Il più grande LCD del mondo

Lo ha annunciato Sharp che punta sul nuovo cosone per portare dalla parte degli LCD megamonster chi è ancora ipnotizzato dagli schermi al plasma. Una mossa ad effetto che vale moltissimi pollici, anzi metri


Tokyo (Giappone) – Misura la bellezza di un metro e 65 centimetri la diagonale del nuovo display LCD da 65 pollici con cui Sharp intende minare il dominio della tecnologia al plasma nel settore dei televisori ad alta definizione.

Il produttore giapponese, che definisce il nuovo schermo il più grande LCD al mondo, conta di iniziarne la commercializzazione durante la prima metà del 2006, lo stesso periodo in cui introdurrà sul mercato modelli più piccoli da 50 pollici.

“Con quest’ultimo prodotto, l’opinione dell’industria che i televisori LCD siano adatti per dimensioni di 40 pollici o meno e quelli al plasma per i grandi schermi va considerata un relitto del passato”, ha commentato Takashi Okuda, dirigente Sharp.

Se le barriere tecnologiche sembrano in gran parte superate, Sharp sostiene che per competere da vicino con la tecnologia al plasma intende ora praticare politiche dei prezzi più aggressive.

Fra le maggiori rivali di Sharp c’è Samsung, il produttore che deteneva la precedente dimensione record di 57 pollici. Sia Sharp che Samsung dovranno fronteggiare, nei prossimi anni, la joint venture costituita da altri due giganti giapponesi, Toshiba e Canon, per la produzione di display basati sulla giovane e promettente tecnologia Surface-Conduction Electron-Emitter Display (SED). A differenza della OLED, che ad oggi viene utilizzata quasi esclusivamente per la produzione di piccoli display (telefoni cellulari, PDA, autoradio), la tecnologia SED ha già dimostrato di poter essere impiegata per produrre display da oltre 40 pollici.

