anche all'ing. elettronico
      - Scritto da: tutto gratis
      Grazie StallmanStallman ha detto di non essere interessato all'hardware "open".
  • Andreabont scrive:
    Ottimo
    Davvero una bella idea :-)
  • Max Monti scrive:
    Auto elettrica
    Auto elettriche open source? E perchè no!
    • Marco Ravich scrive:
      Re: Auto elettrica
      - Scritto da: Max Monti
      Auto elettriche open source? E perchè no!
      http://www.theoscarproject.org/
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