Il papà di Mandriva porta OpenOffice su Web

Ulteo, l'azienda fondata da Gael Duval dopo la sua dipartita da Mandriva, ha iniziato il beta testing pubblico di una versione online di OpenOffice orientata alla collaborazione e alla condivisione dei documenti

Parigi – Per utilizzare OpenOffice non è più necessario scaricare un file da un centinaio di megabyte ed installarlo nel proprio sistema: basta un browser web e pochi clic del mouse. A renderlo possibile è Ulteo , un’azienda co-fondata da Gael Duval – creatore della celebre distribuzione Mandrake Linux (ora nota come Mandriva) – il cui progetto è quello di realizzare un ecosistema di software open source accessibili da un qualunque browser web.

Tra i componenti chiave della futura piattaforma di applicazioni online di Duval, chiamata Ulteo Online Desktop , vi è proprio OpenOffice. Gli utenti possono utilizzare la famosa suite per l’ufficio open source direttamente dal web e avvalersi dei servizi per la condivisione dei documenti e il lavoro di gruppo forniti da Ulteo: tali servizi consentono a più persone di scambiarsi inviti di collaborazione via email e lavorare contemporaneamente sugli stessi documenti.

“Ulteo è davvero orgogliosa di fornire OpenOffice 2.3 alla comunità in una nuova, utile ed eccitante modalità di usufruizione”, ha dichiarato Thierry Koehrlen, CEO di Ulteo. “Dal momento che la versione online è ancora più semplice e immediata da utilizzare, siamo convinti di poter contribuire a diffondere OpenOffice fra un numero di utenti ancora più vasto”.

Ulteo Online Desktop

Va sottolineato che la versione di OpenOffice messa online da Ulteo non è un web service, ma un server VNC accessibile mediante una applet Java open source . La connessione tra client e server è protetta mediante il protocollo SSH.

La prima beta pubblica di OpenOffice 2.3 online è disponibile qui in inglese, ma presto sarà disponibile anche in altre lingue (nel momento in cui si scrive il sito in italiano appare ancora incompleto). Per partecipare al beta testing è necessario effettuare una registrazione gratuita e attendere, via email, l’autorizzazione di Ulteo. L’account al servizio dà anche accesso ad 1 GB di spazio d’archiviazione dove è possibile salvare o uploadare i propri documenti. Attualmente il servizio è compatibile con i browser Firefox 1.5+, Internet Explorer 6/7 e Safari dotati di plug-in Java Runtime Environement 1.4 o superiore.

Ulteo non ha detto quale sarà la propria fonte di guadagno. È probabile che il servizio verrà finanziato attraverso l’introduzione di caratteristiche a pagamento e, eventualmente, banner pubblicitari.

Per il futuro l’azienda conta di aggiungere alla propria suite Ulteo Online Desktop altre applicazioni per la produttività open source, tra le quali una dedicata al data management.

