Il futuro è gratis, anche per le fatture

di Fabio Annovazzi - La fatturazione elettronica è un servizio da fornire gratuitamente e per sempre. Una opportunità per costruire una posizione dominante sul mercato, non solo italiano. Da Chris Anderson a Google: gratis è la via

Roma – Chris Anderson, “chief editor” di Wired, la rivista “bibbia” di internet, e autore del libro “The Long Tail”, ha appena pubblicato un articolo in cui sostiene che gratuito rappresenta – almeno su internet – il futuro del business.

In “The Long Tail” Anderson spiega che uno dei motivi per i quali internet ha cambiato le regole del business è che rende profittevole servire “micro-nicchie” che sarebbe impossibile servire con un modello di business tradizionale, allargando in questo modo le dimensioni del mercato indirizzabile.

Non solo Amazon può offrire centinaia di migliaia di titoli che per una libreria tradizionale sarebbe antieconomico tenere negli scaffali, ma Amazon realizza il 50% delle sue vendite di libri proprio da quei titoli.

In pratica, Amazon ha raddoppiato le dimensioni del mercato del libro.

La nuova idea di Anderson è che un discorso simile valga anche per il gratuito: mentre nel business tradizionale regalare un servizio in generale fa perdere soldi, nel mondo internet il “prezzo zero” rappresenta spesso il modo più efficace per fare soldi.

La legge di Moore dice che il costo della capacità di calcolo si dimezza ogni 18 mesi. Il costo dello spazio disco e della banda larga, le altre due tecnologie che sono alla base del web, sta scendendo almeno altrettanto velocemente.

Di conseguenza buona parte dei servizi offerti attraverso la rete stanno viaggiando rapidamente verso il punto in cui il costo marginale per fornire un servizio ad un nuovo utente diventa, a tutti gli effetti pratici, pari a zero.

A quel punto, secondo Anderson, è generalmente una buona idea offrire il servizio gratis.

L’esempio di Google, che offre tutti i propri servizi (da gmail, a picasa, al motore di ricerca,…) gratis ai consumatori (ed ha un fatturato multimiliardario in crescita verticale) è così chiaro da non meritare commenti. Ma ce ne sono diversi altri.

I fenomeni in gioco sono sostanzialmente due. Il primo è che prezzo zero rappresenta un “mercato completamente diverso”, infinitamente più facile, rispetto a qualsiasi altro prezzo, per quanto piccolo.

Esiste un enorme divario psicologico tra gratuito e poco costoso, che spesso si traduce nella differenza tra un grande business e nessun business. Regala un prodotto e si diffonderà viralmente, vendilo anche per un solo euro e dovrai conquistarti i clienti ad uno ad uno.

Il secondo è che prezzo zero equivale a spingere i consumatori a “sprecare” una risorsa, che da “scarsa e sottoposta ad usi alternativi” – come i libri di economia ci insegnavano essere le risorse – diventa gratuita e quindi, agli effetti pratici, infinita.

Ciò “scatena l’immaginazione” del mercato che crea nuove applicazioni e nuovi business basati sullo “spreco” o, se si vuole, sull’uso smodato di tale risorsa.

Si pensi solamente quanta capacità elaborativa, prima costosa, oggi divenuta praticamente gratuita (nell’ultimo chip Intel il costo per transistor è di 0,000001 centesimi di dollaro), oggi si “spreca” in un PC per migliorarne l’usabilità da parte dell’utente.

La migliore usabilità del PC ha attratto molti più utenti, che hanno attratto molte più applicazioni, che hanno attratto molte più idee di business, che hanno cambiato il mondo.

La conclusione di Anderson è che gratuito consente, a chi lo “gioca” bene, di acquisire due “beni scarsi”, la reputazione, e l’attenzione degli utenti (o, se si vuole, il loro tempo), su cui poi si possono fondare business model estremamente interessanti. Esattamente come ha fatto Google con l’advertising.

