IBM regala spicchi di server Linux

Big Blue corteggia gli sviluppatori open source offrendo loro la possibilità di provare Linux sui propri server attraverso un accesso via Internet


Armonk (USA) – IBM espande il suo programma Test Drive , un’iniziativa con la quale mette a disposizione degli sviluppatori risorse condivise sui propri server Linux. Big Blue spera, con questa strategia, di incrementare il numero di sviluppatori open source che creano software per la propria linea di server.

Dopo che a maggio offrì la possibilità a quanti ne facevano richiesta di ottenere un account su di un mainframe della linea eServer zSeries, questa volta Big Blue dà accesso ad una batteria di server della linea iSeries.

Gli sviluppatori, che per accedere al servizio devono essere iscritti alla comunità di sviluppatori PartnerWorld for Developers, ottengono un account della durata di 14 giorni e 170 MB di spazio disco. Gli sviluppatori possono scegliere di utilizzare le distribuzioni di SuSE o TurboLinux e, a partire da gennaio, anche RedHat.

Una delle caratteristiche peculiari degli iSeries, conosciuti formalmente come AS/400, è quella di poter far girare in contemporanea più server Linux virtuali in partizioni separate che condividono l’hardware utilizzato dal sistema operativo nativo, l’OS/400. Un sistema iSeries può ospitare fino a 31 partizioni Linux.

IBM mette a disposizione degli sviluppatori anche una versione a pagamento del servizio che, secondo il colosso, offre maggiore flessibilità “ad un costo simbolico”.

Per iscriversi al servizio gratuito è possibile accedere qui .

Iniziative simili a TestDrive di IBM vengono offerte anche da VA Software (ex VA Linux), attraverso la sua ” compile farm ” e da Intel, attraverso i propri server di testing basati su processori Itanium.

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  • Anonimo scrive:
    IL CENSORE DI PI NON DORME MAI
    E non va mai in vacanza
  • Anonimo scrive:
    test test test test test test test test test test
    aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa
  • Anonimo scrive:
    I chip non sono tette ovvero usate il vocabolario
    entro nella querelle sui traduttori per dire semplicemente due cose:1. Non sempre il titolo di studio è sinonimo di preparazione. Non basta saper tradurre qualcosa, occorre saper tradurre "quella" cosa e quindi è necessaria anche preparazione trasversale.2. Non c'è quasi romanzo di fantascienza (compreso quello di cui si parla qui) in cui i chip non siano tette: infatti sono sempre al "silicone" piuttosto che al silicio (silicon). Basterebbe usare il dizionario o, meglio, usare l'orecchio: Tutti sanno che la silicon valley non è affatto il regno dei chirurghi plastici... :-))Buon senso, almeno quello :-)
  • Anonimo scrive:
    in difesa dei traduttori (lthe revenge)
    rispondo con un'unica mail alle persone che hanno replicato alla mia prima email.personalmente questo thread mi interessa molto;-)) ma non vorrei annoiare troppo! No Konrad, non conosco le persone che hanno tradotto questo libro e, secondo me, se provi a scrivere all'editore per segnalare gli errori che hai individuato non riceverai risposta.Quanto a Marco, ammetto di parlare come parte in causa, ma sei forse troppo severo. Io non ho ancora letto il libro e sicuramente lo farò quanto prima perché stimo moltissimo Deaver. L'errore reiterato che segnali è effettivamente molto buffo perché silicon non presuppone neppure particolari nozioni scientifiche. Il fatto che il libro risulti tradotto da due persone fa pensare che effettivamente ci siano stati problemi: salvo casi eccezionali, secondo la mia esperienza, un libro, in particolare un romanzo, non viene mai affidato a due traduttori contemporaneamente. Il secondo interviene a rimediare (di solito in fase di prime bozze...) agli errori del primo, e fa quel che può perché ha dei limiti di tempo e d'intervento ben precisi. Vengo al punto più importante del tuo msg: i traduttori dovrebbero informarsi: verissimo!!! io cerco di farlo il più possibile ogni volta, ma tieni presente una cosa: al traduttore è richiesto in un certo senso di avere una duplice cultura: nella lingua da cui traduce e nella sua: ti assicuro, nel caso di termini tecnici, storici ecc. non è affatto facile e, sempre per esperienza personale, posso citarti vari testi e dizionari che riportano definizioni "sbagliate". inoltre, tutto questo lavoro di ricerca non viene affatto retribuito!!!lo fai gratis et amore dei per scrupolo professionale, ma quel che di solito ti viene ricompensato (a carattere!) è la cartella finale, e il compenso è tutt'altro che esaltante.infine due parole al mio collega: un'esperienza simile alla tua è capitata anche a me e condivido in particolare la disistima per quelle simpatiche redattrici ventiduenni che si sentono dotate di potere di vita e di morte sul tuo lavoro! mi piacerebbe in email privata questa discussione e lo scambio di esperienze ahimé più amare che dolci per noi traduttori/traditori!a tutti grazie di avermi seguito fin qui e un augurio di serenità per il nuovo anno.paolo vettore.
  • Anonimo scrive:
    Neuromancer
    Vi vedo molto ferrati in materia.Allora ho pensato di chiedervi un parere su questo libro che sto leggendo in questi giorni (e un ritardo di qualche anno :) ) e che sembra considerato il capostipite e il capolavoro del tipo di letteratura cyber.Personalmente invece mi sembra macchinoso, lento e con una traduzione, anche in questo caso, disastrosa.Grazie. SadPetronius
    • Anonimo scrive:
      Re: [OT]Neuromancer
      - Scritto da: SadPetronius

