Internet, gli europei se la passano bene

Stando agli ultimi report, in Europa la velocità di internet è buona sia da rete fissa che mobile. Qualche Paese corre più di altri, ma in generale la situazione è ottimistica. Qualche neo c'è però sulla sicurezza

Roma – Qual è lo stato di Internet nel mondo al primo trimestre 2017? A dare una risposta ci pensa Akamai Technologies , azienda quotata alla borsa di New York e nota per la sua piattaforma cloud di content delivery riconosciuta come una delle più estese e affidabili al mondo. Il rapporto recentemente pubblicato, segue di pochi giorni il rapporto sulla sicurezza che ha puntato le luci sui sempre più frequenti nuovi casi di attacchi DDoS e web informando circa l’evoluzione degli stessi, degli strumenti utilizzati e della provenienza geografica. Il rapporto sullo stato di Internet Akamai ha posto l’accento su velocità di connessione, metriche di adozione della banda larga, rilevanti interruzioni di Internet, esaurimento degli indirizzi IPv4 e implementazione del protocollo IPv6 .

broadband

Un interessante approfondimento è stato dedicato all’area Europa. Da un’analisi dei dati emerge che nel vecchio continente la velocità media di connessione è di 10 Mbps o superiore (ma con picchi medi di almeno 50 Mbps in 28 dei 31 Paesi analizzati. Norvegia, Svezia e Svizzera si posizionano in testa rispettivamente con velocità medie di 23,5 Mbps, 22,5 Mbps e 21,7 Mbps . I Paesi che stanno correndo di più sono Norvegia, Svizzera, Finlandia, Danimarca, Regno Unito, Spagna, Italia e Croazia . Ai due estremi si trovano la Grecia che incrementa la velocità anno dopo anno dello 0,5 per cento (7,9 Mbps) e la Danimarca con il 17 per cento (20,1 Mbps).

Il fattore velocità ovviamente va quasi di pari passo con la banda larga . In questo caso è la Svizzera, con un tasso di adozione del 75 per cento a occupare la prima posizione sull’adozione del broadband a 10 Mbps. Ottimi dati di adozione si registrano anche in Svezia (che ha raggiunto il 56 per cento nell’ultimo trimestre). In questo caso la Grecia sta galoppando parecchio, con incrementi del 22 per cento sul trimestre, più lente invece Polonia e Norvegia (0,1 per cento) anche se quest’ultima gode di una buona penetrazione della banda larga che giustifica quindi l’andatura “rilassata”.

Considerando le performance più spinte, cinque Paesi europei si collocano tra i primi 10 al mondo per l’adozione della banda larga a 25 Mbps : Norvegia (2° posto), Svezia (3° posto), Svizzera (5° posto), Danimarca (6° posto) e Finlandia (9° posto).

Dando uno sguardo gli standard di connessione, il Belgio si è confermato leader globale nell’adozione dello standard IPv6, ormai sul mercato da 6 anni (alla piattaforma di Akamai il 38 per cento delle connessioni provenienti dal Paese sfruttano questa tecnologia), seguito da Grecia (2° posto), Svizzera (4° posto), Germania (6° posto), Estonia (8° posto) e Regno Unito (10° posto). Gli operatori che gestiscono volumi più grandi di connessioni simili sono Sky Broadband (Regno Unito), TELENET (Belgio) e Kabel Deutschland (Germania) con rispettivamente il 62 per cento, il 55 per cento e il 49 per cento. Svetta per velocità da mobile il Regno Unito, con una velocità media di ben 26 Mbps, poco lontana la Germania con 24,1 Mbps.

A conti fatti quindi la situazione in Europa è buona. Il rapporto Digital Economy and Society Index (DESI) 2017 della Commissione Europea, conferma che la banda larga fissa è ora disponibile per il 98 per cento degli europei . Sarebbe il 76 per cento delle famiglie ad avere accesso a velocità di almeno 30 Mbps.

A marzo i dati dell’Osservatorio sulle comunicazione di Agcom hanno confermato che nello stivale le reti broadband da almeno 10Mbit/s hanno superato nel quarto trimestre del 2016 il 50 per cento del totale raggiungendo quota 15,6 milioni di unità. E i cantieri aperti sono effettivamente tanti e molto ambiziosi. Possiamo quindi confermare nel nostro piccolo di aver recuperato un gap che per anni ci ha penalizzato.

Mirko Zago

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  • marioluciani scrive:
    La Faq 6 è memorabile
    D. Che durata ha il piano triennale.R. Il piano è annuale. [...]
  • Anonimo scrive:
    In Italia........
    quote: approvato lo scorso 31 maggio dal primo ministro Paolo Gentiloni. "La trasformazione digitale è priorità di governo - ha ribadito il premier in un tweet - il Piano Triennale richiede un gioco di squadra per semplificare la vita di amministrazioni e cittadini". Peccato che in itaGlia NON ESISTE IL PRIMO MINISTRO O IL PREMIER!!!!!!!!!! Gentiloni è PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI! Vogliamo scrivere le cose come stanno????
    • ... scrive:
      Re: In Italia........
      - Scritto da: Anonimo
      quote: approvato lo scorso 31 maggio dal primo
      ministro Paolo Gentiloni. "La trasformazione
      digitale è priorità di governo - ha ribadito il
      premier in un tweet - il Piano Triennale richiede
      un gioco di squadra per semplificare la vita di
      amministrazioni e cittadini".



