IcedRobot, fork di Android contro Oracle

Un piccolo gruppo di sviluppatori annuncia di aver dato vita all'ennesimo "fork" del mondo open source: IcedRobot è pensato per mettere Android al sicuro dalle pretese legali di Oracle e per renderlo compatibile con sistemi desktop x86

Roma – C’è un’ombra che incombe minacciosa sul mondo dei sistemi operativi mobile, ed è la battaglia legale scatenata da Oracle nei confronti di Google per la presenza di codice protetto da copyright all’interno di Android. Le conseguenze della nuova contesa tra colossi dell’IT potrebbero essere significative, e per mettere il giovane OS mobile al riparo un gruppo di sviluppatori si è industriato producendo la fork IcedRobot .

Annunciato al FOSDEM 2011 da David Fu e Mario Torre, IcedRobot è un nome-ombrello che in realtà comprende due progetti diversi: GNUDroid (IcedRobot Micro Edition) mira a creare un’implementazione di Android basata su OpenJDK (implementazione open source delle specifiche di Java); GNUBishop (IcedRobot Standard Edition) vuole estendere le funzionalità di Android a quelle tipiche dei sistemi desktop.

L’obiettivo primario di IcedRobot è naturalmente quello di “estirpare” la virtual machine Dalvik – il motivo del contendere tra Oracle e Google – e sostituirla con una nuova VM basata su OpenJDK, mentre quello secondario prevede la possibilità di far girare l’OS creato da Google su qualsiasi versione del kernel Linux e non solo su quella customizzata da Mountain View per il suo assalto al mercato dei MID.

Creato a partire dalla base di codice di Android 2.3, IcedRobot ha infatti molte più probabilità di venire adottato dagli enthusiast dei PC (x86) propriamente detti piuttosto che dai grandi produttori di smartphone e tablet. Gli autori dell’annuncio al FOSDEM 2011 non sembrano essere particolarmente organizzati dal punto di vista delle comunicazioni al pubblico, nondimeno dimostrano coraggio fissando obiettivi ambiziosi che potrebbero avere ricadute positive anche per Google.

Alfonso Maruccia

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  • poiuy scrive:
    Creative Commons
    Sarebbe stata una novità se avessero usato Creative Commons come licenza.Rispondo subito a chi ritiene che con Creative Commons non avrebbero fatto soldi. Creative Commons diverso da gratuito.L'unica cosa che cambierebbe è che non potrebbero legalmente impedire la condivisione tra utenti privati. Cosa che avverrà comunque.Il bello però è che la SIAE e affini non avrebbero preso una lira (o un euro, se preferiamo).
  • Ale Baronio scrive:
    ma la musica?
    Tutti a parlare della distribuzione, nessuno che parli della musica dei Radiohead, che è il vero evento. Che tristezza.
    • krane scrive:
      Re: ma la musica?
      - Scritto da: Ale Baronio
      Tutti a parlare della distribuzione, nessuno che
      parli della musica dei Radiohead, che è il vero
      evento. Che tristezza.Bhe, siamo mica su punto musica...
      • kikko scrive:
        Re: ma la musica?
        - Scritto da: krane
        - Scritto da: Ale Baronio

        Tutti a parlare della distribuzione, nessuno che

        parli della musica dei Radiohead, che è il vero

        evento. Che tristezza.

        Bhe, siamo mica su punto musica...Gimme 5!
        • krane scrive:
          Re: ma la musica?
          - Scritto da: kikko
          - Scritto da: krane

          - Scritto da: Ale Baronio


          Tutti a parlare della distribuzione, nessuno
          che


          parli della musica dei Radiohead, che è il
          vero


          evento. Che tristezza.



          Bhe, siamo mica su punto musica...

          Gimme 5!5!
          • kikko scrive:
            Re: ma la musica?
            - Scritto da: krane
            - Scritto da: kikko

            - Scritto da: krane


            - Scritto da: Ale Baronio



            Tutti a parlare della distribuzione, nessuno

            che



            parli della musica dei Radiohead, che è il

            vero



            evento. Che tristezza.





            Bhe, siamo mica su punto musica...



            Gimme 5!

            5!Yeah!
          • il solito bene informato scrive:
            Re: ma la musica?
            - Scritto da: kikko
            - Scritto da: krane

            - Scritto da: kikko


            - Scritto da: krane



            - Scritto da: Ale Baronio




            Tutti a parlare della distribuzione,
            nessuno


            che




            parli della musica dei Radiohead, che è il


            vero




            evento. Che tristezza.