      Vi vedo molto ferrati in materia.
      Allora ho pensato di chiedervi un parere su
      questo libro che sto leggendo in questi
      giorni Non ho letto Neuromancer. Ma di Gibso ho letto Luce Virtuale.Abbastanza deludente.
    • Anonimo scrive:
      Re: Neuromancer
      - Scritto da: SadPetronius

      Vi vedo molto ferrati in materia.
      Allora ho pensato di chiedervi un parere su
      questo libro che sto leggendo in questi
      giorni (e un ritardo di qualche anno :) ) e
      che sembra considerato il capostipite e il
      capolavoro del tipo di letteratura cyber.Si, in pratica i capostipiti riconosciuti erano "neuromante" e "la matrice spezzata", poi il movimento cyberpunk si e' definito tale con "mirrorshades"...
      Personalmente invece mi sembra macchinoso,
      lento e con una traduzione, anche in questo
      caso, disastrosa.Macchinoso si, parecchio (ma a me e' piaciuto moltissimo per quello :), lento forse un po' ma non ecessivamente... perche dici questo? perche si sofferma molto su alcune descrizioni?La traduzione... diciamo che la trovo migliore di quella degli altri due libri di Gibson ma comunque e' sempre difficile fare una traduzione "valida" che soddisfi tutti i fan :)
    • Anonimo scrive:
      Re: Neuromancer
      La traduzione è una cosa abbastanza squallida, la storia è effetivamente lenta, ma lentamente le cose vanno al loro posto, a metà libro probabilmente ti troverai perso, ma lentamente apprezzerai la genialità dell'autore, che ha tessuto moltissimi fili che lentamente si annodano x creare il tessuto finale della matrice(bella :-)è un grande libro
    • Anonimo scrive:
      Re: Neuromancer