      Peccato che in itaGlia NON ESISTE IL PRIMO
      MINISTRO O IL PREMIER!!!!!!!!!! Gentiloni è
      PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI! Vogliamo
      scrivere le cose come
      stanno????PI paga un cazzo e si deve accontentare degli avanzi, gente trovata nel cassonetto dei rifiuti dei portali seri. Passano ogni mercoledi era quando mettono fuori il cassonetto dell'umido e raccattano i meno marci: dove credi abbiano trovato maruccia e tamburrino, scusa?http://www.06blog.it/galleria/06blog-6-tu-il-rifiuto-umano
  • Judy Moretti scrive:
    Governance
    Se la Governance di questo piano la fanno fare a loro due https://www.youtube.com/watch?v=8j9U54m5Shk bene altrimenti se la lasciamo nelle mani di AgId sarà il solito buco nell'acqua.
  • ... scrive:
    gia' me lo immagino...
    - tutto fatto via web, ma lato client si dovra' obbligatoriamente avere internet explorer 7 e flash. - Colori e layout alla cazzo di cane- interfaccia alla web 1.0 con le icone gif tipo geocities- tutto lento e farragginoso- versioni di java obsolete (ecche', evitiamo di far incazzare gli utenti? no, eh!)-impossibilita' di salvare la documentazione da compilare in locale e conseguente caduta di sessione al 90% del documento con obbligo di ricompilare il form tutto dall'inizio- richieste assurde (prego inserisca il codice fiscale della bisavola materna)- documentazione disponibile ma introvabile a causa del fatto che e' nascosta nel sessantaquattresimo sottolivello- documentazione non alla stessa versione della pagina che si sta compilando e quindi inutile anzi dannosa perche confonde il lettore,- link rotti / che puntano a siti inesistenti o chiusi da anni. - help in linea gestito da un bot stupidissimo che al confronto un utente apple e' un genio- tutto scritto in "burocratese"- numero verde per assistenza assente oppure che suona a vuoto quando chiamato, e se risponde qualcuno e' una segreteria telefonica che ti butta fuori dopo 10 minuti con "grazie per aver chiamato" perche nascnondono l'unica opzione che serve, cioe' "sarai presto messo in contatto con un operatore" nel 13 sottolivello: praticamente irraggiungibile. - ecc ecc.
    • xte scrive:
      Re: gia' me lo immagino...

      documentazione disponibile ma introvabileQui sarebbe da aprire un bel capitolo, è veramente assurdo che si debba usare un motore di ricerca (terzo) per trovare qualcosa su siti istituzionali. L'INPS è un campione portabandiera, di quelli che conosco, ma anche i telematici non son niente male. Senza poi contare le scelte ingiustificate come software liberamente scaricabile quando si trova un banale link (es. per DesktopTelematico) ma che per trovarlo o giri via qualche ftp (scoperto leggendo i .jnlp che di F24Web&c) o devi loggarti e cose del genere.
      numero verde per assistenzaPer questo, o meglio, non tanto per il numero verde quanto per l'assistenza via mail a partire da non ricordo quale sezione di non ricordo che documentazione son rimasto piacevolmente soddisfatto: avevo scritto, in forma politically correct ma che descriveva educatamente un personale giudizio su una certa procedura di FileInternet. Bé ho avuto risposta cortese e che ha risolto i problemi che ho trovato in qualche ora. Forse è stato un caso o forse ho beccato un "canale giusto". Su questo non mi pronuncio poiché da un lato trovo assurdo che non si possa normalmente accedere ad un'assistenza direttamente dal proprio profilo, d'altro canto vista la complessità della burocrazia italica immagino che sia assai difficile dare assistenza e probabilmente non tutti i cittadini sono "politically correct" ma anche "cooperativi" per arrivare ad un risultato. 'Somma immagino che siano in parecchi a scrivere "lkfwe%$#$G% il vostro ^%%DHDH di m&^^d non funziona una c&^%^s"...
      • salume scrive:
        Re: gia' me lo immagino...
        - Scritto da: xte

        documentazione disponibile ma introvabile
        Qui sarebbe da aprire un bel capitolo, è
        veramente assurdo che si debba usare un motore di
        ricerca (terzo) per trovare qualcosa su siti
        istituzionali. L'INPS è un campione
        portabandiera, di quelli che conosco, ma anche i
        telematici non son niente male. Senza poi contare
        le scelte ingiustificate come software
        liberamente scaricabile quando si trova un banale
        link (es. per DesktopTelematico) ma che per
        trovarlo o giri via qualche ftp (scoperto
        leggendo i .jnlp che di F24Web&c) o devi loggarti
        e cose del
        genere.Purtroppo qualcuno ha deciso che bisognava fare le applicazioni desktop in Java con risultati discutibili e incubi di compatibilità tra i vari JRE.


        numero verde per assistenza
        Per questo, o meglio, non tanto per il numero
        verde quanto per l'assistenza via mail a partire
        da non ricordo quale sezione di non ricordo che
        documentazione son rimasto piacevolmente
        soddisfatto: avevo scritto, in forma politically
        correct ma che descriveva educatamente un
        personale giudizio su una certa procedura di
        FileInternet. Bé ho avuto risposta cortese e che
        ha risolto i problemi che ho trovato in qualche
        ora. Forse è stato un caso o forse ho beccato un
        "canale giusto". Su questo non mi pronuncio
        poiché da un lato trovo assurdo che non si possa
        normalmente accedere ad un'assistenza
        direttamente dal proprio profilo, d'altro canto
        vista la complessità della burocrazia italica
        immagino che sia assai difficile dare assistenza
        e probabilmente non tutti i cittadini sono
        "politically correct" ma anche "cooperativi" per
        arrivare ad un risultato. 'Somma immagino che
        siano in parecchi a scrivere "lkfwe%$#$G% il
        vostro ^%%DHDH di m&^^d non funziona una
        c&^%^s"...ho avuto esperienze simili con l'assistenza telefonica, gli operatori dell'agenzia delle entrate sono competenti.
  • ... scrive:
    mi domando...
    a che finiranno in tasca le milionate di euro per la Lombardia: forse alla solita "Lombardia Informatica" con amicizie molto in alto al Pirellone e a Roma? (SI, faccio i fottuti nomi! PI, come al solito cagati addosso e cancella tutto!)
    • iRoby scrive:
      Re: mi domando...
      Lombardia Informatica lo sanno tutti che è serbatoio di dirigenti ex regione e infilati in questa specie di contenitore aspira soldi pubblici.Poi i progetti li fa fare a stagisti e aziendine esterne.Pensa per esempio a Bruno Vespa in RAI. Era un dipendente stipendiato. Ora è a capo di un'azienda che produce e vende i suoi formato con contratti di 1,9 milioni di euro all'anno.http://www.huffingtonpost.it/2014/06/26/bruno-vespa-contratto-in-rai-da-19-milioni-di-euro-allanno_n_5532353.html
      • salame scrive:
        Re: mi domando...
        - Scritto da: iRoby
        Pensa per esempio a Bruno Vespa in RAI. Era un
        dipendente stipendiato. Ora è a capo di
        un'azienda che produce e vende i suoi formato con
        contratti di 1,9 milioni di euro
        all'anno.