Adesso che la fatturazione elettronica in Italia è stata resa obbligatoria dalla legge finanziaria (anche se non si sa ancora quando l’obbligo diventerà effettivo) diversi operatori stanno salivando di fronte alle prospettive di fatturato che un simile business, in qualche modo “ad acquisto obbligatorio”, potrà offrire.

Tanto più che la legge prevede espressamente “misure di supporto, anche di natura economica, per le piccole e medie imprese”…

L’impressione, invece, è che si tratti di un servizio che, per sua natura, diventerà presto gratuito per sempre, o ancora “peggio”, a costo zero. In altre parole non solo le aziende non dovranno mai pagare nulla per inviare fatture elettroniche, ma alle aziende non costerà nulla – o costerà pochissimo – attrezzarsi per farlo.

Il processo della emissione di fatture elettroniche si compone sostanzialmente di quattro fasi:
1.bisogna trovare un modo per “estrarre” dati e immagine delle fatture dal gestionale della azienda emittente
2.bisogna firmare elettronicamente i file fattura con un opportuno certificato qualificato
3.bisogna archiviare i file fattura come richiesto dal legislatore (ad esempio facendo in modo che siano consultabili per 10 anni)
4.bisogna trasmettere le fatture elettroniche al cliente.

Per tutte e quattro le fasi, il costo marginale per permettere ad una impresa di inviare fatture elettroniche è molto vicino allo zero.

Fino a poco tempo fa, interfacciare il sistema informativo di una azienda con la infrastruttura che deve firmare elettronicamente e archiviare le sue fatture, rappresentava un costo vivo di alcune migliaia di euro per il fornitore di servizi di fatturazione elettronica.

Un tecnico doveva spostarsi dal cliente, capire come era fatto il suo sistema informatico, e trovare il modo migliore per mettere in piedi l’interfacciamento.

Oggi esistono applicazioni – ancora in “fase beta” ma vicine ad una piena funzionalità – che permettono di effettuare questa connessione ad un costo di poche decine di euro, con un impegno di tempo molto limitato. Col crescere del parco installato, costi e tempi si avvicineranno rapidamente allo zero.

Firmare i file fattura con un certificato qualificato è certamente l’ultimo dei problemi: può solamente costare zero.

La legge permette espressamente ad un terzo di firmare con un proprio certificato le fatture in nome e per conto della società emittente. Un HSM (Hardware Security Module, un modulo che permette la firma massiva) di “fascia alta” costa un paio di decine di migliaia di euro e riesce ad apporre oltre dieci firme al secondo. Cioè almeno 300 milioni di firme all’anno. Con cinque HSM (considerando una “di scorta”) e meno di centomila euro si è in grado di firmare tutte le fatture B2B emesse in un anno in Italia.

Una fattura elettronica occupa (fra file immagine e file “dati”) circa mezzo mega di spazio disco. Il costo di un GB di spazio disco era pari a circa 0,3 Euro nel 2007 e scende di circa il 30% all’anno.

Prendiamo pure i prezzi dell’anno scorso, moltiplichiamoli per 5 per tenere conto degli altri costi “variabili” (l’energia elettrica, la necessità di backup, il fatto che i dischi andranno sicuramente cambiati fra meno di 10 anni, con altri dischi ancora meno costosi e che consumano ancora molto meno), e ancora per 4000, il numero di fatture di una “media” azienda italiana già di ragguardevoli dimensioni (fatturato fra 5 e 50 milioni euro).

Il costo marginale per archiviare le fatture della azienda è di ben 2.7 euro l’anno. Un cappuccino e un caffè. O un chilo di pane.

Ci manca ancora il costo della rete trasmissiva necessaria per trasmettere le fatture in modo sicuro. Si chiama internet e farci passare sopra anche le fatture costa zero.

Nel passato – oramai remoto, quando internet non c’era ancora – si usavano le cosiddette VAN, reti a valore aggiunto che offrivano una qualità di trasmissione nettamente superiore a quella ottenibile da linee “voce” in dial up”. C’è chi sostiene che anche oggi le fatture andrebbero fatte passare per una rete ad hoc. Onestamente, si fa molta fatica a capire perché.

