In Cina al netcafé solo con card ID

Chi vuole utilizzare i netpoint d'ora in poi dovrà identificarsi elettronicamente. La polizia può impedire l'accesso ad internet a singoli individui


Roma – Arriva dalla provincia centrale dello Jiangxi l’ulteriore conferma degli immensi sforzi profusi dalle autorità cinesi per tenere sotto controllo non solo internet ma anche chi usa e osa collegarsi alla rete. Un progetto pilota appena varato in quella regione, infatti, costringe gli utenti ad una sorta di “identificazione preventiva”.

Stando a quanto riportato da Associated Press, infatti, chiunque voglia utilizzare i netpoint, che in Cina rappresentano uno dei veicoli più frequentati dalla popolazione per accedere alla rete, dovrà dotarsi di una carta di identificazione speciale, una “internet card”.

I dati contenuti nelle card sono inseriti in un database gestito dalla polizia. Quando ci si reca ad un internet café è necessario passare la card in un sistema elettronico che provvede all’identificazione. Questo rende possibile alla polizia il blocco delle attività internet di un singolo individuo. Sarebbero già oltre 200mila le card rilasciate.

Stando ad AP il nuovo sistema è in uso da circa un mese e viene giustificato ufficialmente dalla necessità di individuare le attività criminali e chi le compie, laddove con questi termini si intendono cose come l’accesso a informazioni politiche sgradite, oltreché a pornografia e ad una messe di altri contenuti.

Come noto, in tempi recenti in Cina sono stati varati nuovi e più rigidi regolamenti per gli internet point. Oltre al divieto di ingresso ai minori di 16 anni, questi locali devono chiudere non oltre la mezzanotte e non possono aprire prima delle otto del mattino.

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