        http://www.huffingtonpost.it/2014/06/26/bruno-vesplo fa perché qualcuno gli permette di farlo, e in questo senso fa bene ad approfittarne finché ci riesce.
        • iRoby scrive:
          Re: mi domando...
          Si sono legalizzati queste cose.Ma per certi versi persone come Vespa hanno ragione per almeno un motivo.Quando sei dipendente RAI ti ritrovi clientelismo. Quindi devi avere a che fare con raccomandati politici, fannulloni, incapaci. E lavorare è un calvario.Così invece hai la tua azienda, scegli i tuoi collaboratori, e hai pieno potere e capacità creative. Che in RAI non avresti avuto.Benché siano comunque riusciti negli anni passati a fare servizi e trasmissioni con i loro mezzi senza questo meccanismo di appalto.Certo che quei 1,9 milioni sono sempre soldi pubblici.Chissà quanto si intasca lui alla fine... Rispetto a quando era dipendente stipendiato.Questo è forse l'unico caso in cui un sistema privatistico può funzionare meglio di quello statale. Ma può venire a costare anche caro e produce sprechi e accentramento nelle aziende di chi è ammanicato dentro gli uffici del committente.
          • Ogekury scrive:
            Re: mi domando...

            Questo è forse l'unico caso in cui un sistema
            privatistico può funzionare meglio di quello
            statale. L'unico? Tralasciando l'Italia che fa sempre caso a se (pubblico e privato funzionano di merda comunque), ci sono innumerevoli casi dove il privato gestisce meglio o fornisce un ulteriore/migliore servizio rispetto al pubblico
  • xte scrive:
    Non vedo qualcosa tipo...
    ..."Ogni software della PA deve essere opensource con l'intero sistema necessario alla sua eventuale compilazione e installazione, il Governo deve detenere su di esso ogni diritto o deve trattarsi di codice di dominio pubblico."Senza questo particolare è meglio NON AVERE nulla di informatico, almeno non si ha il capestro di qualcuno ed i relativi problemi di sicurezza, carta&penna son più opportuni.
    • Zagor scrive:
      Re: Non vedo qualcosa tipo...
      - Scritto da: xte
      ..."Ogni software della PA deve essere opensource
      con l'intero sistema necessario alla sua
      eventuale compilazione e installazione, il
      Governo deve detenere su di esso ogni diritto o
      deve trattarsi di codice di dominio
      pubblico."

      Senza questo particolare è meglio NON AVERE nulla
      di informatico, almeno non si ha il capestro di
      qualcuno ed i relativi problemi di sicurezza,
      carta&penna son più
      opportuni.Giusto, ed aggiungo che la stessa cosa si deve fare con le mense, da quelle scolastiche a quelle ospedaliere: deve essere tutto prodotto da allevamenti e agricoltura di proprietà dello Stato
      • xte scrive:
        Re: Non vedo qualcosa tipo...
        La tua ironia, se ben interpreto, è fuori tema: il cibo lo controlli, lo cucini e lo mangi. Il software è quello con cui processi e mantieni i tuoi dati. Il cibo è un prodotto, per di più con un ciclo vitale assai breve, il software è una procedura e quel che gestisce dura anche svariati decenni.Se la carne comprata da X non è buona cambiamo fornitore, se il software ottenuto in licenza (non comprato, che è cosa diversa e nel software non avviene sostanzialmente mai) da X non va bene non posso passare a Y se non ho anche il modo di far passare i miei dati, di capire che disastri X ha fatto ecc. Questa è la differenza.
    • deciditi scrive:
      Re: Non vedo qualcosa tipo...
      - Scritto da: xte
      ..."Ogni software della PA deve essere opensource
      con l'intero sistema necessario alla sua
      eventuale compilazione e installazione, il
      Governo deve detenere su di esso ogni diritto o
      deve trattarsi di codice di dominio
      pubblico."

      Senza questo particolare è meglio NON AVERE nulla
      di informatico, almeno non si ha il capestro di
      qualcuno ed i relativi problemi di sicurezza,
      carta&penna son più
      opportuni.Deciditi , di pubblico dominio o di proprieta' governativa.
      • panda rossa scrive:
        Re: Non vedo qualcosa tipo...
        - Scritto da: deciditi
        - Scritto da: xte

        ..."Ogni software della PA deve essere
        opensource

        con l'intero sistema necessario alla sua

        eventuale compilazione e installazione, il

        Governo deve detenere su di esso ogni
        diritto
        o

        deve trattarsi di codice di dominio

        pubblico."



        Senza questo particolare è meglio NON AVERE
        nulla

        di informatico, almeno non si ha il capestro
        di

        qualcuno ed i relativi problemi di sicurezza,

        carta&penna son più

        opportuni.

        Deciditi , di pubblico dominio o di proprieta'
        governativa.Non c'e' alcuna contraddizione.Il software deve essere libero.I dati sono di proprieta' governativa.
      • xte scrive:
        Re: Non vedo qualcosa tipo...
        O l'uno o l'altro od anche entrambi mixati. Quel che conta è che lo stato, ovvero il popolo, abbiano il completo controllo ad ogni livello, senza vincoli di sorta del codice.
  • Domande scrive:
    Soldi
    Quanti soldi si prenderanno MS e Oracle?Quanti soldi finiranno in tangenti?Quanti soldi si prenderanno le ditte immanicate?Quanti soldi si prenderanno i bodyrental che si dovranno smazzare tutto il lavoro?Quanti soldi finiranno in progetti open source/Linux?Quanti soldi finiranno in progetti troppo generici e quindi molto dispersivi?
    • Zagor scrive:
      Re: Soldi
      - Scritto da: Domande
      Quanti soldi si prenderanno MS e Oracle?
      Quanti soldi finiranno in tangenti?
      Quanti soldi si prenderanno le ditte immanicate?
      Quanti soldi si prenderanno i bodyrental che si
      dovranno smazzare tutto il
      lavoro?
      Quanti soldi finiranno in progetti open
      source/Linux?
      Quanti soldi finiranno in progetti troppo
      generici e quindi molto
      dispersivi?Quando leggerai il piano?
    • Risposte scrive:
      Re: Soldi
      - Scritto da: Domande
      Quanti soldi si prenderanno MS e Oracle?
      Quanti soldi finiranno in tangenti?
      Quanti soldi si prenderanno le ditte immanicate?
      Quanti soldi si prenderanno i bodyrental che si
      dovranno smazzare tutto il
      lavoro?
      Quanti soldi finiranno in progetti open
      source/Linux?
      Quanti soldi finiranno in progetti troppo
      generici e quindi molto
      dispersivi?Tanto per cominciare il Commissario al Digitale sta lavorando, e lo farà per due anni, gratis.Adesso esci dal "Bar dello Sport", butta via la canna e vai a lavorare, se hai un lavoro.
      • bugiardino scrive:
        Re: Soldi
        Io mi domando uno che attualmente è Senior Vice President di Amazon ha lavorato per 16 anni in Amazon e in precedenza 13 anni trascorsi in Apple lascia tutto per venire in Italia per lavorare gratis per 2 anni.A me sembra un tantino strano
        • Risposte scrive:
          Re: Soldi
          - Scritto da: bugiardino
          Io mi domando uno che attualmente è Senior Vice
          President di Amazon ha lavorato per 16 anni in
          Amazon e in precedenza 13 anni trascorsi in Apple
          lascia tutto per venire in Italia per lavorare
          gratis per 2
          anni.