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  • Giovanni Guiso scrive:
    diplomazia e chiusura
    Complimenti vivissimi, siamo di fronte ad un vero capolavoro di diplomazia. Qui inizia e finisce il pregio della lettera in questione. La posizione di equilibrio evocata è un espediente retorico,poiché non esiste nei fatti alcuna ricerca di una posizione condivisa, tuttalpiù si certificano delle differenze di cui gli autori della missiva non vogliono farsi carico, né ovviamente desiderano mettere in discussione la Dottrina Chiariglione,considerato che le autorevoli critiche mosse contro la proposta dimin.it vengono bellamente ignorate a favore di una vaga ricerca di consenso maldestramente ammantata dal comune rifiuto della Dottrina Sarkozy. Veniamo adesso alle argomentazioni dei trustisti: 1) IL DRM di Chiariglione è "rispettoso dei diritti degli utenti" ed è "neutro rispetto al diritto";2) non si vuole imporre un DRM di Stato ma imporre ai DRM,qualora "l'autore" volesse usare un DRM,la compatibilità con tutti i lettori dvd in commercio;3) non è possibile una vera riforma del diritto d'autore perché ci sono leggi europee e accordi col World Intellectual Property Organization.Con la neutralità rispetto al diritto altro non si vuol dire che il drm di dimin.it non cambia la legge sul diritto d'autore,insomma non aggiunge né toglie nulla ai diritti riconosciuti. Grazie tante:le leggi, è noto, vengono cambiate solo da altre leggi, in sostanza si dice solo che il drm di dimin.it è conforme alla legge, anche senza considerare che la aderenza alle ultime leggi demenziali sul diritto d'autore è lungi dall'essere un merito, e tralasciando la tautologia lapalissiana, non è questo ciò che viene rimproverato alla Dottrina Chiariglione, sulle critiche richiamo gli ottimi articoli di Rossato e Calamari; il secondo punto è una autentica perla ed è ovviamente falso, nel senso che la proposta di dimn.it obbliga all'uso del DRM: l'autore non può distribuire le sue opere senza drm, però può distribuirle anche in formato libero(bello vero? Ovviamente sarebbe più sensato fare il contrario,ma chi lo dice ai trustisti?)oltretutto gli autori della lettera identificano i diritti degli utenti/consumatori/fruitori riducendoli al solo diritto di riprodurre l'opera attraverso un lettore compatibile,per questo aspetto rimando al bel articolo di Rossato sulla riduzione del diritto di proprietà; en passant ricordo agli amici giuristi che consiste anche nel diritto di trasformare il bene posseduto. Il terzo punto è vero,anzi verissimo, peccato che invece di sostenere la necessità della revisione del diritto d'autore a livello internazionale(non mi si dica che è impossibile,o che non è realistico, in altre circostanze proprio l'Italia, nel caso della pena di morte per esempio, per ragioni ideali, come ideali sono anche quelle che premono per una riforma del diritto d'autore, ha ritenuto di fare appello all'Onu per una moratoria. Non è affatto realistico pensare che si posa abolire la pena di morte, molti ordinamenti nazionali la prevedono, ma in questo caso il realismo non conta, vero?) e di presentare una proposta che agevoli e prema per la creazione di un forum mondiale aperto ai contributi di consumatori,studiosi e società civile, si scelga ideologicamente di sostenere lo status quo e l'attuale impostazione del diritto d'autore, la stessa impostazione che in teoria anch'essi criticano e vorrebbero riformare. Merita una menzione l'impostazione nei fatti chiusa della proposta dimin.it, la quale è più un diktat, poiché è evidente che i proponitori non sono disposti a discutere alcunché della Dottrina Chiariglione,infatti essi chiedono di condividerla in toto e per chi nutre dubbi riservano l'accusa di estremismo o di un presunto atteggiamento preconcetto.Termino con una domanda: il idrm di dimin.it è stato brevettato?
    • CCC scrive:
      Re: diplomazia e chiusura
      - Scritto da: Giovanni Guiso
      Complimenti vivissimi, siamo di fronte ad un vero
      capolavoro di diplomazia. Qui inizia e finisce il
      pregio della lettera in questione. La posizione
      di equilibrio evocata è un espediente
      retorico,poiché non esiste nei fatti alcuna
      ricerca di una posizione condivisa, tuttalpiù si
      certificano delle differenze di cui gli autori
      della missiva non vogliono farsi carico, né
      ovviamente desiderano mettere in discussione la
      Dottrina Chiariglione,considerato che le
      autorevoli critiche mosse contro la proposta
      dimin.it vengono bellamente ignorate a favore di
      una vaga ricerca di consenso maldestramente
      ammantata dal comune rifiuto della Dottrina
      Sarkozy. Concordo!
      Veniamo adesso alle argomentazioni dei
      trustisti:

      1) IL DRM di Chiariglione è "rispettoso dei
      diritti degli utenti" ed è "neutro rispetto al
      diritto";la tecnologia (come ebbe a già dire qualcuno...) NON è mai neutra
      2) non si vuole imporre un DRM di Stato ma
      imporre ai DRM,qualora "l'autore" volesse usare
      un DRM,la compatibilità con tutti i lettori dvd
      in
      commercio;già... l'autore... deve essere stato un refuso causato dal TPM... leggasi invece: 2) non si vuole imporre un DRM di Stato ma imporre ai DRM, qualora IL DETENTORE DEI DIRITTI DI SFRUTTAMENTO COMMERCIALE DELL'OPERA (CHE QUASI MAI E' L'AUTORE) volesse usare un DRM,la compatibilità con Tutti i lettori dvd in commercio;
      3) non è possibile una vera riforma del diritto
      d'autore perché ci sono leggi europee e accordi
      col World Intellectual Property
      Organization.ehh??? come??? ed ecco che, in perfetto stile major , credono che la gente sia tutta fessa e si beva qualsiasi panzana!!!è chiaro o no che questi signori cercano di prenderci per il c..o???
      Con la neutralità rispetto al diritto altro non
      si vuol dire che il drm di dimin.it non cambia la
      legge sul diritto d'autore,insomma non aggiunge
      né toglie nulla ai diritti riconosciuti. Grazie
      tante:le leggi, è noto, vengono cambiate solo da
      altre leggi, in sostanza si dice solo che il drm
      di dimin.it è conforme alla legge, anche senza
      considerare che la aderenza alle ultime leggi
      demenziali sul diritto d'autore è lungi
      dall'essere un merito, appunto! concordo!... come già detto la tecnologia NON è neutra!!!
      e tralasciando la
      tautologia lapalissiana, non è questo ciò che
      viene rimproverato alla Dottrina Chiariglione,
      sulle critiche richiamo gli ottimi articoli di
      Rossato e Calamari; in effetti sono ottimi!!!
      il secondo punto è una
      autentica perla ed è ovviamente falso, nel senso
      che la proposta di dimn.it obbliga all'uso del
      DRM: l'autore non può distribuire le sue opere
      senza drm, però può distribuirle anche in
      formato liberogià... proprio una gentile concessione da parte di Lor Signori a questo fantomatico povero "autore" che in pratica non detiene quasi mai (salvo casi rarissimi) i diritti di sfruttamento economici sull'opera...insomma: è la solita tecnica di disinformazione e capovolgimento della realtà...e gli utenti??? dimenticati??? ma no!... anche gli utenti hanno i loro diritti, anzi un solo diritto: pagare in silenzio....
      (bello vero? Ovviamente sarebbe più
      sensato fare il contrario,ma chi lo dice ai
      trustisti?)tranquillo... lo sanno già benissimo ;-)
      oltretutto gli autori della lettera
      identificano i diritti degli
      utenti/consumatori/fruitori riducendoli al solo
      diritto di riprodurre l'opera attraverso un
      lettore compatibile,già... e indovina indovinello su chi ricadrebbero i (notevoli) costi (per es. per l'hardware) di tutta questa bella operazione proposta dai signori di dmin.it????
      per questo aspetto rimando al
      bel articolo di Rossato sulla riduzione del
      diritto di proprietà; bravo Rossato
      en passant ricordo agli
      amici giuristi che consiste anche nel diritto di
      trasformare il bene posseduto. si... ma non tanto en passant: basta pensare alle nefaste conseguenze di un tale sistema rispetto al Software Libero...
      Il terzo punto è
      vero,anzi verissimo, peccato che invece di
      sostenere la necessità della revisione del
      diritto d'autore a livello internazionale(non mi
      si dica che è impossibile,o che non è
      realistico, in altre circostanze proprio
      l'Italia, nel caso della pena di morte per
      esempio, per ragioni ideali, come ideali sono
      anche quelle che premono per una riforma del
      diritto d'autore, ha ritenuto di fare appello
      all'Onu per una moratoria. Non è affatto
      realistico pensare che si posa abolire la pena
      di morte, molti ordinamenti nazionali la
      prevedono, ma in questo caso il realismo non
      conta, vero?) e di presentare una proposta che
      agevoli e prema per la creazione di un forum
      mondiale aperto ai contributi di
      consumatori,studiosi e società civile, si scelga
      ideologicamente di sostenere lo status quo e
      l'attuale impostazione del diritto d'autore, la
      stessa impostazione che in teoria anch'essi
      criticano e vorrebbero riformare.su questo quoto l'amico Guiso al 100%!!!
      Merita una menzione l'impostazione nei fatti
      chiusa della proposta dimin.it, la quale è più un
      diktat, poiché è evidente che i proponitori non
      sono disposti a discutere alcunché della Dottrina
      Chiariglione,infatti essi chiedono di
      condividerla in toto e per chi nutre dubbi
      riservano l'accusa di estremismo o di un
      presunto atteggiamento
