Intel taglia, Intel cambia

Con la trimestrale arrivano gli annunciati tagli al personale. Superiori a quanto alcuni analisti avevano predetto, ma funzionali al cambio di strategia

Roma – Intel ha annunciato i suoi risultati per il primo trimestre dell’anno fiscale 2016, presentando agli azionisti un fatturato da 13,7 miliardi di dollari e annunciando un robusto piano di ristrutturazione che la vedrà impegnata per i prossimi 12 mesi. In questa fase saranno in 12mila a lasciare l’azienda : un numero significativo, superiore alle attese e pari a circa l’11 per cento del totale.

Prima i conti : gli utili operativi sono di 2,6 miliardi di dollari, l’utile netto arriva a 2 miliardi e il guadagno per azione 0,42 centesimi. Valori questi di poco sotto le attese , ma comunque positivi in un quadro generale di calo del mercato dei PC che da sempre è il cavallo di battaglia di Santa Clara. Verranno comunque pagati dividendi per 1,2 miliardi di dollari, e sono state ricomprate azioni per 793 milioni. Calano quasi tutte le divisioni, compresa quella Client Computing Group e la Data Center Group, ma cresce del 4 per cento quella della Internet of Things e Intel Security.

Nel complesso le previsioni per il resto dell’anno 2016 sono un po’ più conservative che in passato: forse è anche per questo che il management ha varato il piano di ristrutturazione che prevede 12.000 esuberi, alcuni frutto di un’uscita volontaria altri che saranno comunicati agli interessati nei prossimi mesi. Nel comunicato che annuncia questa mossa viene messa in evidenza l’esigenza di cambiare la strategia complessiva, cambiando il focus delle attività da un business dei PC agonizzante a più promettenti e futuribili campi .

Ci sono altri settori che possono garantire un futuro prospero: ci sono i datacenter dove Intel ha senz’altro la propria voce in capitolo da far sentire, c’è il mobile dove le fortune di Santa Clara non sono mai decollate ma dove comunque ha fatto qualche progresso in questi mesi, c’è ovviamente la IoT e anche il business dei chip acquisito da Altera. “I nostri risultati nell’ultimo anno dimostrano una strategia che sta funzionando e costituisce un solido fondamento per la crescita – sono le parole di Krzanich, il CEO, nel comunicato stampa ufficiale – Ora è il momento di accelerare questo cambiamento e costruire sui nostri punti di forza”.

Per costruire ed accelerare c’è bisogno di di rivedere la struttura interna, e dunque di cambiare gli equilibri della forza lavoro per meglio rispecchiare le nuove priorità : per affrontare questi licenziamenti saranno spesi circa 1,2 miliardi di dollari nel secondo trimestre, ma a regime dovrebbero garantire 750 milioni nel corso del 2016 e addirittura 1,4 miliardi l’anno dal 2017.

Luca Annunziata

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • paraponzi scrive:
    pro cessi
    Mica siamo negli States, qui da noi la durata dei processi è tendente a infinto e in ogni caso basta variare qualche parametro e si possono ripresentare ad libitum.
  • AxAx scrive:
    Liberiamoci degli avvocati
    e il mondo sarà un mondo migliore.
    • gran can scrive:
      Re: Liberiamoci degli avvocati
      Gli avvocati a pagamento sono proprio il segno di una democrazia debole, mentre la lunghezza dei processi è in sé una ingiustizia per tutte le parti in causa, tranne che per gli avvocati, gli unici che vincono sempre.
  • bubba scrive:
    eppure gli dovrebbe piacere
    eppure gli dovrebbe piacere, allo zio murdoch, la scelta 'o ti becchi il gnews cosi' com'e', o stai a bocca asciutta'. E' quello che pratica da millenni con lo skyfobox e nds...... :P
Chiudi i commenti