Intel per un cloud computing interoperabile

Santa Clara entra nel gioco del cloud computing globale e preme per uno sforzo da parte dell'intera industria IT. Obiettivo condiviso: interoperabilità e facilità di adozione delle capacità computazionali tra le nuvole

Roma – Il cloud computing è una realtà sempre più affermata nella moderna infrastruttura telematica, una realtà che rende sfumato il confine tra utenza business e consumer e che a parere di Intel va “guidata” verso un approccio globale votato all’interoperabilità e alla semplicità di utilizzo e integrazione. Per questo il chipmaker ha dato il la alla Open Data Center Alliance , un’organizzazione che ha l’obiettivo specifico di fungere da punto di riferimento per l’intero mercato dell’IT convertitosi al cloud .

ODCA fa parte della più ampia iniziativa “inter-cloud” di Intel chiamata “Cloud 2015”, e nello specifico si pone alcuni obiettivi specifici in seno al cloud computing: creazione di una infrastruttura di “nuvole federate” nella quale tutte le aziende possano condividere dati tra le risorse interne ed esterne; messa in sicurezza automatica delle applicazioni e delle informazioni; miglioramento dell’efficienza energetica; realizzazione di un’interfaccia remota in grado di adattarsi al tipo di dispositivo interconnesso (sia esso PC desktop, laptop, smartphone, MID o quant’altro) ottimizzando di conseguenza l’esperienza.

Dietro ODCA non c’è solo Intel ma anche 70 protagonisti assoluti dell’IT che “valgono” 50 miliardi di dollari di spesa nel settore, inclusi giganti del calibro di BMW, Deutsche Bank, J.P. Morgan Chase, Lockheed Martin, National Australia Bank, Shell e UBS. A Intel spetta il ruolo di “advisor esclusivo” dell’organizzazione in merito agli standard e alle tecnologie da adottare, i requisiti hardware e software per una nuvola pienamente interoperabile.

Il chipmaker supporterà ODCA anche attraverso l’implementazione di tecnologie specifiche all’interno dei propri prodotti enterprise (es. CPU Xeon hexa-core ), tecnologie ad esempio in grado di migliorare la gestione degli ambienti virtualizzati e l’ enforcement di meccanismi di protezione del codice eseguibile.

“Con la Open Data Center Alliance abbiamo i più grandi business del mondo focalizzati con Intel sull’industria dell’high-tech, accelerando le soluzioni alle sfide poste dal cloud computing”, dice il vice-presidente del data center group di Intel Kirk Skaugen. “L’industria dei server è passata attraverso un’incredibile trasformazione dall’introduzione del Pentium Pro di Intel nel 1995 – continua Skaugen – il nostro obiettivo è assicurarci che il cloud computing continui a tagliare nuovi traguardi economici basati sullo stesso principio fondamentale: innovazione a partire da standard aperti e interoperabili”.

Alfonso Maruccia

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  • elfbs scrive:
    sì ma alla fine...
    ...cos'è sucXXXXX? dall'articolo non è che si capisca molto. Direi che se aggiorno il mio device e perdo i documenti, la colpa è del device non mia. E se si parla di un aggiornamento firmware tipo cellulari, che riformatta tutto, direi che ci dovrebbero essere (come nel caso dei cellulari) mille avvisi "guarda che la tua roba verrà cancellata", "guarda che sto per farlo", "guarda che lo faccio davvero, poi non ti lamentare" ecc.E quindi? l'utente non ha letto? B&N non l'ha scritto?
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