Influencer sul Web, un lavoro aperto a tutti

Diventare un leader su Facebook & Co. per riuscire a monetizzare le proprie passioni. Si può fare, ma occorre perseveranza. Ecco i primi passi da compiere per puntare dritti all'obiettivo

Gli anni d’oro di Internet, nonostante le opinioni dei disfattisti, non sono ancora finiti; sono solo cambiati i metodi di fruizione e le modalità per cercare opportunità. La democratizzazione del Web e la diffusione degli smartphone sempre connessi permettono di improntare una propria presenza digitale e ritagliarsi un prezioso spazio di notorietà senza alcuna conoscenza tecnica specifica. C’è chi prova a farsi notare con un sito Internet, chi con un blog personale, altri prediligono il formato video e chi si diverte a diffondere la sua parola sui social network. Questi strumenti facili da usare riservano interessanti opportunità per tutti i giovani (e non) intraprendenti, capaci di sfruttare il mezzo a proprio vantaggio.

Un influencer è un leader con la capacità di catalizzare l’attenzione degli utenti online agendo da guida. La regola principale per chi intende addentrarsi nell’articolato mondo dell’influencing è puntare alla genuinità e alla capacità di stimolare l’interesse altrui. Il Web è pieno di brutte copie, chi non si sa distinguere e non sa offrire un valore aggiunto non ha alcuna speranza di “spopolare”. Questo non vuol dire che la propria “idea” debba essere necessariamente inedita, ma sicuramente andrà sviluppata con meticolosa attenzione per i particolari.

Gli elementi di base per lo sviluppo di un’idea vincente possono essere hobby e attitudini da approfondire fino a divenire veri specialisti della materia. Non servono certificazioni o qualifiche che comprovino le conoscenze personali raggiunte, ma la preparazione conta. Qualità e credibilità sono ingredienti necessari a prescindere che la propria “attività” sia legata alla cucina, allo sport, all’intrattenimento. Quando si avrà la consapevolezza di “saperne a sufficienza” e si è convinti di avere tutte le carte in regola per poter “trasferire contenuti” ad un pubblico, occorrerà identificare le modalità e i mezzi da sfruttare per coronare il proprio desiderio.

I social network in questo momento sono le piattaforme più adatte per veicolare contenuti. Sfruttando la facilità di condivisione e arricchendo del giusto carattere di viralità i propri contenuti si potrà auspicare di raggiungere un discreto pubblico in tempi tutto sommato contenuti. Facebook, Instagram e YouTube sono le piattaforme da prediligere in quanto ormai mature e ampiamente accreditate come apripista per molti influencer di fama. Si tratta di reti sociali gratuite, flessibili e facili da usare, ciascuna con la sua peculiarità: rivolta ad un pubblico generalista Facebook, con una forte predilezione per la fotografia Instagram e prettamente video invece YouTube.

Contatti, pane quotidiano
Come in tutte le attività, l’aspirante influencer (per potersi definire tale) non può accontentarsi di poche manciate di persone che seguono i suoi consigli e che gli danno credito visualizzando e commentando video o condividendo i suoi post. Occorre attrarre una certa massa critica. Generare contatti e incentivare le interazioni è uno degli obiettivi più importanti da perseguire. Per raggiungere buoni risultati accontentarsi di contatti acquisiti spontaneamente potrebbe alla lunga risultare frustrante. Per generare un minimo di introiti e poter attirare una certa attenzione pubblicitaria, è necessario raggiungere alcune migliaia di follower, like o visualizzazioni. La quantità in questo caso rappresenta un’asticella che necessariamente deve essere superata. Sfruttare l’autopromozione potrebbe essere la carta vincente da giocare per fare il famoso salto di qualità. Piccole campagne pubblicitarie mirate possono agire da propulsore verso il raggiungimento della notorietà a fronte di una piccola spesa (si tratta per la verità, nel medio e lungo periodo, di un investimento). È possibile mettere in risalto i post, video e altri contenuti sottoponendoli in forma sponsorizzata a utenti in linea con il proprio target di riferimento. Ciò che è assolutamente da evitare è l’acquisizione di contatti di bassa qualità (o addirittura falsi, i cosiddetti “fake”) solo per far numero. A tal proposito sul Web è facile incorrere in presunte agenzie che promettono di incrementare il numero di fan interessati ad una pagina Facebook o canale YouTube con un esborso di pochi euro. Alla lunga questa scorciatoia potrebbe finire per penalizzare il nascente influencer, che sarebbe posto in cattiva luce (in rete le bugie hanno le gambe corte).

