In Italia le lauree via internet

Gli atenei dovranno individuare gli strumenti e le procedure aderendo a quanto deciso da un decreto voluto dai ministeri dell'Istruzione e dell'Innovazione. Le università telematiche spingeranno allo studio un numero maggiore di italiani?


Roma – Ci sono procedure tecniche da stabilire e seguire, strumenti da mettere in campo e decisioni da prendere ma, come previsto dalla Finanziaria 2003, anche in Italia decolla la laurea a distanza da conseguire via internet.

I nuovi corsi che saranno basati sulle tecnologie dell’e-learning sono al centro di un decreto del ministero dell’Istruzione ( MIUR ) che per l’occasione si è coordinato con il ministero all’Innovazione ( MIT ) per individuare criteri e procedure di accreditamento dei corsi di studio. Corsi che potranno essere promossi dalle università statali e non statali e, in generale, da tutte le istituzioni universitarie che sono oggi abilitate a rilasciare titoli accademici.

Secondo il decreto, i titoli accademici possono “essere rilasciati da istituzioni universitarie promosse da soggetti pubblici e privati e riconosciute secondo i criteri e le procedure”. I corsi si definiscono tali nel decreto se aderiscono a tre punti fondamentali:

1. Utilizzo della connessione in rete per la fruizione dei materiali didattici e lo sviluppo di attività formative basate sull’interattività con i docenti-tutor e con gli altri studenti.
2. L’impiego del personal computer.
3. Il monitoraggio continuo del livello di apprendimento. “Criteri selettivi e severi – si legge in una nota del MIUR – sono previsti per assicurare la qualità dei corsi e la serietà dell’offerta didattica”.

Il decreto punta a misure che promuovano multimedialità e interattività, viste come strumenti insostituibili anche per la “personalizzazione” dello studio e dell’apprendimento, e specifica le norme che legheranno, attraverso una carta dei servizi, la fornitura del corso e il contratto con lo studente che si iscriverà ai nuovi corsi.

“La valutazione degli studenti delle Università telematiche – si legge nella nota – è svolta nelle sedi degli stessi atenei e tramite verifiche di profitto. Il personale docente a tempo indeterminato delle Università telematiche viene reclutato secondo le modalità previste dalla legge. Gli atenei, inoltre, possono stipulare appositi contratti di diritto privato con personale in possesso di adeguati requisiti tecnico-professionali”.

Sul progettone si è espressa il ministro Letizia Moratti, secondo cui “l’università a distanza consente di estendere l’insegnamento universitario all’intero arco di vita raggiungendo anche fasce di popolazione che per diversi motivi sono impossibilitate ad accedere alla formazione universitaria, quali ad esempio gli studenti-lavoratori, gli anziani, i malati ed i soggetti deboli ed emarginati”. Secondo Moratti si tratta anche di uno strumento che avvicina università e mondo del lavoro “favorendo la partecipazione di privati, utilizzando le esperienze delle scuole di management aziendale, riqualificando i lavoratori con l’utilizzo di nuovi strumenti di formazione”.

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