      Allora ho pensato di chiedervi un parere su
      questo libro che sto leggendo in questiCon piacere!
      Personalmente invece mi sembra macchinoso,
      lento e con una traduzione, anche in questo
      caso, disastrosa.Al di la' della traduzione (spesso sono penose nell'edizione francese c'e' il classico errore silicon --
      silicone oltre ad altri)Personalmente penso che una certa difficolta' di lettura e una certa lentezza, anzi forse densita', siano proprie dello stile di Gibson.Non so se tu abbia letto altro di Gibsono, ma ti posso assicurare che per me e' perfettamente normale arrivare a meta' di uno dei suoi romanzi e dirmi "Che diavolo sta succedendo, chi sta facendo cosa?". In compenso un po' alla volta le situazioni si chiariscono e alla fine si capisce (quasi) tutto.Ti consiglio di cercare d'arrivare in fondo alla lettura. Magari poi continuerai a pensare che non ti piace Gibson, ma almeno potrai farlo con cognizione di causa.A me non dispiace come autore, ma preferisco comuque Sterling. --
      De gustibus etc etcil Conte
  • Anonimo scrive:
    MUD?
    Certo che limitare il concetto di MUDa un posto dove vince chi ammazza piu' gentemi sembra limitativo.. andava meglio se si paragonava al suo personaleQuake!
  • Anonimo scrive:
    1 Kikka sulla traduzione
    Ho avuto il piacere di leggere questo libro qualche mese fa e devo dire che è DAVVERO emozionante. Una GROSSA pecca, (nonchè una grossa risata) l'ho fatta quando, trovatomi davanti all'acronimo LQFM me lo vedo tradotto come LEGGI QUEL FOTTUTO MANUALE. Alchè mi è venuto in mente... non vorranno mika dire RTFM, ovvero READ THE FINE/FUCK MANUAL? Bhè, gli strafalcioni sono tanti ve lo assicuro... sto pensando di contattare Sonzogno per collaborare e dare al libro una migliore traduzione :)
  • Anonimo scrive:
    Hackers 2 ???
    ed il cinema di questi ultimi mesi ci ha fornito titoli quali Synapse, Almost Blu, Hackers 2?Mi son perso qualcosa ... E' gia' uscito H. 2 ?Chissa' che non riesca ad andarlo a vedere con la stessa gente con cui ho visto l'1 !!!
  • Anonimo scrive:
    in difesa dei traduttori
    ho molto apprezzata la segnalazione e la bella recensione di questo nuovo libro di Deaver, autore che ringrazio molto. vorrei dire due parole "a margine" sulla critica che Raoul Chiesa rivolge ai traduttori, visto che anch'io faccio parte di questa reietta categoria. anche se non so come siano andate le cose nel caso specifico, posso assicurare che il traduttore non è in genere completamente responsabile del prodotto finale: alcune scelte - per esempio la traduzione di nomi e luoghi - e modifiche sono dovute a indicazioni e interventi redazionali. cordiali saluti paolo vettore
    • Anonimo scrive:
      Re: in difesa dei traduttori
      finalmente un addetto ai lavori :-)Vorrei sapere se conosci le traduttrici, o cmq c'e' un modo per contattarle: bisognerebbe chiedere a loro se effettivamente certi vocaboli o slang non siano usciti dalla redazione.CiaoKonrad
    • Anonimo scrive:
      Re: in difesa dei traduttori
      - Scritto da: paolo vettore
      visto che anch'io faccio parte di questa
      reietta categoria. come sopra, e sono stanco di combattere con redattori/redattrici appena usciti dall'università, o forse neanche da quella...
      posso assicurare che il traduttore non è in
      genere completamente responsabile del
      prodotto finale: alcune scelte - per esempio
      la traduzione di nomi e luoghi - e modifiche
      sono dovute a indicazioni e interventi
      redazionali. purtroppo confermo in pieno, e già che ci sono... proprio in questi giorni l'avvocato mi ha detto che nulla posso fare contro uno studio editoriale che ha pubblicato fascicoli NON tradotti da me, ma sui quali alla voce "traduzione di..." c'è stampato il mio [bel] nome, non sono famoso, sono solo un traduttore qualunque :(
      cordiali saluti paolo vettoreciao
    • Anonimo scrive:
      Re: in difesa dei traduttori
      Purtroppo nel caso specifico non si tratta solamente di traduzione di nomi e luoghi. Piu' volte nel libro la parola "silicon" viene tradotta con silicone. E' una vera vergogna! Come si fa a rovinare un libro in questo modo! Tutti sanno che i computer sono fatti di silicio e non di silicone! Ed il traduttore dovrebbe essere il primo ad informarsi.
      • Anonimo scrive:
        Re: in difesa dei traduttori
        - Scritto da: Marco
        Piu' volte nel libro la parola "silicon"
        viene tradotta con silicone.Non ci credo..., anzi vorrei non crederci
        E' una vera vergogna! Come si fa a rovinare un
        libro in questo modo! e come si fa a pubblicarlo???
        Ed il traduttore dovrebbe essere il primo ad
        informarsi.non penso ci sia neanche bisogno di informarsi, sappi però che non tutti quelli che traducono sono "traduttori", finchè non si decidono a fare un Albo Professionale questo è quanto.Buona grazia di chi li fa lavorare/tradurre.Buon Natale a tutti. :(
        • Anonimo scrive:
          Re: in difesa dei traduttori
          - Scritto da: vibrbyte
          non penso ci sia neanche bisogno di
          informarsi, sappi però che non tutti quelli
          che traducono sono "traduttori", finchè non
          si decidono a fare un Albo Professionale
          questo è quanto.Uffa. Sempre con questa storia degli albi. Allora ritorniamo alle corporazioni di nostalgica memoria ;-PPiuttosto sarebbe sufficiente OBBLIGARE le imprese ad assumere solo chi ha acquisito un titolo di studio IDONEO. Nel campo delle traduzioni questi non mancano, per quanto si possa parlare male dell'università italiana.
          • Anonimo scrive:
            Re: in difesa dei traduttori
            - Scritto da: massimo


            Uffa. Sempre con questa storia degli albi.
            Allora ritorniamo alle corporazioni di
            nostalgica memoria ;-P???