      preconcetto.infatti... ma in fondo non stupisce un tale atteggiamento da parte di chi propugna DRM e TC ;-)e poi è esattamente ciò che stanno facendo con Rossato (che però gliele ha cantate per bene: http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2138956)
      Termino con una domanda: il idrm di dimin.it è
      stato
      brevettato?ah ah ah!!!bellissima!!!!!!!!!!!grande Guiso!!!! mitico!!!! ;-)(cmq... secondo me l'hanno brevettato...)
  • Andrea Rossato scrive:
    La mia risposta, incompleta, incompiuta.
    "Come è reso evidente dal contenuto della proposta di legge elaborata in seno al progetto DMIN e che al momento una pattuglia di "volenterosi" sta cercando di far confluire - non senza rilevanti modifiche frutto di importanti e doverosi compromessi - nei lavori del Comitato consultivo sul diritto d'autore, l'idea alla base della soluzione proposta, non è quella di imporre l'utilizzo di uno specifico DRM "di Stato" ma, al contrario, di far sì che, laddove il titolare dei diritti d'autore - nell'esercizio di una facoltà espressamente riconosciutagli dall'Ordinamento - ritenga di assistere le sue opere con un misura tecnica di protezione e gestione dei diritti, lo faccia utilizzandone una insuscettibile di precludere agli utenti il pieno esercizio dei diritti loro spettanti per legge e per contratto: l'utilizzo dell'opera su ogni lettore, la trasparenza delle condizioni negoziali ed il rispetto della propria privacy."Io temo che questa pattuglia di "volenterosi" non comprenda, o non voglia comprendere, o forse comprenda benissimo - non lo so piú -, cosa sia necessario fare, da un punto di vista tecnologico ed istituzionale, per render obbligatorio (anche?) l'uso di una tecnologia specifica, l'iDRM di dmin.it, a chi voglia far uso di una misura tecnica di protezione e gestione dei diritti.Ho provato a dirlo, ed ho provato a spiegare cosa ciò significhi. Mi è stato risposto che sto dicendo falsità.Allora ho risposto, proprio oggi e proprio sulle pagine di questo giornale. Ovviamente non chiederò ulteriore ospitalità a PI, per quanto rispetti gli autorevoli autori di questo intervento: in altre occasioni mi sarei sentito obbligato ad una risposta maggiormente dettagliata, ma le condizioni del dibattito attuale credo mi sciolgano da ogni vincolo.Cordialmente,Andrea Rossato
    • Giovanni Guiso scrive:
      Re: La mia risposta, incompleta, incompiuta.
      Ringrazio Andrea Rossato per i suoi interventi competenti e ben argomentati. Comprendo perfettamente che Andrea senta che non ci sono le condizioni per un dibattito serio.Personalmente ho avuto la stessa sensazione nel leggere gli articoli dei trustisti. Aggiungo che, Andrea, i lettori hanno capito la differenza, e che contrariamente a ciò che pensano i trustisti non sono né incapaci di leggere le loro proposte né così confusi da fraintendere uno scritto di poche paginette.
    • CCC scrive:
      Re: La mia risposta, incompleta, incompiuta.
      - Scritto da: Andrea Rossato[...]Sig. Rossato,Ho letto il suo articolo di oggi su PI (http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2138956).La ringrazio (insieme a Calamari ed altri che hanno scritto sul tema) per il suo contributo, competente, documentato e ben argomentato. Dopo aver potuto constatare la pretestuosità e la personalizzazione contro di Lei delle altrui posizioni (che ben si guardano dal risponderLe nel merito preferendo fare del "marketing" a buon mercato), posso capire e condividere la Sua valutazione circa l'impossibilità, su queste basi, di un dibattito vero, che evidentemente a certi signori non interessa.Mi permetta comunque di esortarLa (e di esortare con Lei tutti quelli che condividono la Sua posizione) e continuare a presentare e spiegare, in tutte le sedi, il Suo punto di vista.GrazieAO
    • anonimo scrive:
      Re: La mia risposta, incompleta, incompiuta.
      grazie Andrea, non mollare !!!
  • Msdead scrive:
    Noi non vogliamo tutto gratis!!
    Noi utenti non vogliamo appropriarci dei contenuti gratuitamente.Malgrado l'industria pensi invece che a noi piaccia scaricare gratis ed evitare i costi dei cd, dvd di ogni genere prodotto sia esso un gioco, software, film o di qualunque altra natura, a noi interessa solo che l'industria e le società a difesa del diritto d'autore non violino la nostra privacy, non possano fare i loro comodi e sventrare i nostri computer e reinventino nuove forme di marketing.Come disse 50 Cent, il P2P c'è, esiste e bisogna conviverci.A tutti interessa che gli artisti e autori di contenuti ricevano remunerazione nessuno ha detto che vogliamo tutto gratis, o almeno nessuno lo ha detto apertamente.Certo è che di fronte alla continua pressione di voler spiare le nostre attività in rete, la libertà umana distrutta, controllarci e limitarci nella nostra vita privata e aziendale, le major e l'industria si è resa nemica tutti i consumatori, nessuno compra se non l'indispensabile e di conseguenza fra DRM e limitazioni, minacce, il volerci controllare in qualunque cosa, una