Aumentare la fan base
Aumentare i propri fan non è un gioco da ragazzi. Il primo consiglio è creare contenuti di qualità, interessanti, stimolanti che possano invogliare l’utente a condividerli. Utile come già detto può essere creare piccole campagne pubblicitarie volte a mettere in evidenza i propri contenuti rimanendo entro il perimetro delle piattaforme utilizzate (Facebook, Instagram, YouTube permettono di farlo impostando un piccolo budget giornaliero e identificando il target di riferimento). Nel caso in cui lo spazio principale utilizzato sia un sito Internet, le strategie potrebbero essere parzialmente differenti e contemplare anche pubblicità su siti attinenti, o ancora ospitare articoli e contenuti all’interno di siti e portali noti che possano così permettere di farvi conoscere e incrementare il traffico verso i vostri contenuti. A volte anche chiedere un Like o una condivisione come ringraziamento per la fruizione dei vostri contenuti può essere efficace. L’utente che vi avrà apprezzato avrà piacere di ricambiare il favore. Partecipare alla vita digitale e social è sicuramente un buon modo per farvi conoscere e fare network. Esistono probabilmente eventi a cui partecipano appassionati al tema che trattate. Partecipate anche voi e fatevi conoscere. Dovrete diventare promotori di voi stessi e del vostro “prodotto”.

Il potere della nicchia
Il discorso è simile anche nel caso in cui voleste concentrarvi su nicchie specifiche, trattando magari argomenti molto mirati. Sul Web la cosiddetta “coda lunga” (com’è stata definita da Chris Anderson nell’omonimo saggio del 2004 ) è premiante. Scegliendo un tema molto specifico potreste sfruttare la minor dispersione di pubblico catalizzandolo più facilmente su di voi. Soddisfacendo le necessità della nicchia potreste essere effettivamente riconosciuti come leader e creare il vostro seguito.

Piattaforme italiane
Gli influencer già noti non hanno bisogno di presentazioni. Avere i riflettori puntati significa avere buona probabilità di essere contattati direttamente da aziende pronte a ricompensarli per riservare un occhio di riguardo verso prodotti o servizi commerciali. È così che gli influencer più scaltri riescono a mantenersi e fare della loro presenza digitale una vera attività dai connotati imprenditoriali. Gli emergenti dovranno invece trovare il modo di spiccare (investendo tempo e risorse) e nel frattempo accontentarsi di guadagnare almeno qualche euro in modo alternativo. Una presenza su network specifici potrebbe essere proficua. Esistono reti che fungono da raccoglitori di blogger e influencer. La loro appetibilità tanto per i brand quanto per gli influencer è forte. Queste attraggono aziende interessate al reclutamento di “raccomandatori” (termine affine ad influencer) che possano mettere in buona luce i loro prodotti e marchi ma anche alimentare il buzzing online, ovvero il passa parola. L’utilizzo di queste reti agevola la fase di recruiting e permette di cominciare a monetizzare.
Tra le più note spiccano Buzzoole , Upstory e Xociable . Tutte e tre fungono da intermediari tra aziende intenzionate ad approntare una campagna pubblicitaria online basata sulla creazione di contenuti parzialmente pilotati, e chi questi contenuti li genera, gli influencer per l’appunto. L’incremento di awareness , ovvero la credibilità e la riconoscibilità del brand o del prodotto oltre che l’incremento di vendite rappresentano gli obiettivi primari. Registrarvi alle piattaforme in veste di publisher rappresenta un’interessante opportunità per racimolare qualche quattrino.

