Il cinema digitale cresce

Nonostante la pirateria i produttori stanno cercando di sperimentare nuove vie distributive: e i consumatori sembrano apprezzare. Anche la musica non se la cava male

Roma – Secondo i dati raccolti da Digital Entertainment Group , nel corso del 2013 l’acquisto di film digitali è cresciuto del 47 per cento , arrivando ad un valore complessivo di 1,19 miliardi di dollari.

Questi numeri fanno riferimento agli introiti di Hollywood relativamente agli Stati Uniti e bastano a mala pena a coprire il parallelo declino delle vendite di film su supporti fisici, di cui vale ora tra il 10 e il 15 per cento: in totale il settore dell’ home entertainment è rimasto stabile (con una variazione di appena l’un per cento) su un valore complessivo pari a 18,2 miliardi di dollari .

A spingere il digitale è anche la nuova offerta legata al Digital HD , un esempio di come gli aventi diritto stanno provando a sfruttare le possibilità offerte dalle nuove tecnologie e dai nuovi canali distributivi. Con il Digital HD, in particolare, si apre una nuova finestra commerciale tra il passaggio cinematografico e quello dell’home video , dal momento che il nuovo titolo si rende disponibile per l’acquisto su negozi digitali come iTunes e Amazon da una a quattro settimane prima del relativo lancio in DVD in affitto online: a percorre per la prima volta questa strada la Sony, che nel 2011 ha messo in vendita online Bad Teacher prima della relativa uscita in DVD, e poi l’approccio “Digital HD” è stato ampiamente adottato da Fox nel 2013.

Agli Studios, a quanto pare, è dunque bastato predisporre un nuovo tipo di offerta per fermare l’emorragia di introiti che riteneva soprattutto colpa dalla pirateria. D’altronde, a sorpresa, anche il mercato della musica digitale non è del tutto in perdita: così, mentre la vendita delle singole tracce è in calo di 5,7 punti percentuali, le vendite online di album interi sono salite dell’8,4 per cento rispetto all’anno precedente .

A sorpresa per la musica, anche i vinili hanno registrato numeri positivi, con un ritorno alla crescita che ha fatto segnare al mercato un più 32 per cento, contro un declino del 14,5 delle vendite dei CD.

Claudio Tamburrino

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  • krane scrive:
    Re: vabbè, software libero
    - Scritto da: ...
    I costi non sono solo quelli delle licenze e
    della formazione. I costi di sviuppo dove
    sono?
    Il problema è che il software libero spesso non è
    fatto con l'ottica della integrazione dei
    Sistemi.I sistemi linux si integrano benissimo nelle grandi reti unix, e' microsoft al contrario che non si integra con nessuno.
    • ... scrive:
      Re: vabbè, software libero

      Cose per cui microsoft e' sempre stata agli
      ultimi posti, peccato che abbia ottimi
      commerciali pronti a convincere del contrario,
      tanto che gli utonti inventano strane espressioni
      tipo "Ma no voglio dire sistemi, ma sistemi piu'
      in generale", quando invece dovrebbero parlare di
      sistemi
      Microsoft.Quello che ha scritto "I sistemi linux si integrano benissimo nelle grandi reti unix" sei tu, non io... ok, si integreranno alla perfezione, ma non era il livello di integrazione di cui parlavo io. Dammi un client di posta, un sistema di autenticazione di dominio, un DBMS, una suite per l'ufficio, tutti con delle api da poter utilizzare in altri programmi, o con la possibilità di poter estendere le proprie funzioni scrivendo delle funzionalità aggiuntive. Ah, dimenticavo, il tutto sempre con lo stesso linguaggio.Comunque concludo qui questa discussione. Resta della tua idea, la rispetto, senza scendere agli insulti come te.
      • BarbaTruth scrive:
        Re: vabbè, software libero
        - Scritto da: ...

        Cose per cui microsoft e' sempre stata agli

        ultimi posti, peccato che abbia ottimi

        commerciali pronti a convincere del
        contrario,

        tanto che gli utonti inventano strane
        espressioni

        tipo "Ma no voglio dire sistemi, ma sistemi
        piu'

        in generale", quando invece dovrebbero
        parlare
        di

        sistemi

        Microsoft.

        Quello che ha scritto "I sistemi linux si
        integrano benissimo nelle grandi reti unix" sei
        tu, non io... ok, si integreranno alla
        perfezione, ma non era il livello di integrazione
        di cui parlavo io.

        Dammi un client di posta, un sistema di
        autenticazione di dominio, un DBMS, una suite per
        l'ufficio, tutti con delle api da poter
        utilizzare in altri programmi, o con la
        possibilità di poter estendere le proprie
        funzioni scrivendo delle funzionalità aggiuntive.
        Ah, dimenticavo, il tutto sempre con lo stesso
        linguaggio.Ma lo chiedi perché non ti funziona Google o... perchè?
      • panda rossa scrive:
        Re: vabbè, software libero
        - Scritto da: ...

        Cose per cui microsoft e' sempre stata agli

        ultimi posti, peccato che abbia ottimi

        commerciali pronti a convincere del
        contrario,

        tanto che gli utonti inventano strane
        espressioni

        tipo "Ma no voglio dire sistemi, ma sistemi
        piu'

        in generale", quando invece dovrebbero
        parlare
        di

        sistemi

        Microsoft.

        Quello che ha scritto "I sistemi linux si
        integrano benissimo nelle grandi reti unix" sei
        tu, non io... Se per questo lo dico anche io, e lo dice qualunque sistemista di questo pianeta.
        ok, si integreranno alla
        perfezione, ma non era il livello di integrazione
        di cui parlavo io.Di che cosa parlavi tu?Di integrarsi con un sistema proprietario, forse?
        Dammi un client di posta, Un client di posta e' una applicazione che si avvale di uno standard.
        un sistema di
        autenticazione di dominio, L'autenticazione di dominio e' un concetto proprietario.Se ne puo' fare a meno.
        un DBMS, Tutti quelli che vuoi. mySQL per esempio.
        una suite per l'ufficio,LibreOffice
        tutti con delle api da poter
        utilizzare in altri programmi, o con la
        possibilità di poter estendere le proprie
        funzioni scrivendo delle funzionalità aggiuntive.
        Ah, dimenticavo, il tutto sempre con lo stesso
        linguaggio.java!
        Comunque concludo qui questa discussione.Meglio.
        Resta
        della tua idea, la rispetto, senza scendere agli
        insulti come te.Povero markettaro M$ offeso...Che cosa credevi, di venire in questo forum e trovare adoratori?Ma torna a fuddare su fessbuk e lascia l'informatica a chi ci capisce.
      • passante scrive:
        Re: vabbè, software libero
        Guarda per molti ambiti si può fare addirittura molti ditte che fanno software su base foss e simile offrono prodotti già pronti per la pubblica amministrazione..per i database a meno di scomodare gli dei dell'olimpo (db2 e oracle che sono multipiattaforma) i più potenti e versatili sono foss es mysql, postgree ecc.. se vai di mssql poi sei legato a strumenti ms e se per caso devi migrare i dati è un bel lavoro.a livello singolo pc magari nn si riuscirà a fare a meno di office.. ma cmq delle possibilità ci sono e una volta che le hai sviluppate in un ecosistema magari di web app così non hai problemi ti durano..esistono anche soluzioni proprietarie che usano linux come base cmq
      • redshift72 scrive:
        Re: vabbè, software libero
        Non capisco perché per spedire e ricevere email e leggere e redigere documenti dovrei avere tutta questa infrastruttura elefantiaca della M$ che mi costringe a comprare migliaia di licenze, aggiornarle, gestirle, prodotti su prodotti, OS server, OS client, problemi di sicurezza a non finire, macchine sovraccariche di !!Il 99% delle attività nella PA sono semplici attività che appliance open e web oriented posso tranquillamente svolgere. Cosa ci vuole ad istallare un LDAP con un DB ed una webmail su un server linux? E poi se devi sviluppare modulini di interfacciamento per libreoffice scitti in python spendi un milionesimo di quello che spenderesti in un solo anno di licenze e fai lavorare delle aziende italiane!!Se poi dovessi far realizzare per intero una applicazione web, un portale di collaborazione, quanto spendi? 1 mln - 10 mln -100mln una tantum!! Bhe noi spendiamo centinaia di milioni in licenze ogni anno senza far lavorare nessuno in italia!!
  • pippo scrive:
    PA e software libero
    Se si obbligasse la PA ad usare per i sistemi di posta elettronica esclusivamente sistemi open si risparmierebbero tantissimi soldi.E invece con MS Exchange ti obbligano in cascata ad usare MS Office in quanto MS Outlook è acquistabile esclusivamente compreso in MS Office.E quindi ti legano poi con il Sistema Operativo.Quindi prima liberare le PA dalla schiavitù di MS ExchangePoi adottare formati aperti e liberi come ODFPDF/A per i documenti non modificabili già pronti per la conservazionexml o csv per scambio di datidocumenti firmati in CADES o XADES e proibizione dell'uso di PADES nella PA Riduzione delle RegioniAbolizione delle provincieRiduzione dei ComuniRiduzione delle Camere di CommercioDiminuiscono i costi del software anche queste riforme amministrative.
    • andy61 scrive:
      Re: PA e software libero
      Ora dobbiamo anche aggiungere SkyDrive e Lync, per non parlare di bitlocker, etc...Si possono fare le stesse cose con il software libero, ma chissà come, c'è sempre qualcuno che regala qualche licenza server, per cui per l'Amministrazione 'non costa niente'.Poi, quando si è superato il numero di licenze 'regalate', ci si trova costretti a pagare quelle extra.E se anche non le paghi, sei costretto a tenerti i sistemi operativi dei client per poter sfruttare tali funzionalità e far condividere i dati e le comunicazioni tra gli utenti.
      • maxsix scrive:
        Re: PA e software libero
        - Scritto da: andy61
        Ora dobbiamo anche aggiungere SkyDrive e Lync,
        per non parlare di bitlocker,
        etc...