          A me sembra un tantino stranoA me no. E' una persona di successo che è riuscita a realizzarsi nella vita e nel lavoro, ha esperienza da vendere e probabilmente un bel po' di soldi da parte e ora, in cambio del successo che ha avuto nella vita, vuole fare qualcosa per aiutare il suo paese.Averne di persone così...io comunque avrei fatto la stessa cosa, l'italia è messa davvero male da tanti punti di vista.
  • bugiardino scrive:
    a tarallucci e vino
    Adesso sotto con le aziende amiche di amici che spenderanno il triplo dei soldi sotto pagando i consulenti sub sub sub sub sub appaltando ed alla fine ci ritroveremo come per i progetti italia.it di rutelli e VeryBello.it di Franceschini
    • Zagor scrive:
      Re: a tarallucci e vino
      - Scritto da: bugiardino
      Adesso sotto con le aziende amiche di amici che
      spenderanno il triplo dei soldi sotto pagando i
      consulenti sub sub sub sub sub appaltando ed alla
      fine ci ritroveremo come per i progetti italia.it
      di rutelli e VeryBello.it di
      FranceschiniE quindi? cosa proponi per la digitalizzazione del nostro paese? sentiamo
      • Proposta vincente scrive:
        Re: a tarallucci e vino
        - Scritto da: Zagor
        - Scritto da: bugiardino

        Adesso sotto con le aziende amiche di amici
        che

        spenderanno il triplo dei soldi sotto
        pagando
        i

        consulenti sub sub sub sub sub appaltando ed
        alla

        fine ci ritroveremo come per i progetti
        italia.it

        di rutelli e VeryBello.it di

        Franceschini

        E quindi? cosa proponi per la digitalizzazione
        del nostro paese?
        sentiamoMETODOLOGIE AGILI!MOBILE FIRST!ARCHITETTURE SICURE!SCALABILITA!OPEN!CLOUD!SVILUPPO A COSTO ZERO!MANUTENZIONE ETERNA!AUTOCORREZIONE INTELLIGENTE DEI BUG!
        • Risposte scrive:
          Re: a tarallucci e vino
          - Scritto da: Proposta vincente
          - Scritto da: Zagor

          - Scritto da: bugiardino


          Adesso sotto con le aziende amiche di
          amici

          che


          spenderanno il triplo dei soldi sotto

          pagando

          i


          consulenti sub sub sub sub sub
          appaltando
          ed

          alla


          fine ci ritroveremo come per i progetti

          italia.it


          di rutelli e VeryBello.it di


          Franceschini



          E quindi? cosa proponi per la
          digitalizzazione

          del nostro paese?

          sentiamo

          METODOLOGIE AGILI!
          MOBILE FIRST!
          ARCHITETTURE SICURE!
          SCALABILITA!
          OPEN!
          CLOUD!
          SVILUPPO A COSTO ZERO!
          MANUTENZIONE ETERNA!
          AUTOCORREZIONE INTELLIGENTE DEI BUG!E non dimentichiamoci:- meno tasse per tutti- più f1g4 per tutti
        • xte scrive:
          Re: a tarallucci e vino
          Hai elencato una serie di cose in contraddizione tra loro e tecnologicamente discutibili: - METODOLOGIE AGILI!Non esistono. Sono una fantasia psicotica dei managers di scuola inglese. L'unica ragionevole forma di sviluppo è la libertà. Serve una linea guida comune (non di codice, ne di tecnologie di sviluppo ma di concetto) e "costringere" ciascuno a realizzare ciò di cui abbisogna alternando cicli di sviluppo e consolidamento. - MOBILE FIRST!Altro desiderio parasessuale di managers di scuola inglese. No. servono soluzioni aperte, queste non possono funzionare sul modello closed da grande distribuzione del mobile. La popolazione dev'essere educata a pensare e comprendere le tecnologie non giocare con mattonelle fatte da altri. I rapporti con la PA son cose serie, servono strumenti seri. - ARCHITETTURE SICURE!Non vuol dir nulla, di nuovo è il proclama tipo di qualche manager che non sa nulla di ciò che chiede e spara nel buio sperando che i suoi delegati sappian capire e realizzare quel che la sua mente limitata non è in grado manco di pensare. Vuoi architetture sicure? Ok, pensa a come funziona il mondo fisico e lavoraci su. In particolare pensa a come sono "connessi" tra loro gli individui fisici. - SCALABILITA!Anche questo detto così non vuol dir nulla... Pensa piuttosto al modello intenet, rete fisica, tcp/ip di base. Pensa per prima cosa che l'infrastruttura dev'esser resiliente e lasciare a ogni parte della PA e del cittadino la più grande autonomia possibile. La parte web ad es. dev'esser solo transitoria o alternativa ad un sistema di applicazioni locali capaci di lavorare offline e sincronizzarsi (come per altro già in parte è nell'attuale traballante PA, pensa ai vari crap^W software dell'Agenzia delle Entrate, o meglio di coloro che l'han sviluppati per conto di, perché se non sono FOSS questo sono) - OPENAffermazione pericolosa presa tal quale, pensa a prodotti come Nuxeo, OpenBravo ecc sono open. ma avere il loro codice per com'è non serve a nulla. Servono soluzioni a sviluppo *pubblico* e *comunitario*, non opensource ma free software. - CLOUD!Assolutamente no. Nessuna regressione tecnologia dev'essere accettata, manco pro-tempore. - SVILUPPO A COSTO ZERO!Si, come no. - MANUTENZIONE ETERNA!Assolutamente no. Aggiornamento regolare, non stile CI, di ogni piattaforma per evitare di lasciare in servizio mostri obsoleti e perdere nel tempo la capacità di deploy. Devi essere in grado di rifare la tua infrastruttura da zero in ogni momento e situazione, è il solo modo di esser resilienti e rapidi a reagire. - AUTOCORREZIONE INTELLIGENTE DEI BUG!Altra buzzword da manager ignoranti. Vuoi bugfix rapidi? Ok, la risposta è community, sviluppo aperto con opportuna toolchain. Non abbiamo ad oggi tecnologie adatte che non siano a stadi embrionali ma siamo in grado di lavorare ed è bene farlo. La PA è vasta, non è un'azienda così come una community non è un'azienda. La prima cosa è metter su qualcosa di sgangherato e accrocchiato ma che possa evolvere, come fu UNIX ai tempi, altri si occuperanno di sviluppare l'infrastruttura di lungo termine, altri ancora si occuperanno della transazione ecc Una PA non è né va gestita come un'azienda
          • ... scrive:
            Re: a tarallucci e vino
            credo proprio tu non abbia colto l'ironia del post, e' evidente che il tipo scimmiottava le "buzzword" tanto care ai marchettari che intornano i clienti ignoranti. pero' gli indizi li avevi: tutto maiuscolo e punti esclamativi.
          • Izio01 scrive:
            Re: a tarallucci e vino
            - Scritto da: ...
            credo proprio tu non abbia colto l'ironia del
            post, e' evidente che il tipo scimmiottava le
            "buzzword" tanto care ai marchettari che
            intornano i clienti ignoranti.
            Esatto, porca polenta.Mi viene sempre in mente una fantastica vignetta di Dilbert, in cui Wally presta zero attenzione durante tutta la riunione, poi spara a caso: "Dovremmo virtualizzare la nostra soluzione e metterla sul cloud", raccogliendo l'approvazione dei capi :(