            Bhe, siamo mica su punto musica...





            Gimme 5!



            5!

            'ORRAE *fixed :-P*("all right")
          • kikko scrive:
            Re: ma la musica?
            - Scritto da: il solito bene informato
            - Scritto da: kikko

            - Scritto da: krane


            - Scritto da: kikko



            - Scritto da: krane




            - Scritto da: Ale Baronio





            Tutti a parlare della distribuzione,

            nessuno



            che





            parli della musica dei Radiohead, che è
            il



            vero





            evento. Che tristezza.









            Bhe, siamo mica su punto musica...







            Gimme 5!





            5!



            'ORRAE *

            fixed :-P

            *("all right")Grazie! ;)
    • kikko scrive:
      Re: ma la musica?
      - Scritto da: Ale Baronio
      Tutti a parlare della distribuzione, nessuno che
      parli della musica dei Radiohead, che è il vero
      evento. Che
      tristezza.(idea) Forse perchè siamo sua Punto Informatico e non su Punto Musicale? (idea)
    • pippO scrive:
      Re: ma la musica?
      - Scritto da: Ale Baronio
      Tutti a parlare della distribuzione, nessuno che
      parli della musica dei Radiohead, che è il vero
      evento. Che
      tristezza.P.S. sei su: "punto informatico", non rolling stones ;)
    • gerry scrive:
      Re: ma la musica?
      - Scritto da: Ale Baronio
      Tutti a parlare della distribuzione, nessuno che
      parli della musica dei Radiohead, che è il vero
      evento. Che
      tristezza.Magari di quella ne parleremo quando potremo sentirla :D
  • il solito bene informato scrive:
    fallimento... dipende
    Può essere un fallimento per una band come i Radiohead, abituati a grossi incassi e visibilità mondiale, ma penso che un qualunque artista emergente metterebbe la firma per ricevere 4 pounds "puliti" per ogni disco venduto (che penso equivalga al 400.000% di quanto incassa un emergente dalla casa discografica :-D).il cosiddetto "fallimento" è comunque un indice, anche se in minima parte, della mentalità da casa discografica: 100 persone hanno scaricato, meno di 50 di queste hanno pagato (non conosco le cifre) = fallimento. Ma una persona può avere diversi motivi per scaricare e non pagare un disco, tra cui scaricarlo per curiosità, ascoltare 30 secondi di ogni canzone e archiviarlo in un angolo buio dell'hard disk. Questo sistema diventa comunque un indice anche della qualità dei tuoi fans, oltre che della tua musica.Io credo che questo sia l'unico sistema onesto per ricavare soldi dall'arte: donationware. Ormai siamo talmente intossicati dall'idea che ci è stata inculcata che la musica sia un semplice prodotto al punto che ben pochi "consumatori" sono in grado di dare un valore all'arte; questo ha portato, secondo me, al p2p selvaggio e anche al sucXXXXX di musica assolutamente idiota e priva di senso, che si diffonde a macchia d'olio tra le menti dei milioni di ascoltatori "ipod shuffle" che sanno apprezzare solo la hit del momento.
    • pippO scrive:
      Re: fallimento... dipende
      - Scritto da: il solito bene informato
      Io credo che questo sia l'unico sistema onesto
      per ricavare soldi dall'arte: donationware.Già mi immagino la prossima cappella sistina costruita con donazioni :D
      • il solito bene informato scrive:
        Re: fallimento... dipende
        - Scritto da: pippO
        - Scritto da: il solito bene informato

        Io credo che questo sia l'unico sistema onesto

        per ricavare soldi dall'arte: donationware.
        Già mi immagino la prossima cappella sistina
        costruita con donazioni
        :Dinfatti quella non la considero "arte". E' un'opera fatta su commissione.Arte è ciò che ci mette l'autore, il suo modo di comunicare... e non è necessaria la volta di una cappella per esprimerlo.(nota: l'autore non è responsabile per le sue opinioni radicali):-P
        • pippO scrive:
          Re: fallimento... dipende
          - Scritto da: il solito bene informato
          - Scritto da: pippO

          - Scritto da: il solito bene informato


          Io credo che questo sia l'unico sistema onesto


          per ricavare soldi dall'arte: donationware.