        Si possono fare le stesse cose con il software
        libero, ma chissà come, c'è sempre qualcuno che
        regala qualche licenza server, per cui per
        l'Amministrazione 'non costa
        niente'.
        Poi, quando si è superato il numero di licenze
        'regalate', ci si trova costretti a pagare quelle
        extra.E se non sono le licenze in se sono i contratti di manutenzione annuale con tizio o caio a lievitare per costo/postazione o cottimo totale.Quello che succede ESATTAMENTE oggi nell'utilizzo di gestionali open.Faccio i nomi e i cognomi?
        • UnComune scrive:
          Re: PA e software libero
          - Scritto da: maxsix
          - Scritto da: andy61

          Ora dobbiamo anche aggiungere SkyDrive e
          Lync,

          per non parlare di bitlocker,

          etc...



          Si possono fare le stesse cose con il
          software

          libero, ma chissà come, c'è sempre qualcuno
          che

          regala qualche licenza server, per cui per

          l'Amministrazione 'non costa

          niente'.

          Poi, quando si è superato il numero di
          licenze

          'regalate', ci si trova costretti a pagare
          quelle

          extra.

          E se non sono le licenze in se sono i contratti
          di manutenzione annuale con tizio o caio a
          lievitare per costo/postazione o cottimo
          totale.

          Quello che succede ESATTAMENTE oggi nell'utilizzo
          di gestionali
          open.
          Faccio i nomi e i cognomi?falli falli...
          • maxsix scrive:
            Re: PA e software libero
            - Scritto da: UnComune
            - Scritto da: maxsix

            - Scritto da: andy61


            Ora dobbiamo anche aggiungere SkyDrive e

            Lync,


            per non parlare di bitlocker,


            etc...





            Si possono fare le stesse cose con il

            software


            libero, ma chissà come, c'è sempre
            qualcuno

            che


            regala qualche licenza server, per cui
            per


            l'Amministrazione 'non costa


            niente'.


            Poi, quando si è superato il numero di

            licenze


            'regalate', ci si trova costretti a
            pagare

            quelle


            extra.



            E se non sono le licenze in se sono i
            contratti

            di manutenzione annuale con tizio o caio a

            lievitare per costo/postazione o cottimo

            totale.



            Quello che succede ESATTAMENTE oggi
            nell'utilizzo

            di gestionali

            open.

            Faccio i nomi e i cognomi?

            falli falli...Registrati e ti mando PM.Se li faccio qua il buon T-1000 mi impazzisce come la maionese.
        • unaDuraLezione scrive:
          Re: PA e software libero
          contenuto non disponibile
          • passante scrive:
            Re: PA e software libero
            esatto che poi i contratti di assistenza non ci sono cmq nei software ms o proprietari??? costano cmq
        • panda rossa scrive:
          Re: PA e software libero
          - Scritto da: maxsix
          - Scritto da: andy61

          Ora dobbiamo anche aggiungere SkyDrive e
          Lync,

          per non parlare di bitlocker,

          etc...



          Si possono fare le stesse cose con il
          software

          libero, ma chissà come, c'è sempre qualcuno
          che

          regala qualche licenza server, per cui per

          l'Amministrazione 'non costa

          niente'.

          Poi, quando si è superato il numero di
          licenze

          'regalate', ci si trova costretti a pagare
          quelle

          extra.

          E se non sono le licenze in se sono i contratti
          di manutenzione annuale con tizio o caio a
          lievitare per costo/postazione o cottimo
          totale.

          Quello che succede ESATTAMENTE oggi nell'utilizzo
          di gestionali
          open.
          Faccio i nomi e i cognomi?Quindi questi nomi e cognomi?
  • Etype scrive:
    open
    ""riuso" di quello proprietario già acquistato"Se è ancora supportato e non ha problemi di sicurezza,altrimenti che riusi ?La motivazione ad usare software proprietario dev'essere vera e solo fino a quando la migrazione all'open non sarà completata.Altrimenti ognuno da la sua motiviazione e la cosa non cambia di una virgola.
  • UnComune scrive:
    Io lavoro in una PA
    Ciao a tutti, io lavoro in un CED di un comune italiano e leggendo i commenti precedenti volevo chiarire alcune cose. Premetto che faccio parte di un gruppo AUTOformato, AUTOgestito, AUTOfinanziato costituito da circa 200 PA varie, http://www.opensipa.it/, non credo sia spam visto che non abbiamo pubblicità e l'iscrizione è concessa solo a tecnici/responsabili di CED di PA.Volevo innanzi tutto sfatare una sorta di mito, e cioè che sembra quasi le PA italiane sia la zavorra che frena il paese (parlando informaticamente). In realtà siamo strapieni di FOSS, sono ben pochi gli enti che non adottano software open-source, abbiamo di tutto, dai sistemi operativi server alle applicazioni. Non ho statistiche alla mano ma facendo anche corsi e consulenze per aziende private, oltre ad avere parecchi amici nel settore, ad occhi mi sembra che ci sia più open da noi che nel privato. Per i client ovviamente la questione è ancora complessaed esempio come quello di Monaco sono ancora lontani, ma c'è già chi si muove, ed in realtà quando inizi ad usare software multipiattaforma (come libreoffice o zimbra) e gestionali web-based slegati dal browser, il passo non è poi così lontano.E' vero che serve una pressione politica per cambiare, ma è anche vero che stanno facendo come in quel proverbio "chiudono la stalla quando i buoi son già scappati", nel senso che solo un cerebro leso può scegliere software closed a PARITA' di funzionalità/esigenze, non serve a nulla che scrivano linee guida e proposte varie quando da anni ci stiamo già pensando in autonomia.Quello che scrive "unaduralezione" è vero ma attenzione che si parla principalmente di grandi realtà, trovare uno standard per decidere come salvare certi dati è praticamente impossibile, però, quello che conta, non è se un formato è standardizzato o meno, è CONOSCERE i dettagli del formato. Questo mi rende libero di elaborare, interscambiare o cambiare software, non se rispetta alla virgola una certa convenzione. Sempre parlando dei formati poi, ci sarebbe da dire che sembra che il problema sia solo MSOffice, capisco che nominare Microsoft faccia più scalpore, ma ad esempio non vedo mai citata autodesk con il suo dwg. Un ufficio progettazione di un piccolo comuune potrebbe spendere la stessa cifra che spende in licenza office ogni 5-6 anni, ci avete mai pensato? Invito quindi a ragionare sulla questione "formati" con più apertura, se discorso etico o tecnico deve essere, che lo sia in ugual misura per tutte le applicazioni. Da noi, per esempio, la cifra che spendiamo in licenze office è veramente minima nel budget annuale, nonostante questo siamo prossimi alla migrazione a libreoffice, ma perchè non ne facciamo un ragionamento solo su base economica annua ma anche di altri fattori.Rimango a disposizione per eventuali domande, non conosco la situazione di TUTTE le PA italiane ma vi posso assicurare che tra i nostri iscritti c'è uno sforzo enorme e costante verso il FOSS, e questo da anni, fanno eccezione piccole realtà dove non esiste CED e che magari hanno tutto in gestione esterna, ma dove ci sono tecnici informatici lavorare con l'open è ormai la prassi.Saluti a tuttiPS: in caso di domande rispondo solo fuori orario di lavoro, non rispondo a provocazioni o su argomenti tipo "fannulloni"
    • Etype scrive:
      Re: Io lavoro in una PA
      Beh per i formati ci si dovrebbe mettere d'accordo :1) si adottano quelli open2) chiedere di liberalizzare quelli più diffusi,ance se sono di proprietà3) creare da zero un formato per ogni campo di utilizzo a cui,per TOTALE compatibilità,software open e closed si devono adattare
      • Trollone scrive:
        Re: Io lavoro in una PA
        Devi capire che il problema non è quello di usare un formato standard ma quello di accordarsi che lo schema dei dati sia uguale per tutti; banalmente: "nome del campo" e quello che deve contenere.Perché altrimenti arrivi ad avere 9000 schemi di dati tutti open, ma che non si parlano tra loro.
        • unaDuraLezione scrive:
          Re: Io lavoro in una PA
          contenuto non disponibile
        • Etype scrive:
          Re: Io lavoro in una PA
          - Scritto da: Trollone
          Devi capire che il problema non è quello di usare
          un formato standard ma quello di accordarsi che
          lo schema dei dati sia uguale per tutti;
          banalmente: "nome del campo" e quello che deve
          contenere.