In linea generale la registrazione prevede l’inserimento di alcuni dati personali e il vaglio dei vostri “spazi” (tra pagine social e siti Internet) a disposizione. Si tratta di un controllo in parte automatico e in parte manuale da parte di una redazione che testerà i vostri spazi per valutare la loro portanza e il rispetto delle linee guida.

Il percorso di “attivazione” di una campagna è abbastanza simile in tutti i casi e si struttura nei seguenti step:
– l’azienda contatta la piattaforma per avviare una campagna;
– viene stilato un brief che potrebbe contemplare anche testi e contenuti multimediali già pronti da veicolare;
– vengono selezionati gli influencer più in linea con l’obiettivi della campagna pubblicitaria;
– l’influencer ha un tempo limitato per partecipare alla campagna, dando comprova della condivisione dei contenuti “sponsorizzati”;
– raggiunta la data ultima di campagna vengono stilati i report e calcolata la remunerazione del publisher.


L’azienda interessata elabora un brief, lo dà in pasto agli influencer selezionati che lo declinano in contenuto da diffondere dietro retribuzione. Gli utenti fruiscono e condividono il contenuto interessandosi al marchio o prodotto

Oltre le piattaforme
Esistono molte altre modalità di remunerazione. Queste spaziano dall’essere ospitati su altri siti o in trasmissioni radio/TV dietro compenso (ma in questo caso bisogna aver raggiunto una notorietà elevata), inserimenti pubblicitari all’interno dei post e adesione a circuiti di affiliazione. Questi ultimi sono tra i più promettenti in quanto consentono di guadagnare una percentuale sul venduto (magari un prodotto realmente testato dall’influencer) o più in generale su una lead generata (il calcolo di un preventivo, al download di un’app, la compilazione di un form di richiesta d’informazioni sono tutti esempi validi). Le percentuali sulle vendite oscillano tra il 3 e 10 per cento mentre ogni lead può fruttare da 0,50 a 3 euro. Tra i circuiti di affiliazione più noti vi sono Awin (ex Zanox), Tradedoubler e Amazon .

Tra le altre modalità di guadagno si possono citare le attività di vendita di merchandising (vendere quindi prodotti personalizzati), vendita di prodotti a corredo (potrebbe trattarsi di prodotti originali, e-book ecc.) o raccolta fondi.

Chi c’è l’ha fatta?
Dalla moda al cibo, dalla musica alla comicità, i fortunati che hanno spopolato come influencer sono molti. E altro che giochi per bambini digitalizzati, i “fatturati” in alcuni casi sono superiori a molte piccole imprese. Chi ha spopolato online l’ha fatto e continua a farlo soprattutto grazie a YouTube più che tramite un blog privato. Il formato video in questi anni è stato investito di elevata importanza risultando premiante sul fronte dei guadagni.

Per ciò che riguarda il mondo femminile, Clio Makeup è forse l’esempio più riuscito. Creato dalla veneta Clio Zammatteo, classe 1982, il canale YouTube dedicato al trucco, aperto nel 2008, vanta quasi 1 milione di iscritti e un ampio seguito sul Web. In poco tempo è diventato un vero e proprio punto di riferimento sul tema tanto da regalare alla sua autrice la possibilità di condurre una trasmissione televisiva, pubblicare manuali, collaborare con riviste del calibro di Vogue e ovviamente monetizzare una passione.