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  • Jua scrive:
    Proviamo ad essere costruttivi... (1)
    Ciao a tutti.Ho letto i vari pareri sull'argomento e, dato che ho avuto modo di rifletterci a lungo, indipendentemente dal forum,vorrei condividere con voi la mia idea, un po' diversa dal solito, di tutela della proprietà intellettuale.Per farlo qui di segito vi allego un link a quella che ho definito "LICENZA GRIGIA" : http://web.00800800.com/bozza/licenza.php (e' troppo lunga per inserirla tutta nel post). Se avrete la pazienza di leggerla per intero vedrete che si tratta di un tentativo di mantenere la tutela economica per gli "inventori" senza utilizzare il "monopolio dell'idea" come unico strumento.Ho cercato di immaginarmi diversi scenari e la licenza funziona in tutti quei casi in cui si riesce a quantificare direttamente un guadagno. La licenza e' in fase di bozza per cui mi farebbe molto piacere un contributo da chiunque, e in particolar modo da qualcuno specializzato in problemi legali. Il mio indirizzo e' webmaster@00800800.comGrazie a chi vorra' aiutarmi, anche con le critiche.Buona lettura, Giovanni
  • Anonimo scrive:
    il consumo a sbafo uccide la produzione
    Bla...bla...bla...la verità è semplice...se mi rubano le idee e da queste non ricavo nulla, smetto di pensare e non faccio ingrassare gli altri sulla mia pelle.
  • Anonimo scrive:
    alcune risposte
    solo alcune note (spare e confuse, scritte di getto) a risposta delle numerose critiche.quel che sostengo non è che il diritto d'autore o dei brevetti (ne conosco la differenza: sono un giurista e non un ingegnere) vadano aboliti.il fatto è che la "propietà intellettuale" è funzionale allo scopo che si prefigge: la disseminazione della conoscenza.il mezzo attraverso cui lo scopo viene perseguito è però in aperto contrasto con il fine: l'attribuzione di un diritto esclusivo al creatore dell'opera (o di colui che la distribuisce). il problema della "proprietà intellettuale" è quello di bilanciare il fine con il mezzo.in questi ultimi anni, invece, la bilancia ha finito sempre piú per pendere dalla parte dell'esclusività del diritto, dalla possibilità, in altri termini, concessa al detentore del diritto di escludere altri dal godimento dell'opera. ciò, però, contrasta con il fine.la wipo accetta di discutere l'ipotesi di un ribilanciamento.il rischio, adottando un approccio puramente proprietario, è che l'esclusività prevalga, e ciò a discapito della disseminazione, dell'innovazione e della stessa creatività.la proprietà, diversamente dal diritto d'autore, esiste dall'alba della civilità: probabilmente la sua comparsa può essere rintracciata nel momento in cui da cacciatore e raccoglitore l'uomo diviene argicoltore ed allevatore.in verità anche nel regno animale esistono forme di appartenenza: basti guardare il proprio cane urinare ad ogni angolo. egli marca un territorio, il quale, quindi, gli apparttiene.la "proprietà intelletuale" esiste da una manciata di secoli. in precedenza, però, né l'arte né il progresso tecnologico sono mancati.chi ritiene che, con un ribilanciamento dei diritti della proprietà inetellettuale, arte e sviluppo tecnologico scomparirebbero, semplicemente ignora la storia.un saluto,andrea rossato
  • Anonimo scrive:
    Ma la soluzione al problema ESISTE!!!!!!
    MA PERCHE' NESSUNO NON CHIARISCE QUESTO CONCETTO???? Basta con questo infinito dibattito sulla proprietà intellettuale e sulla condanna della 'pirateria' ad uso privato (vedi download illegale che ILLEGALE NON PUO' ESSERE PER DEFINIZIONE).Chi si intende di diritto d'autore sa benissimo che esistono DUE tipi di remunerazione: derivati dalla RIPRODUZIONE MECCANICA e dalla PUBBLICA ESECUZIONE. Qualsiasi autore e/o editore percepisce dalla S.I.A.E. di turno dei compensi di questo tipo: derivati sia dalla RIPRODUZIONE MECCANICA ossia dalla duplicazione di un supporto originale definito MASTER e dalla vendita in serie dei suoi cloni sia dalla loro PUBBLICA ESECUZIONE. COPYRIGHT significa infatti DIRITTO DI COPIA ed è nato in un periodo storico in cui le COPIE potevano essere solo tangibili e fisiche (vedi libro, disco e simili) con un costo per la materia prima e un costo per il lavoro necessario a produrla. E questo si pagava. Poi a qualcuno è venuta la brillante idea di estendere il concetto anche alla codifica digitale informatica di un opera CHE NON E' RIPRODUZIONE FISICA ed è quasi totalmente priva di costo. Il valore dell'opera non ha nulla a che fare con il supporto o con il mezzo che la 'contiene'. Per questo esiste il diritto di PUBBLICA ESECUZIONE. Se un'orchestra esegue un brano musicale in pubblico deve pagare un diritto di PUBBLICA ESECUZIONE, così pure una radio per trasmetterlo, la TV, il cinema ecc...Il valore di un'opera si misura infatti con il suo SUCCESSO, un pò come la legge della domanda e dell'offerta. Più un opera ha successo (cioè viene richiesta ed apprezzata) più acquista valore. Se io desidero un'opera significa che ne sono venuto a conoscenza, l'ho apprezzata e quindi ne desidero una copia. COSI' SI ARRICCHISCONO GLI AUTORI E GLI EDITORI: E STABILISCONO UN PATTO DI ALLEANZA CON I VARI MEDIA. I MEDIA SPINGONO A BASSI COSTI LE VARIE OPERE COSI' GUADAGNANO DI PIU'(cioè pagano poco i diritti di pubblica esecuzione, così possono avere un sacco di bel materiale interessante a basso costo da infarcire di pubblicità) E GLI EDITORI ACCUMULANO INTROITI SIA DALLA PUBBLICA ESECUZIONE SIA DALLA RIPRODUZIONE MECCANICA... E IL SOLITO PUBBLICO IMBECILLE PAGA PAGA PAGA PAGA SEMPRE NONOSTANTE SIA MITRAGLIATO DALLA PUBBLICITA' DELL'OPERA STESSA CHE POI DEVE ANCHE ACQUISTARE!!!!! Intendiamoci, non sono contro il libero mercato, anzi.. Andrebbe solo introdotta una semplice regola PER RISOLVERE DEFINITIVAMENTE L'ANOMALIA ANACRONISTICA DEL COPYRIGHT: AUMENTARE CONSIDEREVOLMENTE LA TASSA DI 'PUBBLICA ESECUZIONE' E RIDURRE SENSIBILMENTE (SE NON ELIMINARE) LA TASSA SULLA RIPRODUZIONE MECCANICA. Ma perchè questo non è ancora stato fatto, non si fa e molto probabilmente non si farà? Perchè il POTERE cadrebbe tutto nelle mani dei media che tenderebbero a spingere solo le opere prodotte 'in proprio' così le tasse pagate per la pubblica esecuzione delle stesse rientrerebbero sotto forma di diritti editoriali. Qui dovrebbe intervenire il legislatore, regolamentare il rapporto tra i media e gli editori, non certo accanirsi contro il pubblico dei 'pirati del download' che hanno la sola colpa di utilizzare un metodo per aumentare la diffusione e quindi il successo di un opera piuttosto di un'altra.
    • avvelenato scrive:
      Re: Ma la soluzione al problema ESISTE!!
      qualche volta prova anche a tenere premuto il tasto ALT e sul tastierino numerico comporre la combinazione 0 1 3vedrai che ti migliorerà la vita :D- Scritto da: Anonimo
      MA PERCHE' NESSUNO NON CHIARISCE QUESTO
      CONCETTO???? Basta con questo infinito
      dibattito sulla proprietà
      intellettuale e sulla condanna della
      'pirateria' ad uso privato (vedi download
      illegale che ILLEGALE NON PUO' ESSERE PER
      DEFINIZIONE).
      Chi si intende di diritto d'autore sa
      benissimo che esistono DUE tipi di
      remunerazione: derivati dalla RIPRODUZIONE
      MECCANICA e dalla PUBBLICA ESECUZIONE.
      Qualsiasi autore e/o editore percepisce
      dalla S.I.A.E. di turno dei compensi di
      questo tipo: derivati sia dalla RIPRODUZIONE
      MECCANICA ossia dalla duplicazione di un
      supporto originale definito MASTER e dalla
      vendita in serie dei suoi cloni sia dalla
      loro PUBBLICA ESECUZIONE. COPYRIGHT
      significa infatti DIRITTO DI COPIA ed
      è nato in un periodo storico in cui
      le COPIE potevano essere solo tangibili e
      fisiche (vedi libro, disco e simili) con un
      costo per la materia prima e un costo per il
      lavoro necessario a produrla. E questo si
      pagava. Poi a qualcuno è venuta la
      brillante idea di estendere il concetto
      anche alla codifica digitale informatica di
      un opera CHE NON E' RIPRODUZIONE FISICA ed
      è quasi totalmente priva di costo. Il
      valore dell'opera non ha nulla a che fare
      con il supporto o con il mezzo che la
      'contiene'. Per questo esiste il diritto di
      PUBBLICA ESECUZIONE. Se un'orchestra esegue
      un brano musicale in pubblico deve pagare un
      diritto di PUBBLICA ESECUZIONE, così
      pure una radio per trasmetterlo, la TV, il
      cinema ecc...
      Il valore di un'opera si misura infatti con
      il suo SUCCESSO, un pò come la legge
      della domanda e dell'offerta. Più un
      opera ha successo (cioè viene
      richiesta ed apprezzata) più acquista
      valore. Se io desidero un'opera significa
      che ne sono venuto a conoscenza, l'ho
      apprezzata e quindi ne desidero una copia.
      COSI' SI ARRICCHISCONO GLI AUTORI E GLI
      EDITORI: E STABILISCONO UN PATTO DI ALLEANZA
      CON I VARI MEDIA. I MEDIA SPINGONO A BASSI
      COSTI LE VARIE OPERE COSI' GUADAGNANO DI
      PIU'(cioè pagano poco i diritti di
      pubblica esecuzione, così possono
      avere un sacco di bel materiale interessante
      a basso costo da infarcire di
      pubblicità) E GLI EDITORI ACCUMULANO
      INTROITI SIA DALLA PUBBLICA ESECUZIONE SIA
      DALLA RIPRODUZIONE MECCANICA... E IL SOLITO
      PUBBLICO IMBECILLE PAGA PAGA PAGA PAGA
      SEMPRE NONOSTANTE SIA MITRAGLIATO DALLA
      PUBBLICITA' DELL'OPERA STESSA CHE POI DEVE
      ANCHE ACQUISTARE!!!!! Intendiamoci, non sono
      contro il libero mercato, anzi.. Andrebbe
      solo introdotta una semplice regola PER
      RISOLVERE DEFINITIVAMENTE L'ANOMALIA
      ANACRONISTICA DEL COPYRIGHT: AUMENTARE
      CONSIDEREVOLMENTE LA TASSA DI 'PUBBLICA
      ESECUZIONE' E RIDURRE SENSIBILMENTE (SE NON
      ELIMINARE) LA TASSA SULLA RIPRODUZIONE
      MECCANICA. Ma perchè questo non
      è ancora stato fatto, non si fa e
      molto probabilmente non si farà?
      Perchè il POTERE cadrebbe tutto nelle
      mani dei media che tenderebbero a spingere
      solo le opere prodotte 'in proprio'
      così le tasse pagate per la pubblica
      esecuzione delle stesse rientrerebbero sotto
      forma di diritti editoriali. Qui dovrebbe
      intervenire il legislatore, regolamentare il
      rapporto tra i media e gli editori, non
      certo accanirsi contro il pubblico dei
      'pirati del download' che hanno la sola
      colpa di utilizzare un metodo per aumentare
      la diffusione e quindi il successo di un
      opera piuttosto di un'altra.
  • Sparrow scrive:
    la proprietà ...
    Mi piace leggere che Andrea Rossato riprende un concetto su cui mi sono espresso (IMHO) in altri miei post:QUOTONel mondo fisico la proprietà è fine a se stessa. E ciò per la natura stessa del mondo fisico: se qualcuno mi prende il cibo io non potrò nutrirmi. Il consumo di beni fisici è, come dicono gli economisti, rivale ed esclusivo. Ma nel mondo delle idee, e nello spazio digitale, il consumo dei beni e delle idee cessa di essere rivale. Se qualcuno duplica un mio file, o fa propria una mia opinione, io non cesso di avere quell'idea o quel file.Usare la retorica e la terminologia della proprietà per dare giustificazione alla costante espansione del diritto d'autore e dei brevetti è quindi un'operazione truffaldina.END QUOTEQuesta considerazione la faceva anche Confucio 4000 anni fa: Sei io do una mia idea a te e tu dai una tua idea a me, alla fine entrambi abbiamo due idee !Altro che proprietà intellettuale !
    • Anonimo scrive:
      Re: la proprietà ...
      - Scritto da: Sparrow
      Questa considerazione la faceva anche
      Confucio 4000 anni fa: Sei io do una mia
      idea a te e tu dai una tua idea a me, alla
      fine entrambi abbiamo due idee !
      Altro che proprietà intellettuale !va be', non esageriamo adesso......Confucio nasce nel 551 a.c. ;)ar
  • Anonimo scrive:
    Il diritto d'autore stimola D'Annunzio
    Il diritto d'autore eventualmente stimola D'Annunzio o Battisti o Guttuso, non certo i loro figli o i loro discendenti, che, anzi, ricevendo compensi dai diritti, hanno la possibilità nei casi più fortunati di non sforzarsi per tutta la vita per poter tirare avanti; volendo se ne possono stare su una poltrona a poltrire per tutta la vita (comunque che noia sarebbe!). Cosa stimola allora il diritto d'autore post mortem con durata di 50 o 90 anni? Basterebbe assistere la famiglia per qualche anno dopo la morte dell'artista, per non far diminuire all'improvviso il potere d'acquisto a cui era abituata, ma poi si devono arrangiare come tutti per tirare avanti, o no? Allora sì che ci sarebbe stimolo per i loro cervelli!
  • lorenzaccio scrive:
    C'è un limite.
    Est modus in rebus. Così diceva il provebio latino, ce lo insegnavano a scuola. Però mi sembra che questo limite sia abbondantemente superato, e c'è chi vuole estenderlo ancora. Prendiamo la letteratura. Gabriele D'Annunzio è ancora sotto copyright, lo sapete vero? E' morto nel 1938, quindi il copyrighr scadrà nel 2008. Ma mica crederete che i proventi vadano al vate (come amava farsi chiamare) o ai pronipoti, ammesso che ce ne siano. No, vanno alla casa editrice. E va bè, direte voi, in fondo la casa editrice ha investito nello scrittore. Però ultimamente una nota azienda americana chiede (e sicuramente otterrà) di portare da 70 a 90 anni dopo la morte dell'autore il copyright. E a vantaggio di chi? Dei discendenti di terzo grado dell'editore, forse.Io cito la letteratura, perchè lì conosco la regola, non so quali siano i diritti nei film, musica, etc..Sono del regista di un film? Ma è stato pagato. E così gli attori. Allora penso che i diritti siano del produttore. Bè, fra qualche anno potrebbero scadere i diritti su "Via col vento", ma sicuramente per allora saranno stati portati a 90 anni.desolatoLorenzaccio
    • grassman scrive:
      Re: C'è un limite.
      - Scritto da: lorenzaccio
      Est modus in rebus. Così diceva il
      provebio latino, ce lo insegnavano a scuola.
      Però mi sembra che questo limite sia
      abbondantemente superato, e c'è chi
      vuole estenderlo ancora. Prendiamo la
      letteratura. Gabriele D'Annunzio è
      ancora sotto copyright, lo sapete vero? E'
      morto nel 1938, quindi il copyrighr
      scadrà nel 2008.A quanto vedo non sono il solo a lamntarsi di queste cose.Trovo incredibile che da un lato uno deve spaccarsi la schiena per arrivare a fine mese, mentre dall'altro i nipoti di quel genio che ha inventato la sigla del tg1 ancora prendono soldi per ogni edizione. Compreso per quelle straordinarie.Fosse per me al posto di quella sigla metterei un sonoro peto, tanto con tutte le strnzte che dicono...... il problema sarebbe nel vedere a chi spettano poi i diritti...
      • Anonimo scrive:
        Re: C'è un limite.
        Mi candido per la nuova sigla del TG1 :D, la faccio io con il mio strumento ad aria preferito.Poi pero' voglio i diritti per ognuno di voi che la riproduce, anche nell'intimita' del vostro gabinetto: perche' non si riproduce arte a sbafo.
        • grassman scrive:
          Re: C'è un limite.