          Perché altrimenti arrivi ad avere 9000 schemi di
          dati tutti open, ma che non si parlano tra
          loro.Aspetta non ho detto che è l'unica cosa da fare,per la struttura dati interna è ovvio che deve essere uguale per tutti sia che si tratti di software open che di closed altrimenti non risolvi nulla.
    • iRoby scrive:
      Re: Io lavoro in una PA
      Hai parlato di CAD?Magari è utile avere qualche link:http://www.freestylepc.it/?p=986http://www.openscad.org/http://brlcad.org/http://archimedescad.github.io/Archimedes/Questo lo uso io insieme con un modulo che si chiama Skeng per disegnare scarichi per auto da corsa. Molti team hanno vinto numerosi trofei in Europa coi nostri scarichi.http://www.sketchup.com/it
      • king volution scrive:
        Re: Io lavoro in una PA
        - Scritto da: iRoby
        Hai parlato di CAD?beh, a dire il vero ha parlato di (pseudo) FORMATI CADil problema ENORME delle PA (e dei professionisti tipo ing. geom. ecc.) è del tutto legato al (preudo) formato proprietario DWGhttps://it.wikipedia.org/wiki/AutoCAD_DWGDWG è un marchio registrato autodesk ed è un formato binario proprietario che -- per ragioni "commerciali" (ovvero in modo analogo a altri merdosi pseudo formati tipo .doc) -- è diventato standard "di fatto"...autodesk impedisce a chiunque di usare il termine "dwg", modifica spesso le "specifiche" del formato che è binario ("umanamente illeggibile") e molto complesso...in questo modo, forte della diffuzione dei suoi applicativi, autodesk "controlla" la situazione -- di fatto in regime di MONOPOLIO -- impedisce la diffusione di formati CAD alternativi aperti e liberi, impone prezzi FOLLI per i suoi software (di qualità discutibile)... insomma fa il ca##o che gli pare a spese di tutti...ci sarebbero anche altri formati CAD utilizzabili, come per esempio il DXF (che non è binario ed è "semplice", ma è pur sempre un aborto di autodesk), che però ha "caratteristiche" diverse (nel DWG ci vanno pure "cose" specifiche legate a specifiche versioni di autocad) e nel fare la conversione DWG-
        DXF è IMPOSSIBILE trasferire correttamente e completamente un lavoro fatto con un software autodesk...inoltre, qualsiasi sw CAD non-autodesk che implementa il formato DWG lo fa solo perché PAGA una licenza a autodesk... e intanto "perpetua" l'uso della merda DWG... per cui non si tratta di reali alternative!quindi le PA (e i privati) sono "costretti" a acquistare sw autodesk a prezzi FOLLI (ma davvero FOLLI) senza poter "uscire" dal vicolo cieco...occorrerebbe qualcosa come una norma che OBBLIGHI le PA (e di riflesso anche i professionisti che lavorano per le PA)) a usare un qualche formato CAD libero e aperto...(meglio ancora sarebbe finirla una volta per tutte con lo schifo immorale di brevetti, copyright, marchi e privative...)
        Magari è utile avere qualche link:
        [...]eh ma, come già detto, sono software che usano il DWG sotto licenza autodesk (e quindi NON sono reali alternative) o sono software FLOSS che però non implementano DWG (c'è un progetto interessante per fare delle librerie DWG libere:https://www.gnu.org/software/libredwg/ma la vedo dura... e autodesk ha gioco facile perché gli basta cambiare le specifiche del formato quando fa uscire una nuova versione del software per riprendere il controllo...)ad ogni modo, come FLOSS il CAD 2D migliore (senza supporto DWG) dovrebbe essere LibreCAD:http://librecad.org/cms/home.html
        • Etype scrive:
          Re: Io lavoro in una PA
          Quello che dici è vero,di fatto autodesk con il formato dwg ha pieno controllo sul settore e fa il bello ed il cattivo tempo con la sua pozione dominante.Per loro è troppo comodo avere quella fetta di emrcato tutta per se.Politicamente si dovrebbe costringere i produttori di software a rilasciare le specifiche dei propri formati almeno per questioni lavorative.In questo modo non ha più importanza se utilizzi un software open o closed.Se non accettano semplicemente con il tempo verrebbero messi da parte,quando poi incominciano a perdere guadagni vedi se poi ci ripensano.Si può fare la stessa cosa imponendo almeno un formato open per il closed,se non accettano vale il discorso sopra.
        • paoloholzl scrive:
          Re: Io lavoro in una PA

          https://www.gnu.org/software/libredwg/
          ma la vedo dura... e autodesk ha gioco facile
          perché gli basta cambiare le specifiche del
          formato quando fa uscire una nuova versione del
          software per riprendere il
          controllo...)Non c'è la volontà politica di imporre una soluzione ma tecnicamente è possibile (anche se sarebbe auspicabile a livello Europeo).Si fa uscire una legge che permetta alla PA di salvare files al massimo nella versione XY (scegliendo la più diffusa), dando uno stop alle nuove funzionalità.Si impone il divieto di utilizzare estensioni al di la dello standard (con qualche sistema di validazione).Si fa nascere un formato libero e lo si standardizza, quello può crescere ed evolversi liberamente (ma con retrocompatibilità).Una volta che si è stabilizzato si impone dapprima l'interscambio di progetti anche in tale formato nuovo.In seguito si impone la presentazione di ogni progetto SOLO nel formato nuovo.E' un caos e ci vogliono anni.Ma le cose giuste bisogna avere il coraggio di farle, alla fine vorrà dire liberarsi da una schiavitù.E' impensabile ancora dipendere da un formato proprietario su una cosa così importante.
      • maxsix scrive:
        Re: Io lavoro in una PA
        - Scritto da: iRoby
        Hai parlato di CAD?

        Magari è utile avere qualche link:

        http://www.freestylepc.it/?p=986

        http://www.openscad.org/

        http://brlcad.org/

        http://archimedescad.github.io/Archimedes/

        Questo lo uso io insieme con un modulo che si
        chiama Skeng per disegnare scarichi per auto da
        corsa. Molti team hanno vinto numerosi trofei in
        Europa coi nostri
        scarichi.Eccola la pallonata quotidiana.Abbiamo mr. scia chimica che ci viene a raccontare che disegna gli scarichi in 2D e fa i calcoli di fluidodinamica e termodinamica con il pallottoliere.E vince eh.E poi ............

        http://www.sketchup.com/itsketchup, chiiiiiiii?????AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHCon il modulo cosa???Quello che noi amorevolmente lo chiamiamo il tubochenontuba?Avessi detto elmer magari....Torna a giocare con le centraline imbroglia decimetro con un potenziometro da 10 cent per il golf TDI tamarrissimo.E' l'unico mestiere che veramente ti vedo bene a fare.E attento a non tuonarmi il rail quando vai in taratura.Sai non sono cose belle.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 16 gennaio 2014 17.05-----------------------------------------------------------
    • paoloholzl scrive:
      Re: Io lavoro in una PA

      Quello che scrive "unaduralezione" è vero ma
      attenzione che si parla principalmente di grandi
      realtà, trovare uno standard per decidere come
      salvare certi dati è praticamente impossibile,Invece penso che sia possibile.Dovrebbe esserci un tracciato standard nazionale (meglio ancora internazionale) per ogni tipo di dato.Facciamo un esempio, parliamo di persone?Decidiamo che Il cognome è lungo 40 e il nome uguale.Che il Comune è lungo X e contiene il codice ISTAT ritrovabile in un database ufficiale pubblico ecc. ecc.(questo almeno per i campi più importanti)Lasciamo perdere le particolarità (cognomi doppi o altro), definire delle strutture predefinite di interscambio, ecco che una PA può obbligare i potenziali fornitori al supporto del formato di input/output standard.Il successivo affinamento va incontro alle possibilità di interscambio.Ma prima o poi ci si arriverà ...
      • UnComune scrive:
        Re: Io lavoro in una PA
        - Scritto da: paoloholzl

        Quello che scrive "unaduralezione" è vero ma

        attenzione che si parla principalmente di grandi

        realtà, trovare uno standard per decidere come

        salvare certi dati è praticamente impossibile,

        Invece penso che sia possibile.
        Dovrebbe esserci un tracciato standard nazionale
        (meglio ancora internazionale) per ogni tipo di
        dato.

        Facciamo un esempio, parliamo di persone?
        Decidiamo che Il cognome è lungo 40 e il nome
        uguale.
        Che il Comune è lungo X e contiene il codice
        ISTAT ritrovabile in un database ufficiale
        pubblico ecc.
        ecc.
        (questo almeno per i campi più importanti)

        Lasciamo perdere le particolarità (cognomi doppi
        o altro), definire delle strutture predefinite di
        interscambio, ecco che una PA può obbligare i
        potenziali fornitori al supporto del formato di
        input/output
        standard.

        Il successivo affinamento va incontro alle
        possibilità di
        interscambio.
        Ma prima o poi ci si arriverà ...Il problema non sono strutture relativamente "elementari" come l'anagrafe, ci sono altri centinaia di casi dove un ente ha software specifico o verticalizzato o sviluppato in casa. Ad esempio l'inventario del verde pubblico o dell'illuminazione georeferenziato ecc. Un domani faccio un unione dei comuni e devo standardizzare, opure scambiare dati, oppure relazionare dati con eltri enti (es. ULS).Io sinceramente non mi preoccuperei di metterci tutti d'accordo sulla base dati, ma almeno avere strutture ben documentate e interrogabili, ad esempio tramite web services o altro.
        • paoloholzl scrive:
          Re: Io lavoro in una PA

          Il problema non sono strutture relativamente
          "elementari" come l'anagrafe, ci sono altri
          centinaia di casi dove un ente ha software
          specifico o verticalizzato o sviluppato in casa.
          Ad esempio l'inventario del verde pubblico o
          dell'illuminazione georeferenziato ecc. Un domani
          faccio un unione dei comuni e devo
          standardizzare, opure scambiare dati, oppure
          relazionare dati con eltri enti (es.
          ULS).