Clio Makeup è uno dei canali YouTube più visitati dal popolo della Rete. In breve tempo è diventato un caso di successo. La sua autrice è una delle influencer più in voga, tanto da approdare anche in TV con una sua trasmissione

L’ex modello Mariano di Vaio è un raro esempio di fashion blogger di successo, su Instagram lo seguono diverse migliaia di utenti interessati alla sua visione del lifestyle.

Molto più numerose sono invece le donne blogger. Una delle più popolari è Chiara Ferragni che vanta un profilo Instagram da ben 8 milioni di follower su Instagram. Il suo blog The Blonde Salad è anch’esso diventato un punto di riferimento per le donne alla moda e per i brand intenzionati a far breccia nei cuori di donne e ragazze alla moda.

Se ci si sposta oltreoceano i numeri si moltiplicano: il più noto recensore di videogame PewDiePie vanta oltre 49 milioni di persone iscritte al suo canale YouTube con un guadagno stimato (considerando anche le iniziative private con aziende) di 12 milioni di dollari l’anno. Solo per citare qualche esempio.

Come promuovere un post su Facebook
Per promuovere un post pubblicato in una pagina Facebook il procedimento è abbastanza semplice. È sufficiente:
1. Entrare nella pagina gestita, identificare il post che si vuole diffondere a pagamento e cliccare su Metti in evidenza il post ;
2. A questo punto sarà possibile identificare il pubblico a cui sottoporre il post (tra quelli proposti o creandone uno specifico settando le diverse caratteristiche geografiche e demografiche);
3. Impostare il budget da spendere in una determinata fascia temporale;
4. Abilitare i pagamenti con carta di credito o PayPal.

In maniera simile è possibile sponsorizzare anche un’intera pagina (anziché un post), acquisendo così più Like. Una volta attivata la campagna autopromozionale, sarà possibile tenere sotto controllo l’andamento della stessa attraverso gli “Insights”. Facebook mette a disposizione dell’utente una dashboard che permette di verificare la portata della campagna, le visualizzazioni di pagina, le interazioni con il post, i Like acquisiti e molti altri dati utili.


Iscriversi al programma YouTube Partner
I guadagni con YouTube non sono automatici. Una volta attivato il proprio canale e alimentato con video bisognerà aderire al programma partner. Per faro occorre:
1. Accedere all’account YouTube;
2. Selezionare l’icona dell’account chiamata Creator Studio ;
3. Nel menu a sinistra si dovrà selezionare Canale e poi Stato e funzioni ;
4. Sotto Monetizzazione , fare clic su Attiva ;
5. A questo punto si dovrà seguire la procedura visualizzata sullo schermo per accettare i Termini del Programma partner di YouTube.

Il programma dovrà necessariamente appoggiare ad un account AdSense (piattaforma pubblicitaria di Google), la sua iscrizione gratuita può avvenire attraverso la pagina ufficiale .
Una volta impostato il tutto sarà possibile selezionare quali video monetizzare. Occorrerà verificare che il video sia conforme ai criteri per la monetizzazione dei video prima della sua abilitazione (contenuti originali che non contengano immagini violente e non adatte e che non contengano materiale protetto da copyright per cui non si possiedono i diritti, comprese le musiche in sottofondo). Per muovere i primi passi può essere utile visitare questa pagina Web .

Conti in tasca agli influencer
Conoscere esattamente i guadagni degli influencer è praticamente impossibile. Non vi sono pubblicazioni in merito. Ma conoscendo le tariffe del mercato pubblicitario è possibile effettuare delle interessanti stime. Se volete divertirvi a fare i conti in tasca agli influencer potete utilizzare gli utili tool messi a disposizione dal sito Influencermarketinghub.com. Considerando alcuni fattori tra i quali il costo medio per visualizzazione, numero di iscritti e interazioni, il sistema restituisce una stima dei proventi pubblicitari. Nello specifico per calcolare i presunti guadagni di un profilo Instagram potete visitare questa pagina . Se volete fare altrettanto per YouTube la pagina da visitare è invece questa . È bene notare che quelle restituite sono solo delle stime, utili comunque a far sognare.

