Incendio all'IBM, problemi per molti

Carime e altri


Roma – A dispetto di tutte le procedure per il disaster recovery ci sono eventi che evidentemente superano le possibilità di gestione. E’ successo alle imprese che facevano riferimento al CED di IBM a Vimercate, vicino a Milano, nel quale si è verificato un incendio dopo il black-out dello scorso 28 settembre.

I maggiori problemi li ha segnalati la Carime (Cassa di Risparmio di Firenze) che per 48 ore non ha potuto utilizzare il proprio sistema informatico, alla stregua di altre imprese collegati al medesimo CED, come Perugina. A salvarsi solo le operazioni degli sportelli e i servizi Bancomat, che non sono connessi ad IBM.

Ieri sera, comunque, Carime ha confermato l’avventuo ripristino della propria infrastruttura informatica sottolineando che comunque i servizi essenziali non ne hanno risentito grazie ad un proprio tempestivo intervento dopo l’incendio.

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  • Anonimo scrive:
    Forse non hanno capito
    che internet non deve essere di nessuno e deve essere di tutti. Ma come può un'azienda dire che lo scambio di informazioni tra le persone le appartiene.Proprio vero che in futuro le guerre si faranno per conquistare i server e linee dati e non le terre
  • Anonimo scrive:
    GODO come un mandrillo
    Così la smettete di raccontare cavolate.
    • Anonimo scrive:
      cioe'?
      - Scritto da: Anonimo
      Così la smettete di raccontare cavolate.Dicci dicciparliamo di redirect....
    • Anonimo scrive:
      Re: GODO come un mandrillo
      - Scritto da: Anonimo
      Così la smettete di raccontare cavolate.Veramente "io godo in alri modi"(Michael Scemacher)
  • Anonimo scrive:
    ma che andassero...
    sai quante società so pronte a prendere il posto di sti ladri
  • Anonimo scrive:
    PER SAPERNE DI PIU' : ICANN.ORG
    Siccome non ero riuscito a farmi un'idea molto chiara della questione, sono andato sul sito dell'ICANN, dove trovate una pagina riservata allo scontro con Verisign.Se l'argomento vi sta a cuore, leggetevela suhttp://www.icann.org/announcements/advisory-03oct03.htmVi si puo' capire quanto il "Site Finder" di Verisign impatti sulla Rete, compromettendone addirittura la stabilità, al di la' di affermazioni di principio (delle quali ormai se ne sbattono comunque tutti) e dal semplice fastidio che può percepire l'utente.Pagno.Com
  • Anonimo scrive:
    Ci sono alternative?
    Se Verisign batte i piedini ci sono alternative?E' possibile toglier loro la moquette da sotto i piedi in qualche modo, in maniera fisica, non solo a parole, se dovessero voler vare quello che pare a loro?E' possibile di punto in bianco (magari che so, in un mese) prendere e spostare tutto da un'altra parte o da MOLTE altre parti, in modo che non sia possibile prendersi tutto quanto?
    • Anonimo scrive:
      Re: Ci sono alternative?

      Se Verisign batte i piedini ci sono alternative?Si, togliergli la gestione dei TLD .com e .net, come minacciato da ICANN alcuni giorni fa se non smettevano con il loro dis-servizio.Vedi qui:http://www.icann.org/announcements/advisory-03oct03.htmPasto solo le ultime righe:-----8 E' possibile di punto in bianco prendere e spostare
      tutto da un'altra parte o da MOLTE altre parti, in
      modo che non sia possibile prendersi tutto quanto?Per come sono stati realizzati i DNS non e' possibile avere piu' di una macchina SOA (responsabile autoritativa cioe' di un dominio, sia questo di primo, secondo o qualsiasi livello). Quello che e' possibile fare e' avere enne-mila macchine di backup che entrano automaticamente in funzione se il SOA non e' raggiungibile, esattamente come succede per i domini normali (le RFC raccomandano minimo due e massimo cinque DNS per ogni dominio).Tutto questo caos e' stato creato purtroppo dalla visione limitata delle persone (dirigenti?) di Verisign che pensano che Internet sia solo la navigazione web. Questa modifica serviva a raccattare anche tutta la posta inviata a domini con errori di battitura (immaginate una lettera riservata tra dirigenti inviata ad un dominio .com in cui e' stata sbagliata una lettera, Verisign archivia(va) tale lettera nei suoi db e, probabilmente con programmi automatici, ci avrebbe potuto fare qualsiasi tipo di ricerca).In ogni caso se dovessero riattivare un servizio(?) del genere gia' 24 ore dopo il primo fattaccio erano disponibili le patch per i DNS ed i principali MTA e ne raccomando l'attivazione da parte di tutti quelli che ne hanno la possibilita': tali patch impediscono che una risposta del DNS di Verisign di un dominio di quel tipo (wild-carded) venga accettata dal vostro DNS o MTA.Inoltre consiglio di blindare l'IP sui vostri firewall, in modo che non sia raggiungibile se sbagliate dominio e non avete un server unix ma una macchina con un AltroOS(tm).PS: scusate il messaggio forse troppo tecnico. se avete bisogno di ulteriori spiegazioni posso trovare qualche altro link utile.Riccardo.
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