Internet Explorer 8, pronta la Beta 1

Microsoft ha consegnato la prima beta di Internet Explorer 8 ad un selezionatissimo numero di tester, e si prepara a renderla disponibile al pubblico entro poche settimane

Redmond – Com’era stato promesso lo scorso dicembre, entro la fine di questo trimestre Microsoft prevede di rilasciare al pubblico la prima versione beta di Internet Explorer 8. A confermare questa tabella di marcia è una email, inviata da Microsoft ad un selezionato gruppo di beta tester, in cui il team di sviluppo del browser afferma che “siamo vicini al lancio di Windows Internet Explorer 8 Beta 1, una versione che renderemo disponibile al pubblico per il download e il test”.

Microsoft spiega che IE8 Beta 1 sarà espressamente indirizzato alla comunità degli sviluppatori, il cui feedback potrebbe rivelarsi particolarmente prezioso nel migliorare le funzionalità del nuovo browser di Windows.

Per il momento, l’invito a partecipare al programma di beta testing è pervenuto ad un selezionatissimo numero di persone, generalmente tester che in passato si sono già distinti nella prova di altri software.

Con il rilascio della prima beta di IE8, il team di sviluppo di Microsoft ha pubblicato questo articolo che spiega agli sviluppatori come includere, nelle routine di riconoscimento della stringa user-agent , quella della nuova versione di IE ( MSIE 8.0 ).

Una delle caratteristiche più controverse di IE8, di cui si è parlato lo scorso mese, è l’inclusione di tre differenti modalità di rendering, tra le quali la super standard , che permetterà agli sviluppatori di sfruttare la più elevata conformità agli standard del Web di IE8. L’aspetto più contestato di questa funzionalità è che la modalità super standard, la stessa che di recente ha permesso a IE8 di superare il famoso test Acid2, sarà soltanto opzionale: per attivarla, infatti, gli sviluppatori dovranno inserire all’interno dei propri siti uno speciale meta tag.