          Già mi immagino la prossima cappella sistina

          costruita con donazioni

          :D

          infatti quella non la considero "arte". E'
          un'opera fatta su
          commissione.
          Arte è ciò che ci mette l'autore, il suo modo di
          comunicare... e non è necessaria la volta di una
          cappella per
          esprimerlo.Welcome to the pleasure dome ;)
      • uno qualsiasi scrive:
        Re: fallimento... dipende

        Già mi immagino la prossima cappella sistina
        costruita con donazioni
        :DE allora la finanzierai tutta tu, se la vuoi.
    • MeX scrive:
      Re: fallimento... dipende
      - Scritto da: il solito bene informato
      Può essere un fallimento per una band come i
      Radiohead, abituati a grossi incassi e visibilità
      mondiale, ma penso che un qualunque artista
      emergente metterebbe la firma per ricevere 4
      pounds "puliti" per ogni disco venduto (che penso
      equivalga al 400.000% di quanto incassa un
      emergente dalla casa discografica
      :-D).un emergente però non lo conosce nessuno per definizione, quindi se mette il suo disco per 5£ sul suo sito non se ne accorge nessuno.Per questo esiste iTunes, Amazon, Beatport...
      • Steve Robinson Hakkabee scrive:
        Re: fallimento... dipende
        - Scritto da: MeX
        - Scritto da: il solito bene informato

        Può essere un fallimento per una band come i

        Radiohead, abituati a grossi incassi e
        visibilità

        mondiale, ma penso che un qualunque artista

        emergente metterebbe la firma per ricevere 4

        pounds "puliti" per ogni disco venduto (che
        penso

        equivalga al 400.000% di quanto incassa un

        emergente dalla casa discografica

        :-D).

        un emergente però non lo conosce nessuno per
        definizione, quindi se mette il suo disco per 5£
        sul suo sito non se ne accorge
        nessuno.

        Per questo esiste iTunes, Amazon, Beatport... per questo esistono i concerti, le riviste-siti specializzati, le radio tematiche...quanto siete babbi e ottusi voi macachi...
      • il solito bene informato scrive:
        Re: fallimento... dipende
        - Scritto da: MeX
        - Scritto da: il solito bene informato

        Può essere un fallimento per una band come i

        Radiohead, abituati a grossi incassi e
        visibilità

        mondiale, ma penso che un qualunque artista

        emergente metterebbe la firma per ricevere 4

        pounds "puliti" per ogni disco venduto (che
        penso

        equivalga al 400.000% di quanto incassa un

        emergente dalla casa discografica

        :-D).

        un emergente però non lo conosce nessuno per
        definizione, quindi se mette il suo disco per 5£
        sul suo sito non se ne accorge
        nessuno.

        Per questo esiste iTunes, Amazon, Beatport...un artista emergente può autopromuoversi facilmente: ci vuole un'idea originale e, anche con pochi mezzi, si può diventare "viral". Youtube ad esempio è un'ottima piattaforma di autopromozione.Ci vuole creatività, spirito d'iniziativa e conoscenza di certi meccanismi.
        • pippO scrive:
          Re: fallimento... dipende
          - Scritto da: il solito bene informato
          - Scritto da: MeX

          un emergente però non lo conosce nessuno per

          definizione, quindi se mette il suo disco per 5£

          sul suo sito non se ne accorge

          nessuno.



          Per questo esiste iTunes, Amazon, Beatport...

          un artista emergente può autopromuoversi
          facilmente: ci vuole un'idea originale e, anche
          con pochi mezzi, si può diventare "viral".
          Youtube ad esempio è un'ottima piattaforma di
          autopromozione.
          Ci vuole creatività, spirito d'iniziativa e
          conoscenza di certi
          meccanismi.Saper suonare non guasterebbe... :D
          • il solito bene informato scrive:
            Re: fallimento... dipende
            - Scritto da: pippO
            - Scritto da: il solito bene informato

            - Scritto da: MeX


            un emergente però non lo conosce nessuno per


            definizione, quindi se mette il suo disco per



            sul suo sito non se ne accorge


            nessuno.





            Per questo esiste iTunes, Amazon, Beatport...



            un artista emergente può autopromuoversi

            facilmente: ci vuole un'idea originale e, anche

            con pochi mezzi, si può diventare "viral".

            Youtube ad esempio è un'ottima piattaforma di

            autopromozione.