          Poi pero' voglio i diritti per ognuno di voi
          che la riproduce, anche nell'intimita' del
          vostro gabinetto: perche' non si riproduce
          arte a sbafo.ALT!Se mi togli l'unica fonte di riscaldamento ancora gratuita di cui posso beneficiare la sera a letto mi incavolo.Ma sopratutto che ne faccio di quel mezzo quintale di fagioli che ho in dispenza?
          • Anonimo scrive:
            Re: C'è un limite.


            ALT!

            Se mi togli l'unica fonte di riscaldamento
            ancora gratuita di cui posso beneficiare la
            sera a letto mi incavolo.

            Ma sopratutto che ne faccio di quel mezzo
            quintale di fagioli che ho in dispenza?Se ti arriva la Finanza a casa, puoi sempre addurre come scusa che il suono non viene prodotto per essere fruito in quanto tale, bensì è causato dall'impianto di produzione di biogas, che utilizzi per alleggerire la tua bolletta energetica.Per eventuali problemi, legati al superamento dei limiti posti alla produzione di emissioni acustiche, purtroppo non ho ancora ideato una soluzione.
  • grassman scrive:
    Se inventassi il vaccino contro l'AIDS
    Se inventassi un vaccino contro l'AIDS mi aspetterei perlomeno di arricchirmi. Anche tanto, in proporzione al beneficio che ne trarrebbe il mondo intero.Ma se il vaccino costasse troppo, in maniera smisurata ai costi, solo per questione di diritti fallirebbe uno scopo importante: quello di estirpare questa malattia dal mondo.Il punto è critico: arrichirsi si, ma non va bene creare degli imperi.Al giorno d'oggi se uno davvero inventasse il vaccino contro l'aids potrebbe fissare i prezzi a suo piacere, ovvero secondo le regole di mercato.Uno malato di aids sarebbe disposto a pagare tutto quello che ha pur di vivere, e i prezzi andrebbero alle stelle.Se poi qualche stato aggirasse il copyright, rischierebbe una guerra. O al minimo un embargo.Questo non funziona. E' giusto far arrichire chi inventa qualcosa, chi scopre qualcos'altro, chi scrive poesie, programmi, musica, chi dirige film, chi vi ci recita, ma c'è un limite che andrebbe fissato.Anche nell'informatica ci sono "algoritmi" che possono migliorare la vita di molti. Ieri leggevo di un tetraplegico che con un sofisticato sistema di puntamento a infrarossi riesce a comunicare con un computer e scrivere i propri pensieri.Se il software che compie quel lavoro è proprietario potrebbe anche costare 10mila euro, o di più. E se qualcuno provasse a farne uno simile da distribuire in licenza gpl, si becca una denuncia.Non è giusto che solo perchè uno arriva primo a fare un qualche cosa ne diventi il proprietario completo. In questa maniera, alla fine, si blocca l'evoluzione.Se Bill Gates non avesse scopiazzato impunemente il CPM/DOS per fare il suo MS/Dos il suo impero non esisterebbe. E forse una fetta di evoluzione sarebbe oggi assente.Siamo nell'epoca dei diritti. Se uno ce li ha è beato, sennò si paga. Caro.
    • Anonimo scrive:
      Re: Se inventassi il vaccino contro l'AIDS
      a me sinceramente l'dea di arricchirmi (quindi guadagnare TANTO piu' dei costi) sulle sofferenze e sulla morte degli altri MI FA SCHIFO
      • Anonimo scrive:
        Re: Se inventassi il vaccino contro l'AIDS
        - Scritto da: Anonimo
        a me sinceramente l'dea di arricchirmi
        (quindi guadagnare TANTO piu' dei costi)
        sulle sofferenze e sulla morte degli altri
        MI FA SCHIFOUn idealista. Sei simpatico/a ma temo che tu non abbia mai avuto incarichi di responsabilità nella tua vita. Se no sapresti che il flusso del denaro, almeno per come è strutturata la nostra società (struttura discutibile, posso essere d'accordo) è il motore fondamentale di ogni progresso umano e quindi del benessere di tutti noi.
        • Anonimo scrive:
          Re: Se inventassi il vaccino contro l'AIDS
          - Scritto da: Anonimo

          - Scritto da: Anonimo

          a me sinceramente l'dea di arricchirmi

          (quindi guadagnare TANTO piu' dei costi)

          sulle sofferenze e sulla morte degli
          altri

          MI FA SCHIFO

          Un idealista. Sei simpatico/a ma temo che tu
          non abbia mai avuto incarichi di
          responsabilità nella tua vita. Se no
          sapresti che il flusso del denaro, almeno
          per come è strutturata la nostra
          società (struttura discutibile, posso
          essere d'accordo) è il motore
          fondamentale di ogni progresso umano e
          quindi del benessere di tutti noi.ALBERT BRUCE SABIN:Scienziato di origine polacca, scopritore del vaccino della poliomelite, morto nella quasi indifferenza, non brevettò la sua scoperta promuovendone al contrario la diffusione, contribuendo a debellare una delle principali cause di morte infantile. (http://www.comuneadria.net/frazioni/baricetta/consulta.html )
        • Anonimo scrive:
          Re: Se inventassi il vaccino contro l'AI


          a me sinceramente l'dea di arricchirmi

          (quindi guadagnare TANTO piu' dei costi)

          sulle sofferenze e sulla morte degli
          altri

          MI FA SCHIFO
          Un idealista. Sei simpatico/a ma temo che tu
          non abbia mai avuto incarichi di
          responsabilità nella tua vita.Se uno inventa una scarpa dalla forma inusuale e ci guadagna, su che sofferenze e morti guadagna?Sulla morte dei calli?E se uno fa una canzone?Deve essere davvero brutta per provocare sofferenza e morte.Esistono casi limite, non si può regolare la norma su ciò che norma non é.Quindi non dirmi che guadagnare sull'opera di un'autore morto da 50 anni é un incarico di responsabilità gravissimo.La medicina é un campo diverso da quello delle canzoncine e delle musichette, si parla delle vite delle persone, non lo si può regolamentare allo stesso modo.Se uno si deve curare, diamogli la possibilità di curarsi.Lo sai che l'innalcarsi dello stato di salute provoca la diminuzione della crescita demografica?O pensi che in africa fanno più bambini perché non hanno la tv e qui se ne fanno meno perché c'é?Questa é una grande responsabilità, e guarda caso va contro il sistema dei brevetti.Approposito, fammi il piacere ed evita di fare figli: un bambino in meno a cui é insegnato che uccidere, rubare e stuprare é lecito "perché lo fanno tutti e la realtà é dura".Grazie per il tuo impegno per un mondo peggiore e la tua mancanza di fegato.
    • Anonimo scrive:
      Re: Se inventassi il vaccino contro l'AIDS
      Sai, pare che Lincoln sia stato assassinato non per la guerra al sud ma perchè aveva proposto di fissare un tetto ai guadagni delle persone. Ovvero: nessuno può guadagnare oltre a tot cifra all'anno o possedere oltre tot cifra complessiva.Un po' come il salary cap della NBA.Pensa un po'... un vero comunista ante litteram.... Tutto questo solo per dire che il tuo raginamento fila ma che o li si applica a tutto o non funzionerà. E che comunque il diritto d'autore magari va corretto ma sarebbe un danno terrificante abolirlo...- Scritto da: grassman
      Se inventassi un vaccino contro l'AIDS mi
      aspetterei perlomeno di arricchirmi. Anche
      tanto, in proporzione al beneficio che ne
      trarrebbe il mondo intero.
      Ma se il vaccino costasse troppo, in maniera
      smisurata ai costi, solo per questione di
      diritti fallirebbe uno scopo importante:
      quello di estirpare questa malattia dal
      mondo.

      Il punto è critico: arrichirsi si, ma
      non va bene creare degli imperi.

      Al giorno d'oggi se uno davvero inventasse
      il vaccino contro l'aids potrebbe fissare i
      prezzi a suo piacere, ovvero secondo le
      regole di mercato.
      Uno malato di aids sarebbe disposto a pagare
      tutto quello che ha pur di vivere, e i
      prezzi andrebbero alle stelle.

      Se poi qualche stato aggirasse il copyright,
      rischierebbe una guerra. O al minimo un
      embargo.