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  • paoloholzl scrive:
    Come è schierato il popolo della rete.
    Considero 'popolo della rete' quel sottoinsieme della società civile che usa quotidianamente su web, usa abitualmente email, chatta, (si dice in maggioranza maschi, putroppo), legge e scrive i blog e tutto il resto. Insomma coloro che 'vivono la rete'.Insomma un bravo statistico potrebbe dire da cosa è composto il 'popolo della rete', ovvero 'la maggioranza di coloro che utilizzano internet', sono statistiche che si trovano facilmente.Passato l'assunto che il popolo della rete esiste, come è schierato politicamente?E' qui che a mio parere le cose non stanno come i politici vorrebbero far credere, in rete le idee sono ci chi è più influente? Di chi fa più rumore? Di chi è più organizzato? Di chi è in rete da più tempo? Di chi è più autorevole? Di chi è più estremista? Di chi è qualunquista? Di chi è più 'tecnologico' ? Di chi sostiene le idee di Grillo? altro ?Il mio giudizio è che in rete si trovano ne più ne meno le idee del target di società civile che utilizza la rete, con l'unica differenza che queste idee sono più facilmente leggibili, confutabili ecc.Quindi chi cerca di voler rappresentare 'il popolo della rete' semplicemente strumentalizza.'Il popolo della rete' non è un partito si rappresenta da solo con i suoi scritti.
  • nello gala scrive:
    Terza categoria:
    I giornalistai (neologismo mio, ma suona bene^___^!)che non rispondono quando chiamati in causa....Leggi il post sulla SwG , Mantellini caro , e dimmi se tu appartieni a questa categoria....
  • picchiatello scrive:
    Pluralità di pensiero = democrazia
    Chiarimoci subito su un punto: ai politici chiunque essi siano anche di quelli che girano con il bus e hanno dato nome americanizzate al proprio partito, non interessa nulla dei propri elettori e men che meno hanno alcuna intenzione di misurarsi con le idee ed i progetti che possano venir fuori dalla "rete".Quindi se l'articolista voleva dire non ci prendono in considerazione = non esistiamo cade nel sacco dei sopracitati.Abbiamo gia' visto cosa e' successo con Italia.it con i soldi spesi e con la segregazione delle informazioni sui fondi: loro appaiono non vogliono giustificarsi.Sul punto del partito pirata che male puo' fare un punto di vista in piu'? Si puo' dissentire si puo' essere d'accordo ma perche' ultimamente qualsiasi iniziativa che non viene dai partiti o da addetti ai lavori e' bollata come " perdita di tempo" ?
  • Pippo scrive:
    A mantellì...
    ...ma quando vai a lavorare???
  • ciccio pasticcio scrive:
    il partito pirata
    nasce come idea dalla svezia, il partito che poi si e' effettivamente candidato alle elezioni e che ha dietro pirate bay.in italia e' stato registrato da un singolo, risiedente a roma, il quale, ben lungi dall'effettuare seria attivita' politica pubblica alcuni articoli sul proprio blog e sfrutta il nome internazionale per fare voce alle proprie singole idee.Insomma la solita fuffa
    • emmeesse scrive:
      Re: il partito pirata
      Ma dove te le sei sognate?Non ne hai detta una che sia una vera.Il PP ha sede legale vicino a Trento, e' regolarmente dichiarato. Ha statuto, soci ed assemblea ed ' pure editore...Ma informati prima di parlare
  • Maganuco scrive:
    ... E QUINDI?
    Io non ho capito il senso dell'articolo.Significa forse che la societa' si e' evoluta e non ha piu' senso parlare di "popolo della rete" perche' ormai in rete c'e' cosi' tanta gente che non la si puo' piu' distinguere con questo tipo di appellativo?E' come se negli anni '60 (quando abbiamo cominciato a firmare cambiali per comprarci una 600) qualcuno si fosse chiesto se aveva senso parlare di "automobilisti". Secondo me non c'e' bisogno di scrivere un "contrappunti" per dire che ce ne siamo accorti. Basta semplicemente constatare che nel mondo si sta diffondendo la confidenza con la rete e la tecnologia. E' nello stato naturale delle cose.
    • Ricky scrive:
      Re: ... E QUINDI?
      Forse intendeva "popolo della rete" come una sorta di ghettizzazione.Come se fossimo un gruppetto di spaccapalle in aumento.Ai miei tempi eravamo davvero pochi, si usavano le chat come QSD e si navigava tramite una internet lenta e piena di problemi.Il seme era gia' germogliato, si intuivano le possibilita' sin d'allora ma nessuno o quasi ne capiva la reale portata.Con il passare del tempo la rete e' diventata una sorta di ramificazione VENOSA in tutto il pianeta, una linfa vitale per l'evoluzione del modo stesso di intendere la societa'.E' gia' da un po che sto "popolo della rete" e' diventato importante ma ancora non ci sono gli strumenti per gestirlo.Grillo con un blog ha messo in piazza quasi 2 milioni di italiani...saranno loro il popolo della rete?!O sono solo la punta di un iceberg...Adesso non ha piu' senso parlarne perche' non e' piu' un fenomeno circoscritto ma in piena espansione.Ha senso invece fare il punto della situazione, dei pro e dei contro,di dove stiamo andando e se veramente in un futuro non troppo lontano la rete delle reti sara' uno strumento di reale democrazia oppure un nuovo posto in cui applicare filtri, blocchi, veti e via dicendo.Al momento devo solo ringraziare la rete e chi ne fa' parte,senza di essa molte delle cose che so' mi sarebbero state precluse...grazie alle DISINFORMAZIONE delle reti televisive.
  • ::Per$on4 D3ll4 R3t3:: scrive:
    eppure io pensavo...
    ...che il popolo della rete esisteva :$http://tinyurl.com/2e42op(newbie)
    • federico scrive:
      Re: eppure io pensavo...
      - Scritto da: ::Per$on4 D3ll4 R3t3::
      ...che il popolo della rete esisteva :$
      http://tinyurl.com/2e42opPunto Informatico non si smentisce mai. Con quale coraggio scrivono un articolo come questo !!! Grazie per la segnalazione...
      • anonimo01 scrive:
        Re: eppure io pensavo...
        - Scritto da: federico
        - Scritto da: ::Per$on4 D3ll4 R3t3::