          Io sinceramente non mi preoccuperei di metterci
          tutti d'accordo sulla base dati, ma almeno avere
          strutture ben documentate e interrogabili, ad
          esempio tramite web services o
          altro.Non sono daccordo, se non si trova un compromesso centralizzato l'interscambio rimarrà un'utopia.Per finire in tutti i settori ci vorrà molto tempo ma occorrerà farlo.Se hai 5 software che devono comunicare tra loro (con web service o altro) devi implementare 5 sistemi diversi con codifiche diverse.Se chi ha l'autorità per farlo detta le regole, a ciascuno basta una modalità di trasferimento per comunicare con tutti.
          • unaDuraLezione scrive:
            Re: Io lavoro in una PA
            contenuto non disponibile
          • panda rossa scrive:
            Re: Io lavoro in una PA
            - Scritto da: unaDuraLezione
            La legge prevede che se vai all'ASL o ai servizi
            sociali hai diritto, se lo vuoi, ad essere
            totalmente
            anonimo.
            In tal caso NON si può salvare nome e cognome nel
            DB, nemmeno
            crittografati.
            Si mette un bel flag 'anonimo', saltano tutti i
            controlli di obbligatorietà (nome, cognome,
            sesso, codice fiscale...) e l'unico che conosce
            l'identità dell'utente è l'operatore che lo
            segue.E' questa l'idiozia.L'anonimato non deve essere inteso come asterisco che fa saltare l'obbligatorieta' dei campi, ma con un nick, non riconducibile alla persona fisica, ma che garantisce l'univocita' dell'individuo per le statistiche e per lo storico della sua posizione.Io vado alla asl e chiedo di essere registrato come panda rossa, cosi' possono aprire una pratica anonima, come e' mio diritto, ma non far saltare proprio niente.Non solo ma se torno, e dico che sono panda rossa, recuperano la mia vecchia pratica e ci aggiungono altri dati.
            Pensa solo a quante statistiche fa saltare questa
            cosa e all'impossibilità assoluta di passare
            l'anagrafica fra uffici diversiQuesto perche' non usano i nick.
          • unaDuraLezione scrive:
            Re: Io lavoro in una PA
            contenuto non disponibile
          • panda rossa scrive:
            Re: Io lavoro in una PA
            - Scritto da: unaDuraLezione
            Come detto, anche usando i nick non si riesce a
            tenere traccia della stessa persona che si
            presenta 'anonima' in più enti dello stesso
            comune.La persona che si presenta 'anonima' in piu' enti, sara' sua cura indicare con quale codice anonimo era stata registrata le volte precedenti, se ha interesse a integrare la sua pratica.Altrimenti non si registra.Esattamente come sul forum di PI.Chi vuole restare anonimo ma distinguersi, fornisce un nick, un codice, quello che ti pare.Gli altri invece restano non registrati e si identificano con un codice provvisorio.Non e' difficile da comprendere.
          • unaDuraLezione scrive:
            Re: Io lavoro in una PA
            contenuto non disponibile
          • maxsix scrive:
            Re: Io lavoro in una PA


            Io vado alla asl e chiedo di essere registrato
            come panda rossa, cosi' possono aprire una
            pratica anonima, come e' mio diritto, ma non far
            saltare proprio
            niente.Se vai in una ASL e usufruisci di soldi pubblici per le tue cose PRETENDO di sapere chi sei, che numero di scarpe porte, quanti capelli hai in testa e se sei monopalla oppure no. Ed essendo che sei nel mondo della PA anche l'ASL dall'altra parte d'Italia deve essere in grado di sapere che cosa stai combinando. E se per caso, stai facendo il furbo.Il tuo anonimato nei confronti di terzi (e non nella PA con le dovute camere stagne contestuali) deve essere garantito dal sistema, e se il sistema sbaglia paga.Se invece vai in una clinica privata e paghi di tasca tua puoi dire tranquillamente che ti chiami gigi.Il cognome puoi inventartelo al momento.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 16 gennaio 2014 16.07-----------------------------------------------------------
          • unaDuraLezione scrive:
            Re: Io lavoro in una PA
            contenuto non disponibile
          • paoloholzl scrive:
            Re: Io lavoro in una PA

            Si fa continuamente ed ad ogni passaggio si
            perdono
            informazioni....Veramente il ragionamento va ribaltato.Evidentemente strutture diverse hanno dati diversi per vie di differenti piattaforme.A ogni passaggio (di standardizzazione) si AGGIUNGONO informazioni.Ciò che resta fuori lo sarà oggi ma non lo sarà domani.Quando si fanno accordi tra piattaforme si risolve il problema di qualche amministrazione.Quando si fanno standard nazionali si ottiene qualcosa di meno, ma per tutte le amministrazioni.Poi se nel frattempo quello che non è ancora standardizzato lo si trasmette sfruttando collegamenti 'diretti' tra due piattaforme si può anche fare pur sapendo che in futuro queste procedure potrebbero essere da rifare (perchè magari lo standard ha preso strade differenti).Lo stesso principio vale per la pubblicazione degli Open Data, lo stesso dato da PA diverse deve arrivare nello stesso formato.Per quanto concerne l'anonimato si può operare con degli HASH ma l'anonimato nei sistemi centrali di norma non dovrebbe esistere ma rimanere accessibile a pochissimi.Per intenderci in uno stato moderno se non sei idoneo alla pratica sportiva è impensabile che se cambi comune e rifai la visita medica lo diventi.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 16 gennaio 2014 12.14-----------------------------------------------------------
          • unaDuraLezione scrive:
            Re: Io lavoro in una PA
            contenuto non disponibile
          • paoloholzl scrive:
            Re: Io lavoro in una PA

            .. talvolta serve che due
            enti distinti dialoghino perché al cittadino è
            consentito di presentarsi dall'uno o dall'altro
            per chiedere la stessa cosa. Una volta preso in
            carico il cittadino potrebbe essere passato
            all'altro ente (che è materialmente in grado di
            erogare il
            servizio).
            In tal caso molti dettagli possono essere persi
            durante il mapping con i dati standardizzati....
            Il dirigente dirigente dell'ente ha spesso ampi
            margini discrezionali sul modo in cui deve essere
            messo in piedi il servizio....
            E giustamente lo fa in modo che risponda alla
            realtà locale. Realtà locale in Italia varia in
            modo ampissimo, ovvero non è
            standardizzabile.Se decidiamo che tutte le vie d'Italia devono andare verso Roma e tu mi dici che dalla tua città hai bisogno di passare per il paese vicino, si fa la bretella ma la strada verso Roma deve esserci.In pratica nessuno esclude di gestire le particolarità ma DEVONO essere salvaguardate direttive unitarie.Quando un Ente si muove in totale autonomia e magari si collega ad un altro fornendo un buon servizio, ha fatto il bene suo e dell'ente accanto.Analogo Ente in un altra parte d'Italia dovrà rifare tutto spendendo altri soldi e risolvendo un altro problema locale e se i due vorranno raccordarsi tra loro via a ripagare di nuovo.Occorrono logiche di interscambio sovranazionali (si comincia dalle anagrafiche per poi raggiungere di volta in volta tematiche sempre più di dettaglio) INDEROGABILI!Altrimenti ciascuno risolve un problema suo e rispende soldi già spesi da altri per la stessa cosa.
          • king volution scrive:
            Re: Io lavoro in una PA
            - Scritto da: paoloholzl

            Ad esempio l'inventario del verde pubblico o

            dell'illuminazione georeferenziato ecc. Un domani

            faccio un unione dei comuni e devo

            standardizzare, opure scambiare dati, oppure

            relazionare dati con eltri enti (es.

            ULS).



            Io sinceramente non mi preoccuperei di metterci

            tutti d'accordo sulla base dati, ma almeno avere

            strutture ben documentate e interrogabili, ad

            esempio tramite web services o altro.

            Non sono daccordo, se non si trova un compromesso
            centralizzato l'interscambio rimarrà un'utopia.Su questo non sono d'accordo sul non sono d'accordo: le PA sono molto diverse fra loro, sia a parità di "livello" territoriale (per es. tra comuni) che, e soprattutto, su livelli diversi (per es. comuni e regioni o ministeri), per cui i dati da trattare e le esigenze sono decisamente eterogenee e differenziate... Ciò che è necessario e che tutte le basi date siano:1) aperte (formati aperti e standardizzati: niente robe proprietarie, binarie ecc. ecc.)2) ben strutturate 3) ben documentate4) interrogabili in modo standardizzato e "basico" (SQL "puro", senza "strane" estensioni di certi db) Insomma occorre che tutte le basi dati possano essere immediatamente e facilmente interrogate (per es. porte di dominio, web services ecc.), il che rende l'iterscambio possibile e facile, e pure in modo "flessibile"...
          • paoloholzl scrive:
            Re: Io lavoro in una PA

            Ciò che è necessario e che tutte le basi date
            siano:
            1) aperte (formati aperti e standardizzati:
            niente robe proprietarie, binarie ecc.
            ecc.)
            2) ben strutturate
            3) ben documentate
            4) interrogabili in modo standardizzato e
            "basico" (SQL "puro", senza "strane" estensioni
            di certi db)Quello che dici è giusto e dovrebbe essere un Must al quale occorrerebbe adeguarsi nel breve se qualcuno non lo ha ancora fatto (licenze come l'Ethic License lo mettono tra i prerequisiti).Quello di cui parlo costruisce su queste basi per risolvere un problema molto più ampio quello dell'interscambio e delle interazioni.
    • andy61 scrive:
      Re: Io lavoro in una PA
      Apprezzo il tuo ottimismo, ma purtroppo non posso condividerlo.Lavoro per un fornitore di una grande realtà della PA, e ti assicuro che, tolto qualche server RHEL e poca altra roba, tutto il core è Microsoft ed Oracle, e tutti i client sono Microsoft (Windows, Office, SkyDrive, Lync, etc.)Sto parlando di parecchie decine di migliaia di utenti.Ed è solo un ministero.Poi ci sono gli altri.Probabilmente le tue affermazioni sono vere nelle realtà più piccole, dove girano meno soldi e c'è un maggior grado di autonomia.
      • paoloholzl scrive:
        Re: Io lavoro in una PA
        - Scritto da: andy61
        Apprezzo il tuo ottimismo, ma purtroppo non posso
        condividerlo.
        Lavoro per un fornitore di una grande realtà
        della PA, e ti assicuro che, tolto qualche server
        RHEL e poca altra roba, tutto il core è Microsoft
        ed Oracle, e tutti i client sono Microsoft
        (Windows, Office, SkyDrive, Lync,
        etc.)