      Questo non funziona. E' giusto far arrichire
      chi inventa qualcosa, chi scopre
      qualcos'altro, chi scrive poesie, programmi,
      musica, chi dirige film, chi vi ci recita,
      ma c'è un limite che andrebbe
      fissato.

      Anche nell'informatica ci sono "algoritmi"
      che possono migliorare la vita di molti.
      Ieri leggevo di un tetraplegico che con un
      sofisticato sistema di puntamento a
      infrarossi riesce a comunicare con un
      computer e scrivere i propri pensieri.
      Se il software che compie quel lavoro
      è proprietario potrebbe anche costare
      10mila euro, o di più.
      E se qualcuno provasse a farne uno simile da
      distribuire in licenza gpl, si becca una
      denuncia.

      Non è giusto che solo perchè
      uno arriva primo a fare un qualche cosa ne
      diventi il proprietario completo. In questa
      maniera, alla fine, si blocca l'evoluzione.

      Se Bill Gates non avesse scopiazzato
      impunemente il CPM/DOS per fare il suo
      MS/Dos il suo impero non esisterebbe. E
      forse una fetta di evoluzione sarebbe oggi
      assente.

      Siamo nell'epoca dei diritti. Se uno ce li
      ha è beato, sennò si paga.
      Caro.
      • grassman scrive:
        Re: Se inventassi il vaccino contro l'AI
        - Scritto da: Anonimo
        Sai, pare che Lincoln sia stato assassinato
        non per la guerra al sud ma perchè
        aveva proposto di fissare un tetto ai
        guadagni delle persone. Quando parlo di fissare dei limiti non intendo sui guadagni.O almeno non direttamente.Si potrebbe fare che chi detiene un brevetto lo possa usare per un massimo di 10 anni, per poi rendere l'invenzione di pubblico dominio.Stesso discorso per le opere su cui vige il copyright.Non mi sembra giusto, per esempio, che moglie e figli di Battisti continuino a incassare soldi per altri e 60 anni ogni qualvolta che uno suona la canzone del sole.Difendere il copyright e i brevetti è giusto, ma bisogna evitare che essi possano bloccare l'evoluzione. Cosa che sta accadendo oggi.
    • Anonimo scrive:
      Re: Se inventassi il vaccino contro l'AI
      - Scritto da: grassman
      Se poi qualche stato aggirasse il copyright,
      rischierebbe una guerra. O al minimo un
      embargo.Se hai l'AIDS in Europa devi prendere un cocktail di pillole piuttosto incasinato. In realtà le cause farmaceutiche potrebbero fare una pillola sola, ma ciò non avviene perché ogni casa farmaceutica dovrebbe pagare i brevetti alle altre.In India il governo ha deciso di fregarsene anche perché nel paese la legge non permette il brevetto sui medicinali e sia per l'alto numero di contagi che ci sono ogni anno. Ha messo in vendita confezioni con un'unica pillola, facendo scendere il costo per il trattamento da 12000 dollari a 300 dollari.
    • Kremmerz scrive:
      Re: Se inventassi il vaccino contro l'AIDS
      Visto che si parla di brevetti etc., vi consiglio un libro bellissimo: "L'uomo che ha inventato il XX secolo" di Robert Lomas ed. Newton & Compton.E' stato bello poter fare un salto indietro agli albori dell'elettricità; e se quello che Lomas ha scritto è assolutamente vero, direi che è stato davvero inquetante scoprire come gli interessi dei vari uomini d'affari con relativi brevetti siano stati proprio il contrario di un sistema per evolvere il sapere umano.
    • Anonimo scrive:
      Re: Se inventassi il vaccino contro l'AI
      nel mondo reale se lo inventassi e si venisse a sapere saresti morto ammazzato nell'arco di un giorno ma non dal virus... :|
  • Anonimo scrive:
    Se non lo è dovrebbe esserlo, caro sig.
    "Se qualcuno duplica un mio file, o fa propria una mia opinione, io non cesso di avere quell'idea o quel file."Si caro ingegnere, è vero. Ma mi impedisce di venderlo, o mi sbaglio? E allora per quale motivo dovrei produrlo? Per mero piacere intellettuale di effettuare una creazione artistica? Si, naturalmente. Ma ad essa mi dedicherò in maniera assolutamente dilettantistica.Le faccio un esempio banale che Lei, esimio, indubbiamente considererà di bassa lega.Prendiamo un film: se il produttore non incassa utili perchè tutti se ne fanno una copia (senza privarlo del master originale - per carità!!) chi pagherà scene, costumi, comparse del film successivo? Lo stato??? Ahahahahhahaha!!! (era un po' che non ridevo così...),.Certo, continueremo a vedere qualcosa, cose tipo film intimistico girato nel bilocale del fuoricorso al dams con attori presi (letteralmente) dalla strada..... e magari qualcuno riuscirà pure ad essere un capolavoro.... ma per la gran parte del tempo ci annoieremo..... o guarderemo cartoni fatti al computer nelle pause caffè dagli smanettoni di turno..........
    • Anonimo scrive:
      Re: Se non lo è dovrebbe esserlo, caro sig.
      Rientrare dei costi e' il minimo ma prendete d'esempi il signore degli anelli, gia' con gli incassi del primo filma avevano coperto le spese di tutti e tre e ci avevano guadagnato. Ora mi chiedo: Perche' il DVD terzo episodio costa ancora uguale? Perche' deve rientrare dei costi o perche' e' assolutamente necessario aumentere le entrate in modo esponenziale?
      • Anonimo scrive:
        Re: Se non lo è dovrebbe esserlo, caro sig.
        - Scritto da: Anonimo
        Rientrare dei costi e' il minimo ma prendete
        d'esempi il signore degli anelli, gia' con
        gli incassi del primo filma avevano coperto
        le spese di tutti e tre e ci avevano
        guadagnato. Ora mi chiedo: Perche' il DVD
        terzo episodio costa ancora uguale? Perche'
        deve rientrare dei costi o perche' e'
        assolutamente necessario aumentere le
        entrate in modo esponenziale?Ragionamento corretto se vi fosse un limite ai guadagni di tutti noi. Ma visto che non c'è sarebbe ipocrita pretendere di imporlo solo ai cinematografari (e perchè non alle veline, ai calciatori, a berlusconi?). In ogni caso in quel tipo di produzione con i soldi incassati non solo copri le spese ma finanzi anche il film dopo.... (sai com'è, le comparse mangiano tutti i giorni, mica puoi dirgli di aspettare gli incassi e vedere come va ... :)).
        • Anonimo scrive:
          Re: Se non lo è dovrebbe esserlo, caro s

          sai com'è, le
          comparse mangiano tutti i giorni, mica puoi
          dirgli di aspettare gli incassi e vedere
          come vaTipo le comparse del signore degli anelli... che erano digitali...E perché il film nuovo di Hulk lo trovi nei negozi a 10 euro e il film di Hulk con Lou Ferrigno a 23 euro?Credi che quei soldi Ferrigno li vedrà davvero?Ne lui, ne le comparse.
    • Anonimo scrive:
      Re: Se non lo è dovrebbe esserlo, caro s

      Certo, continueremo a vedere qualcosa, cose
      tipo film intimistico girato nel bilocale
      del fuoricorso al dams con attori presi
      (letteralmente) dalla strada..... e magari
      qualcuno riuscirà pure ad essere un
      capolavoro...Si, é vero, i film italiani fanno schifo perché sono fatti da gente che vuole raccontare una storia e non perché sono fatti per guadagnare soldi e basta.Anche perché a mangiare lo sterco, alla lunga, ci si abbitua e si vuole solo quello.Io preferisco il pane.
    • alexmario scrive:
      Re: Se non lo è dovrebbe esserlo, caro s
      - Scritto da: Anonimo
      "Se qualcuno duplica un mio file, o fa
      propria una mia opinione, io non cesso di
      avere quell'idea o quel file."

