Il web? Un bloc notes per la ricerca

La comunità scientifica comincia a credere nella cooperazione in rete: gli strumenti collaborativi su Internet permettono di mettere a frutto il proprio lavoro, un mattone che contribuisce ad edificare ulteriore conoscenza

Roma – Restituire alla scienza un’impronta collaborativa, fondare la ricerca sulla condivisione dei risultati e cooperare per affinarli. La comunità scientifica imbraccia gli attrezzi del Web 2.0, affida il peer review a colleghi disseminati per il mondo e assume caratteristiche globali e accessibili.

La rete viene utilizzata come fosse un blocco degli appunti globale, riporta Scientific American : gli strumenti collaborativi del Web 2.0 stanno attraendo i ricercatori che credono che la condivisione dei risultati sia un punto di partenza per tagliare nuovi traguardi in maniera più efficiente, per edificare una comunità scientifica più attiva e aperta al confronto. Non sono solo i giovani ricercatori ad impugnare gli strumenti della rete: iniziano a farsi spazio online anche i luminari con una lunga esperienza alle spalle, fiduciosi nel fatto che la rete possa contribuire ad una fruttuosa circolazione di idee e a stimolare dibattiti che possano sospingere la ricerca.

“Il web 2.0 calza perfettamente su misura al funzionamento della scienza” spiega Christopher Surridge, direttore di PlosONE , una pubblicazione open access, fondata sulla collaborazione di esperti della comunità scientifica per offrire al pubblico contributi il più possibile accurati e di valore. La rete consente ai ricercatori di confrontarsi e di scambiarsi critiche e consigli, di ingaggiare dinamiche di coopetition , di sfidarsi in un fruttuoso e sinergico confronto.

Ciò è possibile grazie alla natura dialogica della rete, agli strumenti di cooperazione e di social networking: la comunità scientifica si aggrega in addensamenti spontanei come quelli scaturiti dal progetto wiki OpenWetWare del MIT, oppure si raccoglie attorno a punti di riferimento di comunità legate dagli interessi, come Esanum , una piattaforma di comunicazione dedicata ai medici. In questo modo è possibile raffinare la conoscenza nel dibattito, come è sempre avvenuto, tempi e spazi permettendo.

La rete non è infatti confinata nei tempi stretti dei convegni o nelle pagine di una costosa pubblicazione: sul web un ricercatore può aprire una finestra sulla propria attività , può gestire un sito come fosse un progetto in fieri, come un bloc notes sul quale appuntare ogni tassello del mosaico della propria attività. Un blog, chiarisce l’oncologo e ricercatore Bill Hooker, garantisce un enorme passo avanti nella trasparenza: “In una pubblicazione posso vedere semplicemente quello che hai fatto. Ma non so nulla dei tentativi falliti prima di raggiungere una soluzione”. L’attività scientifica consente alla comunità di schivare la duplicazione degli sforzi e di raggiungere più velocemente dei risultati, a favore dell’intera società.

Le iniziative volte a proiettare la scienza in rete espongono la scienza a revisioni e affinamenti, ma anche a rimaneggiamenti, vandalismi e furti. Offrire accesso universale e permettere a chiunque di mettere mano ai risultati raggiunti è un rischio, ma esistono licenze che consentono di riservare dei diritti senza rinunciare alla cooperazione, e si possono studiare delle accortezze che permettano di approntare un ambiente collaborativo prevenendo i vandalismi.

La ritrosia degli scienziati che non credono nella collaborazione in rete è una questione di formazione: la comunità accademica spesso tende a chiudere entro le mura degli atenei i progressi dei propri membri. Ma anche nelle università qualcosa si sta muovendo: Harvard ha recentemente aderito alla proposta di gestire un archivio aperto dei risultati della propria ricerca, per diffondere la conoscenza su scala universale, per metterla a frutto in un dibattito globale.