Si fa un gran parlare del rischio “vaporizzazione del valore”, di “demonetizzazione” di intere industrie, a causa dell’abbattimento dei prezzi dovuto ad internet.

Sempre più gente chiama gratis con Skype (che nel 2007, secondo alcune stime, ha veicolato il 10% delle comunicazioni telefoniche internazionali), mette (almeno negli USA) annunci economici gratuiti su Craigslist invece che a pagamento sui giornali (facendo perdere oltre 300 milioni di dollari di ricavi all’industria nel 2006), scarica gratuitamente musica da internet – pratica tanto illegale quanto diffusa che ha fatto crollare i ricavi annui delle case discografiche di sei miliardi e mezzo di dollari fra il 2000 e il 2006.

La fatturazione elettronica, ove si dovesse diffondere massivamente grazie anche ad una politica di prezzo zero, “vaporizzerebbe” fatturati e margini importanti – in particolare nell’industria postale, ma non solo.

In Europa si parla di circa 10 miliardi di fatture B2B l’anno. Facendo una ipotesi di una penetrazione del 50% e di una sessantina di centesimi per francobollo, parliamo di 3 miliardi di euro “a rischio”. Non siamo poi così lontani dalle cifre dell’industria discografica.

Se Anderson ha ragione, sono soldi che non si potranno mai recuperare, nemmeno in parte, vendendo servizi di fatturazione elettronica.

D’altra parte, qual è invece il valore che può essere creato fornendo servizi “fondati” sul fatto di avere i dati delle fatture (ma anche degli ordini, delle bolle e delle note di credito) in forma elettronica su un hub, a costo zero?

Il valore medio di una fattura B2B è di circa 1.000 euro. Avere il dato in forma elettronica consente di semplificare il processo di approvazione e di contabilizzazione della fattura passiva e dei documenti correlati, di velocizzare le operazioni di pagamento e di incasso, e di rendere più semplice la trasformazione della fattura (con operazioni di factoring, anticipazione o di confirming) in un finanziamento al venditore.

Se tutto ciò potesse valere almeno lo 0,1% del valore della fattura, siamo a cavallo….

Fabio Annovazzi
Optinvoice.it

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  • ma dai scrive:
    Re: nuovo chipset grafico
    ma guarda che anche se esce a giugno piuttosto che a marzo non è che ci cambia la vita...il processore intel Penryn a 45nm, che è pubblicizzato in tutti modi alla fine sul pc non cambia nulla! e la tecnologia a 32nm che sforneranno nel 2009 non è altro che un progetto di una decina di anni fa meditate gente meditate...prima di sostituire i vostri pc fatevi un esame di coscienza (mi serve davvero oppure devo sfogare un egoismo per colmare i problemi che ho), anziché andare nei centri di informatica o nei centri commerciali la domenica....
  • daniele acerbi scrive:
    interessante
    invece secondo me è interessante, dicono che il chip grafico intel sia 3 volte più potente del precendete, in pratica intel dichiara guerra alla fascia medio-bassa ad ATI e Nvidia!
  • ma dai... scrive:
    nuovo chipset grafico
    cosa credono che con questo "nuovo" di spremerci ancora?ma pensa te se dovessi rincorrere la "nuova" tecnologia! dovete capire ragazzi che queste industrie hanno nei cassetti tecnologie che neanche ci immaginiamo... e a noi ogni tanto ci rifilano cose vecchie!!!
    • Balau scrive:
      Re: nuovo chipset grafico
      No.La teoria del complotto può anche essere plausibile nel caso di attività governative; le tecnologie invece, per poter essere prodotte in larga scala, hanno bisogno di processi complessi, e non ha senso per una ditta anche come la Intel tenersele strette, perchè ci perderebbe soldi.
      • ma dai scrive:
        Re: nuovo chipset grafico
        certo e tu sei sicuro che le multinazionali non si consultano prima di sfornare i nuovi prodotti!? non si tratta di complotti ma appunto di strategia che si tratti di bambole di pezza o prodotti tecnologici non cambia e la intel non fa eccezione ad esempio il processore intel Penryn a 45nm, che è pubblicizzato in tutti modi alla fine sul pc non cambia nulla! e la tecnologia a 32nm che sforneranno nel 2009 non è altro che un progetto di una decina di anni fa meditate gente meditate... - Scritto da: Balau
        No.