reazione degli utenti prima o poi arrivava.A mio parere è senz'altro da scordare e non proporre assolutamente un'idea per fare in modo che noi utenti possiamo impossesarci dei contenuti gratis, è giusto che tutti paghino gli artisti e autori di opere digitali cioè film, musica, software, MAI E POI MAI vogliamo la roba gratis ma solo poter acquistare i prodotti senza preoccuparci della presenza di rootkit che si installano, trojan, limitazioni alla fruizione del prodotto e soprattutto chiediamo che provider e industria non ci controllino in tutte le nostre attività di rete , non chiediamo altro.Il P2P può essere legalizzato a livello personale ma inserendo una quota di pagamento nell'abbonamento internet o comunque che ci sia una remunerazione equa atta a ricompensare gli autori di quel dato contenuto o contenuti e in ogni caso, è giusto ricordare che esistono sempre i furbi di turno e che una minima protezione debba esserci e una legge severa per chi vende e trae profitto rivendendo contenuti scaricati.Nessuno ha parlato di appropriarsi dei contenuti gratis , quello che vogliamo, ripeto, è il rispetto dei diritti umani, di libertà e privacy, non vogliamo DRM, iDRM o qualunque protezione similare, non vogliamo essere controllati tutti in tutto sia su internet che altrove se non per saltuari controlli di legalità. Il P2P c'è, esiste, bisogna adeguarsi certo non si può sopprimere, o si inserisce una quota nell'abbonamento internet o si cercano compromessi con gli autori e loro rappresentanti, senza arrivare al controllo totale e lesione dei diritti di libertà, privacy e della vita di ogni utente/persona.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 12 dicembre 2007 09.19-----------------------------------------------------------
  • rockroll scrive:
    BASTA con DRM & C.
    Di tutto il testo dell'articolo, c'è un solo punto che dice veramente qualcosa di nuovo e di risolutivo: l'ipotesi che ci si adegui a modelli tariffari coerenti con la condivisione dei contenuti che la rete consente e all'utilizzo di software intelligenti di gestione dei diritti, avendo cura di fare in modo che essi rispettino utenti, consumatori e le potenzialità della rete come impresa cognitiva collettiva ...Che abbiano letto i miei post degli ultimi giorni?http://punto-informatico.it/b.aspx?i=2138098&m=2138325#p2138325Ovviamente le soluzioni tecniche che si possono realizzare devono escludere qualsiasilsiasi DRM o pastrocchio di sorta, in quanto devono consentire pieno utilizzo e liberissima circolazione di materiale remunerato (anzichè protetto) appunto da automatica tariffazione relativa alla circolazione stessa (condivisione libera, tariffazione sul solo DownLoad). Se gli ineffabili potentati che parassitano colla connivenza di leggi amiche e vogliono continuare a farlo accettassero mai il principio della libera circolazione equamente retribuita a favore di chi realmente lo merita (libero non vuol dire gratis), ne avremmo vantaggi tutti: tutti gli utenti, che avrebbero tariffe flat più basse, e di questi i downloaders con 4 soldi aggiuntivi a consumo accederemmo a tutto quel che vogliono legalmente; i veri titolari dei diritti ai quali andrebbero molti soldi che oggi non ricevono a fronte di quei 4 soldi di sovrapprezzo addebitati automaticamente in bolletta ai downloaders, dato che milioni di utenti pagherebbero quel poco per i loro DL; tutti gli attori del contesto, ovviamente escluse le figure e combutte parassite, ne potrebbero ricavare vantaggi (ISP, TLC, altri, dipende dalle tecniche di tariffazione e redistribuzione del ricavato, da concordare necessariamente con rappresentanti dell'utenza...); le reti stesse, che si libererebberpo di volumi di traffico assurdo ed inutile, perchè il DL, pur costando pochissimo unitariamente, verrebbe operato in modo mirato anzichè " tappeto"; le stese Forze dell'Ordine e la Magistratura eviterebbero spese, sforzi e processi assurdi per dare la caccia alle streghe (non ci sarebbero più streghe, tutti hanno pagato il giusto e non sono imputabile di alcunchè)... Badate che, senza nasconderci dietro ad un dito, possiamo affermare che il volume di traffico di rete illegale, ad onta di qualunque sforzo delle Major, oggi è tale che, se venisse pagato ad esempio anche un solo euro per download di 50 GB di .AVI o 20 GB di .MP3 o 5 GB di .EXE o .ZIP, i veri destinatari del sovrapprezzo sarebbero già ben pagati (ed oggi non ne ricevono nulla), e noi con pochi euro di spesa aggiuntiva totale avremmo una provvista di materiale legale tale che non avremmo neanche il tempo di utilizzarla a pieno in un anno!.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 12 dicembre 2007 06.00-----------------------------------------------------------
    • caio scrive:
      Re: BASTA con DRM & C.
      - Scritto da: rockroll
      Di tutto il testo dell'articolo, c'è un solo
      punto che dice veramente qualcosa di nuovo e di
      risolutivo: l'ipotesi che ci si adegui a