      Si caro ingegnere, è vero. Ma mi
      impedisce di venderlo, o mi sbaglio? E
      allora per quale motivo dovrei produrlo? Per
      mero piacere intellettuale di effettuare una
      creazione artistica? Si, naturalmente. Ma ad
      essa mi dedicherò in maniera
      assolutamente dilettantistica.Il ragionamento è interessante, ma sbagliato.Un film non è un file divx.Un film viene goduto in una sala con audio e video di alta qualità. Il che rappresenta un valore che un file digitale non può e non potrà mai rappresentare.Un divx può essere al limite il promo di un film visto con tutti gli effetti, anche perché la differenza di audio e di visione dell'immagine altera la percezione dell'opera e quindi ci dà una prospettiva completamente differente del lavoro.Vedere Matrix in divx al massimo in stereo dal 17 pollici con le casse audio di un pc (scheda video/audio non professionali), non è la stessa cosa che guardare la proiezione di una pellicola in dolby surround.O sbaglio?Quello che non è accettabile è che mi vogliano far strapagare anche il mero contenuto informativo allo stesso valore, se non ad un valore superiore del servizio di proiezione di un cinema.A me pare che si stia un po' esagerando, in fondo quando compro un paio di scarpe le pago una volta sola e le metto quando voglio, anche se sono sfondate. :)
  • Anonimo scrive:
    Il diritto d'autore stimola l'Uomo
    Adesso penso che sia comprensibile lo stato si arretratezza degli ex paesi comunisti (russia e in testa)E ora di finirla con questi discorsi da falsi profeti, chi è contro il diritto d'autore, generalmente è il parassita
    • Anonimo scrive:
      Re: Il diritto d'autore stimola l'Uomo
      - Scritto da: Anonimo
      Adesso penso che sia comprensibile lo stato
      si arretratezza degli ex paesi comunisti
      (russia e in testa)guarda io sono favorevole al diritto di autore ma mi sa che qui prendi un bel granchio
    • Anonimo scrive:
      Re: Il diritto d'autore stimola l'Uomo
      - Scritto da: Anonimo
      Adesso penso che sia comprensibile lo stato
      si arretratezza degli ex paesi comunisti
      (russia e in testa)certamente, e' molto dipeso dal diritto d'autore :D(troll)(troll)(troll)
      E ora di finirla con questi discorsi da
      falsi profeti, chi è contro il
      diritto d'autore, generalmente è il
      parassitaL'autore la maggior parte delle volte deve cedere i suoi diritti sull'opera se la vuole pubblicata e distribuita attraverso i canali tradizionali, quindi in realta' non stai difendendo l'autore ma editori e distributori. Certo, probabilmente non sai quello di cui stai parlando.
      • Anonimo scrive:
        Re: Il diritto d'autore stimola l'Uomo
        A quello che dici aggiungo il fatto che se l' autore vuole conservare i diritti sulla sua opera deve pagare all' editore fior di quattrini per la stampa-distribuzione-pubblicità sull' opera e molti autori di prime opere vengono raggirati o addirittura truffati da editori poco scrupolosi (per non dir di peggio).
    • Anonimo scrive:
      Re: Il diritto d'autore stimola l'Uomo
      - Scritto da: Anonimo
      Adesso penso che sia comprensibile lo stato
      si arretratezza degli ex paesi comunisti
      (russia e in testa)veramente la russia prende tutti a pedate ma forse non te ne sei accorto
    • Anonimo scrive:
      Re: Il diritto d'autore stimola l'Uomo
      E questo cosa c'entra con i brevetti? O con la cosiddetta Proprietà Intellettuale?
    • Anonimo scrive:
      Re: Il diritto d'autore stimola l'Uomo
      - Scritto da: Anonimo
      Adesso penso che sia comprensibile lo stato
      si arretratezza degli ex paesi comunisti
      (russia e in testa)Infatti la Cina grazie all'infrazione dei brevetti stà facendo passi da gigante e fra poco comprerà te le la tua città per renderla un parco dei divertimenti su Mao.Il problema dei paesi comunisti era che non c'era libertà d'impresa, non certo i brevetti.Ora invece siamo noi quelli che limitano la libertà d'impresa, grazie ai brevetti.
    • Anonimo scrive:
      Re: Il diritto d'autore stimola l'Uomo
      Re: Il diritto d'autore stimola l'UomoSei un genio!!!!!! :'(Mi domando dove abbia trovato tutti quegli stimoli Leonardo da Vinci : il più grande Hacker della storia!!!!! , senza che esistessero i diritti d'autore.... non era forse la sua grande sete di conoscenza? la sua curiosità ed innata voglia di scoprire e capire le cose?? di migliorarle? di raggiungere l'impossibile??? d'innovare??? .... no no , devo essere io a sbagliarmi... :|Barone dello Zwanlandshire(linux)
    • avvelenato scrive:
      Re: Il diritto d'autore stimola l'Uomo

      il diritto d'autore stimola l'uomoeh, in effetti ho sentito un certo stimolo interiore... :D (troll)
  • Anonimo scrive:
    EVVIVA!!!
    "Usare la retorica e la terminologia della proprietà per dare giustificazione alla costante espansione del diritto d'autore e dei brevetti è quindi un'operazione truffaldina. "bene finalmente, era l'ora, sano banale comune buonsenso.ora insistere su questa linea, ripeterlo in continuazioe anche alla rasdio e la tivu, alla fine sara' vero.
    • Anonimo scrive:
      Re: EVVIVA!!!
      - Scritto da: Anonimo
      "Usare la retorica e la terminologia della
      proprietà per dare giustificazione
      alla costante espansione del diritto
      d'autore e dei brevetti è quindi
      un'operazione truffaldina. "

      bene finalmente, era l'ora, sano banale
      comune buonsenso.
      ora insistere su questa linea, ripeterlo in
      continuazioe anche alla rasdio e la tivu,
      alla fine sara' vero.hehe (eri sarcastico, vero?)bè quella frase ha una parte di verità comunque (anche se per conclusioni diametralmente opposte), non si può usare la terminologia della "proprietà" per le opere digitali. E'una terminologia nata per beni per i quali non c'è una vera distinzione tra processo di duplicazione e processo di produzione. Per le opere digitali questa distinzione invece è totale, e naturalmente per quello che riguarda i costi.esempio chiarificatore del blabla suesposto:- costo di produzione di un panino: 20 centesimi- costo di duplicazione di un panino: 20 centesimi- costo di produzione di un SW: da 100K a 1000K euro- costo di duplicazione di un SW: meno di 1 euro
  • Anonimo scrive:
    la solita confusione tra (c) e brevetti.
    Usare la retorica e la terminologia della proprietà per dare giustificazione alla costante espansione del diritto d'autore e dei brevetti è quindi un'operazione truffaldina. è un peccato che ci sia ancora chi fa confusione tra diritto d'autore e brevetti, buttando tutto nello stesso calderone. Sono due cose ben distinte e ci sono delle persone (come me) che possono essere in favore del diritto d'autore e assolutamente contrari ai brevetti.Inolre non si può buttare tutto nello stesso calderone: musica, scritti, software.... sono cose che pongono problematiche ben diverse: esiste forse una versione "sorgente" e una versione "compilata" della musica?Per finire, il termine "proprietà intellettuale" sicuramente è antipatico e genera sfavori. Certo che le idee sono di tutti: quello che deve essere protetto dal diritto è l' opera, la forma espressiva. Sarebbe meglio un termine tipo "diritti sull'opera" che poi questi diritti siano di sfruttamento economico o solo morali.Il diritto sull'opera protegge gli investimenti sia della megacorp che il povero diavolo che scrive software nel garage; e anzi dà una chanche a quest'ultimo di poter diventare anche lui una megacorp. Non mi sembra così male. Il brevetto invece è uno strumento che la megacorp usa per bloccare il povero diavolo.
    • Anonimo scrive:
      Re: la solita confusione tra (c) e brevetti.
      - Scritto da: Anonimo
      strumento che la megacorp usa per bloccare
      il povero diavolo.abbi pazienza, ma se sei un povero diavolo e vuoi diventare una megacorp tantovale schiacciarti subito prima che tu sia in grado di nuocere, dobbiamo escogitare qualcosa che tuteli gli artisti, gli autori. i distributori NON devono trarre assolutamente nulla dall'opera dal lavoro in se. ma puo' esistere che chi crea un qualcosa guadagna meno di chi lo spaccia in giro? non vi pare palesemente assurdo?major must die
    • Anonimo scrive:
      Re: la solita confusione tra (c) e brevetti.
      - Scritto da: Anonimo
      Usare la retorica e la terminologia della
      proprietà per dare giustificazione
      alla costante espansione del diritto
      d'autore e dei brevetti è quindi
      un'operazione truffaldina.

      è un peccato che ci sia ancora chi fa
      confusione tra diritto d'autore e brevetti,
      buttando tutto nello stesso calderone. Sono
      due cose ben distinte e ci sono delle
      persone (come me) che possono essere in
      favore del diritto d'autore e assolutamente
      contrari ai brevetti.

      Inolre non si può buttare tutto nello
      stesso calderone: musica, scritti,
      software.... sono cose che pongono
      problematiche ben diverse: esiste forse una
      versione "sorgente" e una versione
      "compilata" della musica?
      Sono d'accordo su tutto tranne questo paragrafo... esistono una versione sorgente e più versioni compilate della musica Il sorgente è lo spartito, che tu compili sulla tua piattaforma, costituita da hardware (il tuo corpo), sistema operativo (il tuo Io) e software di compilazione (violino, pianoforte, etc etc.)Più complicata è il discorso con gli odierni strumenti elettronici di registrazione e riproduzione. =)
      Per finire, il termine "proprietà
      intellettuale" sicuramente è
      antipatico e genera sfavori. Certo che le
      idee sono di tutti: quello che deve essere
      protetto dal diritto è l' opera, la
      forma espressiva. Sarebbe meglio un termine
      tipo "diritti sull'opera" che poi questi
      diritti siano di sfruttamento economico o
      solo morali.

      Il diritto sull'opera protegge gli
      investimenti sia della megacorp che il
      povero diavolo che scrive software nel
      garage; e anzi dà una chanche a
      quest'ultimo di poter diventare anche lui
      una megacorp. Non mi sembra così
      male. Il brevetto invece è uno
      strumento che la megacorp usa per bloccare
      il povero diavolo.