        ...che il popolo della rete esisteva :$

        http://tinyurl.com/2e42op

        Punto Informatico non si smentisce mai. e che ci fai qui allora?
        Con quale
        coraggio scrivono un articolo come questo !!!ma che te frega, tanto te disprezzi PI quindi qualsiasi cosa venga fatta qui dentro per te è pessima.che ci fai qui?
        Grazie per la
        segnalazione...si si, grazie;ma non impegnarti troppo eh, non vorrei ti uscisse della materia grigia dalle orecchie per la troppa pressione intra-cranica...toh, ecco un sito che fa per te e per il tuo livello:http://www.disney.it/facci sapere com'è andata :D
    • riccardo galli scrive:
      Re: eppure io pensavo...
      - Scritto da: ::Per$on4 D3ll4 R3t3::
      ...che il popolo della rete esisteva :$
      http://tinyurl.com/2e42op

      (newbie)di cui 115 le ha scritte mantellini stesso.un esame di coscienza magari prima di scrivere certi articoli?
    • lettore occasional e scrive:
      Re: eppure io pensavo...
      Non capisco le critiche, ma forse il punto di vista dell'autore non emerge in maniera abbastanza chiara, o non lo è per tutti.A me sembra semplicemente la constatazione amara, da parte di chi forse un tempo ci credeva, e forse vorrebbe poterci credere ancora, che il "popolo della rete", se mai sia esistito, adesso, forse, non esiste più. O meglio, si è talmente ampliato, è diventato coì eterogeneo, che è ormai praticamente impossibile trovare un solo argomento su cui siano tutti, ma proprio tutti, perfettamente d'accordo. In alcune circostanze si può pensare di identificare un gruppo più o meno vasto, talora anche la maggioranza, dei navigatori, per individuare un "popolo" (ma in realtà, comunque, una sua frazione) che condivida degli interessi, una "visione", ma in generale questo non succede.Ed ecco che il "popolo della rete" comincia ad apparire sempre meno come un insieme ben definito di persone che condividono qualcosa, interessi, ideali, obiettivi, e sempre più come un concetto astratto che presta il fianco a delle strumentalizzazioni politiche e/o economiche, perchè se il "popolo della rete" non è (più) una "entità" ben precisa, allora al "popolo della rete" si possono fare le promesse più disparate senza preoccuparsi troppo delle conseguenze se queste vengono disattese. Detto altrimenti: gli artigiani, come categoria, hanno degli interessi comuni e delle esigenze individuabili con certezza, differenti da quelli degli industriali, o degli agricoltori, o dei consumatori, e allora non posso fare una promessa più o meno sincera sperando di catturare indistintamente l'attenzione di tutti; ma se mi rivolgo al "popolo della rete", in definitiva, a chi mi riferisco? Forse, a tutti e a nessuno in particolare, perchè ogni giorno che passa diventa una categoria sempre più variegata, e allora posso fare un discorso che sfiora la retorica, l'impersonalità, quasi che l'espressione "popolo della rete" diventi poco alla volta il "tu retorico" della politica, come dire: "cittadini, votatemi e vi accontenterò tutti". Ma questo è impossibile, perchè ciascuno di quei "tutti" avrà interessi anche leggermente diversi da quelli degli altri, e così, al massimo, si potranno trovare dei buoni compromessi (il che è poi lo scopo della democrazia), ma questo non equivale ad "accontentare tutti".Analogamente, per chi vuole creare un business e deve individuare una strategia di marketing, se ci si rivolge ad un pubblico vasto ed eterogeneo, variamente aggregato, è possibile sfruttare un concetto di per sè potenzialmente vago, ma allo stesso tempo capace di ispirare un senso di aggregazione, per colpire l'attenzione dei più quasi senza che le persone interessate lo siano davvero, e quindi "forzare" l'aggregazione di almeno una parte delle persone che hanno recepito il messaggio, creare una tendenza, quasi dare un proprio significato al concetto altrimenti vago e spianare come per magia la strada per il proprio business. E siccome il concetto di partenza, "popolo della rete", è sufficientemente vago perchè riferito ad una categoria sufficientemente (o sempre più) eterogenea, ecco che più soggetti economici lo sfruttano per scopi simili ma in maniera diversa, perchè ognuno sa (o spera) di potersi ritagliare la propria fetta, perchè sa che all'interno del "popolo della rete" c'è sicuramente (o molto propabilmente) un gruppo di persone potenzialmente interessate al suo prodotto, persone che si vedono prima accomunate