      modelli tariffari coerenti con la
      condivisione dei contenuti che la rete consente e
      all'utilizzo di software intelligenti di gestione
      dei diritti, avendo cura di fare in modo che essi
      rispettino utenti, consumatori e le potenzialità
      della rete come impresa cognitiva
      collettiva ...già, solo che quanto detto puo' tranquillamente significare un obolo per ogni esecuzione del file
      Che abbiano letto i miei post degli ultimi giorni?Si', siamo sempre tutti qui ad aspettare i tuoi post
      • rockroll scrive:
        Re: BASTA con DRM & C.
        Nessuno ti obbliga ad aspettarmi . Era una battuta.Quanto ho detto certo che prevede un minimo di quota in bolletta per ogni decina di giga che scarichi; ma se non ti sta bene neanche così, cioè se non vuoi pagare neanche un minimo assolutamente giustificato, con te non ci può essere dicussione, al pari che con altri personaggi di segno opposto.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 12 dicembre 2007 23.35-----------------------------------------------------------
  • bubba scrive:
    certo non fa molto ben sperare
    (...)Milano, 16 Giugno 2005 BSA (Business Software Alliance), associazione dei produttori di software commerciale, PLAUDE alla nomina ratificata oggi dal Ministro per i Beni e le Attività Culturali Rocco Bottiglione Buttiglione di GIUSEPPE CORASANITI a Presidente del Comitato Consultivo Permanente sul Diritto DAutore.(...)da http://w3.bsa.org/italia/press/newsreleases/BSA-congratulazioni-a-Corasaniti-per-la-presidenza-del-Comitato-sul-Diritto-D-autore.cfm
  • Onslaught scrive:
    Ancora col DRM?
    Siamo sinceri: c'è qualcuno che crede che le major userebbero il drm non per i loro interessi,limitando più che possono i diritti degli utenti(utenti,consumatori è un termine che non mi piace per niente)?Davvero?Se sì,deve avere una percezione della realtà davvero curiosa: fioriscono servizi con drm tanto ridicoli da rendere i servizi stessi palesemente dei fiaschi annunciati(ed alcuni si sono già dimostrati tali,soprattutto quelli che riguardano la vendita/noleggio di film online),come si fa a pensare che,con un drm virtualmente obbligatorio(che interesse avrebbe una major od un produttore,a fronte di una piattaforma addirittura prevista per legge,ad adottare altre vie? Lo fanno praticamente tutti già adesso)le cose cambierebbero in meglio?Cambierebbero in meglio quando chi detiene i diritti parla da anni,con gli occhi che luccicano,di un futuro in cui si pagherà per ogni singola fruizione?E perchè il coltello dalla parte del manico lo deve avere il detentore dei diritti?Se pago,diritti e doveri li spartiamo in egual misura,punto,non lascio a nessuno il potere di decidere come e quando devo fruire di quello che ho pagato profumatamente.La soluzione non è il drm,la soluzione è cambiare la normativa vigente(lacunosa per i diritti degli utenti,per il non prevedere un certo tipo di sfruttamento economico delle nuove tecnologie),non tentare di muoversi all'interno di un ordinamento giuridico che si può,nel migliore dei casi,e volendo essere molto ottimisti,indicare come raffazzonato e lacunoso(se non addirittura contraddittorio in più parti): il resto è solo voglia di controllo,anche perchè chi pirata i drm non se li deve nemmeno sorbire.
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