            Piuttosto sarebbe sufficiente OBBLIGARE le
            imprese ad assumere solo chi ha acquisito un
            titolo di studio IDONEO. E stai fresco allora
            Nel campo delle
            traduzioni questi non mancano, per quanto si
            possa parlare male dell'università italiana.Infatti un buon traduttore non esce dall'Università, c'è una scuola apposita, un esame dell'ultimo anno della facoltà di lingue straniere non vale neanche a un esame di ammissione alla scuola interpreti e traduttori, quella vera, visto che ormai sono spuntate come i funghi Ciao.
          • Anonimo scrive:
            Re: in difesa dei traduttori


            Nel campo delle

            traduzioni questi non mancano, per quanto
            si

            possa parlare male dell'università
            italiana.
            Infatti un buon traduttore non esce
            dall'Università, c'è una scuola apposita, un
            esame dell'ultimo anno della facoltà di
            lingue straniere non vale neanche a un esame
            di ammissione alla scuola interpreti e
            traduttori, quella vera, visto che ormai
            sono spuntate come i funghi
            Ciao.Non mi riferivo ovviamente alla semplice laurea in lingue, ma ai corsi di laurea per interpreti e traduttori.
  • Anonimo scrive:
    UNDERGROUND: hacking, madness and obsession
    Lo consiglio ogni volta che si parla di libri nel settore.UNDERGROUND:Tales of hacking, madness and obsession on the electronic frontier.Di Suelette Dreyfus.Non si può non averlo letto!E' il miglior libro di tutti i tempi.Le storie (VERE) di Par, Galdalf e compagni mi hanno rapito per 3 giorni."Zardoz, we need Zardoz!"Trovate tutto al sito:http://www.underground-book.com/Il tutto è FREE-Copyright, quindi potete scarticarvelo subito ed iniziare a leggere.Io dopo averlo letto sul PALM me lo sono comprato su AMAZON. Non poteva mancare sulla mia libreria.Ricordatevi di ME quando penserete al grantempo che avete avuto leggendo questo libro.Io sono 100%--iscritto ad ARCHIBALD:http://www.geocities.com/archibaldti/gruppo di discussioneper la diffusionedelle tecnologie dell'informazione--
    • Anonimo scrive:
      Re: UNDERGROUND: hacking, madness and obsession
      Underground e' il libro *+ bello* mai scritto sull'hacking, assolutamente.Con Antonella Beccaria (shalom@linux.it) siamo partiti con il progetto di traduzione completa del romanzo.Ci vorra' un po'...ma posteremo.Saluti,Raoul- Scritto da: 100%
      Lo consiglio ogni volta che si parla di
      libri nel settore.

      UNDERGROUND:Tales of hacking, madness and
      obsession on the electronic frontier.
      Di Suelette Dreyfus.

      Non si può non averlo letto!
      E' il miglior libro di tutti i tempi.
      Le storie (VERE) di Par, Galdalf e compagni
      mi hanno rapito per 3 giorni.
      "Zardoz, we need Zardoz!"

      Trovate tutto al sito:
      http://www.underground-book.com/

      Il tutto è FREE-Copyright, quindi potete
      scarticarvelo subito ed iniziare a leggere.
      Io dopo averlo letto sul PALM me lo sono
      comprato su AMAZON. Non poteva mancare sulla
      mia libreria.

      Ricordatevi di ME quando penserete al
      grantempo che avete avuto leggendo questo
      libro.

      Io sono 100%
      --
      iscritto ad ARCHIBALD:
      http://www.geocities.com/archibaldti/
      gruppo di discussione
      per la diffusione
      delle tecnologie dell'informazione
      --
  • Anonimo scrive:
    Wyatt Gillette
    E' il giusto nome del protagonista
  • Anonimo scrive:
    Confermo
    Per quanto in alcune parti molto romanzato e con alcune soluzioni che si potevano francamente evitare il libro è molto bello, si legge piacevolmente ed appassiona anche chi parte scettico in quanto, facendo parte della comunità informatica, ha spesso assistito a rappresentazioni quantomeno ardite. Leggetelo.
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