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  • siko212 scrive:
    Mhà...
    E' inutile che stiate quì a disquisire sugli Usa.Chiedetevi piuttosto perchè l'Italia è diventato quel paese di M...A che è adesso, tale per cui tutti vogliono scappare (a parte i delinquenti che quì trovano modo di sguazzare).E' colpa è solo dei politici e relativa classe dirigente, o anche gli italiani stessi hanno qualche concorso di colpa ?
    • ... scrive:
      Re: Mhà...
      Colpa al 100% della mentalità italiana.
    • xte scrive:
      Re: Mhà...
      D'accordissimo, e lo dico da emigrato, ma il problema è che una buona parte dei problemi dell'Italia (Vaticano e gerontocrazia esclusi) sono tipici anche degli USA, che in pubblicità dicon l'opposto e molti che non ci son mai stati ci credono...
      • Giuseppe Rossi scrive:
        Re: Mhà...
        Colpa del Vaticano? Ma non far ridere i polli, è colpa anche delle scie chimiche! (che ti hanno bruciato il cervello)Oppure colpa di una cultura stupida e basata sul "facciamoci assistere"?Al sud c'è una cosetta che si chiama mafia,e ti risparmio il resto.Questo è il vero freno, più mafia c'è e meno il paese è appetibile, specie se appesantito da una burocrazia ottusa.Comunque non sei un eroe, sei fuori dal paese buon per te, stai lì!
    • pax2 scrive:
      Re: Mhà...
      E' un problema di cultura maggioritaria ma non nuovo. Di tale problematica ne diedero testimonianza in varie epoche scrittori come Elsa Morante, Pasolini e Barnard. Falcone pure affermo' che e' un problema di cultura del popolo italiano. Negli ultimi 10 anni un movimento in grado di cambiare i lati negativi del nostro paese e' apparso. E' un'opportunità che capita raramente osservando la storia italiana. L'opzione a differenza di 20 anni additero ce l'avete e quando andrete alle urne sfruttatela. IMHO Ciao!-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 30 maggio 2017 12.09-----------------------------------------------------------
  • tirucci scrive:
    motore del mondo
    Se non ci fossero gli States, pur con tutti i loro difetti, a trainare il mondo....L'italia, pur con tutti i suoi difetti, fa anche schifo, al confronto.E' una profonda vergogna essere costretto a vivere in un paese simile, vista l'età.
    • xte scrive:
      Re: motore del mondo
      Veramente non han mai trainato altro che il fascismo... Tutte o quasi le innovazioni USA son fatte da teste europee emigrate li dopo essersi formate in Europa.
      • xte scrive:
        Re: motore del mondo
        Mi fai qualche esempio di apice tecnologico made-in-USA realizzato da gente che s'è formata li? Personalmente posso citare l'invenzione del container e della lavastoviglie d'altra parte però cosine come il nucleare e l'aerospace&defence l'han fatto esuli italici e germanici emigrati già adulti, quel tal Tesla era adulto pure lui...
        • Benjamin Franklin scrive:
          Re: motore del mondo
          https://en.wikipedia.org/wiki/Category:American_inventorshttps://en.wikipedia.org/wiki/Category:American_scientists
        • Zucca Vuota scrive:
          Re: motore del mondo
          La risposta di Benjamin Franklin dovrebbe zittire tutti quelli che sostengono la tesi che gli americani non inventano nulla. Ma domandiamoci anche perchè un bel po' di imprenditori/tecnici/creative/scienziati/ecc. vanno negli Stati Uniti e non rimangono qua.
          • xte scrive:
            Re: motore del mondo