        Sto parlando di parecchie decine di migliaia di
        utenti.
        Ed è solo un ministero.
        Poi ci sono gli altri.

        Probabilmente le tue affermazioni sono vere nelle
        realtà più piccole, dove girano meno soldi e c'è
        un maggior grado di
        autonomia.So bene l'eterogeneità delle soluzioni che proliferano nella PA italiana, ma un conto è quello che c'è un conto è quello che sarebbe giusto ci fosse.Sono trasformazioni che richiedono anni, non voglio dire che chi ha un anagrafica corta la debba allungare domattina ecc. ma che se si deve trasmettere ad altri dati si devono usare tracciati nazionali, meglio ancora sovranazionali, almeno per le cose primarie.Chi fa un programma nuovo partirà già con le misure 'standard'.Si tratta di trovare dei 'minimi comuni denominatori' delle esigenze specifiche.Sono operazioni che richiedono standardizzazioni continue ma che alla fine aprono la vera possibilità di interscambio.Sono le stesse logiche che stanno dietro alla standardizzazione dei bilanci, alla fatturazione elettronica ecc.E'ora di smetterla di avere un sistema fatto di mille protezionismi.Ma se non si parte mai non si arriva mai ..
        • andy61 scrive:
          Re: Io lavoro in una PA
          Ciao Paolo!È vero: il problema è culturale.Purtroppo però non stiamo parlando di cultura informatica, ma di cultura dell'interesse privato nella cosa pubblica.Esistono interi stati che sono migrati al software libero, e già da anni.Se poi qualcuno vuole aggrapparsi all'idea che possa trattarsi di paesi arretrati, anche regioni della Germania hanno fatto il grande passo, per dimostrare che anche paesi 'evoluti' hanno i motivi e possono farlo.Purtroppo nessuno chiede conto a chi prende certe decisioni del perché si sia arrogato il diritto di creare un danno allo Stato ed ai cittadini.Stabilito il fatto che si deve andare nella direzione del software libero, chiunque faccia scelte in controtendenza dovrebbe spiegare il perché a tutti i cittadini.Una scelta sbagliata, per quanto piccola, se fatta a livello centrale procura un danno che si moltiplica per centinaia di migliaia o milioni di dipendenti della PA, per non parlare del danno procurato ai cittadini, se costretti o anche solo condizionati ad utilizzare software non libero.E si parla di centinaia di milioni di Euro, che di norma vengono esportati verso gli Stati Uniti (Microsoft, Oracle, ...)
          • maxsix scrive:
            Re: Io lavoro in una PA
            - Scritto da: andy61
            Ciao Paolo!

            È vero: il problema è culturale.
            Purtroppo però non stiamo parlando di cultura
            informatica, ma di cultura dell'interesse privato
            nella cosa
            pubblica.Hai centrato esattamente il problema.I buzzurri che girano qua ancora non hanno capito questa semplice e giusta considerazione.Se si vuole usare software open bisogna che il tutto venga fatto in house da aziende statali o a partecipazione statale.Allora si ha un senso logico.La domanda successiva è: conviene (in Italia)?No.Esperienza come INSIEL e tante altre sono li a testimoniarlo.
      • UnComune scrive:
        Re: Io lavoro in una PA
        - Scritto da: andy61
        Apprezzo il tuo ottimismo, ma purtroppo non posso
        condividerlo.
        Lavoro per un fornitore di una grande realtà
        della PA, e ti assicuro che, tolto qualche server
        RHEL e poca altra roba, tutto il core è Microsoft
        ed Oracle, e tutti i client sono Microsoft
        (Windows, Office, SkyDrive, Lync,
        etc.)

        Sto parlando di parecchie decine di migliaia di
        utenti.
        Ed è solo un ministero.
        Poi ci sono gli altri.

        Probabilmente le tue affermazioni sono vere nelle
        realtà più piccole, dove girano meno soldi e c'è
        un maggior grado di
        autonomia.Si, forse hai ragione perchè non conosco ministeri, nelle PA locali fino alla provincia c'è sicuramente parecchia roba open, in regione non ci metto le mani sul fuoco. Ma anche in quel caso è solo questione di tempo, prima o poi ci arrivano anche loro
        • maxsix scrive:
          Re: Io lavoro in una PA
          - Scritto da: UnComune
          - Scritto da: andy61

          Apprezzo il tuo ottimismo, ma purtroppo non
          posso

          condividerlo.

          Lavoro per un fornitore di una grande realtà

          della PA, e ti assicuro che, tolto qualche
          server

          RHEL e poca altra roba, tutto il core è
          Microsoft

          ed Oracle, e tutti i client sono Microsoft

          (Windows, Office, SkyDrive, Lync,

          etc.)



          Sto parlando di parecchie decine di migliaia
          di

          utenti.

          Ed è solo un ministero.

          Poi ci sono gli altri.



          Probabilmente le tue affermazioni sono vere
          nelle

          realtà più piccole, dove girano meno soldi e
          c'è

          un maggior grado di

          autonomia.

          Si, forse hai ragione perchè non conosco
          ministeri, nelle PA locali fino alla provincia
          c'è sicuramente parecchia roba open, in regione
          non ci metto le mani sul fuoco.

          Ma anche in quel caso è solo questione di tempo,
          prima o poi ci arrivano anche
          loroConfermo.Come confermo la montagna di soldi che queste cose open generano in consulenze, assistenze sistemistiche, contratti di assistenza e chiamate a ora a cifre invereconde.Confermo tutto.
          • UnComune scrive:
            Re: Io lavoro in una PA

            Confermo.
            Come confermo la montagna di soldi che queste
            cose open generano in consulenze, assistenze
            sistemistiche, contratti di assistenza e chiamate
            a ora a cifre
            invereconde.

            Confermo tutto.Non saprei dirti, dalle mie parti solitamente facciamo da soli e quindi c'è un risparmio. Nel mio ente, in particolare, abbiamo risparmiato non cifre enormi ma sicuramente qualche migliaio di euro per licenze inutili ed acquistato servizi di assistenza, ma risparmiando lo ripeto. Ed ancora non abbiamo toccato Microsoft. Posso assicurarti che nelle PA locali che conosco io (e non sono poche) va così quasi ovunque.
        • unaDuraLezione scrive:
          Re: Io lavoro in una PA
          contenuto non disponibile
  • Trollone scrive:
    Non basta...
    ...se poi avremo 20 formati aperti diversi tra loro (uno per regione) per fare la stessa cosa, quando non saranno 110 (uno per provincia) o uno per ciascuno dei 9000 comuni italiani.Perché comunque ogni amministrazione ha il suo feudo da difendere.
    • collione scrive:
      Re: Non basta...
      il che non è affatto diverso da quello che succede oggi col software chiusoho visto cose nella PA che voi comuni mortali non potete nemmeno immaginareho visto grandi aziende del settore, creare formati ad capocchiam, per inviare dati, su internet, tra i vari sistemi informativi connessiah, i formati erano testuali!!! cioè tipo "AGGIUNGI_RECORD Mario Rossi, Via Roma 21..."no dico, capiamo di cosa stiamo parlando?con l'opensource ( probabilmente ) si adotteranno i formati che esistono già in circolazione, visto che pochissimi in Italia hanno il know-how per poter rimaneggiare il software open per cambiare ( eventualmente ) i formati usati
      • Phronesis scrive:
        Re: Non basta...
        Ciao.- Scritto da: collione
        ho visto grandi aziende del settore, creare
        formati ad capocchiam, per inviare dati, su
        internet, tra i vari sistemi informativi
        connessiScusa se te lo chiedo, ma è "raro" parlare con qualcuno nella PA che può parlare di qualcosa di "tecnico".Da ignorante mi domando ma usare un banalissimo formato XML per l'immagazzinamento e gestione dati non sarebbe "facilissimo" tecnicamente?Non basterebbe stabilire un XML Schema per le PA?Non sarebbe facilmente interoperabile, visualizzabile su qualunque piattaforma e interfacciabile con qualunque database?Tipo XBRL* per la finanza, ma so che si usa uno anche per la chimica la fisica etc.Grazie per l'eventuale risposta.* http://en.wikipedia.org/wiki/XBRL
        • unaDuraLezione scrive:
          Re: Non basta...
          contenuto non disponibile
          • Phronesis scrive:
            Re: Non basta...
            Innanzi tutto grazie della esaustiva risposta.Quindi mi pare di capire che alla fine della fiera tutti i discorsi MSoffice vs openoffice, closed vs open etc sono praticamente fuffa.Di tecnico c'è ben poco nella scelta di tale o talaltro software.Scusa se ti importuno ancora, vorrei togliermi delle "curiosità"Anche se ovviamente l'optimus sarebbe che lo stato crei o faccia creare un software di gestione open e poi le aziende esterne come quella in cui lavori tu (se non ho mal compreso) prendono gli appalti per la gestione mantenimento/manutenzione. (un pò come fa RH che non vende tecnicamente il software in quanto open ma l'assistenza)Comunque in teoria è fattibili tecnicamente una standardizzazione minima (a me viene sempre in mente xml ma perchè non conosco altre alternative) dello schema dati e poi ogni Comune usa il software che gli pare, sul sistema che gli pare?Tanto per rendere interoperabili e centralizzati i dati.
          • unaDuraLezione scrive:
            Re: Non basta...
            contenuto non disponibile
          • Phronesis scrive:
            Re: Non basta...
            Grazie ancora.Ho compreso, serve una riforma strutturale seria, vera profonda e coinvolgendo ottimi professionisti che la redigano.Non è solo un problema tecnico, ma di mantenere in vita una struttura "burocratica" che fatica ad andare in pensione.e tutto questo con "la politica" concorde ad un rinnovo.ok, ci accontentiamo di sostituire MSOffice :'(Grazie.Ciao.
          • Skywalkersenior scrive:
            Re: Non basta...
            - Scritto da: Phronesis
            Grazie ancora.