            pero' gli indizi li avevi: tutto maiuscolo e
            punti esclamativi.
          • Garson Pollo scrive:
            Re: a tarallucci e vino
            - Scritto da: xte
            Hai elencato una serie di cose in contraddizione
            tra loro e tecnologicamente
            discutibili:
            - METODOLOGIE AGILI!
            Non esistono. Sono una fantasia psicotica dei
            managers di scuola inglese. L'unica ragionevole
            forma di sviluppo è la libertà. Serve una linea
            guida comune (non di codice, ne di tecnologie di
            sviluppo ma di concetto) e "costringere" ciascuno
            a realizzare ciò di cui abbisogna alternando
            cicli di sviluppo e
            consolidamento.Parzialmente d'accordo. Parzialmente perché esistono framework superiori e molto più rad rispetto a php+jquery.

            - MOBILE FIRST!
            Altro desiderio parasessuale di managers di
            scuola inglese. No. servono soluzioni aperte,
            queste non possono funzionare sul modello closed
            da grande distribuzione del mobile. La
            popolazione dev'essere educata a pensare e
            comprendere le tecnologie non giocare con
            mattonelle fatte da altri. I rapporti con la PA
            son cose serie, servono strumenti
            seri.Dipende di cosa si parla. Se il topic è "siti uebbe" ok, mobile first.Se parliamo di erp ti do ragione al 100%

            - ARCHITETTURE SICURE!
            Non vuol dir nulla, di nuovo è il proclama tipo
            di qualche manager che non sa nulla di ciò che
            chiede e spara nel buio sperando che i suoi
            delegati sappian capire e realizzare quel che la
            sua mente limitata non è in grado manco di
            pensare. Vuoi architetture sicure? Ok, pensa a
            come funziona il mondo fisico e lavoraci su. In
            particolare pensa a come sono "connessi" tra loro
            gli individui
            fisici.Okay.

            - SCALABILITA!
            Anche questo detto così non vuol dir nulla...
            Pensa piuttosto al modello intenet, rete fisica,
            tcp/ip di base. Pensa per prima cosa che
            l'infrastruttura dev'esser resiliente e lasciare
            a ogni parte della PA e del cittadino la più
            grande autonomia possibile. La parte web ad es.
            dev'esser solo transitoria o alternativa ad un
            sistema di applicazioni locali capaci di lavorare
            offline e sincronizzarsi (come per altro già in
            parte è nell'attuale traballante PA, pensa ai
            vari crap^W software dell'Agenzia delle Entrate,
            o meglio di coloro che l'han sviluppati per conto
            di, perché se non sono FOSS questo
            sono)Beh, okay, ma scalabile significa avere la possibilità di ampliare la base hw per far fronte a richieste/prestazioni maggiori/milgiori senza toccare quella software. Fattibile.

            - OPEN
            Affermazione pericolosa presa tal quale, pensa a
            prodotti come Nuxeo, OpenBravo ecc sono open. ma
            avere il loro codice per com'è non serve a nulla.
            Servono soluzioni a sviluppo *pubblico* e
            *comunitario*, non opensource ma free
            software.Serve che lo stato investa in personalizzazioni di questi software in modo da poterli usare e ridefinire in più ambiti della PA.

            - CLOUD!
            Assolutamente no. Nessuna regressione tecnologia
            dev'essere accettata, manco
            pro-tempore.Se usato in modo intelligente, fa coppia con scalabilità.Cloud!=Amazon, Google....

            - SVILUPPO A COSTO ZERO!
            Si, come no.:D

            - MANUTENZIONE ETERNA!
            Assolutamente no. Aggiornamento regolare, non
            stile CI, di ogni piattaforma per evitare di
            lasciare in servizio mostri obsoleti e perdere
            nel tempo la capacità di deploy. Devi essere in
            grado di rifare la tua infrastruttura da zero in
            ogni momento e situazione, è il solo modo di
            esser resilienti e rapidi a
            reagire.Sì, ma non puoi farlo a costi controllati se non applichi scalabilità!