  • Anonimo scrive:
    Finalmente !!!
    come sopra
  • BigSam scrive:
    i giovani e le idee
    Alcuni esempi di Idee che fecero breccia sui Giovani:1933: Gott ist mit Uns!1968: Fantasia al potere! 1972: Il Sesso è mio e me lo gestisco Io!1993: Va' dove ti porta il Cuore!1999: Sono solo Fatti miei!2004: Nel mondo delle idee, e nello spazio digitale, il consumo dei beni e delle idee cessa di essere rivale. Se qualcuno duplica un mio file, o fa propria una mia opinione, io non cesso di avere quell'idea o quel file!
    • Anonimo scrive:
      Re: i giovani e le idee
      Invece baciar pile in chiesa e rimanere vergini fino al matrimonio... quelle sì che sono idee sane da inculcare nella testa dei giovani vero?:@
      • alexmario scrive:
        Re: i giovani e le idee
        - Scritto da: Anonimo
        Invece baciar pile in chiesa e rimanere
        vergini fino al matrimonio... quelle
        sì che sono idee sane da inculcare
        nella testa dei giovani vero?:@Personalmente sono ateo e anticlericale.Tuttavia mi preme farti notare che le idee, come gli uomini, hanno senso solo all'interno di taluni contesti.:)Percui anche baciar bile in chiesa e rimanere vergini fino al matrimonio, in un certo tipo di realtà ha senso.Oggi, certo, no.
    • Anonimo scrive:
      Re: i giovani e le idee
      - Scritto da: BigSam

      2004: Nel mondo delle idee, e nello spazio
      digitale, il consumo dei beni e delle idee
      cessa di essere rivale. Se qualcuno duplica
      un mio file, o fa propria una mia opinione,
      io non cesso di avere quell'idea o quel
      file!certo, e come no... in pratica io impiego (ad edempio) 5 anni per creare la "routine perfetta" in C, investendo tutto il mio denaro, dopodicchè la regalo a stallman...ottimo il tuo modo di pensare, ma a poco a che vedere con le idee dei giovani (in quanto lo sono anch'io abbastanza), ma molto invece con le tue idee esclusive
      • LordBison scrive:
        Re: i giovani e le idee
        - Scritto da: Anonimo

        - Scritto da: BigSam




        2004: Nel mondo delle idee, e nello
        spazio

        digitale, il consumo dei beni e delle
        idee

        cessa di essere rivale. Se qualcuno
        duplica

        un mio file, o fa propria una mia
        opinione,

        io non cesso di avere quell'idea o quel

        file!

        certo, e come no... in pratica io impiego
        (ad edempio) 5 anni per creare la "routine
        perfetta" in C, investendo tutto il mio
        denaro, dopodicchè la regalo a
        stallman...
        se tutti fanno cosi non ci sarebbe nulla di male anche xkè anche tu avresti altre routine già pronte, senza contare che le routine perfette non esistono e grazie all'opensource migliorano, poi cmq è il programmatore che decide se rilasciare il codice o no e cmq non si parla di codice ma di idee che è diverso è diverso il brevettare un algoritmo dal brevettare un programma (pensa se uno avesse brevettato un programma di video scrittura avrebbe impedito la nascita di MS word, OpenOffice e compagnia bella) ...
        ottimo il tuo modo di pensare, ma a poco a
        che vedere con le idee dei giovani (in
        quanto lo sono anch'io abbastanza), ma molto
        invece con le tue idee esclusiveBeh io sono giovane :DE se riesci ad aprire la mente con l'opensource ci si lavora benissimo.(linux)(linux)
      • Anonimo scrive:
        Re: i giovani e le idee

        certo, e come no... in pratica io impiego
        (ad edempio) 5 anni per creare la "routine
        perfetta" in C, investendo tutto il mio
        denaro, dopodiché la regalo a
        stallman...

        ottimo il tuo modo di pensare, ma a poco a
        che vedere con le idee dei giovani (in
        quanto lo sono anch'io abbastanza), ma molto
        invece con le tue idee esclusiveForse se non hai la poliomelite lo devi adALBERT BRUCE SABIN:Scienziato di origine polacca, scopritore del vaccino della poliomelite, morto nella quasi indifferenza, non brevettò la sua scoperta promuovendone al contrario la diffusione, contribuendo a debellare una delle principali cause di morte infantile. (http://www.comuneadria.net/frazioni/baricetta/consulta.html)
        • Anonimo scrive:
          Re: i giovani e le idee
          - Scritto da: Anonimo

          certo, e come no... in pratica io
          impiego

          (ad edempio) 5 anni per creare la
          "routine

          perfetta" in C, investendo tutto il mio

          denaro, dopodiché la regalo a

          stallman...



          ottimo il tuo modo di pensare, ma a
          poco a

          che vedere con le idee dei giovani (in

          quanto lo sono anch'io abbastanza), ma
          molto

          invece con le tue idee esclusive

          Forse se non hai la poliomelite lo devi ad
          ALBERT BRUCE SABIN:
          Scienziato di origine polacca, scopritore
          del vaccino della poliomelite, morto nella
          quasi indifferenza, non brevettò la
          sua scoperta promuovendone al contrario la
          diffusione, contribuendo a debellare una
          delle principali cause di morte infantile.
          (www.comuneadria.net/frazioni/baricetta/consuil 99% dei farmaci ha il suo bel brevetto, eppure c'è chi abusa di medicinalicome vedi, le cose non sono così poetiche come credi, ALBERT BRUCE SABIN ha fatto la sua scelta, ma per il mondo sarebbe cambiato ben poco...
          • Anonimo scrive:
            Re: i giovani e le idee

            il 99% dei farmaci ha il suo bel brevetto,
            eppure c'è chi abusa di medicinali

            come vedi, le cose non sono così
            poetiche come credi, ALBERT BRUCE SABIN ha
            fatto la sua scelta, ma per il mondo sarebbe
            cambiato ben poco...E in Africa milioni di persone muoiono per colpa di quei brevetti.La scelta di Sabin ha cambiato il mondo in meglio, i brevetti lo cambiano in peggio.
    • Anonimo scrive:
      Re: i giovani e le idee

      2004: Nel mondo delle idee, e nello spazio
      digitale, il consumo dei beni e delle idee
      cessa di essere rivale. Se qualcuno duplica
      un mio file, o fa propria una mia opinione,
      io non cesso di avere quell'idea o quel
      file!Ora mi trascrivo l'Iliade e divento il legittimo proprietario dell'Iliade!!!Tanto l'ho copiato e quindi non appartiene più ad Omero!Aspetta, duplico anche un cd dei Beatles e ne divento proprietario.Hei, ragazzi, lo sapete che "Yellow submarine" é mia?O magari é sempre dei Beatles? (anche se ne sono morti parecchi?)Le opere di Platone sono sempre state copiate, e nessuno può dire che non sono più di Platone.
  • Anonimo scrive:
    Sì ma...
    "Se qualcuno duplica un mio file, o fa propria una mia opinione, io non cesso di avere quell'idea o quel file."Lapalissiano. Ma se quel qualcuno fa proprio un mio lavoro in preprint, lo pubblica prima di me e ci vince anche un premio, io un pochetto m'incazzo... tu no ?
    • Anonimo scrive:
      Re: Sì ma...
      - Scritto da: Anonimo
      "Se qualcuno duplica un mio file, o fa
      propria una mia opinione, io non cesso di
      avere quell'idea o quel file."
      Lapalissiano. Ma se quel qualcuno fa proprio
      un mio lavoro in preprint, lo pubblica prima
      di me e ci vince anche un premio, io un
      pochetto m'incazzo... tu no ?Però nessuno sta difendendo il plagio
    • alexmario scrive:
      Re: Sì ma...
      - Scritto da: Anonimo
      "Se qualcuno duplica un mio file, o fa
      propria una mia opinione, io non cesso di
      avere quell'idea o quel file."
      Lapalissiano. Ma se quel qualcuno fa proprio
      un mio lavoro in preprint, lo pubblica prima
      di me e ci vince anche un premio, io un
      pochetto m'incazzo... tu no ?Questo non è quello che si intende nell'articolo.La proprietà di un opera d'ingegno non può essere negata.Il problema è valutare quanto questa proprietà deve incidere sulla possibilità del prossimo di utilizzare tale idea.Quello che stai paventando avviene oggi dove il primo che brevetta ha tutti i soldi e gli altri nulla.Se invece si pensa ad un mondo dove le idee circolano, allora chi ne ha una buona ottiene sì un vantaggio, ma lo avranno subito anche gli altri.Ovviamente parlo di mondo digitale. :)
    • Anonimo scrive:
      Re: Sì ma...
      - Scritto da: Anonimo
      "Se qualcuno duplica un mio file, o fa
      propria una mia opinione, io non cesso di
      avere quell'idea o quel file."
      Lapalissiano. Ma se quel qualcuno fa proprio
      un mio lavoro in preprint, lo pubblica prima
      di me e ci vince anche un premio, io un
      pochetto m'incazzo... tu no ?Se il tuo lavoro in preprint lo lasci su un PC in cui il primo che passa puo entrare e copiarselo, beh te lo meriti proprio! E se ti incazzi ti rido pure in faccia.
    • Anonimo scrive:
      Re: Sì ma...