Gaia Bottà

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  • Multi platform scrive:
    Risvolto positivo
    sara' il fatto che i gestori Umts e Gsm dovranno uscire con delle flat decenti per non perdere i clienti acquisiti fino ad oggi.
  • Marcello Favale scrive:
    A quando i fatti?
    Il WiMax con le sue aspettative sta turbando il mercato IP, perché molti utenti stanno temporeggiando in attesa di questa tecnologia,che dovrebbe assicurare una connessione "mobile" di cui molti (specie aziende) hanno assoluto bisogno.Le connessioni UMTS - a parte la ridottissima velocità effettiva nelle località lontane dai grandi centri urbani - si stanno riveldndo un flop, dal punto di vista del ritorno degli investimenti effettuati per realizzarla... a macchia di leopardo... il che, per chi deve lavorare collegandosi, per esempio, dai cantieri alla sede centrale. Un pianto: si viaggia a 460 Kb (nominali) il che significa che per spedire una foto ci vogliono secoli.
    • mavors scrive:
      Re: A quando i fatti?
      pensi che con il WiMax andrai più veloce?? magari si (se stai a meno di 1 Km dalla stazione radio base)!!qualcuno ieri al Wlan Forum diceva che già prima dell'estate ci saranno le prime installazioni in qualche zona...(anche se ancora non abbiamo un dispositivo WiMax che superi tutti i test del consorzio [anche se alcatel dice che i suoi li supererà tutti])ciao
  • Marco_VR scrive:
    costi
    ...il tutto dipende sempre quanto me lo faranno pagare. Io per una connettività normale più di 30 euro flat non son disposto a sborsare.Una 50 invece se siparla di utenza professionale con un po' piu' di banda garantita.Questi devono essere i prezzi sennò se la tengono......
    • mavors scrive:
      Re: costi
      Da quanto emerso ieri al WlanForum i prezzi dovranno essere contenuti (anche se nessuno ha detto una cifra, ma tutti concordavano sul fatto che sicuramente non potranno discostarsi molto da quelli di una normale adsl domestica)......e chi ci crede????? :D
    • Manuel88 scrive:
      Re: costi
      - Scritto da: Marco_VR
      ...il tutto dipende sempre quanto me lo faranno
      pagare. Io per una connettività normale più di 30
      euro flat non son disposto a
      sborsare.
      Una 50 invece se siparla di utenza professionale
      con un po' piu' di banda
      garantita.
      Questi devono essere i prezzi sennò se la
      tengono......io pago 15 euro per una 2 mb ,è poco non credi?
    • Burp scrive:
      Re: costi
      - Scritto da: Marco_VR
      Questi devono essere i prezzi sennò se la
      tengono......E se lo dici tu ...
  • gianluca scrive:
    WiMax: confusione
    Insomma WiMax non abbiamo ancora le idee chiare si potrebbe intitolare l'articolo. L'unica cosa certa è che può essere usato come alternativa a ADSL nelle zone non coperte (ma quanto costerà?). In italia niente potrà sanare il fatto che le frequenze assegnate non permettono la mobilità, e ci vogliono le antenne sul tetto visibili per ricevere il segnale. Ma possibile che gli unici che hanno idee chiare per vendere sono NokiaSiemens (che producono la tecnologia) ma che sono di gran lunga più impegnati nella realizzazione delle reti 3G e 4G come da standard 3GPP (e che perciò non avranno un grave danno se la tecnologia non decolla)? Cosa dicono coloro che hanno investito tutti sti soldi nelle licenze WiMAX? Hanno un piano? Sarei curioso di capire come intendono fare soldi.
    • PGStargazer scrive:
      Re: WiMax: confusione
      - Scritto da: gianlucaCUTCosa dicono coloro
      che hanno investito tutti sti soldi nelle licenze
      WiMAX? Hanno un piano? Sarei curioso di capire
      come intendono fare
      soldi.Imho in perfetto stile all'italiana improvvisanosi improvvisano esperti tentano e se va bene ok altrimenti fallisconobasta guardare il campo pannelli solari quando ericsson ci ha creduto i suoi ripetitori ha provato a mantenerli a batterie ricaricate dal pannello e solo poi si sono accorti della fregatura che hanno preso, smantellando tutto per me sarà un enorme flop, ostacolato soprattutto da colossi come nokia siemens appunto
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