            - AUTOCORREZIONE INTELLIGENTE DEI BUG!
            Altra buzzword da manager ignoranti. Vuoi bugfix
            rapidi? Ok, la risposta è community, sviluppo
            aperto con opportuna toolchain. Non abbiamo ad
            oggi tecnologie adatte che non siano a stadi
            embrionali ma siamo in grado di lavorare ed è
            bene farlo. La PA è vasta, non è un'azienda così
            come una community non è un'azienda. La prima
            cosa è metter su qualcosa di sgangherato e
            accrocchiato ma che possa evolvere, come fu UNIX
            ai tempi, altri si occuperanno di sviluppare
            l'infrastruttura di lungo termine, altri ancora
            si occuperanno della transazione ecc Una PA non è
            né va gestita come
            un'aziendaE anche qui sono d'accordo ;)
          • xte scrive:
            Re: a tarallucci e vino

            Beh, okay, ma scalabile significa avere la
            possibilità di ampliare la base hw per far
            fronte a richieste/prestazioni maggiori/milgiori
            senza toccare quella software. Fattibile.È fattibile, ma IMVHO non a tavolino: cominci chiaramente a tavolino e arrivi a qualcosa che funzioni in teoria e sia deployabile, poi scopri cosa hai sbagliato e prosegui. In sostanza penso che un piano di "informatizzazione" non possa ambire ad essere risolutivo, si dovrebbe mettere in conto a priori che si debba procedere per lunghi e costosi gradi con svariati disservizi nell'interim.
            Serve che lo stato investa in personalizzazioni
            di questi software ? Parli dei gestionali vari stile Alfresco, ERP ecc? IMVHO lo Stato dovrebbe starci ben alla larga. Questi mostri sono il risultato di metter insieme ragionieri e conde-monkeys. Se si vuole cambiare si deve cambiare, non aggiunger pezzi ad un puzzle che già non stà in piedi da solo.

            cloud
            Se usato in modo intelligente, fa coppia con scalabilità.La scalabilità che pensi è falsa. La scalabilità "del cloud" si traduce essenzialmente "io ho un mare di soldi, faccio mega centri dati e rivendo "as-a-service, i piccoli comprano da me così 'scalano' sulla mia megastruttura", poco importa che a livello di risorse non ci sia alcuna efficienza. A livello di paese avere grossi data-center e i pezzi della PA che "scalano" su questi è creare degli SPOF non gradevoli. I servizi della PA sono di natura piuttosto statici, non serve poter "tirar su al volo" hosts virtuali, serve anzi evitare di farlo per esser costretti a creare una buona infrastruttura fisica/IaC. Oggi ci manca parecchia tecnologia per poterlo fare comodamente ma è sopportabile per certi carichi di lavoro e per certe scale. A livello di paese spingere su questa strada è un'ottima cosa IMVHO.Sinceramente un piano di informatizzazione nazionale dovrebbe essere un'occasione non solo di creare un nuovo sistema nervoso per il paese ma anche una spinta innovativa alla tecnologia del paese e non solo. Non dovrebbe in altri termini essere l'ennesimo programma per arrancare dietro a qualche evoluzione tecnologica percepita come seccante innovazione...
      • xte scrive:
        Re: a tarallucci e vino
        Propongo di dedicare tre piccoli centri dati sparsi per l'Italia a servire un repo nazionale, pubblico, per il codice necessario. Pubblicare un bando per lo sviluppo di codice aperto, pubblico, da licenziarsi sotto AGPLv3 o Public Domain. Chi sviluppa viene remunerato dalla Stato per il suo tempo ed i progressi che è in grado di fare.D'altra parte andrei a bussare all'ambasciata francese e chiederei un po' di informazioni su come si sono organizzati loro: accesso ai dati, collaborazione in cambio di accessi più facili al nostro mercato per settori abbastanza strategici.Come base iniziale sceglierei GNU/Linux per i desktops, FreeBSD e OpenBSD per i server sottolineando che è bene avere più piattaforme per dover materialmente imparare ad avere un'infrastruttura con tecnologie, pur simili ma differenti. Su questa sceglierei un pool di linguaggi di sviluppo che possano essere una valida base es. Python (3, ovviamente), Go, Rust, haskell, elisp e common lisp, scripting zsh (sh è troppo poco portabile e bash non è al livello della zsh). Eviterei assolutamente php, java, e persino C come C++. Mi concentrerei su un sistema "provvisorio" di deploy di servizi il più possibile distribuiti, come db postgres, tokyocabinet, sqlite, plain-text e pickle, i dati dovrebbero essere conservati il più possibile in forma testuale, human-readable e il più possibile pubblici.Avrei come primo obiettivo creare un'infrastruttura di comunicazione open e stabile (mail/PEC, audio/video) che possa essere usata, per quanto possibile, anche su OS proprietari, centralini ecc attualmente in opera, poi affronterei la terribile prova di definire che tipi di sistemi di archiviazione servano e come realizzarli, dai db documentali alla cartografia. Inizierei un import di dati a scopo di test della piattaforma. Inizierei a definire una sorta di "tassonomia nazionale" per tutti i dati della PA. Su questa comincerei a sviluppare la nuova piattaforma.Come canali di comunicazione verso l'esterno sceglierei interfacce web il più possibile leggere e semplici, puro html+css con il minimo di js necessario a rendere gradevole l'aspetto. In particolare fornirei una "base" nazionale incoraggiando lo sviluppo open di quest'ultima.Stabilirei come sola forma di pagamento ricevibile dalla PA il bonifico e copierei paro-paro il sistema fiscale francese. Una rivoluzione copernicana che dobbiamo comunque affrontare. Il minor gettito dovuto all'equità introdotta viene compensato dalla quasi sparizione del nero dovuta alla deducibilità di ogni spesa dalle imposte. Per questo provvederei a sviluppare una piattaforma nazionale, distribuita tra i vari enti (stiamo sempre parlando di codice libero, completo di ogni strumento necessario ad usarlo comodamente). Copierei anche una sanità sul modello francese.'Somma l'informatizzazione rende necessari alcuni cambiamenti sostanziali. Serve una piattaforma aperta, distribuita che possa funzionare nella maggiore autonomia possibile e "sincronizzarsi" appena possibile per essere resiliente, servono datacenter con soluzioni di storage "offline" che garantiscano un accesso remoto ai backup impossibile (movimentazione fisica dei media di storage), ogni dato il più possibile distribuito, hashato e firmato digitalmente, ogni sistema il più decentralizzato possibile. Questo per gli aspetti tecnici. Per quelli politico-amministrativi il cambiamento è necessario per evitare il collasso del paese. Se non si riesce a far ciò l'informatizzazione non serve perché non ci sarà più un paese.È necessario cambiare l'impianto amministrativo, è necessario cambiare l'istruzione ed in ultima analisi è ricordarsi che l'informatica è il sistema nervoso su cui la società odierna gira, ma se questa non funziona non c'è sistema nervoso che tenga.
        • Risposte scrive:
          Re: a tarallucci e vino
          - Scritto da: xte
          Come base iniziale sceglierei GNU/Linux per i
          desktops,
          .....In sintesi: "non ho idea di cosa devono fare ma so già come la devono fare"
          Avrei come primo obiettivo creare
          un'infrastruttura .....
          .....In sintesi: "è tutto facile"
          Come canali di comunicazione verso l'esterno
          sceglierei interfacce web il più possibile
          leggere e semplici, puro html+css con il minimo
          di js necessario a rendere gradevole l'aspetto.In sintesi: "l'importante sono le tecnologie che uso, non come tratto e presento le informazioni"
          Stabilirei come sola forma di pagamento
          ricevibile dalla PA il bonifico e copierei
          paro-paro il sistema fiscale francese. In sintesi: "sto informatizzando la PA, dato che ci sono cambio il sistema fiscale"
          Copierei anche una sanità sul modello
          francese.In sintesi: "sto informatizzando la PA, dato che ci sono cambio anche il sistema sanitario nazionale"
          Per quelli
          politico-amministrativi il cambiamento è
          necessario per evitare il collasso del paese. In sintesi: "sto informatizzando la PA, dato che ci sono cambio tutte le leggi della PA"
          È necessario cambiare l'impianto amministrativo,
          è necessario cambiare l'istruzione Già dimenticavo: l'istruzione.
          Una
          rivoluzione copernicana che dobbiamo comunque
          affrontare. Ma no, cosa vuoi che sia.
          'Somma l'informatizzazione rende necessari alcuni
          cambiamenti sostanziali. Ma certo: il sistema al servizio dell'informatizzazione, non il contrario.
          Se
          non si riesce a far ciò l'informatizzazione non
          serve perché non ci sarà più un
          paese.A seguire le tue idee, non ci sarà più un paese di sicuro.
          ed in ultima
          analisi è ricordarsi che l'informatica è il
          sistema nervoso su cui la società odierna gira,
          ma se questa non funziona non c'è sistema nervoso
          che
          tenga.xte for president....
          • xte scrive:
            Re: a tarallucci e vino