      Lapalissiano. Ma se quel qualcuno fa proprio
      un mio lavoro in preprint, lo pubblica prima
      di me e ci vince anche un premio, io un
      pochetto m'incazzo... tu no ?Esiste il copyright per questo, il brevetto non serve.
  • BigSam scrive:
    1% inspiration...
    ... 99% transpiration.Andateglielo a spiegare voi, a Edison, che tutto quel 99% di "sudore" (nonché l'1% di "ispirazione") non potrà più generare legittime pretese di "proprietà".BigsamP.S. se si parla di farmaci, allora già oggi esistono i cd. "generici". Se parliamo di Britney Spears, allora non facciamone questione di principio, abbiate un po' di decenza.
    • Anonimo scrive:
      Re: 1% inspiration...
      - Scritto da: BigSam
      ... 99% transpiration.

      Andateglielo a spiegare voi, a Edison, che
      tutto quel 99% di "sudore" (nonché
      l'1% di "ispirazione") non potrà
      più generare legittime pretese di
      "proprietà".Nel mondo fisico la proprietà è fine a se stessa. E ciò per la natura stessa del mondo fisico: se qualcuno mi prende il cibo io non potrò nutrirmi. Il consumo di beni fisici è, come dicono gli economisti, rivale ed esclusivo. Ma nel mondo delle idee, e nello spazio digitale, il consumo dei beni e delle idee cessa di essere rivale. Se qualcuno duplica un mio file, o fa propria una mia opinione, io non cesso di avere quell'idea o quel file.Quale è la parte che non hai capito?
      • Anonimo scrive:
        Re: 1% inspiration...

        Nel mondo fisico la proprietà
        è fine a se stessa. E ciò per
        la natura stessa del mondo fisico: se
        qualcuno mi prende il cibo io non
        potrò nutrirmi. Il consumo di beni
        fisici è, come dicono gli economisti,
        rivale ed esclusivo. Ma nel mondo delle
        idee, e nello spazio digitale, il consumo
        dei beni e delle idee cessa di essere
        rivale. Se qualcuno duplica un mio file, o
        fa propria una mia opinione, io non cesso di
        avere quell'idea o quel file.

        Quale è la parte che non hai capito?Queste sono frottole da no-global.Edison non ha costruito tutte le lampadine dal 1900 ad oggi, ma ha semplicemente depositato un brevetto, lucrando su un'idea (immateriale, dunque duplicabile ad libitum)
        • shevathas scrive:
          Re: 1% inspiration...

          Queste sono frottole da no-global.
          Edison non ha costruito tutte le lampadine
          dal 1900 ad oggi, ma ha semplicemente
          depositato un brevetto, lucrando su un'idea
          (immateriale, dunque duplicabile ad libitum)No, edison ha brevettato la lampadina ad incaldescenza, cioè il sistema di costruire quell'oggetto fatto da un'ampolla di vetro e da un filamento di tungsteno, non ha brevettato, come talvolta sembra accadere nel caso del software, l'idea di usare l'elettricità per illuminare.Il brevetto dovrebbe servire per premiare la ricerca consentendotì il diritto di sfruttamento economico e di uso esclusivo della tua invenzione per un certo tot di tempo (20 anni).Ma ormai i brevetti sono stati stravolti e vengono usati per brevettare idee, come se Edison citasse l'inventore delle lampade al neon per aver violato il suo brevetto su "idea dell'uso dell'elettricità per creare luce"
          • Anonimo scrive:
            Re: 1% inspiration...

            No, edison ha brevettato la lampadina ad
            incaldescenza, cioè il sistema di
            costruire quell'oggetto fatto da un'ampolla
            di vetro e da un filamento di tungsteno, non
            ha brevettato, come talvolta sembra accadere
            nel caso del software, l'idea di usare
            l'elettricità per illuminare.Senza contare che la lampadina a filo di tungsteno non l'ha inventata Edison, o per lo meno non e' stato il primo a costruirla.Indovinate un po' chi e' stato !Ok, un aiutino: cercate in internet Alessandro Cruto (si' italiano)
        • alexmario scrive:
          Re: 1% inspiration...
          - Scritto da: Anonimo
          Queste sono frottole da no-global.
          Edison non ha costruito tutte le lampadine
          dal 1900 ad oggi, ma ha semplicemente
          depositato un brevetto, lucrando su un'idea
          (immateriale, dunque duplicabile ad libitum)Qui sbagli.Edison non ha depositato un brevetto su una semplice idea :un dispositivo per illuminare (come si pretende di fare oggi), ma ha realizzato il dispositivo.Su questo sono d'accordo, quello che non accetto è che uno possa pensare una cosa e subito brevettarla senza averla nemmeno realizzata, solo per poter, un giorno, rivalersi casomai qualcuno la realizzi prima di lui!
      • Anonimo scrive:
        creazione vs. duplicazione

        Nel mondo fisico la proprietà
        è fine a se stessa. E ciò per
        la natura stessa del mondo fisico: se
        qualcuno mi prende il cibo io non
        potrò nutrirmi. Il consumo di beni
        fisici è, come dicono gli economisti,
        rivale ed esclusivo. Ma nel mondo delle
        idee, e nello spazio digitale, il consumo
        dei beni e delle idee cessa di essere
        rivale. Se qualcuno duplica un mio file, o
        fa propria una mia opinione, io non cesso di
        avere quell'idea o quel file.

        Quale è la parte che non hai capito?si capisce tutto perfettamente, e ha senso, solo che ha tralasciato un "piccolo" particolare:nell'ambito delle opere digitali, Il costo di duplicazione è terribilmente più basso del costo di creazione iniziale.La proprietà intellettuale (termine orribile peraltro, meglio diritto d'autore) da una qualche garanzia che gli investimenti che l'autore fa per i costi di produzione potrebbero essere ricompensati in futuro. Se X non viene prodotto inizialmente, non puoi neanche duplicarlo poi. Makes sense?
        • Anonimo scrive:
          Re: creazione vs. duplicazione
          - Scritto da: Anonimo


          Nel mondo fisico la proprietà

          è fine a se stessa. E ciò
          per

          la natura stessa del mondo fisico: se

          qualcuno mi prende il cibo io non

          potrò nutrirmi. Il consumo di
          beni

          fisici è, come dicono gli
          economisti,

          rivale ed esclusivo. Ma nel mondo delle

          idee, e nello spazio digitale, il
          consumo

          dei beni e delle idee cessa di essere

          rivale. Se qualcuno duplica un mio
          file, o

          fa propria una mia opinione, io non
          cesso di

          avere quell'idea o quel file.



          Quale è la parte che non hai
          capito?

          si capisce tutto perfettamente, e ha senso,
          solo che ha tralasciato un "piccolo"
          particolare:

          nell'ambito delle opere digitali, Il costo
          di duplicazione è terribilmente
          più basso del costo di creazione
          iniziale.

          La proprietà intellettuale (termine
          orribile peraltro, meglio diritto d'autore)
          da una qualche garanzia che gli investimenti
          che l'autore fa per i costi di produzione
          potrebbero essere ricompensati in futuro.

          Se X non viene prodotto inizialmente, non
          puoi neanche duplicarlo poi. Makes sense?Se è per questo anche il primo modello di lampadina brevettato è costato un patrimonio di $$, ma duplicarla mica costa lo stesso prezzo! :)
    • Anonimo scrive:
      Re: 1% inspiration...

      P.S. se si parla di farmaci, allora
      già oggi esistono i cd. "generici".ecco questa è proprio giusta, hai capito tutto tu: i farmaci generici esistono solo se il brevetto è scaduto. esatto contrario di quello che volevi dire tu.
      • Anonimo scrive:
        Re: 1% inspiration...
        - Scritto da: Anonimo

        P.S. se si parla di farmaci, allora

        già oggi esistono i cd.
        "generici".

        ecco questa è proprio giusta, hai
        capito tutto tu: i farmaci generici esistono
        solo se il brevetto è scaduto. esatto
        contrario di quello che volevi dire tu.Perlappunto: il periodo di brevetto serve per coprire il costo della ricerca (altrimenti, chi paga? Pantalone? Lo Stato? Ma non farmi ridere!), poi alla scadenza via libera al prodotto generico.Mi sembra un ottimo compromesso.
        • Anonimo scrive:
          Re: 1% inspiration...