            Veramente io ho chiesto quali *invenzioni* siano nate negli USA, ideate e sviluppate da gente che si è formata li. Linkare una lista su Wikipedia vuol dire non saper rispondere e non aver manco guardato la lista visto che vari nomi in essa son di gente che ha preso la cittadinanza USA da adulta...Io di invenzioni USA ho citato il container e la lavastoviglie, di europee ho citato l'energia nucleare e la bomba atomica, aggiungo i razzi, la quasi totalità del comparto aeronautico e potrei andare parecchio avanti.Un tempo tanti andavano negli USA perché pagati dollari sonanti, ora che stiam meglio in Europa questo flusso è finito. Quanto a chi scappa dall'Italia (son uno di questi) lo fa per le stesse ragioni per cui non va in USA: burocrazia soffocante (quella USA è peggio dell'italica), stato autoritario (loro stessi si autodefinisco lo stato della homeland security) clientelismo/corporativismo pernicioso. La sola differenza tra Italia e USA in tal senso è che la l'età media è più bassa, le risorse son proporzionate alla dimensione e come si faceva in Italia ai tempi del fascismo si ripete sino alla nausea "noi siamo i migliori"... Dovresti lavorare un po' negli USA, in UK, in Germania ed in Francia o Svizzera, poi potrai trarre ottime conclusioni :-)
    • Zucca Vuota scrive:
      Re: motore del mondo
      - Scritto da: tirucci
      Se non ci fossero gli States, pur con tutti i
      loro difetti, a trainare il
      mondo....
      L'italia, pur con tutti i suoi difetti, fa anche
      schifo, al
      confronto.Eppure l'Italia ne ha fatte di cose e continua a farne.
  • ... scrive:
    gratis suc
    Finalmente l' Elone Muschiato avrà l' opportunità di lanciare i suoi cassonetti spaziali senza farli schiattare nell' atmosfera (rotfl)
  • cd563c04494 scrive:
    matlab
    è bene sapere che i tool presenti nel catalogo NASA sono comunque avanzati e richiedono ... oltre a software professionali di supporto come Matlab Matlab può essere sostituito con Octave https://en.wikipedia.org/wiki/GNU_Octavehttps://gnu.org/software/octave/
    • xte scrive:
      Re: matlab
      Se vuoi un passaggio più soft più che Octave conviene Scilab (che ha anche una parziale compatibilità col linguaggio di Matlab) :-)
      • cd563c04494 scrive:
        Re: matlab
        - Scritto da: xte
        Se vuoi un passaggio più soft più che Octave
        conviene Scilab (che ha anche una parziale
        compatibilità col linguaggio di Matlab)
        :-)Ma Octave è compatibile con Matlab, ha un paio di dettagli in più e qualche funzione in meno, ma può eseguire quasi tutti gli script che girano su Matlab.
        • xte scrive:
          Re: matlab
          Non sono molto aggiornato, ma ai tempi dell'uni sia per compatibilità che UI Scilab era considerato il clone opensource di Matlab, magari Octave di recente s'è evoluto :-)
          • c8a6b916058 scrive:
            Re: matlab
            - Scritto da: xte
            Non sono molto aggiornato, ma ai tempi dell'uni
            sia per compatibilità che UI Scilab era
            considerato il clone opensource di Matlab, :oQuale università?
            magari
            Octave di recente s'è evoluto
            :-)Octave è sempre stato l'alternativa open di Matlab.
          • xte scrive:
            Re: matlab
            Polimi prima, Unige poi
  • panda rossa scrive:
    Il meglio del software gratis!
    E' innegabile che questo sia il meglio del software esistente, perche' la NASA rappresenta il massimo della tecnologia aerospaziale.Ed e' tutto gratis, perche' la cultura e la conoscenza devono essere a disposizione dell'intera umanita'.Ma soprattutto questi pacchetti software possono essere una validissima prova di autovalutazione.Chiunque puo' scaricarli e provare a usarli.Se non ci riesce (e parecchia gente che commenta in questo forum non ci riuscira') sapra' di essere ignorante e la smettera' una buona volta di giudicare il software solo dal clicca clicca.Perche' questi software sono il meglio.E non si usano cliccando.
    • dilettanti allo sbaraglio scrive:
      Re: Il meglio del software gratis!
      - Scritto da: panda rossa
      E' innegabile che questo sia il meglio del
      software esistente, perche' la NASA rappresenta
      il massimo della tecnologia
      aerospaziale.