            Ci vuole creatività, spirito d'iniziativa e

            conoscenza di certi

            meccanismi.
            Saper suonare non guasterebbe... :Dil grande pubblico non è pronto alla gente "troppo brava".C'é l'esempio di Elio e Le Storie Tese: se non avessero saputo essere ironici e prendersi in giro in ogni occasione, sarebbero relegati ad una nicchia :-)Oppure, caso opposto, i Dream Theater per i metallari...
        • MeX scrive:
          Re: fallimento... dipende
          può anche mettersi una scopa in XXXX e ramazzare lo studio dopo le prove
    • ruppolo scrive:
      Re: fallimento... dipende
      - Scritto da: il solito bene informato
      Ormai
      siamo talmente intossicati dall'idea che ci è
      stata inculcata che la musica sia un semplice
      prodotto al punto che ben pochi "consumatori"
      sono in grado di dare un valore all'arte; questo
      ha portato, secondo me, al p2p selvaggioOppure il contrario: il p2p selvaggio ha tolto il senso del valore.
      • il solito bene informato scrive:
        Re: fallimento... dipende
        - Scritto da: ruppolo
        - Scritto da: il solito bene informato

        Ormai

        siamo talmente intossicati dall'idea che ci è

        stata inculcata che la musica sia un semplice

        prodotto al punto che ben pochi "consumatori"

        sono in grado di dare un valore all'arte; questo

        ha portato, secondo me, al p2p selvaggio

        Oppure il contrario: il p2p selvaggio ha tolto il
        senso del
        valore.perché?
      • uno qualsiasi scrive:
        Re: fallimento... dipende
        - Scritto da: ruppolo
        - Scritto da: il solito bene informato

        Ormai

        siamo talmente intossicati dall'idea che ci è

        stata inculcata che la musica sia un semplice

        prodotto al punto che ben pochi "consumatori"

        sono in grado di dare un valore all'arte; questo

        ha portato, secondo me, al p2p selvaggio

        Oppure il contrario: il p2p selvaggio ha tolto il
        senso del
        valore.Più precisamente: la commercializzazione ha trasformato la musica da arte a bene di consumo.Il p2p ha tolto il valore economico a tale bene, che quindi non può più essere un bene di consumo. Grazie al p2p la musica tornerà ad essere arte.La commercializzazione ha portato ad una aberrazione: hanno spinto l'idea che un appassionato di musica è una persona che possiede tanta musica: in questo modo, spingevano le persone a comprare tanti dischi (ovviamente, alle majors ciò conveniva, e perciò hanno promosso questa visione).Ma ora, il p2p ha capovolto la situazione: se vuoi avere veramente tanta musica, non puoi comprarla tutta, devi scaricarla: ha più musica chi scarica, rispetto a chi la compra; chi è il più "appassionato di musica"?Perciò, si tornerà alla situazione corretta: un appassionato di musica... è una persona che sa suonare qualche strumento, e lo fa per passione. Il concetto stesso di "vendere" la musica sparirà gradualmente... così come sta già sparendo gradualmente per altri beni (ad esempio, le foto: vendere una foto ha sempre meno senso, e chi vuole guadagnarsi da vivere con le foto lo fa lavorando su commissione)
      • informo scrive:
        Re: fallimento... dipende

        Oppure il contrario: il p2p selvaggio ha tolto il senso del valore.In Rainbows ha fatto guadagnare 4 a copia ai RH, 4 volte quanto guadagnato sul mercato ordinario. Eppure chiunque poteva scaricarlo GRATIS.Poi hanno deciso di vendere il CD: anche lì hanno venduto milioni di copie; eppure c'era la possibilità di averlo gratis!Come vedi tute le fesserie che propini sulla pirateria sono smentite dai FATTI.
  • MeX scrive:
    mah...
    non vedo la novità... sono 2 di sconto rispetto a comprarlo su iTunes o su Amazon... dove sta la novità?
    • Valeren scrive:
      Re: mah...
      2 euro in meno non sono pochi, su 8 sono il 25% di sconto.E non va nulla in tasca ad intermediari: a me sembra che la differenza sia enorme.
      • MeX scrive:
        Re: mah...
        i soldi vanno in tasca a chi vende l'hosting ai Ragiohead e ai circuiti di carta di credito ;)
        • Steve Robinson Hakkabee scrive:
          Re: mah...
          che cazz4ta... alle carte massimo va il 4%, per il sito paghi il lavoro una volta e finita lì (più il ocsto del dominio ma è ridicolo... 200 ad anno).. il resto è tutto tuo...
          • syntaris scrive:
            Re: mah...
            Il 4%??? ma siete sicuri?ma la Visa il 4% non riesce a chiederlo neanche alla jeanseria sotto casa quando attivano il pos, figurati ai radiohead.e comunque sono affari loro (dei radiohead), in tutti i sensi.resta il fatto che gli utenti danno il 100% a loro lo 0% ai itunes, amazon &co.
          • Steve Robinson Hakkabee scrive:
            Re: mah...
            sì correggo, il 4% è il massimo, solitamente è il 2.5%
          • MeX scrive:
            Re: mah...
            il 4% per transazioni online, almeno quando me ne occupavo io...In più devi pagare il payment gateway (tipo gestpay di banca sella) non è che hai a che fare con Visa direttamente.
    • Aldo Naso scrive:
      Re: mah...
      la risposta sta nella tua frase
    • informo scrive:
      Re: mah...