          Perlappunto: il periodo di brevetto serve
          per coprire il costo della ricerca
          (altrimenti, chi paga? Pantalone? Lo Stato?
          Ma non farmi ridere!), poi alla scadenza via
          libera al prodotto generico.
          Mi sembra un ottimo compromesso.Si ma se un farmaco può essere usato per salvare delle vite, viene venduto a cifre spropositate per coprire i costi di sviluppo, i paesi poveri non avranno mai i soldi per comperare queste cure. In definitiva, rispettare il brevetto per i paesi poveri non significa pagare un farmaco, ma non acquistarlo affatto. Il risultato non è un incentiva allo sviluppo, ma solamente una mancanza di cure a persone malate. Quindi, il brevetto in questo caso è appunto fine a sè stesso, produce solamente danni e nessun vantaggio per chi lo possiede.Inoltre, quanto è giusto che venga retribuito un brevetto. E' giusto che valga per 20 anni sia che sia una cosa sulla quale una persona ha dedicato una vita di studi, sia per un'invenzione venuta in mente perchè ci hai inciampato per strada?Difficile quantificare questa cosa, però indirettamente posso affermare che poich'è le aziende farmaceutiche sono aziende come qualsiasi altra, non capisco perchè (io sono cons. informatico) loro posso pagare tranquillamente consulenze milionarie per due stampe. Significa che i profitto sono molto alti, e se questo vale per tutte queste aziende, vuol dire che il mercato dei brevetti di questo tipo produce guadagni spropositati, tanto che sarebbe il caso di ridurlo
    • Anonimo scrive:
      Re: 1% inspiration...

      Andateglielo a spiegare voi, a Edison, che
      tutto quel 99% di "sudore" (nonché
      l'1% di "ispirazione") non potrà
      più generare legittime pretese di
      "proprietà".Non posso andarglielo aspiegare perché é morto.Ma scommetto che su qualche sua sudorata ci guadagna ancora.Edison ha inventato la lampadina, nessuno gli toglierà mai questa invenzione, ma ora che é con chi ha inventato la ruota ad alimentare le piante, gliene frega ben poco di guadagnarci.E lui era L'UNICO meritevole di guadagnarci.Che figli e parassiti si inventino qualcos'altro e facciano avanzare la tecnologia.
      • Anonimo scrive:
        Re: 1% inspiration...

        Edison ha inventato la lampadina, nessuno
        gli toglierà mai questa invenzioneCome ho gia' scritto ieri, non l'ha inventata lui !
  • Anonimo scrive:
    Paesi in via di Sviluppo
    Solo da loro poteva venire il vento che spazzerà via gli obbrobri come il DMCA e similia.Benvenga questo vento che spazzerà via gli STROZZINI pidocchiosi delle multinazionali che soffocano la libera circolazione del sapere digitale.
    • Anonimo scrive:
      Re: Paesi in via di Sviluppo

      Benvenga questo vento che spazzerà
      via gli STROZZINI pidocchiosi delle
      multinazionali che soffocano la libera
      circolazione del sapere digitale.e dei divx
      • Anonimo scrive:
        Re: Paesi in via di Sviluppo

        e dei divxMi sembra molto più pregante eliminare bestialità come il ticket da pagare per le biblioteche.
        • Anonimo scrive:
          Re: Paesi in via di Sviluppo
          - Scritto da: Anonimo
          Mi sembra molto più pregante
          eliminare bestialità come il ticket
          da pagare per le biblioteche.Ticket sulle biblioteche ? Vaneggiamenti di politici balneari... s'imponga piuttosto per legge l'obbligo alle Case Editrici di rilasciare in formato elettronico, indifferentemente gratuito o print-on-demand, tutto il materiale le cui ristampe sono giudicate "non più economicamente convenienti" per la bassissima tiratura prevista. Questa sì che sarebbe libera circolazione del Sapere, di quello genuino ed autentico. Il sapere che viene dai libri, non il porcaio che viene dagli starnazzamenti gorgheggiati di qualche lolita ammiccante o dal bugliolo infernale dei sorgenti illeggibili di sourceforge e freshmeat.
          • Anonimo scrive:
            Re: Paesi in via di Sviluppo

            Ticket sulle biblioteche ? Vaneggiamenti di
            politici balneari... s'imponga piuttosto per
            legge l'obbligo alle Case Editrici di
            rilasciare in formato elettronico,
            indifferentemente gratuito o
            print-on-demand, tutto il materiale le cui
            ristampe sono giudicate "non più
            economicamente convenienti" per la
            bassissima tiratura prevista.

            Questa sì che sarebbe libera
            circolazione del Sapere, di quello genuino
            ed autentico. Il sapere che viene dai libri,
            non il porcaio che viene dagli
            starnazzamenti gorgheggiati di qualche
            lolita ammiccante o dal bugliolo infernale
            dei sorgenti illeggibili di sourceforge e
            freshmeat.

            Purtroppo il ticket per le biblioteche è una direttiva europea che dovrà essere recepita e quindi una realtà molto prossima.
          • Anonimo scrive:
            Re: Paesi in via di Sviluppo
            - Scritto da: Anonimo
            Purtroppo il ticket per le biblioteche
            è una direttiva europea che
            dovrà essere recepita e quindi una
            realtà molto prossima.Vaneggiamento europeo... quelli più che normare diametro di zucchine e curvatura di banane non sanno fare, al costo minimo procapite di ventimila euro mensili + fringe e bonus, s'intende.............. avessero almeno messo a posto le professioni intellettuali in modo decente, sti euroburocrati :'(
          • 3p scrive:
            Re: Paesi in via di Sviluppo
            - Scritto da: Anonimo
            Ticket sulle biblioteche ? Vaneggiamenti di
            politici balneari... Nella biblioteca del mio paese già un 7-8 anni fa circa dovevi fare un tesserino annuale da 10mila lire (solo per portare a casa in prestito i volumi, la lettura il loco era gratuita).
            s'imponga piuttosto per
            legge l'obbligo alle Case Editrici di
            rilasciare in formato elettronico,
            indifferentemente gratuito o
            print-on-demand, tutto il materiale le cui
            ristampe sono giudicate "non più
            economicamente convenienti" per la
            bassissima tiratura prevista. Questa sarebbe una cosa grandiosa, di grande utilità per tutti. Ma penso che sia un'idea troppo intelligente e sensata per essere applicata. Spero di sbagliarmi.Marco
          • Anonimo scrive:
            Re: Paesi in via di Sviluppo

            dal bugliolo infernale
            dei sorgenti illeggibili di sourceforge e
            freshmeat.Da quando ci ha messo i suoi programmi opensource la Microsoft, su sourceforge, però...
    • Anonimo scrive:
      Re: Paesi in via di Sviluppo
      - Scritto da: Anonimo
      Solo da loro poteva venire il vento che
      spazzerà via gli obbrobri come il
      DMCA e similia.Dal terzo mondo non vioen nulla che non sia nel loro interesse: ovvero i SOLDI.Se qualcosa potrà cambiare, dovrà farlo QUI, dovrà iniziare QUI, non laggiù dove faticano già a mangiare, figurarsi che gli frega del copiraitt.
      • alexmario scrive:
        Re: Paesi in via di Sviluppo
        - Scritto da: Anonimo

        Dal terzo mondo non vioen nulla che non sia
        nel loro interesse: ovvero i SOLDI.

        Se qualcosa potrà cambiare,
        dovrà farlo QUI, dovrà
        iniziare QUI, non laggiù dove
        faticano già a mangiare, figurarsi
        che gli frega del copiraitt.La tua idea è un po' antiquata.Esistono paesi poveri, come dici tu, dove non c'è un prossimo futuro roseo.Ma esistono anche paesi detti in via di sviluppo.In questi l'economia comincia ora a portare ricchezza e prestopotrebbero essere il nuovo occidente.Ed è proprio lì che emerge questa esigenza, per questo è importante.Qui, come intendi tu, un giorno non lontano potrebbe essere solo un pezzo di terra di un paese in rovina.(Per inteso: mi riferisco a tutto l'occidente)
      • Anonimo scrive:
        Re: Paesi in via di Sviluppo

        Dal terzo mondo non vioen nulla che non sia
        nel loro interesse: ovvero i SOLDI.?"Dal primo mondo non viene nulla se non sia nel loro interesse: ovvero i soldi" suona molto ma molto meglio.Altrimenti dimmi tu quanti farmaci sull amamalria e quanti per i malati di cuore obesi sono stati brevettati nelgi ultimi 50 anni.Questi non stanno chiedendo soldi, stanno chiedendo di potere usare idee che vengono "prestate" a prezzi che loro non possono pagare.Se ti chiedessero la pagnotta capirei la lamentela, ma se ti chiedono di non fargli pagar un'idea per farsi la pagnotat come puoi uscire con la tua sparata o pensare di dire loro di no?
        Se qualcosa potrà cambiare, dovrà farlo QUI, dovrà
        iniziare QUI, non laggiù dove faticano già a
        angiare, figurarsi che gli frega del copiraitt.Se con questo alludi al fatto che la ricerca di punta si fa dove ci sono le risorse potrà anche essere vero, ma sappi che nessuno là vuole sostituire la nostra ricerca, vogliono solo farsi i farmaci contro l'AIDS in casa senza dover pagare i dazio che le case farmaceuticheimpongono per la propria ristrettezza mentale.
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