      Ed e' tutto gratis, perche' la cultura e la
      conoscenza devono essere a disposizione
      dell'intera
      umanita'.

      Ma soprattutto questi pacchetti software possono
      essere una validissima prova di
      autovalutazione.

      Chiunque puo' scaricarli e provare a usarli.

      Se non ci riesce (e parecchia gente che commenta
      in questo forum non ci riuscira') sapra' di
      essere ignorante e la smettera' una buona volta
      di giudicare il software solo dal clicca
      clicca.

      Perche' questi software sono il meglio.
      E non si usano cliccando.non sapevo che ti dilettavi nella costruzione di razzi spaziali, un'po' costoso come hobby
    • maancheno scrive:
      Re: Il meglio del software gratis!
      This software is only available for use by federal employees and contractors to the federal government working on projects where this tool would be applicable.
      • anchemeno scrive:
        Re: Il meglio del software gratis!
        - Scritto da: maancheno
        This software is only available for use by
        federal employees and contractors to the federal
        government working on projects where this tool
        would be
        applicable.panda non ci è neppure andato sul sito della NASA, ha semplicemente letto la parola "gratis" nel titolo
        • ... scrive:
          Re: Il meglio del software gratis!
          - Scritto da: anchemeno
          panda non ci è neppure andato sul sito della
          NASA, ha semplicemente letto la parola "gratis"
          nel titoloLetto? Tu pensi sia capace di una simile operazione ... ma daiii e panda, buono solo per trollare e basta
    • Kim Jong un scrive:
      Re: Il meglio del software gratis!
      - Scritto da: panda rossa
      E' innegabile che questo sia il meglio del
      software esistente, perche' la NASA rappresenta
      il massimo della tecnologia
      aerospaziale.

      Ed e' tutto gratis, perche' la cultura e la
      conoscenza devono essere a disposizione
      dell'intera
      umanita'.Giusto! Ripasso subito tutto il maeriale al mio team di bombaroli.

      Ma soprattutto questi pacchetti software possono
      essere una validissima prova di
      autovalutazione.

      Chiunque puo' scaricarli e provare a usarli.

      Se non ci riesce (e parecchia gente che commenta
      in questo forum non ci riuscira') sapra' di
      essere ignorante e la smettera' una buona volta
      di giudicare il software solo dal clicca
      clicca.

      Perche' questi software sono il meglio.
      E non si usano cliccando.
      • cd563c04494 scrive:
        Re: Il meglio del software gratis!
        - Scritto da: Kim Jong un
        Giusto! Ripasso subito tutto il maeriale al mio
        team di bombaroli.LOL. Non farti lavare troppo il cervello dai mezzi di comunicazione italoamericani.
        • Kim Jong un scrive:
          Re: Il meglio del software gratis!
          - Scritto da: cd563c04494
          - Scritto da: Kim Jong un


          Giusto! Ripasso subito tutto il maeriale al mio

          team di bombaroli.

          LOL. Non farti lavare troppo il cervello dai
          mezzi di comunicazione
          italoamericani.Sicuramente non mi faccio lavare il cervello da un pinco pallino qualsiasi come te.
          • cd563c04494 scrive:
            Re: Il meglio del software gratis!