      non vedo la novità... sono 2 di sconto rispetto
      a comprarlo su iTunes o su Amazon... dove sta la novità?a) sono due euro in meno rispetto ad iTunes o Amazonb) non devono dare il 30% ad Apple o Amazonc) sono 3 euro in più rispetto ad In Rainbowsd) è esattamente quello che chiedevano gli utenti: se ti vai a leggere le critiche contenute nell'altro articolo molti chiedevano che fossero disponibili più formati a prezzi differenti.e) è uscito un nuovo album dei RadioheadTi serve qualcos'altro?
      • syntaris scrive:
        Re: mah...
        esatto!
      • MeX scrive:
        Re: mah...

        a) sono due euro in meno rispetto ad iTunes o
        Amazonsi ok, però mia mamma non riuscirà a comprarlo e importarlo in iTunes dal loro sito, è più complicato
        b) non devono dare il 30% ad Apple o Amazondanno almeno il 4% a Visa, più hanno le spese di hosting e di banda
        c) sono 3 euro in più rispetto ad In Rainbowsbeh questa al massimo è una cosa negativa
        d) è esattamente quello che chiedevano gli
        utenti: se ti vai a leggere le critiche contenute
        nell'altro articolo molti chiedevano che fossero
        disponibili più formati a prezzi
        differenti.ottimo... per qui fans... ma parlo a livello di "mercato" non vedo questa grossa novità, siamo nel 2011 mica nel '92
        e) è uscito un nuovo album dei Radiohead
        Ti serve qualcos'altro?si parla di rivoluzione nella distribuzione... mica della discografia dei Radiohead
        • gerry scrive:
          Re: mah...
          C'è anche il marketing, vendendolo da loro sito promuovono meglio anche le altre offerte.Io per esempio sto facendo un pensierino alla versione coi vinili, se lo vendi su iTunes non puoi fare da volano per le versioni deluxe, e visto il tipo di band credo ci possano puntare a buon diritto.
        • ha fatto la battuta scrive:
          Re: mah...

          si ok, però mia mamma non riuscirà a comprarlo e
          importarlo in iTunes dal loro sito, è più
          complicatoahahahah
        • informo scrive:
          Re: mah...

          si ok, però mia mamma non riuscirà a comprarlo e
          importarlo in iTunes dal loro sito, è più complicatoTua madre ha dei seri problemi se non riesce a importare dei file mp3: ma leggendo ciò che scrive il figlio non ho motivo di dubitarne
          danno almeno il 4% a Visa,Che, notoriamente, è più del 30%
          più hanno le spese di hosting e di bandaChe spese!

          c) sono 3 euro in più rispetto ad In Rainbows
          beh questa al massimo è una cosa negativaTu hai chiesto quale fosse la novità, ricordi?
          ottimo... per qui fans... ma parlo a livello di
          "mercato" non vedo questa grossa novità, siamo
          nel 2011 mica nel '92E nel 2011 quanti musicisti si autoproducono gli album e li mettono in vendita on line direttamente?

          e) è uscito un nuovo album dei Radiohead

          Ti serve qualcos'altro?

          si parla di rivoluzione nella distribuzione...
          mica della discografia dei RadioheadLa tua domanda era: "qual è la novità?" Un album dei Radiohead fa sempre la storia della musica.
  • gerry scrive:
    Non mi sembra una sconfitta
    Mi sembra piuttosto un venire a patti con l'utenza.
    • pippO scrive:
      Re: Non mi sembra una sconfitta
      - Scritto da: gerry
      Mi sembra piuttosto un venire a patti con
      l'utenza.Quella del p2p?
      • krane scrive:
        Re: Non mi sembra una sconfitta
        - Scritto da: pippO
        - Scritto da: gerry

        Mi sembra piuttosto un venire a patti con

        l'utenza.
        Quella del p2p?Tutta: chi la vuole in un formato e chi nell'altro, chi solido e chi in bit. Tanto chi lo vuole aggratisse sa dove trovarlo.
        • pippO scrive:
          Re: Non mi sembra una sconfitta
          - Scritto da: krane
          - Scritto da: pippO

          - Scritto da: gerry


          Mi sembra piuttosto un venire a patti con


          l'utenza.