            In sintesi: "non ho idea di cosa devono
            fare ma so già come la devono fare"Sai cos'è un principio generale? O pensi che in un post si possa andare nel dettaglio ed eviscerare un reale piano di migrazione?
            In sintesi: "l'importante sono le
            tecnologie che uso, non come tratto
            e presento le informazioni"Dimmi, è nato prima l'uovo o la gallina? Il *cosa uso* oggi, perché da qualche parte si deve cominciare, mi permetterà di gestire o meno l'informazione e la sua presentazione domani. Per inciso un programma di informatizzazione o una migrazione complessa non sono mai un passo solo. Il primo passo è creare un "ponte" tra il vecchio e quel che sarà il nuovo, quindi una base abbastanza nota e lavorabile su cui iniziare a far qualcosa. O credi che un simile progetto fatto a tavolino sia poi applicabile nel mondo reale?
            In sintesi: "sto informatizzando la PA,
            dato che ci sono cambio il sistema fiscale"Posso chiederti cos'è l'informatica per te? Se per te è "il computer" lasciam pure perdere. Se per te è la gestione, elaborazione, uso e raccolta dell'informazione allora parliamone. Per inciso l'algoritmo ha per sostanziale sinonimo procedura, quando automatizzi ovvero migliori una certa procedura se vedi che non va bene la cambi. L'informatica non è "un pezzo che aggiungi" è il tuo sistema nervoso. Se non capisci questo è meglio che resti con carta e penna che almeno sai cosa sono. La burocrazia è parte dell'informatica, l'organizzazione amministrativa è parte dell'informatica.

            Una rivoluzione copernicana che

            dobbiamo comunque affrontare.
            Ma no, cosa vuoi che sia.Se ragioni come il classico manager di scuola inglese è ovvio che eviti ogni cambiamento importante, peccato che questo sistema vada solo nel breve, al massimo nel medio periodo, un paese civile per la sua PA dovrebbe avere una ben diversa impostazione.
            Ma certo: il sistema al servizio
            dell'informatizzazione, non il contrario.Non comprendendo cosa sia l'informatica non puoi capire il resto non c'è un "sistema al servizio dell'informatizzazione" o "l'informatizzazione al servizio del sistema", l'informatica è il sistema. Lo è sempre stato, con altri nomi, da ben prima che esistessero i computers.
            A seguire le tue idee, non ci sarà
            più un paese di sicuro.Se non avessimo una nazione con un'ignoranza media così elevata, un paese così corrotto poiché composta in gran maggioranza da cortigiani e vassalli vari anziché da Cittadini, ci sarebbe eccome un paese prospero. L'idea da sola non basta, serve anche metterla in pratica.
          • Risposte scrive:
            Re: a tarallucci e vino
            - Scritto da: xte

            In sintesi: "non ho idea di cosa devono

            fare ma so già come la devono fare"
            Sai cos'è un principio generale? O pensi che in
            un post si possa andare nel dettaglio ed
            eviscerare un reale piano di
            migrazione?Non si può andare nel dettaglio soprattutto perchè i dettagli non si conoscono, quindi è tutto un pour parler.

            In sintesi: "l'importante sono le

            tecnologie che uso, non come tratto

            e presento le informazioni"
            Dimmi, è nato prima l'uovo o la gallina? Io so solo che è nato prima l'uovo dell'informatica.
            Il *cosa
            uso* oggi, perché da qualche parte si deve
            cominciare, mi permetterà di gestire o meno
            l'informazione e la sua presentazione domani. Si deve cominciare da qualcosa e infatti qualcosa è stato fatto ma probabilmente non va bene. Quindi forse invece di partire secondo "principi generali" magari prima è meglio fare una analisi.
            Per
            inciso un programma di informatizzazione o una
            migrazione complessa non sono mai un passo solo.Infatti occorre una analisi prima di agire.
            Il primo passo è creare un "ponte" tra il vecchio
            e quel che sarà il nuovo, quindi una base
            abbastanza nota e lavorabile su cui iniziare a
            far qualcosa. O credi che un simile progetto
            fatto a tavolino sia poi applicabile nel mondo
            reale?No credo che occorra fare prima una analisi del problema e delle esigenze.