            Ho compreso, serve una riforma strutturale seria,
            vera profonda e coinvolgendo ottimi
            professionisti che la
            redigano.
            Non è solo un problema tecnico, ma di mantenere
            in vita una struttura "burocratica" che fatica ad
            andare in
            pensione.

            e tutto questo con "la politica" concorde ad un
            rinnovo.
            Se la "politica" è quella che produce ciofeche come il sito "Italia.it" pagandolo miliardi... stiamo freschi.Sicuramente per uniformare i servizi serve un coordinamento dall'alto, ma questo "alto" deve essere preparato, coerente e, soprattutto, sufficientemente duraturo da accertarsi che il progetto venga portato a termine, sennò son soldi e tempo sprecati
          • Phronesis scrive:
            Re: Non basta...
            - Scritto da: Skywalkersenior
            Se la "politica" è quella che produce ciofeche
            come il sito "Italia.it" pagandolo miliardi...
            stiamo
            freschi.Intendevo anche io l'assenza della politica. mi sono espresso in maniera errata...volevo dire ...ed a questo (ristrutturazione tecnica "totale") deve aggiungersi "una politica" motivata realmente a cambiare la situazione attuale.
          • Etype scrive:
            Re: Non basta...
            - Scritto da: unaDuraLezione
            La soluzione tecnica NON esiste perché non è imponibile.Esatto è questo il problema più grosso,la cosa viene percepita più come un "se vuoi" che non "DEVI usare".Per una suite da ufficio per esempio dovresti imporre i formati di Libre Office...saranno gli altri ad adeguarsi,se non lo fanno fuori.come ha già detto qualcuno c'è semrpe qualcuno che vuole spingere l'acqua al proprio mulino,ficnhè non di prende una scelta ferma rimarrà tutto così com'è.
        • collione scrive:
          Re: Non basta...
          - Scritto da: Phronesis
          Da ignorante mi domando ma usare un banalissimo
          formato XML per l'immagazzinamento e gestione
          dati non sarebbe "facilissimo"
          tecnicamente?lo è, e c'è pure json forse non sapremo mai il perchè hanno optato per una scelta similecomunque si tratta di una di quelle grosse aziende internazionali che impiegano programmatorucoli mediocri spara-java

          Non basterebbe stabilire un XML Schema per le PA?
          Non sarebbe facilmente interoperabile,
          visualizzabile su qualunque piattaforma e
          interfacciabile con qualunque
          database?

          Tipo XBRL* per la finanza, ma so che si usa uno
          anche per la chimica la fisica
          etc.
          non solo sarebbe possibile ma auspicabileok che mettere d'accordo i vari tentacoli della PA non è proprio facile ( questioni di politica, orgogli, schieramenti, mazzette, ecc... )però mi ha meravigliato il fatto che abbiano fatto una scelta simile, visto che loro hanno implementato il software per il dipartimento regionale competente e per tutte le strutture pubbliche afferenti ( si tratta dell'assessorato alla sanità e relative strutture ospedaliere e asl )ad ogni modo traspare l'evidente incompetenza degli ingegneri che hanno progettato l'obbrobrio in questione
          • Phronesis scrive:
            Re: Non basta...
            Ciao- Scritto da: collione
            lo è, e c'è pure json

            forse non sapremo mai il perchè hanno optato per
            una scelta
            simileDai post scritti da unaDuraLezione credo che il discorso tecnico sia solo una minima parte del processo.Ci sono troppe "interpretazioni personali" che bastano a validare la singola scelta di un singolo comune o di un singolo ente. Andrebbe imposto l'uso di XML (nostro esempio) e poi pian piano unificati anche il software e i sistemi.

            Non basterebbe stabilire un XML Schema per
            le
            PA?

            Non sarebbe facilmente interoperabile,

            visualizzabile su qualunque piattaforma e

            interfacciabile con qualunque

            database?



            Tipo XBRL* per la finanza, ma so che si usa
            uno

            anche per la chimica la fisica

            etc.



            non solo sarebbe possibile ma auspicabileAnche perchè XBRL che ho citato è strausato*, ha delle regole tassonomiche rigide e usabile da qualunque software (aperto/chiuso/con interfaccia web) ed inoltre, aspetto *eccellente* i dati e la struttura sono visibili non un semplice editor di testo.anche perchè XML si porta dietro una serie di "tecnologie di supporto" come XSL(T) Xlink Xpath Xquery ... voglio dire, è uno strumento "potente" per la gestione dati.Per il resto del tuo discorso più che unirmi ai dubbi sui perchè non posso fare altro. (newbie)Ciao. ;)* http://www.xbrl.org/members
    • roby6732 scrive:
      Re: Non basta...
      - Scritto da: Trollone
      ...se poi avremo 20 formati aperti diversi tra
      loro (uno per regione) per fare la stessa cosa,
      quando non saranno 110 (uno per provincia) o uno
      per ciascuno dei 9000 comuni
      italiani.In realtà non succederebbe; il motivo è che non conviene a nessuno rimanere isolato :-)e poi se un formato libero è sviluppato per tutto,che senso avrebbe averne un altro?
      Perché comunque ogni amministrazione ha il suo
      feudo da
      difendere.Anche questa cosa finirebbe,visto che un software sviluppato da uno serve a tutti e tutti ne possono usufruire, migliorandolo con i soldi risparmiati dall'abbandono del vecchio sistema per essere investiti in ricerca ed innovazione; la stessa ricerca potrebbe essere condivisa da tutti e quindi con un carico di lavoro minore per il singolo.Comincerebbe l'era del " guadagno solo se so lavorare" ,e non se ho in mano il mercato con un mio prodotto chiuso.
    • Nome e cognome scrive:
      Re: Non basta...
      - Scritto da: Trollone
      ...se poi avremo 20 formati aperti diversi tra
      loro (uno per regione) per fare la stessa cosa,
      quando non saranno 110 (uno per provincia) o uno
      per ciascuno dei 9000 comuni
      italiani.

      Perché comunque ogni amministrazione ha il suo
      feudo da
      difendere.beh provincie e comuni il software lo hanno sempre adottato non creato quindi si parla di nulla. Per le regioni il dubbio è lecito, ma se sono formati aperti l'interoperabilità è un banalità (scudate la rima non era voluta)e scusa anche a te che volevi fare solo una trollata e invece hai detto qualcosa di sensato e mi sono sentito in dovere di risponderti a modo
  • bradipao scrive:
    formati
    E' la scelta dei formati ad essere essenziale. Dovrebbe esserci l'obbligo di utilizzare formati completamente open, così da non rischiare di rimanere "bloccati" con un tool, sia esso gratuito o a pagamento.
    • king volution scrive:
      Re: formati
      - Scritto da: bradipao
      E' la scelta dei formati ad essere essenziale.
      Dovrebbe esserci l'obbligo di utilizzare formati
      completamente open, così da non rischiare di
      rimanere "bloccati" con un tool, sia esso
      gratuito o a pagamento.infatti, hai centrato il punto!va benissimo "privilegiare" il software FOSS nelle PA (era ora!!!) ma questo non basta, è solo una parte del "problema"i software FOSS nelle PA *devono* giustamente essere privilegiati ma, allo stesso tempo, le PA dovrebbero adottare/utilizzare <b
      solo ed esclusivamente -- e senza alcuna eccezione -- formati e standard totalmente aperti e liberi </b
    • panda rossa scrive:
      Re: formati
      - Scritto da: bradipao
      E' la scelta dei formati ad essere essenziale.
      Dovrebbe esserci l'obbligo di utilizzare formati
      completamente open, così da non rischiare di
      rimanere "bloccati" con un tool, sia esso
      gratuito o a
      pagamento.Scegli un software aperto e avrai automaticamente anche il formato aperto, senza contare tutti gli altri vantaggi:1) puo' essere concesso in manutenzione e sviluppo a chiunque.2) avrai la garanzia che non contiene spyware di stato o altro.
      • sgabbio non demorde scrive:
        Re: formati
        - Scritto da: panda rossa
        2) avrai la garanzia che non contiene spyware di
        stato o
        altro.Dicevano la stessa cosa di Android...(rotfl)(rotfl)(rotfl)
        • king volution scrive:
          Re: formati
          - Scritto da: sgabbio non demorde
          - Scritto da: panda rossa