          Quella del p2p?

          Tutta: chi la vuole in un formato e chi
          nell'altro, chi solido e chi in bit. Tanto chi lo
          vuole aggratisse sa dove
          trovarlo.Pure chi vuole pagarlo sa dove trovarlo, quindi?
          • krane scrive:
            Re: Non mi sembra una sconfitta
            - Scritto da: pippO
            - Scritto da: krane

            - Scritto da: pippO


            - Scritto da: gerry



            Mi sembra piuttosto un venire a patti con



            l'utenza.


            Quella del p2p?

            Tutta: chi la vuole in un formato e chi

            nell'altro, chi solido e chi in bit. Tanto

            chi lo vuole aggratisse sa dove trovarlo.
            Pure chi vuole pagarlo sa dove trovarlo, quindi?Infatti, che problema c'e' ?Sono tutti contenti, anche i Radiohead...
          • uno qualsiasi scrive:
            Re: Non mi sembra una sconfitta

            Pure chi vuole pagarlo sa dove trovarlo, quindi?E allora paga pure.
          • pippO scrive:
            Re: Non mi sembra una sconfitta
            - Scritto da: uno qualsiasi

            Pure chi vuole pagarlo sa dove trovarlo, quindi?

            E allora paga pure.Certo, io pago sempre gli artisti che mi piacciono!
    • Valeren scrive:
      Re: Non mi sembra una sconfitta
      Ottimi patti: media di 4 sterline nel 2007, 6 nel 2011Sicuramente un incremento superiore all'inflazione ma un prezzo di tutto rispetto.
  • rainbows scrive:
    rainbows
    Non avra' avuto sucXXXXX la retribuzione volontaria forse perche' il disco non era un gran che ?
    • facuz scrive:
      Re: rainbows
      il disco a mio parere era ottimo, io l'ho pagato 10 se non ricordo male.Comunque i fans e quelli a cui è piaciuto hanno sborsato ben più di 4 sterline, ma essendo una media bisogna tener presente tutti quelli che hanno scaricato l'album per pura curiosità e non hanno pagato nulla...Da aggiungere anche che molti hanno poi comprato la versione "fisica" con vinile,extra,booklet eccetera.Mi fiondo subito a vedere:non vedo l'ora di ascoltare i nuovi... e pagarli finalmente contento di farlo!
    • deactive scrive:
      Re: rainbows
      anche per me il disco e' stata una sorpresa. Bello, intenso, forse un po' breve ... ma 15 eurini se le sono proprio meritati. ( 15 a cui aggiungo i 30 e passa per il live a cui ho assistito)
      • facuz scrive:
        Re: rainbows
        quoto in toto.E per il concerto ho speso molto più di 30eurini...direi il doppio, ma si sono meritati ogni centesimo. Soldi veramente ben spesi.Anzi,comincio già a risparmiare per il prossimo :)
    • Ciobix scrive:
      Re: rainbows
      Beh si, sei solito ascoltare lady gaga potrebbe non esserti piaciuto..
      • il solito bene informato scrive:
        Re: rainbows
        - Scritto da: Ciobix
        Beh si, sei solito ascoltare lady gaga potrebbe
        non esserti
        piaciuto..Non sottovaluterei tanto Lady Gaga: secondo me vale molto di più delle canzoni commerciali che propone :-)
      • Rainbows scrive:
        Re: rainbows
        Ma che ca77o ne sai di cosa ascolto ?Cosa imbelli a vanvera?
    • gerry scrive:
      Re: rainbows
      - Scritto da: rainbows
      Non avra' avuto sucXXXXX la retribuzione
      volontaria forse perche' il disco non era un gran
      che
      ?Oddio, non è ai livelli di Ok computer ma come album è più che buono
  • Sborone di Rubikiana memoria scrive:
    Lo compro.
    Se è bello quanto In Rainbows, glieli do volentieri 'sti 7/rotti euro. (geek)
  • uhm scrive:
    Vecchi metodi?
    Offerta globale in tutte le salse, la trovo intelligente.
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