            Sicuramente non mi faccio lavare il cervello da
            un pinco pallino qualsiasi come
            te.(rotfl)Se avessi un minimo di capacità di ragionamento autonomo il lavaggio del cervello non sarebbe un problema.
          • ... scrive:
            Re: Il meglio del software gratis!
            Ecco un altro fuddaro.
          • c8a6b916058 scrive:
            Re: Il meglio del software gratis!
            - Scritto da: ...
            Ecco un altro fuddaro.E perchè?
      • dilettanti allo sbaraglio scrive:
        Re: Il meglio del software gratis!
        non gli serve a niente
    • ... scrive:
      Re: Il meglio del software gratis!
      - Scritto da: panda rossa
      E' innegabile che questo sia il meglio del
      software esistente, perche' la NASA rappresenta
      il massimo della tecnologia
      aerospaziale.

      Ed e' tutto gratis, perche' la cultura e la
      conoscenza devono essere a disposizione
      dell'intera
      umanita'.

      Ma soprattutto questi pacchetti software possono
      essere una validissima prova di
      autovalutazione.

      Chiunque puo' scaricarli e provare a usarli.

      Se non ci riesce (e parecchia gente che commenta
      in questo forum non ci riuscira') sapra' di
      essere ignorante e la smettera' una buona volta
      di giudicare il software solo dal clicca
      clicca.

      Perche' questi software sono il meglio.
      E non si usano cliccando.Ho aperto una categoria a caso (Propulsion) , il primo opensource della lista (in quella categoria ci sono solo 3 software opensource) che anche tu forse sapresti utilizzare si chiama ""NASA Flywheel" for iPad" , lo trovi sull'AppStore. (rotfl)... a Pandí ... torna a giocare coi bot che questa non é roba per te.
      • FSF scrive:
        Re: Il meglio del software gratis!
        Ogni volta che apre bocca noi ne veniamo fuori con qualche tipo di danno all' immagine.
    • xte scrive:
      Re: Il meglio del software gratis!
      La NASA da tempo è in una situazione disastrosa... Se cerchi tecnologia hai più chances all'ESA o a Rocosmos...
    • ben10 scrive:
      Re: Il meglio del software gratis!
      In linea di massima sarei d'accordo ma è una logica che risulta fallata quando ti accorgi che svariati di quei programmi richiedono software closed-source per funzionare. Ad esempio tutte le librerie e il software costruiti attorno a mathlab o mathematica.Alla fine seguendo la tua logica il risultato è controproducente se lo vai ad intendere: "la configurazione e gli script della NASA sono open-source. Ma l'engine che è il software per farli funzionare è software closed + <i
      E' innegabile che questo sia il meglio del software esistente, perche' la NASA rappresenta il massimo della tecnologia aerospaziale. + Perche' questi software sono il meglio. </i
      "Alla fine, risulta in una lode al software closed e non a quello open. La NASA sceglie software closed e poi rilascia i programmi che funzionano con software closed alimentando il vendor lock-in tanto quanto sarebbe la distribuzione di programmi .exe che tanto funzionano solo su Windows.
      • xte scrive:
        Re: Il meglio del software gratis!
        Va molto per settori: i fisici (ad un certo livello) usano in genere soluzioni totalmente open, gli ingegneri molto meno, biologi e chimici di nuovo sono piuttosto open, disegnatori, marketing, finance assai closed ecc.In parte la causa è delle università/dei singoli docenti che in certi settori non han competenze IT o ne han assai poche, in parte a causa dello scarso interesse verso il sw in se: per dire lo strutturista tipo si appoggia al suo software di qualche vendor noto con qualche certificazione/storia, non va oltre, non gli interessa. Il chimico, il fisico o il biologo (almeno per certi aspetti della biologia) nel loro lavoro devono pensare molto di più in termini di software e quindi se ne preoccupano...
        • Qualcuno scrive:
          Re: Il meglio del software gratis!
          È anche una questione storica: molti software scientifico/ingegneristici hanno una lunga storia alle spalle e partono da prima della nascita del movimento del software libero. Dopo anni e anni di accumulo di codice, riscrivere tutto per passare ad una soluzione free diventa molto difficile (vendor lock-in per l'appunto).
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