Il Googlephone sarà un telefonino?

Anticipazioni e fotografie circolano da tempo in Rete. Ma il terminale pensato da Mountain View potrebbe essere qualcosa di più di uno smartphone

Roma – Sul “telefonino di Google” prossimo venturo, ma soprattutto eventuale, si sono spese molte parole , ma la mancanza di “sostanza” – ossia di conferme ufficiali – può far pensare al rincorrersi di rumors infondati e nulla più.

Ad alimentare ulteriormente le aspettative del pubblico sull’avvento di un Gphone contribuisce PcWorld.com , ripreso anche da VoIPBlog , che riferisce della recente pubblicazione – sul sito di Google – di un annuncio di ricerca di personale , che fa supporre l’intenzione di concretizzare (proprio in senso “hardware”) l’idea di un telefonino col marchio della grande G.

L’annuncio svela che a Mountain View si stanno sperimentando alcuni sistemi di comunicazione wireless, e a questo scopo è in costituzione un piccolo team di engineering il cui obiettivo sarà “niente meno che rendere le informazioni del mondo intero accessibili da qualunque parte gratuitamente”.

Questo concetto non sembra ricondurre alla telefonia mobile a cui siamo abituati. C’è inoltre da aggiungere che lo stesso annuncio richiede una figura di “Analog Designer” che, tra i propri requisiti, possa vantare esperienza significativa in vari settori (tra cui ingegneria elettrica, modellazione di circuiti avanzati) e – tra i plus – una licenza di radio operatore. Il tutto, sommato al nulla di concreto che (non) si sa, potrebbe indurre a ritenere che Google stia pensando ad un dispositivo di comunicazione portatile realmente innovativo.

A suffragio di queste supposizioni sembra essere emerso un ulteriore elemento: su Godmode si legge infatti di un’indagine di mercato, a cui ha preso parte un utente di MobileBurn , che parla di un terminale di fabbricazione Samsung dotato di interfaccia Google, una fotocamera da 2 Megapixel, connettività 3G e WiFi.

Le voci in circolazione sono quindi varie e provenienti da fonti diverse. Il fatto che tutte, all’insegna – anche in questa fattispecie – della convergenza, parlino dello stesso argomento, potrebbe essere una dimostrazione che qualcosa a casa Google si stia muovendo. O, più semplicemente, che così BigG voglia far credere.

Dario Bonacina

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