        La teoria del complotto può anche essere
        plausibile nel caso di attività governative; le
        tecnologie invece, per poter essere prodotte in
        larga scala, hanno bisogno di processi complessi,
        e non ha senso per una ditta anche come la Intel
        tenersele strette, perchè ci perderebbe
        soldi.
  • nonno scrive:
    chiarimento
    E' possibile capire dove avete trovato l'ufficialità della notizia visto che tutti indicano per giugno la presentazione della centrino 2 e guardando in rete non ho trovato alcun riscontro? grazie ciao
    • Bisnonno scrive:
      Re: chiarimento
      Leggi qua, caro figliolo:http://www.gadgetell.com/tech/tag/centrino%202/
    • la redazione scrive:
      Re: chiarimento
      - Scritto da: nonno
      E' possibile capire dove avete trovato
      l'ufficialità della notizia visto che tutti
      indicano per giugno la presentazione della
      centrino 2 e guardando in rete non ho trovato
      alcun riscontro? grazie
      ciaociaoabbiamo avuto ora conferma da Intel, la release è attesa in effetti per fine giugno.abbiamo corretto l'articolo.un salutone, grazie, ciao!alberigo
  • Xeus32 scrive:
    GMA X4500
    Ma il 300% di 0 e' sempre 0!Dopo le critiche, ben venga! Ma conoscendo le prestazioni del predecessore non ci si puo' aspettare molto!
    • kralin scrive:
      Re: GMA X4500
      il 300% di poco, magari invece diventa accettabile per molti ;)non è che puoi pretendere di giocare con un chipset integrato...
      • e cognome scrive:
        Re: GMA X4500
        Mah, sarà ma con una x3100 i giochi vanno, poi non sarà la fine del mondo ma il suo lo fa. Sui portatili metterci molto di più non ha senso considerando anche il peso e i consumi aggiuntivi.
    • dubbioso scrive:
      Re: GMA X4500
      tu dici il 300% di 0.Ma 0 in base a che valutazione?Non crederai di giocarci a Crysis...Secondo me la scheda video integrata di base di una soluzione come Centrino, dedicata alla mobilità, deve essere appena + di decente e permettere di migliorara l'autonomia.Se poi vuoi un desktop replacement con cui poter giocare, ci sono altri target.Però mi sembra brutto criticare così tanto.
    • Zarbon scrive:
      Re: GMA X4500
      io ho nel mio compaq una x3100 e devo dire che il suo dovere lo fa più che bene...riesco a giocare anche a giochi come mafia e swat4... che di solito per un chip integrato tempo fa sarebbe stato solo utopia..x me che sono giocatore occasionale va più che bene, altrimenti esistono in commercio portatili con schede video più costose ma più performanti!
  • Samu scrive:
    Alleluia
    Sperando che lo portino per giugno o settembre nei macbook pro... :)
  • Ma scusa scrive:
    Penryn..
    Ma i penryn non sono usciti "l'altro" ieri??
    • omissis scrive:
      Re: Penryn..
      si infatti non sono quelli che montano già i nuovi macbook(normali e pro)?l'unica differenza forse sta nel fatto che i proci integrati nei mb non hanno tutte le tecnologie che saranno incluse da intel con questa nuova release...
      • daniele acerbi scrive:
        Re: Penryn..
        no, sono diversi, quelli di ora sono montati sia su mac pro e su notebook su piattaforma montevina. hanno il bus a 800mhz. i penryn che verranno montati su piattaforma centrino 2 avranno BUS a 1066Mhz
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