            In sintesi: "sto informatizzando la PA,

            dato che ci sono cambio il sistema fiscale"
            Posso chiederti cos'è l'informatica per te? Se
            per te è "il computer" lasciam pure perdere. Si in effetti intuisco che invece per te l'informatica permea tutto l'universo.
            Se
            per te è la gestione, elaborazione, uso e
            raccolta dell'informazione allora parliamone. Per
            inciso l'algoritmo ha per sostanziale sinonimo
            procedura, quando automatizzi ovvero migliori una
            certa procedura se vedi che non va bene la cambi.
            L'informatica non è "un pezzo che aggiungi" è il
            tuo sistema nervoso. Si e cosa c'entra col cambiare il sistema fiscale, sanitario e dell'istruzione ?
            Se non capisci questo è
            meglio che resti con carta e penna che almeno sai
            cosa sono. La burocrazia è parte
            dell'informatica, l'organizzazione amministrativa
            è parte
            dell'informatica.Si e cosa c'entra col cambiare il sistema fiscale, sanitario e dell'istruzione ?


            Una rivoluzione copernicana che


            dobbiamo comunque affrontare.

            Ma no, cosa vuoi che sia.
            Se ragioni come il classico manager di scuola
            inglese è ovvio che eviti ogni cambiamento
            importante, peccato che questo sistema vada solo
            nel breve, al massimo nel medio periodo, un paese
            civile per la sua PA dovrebbe avere una ben
            diversa
            impostazione.Non è questione di ragionare come un manager, tu hai detto che per informatizzare occorre riformare il sistema fiscale, sanitario e l'istruzione. E' come se a casa mia dovessi mettere una lampadina e dato che ci sono cambio casa. Ti sembra una proposta razionale ?

            Ma certo: il sistema al servizio

            dell'informatizzazione, non il contrario.
            Non comprendendo cosa sia l'informatica non puoi
            capire il resto Di sicuro la TUA informatica non la capisco, anzi la capisco e mi pare demenziale.
            non c'è un "sistema al servizio
            dell'informatizzazione" o "l'informatizzazione al
            servizio del sistema", l'informatica è il
            sistema. Prima viene il sistema, poi l'informatica che si occupa di studiare i metodi per il trattamento dell'informazione e dell'automatizzazione dei processi.
            Lo è sempre stato, con altri nomi, da
            ben prima che esistessero i
            computers.Nella terminologia comune vuol dire altro.Quando si parla di informatizzazione di sicuro non si parla di qualcosa che esisteva sin dalla notte dei tempi e di sicuro non sottointende riformare la scuola, il sistema sanitario e fiscale.Queste sono cose che ti sei immaginato tu.

            A seguire le tue idee, non ci sarà

            più un paese di sicuro.
            Se non avessimo una nazione con un'ignoranza
            media così elevata, un paese così corrotto poiché
            composta in gran maggioranza da cortigiani e
            vassalli vari anziché da Cittadini, ci sarebbe
            eccome un paese prospero. L'idea da sola non
            basta, serve anche metterla in
            pratica.Giusto ma quello che hai appena detto con l'informatizzazione in sè non ha nulla a che fare.
        • ben10 scrive:
          Re: a tarallucci e vino
          - Scritto da: xte
          persino C come C++. Mi concentrerei su un sistemaEvitare il C e il C++ o in altre parole: dai per scontato che chi svilupperà l'applicazione sia un cazzaro che non sa programmare. Il C++ è piuttosto type-safe e questi due sono i due linguaggi piu' portabili di tutti. Gli interpreti dei linguaggi come php, python e java sono a loro volta scritti in C.Dipende molto dal programma. A volte conviene un linguaggio a volte un altro.
          • xte scrive:
            Re: a tarallucci e vino

            Dipende molto dal programma. A volte
            conviene un linguaggio a volte un altro.Certamente, ma siamo nel 2017 e se si scrive oggi qualcosa che ha un'ottica un pelo più lunga dell'app inutile mobile di turno è opportuno basarla su tecnologie che saranno gestibili anche domani. In C abbiamo praticamente tutti gli OS e i compilatori, in C++ quasi tutto il resto. Oggi. Qui si parla di qualcosa di oggi, ma per il domani.Quando Unix nacque la quasi totalità degli OS era in asm, con praticamente la sola eccezione delle LispM che erano in lisp. La rivoluzione che permise a unix di affermarsi fu l'aver scelto un linguaggio di alto livello (per allora), semplice, facile da usare, con una buona libreria standard. Questo gli permise di vincere su OS fatti assai meglio, altri assai più maturi. Oggi il C, il C++, anche il Java sono linguaggi di un'altra epoca, certamente flessibili, efficaci, maturi ma di un'altra epoca. La scintilla che può scatenare uno sviluppo di successo oggi passa per linguaggi di quest'epoca.Pensa al successo del Python: che ha di più/di meglio del Perl o del Ruby per citare "concorrenti" simili? Una sola cosa: un aspetto "moderno", questa è la sola cosa che l'ha fatto stravincere. Oggi un python adatto a compiti di sistema non lo abbiamo, il go ed il rust sono opzioni possibili, non ideali ma valide.IMVHO gli "sharp tools" di Frederick Brooks sono anche questi. Non c'è in genere il linguaggio fatto apposta per. C'è spesso una varietà di opzioni e nel caso è bene partire da radici d'un certo tipo...
      • bugiardino scrive:
        Re: a tarallucci e vino
        La mia proposta è utopia per l'italia e consiste nel prendersi le proprie responsabilità su un progetto di qualsiasi natura.
    • Izio01 scrive:
      Re: a tarallucci e vino
      - Scritto da: bugiardino
      Adesso sotto con le aziende amiche di amici che
      spenderanno il triplo dei soldi sotto pagando i
      consulenti sub sub sub sub sub appaltando ed alla
      fine ci ritroveremo come per i progetti italia.it
      di rutelli e VeryBello.it di FranceschiniEsattamente quello che ho pensato io. Fulgidi esempi dell'informatizzazione pubblica all'italiana.
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