I negozi online? Come quelli offline

In una lettera piena di buon senso gli Amici italiani del Commercio elettronico spiegano cosa c'è da attendersi da chi vende online e quale sia un approccio sano agli acquisti via Internet


Roma – Diciamocela tutta: il commercio online e quello offline non sono poi differenti. I costi di gestione sono gli stessi: approvvigionamento, creazione e mantenimento del magazzino, stipendi, tasse, etc. Perché quindi aspettarsi sempre che sul WEB si possano fare affari straordinari? Si crede forse che ai gestori dei negozi on-line la merce venga regalata o che questi non debbano pagare stipendi e simili?

Spesso tutto il sano scetticismo che, ad esempio, ci fa storcere il naso di fronte a prodotti offerti a cifre stracciate in periodo di saldo, si dissolve come neve al sole quando l’offertona la si trova sul web. Purtroppo, questa credenza – sul web trovi tutto a meno – è stata fomentata da aziende nate nel periodo del boom del settore. Aziende disposte a svendere i loro prodotti pur di acquisire visibilità sul mercato con lo scopo non di diventare redditizie, ma di venir acquistate.

Quante ne abbiamo viste fallire di attività simili.
Chi ci ha rimesso – oltre alle centinaia di dipendenti lasciati a casa un giorno per l’altro – è di sicuro stato tutto il settore del commercio elettronico italiano.

Ora l’attesa di tutti – aziende comprese – è quella di trovare il prodotto buono a meno, a molto meno. Inutile dire che avvicinandosi al WEB in questo modo la probabilità di prendere cantonate – o sòle che dir si voglia – è piuttosto alta.

In realtà, spesso si riescono ad acquistare via Internet prodotti a prezzi decisamente interessanti – risparmiando un 15-20% – rispetto ai canali tradizionali, ma si deve tenere in considerazione il settore merceologico dei prodotti offerti.

Nell’elettronica, ad esempio, i margini di guadagno dei negozianti sono ridottissimi – dal 2% al 15%- pertanto quando ci si trova di fronte a prezzi ribassati del 40% e oltre ci si deve mettere in stato di allerta. Infatti è ovvio che un negozio non possa permettersi di offrire la propria merce ad un prezzo inferiore di quello che lui stesso paga ai suoi fornitori.

La riflessione quindi è questa: utilizziamo gli stessi parametri che adopereremmo off-line per valutare anche gli acquisti e i negozi on-line.

Prima di acquistare, vediamo di tirare bene le misure al negozio e al negoziante prestando attenzione al fatto che rispetti tutti gli obblighi di legge: pubblicazione della p. iva in homepage e dei riferimenti, presenza e chiarezza delle condizioni di vendita e, più in generale, quanto definito dalla normativa come diritto del consumatore.

Valutiamo i servizi collegati con la gestione del pagamento e dell’invio dell’ordine: la transazione avviene attraverso circuiti sicuri e riconosciuti?, posso seguire il mio pacco attraverso il tracking della spedizione?.

Sentiamo in giro che voci circolano da chi ha già acquistato e, una volta diventati clienti, raccontiamo agli altri le nostre esperienze di acquisto positive e negative che siano. Ricordiamoci sempre che in Internet il coltello è in mano ai clienti più che alle aziende.

Non facciamoci fuorviare dai messaggi pubblicitari che girano su portali e siti importanti. Infatti, chi vende pubblicità non verifica l’autenticità e la serietà dell’inserzione, ma solo se l’inserzionista sia solvibile e spesso sono vittime a loro volta delle truffe. Lo stesso si può dire dei circuiti di pagamento Carta di credito, le banche si preoccupano della correttezza formale delle aziende che li utilizzano, ma non possono verificare cosa queste facciano dopo avere ricevuto i soldi, se per esempio pagano i fornitori o spediscono la merce ai clienti. Le attività di controllo sono compito dei vari Organi Nazionali Garanti e solo di quelli.

Quindi, riepilogando:
1. Diffidiamo di fronte a prezzi troppo scontati o bassi: un rapido controllo su altri siti che offrono lo stesso prodotto può servire.
2. Accertiamoci, durante il pagamento con la carta di credito, che la transazione sia criptata (il lucchetto sulla barra degli indirizzi deve essere chiuso).
3. Non affidiamoci alla fatto che un negozio investa tanto in pubblicità per valutare la sua affidabilità: la voce di altri utenti che hanno acquistato è molto più indicativa.
4. Se non vediamo arrivare la merce e il gestore latita per più di una settimana, bloccare subito il pagamento carta di credito con la vostra banca e contattare l’Istituto che fornisce il servizio al sito, saranno lieti di ascoltarvi.
5. Una ulteriore verifica può arrivare dal controllo – attraverso Whois – dei dati dell’intestatario del dominio del negozio.

Insomma, l’imbroglio può essere sempre in agguato – sia on-line, sia off-line – ma prestando un poco d’attenzione e di buon senso magari si riesce a evitare di rimetterci i propri soldi.

Barbara Bonaventura
Armando Enzo Fiore
AICEL, Amici italiani del Commercio elettronico

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  • Guybrush scrive:
    Le rullosissime capacità audio del cellu
    lare.Siamo al colmo.A parte la strettissima banda passante del BT.A parte la rapidita' con cui si esaurisce la batteria se BT e' attivo.A parte l'inchiodamento del processore del telefonino quando deve decodificare lo stream di dati......CiAZeta2O, alla faccia del permanganato di mioduro, come si sente quella roba? Uno stream a 7KB non e' che permetta di scialare troppo con la qualita'.Se e' gratis vabbe', e' una cosa divertente. Ma a pagamento... mah.
    GT
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