          2) avrai la garanzia che non contiene spyware di

          stato o altro.
          Dicevano la stessa cosa di Android...a) stiamo parlando di altro e in altro contestob) non mi risulta proprio che android sia relamente software liberoc) dicevano chi? da sempre android è criticato da molti proprio perché non è mai stato davvero libero (vedi infatti progetti come replicant http://replicant.us/)
          • sgabbio non demorde scrive:
            Re: formati
            - Scritto da: king volution
            a) stiamo parlando di altro e in altro contestoIl "ragionamento" di panda rossa è stato: open-
            spywareFree, tanto belo, buga buga.
            b) non mi risulta proprio che android sia
            relamente software
            liberoDifatti non si parlava di quello...
            c) dicevano chi? http://punto-informatico.it/b.aspx?i=2891015Il signor pabloski in quella discussione per esempio e mi raccomando fermatevi a guardare tutti il dito...
          • collione scrive:
            Re: formati
            - Scritto da: sgabbio non demorde
            Il "ragionamento" di panda rossa è stato:
            open-
            spywareFree, tanto belo, buga
            buga.mi dici il nome di un software open che ha una backdoor di Stato?

            c) dicevano chi?
            http://punto-informatico.it/b.aspx?i=2891015
            Il signor pabloski in quella discussione per
            esempio e mi raccomando fermatevi a guardare
            tutti il
            dito...e infatti è vero, visto che android non ha nessuna backdoorla differenza tra backdoor, worm, trojan, spyware, è così difficile da capire?ragazzi dovete studiare, altrimenti state qua a sparare cazzatevabbè che pi è caduto veramente in basso ormai, tra gente che sfotte Maruccia, altri che bestemmiano, chi posta foto di penetrazioni anali, e ovviamente i soliti troll ignoranti
          • sgabbio non demorde scrive:
            Re: formati
            - Scritto da: collione
            mi dici il nome di un software open che ha una
            backdoor di
            Stato?Android
            e infatti è vero, visto che android non ha
            nessuna
            backdoor
            la differenza tra backdoor, worm, trojan,
            spyware, è così difficile da
            capire?L'NSA approva questa dichiarazione (rotfl)
            ragazzi dovete studiare, altrimenti state qua a
            sparare
            cazzateNon dare del tuo agli altri...
          • collione scrive:
            Re: formati
            - Scritto da: sgabbio non demorde
            - Scritto da: collione

            mi dici il nome di un software open che ha
            una

            backdoor di

            Stato?
            Android


            e infatti è vero, visto che android non ha

            nessuna

            backdoor

            la differenza tra backdoor, worm, trojan,

            spyware, è così difficile da

            capire?
            L'NSA approva questa dichiarazione (rotfl)


            ragazzi dovete studiare, altrimenti state
            qua
            a

            sparare

            cazzate
            Non dare del tuo agli altri...e tu non sparare cazzate, trollazzo (troll)
          • collione scrive:
            Re: formati
            - Scritto da: sgabbio non demorde
            - Scritto da: collione

            mi dici il nome di un software open che ha
            una

            backdoor di

            Stato?
            Android


            e infatti è vero, visto che android non ha

            nessuna

            backdoor

            la differenza tra backdoor, worm, trojan,

            spyware, è così difficile da

            capire?
            L'NSA approva questa dichiarazione (rotfl)


            ragazzi dovete studiare, altrimenti state
            qua
            a

            sparare

            cazzate
            Non dare del tuo agli altri...bella trollata, ovviamente priva di qualsivoglia risposta sensata
          • sgabbio non demorde scrive:
            Re: formati
            - Scritto da: collione
            bella trollata, ovviamente priva di qualsivoglia
            risposta
            sensataE' tua l'ignoranza nel non conoscere Edward Snowden
          • collione scrive:
            Re: formati
            - Scritto da: sgabbio non demorde
            - Scritto da: collione

            bella trollata, ovviamente priva di
            qualsivoglia

            risposta

            sensata
            E' tua l'ignoranza nel non conoscere Edward
            Snowdeneh???? e che c'entra Snowden col phishing? vedo che ormai sballi di brutto (rotfl)
          • sgabbio non demorde scrive:
            Re: formati
            - Scritto da: collione
            eh???? e che c'entra Snowden col phishing? Si parlava di spiare Android e Snowden ha spiegato che l'NSA lo fa
            vedo che ormai sballi di brutto (rotfl)Togliti gli specchi dagli occhiali...
          • collione scrive:
            Re: formati
            - Scritto da: sgabbio non demorde
            - Scritto da: collione

            eh???? e che c'entra Snowden col phishing?
            Si parlava di spiare Android e Snowden ha
            spiegato che l'NSA lo
            fa
            e dove sono le backdoor? link? o spari solo cazzatetu hai parlato esplicitamente di backdoor in android, cosa che non è assolutamente vera

            vedo che ormai sballi di brutto (rotfl)
            Togliti gli specchi dagli occhiali...tu piuttosto informati ignorante http://www.net-security.org/malware_news.php?id=2675com'era la storia? bucano i server per installare script spara-malware? no, la stragrande maggioranza usa siti ad hoc hostati presso amazon e compagniaè inutile che viene qui a scrivere e discutere di cose che evidentemente non conosci
          • ma anche no scrive:
            Re: formati
            scusa la domanda da ignorante: ma quindi Edward Snowden ha nominato uno o più software opensource in cui NSA ha nascosto backdoor? quindi sono state trovate e rimosse?onestamente, da profano, sapevo solo di RdRand in linux che però era usato in serie ad altri metodi per la generazione di numeri casuali rendendo di fatto imprevedibile la generazione numerica nonostante la "backdoor" nsa
          • collione scrive:
            Re: formati
            lascialo perdere, è un povero troll winaroriguardo rdrand, linux prima e freebsd poi, hanno deciso di non fidarsigiusto per sicurezza, niente di chepurtroppo è assai probabile che intel sia stata costretta a bacare il generatore rdrand, per cui è meglio prendere quei numeri e fargli fare un altro giro, così siamo sicuri che sono casuali per davveroinfine, notare che pure windows usa le istruzioni rdrand e non è dato sapere se adotti o meno le stesse accortenze di linux e freebsd
          • sgabbio classico scrive:
            Re: formati
            - Scritto da: sgabbio non demorde
            - Scritto da: collione

            bella trollata, ovviamente priva di
            qualsivoglia

            risposta

            sensata
            E' tua l'ignoranza nel non conoscere Edward
            Snowden[img]http://pic.pilpix.com/2/2312/apple-and-pear.jpg[/img]
          • MegaJock scrive:
            Re: formati
            - Scritto da: collione

            chi posta foto di penetrazioni
            analiLink?
          • iRoby scrive:
            Re: formati
            Chissà perché è così difficile fare la registrazione obbligatoria. Ma anche il post immediato autenticandosi con account Diqus, Google+, Facebook...
          • sgabbio non demorde scrive:
            Re: formati
            01/10
        • ... scrive:
          Re: formati
          - Scritto da: sgabbio non demorde
          - Scritto da: panda rossa

          2) avrai la garanzia che non contiene
          spyware
          di

          stato o

          altro.
          Dicevano la stessa cosa di Android...
          (rotfl)(rotfl)(rotfl)dicevano? lo dicevano "chi"?
          • collione scrive:
            Re: formati
            - Scritto da: ...
            - Scritto da: sgabbio non demorde

            - Scritto da: panda rossa


            2) avrai la garanzia che non contiene

            spyware

            di


            stato o


            altro.

            Dicevano la stessa cosa di Android...

            (rotfl)(rotfl)(rotfl)

            dicevano? lo dicevano "chi"?i troll winari e macachiricordo un certo massimino con "google il grande spione", salvo poi che è venuto fuori che il grande spione è applee ricordo pure un certo nome e cognome con le sue perle di idiozia (rotfl)
      • king volution scrive:
        Re: formati
        - Scritto da: panda rossa
        - Scritto da: bradipao
        Scegli un software aperto e avrai automaticamente
        anche il formato aperto, eh questo purtroppo non è verobasta pensare, solo per fare un esempio, che OOo e LO supportano anche i pseudo-formati M$ (.doc, .xls ecc.)... e il fatto di "avere" formati aperti e liberi non significa usarli...
        senza contare tutti gli altri vantaggi:
        1) puo' essere concesso in manutenzione e sviluppo a chiunque.a chiunque magari meglio di no ;-)e i vantaggi sono anche molti altri
        2) avrai la garanzia che non contiene spyware di stato o altro.beh... proprio la garanzia assoluta no... dipende: se parliamo eslusivamente di codice che non contiene blob binari e/o istruzioni "malevole" cammuffate, allora ok... altrimenti...
        • panda rossa scrive:
          Re: formati
          - Scritto da: king volution
          - Scritto da: panda rossa

          - Scritto da: bradipao

          Scegli un software aperto e avrai
          automaticamente

          anche il formato aperto,

          eh questo purtroppo non è veroQuesto e' vero.

          basta pensare, solo per fare un esempio, che OOo
          e LO supportano anche i pseudo-formati M$ (.doc,
          .xls ecc.)...Supportano non significa "adottano".
          e il fatto di "avere" formati aperti e liberi non
          significa usarli......e il fatto di "avere" la patente non significa non passare mai col rosso.

          senza contare tutti gli altri vantaggi:

          1) puo' essere concesso in manutenzione e
          sviluppo a
          chiunque.

          a chiunque magari meglio di no ;-)Meglio i soliti noti?
          e i vantaggi sono anche molti altriCerto, purtroppo abbiamo solo 7000 caratteri...