dall'essere parte integrante di quel popolo, e magari possono pensare di esserne la parte più importante, perchè è a loro che ci si riferisce chiamandoli "popolo della rete", e poi si sentono accomunate dalle caratteristiche su cui si incentrerà la campagna di marketing.Insomma, è un po' come dire che il "popolo della rete", se esiste, può essere talmente vasto che o ci si deve riferire ad un suo sottogruppo, giocoforza limitato, ma lo si fa con una certa enfasi sul senso di aggregazione di chi ne fa parte (e in generale, chi tesse le tue lodi e cerca di farti sentire importante spesso lo fa con un secondo fine), oppure si finge di parlare a tutti, e in realtà non si parla veramente con nessuno, in modo tale che ciascuno riceva una parte del messaggio, che dev'essere necessariamente vago, e in particolare la parte che più si avvicina alle sue idee. E' un concetto un po' pessimista? Be', lo è inevitabilmente, è un po' come dire che più si è e più facilmente ci si lascia fregare. Può essere sbagliato? Possibile, naturalmente; è un punto di vista condivisibile o meno, ma è sicuramente realista, perchè molto spesso nella vità l'unione non fa la forza, non se esiste solo nelle parole ma non nei fatti.Ma c'è anche un altro aspetto, espresso per lo più nel finale, che forse andrebbe capito meglio: ammettiamo che esista un gruppo di persone che condividano degli interessi forti legati alla rete, e che questo groppo possa prendere il nome di "popolo della rete". Bene: siamo sicuri che gli interessi che condividono in quanto popolo della rete siano i più importanti o gli unici che abbiano veramente valore? Forse no, perchè queste persone esistono anche come "popolo reale", con una vita anche al di fuori della rete, e quindi anche degli interessi ulteriori, altrettanto importanti e diversi gli uni dagli altri. E allora le questioni della rete, anche per il popolo della rete, possono diventare meno centrali e più relative, di sicuro non le uniche degne di nota. Secondo me è un punto importante, perchè altrimenti si rischia di avere una visione falsa per ranghi contrapposti: da un lato il popolo della rete, dall'altro il resto del mondo, ma così, per fortuna, non è. Quindi in questo articolo io vedo da un lato la rassegnazione ad ammettere che il popolo della rete o non esiste oppure esiste per essere strumentalizzato, dall'altro quasi la consolazione che, allargando la prospettiva, la questione diventa meno grave, perchè si tratta comunque di trovare il giusto compromesso, facendo attenzione a non cadere nelle strumentalizzazioni. E non vedo nessuna incoerenza, per me è come se l'autore dicesse: "ecco, fino a ieri ho creduto ingenuamente anch'io alla centralità del popolo della rete, ma oggi ho aperto gli occhi e ho visto in faccia la realtà".
      • ::Per$on4 D3ll4 R3t3:: scrive:
        Re: eppure io pensavo...
        LOL ma io non ho nemmeno letto l'articolo :Dprobabilmente hai ragione, ma a dire la verità non ho letto nemmeno il tuo intervento (ghost)
        • Funz scrive:
          Re: eppure io pensavo...
          - Scritto da: ::Per$on4 D3ll4 R3t3::
          LOL ma io non ho nemmeno letto l'articolo :D
          probabilmente hai ragione, ma a dire la verità
          non ho letto nemmeno il tuo intervento
          (ghost)Sei uno di quelli che se c'è da scrollare la pagina in basso ti scocci e chiedi se ti fanno un riassunto? :pPS:Io ho letto l'articolo ma mi sono scocciato a metà della sbrodolata di commento qui sopra
          • dgh scrive:
            Re: eppure io pensavo...
            - Scritto da: Funz
            - Scritto da: ::Per$on4 D3ll4 R3t3::

            LOL ma io non ho nemmeno letto l'articolo :D

            probabilmente hai ragione, ma a dire la verità

            non ho letto nemmeno il tuo intervento

            (ghost)

            Sei uno di quelli che se c'è da scrollare la
            pagina in basso ti scocci e chiedi se ti fanno un
            riassunto?
            :p
            Io lo capisco, gli articoli di mantellini sono un po' prolissi.
            PS:
            Io ho letto l'articolo ma mi sono scocciato a
            metà della sbrodolata di commento qui
            sopraPoveretto, per una volta che uno si applica.
      • Might scrive:
        Re: eppure io pensavo...
        Un punto di vista interessante, il tuo, però potresti cercare di essere un po' pù sintetico, IMHO!
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