I negozianti UK: il DRM ci uccide

L'associazione dei rivenditori inglesi lancia l'allarme: le tecnologie anticopia sono un vero e proprio freno alla crescita del mercato dei contenuti digitali. O si cambia o non si va da nessuna parte

Roma – Le previsioni parlano di una contrazione delle vendite nel mercato musicale? I contenuti digitali non sfondano come dovrebbero nei confronti del declinante mercato dei Compact Disc? Tutta colpa del DRM . Ne è convinta la Entertainment Retailers Association (ERA), associazione inglese che rappresenta chi commercia in musica, DVD e quant’altro in formato digitale, che lancia un appello accorato alle major perché invertano la rotta, tutte e indistintamente, sulle tecnologie anticopia e i contenuti lucchettati .

I meccanismi di protezione stanno “soffocando la crescita e lavorando contro l’interesse del consumatore”, ha dichiarato un preoccupato Kim Bayley, direttore di ERA, al Financial Times . La politica di limitare in maniera profonda l’utilizzo che gli utenti possono fare di dischi e download multimediali rimane ancora lo strumento preferito dell’industria, costantemente preoccupata di perdere il controllo sulla diffusione dei contenuti , controllo che nei fatti non esiste più da tempo.

Le tecnologie DRM sono invalidanti, incompatibili tra loro e sono totalmente inutili allo scopo , generando altresì confusione tra gli utenti , quelli che vorrebbero non doversi porre domande sulla possibilità che quanto acquistato non giri su uno dei dispositivi elettronici di casa, avverte ERA.

In tal senso, i rivenditori si dimostrano molto vicini al cliente finale e ai suoi interessi : le major, al contrario, ancora si rifiutano di cambiare in maniera decisa i loro modelli di business per adattarsi alle potenzialità e alle capacità di fruizione e condivisione delle nuove tecnologie di rete.

Per ERA non c’è un istante da perdere: l’ultimo quarto dell’anno, che tradizionalmente genera il 40% dei ricavi totali per l’industria musicale, è partito molto più lentamente del solito . Manca ancora poco alla stagione degli acquisti natalizi, e l’associazione spera che i produttori si ravvedano e cambino rotta in tempo per favorire una salutare esplosione delle vendite. D’altronde non è un mistero che la musica senza lucchetti venda di più .

Alfonso Maruccia

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