          2) avrai la garanzia che non contiene
          spyware di stato o
          altro.

          beh... proprio la garanzia assoluta no... Il sorgente e' aperto. Ci guardi e te ne accerti.
          dipende: se parliamo eslusivamente di codice che
          non contiene blob binari e/o istruzioni
          "malevole" cammuffate, allora ok...
          altrimenti......altrimenti c'e' sempre il sistema operativo a piastrelle su cui gira.
          • king volution scrive:
            Re: formati
            - Scritto da: panda rossa
            - Scritto da: king volution

            - Scritto da: panda rossa


            - Scritto da: bradipao


            Scegli un software aperto e avrai

            automaticamente


            anche il formato aperto,



            eh questo purtroppo non è vero

            Questo e' vero.se non lo hai capito, stiamo parlando di adozione di formati aperti e liberi *da parte della PA* (e non se un sw li supporta o meno)

            basta pensare, solo per fare un esempio, che OOo

            e LO supportano anche i pseudo-formati M$ (.doc,

            .xls ecc.)...

            Supportano non significa "adottano".appunto (v. sopra)

            e il fatto di "avere" formati aperti e liberi non

            significa usarli...

            ...e il fatto di "avere" la patente non significa
            non passare mai col rosso.si parla di altro


            1) puo' essere concesso in manutenzione e

            sviluppo a chiunque.



            a chiunque magari meglio di no ;-)

            Meglio i soliti noti?ma sei di coccio?meglio chi davvero sviluppa bene, non chiunque dica di saperlo fare


            2) avrai la garanzia che non contiene

            spyware di stato o

            altro.



            beh... proprio la garanzia assoluta no...

            Il sorgente e' aperto. Ci guardi e te ne accerti.mica facilea) non lo può fare una PA, serve una communityb) esiste anche codice aperto malevolo
          • tucumcari scrive:
            Re: formati
            - Scritto da: king volution
            - Scritto da: panda rossa

            - Scritto da: king volution


            - Scritto da: panda rossa



            - Scritto da: bradipao



            Scegli un software aperto e avrai


            automaticamente



            anche il formato aperto,





            eh questo purtroppo non è vero



            Questo e' vero.

            se non lo hai capito, stiamo parlando di adozione
            di formati aperti e liberi *da parte della PA* (e
            non se un sw li supporta o
            meno)



            basta pensare, solo per fare un
            esempio, che
            OOo


            e LO supportano anche i pseudo-formati
            M$
            (.doc,


            .xls ecc.)...



            Supportano non significa "adottano".

            appunto (v. sopra)



            e il fatto di "avere" formati aperti e
            liberi
            non


            significa usarli...



            ...e il fatto di "avere" la patente non
            significa

            non passare mai col rosso.

            si parla di altro




            1) puo' essere concesso in
            manutenzione
            e


            sviluppo a chiunque.





            a chiunque magari meglio di no ;-)



            Meglio i soliti noti?

            ma sei di coccio?
            meglio chi davvero sviluppa bene, non chiunque
            dica di saperlo
            fare




            2) avrai la garanzia che non
            contiene


            spyware di stato o


            altro.





            beh... proprio la garanzia assoluta
            no...




            Il sorgente e' aperto. Ci guardi e te ne
            accerti.

            mica facile
            a) non lo può fare una PA, serve una communityOh si che può! in america lo fanno e precisamente lo fa il NIST.Peccato che occorrano persone competenti.Anzi lo fanno così bene che a volte obbligano alla adozione di codice che sanno perfettamente essere "exploitabile" nell'ipotetico "interesse" della amministrazione.Il che significa non solo che "possono" farlo ma che "sono capaci" di farlo.Che poi questo sia o non sia nell'interesse effettivo della amministrazione e dei cittadini e della amministrazione è un altro paio di maniche (è un problema politico e niente affatto tecnico).
            b) esiste anche codice aperto malevoloTipo?
        • tucumcari scrive:
          Re: formati
          cioè?Facci capire i blob binari sono "software open"?e da quando?
      • egixe scrive:
        Re: formati
        - Scritto da: panda rossa
        1) puo' essere concesso in manutenzione e
        sviluppo a
        chiunque.Questo a me fa venire i brividi onestamente.Già adesso i software delle pa fanno cacare in quanto a progettazione complice l'uso di consulenti a p.iva (aka programmatori a tempo indeterminato 8/5), collaboratori a progetto (aka programmatori a tempo indeterminato 8/5) & co che si danno il cambio ogni 6 mesi...In ogni caso, in italia il problema non sarebbe nemmeno quello, visto che darlo in manutenzione e sviluppo a chiunque implica che non ci sia magna magna, amici, amichetti, mazzette & co.Sui formati open invece sono favorevole.
      • Mimmo scrive:
        Re: formati
        infatti il problema sta proprio nella manutenzione, dovei prezzi sono elevatissimi.in questa maniera si risparmiera' parecchio
      • gianni scrive:
        Re: formati
        - Scritto da: panda rossa
        2) avrai la garanzia che non contiene spyware di stato o altro.controlla pure tre volte tutto il codicepoi fallo girare su hardware proprietario gestito da tanti firmware proprietari, e dormi tranquillo che nessuno spia... ahaaha
        • panda rossa scrive:
          Re: formati
          - Scritto da: gianni
          - Scritto da: panda rossa

          2) avrai la garanzia che non contiene spyware
          di stato o
          altro.

          controlla pure tre volte tutto il codice
          poi fallo girare su hardware proprietario gestito
          da tanti firmware proprietari, e dormi tranquillo
          che nessuno spia...
          ahaahaE che cosa spierebbero?Che e' stato lanciato un certo programma ad una certa ora, ma poi?Una criptazione a livello di SO (che e' open) nasconde tutti i dati all'hardware, il quale e' libero di accedere ad un file system criptato, di cui non conosce la chiave.
  • Enrico La Forgia scrive:
    e FOSS sia
    ma che si controllino/giustifichino anche i costi di formazione/supporto ovviamente necessari.
    • king volution scrive:
      Re: e FOSS sia
      - Scritto da: Enrico La Forgia
      ma che si controllino/giustifichino anche i costi
      di formazione/supporto i costi di formazione/supporto eventualmente connessi all'adozione di un applicativo -- ammesso e non concesso che ce ne siano -- ci sono <b
      a prescindere </b
      dalla licenza (FOSS o proprietaria) e dal costo (
      = 0)
      ovviamente necessari.ovviamente? per nulla ovviamente, semmai eventualmentenecessari? ma anche no, dipende
      • roby6732 scrive:
        Re: e FOSS sia
        A mio avviso avere software libero che gira su software chiuso serve a poco.Si dovrebbe evitare di appoggiarsi per il sistema operativo ad una multinazionale come microsoft ed invece adottare un sistema come Debian,non legato ad interessi commerciali.I formati aperti vanno benissimo, però ad esempio se adottiamo open-libreoffice e poi salviamo i dati in formato proprietario,allora a che serve?Per la pubblica amministrazione credo sia inacettabile che i dati dei cittadini siano gestiti da una multinazionale (perchè usando windows,indipendentemente dal software è così),i dati dovrebbero invece essere gestiti da sistemi aperti e sicuri,con software aperti e sicuri che girano su di essi, ed in formati aperti e sicuri.Non dimentichiamo anche che la spesa annua per comprare software chiuso è veramente altissima,nell'ordine di miliardi di euro delle nostre tasche.Spenderli in formazione no eh?
        • king volution scrive:
          Re: e FOSS sia
          - Scritto da: collione
          http://www.bunniestudios.com/blog/?p=3597sì conoscevo ;-)comunque grazie
        • Carlo scrive:
          Re: e FOSS sia
          - Scritto da: roby6732
          A mio avviso avere software libero che gira su
          software chiuso serve a
          poco.Sono d'accordo, maSoftware =
          applicazioni, maapplicazioni =/=
          softwareQuesto per sottolineare che anche uin sistema operativo è un software, quindi anche per la sua adozione andranno fatte le stesse valutazioni
          • roby6732 scrive:
            Re: e FOSS sia
            hai ragione e concordo pienamente.
          • roby6732 scrive:
            Re: e FOSS sia
            - Scritto da: Carlo
            - Scritto da: roby6732

            A mio avviso avere software libero che gira
            su

            software chiuso serve a

            poco.

            Sono d'accordo, ma

            Software =
            applicazioni, ma
            applicazioni =/=
            software

            Questo per sottolineare che anche uin sistema
            operativo è un software, quindi anche per la sua
            adozione andranno fatte le stesse
            valutazioniHo scritto velocemente e non ho detto una cosa prima della risposta.Volevo dire che la PA ad oggi NON HA nessuno o quasi che presenti alternative libere e aiuti nella migrazione.Io sono molto amico di un CED comunale e da lui facciamo qualcosa ogni tanto; però i programmi comunali sono gestiti da una o più ditte esterne e sono chiusi.Il problema oggi come oggi sarebbe di mettere su una azienda o cooperativa di sviluppatori ,e non solo,visto che serve anche la parte burocratica ed amministrativa.Ora io su questa lista di punto informatico chiedo: chi vuole starci?L'idea ci sarebbe, basta parlarne,mettersi daccordo e cominciare a sviluppare.Se qualcuno là fuori è interessato è pregato di scrivere sulla lista www.Govonis.orgciao
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